mercoledì, ottobre 31, 2007

morcheeba - dive deep

(copertina non definitiva, l'album dovrebbe uscire l'anno prossimo)

Morcheeba – Dive deep

Etichetta: PIAS

Genere: trip-pop

Voto: 4/5

Nessuno avrebbe puntato un centesimo su un ritorno del genere. Dopo la dipartita di Skye Edwards, front-girl talentuosa e ricca di personalità, dopo aver vissuto stagioni meravigliose dal punto di vista della musica (“Big calm”, che quasi dieci anni fa ci raccontava come il trip-hop non era necessariamente una cosa da realizzare sotto il grigiore della provincia britanccia) e del pubblico (“Rome Wasn’t built in a day), il percorso si era fatto tortuoso. E a un certo punto la terra manca sotto i piedi. Sfido chiunque a citarmi qualcosa da “The andidote”, datato 2005: perso il contratto con la casa discografica, persa la nuova cantante, Daisy Martey, a causa di controversie sessuali coi fratelli Godfrey. Logica la diffidenza nell’approcciare a questo “Dive deep”. Ancora più logico il sorriso che spunta all’ascolto dell’album, sin dall’opener “Enjoy the ride”. Nuovo pool di voci, tutte assolutamente all’altezza del gravoso compito, e un suono che sembra voler aggiornare il capolavoro che nel 1998 diede loro la giusta visibilità. Tra i cantanti spicca Manda e la sua “Au delà”, una canzone semplicemente straordinaria: non ci si deve vergognare a candidarla tra le 5 migliori canzoni dell’anno e nella top 3 della storia della band. Il cd prosegue in modo ruffiano e piacevole rimettendo in gioco una formazione che fortunatamente ha ancora qualcosa da dire. E con il linguaggio dei tempi d’oro.

radiohead - in rainbows


Radiohead – in Rainbows
Etichetta: nessuna
Genere: alternative rock
Voto: 4,5/5

Se nell’intestazione della tua recensione arrivi alla voce “etichetta” e l’unica parola che ti viene in mente è “nessuna”, già ti viene un brivido lungo la schiena. Se poi rileggi per l’ennesima volta il nome della band, i brividi fanno festa. Sia ben chiaro, sono ben lontano da quella che Giulio Casale definiva “la sindrome di Vincenzo Mollica”, ovvero quella tendenza del giornalista-recensore a dire che tutto ciò di cui parla è bellissimo. Ma qui, per tante ragioni, siamo davanti a un evento storico. Si è detto e si continua a dire di tutto sulla scelta, probabilmente in anticipo di diversi mesi su quello che potrebbe diventare consuetudine, di distribuire l’album direttamente sul loro sito Internet. It’s up to you, è il pubblico che decide quanto pagare per avere le tracce in mp3. 0 o 100 sterline, in linea teorica non fa differenza (chissà noi italiani come ci stiamo comportando…). Una scelta che ha già fatto scuola: Jamiroquai e Nine Inch Nails si sono detti pronti a replicare. Ma non può finire qui, nessuno pensava che si dovesse parlare solo di questa rivoluzione, seppur pur sempre di rivoluzione dobbiamo parlare. Non ce n’è motivo: l’album è infatti davvero ben riuscito. Da Nigel Godrich a Mike Stent in cabina di regia, ma la differenza è impalpabile. Accompagnamolo come si fa con un bambino a scuola. Traccia 1, “15 step”: inizia che ti sembra Aphex Twin, poi entra la chitarra e torniamo alla realtà. Traccia 3, “Nude”: il punto più alto di Yorke. Numero 4, “Weird Fishes/Arpeggi” (incisa nel 2005): fan di “Amnesiac”, ecco quello che vi serve. Rallentiamo, c’è “All i need”, la perla (e qui però c'è lo zampino di Godrich), con quel riff che non si capisce da quale pianeta possa provenire. Forse bisogna cercarlo semplicemente a casa Greenwood. Traccia 8, “House of Cards”: qualcuno parla di bossanova, ma basterebbe sottolineare l’uso sapiente delle percussioni. Sono proprio queste ultime a vincere questa sfida tutta interna nelle evoluzioni dei Radiohead, ce lo conferma la finale “Videotape”, scritta dal batterista Phil Selway. Sui testi: Thom Yorke legge Ballard e le sue congetture su riscaldamento globale e fine del mondo, ma se non lo so, mi sembra solo che sia innamorato. Di qualcosa, di qualcuno, di sé stesso. Un album che riesce a essere nuovo senza dare grandi scossoni al timone, che è il più orecchiabile e contemporaneamente il meno accessibile. Una summa, l’album della maturità, secondo solo a “Kid A”. Non attrarrà nuovi fans, i Radiohead continueranno ad essere l’ideale ponte tra il mainstream e l’alternativo, riuscendo ad essere entrambe le cose senza compromessi e con tanta, tanta coerenza. Ce ne fossero di gruppi così.

amy winehouse (2)



We only said good-bye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to black

la sua canzone più bella.
e direi che con l'Amy-day abbiamo finito.

amy winehouse



ammetto di aver bluffato con questo video. Ne avevamo fatti diversi io e Fabio, altrettanti (sia tratti dalla data di Milano, sia dalle sue altre uscite) sono disponibili su Youtube, ma tra quello in cui si sente distorto, quello in cui balla la telecamera, quello troppo lungo e quello troppo corto, alla fine ho preferito pubblicare qualcosa che esprima il talento incredibile di questa donnina.

Ammetto anche che per Amy mi son preso una di quelle sbandate (platonicamente e musicalmente parlando) che forse non ho preso mai per nessuno. Certo, non robe da mettere i poster in camera, pur volendo diciamo che mi sembrerebbe un pò anacronistico. Quindi potrebbe anche essere che sia di parte. Però vossignori..avete sentito che diamine fa con la voce?

E non c'è da dimenticare tutto il rocambolesco dell'extra-musicale. Vero pomo della discordia della carriera di Amy. Gli abusi (ha perso circa 30 chili negli ultimi 2 anni, al concerto era impressionante) sono davanti agli occhi di tutti, forse anche un pò troppo - si potrebbe iniziare a pensare che qualcuno ai piani alti ci voglia marciare - ora sta alla coscienza individuale, fatta salvissima la voce e le capacità espressive che non sembrano aver risentito degli stravizi, valutare se essere così brava e tossica insieme è un valore o un disvalore.

Ma dato che stiamo parlando di musica, permettemi di suonare il trombone e di incensare spudoratamente la signorina, che a 24 anni e solo al suo secondo album potrebbe essere considerata (forse solo con l'ingombrante compagnia di Beth Ditto, cantante dei The Gossip) l'unica vera rockstar contemporanea.

Accontenta tutti, da chi legge i tabloid (e in Inghilterra vanno pazzi di lei sopratutto per quello che combina, oltre che per la sanissima rivalità con Lily Allen con cui tra l'altro condivide il produttore, Mark Ronson), a chi chiude gli occhi e si limita ad ascoltare.

State attenti alla signora Fielder-Civil. Signora, Mrs. Winehouse come è stata presentata al concerto. Ebbene sì, si è sposata e ha anche manifestato desideri di maternità. Vorrei tanto bere io da quel biberon.
State attenti perchè, se non si ammazza prima (come dico sempre io), non ce n'è per nessuno. Fa quello che vuole con la voce. Non c'è cocaina, cuba libre o bretella rotta e tetta mobile, tutti "inconvenienti" da noi osservati in presa diretta all'Alcatraz, che tenga. Come io vi scrivo, lei canta. Anzi, lei canta molto meglio a parità di naturalezza. Come potete vedere nel video.

La signora Fielder-Civil si è sposata, ma speriamo che continui a litigare con suo marito. Certo, magari evitando di uscire livida dagli alberghi..
Comunque sia sta proprio nell'incredibile relazione che da anni la vede protagonista di un continuo saliscendi, che Pete Doherty in confronto è una debuttante, la massima ispirazione sia di Frank (2003) che di Back to Black (2006). Perchè giustamente non solo sa cantare..ma scrive pure da dio.

Well sometimes i go out, by myself, And i look across the water
And i think of all the things, of what you're doing, and in my head i paint a picture
Since I've come home, well my body's been a mess,
And i miss your ginger hair, and the way you like to dress.
Oh wont you come on over, stop making a fool out of Me,
Why dont you come on over, Valerie.

