martedì, ottobre 31, 2006

blog silente, causa milano


fatti salienti:

1.
Michael Schumacher e Valentino Rossi a colloquio. E' avvenuto su Italia 1 dopo l'amara conclusione del Gp di Valencia che ha laureato Hayden campione del mondo della MotoGp. ''Valentino mi dispiace, ma sei un grande e hai ancora tanti anni per vincere un altro mondiale, incrocio le dita'', ha detto Schumacher, che ha chiesto a Rossi cosa fosse successo in occasione della caduta: ''Ho fatto un errore - la risposta di Valentino - è dispiaciuto anche a me. Dobbiamo ora controllare la telemetria, ma ho sbagliato io''.

2. L'attaccante del Real Madrid Antonio Cassano è stato allontanato dalla prima squadra dopo aver avuto un confronto con l'allenatore della squadra Fabio Capello dopo l'incontro di Liga di sabato scorso contro il Gimnàstic, a Terragona.

Lo ha annunciato oggi il club in un comunicato.

Real ha riferito che Cassano, che è rimasto in panchina tutta la partita, ha mancato di rispetto a Capello dopo la partita, ma non ha fornito ulteriori informazioni sull'episodio.
I giornali spagnoli dicono che Cassano, in un confronto faccia a faccia con l'allenatore, abbia chiesto di essere un giocatore titolare. L'italiano è partito nel'undici titolare poche volte questa stagione.
"Merito di giocare e di essere uno dei titolari", ha detto Cassano a Capello dopo l'incontro vinto dal Real 3-1, secondo quanto scrive il giornale As.
Il Real Madrid ha detto che oltre alla sospensione per un periodo non ancora precisato, il giocatore è stato multato.
3.Sono andato a vedere Babel, il nuovo film di Alejandro Gonzales Inarritu. Lo suggerisco a tutti indistintamente, però come sempre, Inarritu vi farà venire un magone sopportabile a stento.
Girato bene (palma d'oro a Cannes x la regia), sceneggiato benissimo..ma la domanda è una sola:
se a Muccino non viene perdonato il fatto che fa film tutti uguali, perchè dovremmo accettarlo da Inarritu?
Io sono uno dei pochi Mucciniani che non se ne vergognano, e sarò anche Inarrituiano.. anche se mi indignerò x 3 cd tutti uguali :)

giovedì, ottobre 26, 2006

tasse sulla mortadella

"Che tutta questa vicenda sia una pagina oscura della nostra Repubblica mi sembra evidente". Così Clemente Mastella, ministro della Giustizia, commenta la notizia dei controlli abusivi sulle posizioni tributarie del premier Romano Prodi e di altre personalità.

Il Guardasigilli ritiene che necessario "fare chiarezza al più presto". E si dice convinto che sia il ddl sia il decreto sulle intercettazioni varati dal governo "siano fatti che mirano ad evitare ulteriori pagine o momenti bui nella storia repubblicana del nostro paese".

Una commissione di inchiesta chiede invece il ministro Antonio di Pietro: "Quello che va fatto da parte della politica è istituire una commmissione d'indagine per individuare per quali regioni sono state fatte queste attività".

E se per Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente, quanto sta emergendo oggi a Milano "è la dimostrazione che il nostro presidente del consiglio è oggetto di una campagna d'attacco continua e irresponsabile", il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa liquida la questione con una battuta: "Siamo tutti sotto controllo, Prodi non mi fa tanto pena, non capisco questi piagnistei...". Quindi precisa: "Poi certo, se c'è qualcuno che ha sbagliato -dice- è giusto che paghi".

Molto più cauto il commento del segretario di An, Gianfranco Fini che definisce l'accaduto "una
situazione che non fa onore all'Italia".

Pesante il giudizio di Isabella Bertolini di Forza Italia: "Prodi spiato? Si sente l'odore di giustizia ad orologeria difensiva, di manovra diversiva vittimista. Tutte le volte che il professore finisce nella bufera parte una inchiesta per distrarre l'opinione pubblica".

Ribatte Gianclaudio Bressa, vicepresidente dell'Ulivo alla Camera: "Dietro ad azioni di questo tipo possono esserci solo precisi quanto inaccettabili fini politici".

E "turbata" si dice anche Anna Finocchiaro, che tra l'altro si chiede "chi ha deciso, organizzato e resi operativi tali illeciti controlli? Perchè appare chiaro che azioni di questo tipo hanno solo meschini e inaccettabili fini politici".

Il vicepresidente del Senato, Gavino Angius, è invece preoccupato perchè intravede il ritorno al periodo dei "servizi paralleli".

Al premier, intanto, arriva anche la solidarietà del sindaco di Roma Walter Veltroni che chiede di "individuare e colpire i responsabili di ogni illecito e chiudere in tempi rapidi questa bruttissima pagina che evoca un passato che ritenevamo chiuso. Ciò che questa vicenda fa emergere è l'ulteriore conferma dell'onestà e della rettitudine di Romano Prodi e della sua famiglia''.

mercoledì, ottobre 25, 2006

fort apache (e dico si che era 1 volo alitalia)

È stato un assalto in piena regola: il pulmino con a bordo un equipaggio Alitalia, sei persone in tutto, è stato speronato e bloccato ieri mattina a Napoli da un commando di otto banditi a volto coperto e armati di pistola che hanno picchiato e rapinato le vittime. I malviventi hanno portato via un orologio Rolex e un portafogli con 150 euro. Un pilota, colpito da un pugno, e una hostess, presa a calci sono finiti in ospedale.

