sabato, aprile 29, 2006

offlaga disco pax

E via così fino
a un inatteso regalo
parte...felicità,di Albano e Romina
la cantano tutti e mi sento malissimo
e mi rendo conto solo adesso che l'eredità del comunismo
non va cercata nell'architettura e nei simboli
ma nell'anima di un popolo.
Ed eccola qui l'anima degli anni '80 cecoslovacchi
Felicità
e il suo video colorato che parla del sole
e dell'amore italiano
mentre in Boemia, tutto è fermo.

venerdì, aprile 28, 2006

provenzano dj

Cosa ascolta un boss della mafia quando è nascosto nel suo covo? La colonna sonora de "Il padrino", naturalmente. Parola degli investigatori che hanno scovato Bernardo Provenzano. Il capo di Cosa nostra amava ascoltare anche l'audio delle puntate di alcune telenovele, fra cui Beautiful, oltre alle canzoni di Mario Merola, Claudio Villa e Mina. Nella hit parade dell'ex primula rossa anche Bruno Lauzi e Julio Iglesias.

La musica preferita da Provenzano è stata scoperta durante l'ascolto delle cassette trovate nel suo covo. Gli investigatori erano convinti di trovarvi messaggi inviati al boss dai vari capi di Cosa nostra. E invece dentro c'erano solo le musiche che il boss ascoltava per passare il "tempo libero" durante la latizanza.

Da quanto si è appreso, il boss amava a tal punto la telenovela Beatiful da registrarsi a parte la colonna sonora.

Nella masseria del boss i poliziotti hanno trovato anche un foglio su cui erano segnate le frequenze delle emittenti radiofoniche su cui seguiva le ultime notizie, la musica e le trasmissioni religiose.

Quanto ai "pizzini", gli investigatori hanno accertato una fitta corrispondenza fra il capomafia e i propri familiari, ai quali il padrino chiedeva di tutto, da prodotti alimentari a oggetti e indumenti. In un appunto, per esempio, il boss scrive che desidera avere in prossimità delle feste di Pasqua "una piastra-griglia a due posti" e indica pure il modello, la marca e il negozio in cui la vendono, "vicino a palazzo di giustizia", perché gli serviva per "arrostire i carciofi".

giovedì, aprile 27, 2006

10,100,1000 nassiriya?mo prob ge ne ma scì

Nicola Ciardelli, Franco Lattanzio, Carlo De Trizio. Tre nomi e altrettante facce di un'Italia che ha imparato nel corso degli anni del conflitto iracheno a soffrire in silenzio. E sono nomi che vanno ad aggiungersi a un lunghissimo elenco fatto di dolore, ma sono soprattutto storie di vite quotidiane spezzate, distrutte lontano da casa. E, loro malgrado, da oggi sono diventate le nuove icone dell'impegno italiano in quelle parti del mondo sconvolte dalle guerre.

martedì, aprile 25, 2006

pazzi scatenati

Ahmadinejad ha promesso di "passare" le tecnologie nucleari agli alleati.

Scegli tu se siamo più pazzi noi, lui, o ki vuole bombardarlo.

Nel frattempo il petrolio sale e una società petrolio-dipendente è strozzata.

lunedì, aprile 24, 2006

i miei critici mi associeranno a lui

Lo chiama "un indimenticabile esperimento socio-erotico". Che per lui sia stato indimenticabile è fuor di dubbio. Rimorchiare cinquantadue ragazze via chat (in un anno) e riuscire a portarsene al letto più della metà non è che te lo dimentichi come l'ombrello al supermercato. Quel che rende l'esperienza incancellabile anche per le cinquantadue di cui sopra è che loro, e i loro "accessori", soprattutto le loro performance sono state votate, classificate e strombazzate in un libro - il furbacchione - uscito in Francia, Des souris & un homme.
Visto che pure con il lavoro (fa il pubblicitario freelance) le cose non andavano granché bene, ha pensato di partecipare a un'attività condivisa da 40 milioni di single in Europa: chattare. Cercando però di trarne qualche beneficio. Sennò che creativo sarebbe.

