lunedì, dicembre 31, 2007

2008: auguri da arianna

...mi sento chiamata in causa. in qualità, nell'ordine:
di 35enne;
di tua fan silenziosa;
di alticcia (a dire poco)alla festa in questione.

trovo che ci voglia coraggio per mettersi a nudo come fai tu. per dare parole ai sentimenti e ai desideri. senza nascondere le paure.
provo molta tenerezza per alcuni dei tuoi passaggi emotivi. mi ci ritrovo, non c'è che dire.
la tua rabbia, le delusioni.
ma anche le conferme che arrivano, le esperienze che ti chiamano a crescere molto più velocemente di quanto non credessi.
i sogni e quello che non sei disposto a mollare.
e anche un po' di sana rigidità.
ma soprattutto una faccia sola.

la tua.

non è poco. è moltissimo.
e soprattutto è tutto ciò che conta.

tifoduni


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E io sono sempre più convinto di aver preso la strada giusta.
Difficile, difficilissima. Ma giusta.
Citarti non è vanità, per quanto so già che sia più facile pensarla così che in altre maniere.

Citarti vuol dire fare una foto a un momento. Dimostrare che verbalizzare le paure, le debolezze, gli scazzi può far solo bene. Perchè crea gruppo.

Tutti siamo difettosi, insicuri, spaventati. E tutti abbiamo bisogno di un abbraccio, di qualcosa di caldo.

Un abbraccio, buon anno a te e al tuo uomo.
E visto che siamo sentimentalisti, ve lo dico senza mezze misure: siete un modello per me.

2008: auguri da patrizia



Patrizia Laquidara - Albergo ad ore

Dedicato a tutti coloro i quali decideranno di sputtanarsi un altro pò con la scusa che è Capodanno.

domenica, dicembre 30, 2007

ghostwriting: sono ginger

Stamattina mi sono svegliata alle 9. Pioveva, e subito mi sono spiaggiata sul divano. Non ho voglia di fare un cazzo. Ma quando mai ho voglia di far qualcosa? Esco, e che faccio? A Bitonto sono dei cozzali...che schifo.
Roccia, quello stronzo, già lavora da 2 ore. Non mi pensa.
Gli mando un messaggio.
Sono passati 10 minuti, perchè non mi risponde? Starà facendo carte con Emiliano.
Maledetti cellulari...

A Capodanno hanno tutti la fissa di andare a ballare, di bere, di drogarsi. Ma io non lo so...ma che ci trovate di bello? Buttare 100€ fuori dalla finestra per mezza giornata, vestirvi come delle puttane.
Uffa, però loro sono belle, io sono una vacca. Devo dimagrire.
Dai amore, mettiamoci a dieta, non usciamo più con Dino, che quello è un altro che quando si mette a mangiare...

Mamma!!! Non mi rompere le palle! Sto scrivendo sul blog!!! Fabio, mamma è una rompicoglioni! Ma quand'è che mi manda via di casa?
(penso: "mai spero, se mi manda fuori di casa, di cosa vivo?")

Fammi fare due foto và. Ah che due palle sto cielo grigio. Non capisco il cielo grigio. E' umido, mi fa pure diventare i capelli crespi. Che merda.
Ah, sicuramente meno merda di quelle troiette emo. Andatevene a fare in culo voi,le chitarrine, mySpace e le foto in primo piano dall'alto. Si vede la tetta? Si vede la frangia? Si vedono i peli del naso?


Sono Valeria, e la volete sapere qual è la verità?
La verità è che sono una persona fortunata e che un pò non lo so e un pò non lo posso dire.
Se lo dicessi cadrebbe tutto il mio castello per cui il mondo è ingiusto e la gente non mi capisce.

Sto con una persona fantastica, che è disposta a privarsi di qualsiasi cosa pur di regalarla a me.
Non lo posso sapere perchè non ci ho sbattuto la testa abbastanza. Sto da due anni in una campana di vetro, nella più dolce di queste campane.
Quanti possono dire una cosa del genere? Quanti vorrebbero essere al posto mio?

Io dico nessuno, ma lo penso davvero?

Non ho voglia di fare niente, perchè non ne ho bisogno. E non ne ho bisogno perchè poi ho tutto. Mi lamento perchè non ne sono consapevole.

La verità è che se non vivessi in questa campana mi sentirei una merda, ma se glielo dico poi magari quelle due, tre persone che mi vogliono bene smetterebbero di cesellarla. Magari Fabio allenterebbe.
Smetterebbe di scrivermi in qualsiasi luogo e momento, di mettere al secondo posto amici, lavoro, forse anche passioni, sogni, obiettivi, per me.

Non mi rendo conto che avere 2 o 3 persone che mi vogliono bene incondizionatamente vuol dire avere il doppio o il triplo della media, e forse anche di più.

La verità è che vorrei avere più coraggio per scriverlo io un bel post, invece di far fare a Dino questa specie di esperimento che magari lo ha portato pure ad offendermi, magari litigheremo, o magari ci sorriderò su.

La verità è che non ho fame. E ho paura di averla.

Ma comunque ho ragione io. Siete tutti degli stronzi.

l'età barbarica (l'age des tenebres) - 2007


Disintegrazione.

Questa è la parola chiave del film, il cui titolo originale è forse addirittura troppo severo.
La recita Jean-Luc, protagonista di questa commedia agrodolce, che segue il filone delle Invasioni Barbariche (stesso regista, Denys Arcand, sempre il Canada al centro, sempre le perversioni del quotidiano smascherate senza appello).


La recita verso la fine del film.

Il protagonista molla un lavoro che non offre nessun vantaggio, nessun servizio per la sua comunità, molla la moglie, agente immobiliare così tanto eccelsa da essere la terza in Canada in quanto ad affari prodotti ma anche pronta a iniziare la sua giornata con un cocktail di psicofarmaci e a chiuderla parlando a telefono, nel letto, non toccando suo marito nemmeno per sbaglio.

Molla anche le sue fantasie. Tutte. Donne bellissime, potenti, devote. Caramelle con cui Jean-Luc si rincuora nei momenti di buio pesto. Tra un Kleenex e una sega nello sgabuzzino.

Disintegrazione, alienazione.

Parole attuali, troppo.
Una società di corsa. L'incapacità di godere delle cose semplici. Di crearsi e coltivarsi il tempo libero.

Io, in primis, nella morsa.

In tante, tantissime geniali e sarcastiche citazioni mi sono rivisto.
E credo anche gli altri, al cinema con me.
Arcand appare profondamente scettico sul futuro, ma sembra dare sempre una speranza all'uomo. E fa bene, anche se sono del parere che nei prossimi anni si andrà sempre peggiorando.
E a un certo punto la società Occidentale esploderà. O meglio, imploderà.
Spero solo di non essere troppo vecchio allora.

Uno dei rari film che rivedrei anche subito.
Un'ottima occasione per valutare se siete felici, se siete forti, se siete integri.
Arcand si conferma eccelso. Il prossimo suo film, come questo, lo vedrò a scatola chiusa.

volete ritornare single?

"Sto cercando di capire in quale momento c'è stato il
punto di flesso
della nostra relazione, da ascendente a discendente."

giovedì, dicembre 27, 2007

prove tecniche di autoritarismo (2)


(Per chi ancora non lo sapesse, Putin mi ha effettivamente messo il polonio nelle cozze. Ho avuto un'intossicazione alimentare (causata anche dalla mia ingordigia nei confronti dei frutti di mare) e sono stato piegato a letto praticamente fino ad ora. Grande Putin e grande io che me la sono tirata.)