A quel punto il volo in partenza alle 6.30 dall'aeroporto di Capodichino in direzione Milano-Linate è stato cancellato. La comunicazione però ha scatenato le ire dei passeggeri. Molti viaggiatori hanno protestato credendo che la rapina fosse in realtà una scusa per nascondere altri disservizi. Invece il personale Alitalia aveva realmente vissuto una terribile disavventura: l'aggressione si è verificata alle 5.50 del mattino, mentre l'equipaggio si stava dirigendo in Aeroporto su un autobus di servizio. Una Fiat Panda e un ciclomotore hanno speronato il veicolo obbligando il conducente ad arrestare la marcia. In un attimo i rapinatori, almeno otto persone, hanno circondato le vittime. Per impedire la fuga uno dei malviventi ha estratto dal cruscotto la chiave d'accensione del pulmino.

Racconta il comandante dell'aereo: " Sono stati momenti di terrore. I rapinatori parlavano con accento napoletano. Ricordo che, a un tratto, hanno puntato la pistola contro l'hostess e uno di loro ha detto al compagno di andarci piano. Io ho invitato i miei a stare calmi e di non reagire. Mi è sembrato tutto così sproporzionato rispetto al bottino". I rapinatori sono riusciti a portare via solo un orologio Rolex e un portafogli contenente 150 euro in contanti e documenti.

Nella colluttazione a una delle vittime è stata strappata la divisa. Un altro membro dell'equipaggio è riuscito a nascondere l'orologio nei calzini. I feriti sono stati medicati e dimessi poco dopo per le contusioni provocate dai colpi inferti ad opera dei malviventi. Ma tutto l'equipaggio è rimasto fortemente scioccato dall'accaduto ed è stato messo a riposo per qualche giorno a scopo precauzionale. L'Alitalia ha provveduto ad assistere i passeggeri rimasti a terra che sono stati imbarcati sul volo successivo.

"In venti anni di servizio è la prima volta che mi capita un episodio siimile a Napoli - sottolinea il comandante - Siamo tutti sotto choc e siamo stati messi a riposo. Mi dispiace per le proteste dei passeggeri che non hanno creduto alla nostra versione", conclude l'ufficiale. Adesso la polizia sta indagando per individuare i responsabili dell'azione. Non è un'inchiesta agevole in quanto i banditi erano tutti a volto coperto. L'auto utilizzata per mandare fuori strada il pulmino dell'Alitalia è stata ritrovata poco distanza, abbandonata.

Quasi certamente il commando ha seguito il personale della compagnia aerea dopo aver notato il gruppo mentre prendeva il caffè in piazza Carlo III, nel centro della città, a pochi passi dalla stazione. In strada era ancora buio e i malviventi hanno poi atteso il momento più adatto per agire. La caccia è tra le bande, composte prevalentemente da giovani spesso tossicodipendenti, che dai quartieri popolari si sposta in centro alla ricerca di obiettivi da rapinare.

lunedì, ottobre 23, 2006

che uomo! (2)

L'Italia, "culla della mafia", non ha nulla da insegnare alla Russia. Irritato dalle critiche dei leader europei sulle violazioni dei diritti umani nel suo Paese, il presidente russo Vladimir Putin ha reagito sparando a zero anche sulla Spagna, "i cui enti locali sono pieni di funzionari corrotti". Lo scrive il quotidiano spagnolo El Pais, al quale fonti diplomatiche hanno riferito dello scatto d'ira del leader del Cremlino durante il Consiglio europeo di Lahti, in Finlandia. Nell'auditorium Sibelius, sulle sponde del lago Vesijarvi, dove venerdì scorso i leader europei e Putin hanno partecipato a una cena per discutere delle forniture di gas russo all'Unione, la serata non era cominciata sotto i migliori auspici.

Putin era reduce dalla clamorosa gaffe sul presidente israeliano, per le cui prestazioni aveva espresso ammirazione e invidia. Il presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, non lo aveva accolto nel più caloroso dei modi, ricordandogli la preoccupazione dell'Unione per il deterioramento dei dritti umani in Russia, poi il minuto di silenzio osservato dai deputati per l'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, e il cenno alle difficoltà sofferte dalle Ong russe. "Facciamo affari con Paesi peggiori del suo - gli aveva poi detto - ma con voi vogliamo unirci e per questo è necessario che condividiate certi valori".

Putin, palesemente irritato, si è difeso con l'attacco. Il Cremlino, ha detto - secondo quanto riferito dalle fonti citate da El Pais - non può accettare lezioni di democrazia da Paesi come la Spagna, in cui molti sindaci sono sotto inchiesta per corruzione, o dall'Italia, "dove è nata una parola come 'mafia'". Il premier spagnolo Jose Luis Zapatero, e quello italiano Romano Prodi, secondo le fonti, sono rimasti senza parole, mentre Putin rispondeva anche alle preoccupazioni europee per la situazione in Georgia e Cecenia: pensate a quello che avete combinato in Jugoslavia, ha detto.

Ad allentare la tensione, ci ha pensato il premier finlandese e padrone di casa Matti Vanhanen. In chiusura di cena, Putin ha ammesso che anche in Russia c'è diffusa preoccupazione per l'aumento della violenza, negando però ogni responsabilità nella morte della Politkovskaya.

sabato, ottobre 21, 2006

che uomo!

Microfono aperto e incredibile gaffe di Vladimir Putin. "Katsav si è rivelato un uomo forte, ha stuprato ben dieci donne! Non me lo sarei mai aspettato da lui. Ci ha sorpreso tutti, lo invidiamo", avrebbe detto il presidente russo al primo ministro israeliano Ehud Olmert, secondo quanto riferisce il quotidiano russo Kommersant.

