giovedì, novembre 30, 2006

la cattivissima spia russa e l'amico ricchione

Parla Mario Scaramella: «Il segnale che io ho avuto è questo: visto che non c'è un'informazione Prodi uguale agente Kgb, ma parliamo di Fendil Relation, coltivazione, contatti...». Chiede Paolo Guzzanti: «Coltivazione è abbastanza, eh?». «Per me è moltissimo. Non pretendete una dichiarazione di chicchessia che dica "Prodi è un agente" perché questo...». Interrompe Guzzanti: «Perché, coltivato invece sì?». Ricorda Mario: «Il primo a dirlo fu Alexandr (Litvinenko?, ndr)». Chiosa il senatore forzista: «Accidenti, questa è una bomba termonucleare».

Possibili attentati
Gennaio scorso, la legislatura è agli sgoccioli, i lavori della commissione Mitrokhin pure. Il suo presidente, Paolo Guzzanti, e il consulente Mario Scaramella sono alle prese con le informazioni raccolte di prima mano da ex spioni russi. Che denunciano possibili attentati contro Guzzanti-Scaramella, che svelano addirittura che il presidente del Consiglio, Romano Prodi e il ministro Alfonso Pecoraro Scanio sono legati all'ex Kgb. E che il governatore della Campania, Antonio Bassolino (attraverso le immancabili Coop Rosse), è in affari con la camorra. Nelle prossime ore la procura di Roma dovrebbe decidere se inviare al presidente del Senato, Franco Marini, la richiesta - che girerà alla Giunta per le autorizzazioni - di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche tra Mario Scaramella e l'ex presidente della Commissione Mitrokhin, il senatore forzista Paolo Guzzanti. Da queste intercettazioni, datate gennaio e febbraio scorso, cioè alle soglie della campagna elettorale, (il telefono sotto controllo naturalmente è solo quello di Scaramella), emerge anche che il consulente della Mitrokhin ha talpe al Viminale che lo hanno informato di essere intercettato («sono ufficiali»). Lo dice al telefono al senatore Guzzanti: «L'ho saputo da investigatori che mi fanno la prevenzione, la sicurezza autorizzata dal ministero dell'Interno».

mercoledì, novembre 29, 2006

uno, due, un milione

uno

"La tua maglia dice chi sei", non è un nuovo spot pubblicitario, ma un vero e proprio ringraziamento pubblico e ufficiale che la Juventus ha voluto fare al suo campione del mondo e vincitore morale del Pallone d'oro 2006. Singolare iniziativa della società bianconera per ringraziare Gianluigi Buffon. La società del presidente Cobolli Gigli ha deciso di acquistare una pagina di tutti i quotidiani sportivi nazionali da dedicare al suo numero uno.

"La società, i compagni, i tifosi e i partner ringraziano Gigi Buffon per essere ancora e sempre il loro numero uno" conclude il ringraziamento ufficiale, e al centro della pagina il faccione sereno del portierone nazionale che in fondo ha sperato fino all'ultimo di ricevere l'ambito premio di France Football.

E' la prima volta che una società calcistica decide di acquistare una pagina intera per inneggiare un suo giocatore che evidentemente è rimasto molto deluso dal secondo posto del Pallone d'Oro. Ci ha pensato la Juventus, la nuova Juventus, quella nata dopo Calciopoli, quella nata secondo i principi etici e morali dello Sport.

Questa pagina non è solo un ringraziamento al calciatore, che con le sue parate ha contribuito a vincere due scudetti, poi revocati dopo lo scandalo del calcio, ma è anche un ringraziamento esplicito all'uomo, che ha rifiutato le proposte milionarie del Chelsea, del Manchester, del Real Madrid e del Milan per restare in serie B. Come se non avesse mai vinto la Coppa del Mondo, come se non fosse il miglior portiere in assoluto.


