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martedì, gennaio 22, 2008

fuorifrequenza: primo bilancio

1 mese è passato, abbondante.

Che dire: siamo apprezzati, forse oltre ciò che davvero meritiamo.
Parlano di un server che non ci tiene, per quanti ci ascoltano.
Io non ci credo, ma un ghigno mi vien di farlo.

In un mese sono passato da sognare di lavorare a Controradio a pensarlo come un ambiente senza futuro, in cui c'è molto da lavorare, in cui da un lato ci lasciano liberi ma dall'altro non c'è professionismo, come un porto di mare. In cui io, noi, possiamo fare la differenza.

La stiamo già facendo. Dalla musica alle idee, dall'entusiasmo al botto di gente che portiamo negli studi. Dal potenziale indotto di ascolti. Da un'Università che ci ha tirato non più del 30% del potenziale.
Se ci mettono in mano un contratto, facciamo il bordello.

Carlo Chicco, fino a 4 mesi fa un essere mitologico, sabato era accanto a me, fragolino al centro, a condurre Paracube. Io, da ospite a insospettabile (co-)protagonista. Sono stato emozionatissimo. Sono stato tutto il sabato a gongolare dentro di me, per una stronzata, in fondo.
Era solo il sentirsi arrivato. Nel mio piccolo. L'ho nascosto a tutti, ma ero contentissimo.

Ma, per fortuna, già pensavo oltre. A cosa voglio fare, a dove potrò essere fra 6 mesi, visto che 6 mesi fa mai avrei potuto pensare di essere dove sono ora.

Ambizione: necessaria.

Oggi ho condotto Orecchiette e Cime d'Erasmus. Il titolo, non me ne vogliate, è geniale.
A livello tecnico forse è stata la mia peggiore prestazione. Mi sono incartato non meno di 3 volte, ho fatto una pernacchia e mi inseguivo, tra 1 paio di congiuntivi invece azzeccati.

Mi sono ascoltato in replica, e il vero "dramma" è che funzionavamo perfettamente. Il programma si faceva ascoltare, aveva ritmo, nessun punto morto. Ti chiedevi sempre dove andavano a parare, cosa sarebbe successo dopo.
Grande Fabri. Siamo diversi, tu prendi strade diverse. Ma insieme siamo perfetti.


La morale è questa, signori miei: potrai essere anche un dilettante nella pratica radiofonica, ma se c'hai voglia di sbatterti, se dentro di te sei un pò giornalista e un pò redattore, non c'è dilettantismo che tenga.

Il programma viene fuori.

Il futuro a Bari è chiaramente il nostro.
Non perchè ce lo meritiamo in senso assoluto, ma perchè tutti fuggono perchè dicono che la città non ha possibilità ma in verità sono egoisti e hanno paura di non riuscire. Se restiamo in 10, e tutti e 10 hanno i coglioni prima del talento, non ce n'è.

C'è da essere ottimisti.

Seguiteci, vi strapperemo un sorriso.
www.myspace.com/fuorifrequenza - podcast

martedì, gennaio 15, 2008

venerdì, gennaio 11, 2008

agenda proforma 2008

9 gennaio: Gazebo-day
Per vivacizzare un week-end moscio, sulle note di "I like Chopin", si monta qualche gazebo, si raccolgono migliaia di firme e da una macchina ci si inventa un partito.

17 gennaio: Evasion-day
Basta con l'ingiusta crocefissione degli evasori. Se non ci fossero loro non avremmo i tesoretti derivanti dai buoni risultati della lotta all'evasione.

1 febbraio: Proforma-birth-day
Sono passati dodici anni e l'entusiasmo è sempre lo stesso. Praticamente nullo.

13 febbraio: No-TV-day
Giorno dedicato al boicottaggio delle televisioni. In verità tutto nasce dalla ferma volontà di riutilizzare un vecchio cartello in polistirolo NO TAV con la A completamente scolorita.