Benazir Bhutto è morta. L'ex premier era rimasta gravemente ferita durante un attentato oggi a Rawalpindi, alle porte di Islamabad, dove la leader dell'opposizione stava tenendo un comizio a pochi giorni dalle elezioni. L'omicidio è stato rivendicato da Al Qaeda, ma secondo il marito della leader dell'opposizione "E' opera del governo". La morte di Benazir Bhutto è stata confermata anche da un esponente del suo partito, Rehman Malik. "E' stata martirizzata", ha detto.
Inutile il ricovero in ospedale per un intervento di emergenza. "E' in condizioni serie", aveva detto il marito della Bhutto, aggiungendo che la moglie era stata portata in ospedale priva di conoscenza. La cinquantaquattrenne Bhutto, con il suo Partito del popolo pakistano, avrebbe dovuto sfidare la Lega dei musulmani del presidente Pervez Musharraf alle elezioni politiche in programma l'8 gennaio. Al rientro in Pakistan dopo otto anni di esilio, il 18 ottobre, la Bhutto era già scampata a un attentato durante i festeggiamenti a Karachi, in cui erano morti 150 suoi sostenitori. Nel ricostruire la dinamica dell'attacco, la polizia ha detto che un attentatore suicida ha aperto il fuoco contro Bhutto mentre l'ex premier stava lasciando il comizio in un parco, e poi si è fatto saltare in aria. "Prima l'uomo ha sparato contro il veicolo di Bhutto. Lei si è chinata e lui si è fatto esplodere", ha detto l'ufficiale di polizia Mohammad Shahid. In realtà non è chiaro se l'ex premier sia stata investita dalle sfere di piombo contenute nell'esplosivo del kamikaze o se sia stata raggiunta dai colpi che lo stesso attentatore ha sparato contro la sua auto prima di farsi saltare in aria. Secondo la televisione di stato pachistana, l'ex premier è stata uccisa da un cecchino che le ha sparato alla nuca. Diversa la ricostruzione della polizia, riferita dalla televisione pachistana Dawn: due attentatori su una moto si sono avvicinati all'auto di Benazir Bhutto e hanno sparato almeno cinque colpi con un fucile mitragliatore Ak75 (kalashnikov), colpendo la leader dell'opposizione alla nuca. I due si sono poi fatti esplodere poco lontano e i soccorsi hanno tardato a raggiungere l'auto della Bhutto perché temevano un'altra esplosione. "E' opera del governo", è stata la prima dichiarazione alla televisione indiana Cnn-Ibn del marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, poco prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan. In precedenza il principale portavoce di Al Qaeda, Sheikh Saeed, in un colloquio telefonico da una località sconosciuta con AKI-Adnkronos International, è stato il numero due di Al Qaeda Ayman Al Zawahiri a ordinare l'uccisione del capo dell'opposizione in Pakistan. "Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani", ha detto lo sceicco. Secondo Sheikh Saeed, l'assassinio è stato realizzato da militante della cellula terroristica Lashkar-i-Jhangvi del Punjab. Benazir Bhutto aveva appena finito di parlare quando è esplosa la bomba al Liaquat Bagh dove testimoni continuano a raccontare dagli schermi della televisione pakistana Dwan di morti e sangue dappertutto e soprattutto di una testa mozzata, dove è avvenuto lo scoppio. Anche altri esponenti del Pakistan Peoplès Party sono stati colpiti dall'esplosione. Tra i feriti anche il portavoce del partito Sherry Rehman. Secondo l'ex portavoce governativo Tariq Azim Khan, l'attentato suicida ha provocato la morte di almeno 14 persone e il ferimento di altre 40. In un primo momento era stato detto che Benazir Bhutto era rimasta illesa perché aveva lasciato il luogo del raduno poco prima dell'esplosione. L'attacco precede di due settimane le elezioni legislative.

Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha riunito il suo gabinetto per un incontro urgente sulla situazione, dopo l'assassinio oggi della leader dell'opposizione Benazir Bhutto. Lo riferisce la televisione pachistana. La tv ha detto che in questa occasione il presidente potrebbe decidere di rinviare le elezioni. Intanto migliaia di sostenitori di Benazir Bhutto si sono radunati di fronte all'ospedale di Rawalpindi dove è morta l'ex premier pakistana. I dimostranti hanno scandito slogan contro Pervez Musharraf, incendiando copertoni d'auto e lanciando pietre contro la polizia che ha reagito con gas lacrimogeni e manganelli. Scontri e manifestazioni di protesta sono segnalati in tutto il Pakistan. A Peshawar, nel nord ovest, la polizia è dovuta intervenire per sedare le rivolte. Diversi negozi sono stati chiusi, altri sono stati saccheggiati e auto date alle fiamme in ogni parte del Paese. La folla ha aperto il fuoco su diversi poliziotti e una ventina di case sono state date alle fiamme in diverse città. A Jacoband, nella città natale del primo ministro ad interim, sono state date alle fiamme il principale tribunale e un altro edificio. Secondo la televisione pachistana il leader taleban Bailtullah Mahsud sarebbe sospettato di essere il responsabile dell'attentato. Mahsud, ritenuto responsabile di una serie di attentati che hanno causato decine di morti quest'anno, aveva minacciato più volte di uccidere Benazir Bhutto se fosse rientrata dall'esilio per partecipare alle elezioni parlamentari di gennaio. Da primo ministro, Bhutto aveva favorito l'insediamento dei taleban in Afghanistan.

martedì, dicembre 25, 2007

l'uomo dell'anno


Evidentemente agli americani piacciono le dittature.
Esportandole da generazioni con l'etichetta "democrazia".

Putin, vieni a casa a mettermi il polonio nelle cozze!

live the dream (on reverse)

25 dicembre, nelle orecchie i Blu Mar Ten. Non so chi siano, ma amici di amici ne parlano bene. La traccia uno merita. Scriviamo, a fine messaggio vi dico cosa ne penso.

Stanotte, festa di CompriamolA. Ho visto coi miei occhi ciò che ho pensato per tutta un'estate.

Due donne, un divanetto. Si balla, le donne sono discinte o perlomeno tirate. E mi sembra anche normale.
Tre maschi, non importa se fidanzati o meno. Si avvicinano.
Senza entrare nel merito di chi fossero i tre maschi, non ne vale la pena. Credo sia nel mio destino da pischello, almeno nel contesto di ieri. Anche se, facendo una cosa che odio, poi ho scoperto di essere stato meglio.
Di essermi fatto rispettare.


Torniamo a noi.
Ci provano. No future. Chissenefrega delle loro vite, delle proprie. Della mia.
Chi lo deve sapere.

Chissà quante volte questa scena si è ripetuta quest'estate.

Sia quando venivo invitato a ballare e non andavo, perchè farmi 100-120 km per sentire un dj qualunque pesa, quando il giorno dopo hai da studiare. Fai tanta strada solo per qualcosa a cui tieni davvero, quando sei sotto pressione.

Non oso immaginare cosa succedeva quando la mia presenza è diventata platealmente un peso, una cosa da evitare. Meglio ballare tutte donne, tutte single, almeno in potenza, almeno per qualche ora. Fare qualsiasi tipo di strazzata, di sforzo e di sacrificio pur di essere là, pur di non essere qua.

Facciamo le troie. Ma in senso buono. Con moderazione, come dicevo io. Assecondiamo le nostre voluttà. Vediamo, piaccio ancora? Così, per gioco. Un gioco facile, non impegnativo, sempre appagante.

Donne voluttuose vanno in luoghi in cui maschi arrapati non vedono il futuro.
Entrambe le parti sanno a che gioco si sta giocando.

Credo che sull'uomo come animale sapiente ci sia poco da obiettare. Ma l'uomo spesso se ne dimentica. Tende all'autodistruzione. A fare cose istintive, senza pensare alle conseguenze.
Le guerre, l'eroina, le corna, tifare Sampdoria.

No future.

Il paradosso è che più in una coppia l'altra persona ti sembra incapace di farti del male, più trovi il coraggio per fargliene e sopratutto, col senno di poi fartene. Da soli.
Fateci caso: se una persona è sempre sulla corda, statene certi, farà attenzione anche a come si inspira ed espira.

L'uomo è un animale sapiente e sa esserlo.
Quando due persone si amano, dovrebbe funzionare on reverse. Ma spontaneamente. Verbalizzarlo è una forzatura in sè.

La regola aurea è quella di fare tutto ciò che può far star bene l'altro. Ma senza imporselo. Ti dovrebbe venire normale. Dovrebbe essere una cosa egoistica, essere altruisti.

E invece no, no future.

Si ingoiano i rospi. Il cazzo è si digeriscono anche. E quando digerisci dopo si finisce con l'andare in bagno.
Produrre merda.

Ieri ho visto ciò che mi ha disturbato diversi sabati sera di luglio, quando il mondo è fuori e tu no, quando avrei avuto solo bisogno di dormire e invece mi rigiravo nel letto, in silenzio, ad aspettare un sms che almeno ufficialmente dichiarasse chiusa la serata. Che portasse la mia testa a smettere di pensare. A riposare.
Il giorno dopo svegliarsi col sorriso. Mai una gastema. Mai la gelosia. Libertà sempre.
Quello dovrebbe essere l'amore. Eppure sai quanta gente ha dubitato dei miei sentimenti...

Ho visto che, si sia ripetuto anche solo un'altra volta questo siparietto, avevo ragione.

Perchè, sempre ufficialmente, non ne ho ricevuto comunicazione. E quindi, ufficialmente non dovrebbe essere mai successo. Impossibile.