(il fatto che nello stesso tempo ci fossero le parole "Ginger" e "Valerie", vi giuro, è puramente casuale)

martedì, ottobre 30, 2007

chi non mi ammazza mi rende più forte

non mi abituo all'inerzia
cerco sempre il perchè
una goccia di rabbia
mi ha svegliata da te

micol barsanti - vacanza

questo nome ebraico, colei che regna il suo significato, ha colorato, per non dire qualcosa di più grosso, la mia vita.
oggi si è deciso di autoeliminarsi.
se prendo le 52 carte del poker faccio fatica a trovare un aggettivo opportuno in mezzo a così tante carte.
Le guardo, le scorgo, non so scegliere. Opterò per...
rincoglionito.
Buttare un'amicizia decennale, sicuramente comprometterla in modo irreversibile
una storia triennale, la più bella della tua vita. Robe che ci metterai 20 anni a sostituirmi
una persona a cui sei stato sempre vicino quando ha avuto bisogno, e che ora ti dà in cambio il più completo egoismo.
in nome di che cosa?
Di una fesseria, di una vacanza, di una stupidaggine. Di qualcosa che mi fa male, di qualcosa da cui non necessariamente dovrei riprendermi. Eppure son qui.
Raccontavo via sms di come oramai sia diventato esercizio di stile quello altrui di farmi del male, e altrettanto esercizio di stile sarà quello di venirne fuori, più forti di prima. C'è gente che ha investito su di me, che si fida di me, che mi vuole bene. Gente a cui dare ogni goccia del mio amore, della mia dedizione. A maggior ragione ora, che i compagni di viaggio di sempre hanno deciso di sputtanarsi.


Torno a casa brillo ma motivato. Mi potrete uccidere, mi uccidete tutti i giorni, ma prima di tutto uccidete voi stessi.
Mi sono anche rotto i coglioni di fare quello politicamente corretto, sempre preciso, mai un rimbrotto, mai uno scatto di nervi, mai un gesto d'orgoglio.

Perciò permettetemi di dire a questo punto che se proprio avete deciso di giocarvi il sottoscritto, perlomeno scopatevi.

Mi manca solo quello, ma come vedete non mi ucciderete manco in quel caso. Però perlomeno da idioti passate a stronzi. Non che sia meglio, ma il tasso di superficialità che vi ha contraddistinto è tremendo.
Quanto mi manca Beppe. Lui una cosa del genere non l'avrebbe mai nemmeno pensata. Nemmeno nei sogni. Farò di tutto per riprendermelo.

Addio a tutti voi.
Mi verrebbe di chiedere pubblicamente a chi legge di schierarsi da una parte o dall'altra, ma so che nessuno di voi ha il coraggio di farlo. Perderete un'ulteriore occasione per avere la mia stima e il mio rispetto. Però è più comodo vivere così, sorridendo a tutti e inculandosi vicendevolmente.
Ma se qualcuno, leggendo, dovesse mostrarsi indignato e indignarsi insieme a me, io sono qui. Non credo succederà nulla, però io sento lo stesso di voler di far proclami, di tentare di dividere il giusto dallo sbagliato.
Continuo a perseguire la strada più difficile: nessun sorriso fuori luogo, niente di incoerente, l'ipocrisia lontana anni luce. La gente continua a vedere il buco del mio culo come un posto estrmemamente accogliente. Io dei pruriti ci ho fatto l'abitudine. So che la gente, o per invidia o per nullafacenza, continuerà a gettarmi merda. Tempo sprecato.

Non vedo l'ora di avere uno stipendio tutto mio e di mandarvi tutti, ma proprio tutti (fatte salve quelle 2 o 3 persone che hanno, nonostante tutto, la mia stima incondizionata) a fanculo. Me lo posso permettere..o volete sfondarmelo, questo cazzo di buco di culo?

domenica, ottobre 28, 2007

muito obrigado

Il Portogallo, terra di gente grata. Il valore della gratitudine è quello che mi porto dietro da questa vacanza. In Portogallo amano. La loro lingua riflette la loro vocazione sentimentale, narrativa, radicale. E' un popolo che fa queste traduzioni:

ex fidanzato = antigo namorado
life is now (slogan vodafone) = viva o momento
acqua non potabile = aqua impropria para beber
ferrovia = caminho de ferro

Un popolo che non si limita a dirti grazie, ma ti dice obrigado. Che è qualcosa di più, è qualcosa di più profondo, è come un patto che si va ad instaurare tra due persone.
Sentimentali nella loro musica tradizionale, il fado, che nasce dalla nobile disperazione delle donne che vedono i loro mariti salpare per chissà dove e che ora racconta di un popolo meravigliosamente melanconico.
Un popolo legato alla vita, al valore della vita stessa. Un popolo cattolico, grato perciò verso un qualcuno che quella vita gliel'ha donata. Grato così tanto da prendere decisioni estreme, non del tutto comprensibili ai miei occhi, come quella di rendere illegale l'aborto.
Ma alla fine c'è una coerenza anche in questa decisione (caso unico nella Comunità Europea).

Per questo ho sentito da subito il bisogno di ringraziare tutte quelle persone, cose, situazioni, che anche solo per qualche secondo hanno colorato le mie giornate lusitane. Hanno reso l'esperienza un unico flusso, seppur estremamente dinamico, di gratitudine.

(la sequenza temporale è stata più o meno rispettata)

- la signorina delle pulizie all'aeroporto di Francoforte, solerte nel lavare un vetro sulla testa di Roccia che alle 2.30 am russava altrettanto solertemente mentre io mi scompisciavo dalle risate

- Andrea e la sua consorte Paola, il cui nome è stato un arcano per circa 3 giorni (la chiamavamo con nomi composti - Paola, ovviamente è colpa nostra)

- i tedeschi, insopportabili

- il Vilamoura Beach Hotel: 5 stelle, vista sull'Oceano Atlantico, piscina interna, 240€ a notte di costo, 1 letto matrimoniale a testa

- Felix, il cameriere del Casinò che ci avrà messo in mano almeno 50 tartine al tonno pro capite

- la Sagrès, la Peroni portoghese, e la Superbock, con le sue infinite e squisite varianti che al più ti venivano a costare 1 euro e 50

- la birra Magners, consigliata da 3 irlandesi alticci "oh, it's brilliant!" io e roccia, tignati, ci dirigiamo verso il bar dell'hotel dove per una pinta di una effettivamente brillante sostanza corretta con del sidro abbiamo speso la brillante cifra di 7 euri e 50. Le kidd lor

- la colazione all'inglese dell'hotel

- gli inglesi giocatori di golf: indotti dalla mia maglietta, irridevano Roccia (ma di fatto siamo passati per ricchioni credo all'unisono da parte di tutta la comunità locale)

- il mare, il faro, i ragionamenti, il sole

- una signora di 60 anni, esaltata al gol del Glasgow Rangers nel derby della città. "Who scored?" dico io, e lei, meglio di un qualsiasi Mughini "Nacho Novo...my son is at the stadium right now!"

- lo Shakespeare pub, dove il Liverpool ruba la sua partita e noi beviamo una pinta di Sagres a 1,50€

- il casinò, il torneo, l'adrenalina delle prime mani

- Thomas Kremsler

- Salvatore Esposito, l'uomo italiano dello staff: uno che non sapeva una beneamata minchia di quello che stava facendo lì, che aveva scritto sul badge "personal account manager" (ma che cazzo vuol dire!), che diceva a tutti quelli che uscivano "ah, eri bravo..potevi arrivare al tavolo finale" e che il giorno dopo sarebbe andato a Boston ma che secondo noi al più sarebbe potuto arrivare a Castelvolturno

- l'Olandesina Sgravata, giunta poi 10ima..1600€ per lei

- la nazione pokeristica della Norvegia e i suoi sparuti rappresentanti

- il tris di 7, l'unica mano che mi ha fatto sognare davvero

- l'olandese alla mia destra, ubriaco perso, che mi chiedeva a ogni mano se stessi barando

- la cena a buffet in cui abbiamo fatto 3 strati di carne diversi

- la mia eliminazione ad opera di un full

- Kimi Raikkonen: che goduria raccontarlo agli inglesi (e che goduria a prescindere!)