due

Berlusconi è stato dimesso: dopo tre giorni di ricovero al San Raffaele di Milano, alle dodici e mezza il leader di Forza Italia è uscito da una porta secondaria dell'ospedale per sfuggire alla calca dei giornalisti e si è diretto alla casa dell'anziana madre Rosa: "Tutto bene, vado a trovare la mia mamma e quindi sono felice". Presidente, gli ha chiesto un cronista, è pronto per il 2 dicembre? "Assolutamente sì". Nessuna resa dunque, semmai una riduzione degli impegni: "Mi sento ancora più impegnato di prima forse bisognerà limitare gli impegni dato che ho speso troppo, prima della settimana di Montecatini. Ho fatto delle cure, sono tornato in forma perfetta ma poi la dieta e la disidratazione dovuta al caldo in quel posto hanno fatto sì che avessi questo calo di pressione".
In merito alla voce che ipotizzava l'installazione di un pacemaker nel cuore di Berlusconi, risponde Paolo Bonaiuti, portavoce del leader di Forza Italia: "Questo lo lascio dire ai medici. Lui sta bene, è tornato in piena forma. E' uno che va a mille". L'ultimo a far visita a Berlusconi in ospedale è stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che l'ha trovato in ottima forma: "Il Silvio di sempre". Già alle otto il fioraio aveva bussato alla camera di Silvio Berlusconi per consegnare un gran mazzo di fiori rossi e bianchi spediti dal leader libico Gheddafi. Mentre il leader di Forza Italia ringrazia Romano Prodi che gli ha inviato una lettera di auguri: "Non l'ho ancora potuta vedere perchè ce l'ha la mia segreteria a Roma, ma è stata naturalmente una cosa positiva di cui lo ringrazio". Il ricovero di Berlusconi è durato tre giorni. "Il leone della libertà", come è scritto nel sito ufficiale di Forza Italia, sabato sarà a Roma alla manifestazione contro la Finanziaria. Lo ha ripetuo una volta ancora lui stesso, dalla stanza nel reparto Q7: "Sarò in prima fila per un atto di opposizione collettiva contro il regime delle sinistre". Secondo indiscrezioni però la prossima settimana Berlusconi tornerà al San Raffaele: è stufo di medici ma sente l'urgenza della battaglia politica. Ieri sera ha avuto una lunga conversazione telefonica con i suoi parlamentari e ha rifinito il testo del discorso che pronuncerà dal palco di piazza San Giovanni a Roma. Il malore di domenica è dimenticato. Berlusconi, ripetono i medici, sta bene. Il professor Alberto Zangrillo, suo medico personale e primario di terapia intensiva cardiovascolare al San Raffaele, sembra non avere dubbi: "Gli esami hanno confermato che Berlusconi è in perfetta salute. Il suo cuore è a posto. Ha un fisico eccezionale. È chiaro, però, che si espone ad una mole di lavoro sproporzionata. Dovrà riposarsi e ridurre il lavoro".

un milione



Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani sono stati indagati per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico in base all'articolo 656 del Codice Penale.

Lo ha spiegato lo stesso direttore del settimanale Il Diario al termine dell'audizione con i magistrati della Procura di Roma che hanno aperto un'inchiesta subito dopo la diffusione del dvd 'Uccidete la democrazia!" riguardo presunti brogli avvenuti nello scorse elezioni politiche. Deaglio ha detto in merito alle accuse: "E' una accusa da Anni '60. L'ho anche detto agli inquirenti, non ci pensavo assolutamente che sarebbe andata a finire così".

In particolare l'atto istruttorio, secondo la ricostruzione dello stesso giornalista, non si sarebbe "sviluppato" in forza del fatto che i Pm hanno ribadito che per la proclamazione del vincitore alle elezioni è la Cassazione che decide e che questa soluzione della Suprema corte è fatta in base a elementi di fatto, cartacei.

"I Pm non si sono soffermati sul meccanismo procedurale da noi descritto nel dvd", ha spiegato Enrico Deaglio. "Ho cercato di ripetere che il mio film non si occupa della pronuncia, della sentenza, della Cassazione ma della 'notte dei misteri' - ha continuato il direttore del Diario -. Mi è stato detto però che quanto io riporto non ha senso perché è la Suprema corte che proclama il vincitore".

Deaglio e Beppe Cremagnani, che è ascoltato dai Pm Salvatore Vitello e Maria Francesca Loy, nel docu-film insistono sul dato delle schede bianche, troppo omogeneo in tutta Italia e sensibilmente diminuito rispetto al passato.

"Tutto quanto io ho portato oggi, rispetto alle stranezze avvenute alle ultime elezioni politiche - ha continuato Deaglio - è stato aggiunto al verbale. Noi chiediamo di riflettere su alcuni elementi di fatto, ad esempio il 14 aprile, alcuni giorni dopo le elezioni, il ministero dell'Interno disse che le schede contestate non erano 48mila bensì 2mila. Siamo andati a controllare nelle cinque province indicate dal Viminale ed i risultati si incastrano perfettamente con la nostra ricostruzione".

Un ulteriore elemento interrogativo - secondo Deaglio e Cremagnani - è quello che emergerebbe dai Comuni e dalle Province della Puglia. "I dati reali indicano una cosa, sul sito del Viminale però quegli stessi sono stati raddoppiati o dimezzati".

Il suo film verrà sequestrato?, chiedono i cronisti. "No, non verrà sequestrato", risponde Deaglio. Adesso il direttore del Diario dovrà concordare con gli inquirenti l'interrogatorio non più nella veste di persona informata sui fatti ma di indagato.

"Il dato delle 48mila schede contestate, di Camera e Senato, va aggiunto a quello rilevato in 5 Province successivamente individuate dal Viminale. Se si fa questa operazione si ottengono gli stessi risultati del 2001". Ha ulteriormente spiegato così Deaglio rispetto ad alcuni elementi che verranno posti in rilievo nel prossimo numero della rivista da lui diretta.
"Ci sono molte cose che non quadrano - ha continuato - noi chiediamo che vengano verificate. Se questo è stato fatto per 5 Province forse potrebbe essere avvenuto anche per altre".

mercoledì, novembre 22, 2006

chi lascia e chi pensa


Ian Thorpe si ritira dalle gare ad appena 24 anni. Con 11 titoli mondiali, cinque ori olimpici e 13 record mondiali, l'australiano è tra i grandissimi del nuoto.