Mi porto dietro le tossine di voluttà, siparietti, assenze.

Più stringi i denti, più quando ti dicono che non è valsa la pena ti senti un pò libero e un pò scemo.
E perciò, chiedo scusa a tutti se sono una persona normale.

Oh, sti Blu Mar Ten sono proprio carini. Molto UNKLE vecchio stampo. Sul nuovo stampo degli UNKLE, stendiamo un velo (im)pietoso.

lunedì, dicembre 24, 2007

caro babbo natale...

Cosa vorrei per Natale?
Per la serie: basta una domanda a mandarti in crisi.

Approfitto per scriverti una lettera con le mie speranze, perchè chiederti regali legati a sogni, obiettivi, piuttosto che a robe materiali è una cosa concreta e inutile.

Cosa vorrei per Natale? O meglio, cosa vorrei per il 2008?

Tantissime cose, facciamo un ordine di priorità.

Su tutti mi piacerebbe avere la forza (economica, il coraggio e la voglia ci sono già) di andarmene di casa. Se avessi un reddito sufficiente, anche accollarmi un piccolo mutuo e comprarmi un monolocale. Vivere da solo o con un amico. Di donne con cui convivere, non ce n'è, ed è comunque ancora presto.

Uscito di casa, mi farei quel benedetto piercing e la mia vita sarà finalmente cambiata.

Vorrei vedere crescere quei fiori che nel 2007 hanno visto una costante, talvolta difficile e talvolta esaltante semina.

Raccoglierò il fiore Università, chiudendola con un percorso netto, ma non privo di insidie.
Raccoglierò il fiore Master, sperando che la Regione lo renda un percorso netto per me e per la mia famiglia.

Spero di raccogliere il fiore Radio, magari anche con un contrattino che avrà un significato preciso: sei bravo, sei abbastanza bravo perchè questo possa diventare il lavoro della tua vita.

Spero di accrescere ancora la mia formazione, continuare a lavorare con gente fantastica, con sempre maggiori responsabilità. Vorrei che quell'incarico che sembra mi affideranno diventi realtà e con questo possa almeno provare, nel mio piccolo, a cambiare l'inerzia politica del nostro paese.

Vorrei iniziare a scrivere sul serio di musica, fare il salto di qualità. L'esperienza con Coolclub è da considerarsi esaurita. Loro hanno intrapreso altre strade, sono bravi, anche avrebbero potuto gestire meglio la collaborazione con me. La distanza fisica in questo caso non ci ha aiutato. Devo decidere su che ambiti giocarmela. Rolling Stone per ora non mi ha risposto. Ma non è certo Rolling Stone il posto su cui vorrei scrivere.

Vorrei vedere la Bari in mano ai Baresi.

Se la vita mi imporrà di lasciare Bari, anche solo per un periodo, credo che sarà il momento giusto per iniziare a scrivere un libro, un saggio, un racconto. A provarci.

I segnali ci sono, sono positivi. Non so da dove iniziare,
a quanto pare sarà quello il passaggio più complicato.

E anche se fossi a Bari, vorrei comunque averne il tempo.

Vorrei avere il tempo per diventare un discreto dj e far ballare più gente possibile.

Vorrei poter tornare a investire in qualcuno. Il sesso (inteso come genere) non importa. Ma nemmeno il sesso inteso come attività piacevolmente fisica è così decisivo.

Ci vorrebbe una grande amicizia, visto che un pò di gente mi ha (ingiustamente??) voltato le spalle e io, contestualmente, sono diventato più esigente, a livelli quasi patologici di rigidità.

Per il grande amore sono sinceramente impreparato, troppa è ancora la sfiducia nel prossimo e sono preso dalla ricerca della realizzazione personale (perchè mi sembra l'unica cosa giusta da fare, dopo ciò che la vita privata mi ha regalato negli ultimi 5 anni)
per poter amare compiutamente qualcuno.

Quindi per il 2008 vorrei essere almeno pronto, pronto per il grande salto di qualità nella vita privata. Già sarebbe più che sufficiente. Poi, come sempre, in queste cose non c'è mai preavviso della rivoluzione.
Se arriva.


Ecco, il 2008 è l'anno in cui è necessario il salto di qualità. Se fra 12 mesi non avrò fatto sostanziali passi in avanti, sarà stato un anno fallimentare.

Ma, sotto sotto, in silenzio, sono ottimista.

auguri a tutti. Babbo Natale, non ti far tignare dai soldi della Coca-Cola.

co' sang



Doveva essere il primo concerto della mia vita con mia sorella. Mia sorella che si è appassionata al rap seguendomi, ma ha preso la sbandata molto più di me. Per fortuna non ascolta merdate.

I Co'Sang suonano all'1 e quindi i progetti di una 15enne alle porte delle vacanze di natale saltano.

Io ci sono. Provo a seguire questo dialetto napoletano stretto ma non ci riesco. Mi riprometto di sapere tutto di loro.
Più li ascolto più capisco che sono sinceri. Che il rap è una forma disperata d'espressione, non una scelta estetica. Che loro le cose che raccontano le hanno viste davvero.
Sorridono al pubblico, sembrano quasi fare un sospiro di sollievo ogni volta che finiscono un pezzo in cui raccontano del loro passato. Pensando che, appunto, è passato.

I Co'sang si confermano la migliore formazione rap italiana, l'unica forse credibile.
Scomodo più che volentieri il nome dei Public Enemy per dire la prima cosa che mi viene in mente ascoltandoli.

I Club Dogo sono bravi ma fanno sorridere.
Fibra fa un percorso alla De Andrè, ovviamente contemporaneo. Con tutte le blasfemie insite nel paragone.

La mia cena del 24 non ci sarà, perchè il padrone di casa ci ha lasciato a 50 anni qualche mese fa, lasciando vuoti incolmabili. Una tradizione lunga 23 (e forse più) anni si deve interrompere. Perciò per me ora è lungo tragitto verso la festa di stanotte. Credo lavorerò, uscirò, farò qualcosa di utile, mentre tutti gli altri si divertono.

Leggo da mezzora i testi dei Co'sang. So di aver provato quasi nulla in confronto a quello che raccontano, ma un pò di vita di ghetto l'ho fatta pure io, c'è gente con cui da piccolo giocavo a pallone che è stata uccisa per strada, altri spacciano, altri sono distrutti dalle droghe.
Vita vera.
Ho trovato i loro testi, tradotti in italiano. Devo rinunciare a qualcosa in quanto a forza espressiva, ma ne guadagno in quanto a comprensibilità.

Date una possibilità ai Co'Sang, scaricatevi il loro album (o compratelo, sarebbe preferibile, anche se in effetti dovrei dare il buon esempio prima di avventurarmi in consigli morali) e leggetevi le traduzioni, tanto su Internet si trovano. Vi tiro via qualche estratto.

Me ne passa per il cazzo delle classifiche, degli sbirri,
dei tossici razzisti come Vasco Rossi
Scoppio addosso a loro, poi mi diverto
Papà non sta nell’ assemblea della società
italiana autori editori
Fai il dito medio nelle fotografie
Sei uno duro ma non calcoli le conseguenze
Qui giù lo sport è uccidere
Pensalo prima di scrivere le cacate che canti

Aveva detto alla mamma che tornava presto
ma non sapeva che in bocca col freddo del ferro
si gelano i denti

fuori le macchine fumando sopra i cofani
prima di lavorare il microfono
le cose grandi a chi ci prova
le troie a chi se le trova
la moglie spende e si pompa il ragazzo che vende
nel rione e non sai chi e' vero
ti offro un taglio dal barbiere e poi ti rubo
trema mentre stringe il ferro in testa tiene l'ombra
fratelli contro fratelli
mettiti pure una mano in fronte
ma l'altra la devi alzare

E’ meglio niente insieme, che essere ricco solo
Gli occhi mezzi chiusi - fu allora -
Questo treno che ci passa sulla testa, i soldi nei poker
Fa freddo alle mani di sera - fu allora -
Perplessi i professori, la vita negli studi
Signore aiutaci qui fuori - fu allora -
Dimentichi chi eri ieri, l’ispirazione è persa
Ti senti prigioniero -fu allora -

chi vede la verità lontano dal lusso
e trova la forza nello stress

Questa ora è per chi non crede
Che ogni quartiere qui è una storia vera
Passioni e galera
Nessuno più spera nella giustizia e nelle toghe nere
Ci resta fare i seri
Fin quando non vai in cielo

e ho fuori da questi occhi un viaggio assurdo negli eccessi
correvo dietro a palloni che ora sono Rolex
le cose cambiano, il vento fa volare lacrime
le persiane s’abbassano ma da dietro gli occhi ti guardano
e il rione sa già chi morirà
e fuori pensano ancora che a sbagliare siano loro
mi chiedo se il denaro possa spegnere questa rabbia che ho