- le vecchiacce che ballavano al piano bar senza uso di additivi alcolici

- Massimiliano, il migliore degli italiani al torneo

- le due battone svedesi, che aspettavano che il loro connazionale (poi vincitore) fosse premiato per proporgli di unire i due letti matrimoniali della sua camera in cambio di una "piccola" percentuale sull'assegno

- il cinese sul bus per Faro che diceva all'autista "FaLo! FaLo!" incarnando perfettamente il clichè del cinese che non sa dire la R. La cosa incredibile è che tutto il bus si è messo a ridere perchè Falar in portoghese vuol dire "parlare" (o almeno credo), quindi il tipo di fatto è entrato nel bus dicendo "parlo!parlo!"

- Oscar, l'argentino che lavora in Scozia, trovato a Faro. Come noi doveva andare a Lisbona per prendere la fidanzata brasiliana per andare con lei nella terra di Ronaldinho. Poi ci lamentiamo delle storie a distanza..
ci ha lasciato con la seguente gemma: "andare in Brasile con la propria fidanzata è come andare all'Oktoberfest e portarsi dietro la birra"

- il ponte 25 de abril: siamo a Lisbona

- la Duccio-guida. Duccio, sei il nostro unico signore dei viaggi.

- le colline della capitale. "Dino, tu giochi a pallone, io no" (cit.)

- il 40+1 di rua de Atalaia (di qui, è partita una serie interminabile di heads-up tra me e Roccia, che stavamo in mano con le carte praticamente ovunque)

- le rughe di espressione

- la funicolare di Santa Justa

- Praca de Comercio, dove mi è venuto il primo embolo idealistasognatoreromanticoducojoni

- il caffè la Brasileira, quello di Pessoa, e la mia prima comanda in portoghese

- due menù

- il 28

- il Principe do Calhariz, il mezzo chilo di baccalà e il cameriere

- la Cattedrale

- il Castelo de Sao Jorge, dove uno dei miei emboli è stato anche audiovideoregistrato. Un posto favoloso. Verrebbero gli emboli a chiunque.

- (qui ho posticipato l'evento apposta). La superbock sulla salita per il Castello. Avevamo bisogno di benzina..piccolo Roccia..

- Avenida de Liberdade: che bluff!

- il Nova Tertulia, la nostra seconda casa a Lisbona. Muito obrigado Tiago, per quell'intruglio che ci hai messo in mano per due sere di seguito. Non ho mai bevuto niente di così buono (e così tanto!)

- Antonio, il tassista simpatico, che ha detto che Giovanni Memola è un ottimo cantante italiano ma che voleva anche tignarci 5 € di mancia..simpaticissimo

- i tifosi del Celtic, in trasferta romantica a Lisbona. Qui infatti hanno vinto la loro prima e ultima coppa dei campioni 40 anni fa. Hanno perso contro il Benfica, e continuano a cantare. E anche a sopportare un povero coglione italiano, che in mezzo a loro si fa forte con la sua maglia dell'Italia, in attesa della sfida decisiva tra Scozia e Italia per l'Europeo

- il Monastero di San Geronimo

- la Torre di Belem, dove ho lasciato un paio di promesse

- La Pasticceria di Belem, la più grande di Europa, dove non ci siamo limitati a mangiare i dolci.."...che io due pastelle ho mangiato" (cit.)

- Sintra, per quello che siamo riusciti a vedere. Ovvero il cartello della stazione ferroviaria

- Le seppie arrosto in Rua do Santo Antao

- i bigliettini

- il tassista muto, il travestito e l'aggigghio

- il pranzo a buffet a 5,9€

- la Red bull a 5€..poi dicono che non mi devo ubriacare di birra che costa meno della metà..

- la Svizzera

- le gasteme col tipo del Malpensa Shuttle

- Shardo

- Roccia e Shardo che russano a ritmo alternato, facendomi questa ninna-nanna un pò atipica

- il "caffè" di Roccia

- Balestrazzi, la sua ottima pasta, Myspace, "oh è connesso!!!"

- Micol Barsanti, Barbara Cavaleri, le interviste riciclabili e gli intrighi internazionali

- Angela e Parco Sempione nel fango

- Amy Winehouse (lei merita un post a parte, aspetto di avere un pò di materiale per metterlo su)

- Pietro e le sue cose buone nelle sigarette

- il pokerino degenere a botte di Porto

- la Easyjet e le emozioni che solo lei ci ha regalato, dalle luci di emergenza alle turbolenze alle due ore di ritardo nel volo Milano-Bari. Lo sappiamo che lo avete fatto solo per allungarci la vacanza di altre due ore..muito obrigado pure a voi, kittemurt.

ovviamente un capitolo a parte va per il mio compagno di viaggio, che trascende questi eventi, visti che li abbiamo condivisi tutti.

Mi auguro che ti sia divertito tanto. Avevi bisogno di staccare, lo so perchè condividiamo (sempre più) le beghe della vita da 30enne nel corpo, nei sentimenti e nei rapporti umani dei 23enni, ovvero delle persone che siamo.
In certi frangenti mi è sembrato piuttosto chiaro che avresti tanto voluto una presenza riccioluta in luogo della mia o forse semplicemente in aggiunta, ma è chiaro, ovvio che fosse così.
Ti ho suggerito dove andarti a fare la prossima vacanza, vacci, fidati.
Non abbiamo litigato manco per sbaglio in questi 9 giorni. Anzi.
Obrigadinho :)

Vale, alla luce di tutto questo, permettimi di dirti una semplice, piccola cosa, anche se pubblicamente.
Tienitelo stretto. E conquistalo ogni giorno.

domenica, ottobre 21, 2007

lusitania: primo bollettino

Il tempo e' poco, le cose da dire tante e non c'e' nemmeno la e' sull'accento su questa tastiera anti-abortista. In compenso posso stupirvi con questa:

Ç

qui loro si scialano con queste lettere con i baffi e la barba.
Riassunto delle puntate precedenti:

- il mio pc si e' ri-rotto giovedi', prima della partenza: secondo alimentatore in due mesi. Per questo non mi sono accomiatato con voi.

- io e il prode Roccia ci troviamo a Vilamoura, una ridente (a dir poco) localita' turistica dell'Algarve, Portogallo meridionale, sull'Oceano Atlantico. Qui mi trovo (per chi non lo sapesse) perche' ho vinto un torneo di poker online, qualificandomi cosi' per la fase finale dell'EPEC, una sorta di coppa Europa per Nazioni (una decina gli italiani in lizza).

- al torneo sono giunto 79imo su 200 partecipanti. Un risultato discreto, senza infamia e senza lode. I primi 36 giungevano a premio, il migliore degli italiani e' arrivato 14imo. In questo momento, mentre io scrivo fesserie su un pc con Linux come sistema operativo, si stanno contendendo i premi grossi (ventunomila piotte al primo);

- per motivi legati alla vacanza e al poker, odiamo i tedeschi (Grosso! Grosso! Grosso!) e gli Olandesi (ben 5 al mio tavolo, tra cui una donna, detta l'Olandesina sgravata, davvero ingiocabile);

- in verita' non odio nessuno, ma diciamo che almeno fino a domani ci sara' una forte repulsione per loro;

- forse anche per gli spagnoli, visto che giusto 2 ore fa ho partecipato a un torneo collaterale (primo e unico premio; 100 dollari) e sono arrivato secondo, alla prima mano di heads-up (uno contro uno), l'unica specialita' dove credo di essere un discreto giocatore;

- attraverso una spassosa t-shirt sto seminando il panico nel Casino' e nelle strade di questa ridente Porto Cervo inglese in Portogallo. Porto Cervo, ma molto piu' bella (anche se mi sa che il mare e' meglio da noi, nonostante il fascino dell'Oceano). Tutti i dettagli nelle foto e negli RVM che gelosamente costruiremo strada facendo;

- sto saltando da un'ora per l'albergo per la meravigliosa vittoria del mondiale di Formula 1 da parte di Kimi. Goduria pura e' stato il momento in cui 5 distinti signori inglesi si sono presentati nel bar dell'albergo e io, che fino a 1 minuto prima gridavo con Roccia, li accolgo con voce affranta, raccontando loro con il mio inglese stentoreo (forse era stentato, decidete voi di che campana fidarvi) di come talune spiacevoli coincidenze avessero portato il loro Hamilton a perdere di un solo punto;

- domani, armati della Duccio-guida, prenderemo un Intercity e ce ne andremo a Lisbona. Abbiamo l'albergo a 500 metri dal Rossio, anche meno da Marques de Pombal. Ce la giochiamo;

- siete liberi di odiarmi: qui ci sono 27 gradi, il sole e' caldissimo e mi pento ogni giorno di piu' di non aver skhaffato un costume (e anche tutti i miei pantaloni al ginocchio) nella valigia;

fine del bollettino. Ci sarebbero altre 100 cose da dirvi, ma non voglio fare la parte di chi racconta le vacanze agli altri che non sempre possono capire.