I discutibili commenti di Putin, che sarebbero stati fatti durante la visita di Olmert a Mosca mercoledì, vengono rivelati alla vigilia della partecipazione del leader russo al summit europeo di Lahti, in Finlandia. Com'è noto, il presidente israeliano Katsav è sotto accusa per stupro:per ragioni di opportunità ha anche saltato la seduta inaugurale del Parlamento.

Il commento fatto da Putin è riferito in modo diverso a seconda delle fonti, perché solo la prima parte delle sue affermazioni è stata catturata dai microfoni. Tutti i presenti in sala hanno sentito il leader russo dire a Olmert di salutargli Katsav e la frase "Ci ha davvero sorpreso tutti", poi il microfono è stato spento e i giornalisti sono stati invitati in tutta fretta a lasciare la sala. Alcuni presenti avrebbero poi raccontato il seguito ai giornalisti.

La versione di Kommersant è peggiore. Putin avrebbe detto esplicitamente: "Katsav si è dimostrato un grande uomo. Ha stuprato dieci donne, non me lo sarei mai aspettato da lui, ci ha sorpreso tutti e tutti lo invidiamo". Entrambi gli articoli sottolineano però che la frase sarebbe stata pronunciata in un contesto umoristico, tanto che sia i diplomatici russi che quelli israeliani sarebbero poi scoppiati a ridere, ma ciò non toglie che l'ironia su un argomento così delicato e in tale contesto non sia opportuna.

Non è la prima volta che in Russia i microfoni lasciati aperti creano situazioni imbarazzanti per politici e diplomatici. Lo scorso giugno il segretario di Stato americana Condoleezza Rice e il ministro degli Esteri russo Sergey V. Lavrov furono sorpresi a commentare la guerra in Iraq con frasi che i reporter non avrebbero dovuto ascoltare. Un mese più tardi toccò al presidente Bush, mentre era a San Pietroburgo, pronunciare al microfono, che pensava spento, parolacce e commenti inopportuni sulla Siria e sul segretario generale dell'Onu Kofi Annan.

Le autorità israeliane, interpellate dalle agenzie di stampa, non hanno voluto commentare le frasi di Putin o la risposta di Olmert, mentre dal Cremlino il portavoce Dmitri S. Peskov ha detto: "Mi è stato raccontato che mentre la stampa lasciava la sala sono state fatte alcune battute, ma non ero sul posto e non posso dire che cosa è stato detto". Il quotidiano Kommersant, che è stato recentemente acquistato da un imprenditore vicino al colosso dell'energia Gazprom, è l'unico organo di informazione russo che ha riportato l'accaduto. In Israele la notizia è stata ripresa da vari media, ma non ha suscitato un vero e proprio dibattito.

Il quotidiano israeliano Jerusalem Post riporta che Putin avrebbe continuato i suoi commenti su Katsav dicendo: "Non sapevamo che potesse cavarsela con 10 donne". Frase che sarebbe stata commentata da Olmert così: "Non sono per niente invidioso di lui".

venerdì, ottobre 20, 2006

ufo robot


Il presidente Bush ha presentato una nuova politica spaziale con l'obiettivo di assicurare la supremazia degli Stati Uniti anche nell'atmosfera e oltre. "La libertà di azione nello spazio è importante tanto quanto la nostra potenza navale e marittima", si legge nel testo. Il documento stabilisce inoltre il diritto per Washington di negare a chiunque l'accesso allo spazio, se ritenuto "ostile agli interessi americani".

Il documento pone le tematiche della difesa al centro delle politiche Usa nello spazio e nello stesso tempo dà il via libera a una legge che aumenta di 70 miliardi di dollari (circa 60 miliardi di euro) il bilancio annuale per la guerra al terrore. Il documento rigetta inoltre l'ipotesi di qualsiasi futuro accordo militare che potrebbe implicare la condivisione di dati sulla politica spaziale e limitare dunque la flessibilità dell'azione americana.Se il suo predecessore Bill Clinton aveva in egual misura puntato ad ampliare la ricerca sul sistema solare e garantire la sicurezza degli Usa, Bush ha decisamente come priorità "rafforzare la supremazia" di Washington e far sì che "la tecnologia spaziale sia messa a disposizione della sicurezza nazionale". Per questo la Casa Bianca mette già il veto a eventuali trattati o moratorie. "Gli Stati Uniti si opporranno alla creazione di nuovi regimi legali o restrizioni che cerchino di proibirne o limitarne l'accesso e l'utilizzo dello spazio", ha scritto il presidente.

Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Frederick Jones, ha spiegato che era necessario rivedere la politica americana per lo spazio, "divenuto una componente sempre più importante dell'economia e della sicurezza americana". "Questa politica non riguarda lo sviluppo o lo schieramento di armi nello spazio", si è affrettato a precisare al Washington Post un alto funzionario dell'amministrazione. Le spiegazioni della casa Bianca però non hanno convinto Michael Krepon, cofondatore dell'Henry L. Stimson Center che segue proprio le questioni legate alla corsa agli armamenti spaziali. Il cambiamento di politica, ha spiegato, rafforzerà i sospetti che gli Stati Uniti vogliano sviluppare, provare e dispiegare armamenti nello spazio. I timori, ha sottolineato, sono alimentati dal fatto che l'amministrazione Bush si rifiuti persino di discutere dell'argomento.