In principio fu un sito di incontri online. Wingrove scelse il nickname "Nick". Che detto così è banale ma in francese suona come niquer, cioè uno che fa sesso spesso, volentieri e con competenza. Poi venne il blog, jeniquecestmythique (ora chiuso, ovviamente, altrimenti a che serve aver scritto un libro?), quasi tre milioni di visite nei primi quattro mesi del 2005.

Lì, Wingrove pubblicò le schede delle "vittime". Che rimorchiava grazie - sostiene - ad alcuni banali accorgimenti. Tipo: curare bene la propria scheda di presentazione (in chat), dare il primo appuntamento al bar, non al ristorante, così se non ti piace non te la devi cibare per una serata intera, ricordarsi "quelle cose alle quali le donne tengono, i loro gusti, particolari insignificanti". Le regole del gioco: la possibilità di vedere subito una foto, di telefonarsi quasi subito, di incontrarsi entro una settimana dal contatto.

Lui quei "particolari insignificanti" li mandava a memoria registrandoli su nastro. "Se hai a che fare in contemporanea con 25 relazioni, è l'unico modo per ricordarti che Veronique ha un figlio che gioca a tennis, che Marie ha una macchina diesel...". Quelle note erano il primo passo verso le classifiche, dalle quali Wingrove è ossessionato.

Voti a stelline, come al cinema. Per categorie. Lingerie, seno, sedere, performance sessuali (quali e come), tasso di charme, look, grado di tenerezza e complicità sono solo alcune. Difficile trovare qualcosa di più politicamente scorretto. "Lo so che è brutale - dice Wingrove - ma è quel che fanno tutti, anche le donne, dopo un appuntamento: dare le pagelle".

Numeri di una meticolosità da far invidia all'Istat. Cinquantadue abbordate (in media 40 anni) fra agosto 2004 e agosto 2005. Con il 52% ci è andato al letto, con il 42% nulla, con il 6% solo flirt. Di quelle 27 con cui ha fatto sesso, il 63% ha ceduto subito, il 15% entro 24 ore, il 22% pochi giorni dopo. Nel 77% dei casi, a prendere l'iniziativa sono state le ragazze. Tredici erano brune, 8 bionde, 4 castane, 2 rosse. Due "scopate atomiche" (le ricorda così), 15 "eccellenti", 12 "soddisfacenti", 3 "disastri". Quindici sono diventate sue amiche, 4 amiche "carissime". Con 2 ha avuto storie d'amore. Finite, entrambe.

domenica, aprile 23, 2006

chiamami peroni, sarò il tuo pullman

Finalmente completo il pullman del primo Maggio: presenze dalle scuole + grandi di Bari, dalle università e dal mondo del lavoro. Un pullman solidale, con il 50% di uomini il 50 di donne (ald ke quote rosa). Ma sopratutto il pullman della Peroni..sponsor ufficiale di questa missione. Sarà l'inizio di una holding di successo?

giovedì, aprile 20, 2006

civiltà superiore?


Il ministro Calderoli a Matrix: ha offeso Rula Jebreal, giornalista italo-palestinese de La7 che non ha neppure replicato a quel «signora abbronzata, quella che diceva del deserto e del cammello», tanto era presa dall'esigenza di parlare di islam e occidente di spiegare che le semplificazioni e le facili equazioni sono mazzate per tutte le "persone perbene» che «stanno combattendo una dura battaglia all'interno del mondo islamico per isolare i fanatici e i terroristi».

nel frattempo..