22 febbraio: Giucas-Casella-day
Ci incontreremo in piazza solo quando lo dirò io.

13 marzo: No-pinocchietti-day
Basta con questa oscena moda che ci costringe a guardare insulsi polpacci nudi. Vietiamo il pinocchietto per decreto.

(considerando che durante il mio tirocinio ho solcato la porta di Proforma coi pinocchietti per il 97% dei casi...mi sento osservato)

7 aprile: Proforma-day
oggi tutte le aziende di nome Proforma potranno mandare a cagare i propri clienti più pedanti ricevendo in cambio complimenti e lauti benefici.

6 maggio: Mafia-day
Questo giorno qui io non l'ho mai visto e non lo conosco e mi faccio i fatti miei.

2 giugno: Repubblica-day
Giorno in cui i redattori del Corriere scioperanno per ottenere anche loro una festa nazionale.

5 giugno: Lapsus-day
Oggi è il 23 gennaio.

3 luglio: Mela-day
Il frutto del peccato è solo un simbolo. Finalmente tutti in piazza a pretendere senza menare tanto il can per l'aia ciò che ci spetta di diritto.

28 luglio: Laico-day
Scambiamoci un segno di pace.

21 agosto: Ecchecazzo-day
Ci abbiamo provato in tutti i modi ma alla fine non siamo riusciti a organizzarlo.

29 agosto: Ca-day
Festa dedicata alla quotidiana operazione di lavarsi le mani prima dei pasti. Tutti in piazza con una saponetta e dell'acqua a lavarsi le mani. Saranno presenti come guest star Ponzio Pilato e Antonio Di Pietro.

2 ottobre: Arci-day
La giornata in cui tutto è esageratamente esagerato. I partecipanti riceveranno gratuitamente la tessera di un'assocazione culturale orientata a sinistra.

6 ottobre: Fila-day
Un'intera giornata passata in fila. Troviamoci in piazza a formare un enorme serpentone e gridare che in Germania certe cose non si sono mai viste.

22 ottobre: Dei-day
Ci vediamo in piazza Dei Mille, con Dei panini, Dei cartelli molto colorati e Dei pupazzi a cui dare fuoco in allegria. Poi montiamo Dei gazebi e fondiamo il partito partitivo.

6 novembre: New-History-day
Garibaldi era glabro, Hitler un grande statista, Ghandi un ciarlatano maniaco della videoconferenza. Un'altra storia è possibile. Gridiamolo insieme.

20 novembre: Peace-day
Oggi il centrosinistra non litigherà su nulla e andrà in piazza a festeggiare. Purtroppo non possiamo comunicare il nome della piazza perchè non c'è ancora l'accordo.

17 dicembre: O'pus-day
Giornata di festa inventata da una lobby partenopea dedita all'adorazione di un'infiammazione purulenta.

domenica, dicembre 16, 2007

venerdì, dicembre 14, 2007

Dopo il Controfestival, il FuoriFrequenza-day

Dopo il battesimo del fuoco come speaker radiofonico su Controradio, domani è il momento di festeggiare.

Favorevoli coincidenze astrali di calendario favoriscono la presenza contemporanea di quasi tutto lo staff di FuoriFrequenza, la neonata webradio dell'Università degli Studi di Bari che mi vede come coordinatore e voce e speaker (con forte accento barese).

Saremo presenti massicciamente, tra speaker e palco del Controfestival, perciò abbiamo deciso di festeggiare.

Invitiamo quindi tutti gli studenti universitari di venire al nostro primo evento dal vivo come radio degli Università degli Studi di Bari.
La festa è dalle 13 alle 16 circa, io condurrò dalle 14 alle 18 live @ Controradio.

Se non puoi esserci, collegati in streaming a www.myspace.com/controradio o su 97.3 Mhz FM se abiti tra Bari e dintorni!