Stasera prevista altra sessione di poker. non so ne' come, ne' con chi, ne' quanto mi devo pungere. Cmq sia, meglio che pungersi al Casino'.. (e chi ha orecchie per intendere..)

ho superato il visto censura, posso andare.

mercoledì, ottobre 17, 2007

il blog

Non pensavo avrei mai usato un blog.
Non mi convincevano, non pensavo fosse molto sano parlare dei cazzi propri in una sorta di diario voyeuristico.

I primi tempi mi ero convinto che i blog servissero solo a quello. E probabilmente avevo anche ragione nel crederlo.

Non pensavo mi sarei ricreduto, che un blog lo avrei aperto. Certo, con quella perplessità sempre vivida sui rischi grandefratellistici - guardare, farsi guardare, ciclicamente, ossessivamente. Andare a controllare ogni mezzora se lui, lei, l'altro, ha aggiornato il blog, se ha parlato di te, di lei, di lui, dell'altra - e così ne ho aperto uno un pò diverso. In fondo nemmeno così unico: simili ai miei (tecnicamente definiti "notebook") se ne trovano tantissimi oramai. Andamento altanenante, ci sono stati periodi in cui scrivevo sì e no un post a settimana, quasi di forza. Ora mi sto proprio scialando.

Non pensavo che oggi, aprendo la homepage di blogspot, avrei visualizzato 4 blog. Sono autore di 4 blog, porca miseria.
Questo qui, tesi, katenaccio, fantacalcio. Se ci penso, c'è tutta la mia vita o quasi lì dentro.

Non pensavo che con un blog avrei potuto raccogliere dati qualitativamente straordinari per questa tesi di laurea che sta venendo su grande, troppo grande, ma bella, bellissima.

Non pensavo che con le pagelle del Katenaccio avrei potuto dare il là alla creazione di un network di squadre dilettantistiche locali. Di fatto con questa regolare esperienza (per chi legge solo questo blog, sono tornato a scriverle le beneamate, dopo una petizione dei compagni di squadra per tignarmi) ho contribuito a portare il contatore a 13000 visite - più quelle precedenti all'avvento del contatore, ovviamente -.

Non pensavo che fare i conti al Fantacalcio sarebbe stato così facile, senza fogli rosa sgualciti, ammonizioni sbagliate.

Non pensavo che avrei scritto un format radiofonico che gira intorno ai blog, o meglio alle persone che lo scrivono. Le persone sono la mia più grande passione, la radio è lì che se la gioca. Il blog in questo caso è solo un pretesto..diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Non pensavo che i blog mi avrebbero dato lavoro.
La possibilità di diventare specialista in qualcosa. Di fatto mi sono creato da solo una professione, a Bari, nella città da cui tutti fuggono perchè non c'è lavoro.
Una gioia assolutamente indescrivibile. Che auguro a tutti voi nella vita.

Non pensavo che proprio a partire dalle pagine di questo blog qualcuno (sempre quel direttore creativo pagato per NON pensare e forte a giocare a pallone..fra un pò diranno che io e tu ce la intendiamo, Mr. Sasso, non mi bastavano le allusioni al matrimonio iberico con Roccia? Io e sti chianconi...) mi potesse dire che so scrivere, che piace come scrivo, che è giusto darmi in mano qualcosa per questo. Qualcosa che non siano soldi ma anche responsabilità. Loro sì che mi motivano, altro che la banconota.

Non pensavo che avrei potuto scrivere KIANKONI, poi mettermi lì, tornare indietro certosino, e cambiare le k in ch, tornare indietro, alla lingua italiana. O andare avanti. Sempre il solito discorso che tutto è relativo tranne il fatto che Einstein fosse un genio.

Non pensavo che MTV potesse diventare così bella. Hanno capito che la musica la gente se la va a cercare sulla base dei propri gusti, è la M di musica potrebbe benissimo essere messa tra parentesi (ma quante volte apro e chiudo le parentesi? Per l'appunto, ora la chiudo). Hanno aperto 700 canali satellitari e la tv-capofila è diventata un laboratorio.
Stasera c'era Adinolfi, il candidato meno conosciuto al PD. Perdi alle primarie, e ti danno un gran bel format su MTV. O lo porti tu, conoscendo l'assoluto valore del personaggio propendo per la seconda ipotesi. L'Italia dà segnali positivi. Forse sta cambiando. Davvero.

Non pensavo che Berlusconi potesse definire il PD uno show mediatico. Il bove che dice cornuto al ciuccio. No, mi sa che è ancora presto per dire che l'Italia sta cambiando.

Non pensavo che i Morcheeba sarebbero risorti. Senza Skye, con nuovi cantanti. Hanno inciso un pezzo, si chiama "Au dela". Si candida fortemente a canzone dell'anno, anche se diciamo che ho iniziato sin da subito, più o meno al secondo ascolto, a pensare che non fosse possibile fare qualcosa di meglio. Vi terrò aggiornati anche su questo.

Non pensavo che per arrivare a 80-100 visite al giorno qui sopra (risultato ottenuto con una certa regolarità nell'ultimo mese) fosse necessario addirittura far cadere, ma con il giusto stile, l'ultimo mio tabù sui blog: parlare dei cazzi propri.
Ulteriore conferma della totale inutilità dei tabù, se ce ne fosse ancora bisogno.
E ulteriore conferma dei rischi voyeuristici dei blog. Anche se, assodato questo aspetto, si può provare a sfruttare a proprio vantaggio il tutto. Lavoro, appunto. Ad esempio.

Non pensavo che avrei potuto scrivere in uno stesso testo "non pensavo" per 16 volte, compreso il virgolettato.

E pensare (oh, succede) che io, e chi mi sta attorno, si lamenta per il problema opposto.

martedì, ottobre 16, 2007

hai giocato nel milan per anni, sei un uomo di sport: non puoi essere comunista!




"Sono bloccato in ritiro, altrimenti sarei andato". E' la vigilia di Italia-Georgia. Ai microfoni di Enrico Varriale, inviato di Rai Sport, il ct della Nazionale Donadoni spiega che avrebbe votato alle primarie del Pd se solo avesse potuto. Ma i telespettatori del Tg2, quando il servizio va in onda sabato 13, non possono sentire né la domanda del giornalista né la risposta di Donadoni. Perché il direttore del Tg2 Mauro Mazza le taglia entrambe, prima della messa in onda.

La sforbiciata di Mazza non va giù a una buona metà dei redattori del Tg2 e di Rai Sport. Il sospetto è chiaro. Mazza, direttore nel cuore di An, si premura di tagliare Donadoni perché le sue parole avrebbero portato tanti tifosi ai seggi delle primarie. Ieri così partono le proteste ufficiali. I rappresentanti sindacali del Tg2 e di Rai Sport chiedono se la tv di Stato abbia conosciuto un caso di censura. L'Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, vuole sapere se l'inviato abbia subìto una vendetta il giorno dopo, domenica.

Il giorno dopo, Mazza non manda in onda un secondo pezzo di Varriale. Preferisce scrivere lui, il direttore, il servizio sul 2 a 0 dell'Italia. E' il clima generale, peraltro, a preoccupare la redazione. Mazza non ha forse criticato un giornalista sabato per aver parlato di "saluti fascisti" al corteo di An?