Al Jazeera, il network satellitare pan-arabo, sarà tra poco anche un po' italiano. Il volto del conduttore che tra qualche settimana apparirà in video nel nuovo segmento in lingua inglese sarà quello della milanese Barbara Serra (foto sopra). Un bel colpo per la rete araba perché la giovane professionista a Londra è diventata già un personaggio. Bbc, Sky News e Channel Five nel suo ricco carnet e la prima voce non di lingua madre alla guida di un telegionale britannico.

a ricù,dacce i sordi

Stefano Ricucci si dispera nella sua cella a Regina Coeli. Piange davanti al deputato Franco Grillini che è andato a trovarlo. "Maledizione a quando ho deciso di acquistare Rcs, i magistrati mi perseguitano". E l'inchiesta va avanti. Secondo la procura dietro al finanziere Ricucci ci sarebbero soci occulti. E dopo l'interrogatorio il finanziere potrà ricevere le visite dei genitori e della moglie Anna Falchi.
La vita per Ricucci è dura in carcere, forse ancor di più rispetto agli altri detenuti. Passare dalle ville sull'Argentario ad una cella è drammaticamente difficile. Se a questo si aggiungono gli sfottò degli altri carcerati ("A stè, dacci i soldi", più una serie di commenti pesanti sulla moglie) si capisce come qualunque carattere, anche il più forte, può vacillare.

dopo Provenzano,il mio idolo assoluto.

domenica, aprile 16, 2006

afrika unite

Si sta per varcare il confine, non si può fingere più
le vene che pompano sangue e i nervi vanno da sé
sono più in tiro che mai amaro in bocca
che sale forte per distruggere questa realtà ipocrita
che mi si cuce sempre addosso

Perciò non cerco tensione
non ho più nulla da perdere
ma so che sotto pressione do il mio meglio e meglio sto

Non cerco un confronto perchè so che non c'è
nessun motivo che mi trattenga ancora qui
freddo che sale fino al cervello
è partito il primo colpo
la polvere scava la mia follia
tira su tira su memoria

Si sta per varcare il confine non si può fingere più
il cuore che spinge il mio sangue
e i nervi vanno da sè
non cerco scuse ma responsabilità
non posso stare ancora in cattività
un'animale ferito da libertà
troppo complesse
senza stabilità

venerdì, aprile 14, 2006

manuel di bari...***** di milano


Voglio vivere nel sole
con il mio miglior vestito
voglio vivere nel sole e godere all'infinito

Voglio vivere nel sole per sentirmi più pulito
voglio vivere nel sole
non in questo enorme vuoto

Voglio vivere nel sole
voglio avere un grosso uccello
forse non sarà importante
ma in foto è proprio bello
e finirla di sentire che mi sto prostituendo
perché faccio ciò che voglio e mi fa sentire meglio.

....

Come pararsi il culo e la coscienza è un vero sballo
Sabato in barca a vela lunedl al leonkavallo.

bluff

Il caso delle schede contestate non esiste più. Non esistono più i 43.028 voti che, una volta controllati, avrebbero potuto ribaltare la maggioranza strappata sul filo di lana dall'Unione. Errore o svista o colpevole reticenza della Direzione centrale dei servizi elettorali del Viminale, fatto sta che ieri il conteggio che è arrivato via via dalle 26 circoscrizioni che stanno controllando il voto ha messo a nudo il malinteso che in questi tre giorni ha tenuto in bilico il paese e ha permesso al premier Berlusconi di continuare a gridare al broglio elettorale.

martedì, aprile 11, 2006

almeno provenzano è un uomo d'onore

Sono sconcertato dalla cattiveria umana.
Oggi,più che mai.

Si ha ciò che si merita?
in questo caso,dovrei cominciare a preoccuparmi.

Oppure:

cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.

Forse é perché sorrido fuori tempo,
non riesco ad adattarmi e galleggiare,
perso dentro guai di cui non
provo neanche più a trovare un senso,
Ma non rinuncerò ai miei relitti, alle mie cose che non ho
e non le tradirò
Non dimenticherò la nostra strada e ciò che siamo,
questo no non credo cambierò

e,in ultima istanza,in un disperato tentativo d'orgoglio:

flectar,non frangar.

domenica, aprile 09, 2006

le parole di altri

L'amore è saper ascoltare l'altro,quando proprio non ci va.