Voglio girare il mondo…
Con i piedi? O con le tue parole?
Vedere, chi muore per me…

“Se stringi la pistola non cadrai”
nessuno lo ha mai creduto

Amami e dammi il bene quando non lo merito, in quel momento ne avrò bisogno
l’ho appreso nelle pietre e non lo dimentico
mantengo la penna, per me è una scommessa

Il mio destino è morire nella strada come un cane

E’ la roba vera, rabbia e litigi
Quella che ti fa estrarre il coltello nella confusione
Sei pregiudicato o incensurato non ha importanza
I ragazzi lo vogliono sempre, non è mai abbastanza

domenica, dicembre 23, 2007

web 3.0


Dio salvi internet e chi se ne serve. Invocazione appropriata visto che si parla di Sua Altezza Reale Elisabetta d'Inghilterra, che ha deciso di imprimere una svolta web al cerimoniale di Casa Reale. Per la prima volta, il tradizionale messaggio di Natale sarà diffuso su YouTube. L'appuntamento è per le 15 del 25 dicembre ma non in un luogo X del mega portale video di Google, bensì all'interno del neonato Royal Channel, "The Official Channel of the British Monarchy", insomma un canale speciale accessibile sulla piattaforma online e tutto dedicato alla famiglia reale (anche se in realtà ne esiste già uno ufficiale). "Con questa innovazione - dice un portavoce di Buckingham Palace - i suoi auguri natalizi raggiungeranno più facilmente i giovani e anche gli altri Paesi".

Foto d'archivio, o anche più recenti, dei membri della famiglia, video come quello dell'incoronazione di Elisabetta, o quello dei funerali di suo padre re Giorgio VI, o la visita della regina Alexandra ai venditori di rose nel 1917 sono i pezzi forti del Royal Channel. Ma ci sono anche video recenti, come "Un giorno nella vita del principe di Galles", girato nel settembre del 2006, Carlo che saluta i sudditi bambini, parla al telefono nel suo studio, partecipa a incontri ufficiali in compagnia di Camilla. In attesa di quello del 2007, è possibile vedere il primo messaggio di auguri natalizi di una giovane Elisabetta, in onda nel 1957.

"La regina è sempre stata per conscia del fatto che, per mantenere il contatto con la gente, è necessario stare al passo dei tempi e dei mezzi di comunicazione più adeguati", ha fatto sapere un portavoce di Buckingham Palace. Che ha detto però una mezza bugia, perché Elisabetta sarà pure conscia ma solo due anni fa, quando conferì un'onoreficenza a Bill Gates, Sua Maestà confessò di non aver mai usato un computer. In questi due anni, evidentemente, qualcuno deve averla convinta di come internet possa rappresentare un efficace strumento di promozione per la monarchia, soprattutto per la sua capacità di raggiungere una global audience di giovani e giovanissimi.

Dopo la confessione davanti a Bill Gates, è stato tutto un susseguirsi di gadget. Adesso possiede un cellulare, un BlackBerry (del quale ha obbligato a munirsi anche tutti i suoi più stretti collaboratori), lo scorso anno il principe William le ha regalato un iPod da 6 giga e infine ha imparato a usare la posta elettronica, liberandosi finalmente dall'impaccio di chiedere sempre a qualcuno che lo facesse per lei. Ora, il progetto su YouTube, al quale pare tenesse moltissimo, tanto da - dicono - aver verificato personalmente tutti i contenuti del sito per sei mesi prima del debutto.

Ironia della sorte, il testo del messaggio di Natale del 1957, al momento in apertura della homepage del Royal Channel, era dedicato anche alla tecnologia, e potrebbe essere agevolmente applicato ai giorni nostri, soprattutto quando la regina dice (riferendosi alla tv): "Spero vivamente che questo nuovo mezzo possa rendere il mio messaggio di Natale più personale e diretto. Il fatto che alcuni di voi possano vedermi, è solo un altro esempio della velocità con lui le cose, nel mondo, stanno cambiando".

fonte: repubblica.it

23 dicembre

Non ho fatto nemmeno un regalo, nè ne riceverò alcuno.

Ora, è da capire se sono finalmente uscito dal sistema consumistico che prevede che dobbiamo lamentarci 11 mesi l'anno perchè non si arriva alla fine del mese, salvo poi fare mezzora di coda da Vuitton

oppure semplicemente non ci sono persone, contesti, situazioni che mi inducono a fare regali e inducono altri a farne a me.

Ai poster (sicuramente molto più saggi dei posterI) l'ardua sentenza.

sabato, dicembre 22, 2007

tudù - la festa di proforma

1. comprarmi un cdj. fatemi una cazzo di colletta, oppure dovrò lavorare di notte. ma vedere carlo chicco non dico felice, ma perlomeno partecipe all'idea di dovermi passare il testimone, e io senza un cazzo di mini jack-adattatore di staminkia per portatili a (non) rispondere alla convocazione, è francamente frustrante

2. continuare a mettere Emiliano nelle condizioni di dirmi quello che mi ha detto oggi, il primo giorno io accanto a lui, abbracciati, scandale-lo-sa

3. continuare ad andare girando con pale rotanti con cartelli con su una A rossa. La gente mi guardava.Davvero.

4.indurre insospettabili miei fan 35enni, già ampiamente emozionanti in quanto fan,ma con un volere recondito e confessabile solo da alticci a fine festa riuscita e mentre al freddo e al gelo ci andiamo ritirando, semplicemente a scrivere un cazzo di commento su questo blog da 80 visite al giorno, visite ben circostanziate attorno a un discorso di comunità continua e cogente.

5. recuperare le foto di Pia Livia. Ero bellissimo. E sapete quanto sia difficile ciò.

venerdì, dicembre 21, 2007

chiara lo sapeva


Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, la ventiseienne massacrata nella sua villa a Garlasco il 13 agosto scorso, è finito nei guai per una nuova vicenda che non è escluso possa peggiorare la sua situazione anche nell'ambito dell'inchiesta per omicidio. Da pochi giorni lo studente risulta indagato per i reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. A contestargli il nuovo capo d'imputazione è stato ieri la pm di Vigevano Rosa Muscio che ha convocato lo studente in Procura per ascoltarlo in presenza dei suoi legali, il professore Angelo Giarda, e l'avvocato Giuseppe Colli. Secondo l'accusa Alberto Stasi avrebbe divulgato su internet alcuni filmati che ritraevano minorenni nudi o in atti sessuali; l'altro reato invece si riferisce alla esclusiva detenzione di immagini e filmati pedopornografici sul suo pc. Una volta comparso davanti al pubblico ministero, il giovane ha scelto però di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Tutte da valutare, come detto, le ripercussioni di questa indagine su quella che vede Stasi indagato per l'omicidio di Chiara. Secondo alcune indiscrezioni, gli inquirenti al lavoro sul delitto di Garlasco sono convinti che le due vicende siano collegate e che la detenzione di questo materiale compromettente, una volta scoperto dalla fidanzata, possa essere stato il movente dell'omicidio.

giovedì, dicembre 20, 2007

se continuate a votare berlusconi dopo questa, io me ne vado dall'italia


http://espresso.repubblica.it/multimedia/1471644

avrei voluto pubblicare la telefonata direttamente sul blog, ma non è possibile.
Estratti ragionati:


Legenda: P = Berlusconi S = Saccà (ex direttore generale RAI durante il governo Berlusconi, ora presidente di Rai Fiction autosospesosi una settimana fa dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche)

P: io qualche volta di donne ... e ti chiedo ... perchè ..
S
: si, ... ma mai ...
P: ... per sollevare il morale del capo .. (ridendo)

---

P
: .. lunedi che ci mettiamo daccordo, vabbene. Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone ...
S
: assolutamente...
P
: .. perchè io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso ....
S: assolutamente ..
P
: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S
: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P
: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P
: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S
: chiamo ..
P
: no, guarda su Internet ..
S
: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P
: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P
: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S
: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P
: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) .... S: ma questo nome è un problema mio ...
P
: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ...
S
: capito tutto ...
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando ...