L'annuncio è stato dato in un'affollatissima conferenza stampa a Sydney in cui lo "Squalo" ha spiegato che il nuoto ha smesso di essere la cosa più importante della sua vita. "Sono emozionato perché vedo tutta la mia carriera scorrermi davanti agli occhi, ma al tempo stesso c'è eccitazione per le cose che mi appresto a fare", ha dichiarato un Thorpe rilassato e con un filo di barba. "Puoi nuotare vasca dopo vasca - ha spiegato il campione - e poi all'improvviso metti la testa fuori e ti accorgi di cosa c'è intorno".

Thorpe, popolarissimo in tutto il mondo per il suo fascino, oltre che per le sue imprese in vasca, si era già preso un anno sabbatico dopo il trionfo ai Giochi di Atene del 2004, in cui vinse l'oro nei 200 e 400 stile libero. Il suo ritorno alle gare era stato ritardato però da problemi fisici e dalla mancanza di motivazioni.

"Thorpedo" ha ammesso di essere "decisamente troppo giovane" per smettere ma ha detto che "si deve festeggiare": "Ho avuto una grande carriera, non è il momento migliore per lasciare lo sport, ma è andata così". Sul suo futuro non si è sbilanciato, scherzando che "se c'è qualche offerta per un ex olimpionico", allora potrebbe prenderla in considerazione.

Alla domanda se vi sia una possibilità di un suo ritorno per le Olimpiadi di Pechino del 2008, ha risposto: "Non lo escludo, non escludo mai nulla, ma non accadrà".

Thorpe ha spiegato che sarebbe stato più facile per lui attendere i mondiali di marzo prima di ritirarsi, ma ha temuto che il nuoto diventasse una sorta di "coperta di Linus" per non affrontare la vita.

I suoi fan in giro per il mondo lo amano. Il premier australiano John Howard, in visita a Vienna, ha affermato che Ian è "un bravo ragazzo" e "milioni di australiani ricorderanno le sue meravigliose imprese individuali".


nel frattempo...

"Il presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista ad alcun giornalista". Lo afferma, in una nota, Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, quanto al servizio pubblicato sul quotidiano Libero nel quale venivano riportati stralci di una conversazione che Berlusconi avrebbe tenuto durante una cena. Il leader della Cdl annunciava la sua intenzione di non correre più per Palazzo Chigi e per il Quirinale.

''Non darei eccessivo peso a una frase detta in un salotto che fotografa uno stato d'animo che ora esiste ma che potrebbe cambiare. Non metterei la parola fine, perché non è un'intervista, come quando uno dice figli non ne voglio più e poi si ritrova con 12 figli''. Così Ignazio La Russa (An), commenta la conversazione-intervista pubblicata da Libero secondo cui Berlusconi non sarebbe piu' interessato a correre per Palazzo Chigi e per il Quirinale.

martedì, novembre 21, 2006

ammissione di colpevolezza?