Mazza respinge ogni critica: "Il Tg2 aveva chiesto a Rai Sport sabato un servizio su una partita. La parte politica del pezzo era estranea e l'avrei eliminata anche se il ct avesse inneggiato al Polo. Domenica poi ho preferito scrivere io il servizio perché non sapevo, a quel punto, che cosa mi sarebbe arrivato. I saluti fascisti? Non c'erano immagini a documentarli. Quando la sinistra antagonista ha gridato slogan odiosi su Nassirya in corteo, ho preteso le immagini prima di citarli nel Tg2".

lunedì, ottobre 15, 2007

trash #1 - anna e giggi finalmente annamorati



anna tatangelo - averti qui

Un'equina Anna dichiara il suo amore per il sempre meno capelluto Gigi.
Ma se il testo fosse stato scritto dallo stesso d'Alessio?

domenica, ottobre 14, 2007

kitsch #1 - ella-e-e-e



vanilla sky - umbrella

venerdì, ottobre 12, 2007

padma lakshmi

Ohibò.
Vi presento la signorina Padma Parvati Lakshmi, modella indiana di 37 anni, e Salman Rushdie, probabilmente tra i 5 più influenti scrittori contemporanei. Ha 23 anni in più rispetto alla signorina.

Lei ha fatto la valletta anche a Domenica In, lui ha una fatwa che gli pende sulla testa.
Una fatwa è una scomunica ordinata dai pezzi grossi del potere religioso musulmano, non una roba che si pulisce con un padre nostro. E' una condanna a morte, non è una cosa fatua.

Ohibò, vi voglio parlare di Padma, non di Salman. Eppure Salman c'entra.
Loro erano marito e moglie fino a un annetto fa.

Si sono lasciati così:

"ho scoperto che lui aveva appena fatto un comunicato stampa: sono scappata a casa schivando un plotone di fotografi, mi sono chiusa in camera e ho spento le luci. Non so quanto tempo sono rimasta lì. Se decidi di uscire, di incontrare gente, devi almeno avere la forza di un sorriso".

Non posso essere falso: la questione è d'attualità. E' di profondissima attualità la questione di come gestire, elaborare un "lutto".
E' un mese che sono stato lasciato a piedi, tondo tondo. E ritrovo nelle parola di Padma una profondissima dignità. Ma sopratutto la capacità di vivere la sofferenza legata a un distacco senza mai essere egoisti. E' quella la sfida che lei ha vinto e che io mi sono imposto di vincere sin da subito.

Padma ha anche messo in moto un processo strano. Non credevo avrei mai potuto scrivere un messaggio del genere. Forse mai come in questa circostanza sto parlando dei fatti miei.
Potrei partire con menate sociologiche sul fatto che sempre di più, per tutti, pubblico e privato si confondono, ma vi risparmio.

Resta un fatto, il fatto di aver fatto un altro passo. Non so se dirvi se avanti o indietro, ovviamente io la penso in un modo, ma sono certo che qualcuno del mio entourage mi darà addosso.

L'altro fatto è che la mia ex ragazza, che tutti voi conoscete, leggerà. Sicuramente. Se non ci verrà spontaneamente su questo blog, qualcuno ce la manderà. Già mi immagino la scena: un rigo di msn, un sms, un'emozione per riempire le giornate vuote di qualcuno, per fare gossip davanti a un caffè o una birra.

E la cosa non mi preoccupa.

Il suo nome, che tutti voi conoscete, non mi viene di scriverlo: mantengo ancora un senso di pudore, forse di protezione, per ciò che rimane di ciò che è stato costruito. Per lei. Per le consapevolezze ad esse connesse.

Sono convinto che una donna di 37 anni, se ancora affascinante (insomma, la signorina è partita avvantaggiata) sia al massimo. Perchè ha maturato la giusta esperienza, consapevolezza. Perchè sa distinguere senza rischio di sbagliare la differenza tra il giusto e lo sbagliato, tra il bello e il brutto, tra l'amore e qualche surrogato di cui moltissimi di noi abusano. Tra i dettagli e il fumo negli occhi.

E conosce anche il valore del tempo e della solitudine:

"un matrimonio che finisce è un fallimento; qualcosa in cui credevi non ha funzionato. Ci vuole tempo per capire cosa è successo, e io sto ancora riflettendo".

E' passato un anno. Lei è una donna famosa, realizzata. Ora conduce una sorta di reality show negli Stati Uniti in cui grandi chef si sfidano con le loro ricette.
Perchè giustamente sa pure cucinare..

E pensa, riflette.
Forse non è felice.
Ma vive. Ha sempre vissuto.
Non ho voglia di invidiarla.
Ho voglia di continuare così.

tutto è economia

"Ho 25 anni, sono superficiale e di una bellezza spettacolare. Cerco un marito che guadagni almeno 500mila dollari l'anno". Il messaggio è apparso qualche settimana fa su NewYork.Craigslist, il sito di annunci gratuiti online sotto la voce "donna cerca uomo". Un annuncio tra i tanti, che ha però ricevuto la risposta di un presunto banchiere che lo ha definito "un affare poco conveniente".

Nel testo la giovane chiedeva consigli su come trovare un marito ricco e si giustificava dicendo: "So che può suonare male, ma tenete presente che vivere con un milione l'anno a New York vuol dire appartenere al ceto medio, quindi non penso di esagerare con la mia richiesta".

"Ho frequentato un uomo d'affari che guadagna tra i 200 e i 250mila dollari, ma una simile cifra equivale a un blocco stradale che non ti fa arrivare nemmeno a Central Park West" aggiungeva la pretendente nel messaggio, facendo domande del tipo: "Dove si trovano i ricchi single?".

Fin qui l'annuncio dell'anonima aspirante, che ha però ricevuto la risposta di un banchiere di Wall Street che ha valutato l'offerta e l'ha seccamente rifiutata. Il misterioso uomo d'affari, che dice di pagare le bollette, offre alla giovane una analisi della sua proposta, descrivendola come un "chiaro e semplice affare schifoso".

"In termini economici, io non posso che incrementare i miei guadagni mentre è assolutamente certo che tu non rimarrai bellissima" ha scritto il banchiere. "Sei una risorsa che non può che svalutarsi, io sono invece un bene in crescita". Quindi ha spiegato: "Tu adesso hai 25 anni e rimarrai attraente per i prossimi cinque anni, ma sempre meno ogni anno che passa. La tua bellezza comincerà a sbiadire. Non è quindi un buon affare 'comprarti' - che è quello che chiedi - sarebbe meglio affittarti" ha concluso il misterioso banchiere.

Mentre la donna ha rimosso l'annuncio da Craigslist con la relativa risposta, è diventato ora uno scherzo diffuso soprattutto a Wall Street quello di mandare email con l'annuncio e la risposta del banchiere. Invece di rimanere anonimo, l'autore della risposta ha infatti firmato con il suo nome e la compagnia per cui lavora, che appartiene alla divisione investimenti della JPMorgan Chase.

Brian Marchiony, portavoce della JPMorgan Chase ha dichiarato che nessun dipendente della banca ha mandato quella email e che la firma è finita accidentalmente quando ha allegato l'annuncio in un messaggio che ha inoltrato a un amico ed è finito sul blog.

Craigslist non ha voluto commentare lo scambio di messaggi, ma un portavoce del sito ha detto al New York Times che "tutto fa pensare che l'annuncio sia stato fatto sinceramente".