lunedì, ottobre 16, 2006

i bug della cultura nipponica

'Non so se perdonare Pedrosa: da lui non me l'aspettavo'. E' nero Hayden dopo la sportellata che l'ha messo ko all'Estoril. 'Se ci doveva essere un problema - continua l'americano - pensavo venisse da altri piloti, non certo dal mio compagno'. 'E' stato un incidente - ha replicato lo spagnolo - non volevo superarlo in quel momento. La mia ruota e' finita sul cordolo e sono scivolato'. Alla Honda cercano di minimizzare ma non e' un mistero che tra i due non corra buon sangue.

domenica, ottobre 15, 2006

dopo la discesa in campo, regoleremo le sospensioni all'italia


Flavio Briatore di nuovo paladino dei ricchi. E anche dei poveri. Dopo aver riempito le cronache estive con le sue crociate a base di pagine pubblicitarie e serate al Billionaire contro la tassa sul lusso in Costa Smeralda, eccolo alle prese con la Finanziaria. "Si vuole criminalizzare i ricchi e cioè chi ce l'ha fatta. E chi ce l'ha fatta dovrebbe essere considerato un esempio per i giovani". E anche: "Questa Finanziaria colpisce i poveri che non hanno la struttura del ricco".

Nella trasmissione In mezz'ora su Raitre, il manager della Renault dice a Lucia Annunziata fondamentalmente due cose: in certi casi evadere le tasse è una necessità e, dopo i successi nel campo imprenditoriale, non è da escludere un suo impegno in politica.

A proposito di evasione fiscale il manager piemontese spiega di comprendere gli italiani che non riescono a pagare le tasse: "Se fossi un italiano che deve dare il 50% allo stato farei così: se posso pago, altrimenti no. Se non ce la facessi a stare in Italia me ne andrei. L'evasione delle tasse non è giustificabile, ma è comprensibile". Anche se aggiunge che "chi ha successo non deve essere illegale. Si può avere successo assolutamente nella legalità. Si diventa ricchi con il lavoro". E ancora: "Le tasse vengono evase quando il cittadino pensa che si sia superato il limite. In Inghilterra per esempio sono giuste, infatti lì non c'è evasione. Dovremmo copiare i Paesi che funzionano".

"Quantificare un ricco vero? E' uno che guadagna dai 20 ai 70 milioni di euro all'anno", dice. Io non ho mai guadagnato in Italia, sono andato via 25 anni fa. Poi torna sull'estate calda appena passata: "Qui si sta cercando di criminalizzare i ricchi. Al Billionaire dicono che i prezzi sono troppo alti? Non sono io che decido i prezzi, li decide il mercato. La gente sta bene, inoltre creo 140 posti di lavoro in due mesi".

E sui manifesti sulla Finanziaria di Rifondazione comunista raffigurano un enorme yacht e la scritta "Anche i ricchi piangono": "Vedere quella barca dovrebbe essere uno stimolo per i giovani. In Italia si cerca di spaventare chi produce. Questa Finanziaria alla fine fa piangere i poveri non i ricchi".

Poi, l'annuncio: "L'Italia è un paese vecchio, la gente viaggia poco e non c'è nessun politico, con una carica importante, sotto i 40 anni. Io in politica? Non sono né di sinistra e né di destra, mi occupo di Formula Uno. Però se potessi dare un aiuto...la politica non ti annoia, magari se dovessi annoiarmi ci penserò. Se tra un paio d'anni potessi dare un contributo perchè no? Ci rivediamo e ne parliamo". Infine la chiosa: "I politici attuali in Italia sono scarsi".

da questo piano dipende l'economia dell'Italia

Un´operazione in 55 mosse per recuperare 13 miliardi di euro. È quanto emerge dal documento presentato dal viceministro all´Economia Vincenzo Visco, con l'obiettivo di «sradicare» l'evasione entro la fine della legislatura. Le iniziative contenute nel cosiddetto «Piano Visco» si estendono dal decreto del luglio scorso a quello che accompagna la Finanzaria 2007, varato in questi giorni. Duplice l'intento del Governo, che da un lato rafforza «i poteri del Fisco nei riguardi del singolo contribuente già sottoposto a verifica (in materia di questionari, nelle procedure telematiche di acquisizione dei dati bancari, con il raddoppio termini di decadenza, eccetera)» e dall´altro programma «un cospicuo arricchimento del patrimonio informativo dell'anagrafe tributaria».

Molte le novità, fra interventi normativi ed organizzativi, del nuovo progetto, che mira a combattere un fenomeno, l´evasione fiscxale, che secondo lo stesso viceministro sottrae alle casse dello Stato 220 miliardi di euro.

Tracciabilità dei compensi. Non si potranno pagare le parcelle dei professionisti (dentista, avvocato ecc..) con denaro contante e se la parcella è superiore a 1000 euro si dovrà emettere un assegno o pagare con carta di credito. In tre anni la soglia si abbasserà a 100 euro. La norma serve per consentire l'individuazione dei passaggi di denaro e garantirne la tracciabilità.

Auto. Guerra ai Suv "mascherati". Non si potranno più far figurare i fuoristrada come autocarro per intestarlo alla propria società e scaricare così Iva e spese. Sarà vigiliato anche il mercato parallelo internazionale delle auto con inclusa evasione dell'Iva: l'immatricolazione dovrà essere subordinata alla dimostrazione del pagamento della tassa nel paese straniero.

Calciatori. Giro di vite sui compensi dei bomber e degli atleti professionisti. Le società dovranno inviare al Fisco i contratti dei giocatori. Scontrino. Chi non lo emette rischia grosso. È prevista la chiusura da tre giorni a un mese dell´esercizio commerciale per chi viene pescato a non fare scontrino per almeno tre volte nell´arco di 5 anni.