"Per quanto mi riguarda un processo ad unica direzione finisce qui". Anna Maria Franzoni ha lasciato l'aula durante l'udienza odierna del processo d'appello che la vede imputata dell'omicidio del figlio Samuele, per il quale la donna era stata condannata in primo grado a trent'anni di carcere. La donna, dopo aver letto una lettera in cui ribadisce la sua innocenza e di essere perfettamente sana di mente, è uscita dal tribunale insieme al marito Stefano Lorenzi, ai suoi famigliari e al comitato che la sostiene. Poco prima il suo legale, l'avvocato Carlo Taormina, dopo molti tira e molla, ha ufficializzato in aula di aver rinunciato alla difesa, al suo posto è stato nominato poco dopo l'avvocato Paola Savio. "Non ho ucciso mio figlio. Altri lo hanno fatto", ha detto Annamaria Franzoni, leggendo una breve nota davanti ai giudici della Corte d'Assise di Torino. "Da quasi cinque anni chiedo alla giustizia di cercare la persona che me lo ha assassinato, dando precise indicazioni all' autorità giudiziaria. La risposta è stata quella di essere una calunniatrice". La donna ha poi aggiunto: "Forse questo processo è stato impostato fin dalle prime battute per farmi dichiarare inferma di mente. Gli strumenti utilizzati sono una strategia rivolta all'obiettivo di una soluzione compromissoria, che suonerebbe come l'autorizzazione a lasciare libero chi, il 30 gennaio 2002, tolse la vita a mio figlio". Questo compromesso, secondo Annamaria, "venne proposto già durante i primi giorni dell' indagine a mio marito". "E' con estremo dolore - ha concluso - sconforto e amarezza che affronto questo ulteriore passo della mia vita, non mi stancherò mai di chiedervi chi ha ucciso Samuele. Non è nella mia mente che troverete il colpevole. Non potrà mai confessare una cosa che non ho fatto". L'udienza di oggi doveva essere dedicata alla discussione sulla perizia psichiatrica eseguita dagli esperti incaricati dalla Corte, Gaetano De Leo, Ivan Galliano, Giovan Battista Traverso, Franco Freilone: 270 pagine in cui, sulla base degli atti del processo di primo grado, delle intercettazioni, delle cartelle cliniche e delle interviste, i periti hanno parlato della possibilità che al momento dell'omicidio di Samuele la Franzoni potesse soffrire di uno "stato crepuscolare orientato", una sindrome ansiosa che potrebbe portare anche a commettere atti violenti seguiti da un'amnesia su quanto accaduto. La perizia è sempre stata contestata da Carlo Taormina, ormai ex difensore della donna. Il penalista, confermando le parole dette in aula dalla Franzoni, ha rivelato che "durante le indagini gli inquirenti contattarono Annamaria Franzoni perché volevano giungere a un accordo - ha raccontato Taormina -. Dissero che tutto si sarebbe chiuso, previa confessione, con una perizia che avrebbe concluso per la seminfermità. La proposta di accordo venne respinta". Taormina ha precisato che la richiesta giunse da "organi inquirenti". "Questo è uno Stato contro il cittadino, che odia i cittadini con i quali si confronta", ha aggiunto l'avvocato in una conferenza stampa improvvisata a Palazzo di Giustizia. Il penalista ha elencato un elenco di circostanze che lo hanno convinto a compiere questo passo, precisando che "la situazione verrà affrontata nelle sede competenti, alle quali mi rivolgerò domani. Non finisce qui". Taormina ha denunciato, senza scendere in ulteriori particolari, l' esistenza di "contatti ravvicinati del terzo tipo fra la procura generale e la Corte". Per il professore, la "goccia che ha fatto traboccare il vaso' è stata l'ultima perizia neurologica, che a suo dire ha prodotto "l'aberrante tesi secondo la quale siamo in presenza di un'assassina sonnambula". Stamattina il solito gruppetto di appassionati stazionava davanti ai cancelli laterali del palazzo di giustizia in attesa di entrare nell'aula. Qualcuno si era presentato sfoggiando il libro, appena uscito, della Franzoni.

mercoledì, novembre 15, 2006

il sogno di tutti i bambini puberali

Due degli studenti sorpresi mentre praticavano sesso in aula con la professoressa di matematica, hanno ribadito la loro versione: è stata l'insegnante a coinvolgerli in un gioco erotico. Sono stati interrogati oggi dai carabinieri e dai pm della Procura di Monza che hanno aperto un'indagine per violenza sessuale aggravata e corruzione di minorenni.

Sembra comunque che l'esperienza non li abbia traumatizzati troppo: secondo quanto dichiarato dal procuratore di Monza Antonio Pizzi "non sono parsi minimamente turbati anzi, si fanno un gran vanto di quanto è accaduto. Il giorno successivo, a scuola, lo avevano raccontato già a tutti gli amici". Racconti proseguiti nel parco vicino dove, circondati da parecchi studenti della stessa scuola che li trattavano come eroi, sono stati raggiunti da ex compagni iscritti al liceo: hanno saputo la notizia e chiedono di fare ripetizioni con la professoressa.

Domani, prima di interrogare la donna, una 33enne di origine molisana, il procuratore Pizzi sentirà il preside della scuola e l'insegnante di educazione fisica che ha scoperto l'episodio. Quest'ultima, infatti, aveva trascorso le tre ore precedenti con la professoressa indagata. La testimonianza potrebbe servire a capire se i discorsi a sfondo sessuale fossero già cominciati durante le ore di lezione. Secondo la ricostruzione degli alunni resa al procuratore Pizzi infatti, la professoressa avrebbe fatto discorsi a fondo sessuale già nelle tre ore precedenti. Discorsi che si era poi riproposta di affrontare nelle ore successive con la scusa di fornire delle ripetizioni.

In sostanza, gli alunni hanno sostenuto che sarebbe stata la professoressa a cercare l'approccio con il gruppo. Con il più grande c'era stato anche uno scambio di sms. Quando l'insegnante di educazione fisica li ha scoperti insieme, la sua collega era vestita, mentre due degli alunni avevano i pantaloni abbassati ed erano seduti ai banchi.