(fonte: larepubblica.it)

è ufficiale: su lily ci avevo preso



common (il miglior rapper contemporaneo)
featuring
lily allen =
drivin me wild

non saprà cantare, ma trovatemi una donna dello showbiz musicale con le palle come lei.

giovedì, ottobre 11, 2007

mastro olindo


La dichiarazione d'innocenza di Olindo Romano e la ritrattazione delle sue precedenti dichiarazioni da parte di Rosa Bazzi, sono i due colpi di scena che hanno caratterizzato l'udienza preliminare celebrata questa mattina a porte chiuse davanti al gup Vittorio Anghileri nell'aula di Corte d'assise al piano terra del palazzo di giustizia di Como, nell'ambito del procedimento sulla strage di Erba.
Sono passati dieci mesi da quell'11 dicembre 2006, quando all'ora di cena, in via Diaz nel comune di 16mila abitanti in provincia di Pavia, i coniugi Romano uccisero i vicini di casa Raffaella Castagna, di 30anni, suo figlio Youssef di 2 anni, la suocera Paola Galli di 60, e un'altra vicina di casa, la cinquantenne Valeria Cherubini. Il marito della Cherubini, il 65enne Mario Frigerio, fu ridotto in fin di vita. Dopo la mattanza, i due appiccarono il fuoco all'appartamento della Castagna e furono proprio i vigili del fuoco a rinvenire i cadaveri.
La svolta delle indagini arrivò l'11 gennaio, a un mese esatto dalla strage, quando i coniugi, dopo essere stati fermati, portati in carcere e messi di fronte a prove evidenti, confessarono gli omicidi. Movente della strage: l'insofferenza per i rumori prodotti dalla Castagna e dal figlio e banali dissapori condominiali.
Oggi l'ex netturbino 45enne Romano, visibilmente dimagrito e vestito con una camicia jeans indossata fuori dai pantaloni, durante l'udienza ha rilasciato una breve dichiarazione spontanea nella quale ha testualmente affermato: "Sono innocente". Poi ha continuato spiegando di essere preoccupato per la salute della moglie e di affidarsi ai suoi avvocati.
La 43enne Rosa Maria Bazzi non si è invece presentata in aula, ma ha consegnato una breve lettera (non dunque una vera e propria memoria come era sembrato in un primo momento) scritta dal carcere del Bassone di Como dove si trova reclusa, nella quale si asserisce che quanto ha affermato nelle sue precedenti dichiarazioni non corrisponde alla verità.
Dunque una svolta nella linea difensiva degli imputati, rei confessi della strage, che riporta alla memoria quando nei primi interrogatori davanti alle prove schiaccianti che venivano loro contestate, i coniugi tentarono di scagionarsi a vicenda, accusandosi prima uno e poi l'altra dell'intera responsabilità del massacro. Infine confessarono di aver agito insieme.
Non è dunque un caso se questa mattina gli avvocati difensori degli imputati hanno presentato una serie di eccezioni (basate su alcuni cavilli procedurali) miranti a invalidare proprio i verbali degli interrogatori fatti l'8 e il 10 gennaio scorsi e quello successivo all'arresto dei coniugi avvenuto l'11 gennaio 2007. Il giudice Vittorio Anghileri le ha però respinte in toto e ha infine deciso di rinviare a venerdì 12 ottobre la prosecuzione dell'udienza preliminare per dare tempo al perito della difesa di studiare la nuova relazione depositata ieri dal Ris di Parma.
Durante l'udienza di oggi, si sono infine costituite le parti civili: Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, i suoi genitori, e Mario Frigerio, il 65enne marito di Valeria Cherubini, unico superstite della strage, rimasto invalido al 70%.
Al contrario, Carlo Castagna, padre di Raffaella e marito di Paola Galli, presente in aula oggi come parte lesa, ha preferito non costituirsi parte civile. Con lui, in aula oggi, c'erano anche i due figli di Castagna.
Entrando oggi nel palazzo di giustizia, Azouz Marzouk (che fu il primo sospettato del delitto, tranne poi scoprire che in quei giorni era nel suo Paese d'origine) non ha usato mezzi termini contro gli imputati: "Per loro vorrei la pena di morte". Ma poi il 26enne tunisino ha spiegato di aspettarsi dal processo che verrà "minimo due ergastoli" per ciascuno dei suoi ex vicini di casa. Subito dopo l'udienza, Marzouk si è detto "sconvolto" per le affermazioni di Romano e ha dichiarato di non avergli detto niente perché "è inutile parlare con degli animali".
Anche l'avvocato Mario Tropenscovino, legale di Marzouk ha definito "vergognose" le dichiarazioni di Olindo Romano. Ma era stato proprio Tropenscovino, nel primo mattino, a non escludere "sorprese" nell'udienza preliminare. Tra le possibili sorprese il legale aveva spiegato potesse esserci "un processo ordinario", ovvero l'ipotesi che gli avvocati degli imputati non richiedessero il rito abbreviato. Oggi le sorprese sono state ancora più grandi.

(fonte: Quotidiano Nazionale) (grazie a ludo per i suggerimenti sul blog)

mercoledì, ottobre 10, 2007

emiliano-show

agnese manganaro


Tornavo ieri notte dopo una sera intrisa di vinello col sempre meno italiano (da sole, le scarpe meritano citazione a sè) Giannino. Il vinello, sopratutto se è assunto in dosi massicce, ancor di più perchè GigiMè dà forfait libera le menti e così è show.

Gli argomenti sono sempre gli stessi, piacevolissimi:
le donne (intese in senso assoluto; così sono molto, molto più interessanti), l'Italia, il futuro, i figli, Emiliano.

Insomma, la solita manfrina. Il conciliabolo (o meglio, il monologo di Giannino con io che dissentivo sostanzialmente e silenziosamente su tutto, ma che apprezzavo la potenza di alcune sue argomentazioni) scorre così per un'ora buona, con due donne che passano, ci guardano discutere di cose serie, e fuggono via.

E' un'ennesima occasione per fare un bilancio. Un ennesimo bilancio provvisorio, sempre più definito, sempre più definitivo. Oramai siamo arrivati a un'età per cui non è nemmeno troppo assurdo pensare alle mogli, ai figli, al lavoro, alla casa. Pur essendo sbarazzini di indole, chi più (Giannino, che fa benissimo), chi meno (io, che faccio altrettanto bene).

E forse non è un caso che tornando a casa e mettendo su la mia ultima compila mi imbatta in Agnese Manganaro.

Agnese è stata la mia compagn(i)a estiva. A dire il vero, non è che ci abbia avuto molto a che fare. Un contatto su myspace, lei che mi dice che suona al Mavù, io che le dò buca. Agnese è di Lecce, Coolclub l'ha scoperta già un pò di tempo fa.
Ieri sera, mentre mi lavavo dopo la mia personalissima disfatta calcistica (culminata purtroppo in un teatrino sul blog del Katenaccio e la successiva decisione di lasciar stare per un pò quelle pagelle tanto amate dai nostri visitatori), l'ho sentita (da Bertallot, a Radio Deejay) un pò troppo truccata, sofisticata. La sua canzone era stata ri-arrangiata, prodotta, pulita.
Aveva addirittura cambiato un pezzo del ritornello.

E dire che se l'avessi sentita ieri per la prima volta, avrei gridato al miracolo, forse ne sarei stato folgorato così come fui colpito da Amalia quando la sentii, sempre da Bertallot, per la prima volta.
O forse no...Amalia fu davvero un colpo al cuore.

La sua canzone è il mio unico contatto reale con Agnese: non c'è niente di ufficiale da lei pubblicato. Niente album, su Emule non si trova niente (finanza, vienimi a prendere a casa!).

La sua canzone si è imposta. Vuole essere il simbolo della mia estate.

Un'estate che, vista superficialmente, potrebbe essere considerata tranquillamente da dimenticare.
Ma non è così.

Ho prodotto tantissimo, per me e per gli altri.
Ho proseguito nei miei piani, nei miei progetti.
Ho creato valore. Ho creato conoscenze, rapporti.
Mi sono tolto un pò di sassolini dalle scarpe.

Stamattina (nella fase di gestazione del messaggio) mi son svegliato con una metafora, ovvero quella di un contadino che semina sotto una pioggia battente. Credo che mi possa rappresentare pienamente.
Perchè non si può dire che non abbia piovuto fortissimo. Fango, umidità, reumatismi e dolori cronici ne sono un'ovvia conseguenza.
Ma allo stesso tempo è l'acqua, è quella stessa pioggia che ti entra nelle ossa, a rappresentare l'unica fonte di sostentamento per quei semi, alcuni dei quali hai gelosamente custodito in attesa di qualcosa.

E l'acqua mi riporta ad Agnese:

Acqua sei
e lieve vai
su di me coccolandomi
intorno sfiori l'anima

Sono un'onda
onda
verso il mare aperto
libera
sono un'onda
cerco terra dove infrangermi

(Agnese Manganaro - Sono un'onda)

martedì, ottobre 09, 2007

schegge da torino 2007



noi si volava intorno alla quinta fila.
Pellerina, ci rivediamo l'anno prossimo..

lunedì, ottobre 08, 2007

alasdhair macgregor-hastie

da oggi apro una nuova sezione del mio blog. Una sezione dedicata alle persone. A quelle persone che non sanno di avermi cambiato la giornata, l'umore, o almeno di averci provato senza nemmeno conoscermi. Anche perchè la socialità reversa ha rotto i coglioni pure a me, e vorrei moderarne un pò l'uso, sennò divento davvero un orso marsicano. O forse lo sono già diventato.