Antievasione. Nasce una banca dati unica, che raccoglie i nomi, le generalità e il codice fiscale dei titolari dei conti bancari e dei portafogli titoli. La banca dati potrà essere utilizzata per gli accertamenti dall'Agenzia delle entrate e successivamente l'anagrafe sarà integrata con le informazioni delle Camere di Commercio e potrà essere utilizzata anche dagli esattori delle tasse, addetti alla riscossione finale dei tributi fermi.. Gli istituti di credito rischiano multe fino a 20 mila euro se non risponderanno alle richieste di informazioni formulate dall'amministrazione fiscale.

Iva. Da sei mesi a due anni di reclusione per chi omette il versamento dell´ Iva per una cifra superiore ai 50 mila euro, sanzione applicata anche per chi utilizza crediti d'imposta inesistenti. Più controlli sulla concessione delle partite Iva.

Elenchi. Dovrà essere inviato all´Agenzia delle Entrate l´elenco di tutti i clienti e dei fornitori, stilato dai commercianti.

Paradisi fiscali. Non sarà più possibile per l´utente dedurre le parcelle pagate ai professionisti, con residenza nei paradisi fiscali. La mossa del governo è mirata a scoraggiare il fenomeno.

Casa. Per contrastare gli affitti in nero, l´amministrazione fiscale potrà fare indagini, inviare questionari anche ai privati ed erogare sanzioni in caso di mancata risposta.Potranno scattare inoltre accertamenti sulle compravendite di immobili, nei casi in cui il valore di un mutuo è superiore a quello catastale dichiarato. Il condominio che fa una qualsiasi opera di manutenzione dovrà pagare le imposte sui lavori effettuati per conto della ditta che li ha svolti con una ritenuta pari al 10%.

Reddito. Gli studi di settore, sulla base dei quali gli autonomi pagano le tasse, saranno effettuati ogni tre anni invece che ogni quattro e il tetto dei ricavi sale da 5 a 7,5 milioni. Sono previste sanzioni per i dati non veritieri.

Dichiarazione dei redditi. Si deve indicare, nella dichiarazione dei redditi, il codice fiscale del coniuge separato che riceve assegni, mentre per ottenere le detrazioni delle spese mediche bisognerà accludere alla dichiarazione dei redditi lo scontrino o la fattura e il codice fiscale di chi spende e usufruisce della detrazione.

Dare-Avere. Sarà detratto dal credito verso una Pubblica amministrazione (per una prestazione professionale, ad esempio) l´ ammontare dell´arretrato fiscale, se le due cifre dovessero coincidere e lo Stato prima di estinguere le fatture a suo carico sarà tenuto a controllare.

Controlli: si intensificheranno i controlli sull´imposta di registro, ipotecaria e catastale e gli accertamenti doganali.

Manodopera a nero. I datori di lavoro che verranno trovati a impiegare manodopera in nero dovranno pagare fra i 500 e i 12.000 euro per ogni lavoratore, più una maggiorazione di 150 euro per ogni giornata di lavoro.

giovedì, ottobre 12, 2006

banditi!

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge presentato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni volto a disciplinare il settore televisivo nella fase di transizione al digitale terrestre. Il provvedimento, in pratica una riforma della legge Gasparri, è stata approvata da Palazzo Chigi all'unanimità ma con delle modifiche rispetto al testo originale.

Cambia il mercato della pubblicità. In una conferenza stampa convocata subito dopo il consiglio dei ministri, Gentiloni ha esposto i punti salienti della nuova normativa. La riforma interviene sulla redistribuzione della raccolta pubblicitaria, aggiustando lo squilibrio al momento esistente a favore della tv. "Si stabilisce posizioni dominanti per i soggetti che superano la soglia del 45% delle risorse", ha spiegato Gentiloni.

Scompare il Sic. Allo stesso tempo con la nuova normativa scompare una delle novità più contestate della Gasparri, ovvero l'istituzione del Sic, il "sistema di comunicazione integrato" che diluiva i limiti di acapparramento della raccolta pubblicitaria considerandoli in relazione ad un unico bacino nel quale confluivano anche satellitare e digitale terrestre.

Meno affollamento negli spot. "Le tv - ha agiunto - non diventano poi oggetto di multe e sanzioni, ma a loro si applica la misura di riduzione dell'affollamento orario della pubblicità dal 18 al 16%. Obiettivo di questa misura al posto delle multe, è che - ha aggiunto il ministro - ha un evidentissimo effetto redistributivo che è l'obiettivo virtuoso". Il primo obiettivo di questa legge, ha sottolineato Gentiloni "è aprire il mercato delle risorse pubblicitarie e delle frequenze".

Una rete Rai e Mediaset sul digitale. Il ddl, ha chiarito ancora il ministro, prevede il trasferimento di una rete analogica sul digitale entro il 2009 per Rai e Mediaset. "E' una misura che incentiva una migrazione, non una misura punitiva", ha precisato.

Obbligo di vendita per le frequenze. "Con la migrazione anticipata di una rete Rai e Mediaset sul digitale terrestre si libereranno quantità significativamente importanti di frequenze", ha poi precisato il ministro annunciando che "verrà stabilito un dovere di vendita da parte di chi le possiede, in base a criteri fissati dall'Autorità per le Comunicazioni: non saranno dunque restituite allo Stato perché sarebbe discutibile che lo Stato introducesse nel 2001 un principio per poi negarlo qualche anno dopo".

"Verso un paese normale". Quanto invece "alle frequenze usate di fatto, saranno restituite allo Stato - ha detto ancora Gentiloni - e verranno messe a gara. In questo modo l'Italia, caratterizzata finora dalla completa occupazione dello spettro, inizierà ad assomigliare a un paese normale dal punto di vista delle frequenze tv".