L'insegnante ha sostenuto dal canto suo di essere "caduta in una trappola" e ha respinto le accuse di corruzione di minori e atti sessuali con minori. Ha anche detto di non aver compreso subito la situazione e che quando la collega di educazione fisica li ha scoperti, si è sentita "sollevata".

domenica, novembre 12, 2006

12 novembre


Da quando ami la musica aspetti quel momento
quello in cui tu da osservatore diventi parte integrante del sistema
interagisci con chi ti ha regalato e ti regala emozioni
e lo fa con te e con tanti altri

quando la passione diventa remunerazione, oltre a essere nobilissima passione fine a sè stessa
(essere accreditato allo zenzero vale come e più di avere lo stipendio, x me)
quando della tua passione godono gli altri (sottoforma di +1 :P), oltre che te stesso.

Aspetti da una vita quel momento..i 5 minuti precedenti sono 1 turbinio di emozioni.

Poi entri e vieni accolto da 1 bicchiere di negramaro, capisci che loro non hanno pregiudizi verso di te
era quella la tua paura + grande, di essere semplicemente un pischello di 22 anni che scrive per un free press e niente più.

Superato quello, diventi (o meglio torni ad essere) 1 appassionato di musica, e a quel punto non c'è Bertallot che tenga, non esistono timori reverenziali verso chi ha vinto un premio della critica a Sanremo stando zitto completamente per 30 secondi sul palco dell'Ariston.

Parli di Diego Mancino, di come gli Air ti hanno cambiato la vita, di qual è il miglior cd dei Massive Attack..

in pratica, quello che hai sempre sognato per la tua prima intervista.

E poi, non posso assolutamente ignorare il fatto che tutto questo è successo di 12 novembre..

auguri mì :*

p.s. volevo ringraziare pubblicamente ludo x avermi dato l'opportunità di iniziare questa avventura che mi sta dando 1 serie impressionante di soddisfazione.

thank u man, dobbiamo ancora spaccare davvero qui a Bari.

venerdì, novembre 10, 2006

uso privato del mezzo pubblico

Solo per dirvi di supportare il blog della nostra webradio:

http://radioblog.irclab.net

e magari aggiungerlo tra i link dei vostri blog..
qui ci sarà tutto..
informazioni sui wj, palinsesti, curiosità..speriamo in una forte interattività da parte degli utenti!

lunedì, novembre 06, 2006

gnocca senza testa


«Scandalo» ad «Annozero», anche se solo acustico. Durante l'ultima puntata della trasmissione condotta da Michele Santoro un ospite non identificato ha espresso un giudizio poco lusinghiero sulla giornalista Rula Jebreal mentre quest'ultima stava discutendo animatamente col ministro Antonio di Pietro: «È una gnocca senza testa» ha detto la voce fuori campo.
Il quesito ora, è: «Chi ha pronunciato le parole irriguardose nei confronti della giornalista». Qualcuno degli ospiti o una voce «fuori campo» presente in sala? Le ipotesi dei naviganti si concentrano sui tre ospiti della serata: i giornalisti Marco Travaglio e Filippo Facci, l'eurodeputato di Forza Italia Renato Brunetta, già consigliere economico del governo Berlusconi, oppure ancora lo storico di economia Giulio Sapelli. Un giallo che potrà essere chiarito, forse, solo dai diretti interessati.