A domani :)

lunedì, dicembre 10, 2007

agenda setting

(?) scrive:

tu non hai mai immaginato di poter sburrare su cristina parodi???
mentre legge le notizie?

che strani i miei amici.

sabato, dicembre 08, 2007

cinquemila

In tempi di numeri, adesioni, volontà e blog, il mio contatore segna 5000.
Sono lusingato dal vostro interesse.

Proverò a mantenere sempre un regime di qualità sia in ciò che in scrivo io, sia in ciò che del mondo merita di essere reso pubblico.

Non prima di un paio d'ore di sonno però :)

domenica, novembre 25, 2007

messaggio non sollecito

Sto aspettando a scrivere qualcosa su Perugia.
Il tempo che incastrino Amanda e sono tutto vostro.

p.s. la mia top friends di myspace non ha NESSUN valore a livello di graduatoria.

giovedì, novembre 22, 2007

un mese fa in portogallo


irridevamo e ischerzavamo i campioni di poker.
Non indichiamo il nome del protagonista perchè siamo stati minacciati di morte dal signor White
Chi lo conosce, lo sa.

martedì, novembre 20, 2007

veronesi re di kingston


Il cannabidiolo, uno degli elementi che compongono la cannabis, potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali. È il risultato delle ricerche di laboratorio effettuate da un'équipe del California Pacific Medical Center Research Institute. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.

I ricercatori si augurano che il cannabidiolo (Cbd), contenuto nella marijuana, possa diventare una valida alternativa alla chemioterapia, senza gli effetti collaterali di quest'ultima. "Ho sempre creduto nelle proprietà contenute nei derivati della cannabis - afferma il professor Umberto Veronesi - questa è una strada mai esplorata a causa di condizionamenti psicologici. La fonte universitaria è molto seria. Voglio chiarire che l'oggetto della ricerca è un composto della cannabis e non una droga. Sarebbe un peccato non esplorare questa via per combattere il tumore al seno".

E gli autori dello studio confermano che, a differenza della cannabis, il Cbd non ha alcun effetto psicoattivo e quindi il suo utilizzo non viola alcuna legge sugli stupefacenti. Inoltre, insistono nello spiegare che non stanno invitando i loro pazienti a fumare marijuana, visto che le concentrazioni di Cbd usate nelle loro ricerche sono di molto superiori a quelle che si possono ottenere solo fumando. "Il Cbd funzionerebbe bloccando l'attività del gene Id-1 - spiega Sean McAllister, autore della ricerca - ritenuto responsabile della "metastatizzazione", la diffusione del tumore dalla sua sede iniziale".

Altre ricerche hanno già dimostrato che il Cbd potrebbe bloccare il tumore cerebrale aggressivo, e ci sarebbero evidenze di un effetto simile in laboratorio su cellule di tumore al seno.
"Attualmente abbiamo un numero limitato di opzioni nel trattamento delle forme aggressive di cancro - continua McAllister - alcune terapie, come per esempio la chemioterapia, possono essere efficaci ma anche estremamente tossiche e difficili da tollerare". Questo composto offrirebbe quindi la speranza di una terapia in grado di ottenere gli stessi risultati senza gli effetti collaterali, come la nausea e il maggior rischio di infezioni.

"La ricerca è a uno stadio iniziale - aggiunge Joanna Owens, del Cancer Research UK - i risultati dovranno essere seguiti da trial sull'uomo per valutare la sicurezza del Cbd e se si raggiungono gli stessi benefici ottenuti in laboratorio. Diversi farmaci basati sulle piante sono attualmente utilizzati nelle terapie tumorali, come la vincristina, che deriva dal fiore Pervinca del Madagascar, ed è usata nel trattamento del tumore al seno e al polmone".