La replica del povero Silvio:

"Un attacco criminale alla privacy". E' furiosa la reazione di Silvio Berlusconi dopo la pubblicazione su Repubblica.it del colloquio telefonico ottenuto dall'Espresso con il responsabile di Rai Fiction Saccà. Non ci sta il Cavaliere e reagisce. Attaccando frontalmente: "Sono stato esposto al pubblico ludibrio senza motivo. Non c'è niente di preoccupante, salvo il fatto che siamo in un paese in cui non c'è più libertà".

Poi l'affondo del Cavaliere si sposta contro la Rai e i raccomandati del servizio pubblico. Proprio lui che nella telefonata con Saccà "suggerisce" il nome di alcune avvenenti attrici. Una in particolare che il Cavaliere lega ad un senatore della maggioranza che Berlusconi cerca di convincere a cambiare schieramento.

Ma non è questo il problema. Semmai il fatto che "in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra. Non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato".

"Io - continua il Cavaliere - ho fatto diversi interventi solo per segnalare personaggi che non sono di sinistra e che sono stati messi completamente da parte in Rai".

Nel frattempo gli avvocati di Berlusconi hanno presentato un esposto al garante per violazione della privacy.

fonti: repubblica.it
espresso.it

undecalogo (tuttoattaccato)

11. Il fatto che io studi psicologia non vi autorizza a iniziare frasi con "tu che sei psicologo" per poi proseguire con:

a) richieste di interpretazione di sogni
b) richieste di massime su come vivere
c) richieste di comprensione oltre la normale capacità (e voglia) di un qualsiasi altro essere umano d) "ho paura di parlarti perchè mi analizzi"
e) "sarò il tuo primo cliente"
f) "ma è vero che...." come fossi Piero Angela, Cecchi Paone prima che diventasse frocio o Raffaele Morelli, disgrazia del mio ambito disciplinare a livello accademico..

mercoledì, dicembre 19, 2007

non è vero niente


Lo chiamano direttore, ancora direttore. E' indagato per associazione a delinquere e frode sportiva, minacce e illecita concorrenza. In due procure diverse. Ed è stato squalificato per cinque anni dal calcio italiano. Niente. Il calcio italiano, un pezzo probabilmente irrecuperabile ma sicuramente importante, chiama ancora Luciano Moggi, ne ascolta i suggerimenti, gli fa relazioni su giovani talenti da smistare a squadre amiche. E torna a brigare con lui, non ha mai smesso. Lo dicono le 409 pagine di informativa dei carabinieri che hanno riaperto un istante prima del processo la Calciopoli 2.

Rino Foschi, direttore sportivo del Palermo, non si fa scrupolo di insultare il suo presidente ("non sa quel che dice poverino") e il compagno di lavoro ("Sagramola e un def... non pericoloso") pur di difendere Moggi. "Sei l'unica persona innocente". I peggiori, secondo Foschi, sono ancora sul trono: "Galliani, Carraro, Petrucci, Agnolin", li elenca. "Poi ti vengo a fare compagnia in spiaggia, ma prima faccio nomi e cognomi a reti unificate...".

Moggi non può fare a meno di questo mondo, e continua a telefonare. Il vero disastro è che il calcio gli dà retta, audience, un ruolo. "Io ti vengo dietro Luciano, a costo di farlo solo con te, sono tuo", gli dice Riccardo Calleri, uomo della Gea del figlio Alessandro. E se Foschi è pronto a tradire Zamparini per fare posto a Flavio Briatore - "tranquillo, vuole vendere, lo spinge la moglie e poi per due anni sarà occupato a costruire in centro che gli han dato il via libera" -, Aldo Spinelli, nave scuola dei presidenti, risponde candido a Moggi: "Io non voglio Briatore, voglio te". Poi lo incontra a Genova.

Alessio Secco, l'uomo che avrebbe dovuto sancire la rottura della nuova Juventus con la vecchia Triade, risponde sull'attenti all'appuntamento fissato da Moggi. Urbano Cairo, presidente berlusconiano del Torino, ci va prendere il caffè. Moggi nel tentativo di ricostruire una "cupoletta" resuscita degli autentici cadaveri calcistici: l'ex presidente di federazione Innocenzo Mazzini, quello che prometteva arbitri a Lotito, il Meani che otteneva arbitri per conto del Milan, il Lucchesi che oggi sverna ad Avellino covando il suo rancore contro Franco Baldini.

Al Genoa l'uomo di Moggi è Stefano Capozucca: fece precipitare la squadra in C grazie alla valigetta in contanti "per Maldonado", ma Enrico Preziosi non intende liberarsene. Moggi ordina: "Mi servono quattro biglietti di tribuna d'onore". Capozucca esegue: "Te li faccio dare da Enrico". Poi gli spiffera le iniziative del vice Pastorello, nemico di entrambi: "Ha preso Di Vaio perché il procuratore è suo figlio e ora caccia Gauccino".

L'ex dg della Juve passa con conosciuta nonchalance dalla serie D del sodale Punghellini agli affari con il procuratore Petricca, fino al boicottaggio del gran nemico Galliani. Sembra preoccupato per la campagna acquisti fallimentare del Milan: Grimi, Olivera, "ora anche Ronaldo" e si premura di farlo sapere "al capo, io stasera gli parlo". Sembra Berlusconi, come poi riferirà Moggi all'ultimo giornalista al guinzaglio: "Stanno facendo una grandine di cazzate da paura, incompetenti. Sai, gli ho parlato. Non vorrei che se poi non vanno in Coppa dei campioni se la prendono con me". Moggi esulta delle disgrazie altrui: "E' grande, Galliani e Moratti indagati per doping amministrativo". Poi si adopera con il Messina per fermare il passaggio al Milan del portiere Storari.

I carabinieri del nucleo operativo di Roma spiegano così la nuova rete d'affari: "Luciano Moggi ha continuato a esercitare influenza su certi settori del mondo del calcio mantenendo attivi i propri interessi attraverso dirigenti di società e operatori del mercato". Con loro lui millanta come sempre: "Ho conosciuto il presidente del Senegal... Volevo dire presidente della federazione". E ancora: "L'arbitro ha cancellato la mia squalifica". No, sono sempre cinque anni.

martedì, dicembre 18, 2007

wysiwyg

Premessa:
sto facendo spesso autocritica in questo periodo, lo avrete notato leggendomi.
Ciò, se da un lato depone a mio favore perchè ho il coraggio di esplorare e verbalizzare i miei limiti, dall'altro lato fa capire che c'era molto da criticare, visto che c'è stato molto da autocriticare.

Nelle ultime 48 ore ho finalmente fatto mio un concetto fondamentale. Tutto è nato da una conversazione durissima con Angela (hai visto, ci hai messo poco per conquistarti la citazione in un mio post, come poteva essere altrimenti) che mi ha definitivamente aperto gli occhi su una verità sacrosanta.
Ciurlando nel manico, sparando un pò nel mucchio, ha però colpito in pieno un paio di volte.

Questa è la sentenza:

What You See Is What You Get.

Ciò che vedi è che ciò che hai.
Di me, ciò che faccio vedere è ciò che sono, per gli altri.

La differenza tra essere e apparire è un problema che nasce nella notte dei tempi ed assume connotazioni ben più drammatiche con i nuovi media testuali. MSN, per fare un esempio facile. Oltre ad aver fatto molto bene, quanti danni ha fatto MSN?
Tantissimi.
Come tutti gli strumenti, basta non saperlo usare o usarlo impropriamente per generare incomprensioni resistenti a qualsiasi tentativo di chiarimento.

Il grave, imperdonabile errore che mi sono permesso il lusso di fare è di pensare che, siccome mi chiamano "esperto" di questa retorica comunicativa, tra studi e anni di esperienza pratica, protagonisti e protagoniste di chattate storiche, un campionario di casi umani, allora io sono più furbo degli altri.
Posso usare liberamente sproloqui, doppi sensi, prendere in giro, e la gente mi capirà sempre. Capirà che sto esagerando, capirà che ci tengo in un certo modo e non in un altro.
Cazzate. La gente fraintende.
Spesso vuole fraintendere per creare il caso, per dire che ciò che uno prova, in realtà lo prova l'altro, è colpa sua.
Questo però non mi esime dalle mie responsabilità. Chissà quante ottime occasioni per starmi zitto mi son passate davanti...

Vorrei mettere un punto su questa storia, perchè sono finalmente sceso sulla terra e voglio far combaciare perfettamente ciò che sono online con ciò che sono offline.
A tutti quelli che non mi capiscono, che non mi vogliono capire, a cui conviene non capirmi, cito Freud, "iochessòpsicologo". Nella sua teoria psicanalitica classica esiste uno dei meccanismi difensivi (avete letto bene l'aggettivo), uno dei più diffusi. Si chiama sublimazione:

I meccanismi difensivi dell'Io, nel tentativo di sfuggire a stati d'animo penosi, solitamente negano o proiettano o rimuovono l'affetto legato alle pulsioni.