domenica, novembre 05, 2006

gabriele, silvio e saddam

Almeno quattro diverse 'prigioni', una decina di carcerieri di cui però non si sente in grado di descrivere la fisionomia, la paura di morire alla scadenza dell'ultimatum, l'unico conforto nella possibilità di pregare cinque volte al giorno, sgranando il suo rosario musulmano, lo Sebhaa, e tenendo in mano la copia del Corano che aveva con sé. Così Gabriele Torsello ha raccontato ai pm del pool antiterrorismo della procura di Roma Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio i 23 lunghi giorni trascorsi nelle mani dei suoi sequestratori in Afghanistan, un episodio sul quale i magistrati hanno aperto un fascicolo per sequestro con finalità di terrorismo. Torsello è arrivato a piazzale Clodio poco dopo essere sceso dal 'Falcon 900' della Presidenza del Consiglio che l'ha riportato in Italia. Nonostante il gelo, era ancora vestito alla maniera afgana, con una tunica bianca e i sandali ai piedi. Non sensa difficoltà, il giornalista free lance ha affrontato le circa tre ore di colloquio con i magistrati capitolini, che in qualche momento hanno anche dovuto venirgli in soccorso, completando le frasi che il fotoreporter non riusciva a portare a termine. Un'esperienza dura, quella che ha dovuto affrontare Torsello in Afghanistan. I suoi carcerieri, ha spiegato, lo hanno trattato con durezza: sempre incatenato, cibo frugale, una kefiah sugli occhi, la stessa che ancora si porta dietro, nemmeno le preghiere condivise. Nelle rare parole scambiate in pashtun il fotoreporter ha tentato di raccontare ai sequestratori la sua conversione alla fede islamica, ma questo non è servito a fargli riservare un trattamento di favore. Così come a nulla è servito mostrare ai rapitori le foto che aveva con sé per tentare di far loro capire il senso del suo lavoro nel paese. Torsello non è riuscito a dare ai magistrati capitolini nessuna indicazione utile sull'identità dei suoi sequestratori: ''I miei rapitori? Non ho la più pallida idea di chi siano né del perché mi abbiano preso'', ha affermato. Erano afgani, si è limitato a dire, aggiungendo di averli visti in alcune occasioni pregare e spiegando di non sapere nulla neanche riguardo all'eventuale pagamento di un riscatto. Tra le ipotesi fatte dai pm del pool antiterrorismo c'è però anche quella che a farlo scegliere come obiettivo sia stato proprio il suo modo di vestire all'afgana, la sua lunga barba, che, contrastando con la costosa e sofisticata apparecchiatura da fotoreporter che Torsello si portava dietro sull'autobus affollato che lo stava riportando a Kabul, potrebbe aver insospettito i sequestratori, potrebbe aver fatto loro pensare di trovarsi di fronte a una spia occidentale. Un'ipotesi non in contrasto con le motivazioni 'politiche' che potrebbero inizialmente aver mosso i rapitori: il rilascio dell'afgano convertito al cristianesimo che ha chiesto asilo in Italia e il ritiro del contingente italiano a Kabul. Nel raccontare ai magistrati i suoi ''bui e scuri'' giorni di prigionia, il fotoreporter ha raccontato che con gli emissari di Emergency il contatto era via telefono cellulare. Tra gli episodi più drammatici vissuti durante il sequestro, quello della scadenza dell'ultimatum, quando i rapitori lo presero con violenza e lo fecero uscire dalla stanza in cui era segregato. In quel momento, ha spiegato ai magistrati, ''ho temuto per la mia vita''. Torsello ha invece raccontato di essersi reso conto che tutto era finito e che la sua prigionia era finalmente giunta al termine quando, in auto, uno dei rapitori gli ha detto che poteva togliersi la benda. ''Lì -ha detto- ho capito di essere libero''. Un racconto a tratti confuso, quello fatto da Gabriele Torsello ai magistrati romani, che andrà integrato con altri atti istruttori nei prossimi giorni. Tra le prossime mosse di Ionta, Saviotti e Amelio la convocazione del responsabile della sicurezza dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Rakmatullah Hanefi, l'uomo che ha prelevato il fotoreporter con la jeep, e dell'imprenditore ticinese di origine kosovara Behgjet Pacolli, noto alle cronache italiane come marito di Anna Oxa, che ha raccontato di aver giocato un ruolo nelle trattative per la liberazione del reporter. Pacolli in particolare ha detto di aver avuto un contatto diretto con qualcuno che affermava di aver rapito Torsello. La seconda volta, per lui, perché l'imprenditore sostiene di essere stato a Kabul dal 3 al 24 di novembre del 2004 per trattare la liberazione di una cittadina kossovara e di essere in quell'occasione riuscito a ottenere il rilascio anche di un irlandese e un filippino.

E' "perfettamente riuscito" l'intervento eseguito nella clinica di Aversa dal professor Marc Martens (che, tra gli altri, ha curato e guarito Pippo Inzaghi e Paolo Maldini) per l'asportazione di un frammento del menisco di Silvio Berlusconi. Il presidente del Milan si era infortunato domenica scorsa nel riscaldamento prepartita dell’Arconatese (Seconda categoria) che doveva sfidare il Pregnana. Berlusconi era giunto a sorpresa alle 12 in elicottero, atterrando all’interno del centro sportivo del piccolo comune del legnanese, per appoggiare la manifestazione anti-finanziaria organizzata dal sindaco del paese, Mario Mantovani, amico del numero uno di Forza Italia. Dopo il discorso contro la manovra voluta dal governo, il patron del Milan si è fermato a parlare con i tanti tifosi presenti. Non sono mancati alcuni sfottò per il derby perso contro i cugini interisti.

Da qui la voglia di Berlusconi di entrare letteralmente in campo facendo un leggero riscaldamento con i componenti della squadra locale. Alcuni palleggi in scioltezza, poi lunghi lanci in avanti. Il tutto di fronte ad una folla di migliaia di curiosi. L’ex premier poi si è misurato nella corsa con le sue guardie, ma forse per una buca, forse per un movimento errato, si è fatto male. Al momento però nessuno si era accorto che i guai fisici di Berlusconi fossero così seri. Il presidente del Milan ha abbandonato lo stadio di Arconate in elicottero come se nulla fosse: poi i dolori al ginocchio, gli accertamenti e la decisione per l'intervento.