Per il momento sono la chemioterapia, la radioterapia e l'intervento chirurgico a dominare il panorama delle terapie contro il tumore. Anche se una serie di farmaci biologici vengono sperimentati ed usati sempre più spesso nei centri di cura oncologici.

fonte:repubblica.it

giovedì, novembre 15, 2007

bingo!

http://www.bloom.it/bingo.htm

io gabbo habbo


Forse voleva solo rendere più bella e ricca la sua casa virtuale. Forse la sua paghetta, nella moneta del suo universo parallelo - come gli Habbo crediti, una sorta di Linden dollari dei piccoli - non era sufficiente per decorarla proprio come voleva lui. Oppure, meno poeticamente, ha solo pensato a tavolino ad una frode a danni degli altri inquilini della sua comunità in rete. Ma il furto di mobili, per quanto virtuali, può avere conseguenze assai reali: così è stato arrestato un ragazzo danese di 17 anni, accusato di aver rubato pezzi di arredamento su Habbo, popolarissimo sito di networking in 3D per adolescenti, e di averli portati nella sua "stanza". Perché se gli oggetti sono solo visibili sul monitor di un computer, sono però stati acquistati con soldi molto veri: così l'hacker, con in tasca un bottino di 4000 euro, è finito nei guai. Insieme a lui la polizia ha interrogato altri cinque quindicenni. Secondo un portavoce della Sulake, l'azienda che gestisce l'Habbo Hotel, i sei hanno indotto persone ignare a consegnare loro le password e le proprie informazioni personali, creando falsi siti Habbo. La decisione di adottare una linea di tolleranza zero è dettata dagli eventi: nei mondi virtuali come Habbo, dove i ragazzi possono conoscersi, diventare amici per "fare una festa, lanciare palle di neve, costruire una piramide", come invita la homepage del sito, quella di rubare informazioni personali sta diventando una brutta e pericolosa abitudine: questo è il primo caso, esemplare, in cui la polizia è intervenuta. Nel mondo di Habbo gli utenti possono creare i propri personaggi, decorare le loro stanze nell'hotel, incontrarsi, giocare e fare acquisti, appunto, con gli Habbo crediti. Costo? 6,25 euro per comprarne 60. Il gioco piace e la comunità prolifera: ogni mese sei milioni di persone giocano all'Habbo hotel in oltre 30 paesi. "E' un furto vero e proprio perché i mobili sono stati acquistati con soldi veri", dice alla Bbc un portavoce della Sulake. Ma come ci sono riusciti? L'unico modo è appropriarsi di username e password altrui, collegarsi, e rubare i pezzi di arredamento: dai tatami giapponesi ai comodini, alle cassettiere. Non è la prima volta che capita e ora si è deciso di fare qualcosa. Del resto, i furti virtuali sono in crescita: nel 2005 in Cina, un giocatore è finito pugnalato a morte per una lite su una spada durante un gioco.

(fonte: larepubblica.it)

giovedì, novembre 08, 2007

i kings of convenience di noci



commovente.

(grazie all'autoctono Beppe Ritella per la segnalazione)

e ci lamentiamo dell'Italia...



(grazie a Fabrizio Fusco per la dritta)

venerdì, ottobre 12, 2007

tutto è economia

"Ho 25 anni, sono superficiale e di una bellezza spettacolare. Cerco un marito che guadagni almeno 500mila dollari l'anno". Il messaggio è apparso qualche settimana fa su NewYork.Craigslist, il sito di annunci gratuiti online sotto la voce "donna cerca uomo". Un annuncio tra i tanti, che ha però ricevuto la risposta di un presunto banchiere che lo ha definito "un affare poco conveniente".

Nel testo la giovane chiedeva consigli su come trovare un marito ricco e si giustificava dicendo: "So che può suonare male, ma tenete presente che vivere con un milione l'anno a New York vuol dire appartenere al ceto medio, quindi non penso di esagerare con la mia richiesta".

"Ho frequentato un uomo d'affari che guadagna tra i 200 e i 250mila dollari, ma una simile cifra equivale a un blocco stradale che non ti fa arrivare nemmeno a Central Park West" aggiungeva la pretendente nel messaggio, facendo domande del tipo: "Dove si trovano i ricchi single?".

