mercoledì, dicembre 13, 2006

io, il mio blog, io


Tante cose sono successe in questi giorni, tante cose questo blog meritava di vivere.
Proviamo a riscrivere con le parole mie, dopo tante agenzie che io scelgo (e quindi sono anche 1 pò mie), al massimo coloro di rosa nelle parole chiave.

Ci ha lasciato un giornalista, quel faccione che apre il post. E' strano come la cosa mi abbia fatto dispiacere, quasi come se lo conoscessi personalmente. Quest'estate, mentre studiavo, mentre la vita mi riservava il dolore più grande che una persona possa vivere, anche se in forma leggermente (ma solo leggermente) indiretta, proprio lui che ci ha lasciato senza preavviso, mi raccontava, nel mio studio matto e disperatissimo, dei mondiali, di cosa succedeva, al di là del calcio. Ogni mattina a radio Deejay Linus e Nicola lo chiamavano per chiedergli di calcio, e così è entrato a casa mia, costantemente, dolcemente, facendomi sorridere. Lunedì a Deejay si piangeva, davanti alle telecamere. Per loro era un amico intimo. Io mi limito a capirli.

La morte: Ahmadinejad unisce gli storici revisionisti di mezzo mondo per confutare l'olocausto. Lontano dai miei pensieri su cosa l'olocausto voglia dire (perchè, su cosa è voluto dire, siamo tutti d'accordo, su cosa voglia dire ora, forse un pò meno), è veramente incredibile come la stampa mondiale si sia indegnata, Matrix abbia fatto uno speciale. E lui lì, teatrante, continuava ad arringare la folla sull'Israele che non ci sarà più e noi a dire che il buon Mahmoud sia il nuovo Hitler.
Ma se siamo noi a farlo mangiare..se la nostra società lo fa vivere mediante l'amore incondizionato per il petrolio.
Che cazzo piangiamo ora?

Da qui, facili le riflessioni sul valore della morte. Probabilmente a tantissimi italiani preme più della morte di D'Aguanno rispetto ai 6 milioni richiamati in causa dal signor Iran. Poi ci penso, e penso allo Tsunami, qualcuno di voi ci pensa tutti i giorni? Ci pensate più di quanto pensiate a Scaramella, o al piccolo Samuele? Morti (o finti morti) "eccellenti"..e così, mi viene di citare una frase del baffetto, ma non di quello che "il lavoro rende liberi" ma uno di quello che mangiava i bambini.

Stalin infatti diceva:

la morte di un uomo è tragedia,
la morte di milioni statistica

si ok, è crudissima.
Ora, provate a confutarla.

Nel frattempo escono i film di natale, uno più ignobile dell'altro, fortuna che c'è D'Alatri, Bonolis, Rubini e Santarelli (?) che risollevano lo stato medio della cinematografia italiana.

Nel frattempo abbiamo avuto x 2 ore i biglietti x Inghilterra-Italia di rugby, una cosa di cui parlavamo da 2 anni, li abbiamo avuti e ce la siamo fatta sotto..
o siamo stati eccezionali nella nostra razionalità.

E io,
e io sto tornando a essere quello di qualche anno fa, sto riscoprendo il gusto di essere positivo con le persone.
Non so perchè, ve lo saprò dire..ma a parte diversi momenti in cui le braccia continuano a cadermi, c'è stato uno switch dentro di me.

Fine delle trasmissioni

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