Questo meccanismo è tanto più verosimilmente presente quanto più tempo si ha per spostare le pulsioni.

Va da sè che un qualsiasi media testuale facilita questo processo perchè il ritmo della conversazione è più lento, si ragiona di più, non si sente il tono della voce, si interpreta, si gira, si rigira a proprio piacimento, sopratutto le cose dette non volano perchè non sono semplicemente dette, ma scritte.

Detto questo, e consapevole che devo parlare con un pubblico che deve comprendermi, e anche per perseguire la mia strada, ovvero quella di non generare più comportamenti che possono dar adito a diffondere idee di me che non coincidono con la realtà (anche perchè conviene prima di tutto a me che mi "venda" semplicemente per quello che sono), vi offro un decalogo su chi sono e perchè mi comporto in determinate maniere.

1. Se vi sembro molto più disinvolto su Internet che nella vita reale, è perchè è vero. Sono insicuro, timido. Internet mi aiuta. Su questo c'è chi ha ragione da sempre, senza entrare nel merito dei motivi per cui la gente giudica.

2. Dal vivo vi sembro altero? Sono solo molto timido. Spesso non vi parlo non perchè non ne abbia voglia, ma perchè davvero non mi sento in grado. Lo so che è strano, ma è così. Parlo solo per dire cose che sento fortemente.

3. Vi sembro arrogante perchè decido a priori di comportarmi sulla base di ciò che mi aspetto dal comportamento altrui? E' semplicemente perchè ci prendo nell'85% dei casi. E una minima infarinatura mi insegna che un coefficiente di attendibilità di .85 in un test psicologico lo rende ottimo. (probabilmente dopo questa risposta vi sembrerò ancora più arrogante, la verità è che ho grande fiducia nelle mie doti interpretative, ovvero nel saper leggere tra le righe).

4. se tento con insistenza di recuperare un rapporto con una mia ex o con una persona con cui ho condiviso un letto, non vuol dire che me la voglia ri-scopare di nuovo, ma che mi sembra al limite dell'irrazionalità animale far finta che due persone che sono state nello stesso letto per molto tempo, mentre uno chiama gli amici per organizzare il basket e l'altra dice al zito che esce fra 10 minuti perchè è arrivato il postino, non si conoscano.

e se decidi che non devo rientrarci più, non perchè tu non lo voglia ma perchè "sto cercando di trovare un equilibrio", il che parafrasato vuol dire che se rientro, l'equilibrio se ne va a puttane, io sono uscito definitivamente, davvero. Non è che alla prima conoscenza comune dici quello che ti conviene dire, il 10% del tutto, ovviamente distorto a tuo piacimento.

5. Se il fatto che mando a fanculo delle autorità vi causa prurito, non datemi del sovversivo, della scheggia impazzita o qualsiasi altro epiteto negativo, argomentando questa teoria con prove del tipo che mi metto le scarpe da ginnastica, ho un giubbotto abbastanza bizzarro e una sciarpa lunga, solo perchè voi non avete il coraggio di muovervi dal conformismo.

6. Quando parlo con una persona, sto parlando SOLO con quella persona. La persona mia interloutrice è perciò pregata di non creare (o di non permettere la creazione) di giurie di qualità, con tanto di deontologie morali e voto con le palette. Amici/che frustrati/e che vorrebbero stare al posto di quelli a cui consigliano, comunque sia, di lasciar perdere. "Perchè quello è uno stronzo", risposta standard.

7. Ho smesso di sparlare diversi anni fa. Mi chiamavano CIA, a ragione. Ora ho smesso. Quindi quando non sapete a chi scaricare le colpe di mezze verità o ipocrisie, depennate il mio nome.

8. Se certe volte scrivo sms con poco costrutto, del tipo "bella vita" o "stai bene tu", spesso accade perchè ho gli sms gratis, non perchè voglia scopare/cercare compagnia/chiedere favori.

9. Se mi interesso delle attività sessuali delle donne con cui mi relaziono, non necessariamente significa che voglia far parte di quelle attività, anche quando provoco apertamente. La mia vita è come mi comporto, non quello che scrivo.

10. Se vi sembra che vi dia bidone troppo spesso, vi ricordo che il mio introito mensile, almeno finchè non lavoro, è di Euro 100 (cento) più benzina, Euro 80 (ottanta). Quindi dispongo di Euro 3,3 al giorno e di 2,6€ di benzina che, con l'attuale costo del carburante di 1,38€, mi permette di fare circa 27 km al giorno. E abito a Valenzano.

Corollario: se vi sembro freddo, non vi chiedo aiuto, non vi faccio troppi complimenti, è perchè già mi fraintendete abbastanza così. Figuriamoci se mi metto a sviolinare.

Questo decalogo è un punto di non ritorno. Come lo sono le consapevolezze che ho conquistato.

Ogni ulteriore fraintendimento sulla mia persona riguardante uno qualsiasi dei seguenti dieci punti sarà ritenuto come manifestazione di idiozia e/o malafede da parte dell'interpretante, che perciò potrà anche comodamente sparire dalla mia vita o perlomeno fare un passo indietro.

Alla gran parte del mio pubblico chiedo di parlare di meno di me. Non me lo merito, davvero.
Mi lusingate, ma non occorre. Ci sono cose più interessanti di cui parlare.
Vi ho dato gli ultimi motivi per parlare di me con cognizione di causa, scialatevi sul decalogo e basta. Se non parlate, pure meglio.
Anzi, se avete coraggio, piuttsto che parlare degli altri, parlate di voi stessi: fatelo voi un decalogo.

Se avete scheletri tirateli fuori. Non traditevi, non siate ipocriti, non scopatevi salvo poi sorridervi come se niente fosse. Io ci provo.
E' troppo difficile?

giuseppe ungaretti e alicia keys

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

---

Con un pò di autocritica, Alicia ammette di essersi chiesta troppo di recente. Sfinita dalla tournèe, ha rischiato anche la depressione:

"non avrei mai creduto di arrivare a quel punto. Non sono mai stata il tipo da sbalzi d'umore. Sono una persona socievole, mi piace chiacchierare, adoro che la gente mi fermi per strada per parlarmi di sè. Ma di fatto ho scoperto di essere molto chiusa."

(fonte: Rolling Stone, dicembre 2007)

liliana de curtis e maurizio costanzo

Quando si parla di artisti, ho già sbagliato a digitare due consonanti. Anzi 3. E' il litro di birra. Su Italia 1 c'è Fantasia. Ho recuperato 2 persone alle ore 1.15 am. In realtà potrei perderle non più tardi di domattina, dopo aver eseguito un altro paio di errori di battitura, ora divenuti 7, ma fatemi prisciare.

Liliana parlava di suo padre, Totò. Un fenomeno. Un antidepressivo. Peppino de Filippo era il numero 2. Uno che sarebbe stato numero 1 nel resto dei suoi giorni se non avesse trovato il mastro, il Principe, l'assoluto.

E così assumi il Relativo come Assoluto. Il tuo weekend a casa come un male inevitabile, così come lo è un posto mediocre in questo gioco da tavola che ci porta alla misura di nozionistici di serie B.

Checcoseèl'amor diceva Vinicio. Io non lo so, cari miei. So solo che torno a casa con le sinapsi annacquate ed è quello che volevo, perchè mi permette di dire un paio di cose che non volevo dire mentre la finestra di MSN lampeggia.
Niente di grave, niente di nuovo. Solo poter voler bene a un paio di persone che mi mancano nel loro piccolo o nel loro grande.

E' un periodo strano. La solitudine è un dato di fatto a cui faccio finta di sfuggire. A livello esistenziale è un casino assoluto. A livello professionale se mi fermo a pensarci è un sogno: 12 mesi fa non sapevo manco cosa fosse Proforma e ora mi telefonano per fare il consulente.

Teardrop sponsor di una pubblicità per la playstation3. Non posso più procastinare.

Buona notte fiorellino. E signori, Maurizio Costanzo sarà un rottame pop che non riesce a proferir parola. Ma ha delle idee che ce le sognamo.
A questo proposito, vado a vedere lo space della Radio. Il mio bambino. Il motivo per cui sono a Bari. Chissà se fra 12 mesi non mi penta. Nel frattemo coltiviamo.

lunedì, dicembre 17, 2007

effetto speciale...sinistra fottuta


Il generale Roberto Speciale si è dimesso dall'incarico di comandante della Guardia di Finanza, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La mossa a sorpresa del capo delle Fiamme Gialle, che la scorsa settimana il Tar del Lazio aveva rimesso in sella dopo la rimozione dall'incarico decisa dal governo, vanifica di fatto l'incontro di due ore svolto questa mattina a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa.