Fin qui l'annuncio dell'anonima aspirante, che ha però ricevuto la risposta di un banchiere di Wall Street che ha valutato l'offerta e l'ha seccamente rifiutata. Il misterioso uomo d'affari, che dice di pagare le bollette, offre alla giovane una analisi della sua proposta, descrivendola come un "chiaro e semplice affare schifoso".

"In termini economici, io non posso che incrementare i miei guadagni mentre è assolutamente certo che tu non rimarrai bellissima" ha scritto il banchiere. "Sei una risorsa che non può che svalutarsi, io sono invece un bene in crescita". Quindi ha spiegato: "Tu adesso hai 25 anni e rimarrai attraente per i prossimi cinque anni, ma sempre meno ogni anno che passa. La tua bellezza comincerà a sbiadire. Non è quindi un buon affare 'comprarti' - che è quello che chiedi - sarebbe meglio affittarti" ha concluso il misterioso banchiere.

Mentre la donna ha rimosso l'annuncio da Craigslist con la relativa risposta, è diventato ora uno scherzo diffuso soprattutto a Wall Street quello di mandare email con l'annuncio e la risposta del banchiere. Invece di rimanere anonimo, l'autore della risposta ha infatti firmato con il suo nome e la compagnia per cui lavora, che appartiene alla divisione investimenti della JPMorgan Chase.

Brian Marchiony, portavoce della JPMorgan Chase ha dichiarato che nessun dipendente della banca ha mandato quella email e che la firma è finita accidentalmente quando ha allegato l'annuncio in un messaggio che ha inoltrato a un amico ed è finito sul blog.

Craigslist non ha voluto commentare lo scambio di messaggi, ma un portavoce del sito ha detto al New York Times che "tutto fa pensare che l'annuncio sia stato fatto sinceramente".

(fonte: larepubblica.it)

domenica, ottobre 07, 2007

chiamami frocio

"L'ho ucciso perché mi chiamava gay". Nel Messinese, un uomo di 49 anni, sposato e padre di una ragazza, ha sparato contro un giovane calciatore che lo derideva in piazza, davanti ai compaesani. "Non lo sopportavo più", ha detto Rosasio Floramo consegnandosi ai poliziotti. L'arma l'aveva comprata apposta e ieri sera, all'ingresso della sala giochi di Falcone, un paese di 3.000 anime che si affaccia sul mare, ha sparato al cuore del rivale. E' morto sul colpo Stefano Salmeri, 25 anni, dilettante nella squadra di calcio del paese.

"Non ti preoccupare", ripeteva spesso alla fidanzata. "Floramo è innocuo". C'era anche lei, ieri sera, tra i clienti della sala giochi. Aveva assistito più di una volta ai violenti battibecchi tra il suo Stefano e quell'uomo esasperato da un tormentone che durava oramai da troppo tempo.

Anche in mattinata c'era stato uno scontro tra i due rivali. Prima all'ufficio postale del paese, poi, in serata, poco prima dell'omicido, davanti a decine di conoscenti, nella piazza principale del paese.

Non c'ha più visto Floramo. E' corso nel capanno in spiaggia dove conservava il fucile a canne mozze comprato per vendicarsi di quelle parole che sentiva come un oltraggio impossibile da sopportare, e, in auto, è andato alla sala giochi dove sapeva avrebbe incontrato il rivale. Un colpo solo; poi, conscio della responsabilità di quello che aveva fatto, si è consegnato al commissariato di Barcellona. Anni fa, un suo fratello era stato arrestato per l'assassinio di un omosessuale.

lunedì, settembre 24, 2007

un nuovo gioco per playstation!