Non un grande inizio di settimana. Dovevo svegliarmi alle 6.30 per fare da tutor a una ragazza disabile che seguo da un pò (e che proprio in questa settimana finirò di seguire).
Mi sono svegliato a vuoto. Il suo esame, ovvero il motivo della levataccia, era domani. Una delle mie cacate classiche.
Tra l'altro sono sveglio dalle 4.30, a dirla tutta. Non ho più trovato sonno. Negli ultimi mesi il sonno è particolarmente irregolare. Nessuna crisi esistenziale, piuttosto è che la mia testa decide di librarsi di notte. E pensa. Di giorno è costretta ad agire, di notte organizza il futuro. Mi vengono su tutte le cose da fare, le soluzioni, le responsabilità, i coordinamenti. Certo, questo sonno irregolare è pesantemente promosso da un regime enogastronomico che diventa, per usare un eufemismo, irregolare al calar del sole.
Fatto che sta che questa guerra tra testa e corpo, che lentamente è in fase di risoluzione, si deve risolvere presto. Senza valium.

Torno a casa per studiare (fresco come una rosa, no?), compro GQ.
Pagina 48, mi imbatto in un articolo di questo soggetto che dà il titolo al mio post. Nome bizzarro, vero?
In copertina, Brad Pitt, fotografato da Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin. E' ufficiale, GQ e i nomi bizzarri flirtano alla grande.
Certo, un appunto del genere fatto da uno che all'anagrafe fa Berardino fa sorridere.


Sottotitolo del mese: il fascino dell'uomo contemporaneo. Ok, io non c'entro.


L'effetto è simile a quello che mi suscitò Renzo Piano qualche giorno fa, solo che oggi mi sento più vicino, più prossimo. Ho conosciuto questo soggetto sulle pagine di GQ, su cui scrive una volta a bimestre. Conosciuto infinitamente meno di Piano, l'influenza sulla cosiddetta" cultura pop" a me carissima è pressoche identica per entrambi. Il malcelato scozzese è infatti il direttore creativo di Publicis, la più grande agenzia pubblicitaria d'Europa. Una sorta di Giovanni Sasso elevato all'ennesima potenza.

E dire che per me Giovanni Sasso, distinto signore di (?) anni, è già l'ennesima potenza. Lavora divertendosi, cambia l'Italia a piccoli passi ridendo, è fortissimo a giocare a calcio, si interessa davvero delle mie cretinate o delle mie bravate, vedi poker.
"Bisogna creare il personaggio", disse.
E' pagato per pensare, sostanzialmente. Il mio sogno (ora, non più) nascosto. Farei un sacco di soldi di notte, tra l'altro.

Pagato per pensare, come del resto Alasdhair, il quale su GQ di questo mese parla della ragione fondamentale per cui anche io mi sto convertendo alla religione I-Pod. Fino a qualche tempo fa non ne volevo proprio sapere, ero ideologicamente contrario. Nessuna menata no-global, Dio (sono agnostico, ogni tanto va precisato) me ne scampi. Era un fatto sentimentale. Sono innamorato di un medium, la radio. Ed ero cieco d'amore.

Poi l'I-Pod. Ho prenotato uno Shuffle, una roba di 3 cm x 3 che perderò dopo 3 settimane. L'ho preso fucsia per assecondare il mio lato omosessuale.
La motivazione tanto incensata da Alasdhair si chiama podcast. Indubbiamente tornerà utile anche per portarmi in giro la roba che devo recensire, però la verità del mio acquisto sta nel podcast.

Giusto per intenderci, il podcast è una modalità di download di contenuti audio via Internet. Se io faccio Podcast posso ascoltarmi programmi radiofonici, audiolibri, lezioni universitarie e quant'altro in qualsiasi momento, anche fuori dalla diretta, anche un anno dopo. E in più posso scegliermi cosa ascoltare. Un sogno.

Cito il creativo:

"mi sembra sempre di dovermi rintanare nei podcast per ritrovare una molecola di intrattenimento intelligente; e sempre più, per entrare nelle mie grazie, devi avere un ascolto di podcast molto particolare (...) se qualcuno mi rubasse l'I-pod, troverebbe:

Advertising Age Audio Reports
Bbc Focus Magazine
Bbc History Magazine
Books on Guardian Unlimited
BusinessWeek Cover Stories
Europe 1
Fiorello e Baldini
Financial Times
Terzo Anello
The Economist
Un tizio che legge Edgar Allan Poe gratis
Trailercast
Bbc World today"

Ora, partendo dall'ovvio presupposto che il mio podcast sarebbe un pò diverso non foss'altro perchè il mio amore per la BBC, la miglior radio del mondo, non è corriposto (per il semplice fatto che non ci capisco una mazza), la sostanza è che il direttore creativo della più grande agenzia pubblicitaria d'Europa, uno che fa vendere prodotti che il popol(in)o acquista, verrebbe etichettato da quello stesso popolo che si fa tignare da lui, come uno sfigato.

Io mi sento perfettamente allineato con Alasdhair.
E anche la gente inizia ad allinearmi a lui.

L'altro giorno un ruspante bassista locale, a cui sono legato da profonda e istintiva simpatia, mi trova in centro e mi fa:

"ma sei un nerd!"

Ho sorriso, l'ho preso per un complimento.

p.s.prendendo il bus per tornare a casa da questa mattinata strana vedo, due sedili davanti a me, una scritta: Dino (noja) 6 bello.
Se noja è intesa come tedio, potrai anche immedesimarmi e sentirmi addirittura bello stamattina. Visto che svolta stamattina?
Se invece noja va intesa come Noicattaro, continuerò a non sentirmi bello. In fondo è giusto non chiedere troppo a una giornata iniziata alle 4.30 di mattina.

domenica, ottobre 07, 2007

chiamami frocio

"L'ho ucciso perché mi chiamava gay". Nel Messinese, un uomo di 49 anni, sposato e padre di una ragazza, ha sparato contro un giovane calciatore che lo derideva in piazza, davanti ai compaesani. "Non lo sopportavo più", ha detto Rosasio Floramo consegnandosi ai poliziotti. L'arma l'aveva comprata apposta e ieri sera, all'ingresso della sala giochi di Falcone, un paese di 3.000 anime che si affaccia sul mare, ha sparato al cuore del rivale. E' morto sul colpo Stefano Salmeri, 25 anni, dilettante nella squadra di calcio del paese.

"Non ti preoccupare", ripeteva spesso alla fidanzata. "Floramo è innocuo". C'era anche lei, ieri sera, tra i clienti della sala giochi. Aveva assistito più di una volta ai violenti battibecchi tra il suo Stefano e quell'uomo esasperato da un tormentone che durava oramai da troppo tempo.

Anche in mattinata c'era stato uno scontro tra i due rivali. Prima all'ufficio postale del paese, poi, in serata, poco prima dell'omicido, davanti a decine di conoscenti, nella piazza principale del paese.