Nonostante gli incidenti fisici, Berlusconi non rinuncia a giocare un'altra partita, quella del Monopoli televisivo in Europa. Oggi il popolare quotidiano tedesco Bild Zeitung pubblica in prima pagina la notizia dell'interessamento di Mediaset per l'acquisizione del pacchetto di maggioranza del noto gruppo televisivo ProSiebenSat.1, fondato dal magnate Leo Kirch. La Bild riferisce che l'affare potrebbe essere imminente, essendo all'ordine del giorno del consiglio di amministrazione di martedì prossimo. L'impressione è anche che un altro possibile pretendente a ProSiebenSat.1, Axel Springer, incontrerebbe in caso di un'offerta l'opposizione dell'antitrust tedesco.
Usa e Gran Bretagna plaudono alla condanna di Saddam, Italia e Francia e Spagna, insieme alla presidenza dell'Unione europea, ribadiscono il loro no alla pena di morte. La lettura della sentenza contro l'ex dittatore europeo rimbalza nelle cancellerie internazionali e le rezioni mostrano un occidente diviso, con l'organizzazione umanitaria Amnesty International che critica esplicitamente il processo.

"Una bella giornata per il popolo iracheno", è il primo commento ufficiale della Casa Bianca. "La condanna a morte dell'ex presidente iracheno Saddam Hussein - ha detto George Bush- è un grosso risultato per la giovane democrazia irachena e per il suo governo costituzionale". Mentre per l'ambasciatore americano a Bagdad, Zalmay Khalilzad, "E' un'importante pietra miliare per l'Iraq, un altro passo verso la costruzione di una società libera basata sul rispetto del diritto".

L'entusiasmo degli Stati Uniti è condiviso dalla Gran Bretagna. "Plaudo al fatto che Saddam Hussein e gli altri imputati abbiano affrontato la giustizia e abbiano dovuto rispondere dei loro crimini", ha dichiarato in un comunicato il ministro degli Esteri Margaret Beckett. "E' giusto", ha aggiunto, "che quanti erano accusati di tali crimini contro il popolo iracheno debbano affrontare la giustizia irachena".

Il premier italiano Romano Prodi invece è contrario alla pena di morte. "La condanna - dice il presidente del Consiglio - rispecchia il giudizio di tutta la Comunità internazionale sul dittatore Saddam Hussein". "Naturalmente - aggiunge - non cambia il giudizio sulla guerra in Iraq. C'è poi una riflessione sull'esecuzione della condanna a morte. Certo ci sarà l'appello, ma per efferato che sia un delitto, la nostra tradizione e la nostra etica si allontanano dall'idea della pena di morte". Più esplicito il ministro degli Esteri Massimo D'Alema: "Condanna netta, severa, inflessibile di chi si è macchiato di crimini orrendi ma l'Italia è contraria all'esecuzione".

Sulla stessa linea il suo collega francese Philippe Douste-Blazy. La Francia, ha dichiarato il responsabile della politica estera francese, "prende atto" della condanna a morte pronunciata contro Saddam Hussein e spera che "questa decisione non provochi nuovi tensioni in Iraq". Il capo del Quai d'Orsay ha ricordato la posizione della Francia "e dell'Unione Europea ostile alla pena di morte, una posizione costante per la sua abolizione universale". "La Francia - ha aggiunto Douste-Blazy - dovrà definire prossimamente, con i suoi partner europei, le modalità per far conoscere questa posizione alle autorità di Bagdad".

Anche il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ha espresso la sua posizione contraria alla pena di morte. "Come ogni altro leader politico, Saddam deve rendere conto delle sue azioni", ha detto Zapatero a margine del vertice ibero-americano a Montevideo, in Uruguay, "ma la pena di morte non è contemplata da nessuna procedura dell'Unione europea e questo è molto chiaro nel nostro Paese".

"La Ue è contraria alla pena capitale in tutti i casi e in ogni circostanza e non dovrebbe essere applicata neanche al rais iracheno Saddam Hussein". Così la presidenza della Ue in un comunicato esprime la posizione dell'Unione sull'esecuzione del Rais.
Critica anche Amnesty International. "Una vicenda losca - è il giudizio dell'organizzazione umanitaria - marcata da gravi vizi che mettono in dubbio la capacità del tribunale com'è costituito attualmente, di amministrare correttamente la giustizia, nel rispetto degli standard internazionali". "Questo processo - continua Amnesty - avrebbe dovuto essere un contributo decisivo all'introduzione della giustizia e dello stato di diritto in Iraq, volto ad assicurare verità e responsabilità sulle immense violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Saddam Hussein, ma così non è stato".

giovedì, novembre 02, 2006

polveri bagnate


Solo 8'52" sul parquet, 2 punti, 2 rimbalzi, 1 stoppata, 1 palla persa e 3 falli: è questa, in cifre, la prima di Andrea Bargnani nella NBA. Il 21enne, prima scelta assoluta dell'ultimo draft, ha esordito con la maglia di Toronto nel match che i Raptors hanno perso 102-92 sul campo dei New Jersey Nets.

Bargnani, partito dalla panchina, ha messo piede in campo quando mancavano 5'37" alla fine del primo quarto. Ha toccato il primo pallone effettuando una rimessa con 5'23" da giocare e poco dopo (4'59") ha commesso il primo fallo. Dopo aver subito fallo in attacco (4'47"), finalmente ha toccato il pallone in un'azione di gioco (4'42"). L'ex lungo della Benetton Treviso ha tentato la prima conclusione della carriera a 4'35" dallo scadere: un tiro da 3 che è finito sul ferro.