La casa era già stata individuata la sera prima, un drone, aereo senza pilota, l'aveva sorvolata: alle cinque del mattino è scattato il blitz, con l'appoggio di elicotteri spagnoli. Forze speciali inglesi del Sas sono entrate all'interno dell'edificio, dove i due agenti segreti italiani erano in catene. I banditi hanno subito sparato sugli ostaggi, ferendone gravemente uno alla testa e al torace. L'altro italiano ha riportato la frattura della spalla e della clavicola. Uno dei due afghani che accompagnavano gli italiani è morto, l'altro è rimasto ferito. All'esterno, le forze italiane (gli incursori del Col Moschin e i Comsubin della Marina) hanno colpito i predoni di guardia all'edificio, vicino a un'automobile.

Un'operazione durata pochi minuti: alla fine sul terreno sono rimasti nove afghani, tutti i componenti del commando. Secondo l'agenzia locale Pajhwok, in genre attendibile, è stato invece catturato il mullah Khuda-i-Dad, ritenuto il responsabile del sequestro. I due ostaggi stavano per essere consegnati ai talebani.

I quali erano probabilmente già a conoscenza del loro vero ruolo di membri dei servizi segreti. La notizia era stata infatti già lanciata nella giornata di domenica da Al Jazeera e rilanciata dai media locali, seppure senza particolare enfasi.

I due italiani feriti -la cui identità resterà sconosciuta - sono stati trasportati all'ospedale britannico dell'Isaf, a Camp Bostion. Erano stati rapiti nella mattinata di sabato. In abiti civili, insieme a un interprete e a un autista, viaggiavano nella strada principale della provincia di Farah. Erano in mano di una banda di predoni, pronti a venderli alla guerriglia integralista. Ieri sera si era sparsa la notizia di un ritorno a casa dei due afghani, ma non era vero. E uno dei due è purtroppo morto durante il blitz.

La speranza è che il militare italiano si salvi. In queste ore i medici stanno decidendo se operarlo.

sabato, settembre 15, 2007

4 stelline, 4 paperelle, 90 bombe atomiche..

Lo vieta la legge e in più occasioni in passato lo ha dichiarato anche il governo, ma l'Italia è un paese nucleare. A rivelarlo è uno studio americano, secondo il quale sul territorio italiano ci sono 90 bombe atomiche statunitensi. Una presenza della quale si parla molto poco, ma che ha un peso strategico importante negli equilibri internazionali. Sul tema sono intervenuti alcuni esponenti di Rifondazione, che stanno anche promuovendo una raccolta di firme.

A rigor di legge, la presenza di questi ordigni non sarebbe consentita: la legislazione la vieta espressamente dal 1990. Il nostro Paese ha inoltre sottoscritto i trattati internazionali di non proliferazione nucleare e ha dichiarato di non far parte del club atomico, con tutti gli obblighi internazionali che ne derivano.

Secondo il rapporto "Us nuclear weapons in Europe" dell'analista statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington, invece, l'Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane presenti nel Vecchio continente. Cinquanta sono nella base di Aviano, in Friuli, e altre 40 si trovano a Ghedi, nel Bresciano.

Tra Italia e Stati Uniti esisterebbe anche un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell'associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: "Stone Ax" (Ascia di Pietra). Le bombe atomiche in Italia sono di tre modelli: B 61-3, B 61-4 e B61-10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all'atomica di Hiroshima; il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton.

Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l'opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche ed ha avviato la produzione di bombe atomiche tattiche di potenza limitata, non escludendo di servirsene contro i Paesi considerati terroristi. Almeno due di questi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri di stanza in Italia.