L'auditel cambia. La riforma introduce inoltre "una serie di norme che rafforzano le garanzie pubbliche nel sistema della rilevazione degli indici d'ascolto". In particolare le norme, ha spiegato Gentiloni, interverranno in particolare nei casi in cui i responsabili della rilevazione degli ascolti siano società partecipate a loro volta da società oggetto della rilevazione stessa.

"Un testo equilibrato". "E' un testo molto equilibrato che servirà al Parlamento per fare una buona riforma. Credo che la discussione che si aprirà andrà sicuramente a migliorare la situazione esitente", ha commentato Gentiloni.

Poi toccherà alla Rai. "Nelle prossime settimane - ha annunciato quindi il ministro - presenterò le inee guida di un progetto di legge sul futuro del sistema televisivo pubblico, della Rai. E' necessario un provvedimento ad hoc, perché su un argomento come la Rai occorre un confronto pubblico".

Berlusconi furioso. Durissimo il commento pronunciato da Silvio Berlusconi qualche minuto prima della deliberazione del governo. "Non ci credo - ha detto l'ex premier parlando a Campobasso per la campagna elettorale regionale - sarebbe un atto di banditismo e non sarebbe più una democrazia quel Paese in cui una parte politica andasse al governo e intendesse colpire l'avversario attraverso le sue aziende e le sue proprietà private. Non ci credo".

Mediaset: "E' una vendetta politica". Altrettanto duro il comunicato di Mediaset: "Per anni sono state criticate leggi definite 'ad personam', oggi il governo ne ha presentata una 'contro un'azienda che appare tagliata su misura come vendetta politica", si legge nella nota. "Si tratta di un disegno senza respiro di sviluppo - continua il comunicato di Cologno Monzese - basato su interventi contingenti che appaiono ispirati da una prospettiva retrograda. E tutto questo è ancora più nocivo in una fase di mercato in cui i media mondiali sono scossi da un profondo e repentino cambiamento".

La replica di Gentiloni. Alle accuse di Berlusconi Gentiloni ha replicato con una semplice battuta. "Il banditismo non è il mio campo, parlare di banditismo e di esproprio mi sembra un modo di buttarla in caciara...", ha risposto alla giornalista che gli chiedeva di commentare le affermazioni del leader di Forza Italia.

martedì, ottobre 10, 2006

to corporate

Google ha fatto il grande colpo: ha concluso un accordo per l'acquisto di YouTube, leader mondiale nella distribuzione di immagini gratis su internet, per la somma record di un miliardo e 650 milioni di dollari (oltre un miliardo e 200 milioni di euro). La notizia è stata data dai vertici del colosso californiano che ha così confermato le indiscrezioni dei giorni scorsi. Il gruppo di Mountain View vuole con questa operazione garantirsi un ruolo di spicco nella rivoluzione delle immagini video sul web.

YouTube, che non fa ancora profitti, è l'acquisto più oneroso fatto da Google da quando la società ha fatto il suo esordio sul mercato otto anni fa. La transazione si concretizzerà attraverso la cessione di titoli.

YouTube - che secondo alcuni esperti potrebbe avere in futuro seri problemi di copyright - conserverà il suo nome e i suoi 67 dipendenti, continuerà a operare in modo indipendente e a essere diretta dai suoi fondatori, Chad Hurley e Steve Chen.

"L'équipe di YouTube ha messo insieme una potentissima piattoforma mediatica che completa la missione di Google di organizzare il mondo dell'informazione", ha commentato Eric Schmidt, presidente e amministratore delegato di Google.

Nasce così un vero e proprio colosso del web. Google, per tanta parte degli utenti di internet sinonimo di motore di ricerca, scommette sulle potenzialità di sviluppo di YouTube e punta su un mercato in continua espansione. Basti pensare che attualmente i navigatori vedono sul sito di immagini oltre 100 milioni di filmati al giorno. E che sono in continuo aumento gli utenti e gli inserzionisti che dalla tv migrano sulla Rete.

spinoff - teatrini universitari

a chi assomiglia quest'uomo?

Noi quest'anno in gita andiamo a Roccacannuccia ridente località della ciociaria a 389 chilometri da Milano ...150 chilometri dal mare e a soli due giorni dalla montagna..avendo tutto a portata di mano è facile passare una gioiosa settimana in questi luoghi!

lunedì, ottobre 09, 2006

legalize it, don't criticize it

Droga in parlamento? Il test sui deputati effettuato, con uno stratagemma, dalle Iene, rischia di innescare una miccia politica. Con il radicale Daniele Capezzone che commenta caustico: "Io l'ho sempre detto..." e Alessandra Mussolini che pretende i nomi dei consumatori.

Il test, eseguito su 50 deputati a loro insaputa e i cui risultati verranno presentati nella prima puntata della nuova serie del programma (domani sera alle 21 su Italia 1), potrebbe creare non poco imbarazzo nei palazzi della politica: un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis, ma anche cocaina. Questo il dato: il 32% degli 'intervistati' è risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina.

L'esame è il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti, capo autore delle Iene, "ha una percentuale di infallibilità del 100%". In realtà il tossicologo Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità, definisce il drug wipe un test "serio e scientificamente valido, ma non sufficiente da solo a confermare la positività all'uso di droghe. Normalmente se il drug-wipe è negativo il risultato è confermato come tale, ma se è invece positivo è necessaria la conferma ulteriore di laboratorio, dal momento che possono verificarsi dei falsi positivi".