Bargnani si è riscattato in difesa nell'azione successiva, piazzando la prima stoppata (4'22") della sua avventura tra i professionisti. Subito dopo, però, il tentativo di conquistare un rimbalzo offensivo gli è costato il secondo fallo (4'17"). Il ghiaccio è stato definitivamente rotto quando il cronometro segnava 3'57": servito sotto il tabellone, il numero 7 ha sbagliato la prima conclusione. Ha catturato il rimbalzo offensivo e ha realizzato i primi e unici 2 punti della partita. A 1'35", dopo 4' di gioco effettivo, è stato richiamato in panchina dal coach Sam Mitchell.

Bargnani, il giocatore dei Raptors meno utilizzato nei primi 2 quarti, è tornato in campo a 8'44" dalla fine del terzo periodo. E' rimasto in campo poco più di 3 minuti (fino a 5'27") nei quali è incappato in un'infrazione di passi (6'50"), rimediato un'ammonizione verbale per aver tirato dopo il fischio e commesso il terzo fallo (6'45"). L'ultima apparizione sul parquet è arrivata a 1'33" dalla sirena, con la partita già nella cassaforte dei Nets.

New Jersey ha sfruttato le prestazioni strepitose delle sue star. Jason Kidd ha aperto la stagione con una tripla doppia (14 punti, 10 rimbalzi e 10 assist), mentre Vince Carter ha prodotto 25 punti e 11 rimbalzi. Ai Raptors, ancora in rodaggio e alle prese con un roster profondamente rinnovato, non sono bastati i 22 punti di Anthony Parker e i 19 di T.J. Ford. Inferiore alle aspettative il contributo di Chris Bosh: l'ala, punto di riferimento dei Raptors, a causa di una fascite plantare è rimasto in campo solo 25', nei quali ha messo a segno 14 punti e raccolto 5 rimbalzi. I Raptors torneranno in campo domani sera, quando debutteranno in casa ospitando i Milwaukee Bucks.

E le critiche a Bargnani non si sono fatte attendere. "Più falli che punti". Così il network Espn riassume l'esordio dell'azzurro. "Bargnani - si legge sul sito della Espn - ha giocato meno di 9 minuti condizionati dai falli, mettendo a referto più falli (3) che punti (2). Il 21enne centro ha chiuso con 1 su 3 dal campo e ha rimediato un'ammonizione verbale per aver tirato dopo un'infrazione di passi" fischiata dagli arbitri.

Espn evidenzia la presenza di sette giornalisti italiani e di 3 troupe televisive per seguire il debutto di Bargnani. Quattro giornalisti, invece, sono partiti dalla Spagna per raccontare dal vivo la prestazione di due Raptors iberici, Jose Calderon e soprattutto Jorge Garbajosa, altro ex della Benetton. Secondo Espn, alla fine, nessuno tra gli ex trevigiani ha impressionato.

mercoledì, novembre 01, 2006

califfology


Tra le donne in politica, Giovanna Melandri; tra le giornaliste Barbara Palombelli; tra le showgirl Antonella Elia. Il cantautore Franco Califano 'confessa' a 'Eva Tremila', in un'intervista al 'comunicattivo' Igor Righetti domani in edicola, le sue preferenze erotiche. ''Nel mondo della politica mi ispira maggiore carica erotica la ministro Giovanna Melandri, per lei farei pazzie -azzarda- Mi fa eccitare in una maniera mostruosa, di lei mi piace il suo ruolo istituzionale. Nel mondo dello spettacolo italiano, invece, il primo posto dell'erotismo spetta ad Antonella Elia, mentre tra le giornaliste Barbara Palombelli e' quella che mi piace di piu'''.

Passando all'abbigliamento intimo, a slip, boxer o perizoma il 'Califfo' preferisce ''un pareo: ci puoi andare in giro per casa senza essere volgare''. Quanto alla parte anatomica che il cantautore apprezza, si scopre la passione di Califano per un genere di donna 'over size': ''Le cosce sono la cosa che in genere mi piace di piu'. Intendo una bella coscia, preferisco due chili in piu' che due etti in meno... Non me ne frega nulla della cellulite, un'idea di cellulite mi fa anche una punta di libidine. Apprezzo inoltre la bocca e il corpo, soprattutto se muscoloso, ma anche con la pancetta. Non ho un'ideale di donna, mi deve piacere e stimolare''.

Califano confessa anche di ''odiare il preservativo'' ma aggiunge: ''Non sono uno sprovveduto: so come fare e non metto incinta una donna per sbaglio''. Il luogo piu' trasgressivo e stravagante dove ha fatto l'amore e' ''in un pagliaio''. Poi confida: ''Forse non mi sono mai innamorato, ho avuto storie piu' importanti di altre, ma non so se si puo' chiamare amore''.