I risultati dello studio hanno dato forza alle proteste di alcuni esponenti di Rifondazione. "E' da molto tempo che denunciamo la presenza di bombe atomiche sul territorio italiano", dice la senatrice Lidia Menapace della commissione Difesa. "Quando siamo stati ad Aviano in missione per la commissione abbiamo chiesto al comandante italiano se era a conoscenza della presenza di armi nucleari nella base e lui rispose che non lo sapeva". "Stiamo raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare per liberare il territorio dalle armi nucleari americane", aggiunge il senatore Francesco Martone, capogruppo Prc in commissione Esteri.

giovedì, settembre 13, 2007

luttazzi su grillo

Hanno fatto parte tutti e due della nazionale censurati: Beppe Grillo dopo la storiella sui socialisti in Cina (Fantastico 7), Daniele Luttazzi per l’intervista a Marco Travaglio su Berlusconi (Satyricon). Hanno danzato a lungo sulla sottile linea rossa che divide la satira dall’impegno. Adesso — dopo l’8 settembre del vaffa... e la manifestazione di Bologna — le loro strade si separano. Daniele Luttazzi attacca Beppe Grillo. Critica nel merito il suo disegno di legge popolare, «fa acqua da tutte le parti». E lo accusa di fare «populismo», di «pensare che una legge possa risolvere la pochezza umana, e questa è demagogia».
Non c’è nemmeno una parola di apprezzamento nelle tre pagine che Luttazzi ha inviato al sito internet di Micromega. No al limite di due legislature proposto da Grillo perché «l’esperienza può essere utile». No al divieto di elezione per chi è condannato in appello perché «i gradi di giudizio sono tre e il problema è la lentezza della giustizia ». E no anche al terzo punto della legge d'iniziativa popolare, il più popolare persino fra i politici: quel ritorno al voto di preferenza che, secondo Luttazzi, in passato «non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano né impedito di scegliere autentici filibustieri ».
Fin qui il merito. Ma le parole più appuntite devono ancora arrivare. E colpiscono proprio con quello stile alla David Letterman che Luttazzi ha portato a casa nostra: «Di Pietro aderisce alla sua iniziativa e Grillo dice che è uno per bene. Brrrrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo ». E ancora: «Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze,manon è democrazia dal basso: è flash mobbing». Fino all’accusa di «ambiguità» perché «vuole ergersi a leader di un movimento politico, continuando a fare satira, un passo che Dario Fo non ha mai fatto ».
Con un invito finale che sa di sberleffo: «Scegli, Beppe! Magari nascesse il tuo partito. I tuoi spettacoli diventerebbero davvero dei comizi e nessuno dovrebbe pagare il biglietto. Oooops». Sembra esserci qualcosa di personale. Eforse c’è. Quando tempo fa Luttazzi aprì il suo blog dove parlava anche di politica in molti gli scrivevano per invitarlo ad «unire gli sforzi con Grillo», e dare insieme a lui una «lezione alla politica ».
Lui ha sempre declinato, preferendo rimanere in seconda linea. L’anno scorso a Padova, durante uno spettacolo di Luttazzi, i fan di Grillo invasero il palazzetto di volantini con la scritta wanted e le foto dei politici condannati. Luttazzi li fece togliere. Quello che teme è essere confuso e fuso con il comico genovese che, forse, in caso di alleanza gli ruberebbe la scena. Anche ieri Grillo è tornato a difendere la sua manifestazione: «Altro che antipolitica — ha scritto sul suo blog—quel popolo andrebbe ringraziato. È la valvola di sfogo di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro, un momento di democrazia ».
Poi cita un’altra persona che ha danzato a lungo su quella linea sottile che divide satira e impegno: «La libertà è partecipazione», Giorgio Gaber. Meglio la piazza che stare sopra un albero.

mercoledì, settembre 12, 2007

pollice verso

Ci sono sette indagati, dalla Procura della Repubblica di Bari, nell'ambito delle indagini (iniziate nel giugno del 2006) condotte dalla Guardia di finanza del capoluogo pugliese sui test di ingresso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria delle Università di Bari, Chieti e Ancona. Nei giorni scorsi le Fiamme gialle hanno eseguito una serie di perquisizioni e sequestri presso gli atenei delle tre città e nei confronti degli indagati per i quali si ipotizzano i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato. Un'organizzazione collegata con personale interno, amministrativo e docente, che garantiva "aiuti esterni" ai candidati per superare il test. Una cinquantina gli studenti coinvolti.