I deputati sono stati avvicinati con la scusa di un'intervista. poi, una finta truccatrice, si accorgeva che la fronte dell' intervistato era "troppo lucida" e tamponava. In realtà l'ignaro si era sottoposto, senza saperlo, al test che svela se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime 36 ore.

"Il test - spiega sempre Parenti - è infallibile al 100% se si sono assunte sostanze stupefacenti nelle ultime 36 ore. Il che vuole dire che basta averne fatto uso più di due giorni prima per risultare negativi. L'errore, piuttosto, può essere fatto per difetto: può succedere che il test non rilevi chi ha fatto uso di cannabis coca o altro ma non che risulti positivo se qualcuno è pulito".

Nel servizio-inchiesta non si riconosceranno i deputati sottoposti al test: "Noi stessi non sappiamo chi, dei 50 testati, sono i 'positivi'. Per noi la parte interessante non è la violazione, ma il dato percentuale". Ed è proprio sull'anonimato che punta il dito la battagliera Mussolini: "Vogliamo sapere chi tra i rappresentanti del popolo usa droga, come e da chi la compra ma soprattutto se la vende: ci manca solo l'onorevole 'pusher'". E tanto per far capire che non scherza la leader di Azione Sociale ha già attivato una petizione online sul sito del partito da presentare ai presidenti delle Camere.

Su posizioni totalmente opposte Luigi Lusi, della Margherita, che chiede alla Iene di ripensarci e non mandare in onda "un'inchiesta 'alterata', perchè, stando alle anticipazioni, si baserebbe non solo su metodi da verificare, ma farebbe acqua da tutte le parti sia dal punto di vista dei diritti, sia della privacy e non ultimo dell'attendibilità medica, dando un messaggio distorto e falsato ai giovani che rappresentano proprio il pubblico principale di questa trasmissione". Anche Lusi, come Mussolini, chiede a Bertinotti e Marini un intervento, ma di segno opposto, ovvero a tutela dei parlamentari.

Tranchant il giudizio del verde Paolo Cento che se la prende con i moralisti: "Non sorprende affatto l'ipocrisia di una parte del mondo politico che vota leggi liberticide, e poi sniffa cocaina".

Più scanzonato Capezzone: "Leggo dello stratagemma usato da 'Le Iene', cui vanno i miei complimenti. Dal canto mio, ho sempre detto che, se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della 'politica ufficiale', prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe...".

E Carlo Giovanardi, l'ex ministro "padre" della recente legge sulla droga, chiede ironicamente che l'esame sia esteso anche al Senato: "Se le Iene vogliono dire che anche in Parlamento c'è chi consuma cocaina - afferma Giovanardi - scoprono l'acqua calda". Per concludere, con una pesante allusione: "Basta andare a vedere tra i senatori a vita...".

risiko 3 - i coreani del mondiale del '66

"La sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un test atomico sotterraneo il 9 ottobre". Con queste parole, l'agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord ha comunicato al mondo che il regime di Pyongyang ha dato seguito agli annunci della scorsa settimana e ha fatto esplodere la sua prima bomba atomica nel sottosuolo. A conferma della notizia, alle ore 10.36 locali (le 3.36 italiane) il sistema di monitoraggio dell'organizzazione per il Trattato per la messa al bando dei test nucleari ha registrato in Corea del Nord una scossa di magnitudo 4,0 Richter. Durissime le reazioni della comunità internazionale all'esperimento, che rischia di peggiorare ulteriormente i rapporti tra i Paesi dell'area.

L'esperimento è stato condotto nella zona settentrionale di Hamkyong, probabilmente in un tunnel orizzontale scavato nel cuore di una collina. Il ministro della Difesa russo Sergei Ivanov ha comunicato che, secondo le stime degli esperti di Mosca, la bomba esplosa aveva una potenza compresa tra i 5 e i 15 kilotoni. In base alle rilevazioni effettuate in Giappone e Corea del Sud il test non ha causato fuoriuscite radioattive.

Dagli organi di informazione nordcoreani, filtrano solamente dichiarazioni entusiaste. Il test atomico sotterraneo viene presentato come un grande passo avanti per il Paese. Secondo l'agenzia centrale nordcoreana, "il test nucleare è un evento storico che ha portato felicità all'esercito e alla popolazione. L'esperimento atomico contribuirà a mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana".

L'esperimento sembra non aver avuto conseguenze particolari sulla vita degli abitanti di Pyongyang. L'agenzia giapponese Kyodo, l'unica ad avere un ufficio di corrispondenza pienamente funzionante nella capitale nordcoreana, ha parlato di una "vita assolutamente normale" per le strade della città. Il regime non avrebbe infatti annunciato il test con enfasi paragonabile a quella che ha accompagnato altri suoi passati passi di potenziamento strategico.

La notizia ha invece avuto immediate ripercussioni negative sulle principali Borse asiatiche, che sono state colte da un'ondata di panico con vendite generalizzate. Il mercato azionario di Seul ha registrato un calo del 2,61%, l'indice di Hong Kong ha perduto l'1,23%, quello di Singapore lo 0,76%. La Borsa di Tokio era invece chiusa per festività.

Il test di questa mattina è la prima esplosione nucleare dal 1998. L'ultimo Paese a fare esperimenti simili era stato il Pakistan, che aveva così raggiunto la rivale India nel club delle potenze nucleari. La Corea del Nord si era ritirata dal Trattato di non proliferazione nucleare nel 2003. Due anni più tardi, aveva annunciato di disporre della bomba atomica. Ora si teme che altri Stati, in particolare l'Iran, possano strumentalizzare l'evento e innescare un processo di riarmo nucleare generalizzato.