Il faccia a faccia, preannunciato ieri sera dallo stesso premier, è durato in tutto un paio di ore e al termine nessuno ha rilasciato dichiarazioni. Secondo quanto ha riferito Prodi ieri alla trasmissione "Che tempo che fa", l'incontro doveva servire a stabilire i termini di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha bocciato la decisione dell'esecutivo di rimuovere Speciale dal comando della Finanza.

La questione stava iniziando a creare crescenti malumori all'interno dell'Unione, con il moltiplicarsi di voci imbarazzate e accuse al governo di aver gestito l'intera vicenda malamente. Difficoltà aumentate dagli attacchi del centrodestra che ha continuato a chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia, malgrado l'emergere di nuovi dettagli sull'uso di aerei, elicotteri, motovedette e motoscafi della Finanza da parte di esponenti della ex maggioranza.

Alleanza nazionale ha insistito ad esempio perché Speciale riprenda subito il suo posto al vertice della Gdf, mentre il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ha attaccato Padoa-Schioppa perché colpevole di "un caso di prepotenza mai vista". A chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, mentre Forza Italia ha concentrato i suoi attacchi su Vincenzo Visco, il viceministro delle Finanze protagonista diretto dello scontro chiuso con la rimozione di Speciale.

fonte: repubblica.it

e qualcuno mi ha detto...


Dopo tante vosi e appostamenti, i paparazzi francesi sembrano aver finalmente trovato il nuovo amore di Nicolas Sarkozy. Tre settimanali pubblicheranno nei prossimi giorni foto del presikdente francese in compagnia di Carla Bruni. Negli scatti, ripresi sabato, si vedono Sarkozy e l'ex modella e ora cantante italiana passeggiare per i viali di Disneyland a Parigi.

"Sono usciti allo scoperto", osservano i giornalisti del settimanale Point de Vue, il primo magazine che diffonderà le immagini sul numero in uscita mercoledì, con il titolo: "Carla Bruni, la dama di cuori del presidente".

In realtà, l'uscita pubblica della nuova coppia non sembra del tutto casuale. Il settimanale che detiene l'esclusiva è piuttosto vicino al presidente, e poche settimane fa ha pubblicato una lunga intervista a "mamma Sarkozy" che critica l'ex nuora, "fredda e distante". Sarkozy e Bruni non sono stati sorpresi dal l'arrivo di ben dieci fotografi mentre andavano "in famiglia" nel grande parco di divertimenti ad ovest della capitale. I due hanno anzi continuato a mostrarsi, e "a proprio agio" come specifica il settimanale.

L'Eliseo non ha voluto fare alcun commento sulle foto. Ma il diretto re de settimanale L'Express, Christophe Barbier, anticipando ieri le foto sul sito, ha avuto la conferma della relazione dalla stessa Carla Bruni. "Non vogliono più nascondersi" spiega Barbier. "Sono due personaggi pubblici, estremamente famosi. E sarebbe stato per loro difficile mantenere oltre il se
greto" aggiunge Barbier. Le stesse foto compariranno questa settimana anche su Paris Match e Closer.

Carla Bruni, che il 23 dicembre compirà 40 anni e ha un figlio di 6 anni, e Sarkozy (52 anni, tre figli), erano già stati avvistati dai paparazzi sotto casa di lei e, una settimana fa, mentre passeggiavano romanticamente nel parco di Versailles, insieme alla madre torinese della ex modella, Marysa Borini. Il capo dello Stato e la cantante si sarebbero conosciuti in una cena, a casa del famoso pubblicitario Jacques Séguéla, un tempo fedele di François Mitterrand. L'ex top model, originaria di una ricca famiglia piemontese e cresciuta a Parigi, aveva già dato materia ai settimanali scandalistici negli anni passati.

La Bruni si era infatti legata nel 2001 a Raphael Enthoven, che aveva incontrato mentre conviveva con il padre, il filosofo Jean-Paul Enthoven. Il giovane Enthoven, a sua volta aveva dovuto lasciare l'allora moglie, Justine Levy, figlia del filosofo Bernard Henri-Levy, la quale per vendicarsi aveva scritto un best-seller al vetriolo contro la cantante, "Rien de grave".

Al suo amore Raphael, la Bruni aveva dedicato una delle canzoni più famose del suo primo album, "Quelqu'un m'a dit". Poi la cantante era tornata single e aveva intitolato il suo ultimo album, "No Promises". A rendere ancora più intricata la telenovela di adesso, c'è da aggiungere l'ultimo pettegolezzo su Cécilia Ciganer-Albeniz, ex Sarkozy, vista più volte conversare in un noto albergo assieme al filosofo Bernard Henri-Levy. Nei prossimi giorni per i giornalisti francesi, un tempo abituati alla discrezione, tornerà l'antico dilemma: parlare o no della vita privata del presidente? Anche in questo caso, l'onnipresente Sarkozy sembra aver deciso di occupare la scena mediatica.

fonte: repubblica.it

domenica, dicembre 16, 2007

venerdì, dicembre 14, 2007

Dopo il Controfestival, il FuoriFrequenza-day

Dopo il battesimo del fuoco come speaker radiofonico su Controradio, domani è il momento di festeggiare.

Favorevoli coincidenze astrali di calendario favoriscono la presenza contemporanea di quasi tutto lo staff di FuoriFrequenza, la neonata webradio dell'Università degli Studi di Bari che mi vede come coordinatore e voce e speaker (con forte accento barese).

Saremo presenti massicciamente, tra speaker e palco del Controfestival, perciò abbiamo deciso di festeggiare.

Invitiamo quindi tutti gli studenti universitari di venire al nostro primo evento dal vivo come radio degli Università degli Studi di Bari.
La festa è dalle 13 alle 16 circa, io condurrò dalle 14 alle 18 live @ Controradio.

Se non puoi esserci, collegati in streaming a www.myspace.com/controradio o su 97.3 Mhz FM se abiti tra Bari e dintorni!

A domani :)

giovedì, dicembre 13, 2007

una telefonata ti allunga la vita

O te la migliora sensibilmente.

Una. Figuriamoci tre!

Elena
ancora Elena, un'altra Elena.
Angela.
Donne. Mi hanno dato gioia. E senza che nessuna di loro volesse scoparmi.

Tre telefonate in un'ora. Sogni, prospettive. Lavoro, guadagno, indipendenza, curriculum, 8 ore di Controfestival da condurre, futuro, addio vita sociale, benvenuto nel mondo dei grandi.

Altre gioie. Il tuo cane e il tuo gatto che dormono uno accanto all'altro, quasi abbracciati, sulla cuccia del cane.
La cena pronta, un panzerotto e carne alla boscaiola.

Oggi, la prima della radio. Una bomba. Ludo e la sua autoironia, una rivelazione assoluta.

Marco, lo dice lui, 15 anni di radio: "quest'ora è passata in 5 minuti".
Carlo Chicco, non ha bisogno di presentazioni: "sono bravi, sono forti, e si sono sbattuti".

Io non mi sento nè bravo nè forte. Ma sull'ultimo concetto, là sì che mi esalto.
Io che mi sento un operaio specializzato, quando si tratta di etica del lavoro, dò tutto.
Lo dimostra l'orario in cui vi sto scrivendo. Prima il dovere poi il piacere, no? Sto da 2 ore a lavorare al pc. Lavoravo pure mentre lavavo e mi sbarbavo. Che poi definire Luca Scandale un lavoro è uno schiaffo a Cristo. Uno che ti trasmette entusiasmo pure se ti parlasse di Prodi.

(Romano, sei il politico che più stimo, sopratutto dopo che Capezzone me l'ha messo nel culo, ma ammetterai che sei un pò flemmatico.)

Lui che ha il peso di infinite responsabilità, che mi chiama di notte per parlarmi di Compriamola. Poi ditemi voi che non devo mettermi al pc a lavorare come un disperato.


Tornando alla radio, chi mi conosce lo sa quanto mi sia sbattuto per sta storia, come abbia condizionato e condizioni ancora le mie scelte di vita. Io che me ne dovrei andare ma chissà che fra 10 ore la mia vita non sia radicalmente cambiata (o solo un pò migliorata, più verosimile) dopo un paio di riunioni.