I nomi degli indagati. Ad Ancona l'avviso di garanzia è stato notificato al professor Maurizio Procaccini, direttore dell'Istituto di Scienze odontostomatologiche e presidente del corso di laurea di Odontoiatria e protesi dentaria dell'università politecnica delle Marche; a Bari al ginecologo Giuseppe Varcaccio, che è anche consigliere comunale di An a Bari, che aveva un figlio che partecipava ai test; a Marcantonio Pollice, al figlio Giulio e a sua moglie Paola Favaretto, titolari della società di Polignano a Mare (Bari) che preparava gli studenti ai test; all'esperto di informatica Francesco Avellis, e ad Emanuele Valenzano, papà di una studentessa che partecipava ai test. Dalle indagini è emerso che i 'centri di ascolto', come li ha definiti il procuratore di Bari Emilio Marzano, che inviavano le risposte si trovavano nell'ufficio di Varcaccio, nel Policlinico di Bari, e nell'abitazione di Emanuele Valenzano.

Il prezzo dell'"assistenza". Agli studenti venivano chiesti fino a 8000 euro per frequentare un corso di preparazione con la garanzia di "assistenza" durante la prova, e fino a 30.000 euro se poi l'esame veniva superato.

Mussi, "Un altro caso" a Catanzaro. Il ministro dell'Università Fabio Mussi aveva segnalato un altro caso di "buste aperte prima di un concorso". Si tratta dell'università Magna Grecia di Catanzaro, in cui ci sarebbe stata una sottrazione di modelli dai plichi inviati all'ateneo per i test di ammissione a Medicina. Sulla vicenda indaga il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio. Proprio nell'ateneo ci sarebbero stati quattro casi di massimo dei voti sui sette registrati in tutta Italia: una percentuale che fa ipotizzare presunte irregolarità. L'inchiesta è stata avviata sulla base di un esposto presentato dal rettore Francesco Saverio Costanzo, e dal preside di Medicina, Giovanbattista De Sarro. Dagli accertamenti è emerso che il numero di modelli sarebbe inferiore a quello previsto e dichiarato nel verbale di consegna.

La dinamica. L'organizzazione aveva provveduto a iscrivere, per ogni studente, almeno un'altra o più persone incaricate di aiutare direttamente l'interessato o di comunicare all'esterno il contenuto del questionario. A comunicazione avvenuta, l'organizzazione, dislocata in due "sale operative", provvedeva all'invio delle risposte agli studenti con sms o telefonate.

Le "staffette". In alternativa, c'erano degli "accompagnatori" incaricati di portare all'esterno delle aule i questionari e di consegnarli a "staffette" munite di scooter che a loro volta avrebbero recapitato i documenti presso le "sale operative".

La composizione delle aule. Negli atenei coinvolti ci sarebbe stato anche un tentativo di concordare la composizione delle aule, al fine di agevolare gli studenti che dovevano assolutamente superare la prove. Nell'ateneo di Bari, tuttavia, il tentativo è fallito: alla vigilia del concorso il rettore ha ricollocato gli studenti secondo l'età anagrafica evitando così che persone non interessate alla prova, come genitori e accompagnatori, potessero interferire.

L'inchiesta. L'attività illecita è stata monitorata dalle Fiamme gialle baresi sia attraverso intercettazioni telefoniche sia con pedinamenti, appostamenti, riprese video e foto.

Il rettore: "Sono sereno". "Sono sereno, quello che potevamo fare per blindare l'esame lo abbiamo fatto e questo ci è stato riconosciuto dal ministero e dalla Procura di Bari, ma allo stesso tempo esprimo indignazione e amarezza per quanto rivelato dall'inchiesta, noi siamo davvero la parte lesa". Così il rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli. Che non si pronuncia sulla possibile invalidazione della prova: "La decisione - dice - spetterà al ministero".