Per la Corea del Nord, le ripercussioni del test potrebbero essere molto pesanti. La comunità internazionale ha duramente condannato l'esperimento ed è probabile che siano decise delle sanzioni. La Corea del Sud ha immediatamente sospeso gli aiuti umanitari.

Il regime comunista di Pyongyang dipende largamente dagli aiuti provenienti dall'estero per nutrire i 23 milioni di abitanti del Paese. Le disastrose alluvioni dello scorso luglio hanno aggravato ulteriormente la situazione nelle campagne e senza questo supporto si troverebbero in gravissima difficoltà.

domenica, ottobre 08, 2006

black holes and revelations

E' strano quanto semplicemente fulminante aggiungere una consapevolezza alle altre.
Credo che sia alla base dell'idea del "crescere" il "capire".

Ebbene, oggi, ancora una volta, assumendo ancora una sfumatura, ho capito che il mondo non gira come vorrei. La mia testa non è quella delle altre, e sbaglio a sperare/pretendere che giri diversamente.
Le persone stanno bene così, usandosi. A me non starà mai bene in fondo,
anzi, mi fa proprio schifo.
Ma se è quello che vogliono, perchè non dar loro ciò che chiedono?
In fondo, non c'è peggior aiuto di quello non chiesto.
La gente non ascolta, xkè vuole sbagliare da sola, poi azzoppa e si lamenta proprio con quelle persone che prima hanno cercato loro di evitare gli sbagli. E si sorride, ipocritamente, aspettando che l'usufrutto finisca e si passi alla prossima preda.
Serviamo il 74!!! mi faccia 2 etti di cotto.


Spero così di star meglio, non aspettandomi vacche volanti e condendo la minestra di 1 altro (sempre opportuno) tocco di cinismo. Lo digerisco sicuramente + della pizza di patate.

alla fine è riuscito a entrare nel cuore della gente


"Il mio Mondiale è finito. In Brasile darò il massimo per aiutare la squadra a conquistare il titolo costruttori. Ma per me il discorso è chiuso". Michael Schumacher si presenta davanti alle telecamere nel paddock di Suzuka e trova la forza di sorridere, parlando in italiano, qualche minuto dopo la conclusione del GP del Giappone. Con realismo e un po' di rassegnazione ma anche molta dignità.
"Siamo una grande squadra, la più grande in cui abbia corso - racconta -. I ragazzi del Cavallino sono bravissimi, i tecnici e i meccanici sono i migliori in assoluto e sono davvero orgoglioso di aver lavorato con loro". Qualcuno gli domanda se la rottura del motore sulla sua rossa lo abbia deluso. "No, non sono affatto deluso - replica il tedesco -. Può capitare di avere un guasto. Come nella vita e nelle corse, sono cose che succedono".
"Restiamo una grande squadra - conclude poi Michael - e abbiamo disputato una grande stagione. Nessuno dopo il GP del Canada, quando mi ritrovavo con 25 punti di distacco da Alonso, pensava che potessimo arrivare a raggiungerlo e giocarci il Mondiale fino a questo punto. Noi ci siamo riusciti. E questo conta".

mercoledì, ottobre 04, 2006

mortadella col pepe


Romano Prodi era al corrente della possibile vendita di Tim. Lo afferma al Financial Times, Marco Tronchetti Provera, contraddicendo quanto sostenuto più volte dal presidente del Consiglio, anche davanti al Parlamento, e spiegando che senza dubbio il premier era stato informato. "Ho spiegato (a Prodi ndr) che avevamo bisogno di flessibilità, che c'era la possibilità di vendere parte della rete (fissa), parte di Tim, parte di qualsiasi cosa. Ho accennato al primo ministro che ci serviva essere liberi. Tim è stata chiaramente citata, indubbiamente". La flessibilità, prosegue l'ex presidente di Telecom, è necessaria "per trarre vantaggio da tutte le occasioni legate alla nuova generazione di reti".

Il fatto che il premier ne fosse stato informato, non significa però che la decisione sulla cessione degli asset sia stata già presa. Il Financial Times, fuori dalle virgolette, riferisce poi come Tronchetti sia convinto di un tentativo organizzato da alcuni partiti (di cui non precisa però il nome) per minare sia la sua reputazione sia quella di Telecom. "E' stato organizzato un attacco all'immagine della società - afferma ancora - ma non credo che ci vorrà molto per chiarire che vi è stata una manipolazione. Sono convinto che il gruppo uscirà da questa impasse più forte di prima".

"Non ho mai visto nulla del genere in vita mia - afferma ancora Tronchetti - mi sono dimesso. Non penso che una società come Telecom Italia possa condurre il suo business senza un atteggiamento per lo meno neutrale da parte del governo".

Sempre parlando con il Financial Times, Tronchetti ammette di aver discusso con Prodi, ma non con il cda di Telecom, la possibilità di un accordo finanziario con News Corporation di Rupert Murdoch, perché voleva assicurarsi che il governo non cercasse di bloccarlo ricorrendo alla golden share. "Non c'era altro accordo con Murdoch eccetto quello sui contenuti - afferma Tronchetti, secondo quanto riporta il quotidiano - Non c'era trattativa su prezzi o scambi (di azioni). Non c'era alcuna cosa occultata al mercato. Quando abbiamo parlato, la priorità è sempre stata i contenuti".

"L'unico errore che possiamo fare - aggiunge Tronchetti al Financial Times - è non muoverci abbastanza velocemente. Il contenuto dei media nelle telecomunicazioni rappresenta una priorità. La convergenza è ancora una priorità, ma deve prendere in considerazione i cambiamenti tecnologici".