La costruzione di un errore richiede del tempo
non è frutto del caso di vivere
se guardo bene le mie mani io posso vedere il futuro

(non sono ancora come pensi,ma tanto,non lo dici certo per me,che devo cambiare)
E se davvero io dovessi passare i miei giorni
a riconoscere quello che è meglio evitare
allora non potrei vivere neanche un istante, davvero
E se dovessi continuare a contare i minuti
che ho perduto nel fare e disfare le cose
io non potrei fare altro che arrendermi e
forse sorridere ancora.

Da qui in poi se vuoi non ascoltare mai
ci sono sguardi che a volte eviterei
e l'inquietudine continua a dirmi che
queste giornate non passeranno
mai.
E' mia comunque sia, la decisione
di prendermi altro tempo
è mia l'unica via
dentro a un milione di strade divergenti

Un viaggio inizia sempre dal bisogno
di muovere un confine fino al sogno.

queste giornate non passeranno mai.

Questi dadi
non segnano mai più di dieci
fanno così … per non compromettersi.

Cauterizzare le ferite vivere per il solo senso che ha
Come nuotare in un oceano congelato
Per sentire il cuore che ti esplode dentro il petto
Vivere per immaginare per percepire il solo senso che ha
Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino
Perché non sono in grado di comprenderle
Essere deboli in un mare verticale
Sentire quanto i rischi possano aumentare
E odiare per sentirsi vivi
Per percepire il solo senso che ha
E improvvisamente ritornare primitivi
Essere comici e tornare primitivi.

(ma sopratutto:)

E vive ancora il sentimento delle cose, mentre noi amiamo controllare tutto
La vita i pensieri degli altri, la morte
E non amiamo neanche il pane che mangiamo. Noi non ringraziamo
Ma vive ancora il sentimento delle cose
Vivono gli alberi le case i sassi i nostri sogni le tv a colori, le navi senza radici. E siamo stupidi a pensare di esser soli,
senza più limiti senza più colori
Mentre noi siamo tesi a moltiplicare tutto.

prevenir

Il presidente iraniano Ahmadinejad è come Hitler e per toglierlo di mezzo non c'è niente di meglio che un attacco nucleare. Queste le conclusioni cui è giunto il presidente George W. Bush durante ripetuti colloqui con i suoi collaboratori dietro le discrete mura della Casa Bianca. Il contenuto è trapelato grazie a uno scoop del New Yorker a firma di Seymour Hersh, il leggendario giornalista investigativo che nel 1969, durante la guerra in Vietnam, aprì gli occhi dell'opinione pubblica americana sul massacro di civili compiuto dalle truppe Usa nel villaggio di My Lai.

«Quest'amministrazione è convinta che l'unico modo di risolvere il problema sia di cambiare la struttura di potere in Iran, e questo vuol dire una cosa soltanto: guerra», sono le dichiarazioni che Hersh ha raccolto da un alto funzionario dei servizi segreti con conoscenza diretta dei fatti. Il piano d'attacco contro Teheran sarebbe già in avanzato stato di preparazione e viene definito «enorme, complicatissimo e allo stadio operativo». Le rivelazioni sono confermate punto per punto da un anonimo consulente governativo con buoni agganci fra i vertici civili al Pentagono. «Bush è assolutamente convinto che se non sarà fermato in tempo l'Iran metterà insieme l'atomica. Il presidente ritiene di dover fare quello che nessun democratico o repubblicano eletto dopo di lui avrà mai il coraggio di fare: salvare l'Iran. E per questo vuole che la sua amministrazione sia ricordata; è la sua eredità ai posteri».