Non c'ha più visto Floramo. E' corso nel capanno in spiaggia dove conservava il fucile a canne mozze comprato per vendicarsi di quelle parole che sentiva come un oltraggio impossibile da sopportare, e, in auto, è andato alla sala giochi dove sapeva avrebbe incontrato il rivale. Un colpo solo; poi, conscio della responsabilità di quello che aveva fatto, si è consegnato al commissariato di Barcellona. Anni fa, un suo fratello era stato arrestato per l'assassinio di un omosessuale.

sabato, ottobre 06, 2007

giovedì, ottobre 04, 2007

politici in agrodolce (james bondi)


La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato la riduzione del numero dei deputati da 630 a 512: 500 eletti in Italia e 12 nella circoscrizione Estero. La norma è stata approvata a larga maggioranza con la convergenza di centrosinistra e centrodestra, a eccezione di Forza Italia, che ha votato contro perché - come ha affermato il coordinatore Sandro Bondi - non ritiene possibile "avventurarsi in proposte di riforma costituzionale". La commissione presieduta da Luciano Violante (Ds) aveva già approvato l'emendamento al testo di riforma costituzionale che riguarda il Senato federale, che secondo la norma dovrà essere eletto su base regionale, salvi i sei seggi assegnati alla circoscrizione estero. "Unita a quella del Senato federale, con 184 componenti - spiega la relatrice sulle riforme in commissione, Sesa Amici - la riduzione è notevole e si inserisce in una complessiva riforma che dà maggiore funzionalità al Parlamento. Il numero di 500 è, fra l'altro, congruo per le nuove funzioni che la sola Camera dei deputati dovrebbe svolgere con la fine del bicameralismo paritario". Plauso del presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Si tratta di "un voto importante, perché costituisce un fatto nuovo nella vicenda politica e istituzionale italiana, configurando importanti novità, perché per questa via verrebbe meno il bicameralismo perfetto e si determinerebbe un ruolo rinnovato per il Senato della Repubblica, il tutto accompagnato da una significativa riduzione dei parlamentari". Un fatto "di grande rilievo" per il segretario Ds Piero Fassino. Un passaggio politico che "sollecita adesso a trovare un'intesa sulla legge elettorale che sia conseguente e coerente". Riferendosi al Senato, il leader della Quercia ha sottolineato che "da anni ci battiamo per una riforma che sia coerente con le modifiche del titolo V della Costituzione".
Queste due riforme, ha aggiunto Fassino, ricordando che servirà il passaggio necessario per approvare leggi costituzionali "ci auguriamo possano essere approvate in tempi rapidi. E naturalmente richiedono, per coerenza, che si adotti una nuova legge elettorale corrispondente alle novità, che tenga insieme governabilità e rappresentatività". Non passano, invece, al Senato, le proposte del leghista Roberto Calderoli sui tagli dei costi della politica, a partire al congelamento degli aumenti automatici per le indennità dei parlamentari. L'Aula ha respinto due emendamenti in questo senso alla risoluzione di maggioranza alla Nota di aggiornamento del Dpef. In un emendamento, Calderoli chiedeva di inserire, già in sede di Finanziaria, il taglio del numero dei sottosegretari al governo, mentre nell'altro chiedeva "la soppressione dei meccanismi di automatico aumento delle indennità dei parlamentari". Negativo, in entrambi i casi, il verdetto di Palazzo Madama.

piacionerie


"Non c'è nulla di strano, è una persona che stimo, con la quale ho avuto modo di discutere, è una persona con grandi curiosità culturali ed intellettuali". Walter Veltroni torna così sul suo invito rivolto a Veronica Lario, moglie del leader del centrodestra Silvio Berlusconi e affidato alle colonne del settimanale "A".
A Bari con Massimo D'Alema e Dario Franceschini per una manifestazione sul Partito Democratico, il sindaco di Roma torna così su una questione che ha stimolato la curiosità di molti. "Veronica Lario ha dei valori che - continua Veltroni - mi sembrano interessanti e attenti ai temi dei diritti civili". Veltroni racconta di aver incontrato Lady Berlusconi in Campidoglio e di averla trovata "open minded, con la mente aperta e con una grande autonomia intellettuale". Spingendosi fino a ipotizzare il suo ingresso in un'eventuale squadra di governo. Affermazioni che Veltroni spiega così: "E' solamente una manifestazione di stima, non c'è nessuna squadra, è l'idea di un Paese civile nel quale le persone si possono stimare, possono rispettarsi e possono incontrarsi e parlare anche al di là delle appartenenze di ciascuno". E non, assicura il sindaco di Roma "un colpo basso a Berlusconi". Di cui, però, si ignora la reazione. Come quella di Veronica Lario che, a quanto risulta, non ha replicato all'invito di Veltroni. L'apertura del sindaco di Roma non è piaciuta invece ai suoi concorrenti nella corsa alla guida del Pd. Una bocciatura secca è arrivata soprattutto da Rosy Bindi. "Veltroni vuole Veronica Berlusconi nel Pd? Questa è l'esternazione più improbabile che ho sentito dall'inizio della campagna per le primarie", ha commentato il ministro. "Il punto è molto semplice - ha aggiunto la Bindi - dobbiamo deciderci se alle oligarchie dei partiti vogliamo sostituire le oligarchie della società civile". Il Partito democratico, ha concluso, deve essere "il partito degli italiani normali, quelli che la mattina escono di casa, fanno fatica con il sistema dei trasporti che abbiamo ad andare a lavorare, che hanno il problema dei figli, della crescita della famiglia. Se non irrompe nella politica questa Italia perderemo l'ennesima occasione".

martedì, ottobre 02, 2007

tirarsela è il futuro


Quello che per molti uomini è un sogno, per Romano Prodi è una perdita di tempo. Forse è per questo che il presidente del Consiglio ha rifiutato un appuntamento con Angelina Jolie. L'attrice americana, impegnata da tempo in battaglie umanitarie, aveva chiesto un incontro con il premier durante la sua due giorni all'Onu. Ma lui, che aveva poco tempo, si è detto indisponibile. La scorsa settimana la Jolie, e il compagno Brad Pitt avevano partecipato alla terza edizione del Clinton Global Initiative (foto), maxivertice della filantropia organizzato dall'ex presidente americano: lei è intervenuta a una tavola rotonda sulle potenzialità dell'istruzione nei Paesi che escono dalla guerra, lui ha annunciato un progetto di ricostruzione per New Orleans, colpita dall'uragano Katrina.

lunedì, ottobre 01, 2007

radiohead, qualche mese avanti sul mondo

"Shopping a libera offerta". Cosa accadrebbe se nei negozi, sulla merce in vetrina, fosse esposto questo cartello? Una rivoluzione, certo, e dagli esiti imprevedibili. Ma è questa la strada che hanno scelto i Radiohead per vendere il loro nuovo album "In Rainbows".

Tutti pensavano che Thom Yorke e soci, rimasti senza etichetta nel 2003 con la pubblicazione di "Hail to the thief", dopo sette album con la Emi scegliessero una casa discografica tradizionale. E qui arriva il primo colpo di scena: la band di Oxford ha deciso di pubblicare il suo settimo lavoro di studio e di venderlo in proprio. Per chi è disposto a spendere 40 sterline (poco più di 57 euro), l'offerta è davvero allettante: il "Discobox" contiene il doppio cd, il doppio vinile, illustrazioni, foto, i testi delle canzoni e anche il codice per scaricare il disco stesso).

Ma la vera novità è rappresentata proprio dal download. Questa opzione, infatti, non ha un prezzo stabilito. Chi vuole scaricare viene invitato ad offrire una cifra a piacere. Insomma è l'utente stesso a stabilire quanto vale l'intero album. Chi ha acquistato il download riceve poi una mail di conferma, con il codice di attivazione da utilizzare il 10 ottobre. Mentre il "Discobox" arriverà i primi di dicembre.

C'è ora da vedere se il modello funzionerà. Forse questo è solo un esperimento motivato dalla mancanza di un accordo con una major (ma c'è chi parla di trattative in corso). Oppure i Radiohead stanno effettivamente tentando di rivoluzionare il mercato provando uno dei possibili modelli alternativi ai canali tradizionali di vendita.

Molti artisti negli ultimi tempi, messi in crisi anche dal download illegale, stanno cercando altre strade per proporre la propria musica. In Gran Bretagna ha provocato accese polemiche la decisione di Prince di regalare il suo ultimo lavoro: circa due milioni di copie di "Planet earth", sono arrivate in edicola e nei supermercati in allegato con il Mail on sunday, operazione mai tentata, almeno in Inghilterra. Una decisione che la Sony BMG ha preso malissimo, annullando il contratto di distribuzione appena firmato dal musicista di Minneapolis.

E in Italia? Per ora i grandi artisti continuano a percorrere strade tradizionali. Unica eccezione Lucio Dalla, che ha scelto di far uscire il suo ultimo cd "Il contrario di me", con Repubblica e L'Espresso a 16.90 euro, senza abbandonare i negozi. "E' in atto una trasformazione della società - dichiarò l'artista bolognese in quell'occasione -, i dischi in edicola danno la possibilità di tornare indietro a quando la gente passava abitualmente nei negozi di dischi. Oggi invece passa abitualmente in edicola. È una possibilità in più che viene offerta e da quando esiste ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Acquistare un disco non è più un rito come in un negozio, ma un'azione quotidiana".