Finisce la radio e mi sparo 5 ore di master, smerdo il mio docente. Uno che, senza offesa, di comunicazione sa la metà di ciò che so io che a mia volta so un centesimo di ciò che sa la gente con cui lavoro.

Il che è poco edificante visto che è un master. Ponticelli, allievo di Valletta, sorriderà leggendo.

Finisce il master, gioco a pallone, gioco bene ma non benissimo. Perdiamo, ci fottono la partita. Mi vengono delle pagelle splendide, approfitto del blog Katenacciaro e del veleno ancora nel sangue per scrivere una lettera aperta a Sergio Sud.
Scrivo al mio staff della radio, scrivo a Bronzini ringraziando. Ringraziando entrambe le metà della mela di avermi, averci, esserci messi nella merda nel migliore dei sensi possibili. Ovvero, avere la libertà di rivoltare l'Università nel nostro piccolo. Di poter gestire la punta di diamante della comunicazione istituzionale di un ateneo da 70000 iscritti.

E infine scrivo a me, scrivo a voi. Mi racconto, vi racconto di una giornata che vista dall'esterno si direbbe un manicomio. Ma sto cercando un posto dove firmare per riveverne così a migliaia.

Ultimo vagito: coolclub.it, disco della settimana Alicia Keys. Scritto da me. La mia firma sulla destra. Sabato condurrò al Controfestival con Dado Minervini, uno dei top 10 per quanto riguarda il giornalismo musicale. Credo che gli dannerò l'anima per tentare di entrare nei 100.

6 ore di sonno. Domani si ricomincia, a proposito: compriamola. Domani un altro grosso passo in avanti.

p.s. Dino, ricordati di scrivere i contatti della radio domani. E tutt tù lo "stratega" della comunicazione del (?? devo ancora firmare, e ho intenzione di mantenere i piedi per terra), e pò? Pessimo.

forze farò il ciardiniere


Avendo passato più di metà vita a spingere sull'acceleratore, non gli dev'essere sembrato possibile perdere un aereo per la "lentezza" del suo tassista. Per questo, Michael Schumacher, ha chiesto al conducente del taxi di farsi da parte e si è messo al volante per accelerare un po' il ritmo e arrivare quindi puntuale all'appuntamento con il suo volo. E' accaduto, stando a quanto riportato dal quotidiano di Monaco di Baviera, Abendzeitung (e poi confermato dalla portavoce dell'ex ferrarista, Sabine Kehm), sulla strada per arrivare allo scalo di Coburgo. A diffondere la notizia è stato Tuncer Yilmaz, il proprietario del taxi, che ha raccontato la clamorosa vicenda un po' incredulo. "Mi sono ritrovato seduto al fianco del guidatore - ha spiegato - e vicino avevo Schumacher: è stato incredibile". Lo stesso tassista ha poi proseguito raccontando che Schumacher "ha fatto dei sorpassi incredibili e ha preso le curve a grande velocità". Il tutto per arrivare a destinazione in tempo per prendere l'aereo. Alla fine della corsa l'ex pilota tedesco ha ovviamente pagato a Yilmaz la tariffa e gli ha inoltre dato una buona mancia. Schumacher, insieme a moglie e figli, era arrivato a Coburgo per prendere un cane da un abitante di un villaggio vicino. Insomma, dopo lo Schumi "giardiniere" o "autista" delle pubblicità, eccolo in versione tassista. Questa volta però, non per spot.

(fonte:gazzetta.it)

lunedì, dicembre 10, 2007

agenda setting

(?) scrive:

tu non hai mai immaginato di poter sburrare su cristina parodi???
mentre legge le notizie?

che strani i miei amici.

domenica, dicembre 09, 2007

oops i did it again


Daniele Luttazzi si sfoga sul suo blog e in un messaggio scritto nella notte racconta la sua versione dell'epilogo burrascoso di Decameron negli studi di La7, dopo la sospensione del programma per alcune frasi su Giuliano Ferrara ritenute offensive dall'emittente. Il comico riferisce dell'irruzione negli studi, ieri sera, di alcuni funzionari della rete per impedire il proseguimento del montaggio della sesta puntata, su cui stava lavorando con la regista Franza Di Rosa. Perché, dichiara, non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla sospensione del programma che ha segnato il suo ritorno in tv. "Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata numero 6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per cancellare tutto il girato di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto", conclude il comico. E questa mattina, a mente fresca, si chiede: "Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron?"

"Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta."

Ovvero, la frase per cui è stato censurato. Di nuovo.

(fonti: repubblica.it
danieleluttazzi.it)

sabato, dicembre 08, 2007

subsonica - l'eclissi



Subsonica – L’eclissi

Genere: elettro-pop

Etichetta: EMI

Voto: 2,5/5

“L’eclissi” è stato il cd più atteso della storia dei Subsonica. E non tanto per l’indiscutibile bravura del quintetto torinese, quanto per la delusione seguita a “Terrestre”, primo album prodotto e distribuito con il sostegno di una multinazionale. Ovviamente l’attacco al potere discografico è stato fin troppo facile dopo una tale involuzione, che gli stessi Subsonica hanno addotto a una voglia “di prendere gli strumenti in mano”. Esperimento non riuscito. Sono tornati alla calda elettronica, un ossimoro che con loro funziona perfettamente. Hanno scelto un titolo che col senno di poi rappresenta una perversa descrizione dei loro sviluppi di carriera. Strepitosa per quanto riguarda il seguito di pubblico: palazzetti esauriti, devozione religiosa verso Samuel e Boosta. Ma non musicalmente: il cd non funziona, non punge, non convince. Il singolo “Glaciazione” non fa la differenza e sono le tracce che più ricordano il loro glorioso passato, “Veleno” e “Piombo” quelle che strappano gli applausi. Sembra abbastanza palese che i Subsonica stiano studiando da grandissimi, si intravedono barlumi di genialità pop. Ma non sono ancora pronti. E proprio per questo il prossimo cd sarà ancora più atteso.


cinquemila

In tempi di numeri, adesioni, volontà e blog, il mio contatore segna 5000.
Sono lusingato dal vostro interesse.

Proverò a mantenere sempre un regime di qualità sia in ciò che in scrivo io, sia in ciò che del mondo merita di essere reso pubblico.

Non prima di un paio d'ore di sonno però :)

venerdì, dicembre 07, 2007

CompriamolA

Questo è il mio spazio. E me la vedo io. Non dimentico di essere (in concerto con Roccia) un web-strategist, termine da Bingo delle Cazzate alle Riunioni che più o meno equivale a dire che mi devo mettere a stress a cercare accordi comunicativi, a far pubblicare questo sito in più posti possibili, a promuoverlo insomma.



Ma questa è casa mia, e qui non si tratta di promozione. Si tratta di raccontarvi il mio punto di vista. 3 ore di sonno contro 9 di riunione (e 3 tra conferenza stampa e preparazione di essa) ucciderebbero chiunque. Specie se poi questo chiunque deve pure andare a giocare a pallone fra mezzora.
Ma non c'è storia.
Andate sul sito. Andate prima di tutto a vederlo.

www.compriamola.it

Leggetevi il box, il primo post del blog. Guardatevi un paio di video (vi segnalo quello del proprietario del Pane e Le Rose, il migliore secondo noi).
Ma sopratutto, guardate le cifre delle adesioni. I commenti sono superflui.

Siamo vivi, siamo veri da 16 ore. Pensare di rendere un servizio a cittadini che lo aspettavano da anni ti dà una forza impressionante, specie se hai spirito civico e ami la città.
Nel mio piccolo ho una speranza, e lavorerò per questo.
Ricordo due anni fa, la mia prima volta a Marassi. Sampdoria-Inter. Brividi non troppo diversi rispetto a quelli che provo ora scrivendovi.
Mi stupì una cosa, e non me la scorderò più.

Le donne. Erano tante. Erano quanto gli uomini. Forse di più.


Qui c'è da rifondare una cultura sportiva. C'è da portare un messaggio positivo. Dimenticarci degli interessi. C'è da andare in giro tutti in sciarpa.
E senza le donne, siamo una mezza città. Leggete, guardate. Non solo gente di Bari, ma di tutta Italia. Spargete la voce. Siamo una novità assoluta e questo ci motiva da morire. Ma senza di voi, la benzina finisce. Già dovremmo ringraziarvi infinitamente per la fiducia, però non posso non pensarlo: fateci sognare. Uomini, ma sopratutto donne. La Bari siamo Noi.
Sarà retorica, ma chissenefrega.