Nell'articolo del New Yorker si citano anche fonti dirette del dipartimento alla Difesa che hanno preso visione delle modalità con cui dovrebbe essere lanciato l'attacco: «Una massiccia campagna di bombardamenti per umiliare le autorità religiose iraniane e spingere la popolazione alla rivolta contro il governo». Tradotto con il linguaggio del diritto internazionale, Bush vuole un olocausto nucleare per scatenare una guerra civile. A titolo preventivo naturalmente, perché non esistono prove del fatto che Teheran stia lavorando alla produzione di armamenti non convenzionali. All'Agenzia atomica internazionale, l'agenzia delle Nazioni Unite che da Vienna controlla tutto quello che riguarda la proliferazione nucleare, fanno notare che gli Stati Uniti non hanno mai presentato una documentazione convincente a sostegno delle accuse contro Teheran. Il tentativo di Washington di far passare in consiglio di Sicurezza - con l'aiuto di Francia e Gran Bretagna - una mozione di censura nei confronti di Teheran con esplicita minaccia di sanzioni punitive è stata affossata dall'opposizione di Russia e Cina dietro minaccia di veto. Il risultato è stato un documento generico e non vincolante che ha avuto l'unico effetto di inasprire le tensioni fra Stati Uniti e Iran.

Le rivelazioni di Hersh mettono in chiaro una volta per tutte che il gioco della Casa Bianca non è affatto quello di raggiungere una soluzione diplomatica. Bush non cerca il compromesso, ma lo scontro. Anzi, l'annientamento. La scelta di un attacco nucleare contro Teheran sarebbe fra l'altro obbligata: gli Stati Uniti, con un contingente compreso fra i 130 e i 150mila uomini in Iraq, non possono permettersi spostamenti significativi di truppe su altri teatri di guerra. Non resta che l'atomica per salvare gli iraniani dal proprio destino.

sabato, aprile 08, 2006

Ecomunist

"Italians have a rotten choice to make, but it is time to sack Silvio Berlusconi"

Gli fa eco un altro autorevole quotidiano straniero, il Wall Street Journal, che si domanda: "Ci sono abbastanza 'coglioni' in Italia per prendere in parola nuovamente Berlusconi sulla questione delle tasse? o per rischiare di ignorarlo?".

buon voto a tutti.

venerdì, aprile 07, 2006

verità...speranza?

Nulla si crea
nulla si distrugge
tutto si trasforma.

martedì, aprile 04, 2006

siamo coglioni..ci mankerai

Ecco la frase intera che ha ricevuto applausi dai commercianti e che ha gelato avversari e alleati del Cavaliere: "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi".
Questione di minuti e arrivano le reazioni. Quelle degli alleati che tentano di giustificare il linguaggio, forse volgare ma schietto del premier, quello della Mussolini che rincara la dose e aggiunge altri aggettivi al "coglione" ma soprattutto quelle del centrosinistra che accusa il premier di usare parole ignobili e offensive a pretende che si scusi con i milioni di italiani che la pensano in modo diverso dal suo.
Berlusconi capisce al volo che cosa sta succedendo e non appena uscito dalla sede di Confcommercio si sente rivolgere dai giornalisti subito una domanda: presidente perché ha usato quel termine? Il Cavaliere cerca di correre ai ripari: "La mia era ironia, loro invece lanciano accuse serie", dice riferendosi al centrosinistra.

nel frattempo...(ore 20.09)
Facce per lo più giovani, ma non manca qualcuno con i capelli bianchi, ciascuno tiene due palloncini colorati e ha appiccicato sul petto un cartello con su scritto "Io sono un coglione". Il popolo di centrosinistra protesta così contro le parole di Silvio Berlusconi in piazza a Roma, a Largo di Torre Argentina, chi richiamato dal blog nato su Internet per l'occasione, chi informato dalla radio. All'appuntamento alle 19 erano, a quanto racconta chi è ancora in piazza, circa centocinquanta.

imposta COMUNALE sugli immobili

Il duello televisivo tra Prodi e Berlusconi è terminato da pochi minuti quando il leader dell'Unione reagisce al punto che il premier ha messo a segno nell'appello finale. Silvio Berlusconi ha detto che se rieletto abolirà l'Ici e Prodi afferma: "Su questo voglio sentire i sindaci eletti con la Casa delle libertà...". "C'è una differenza di serietà e di credibilità - osserva il leader dell'Unione - ora siamo addirittura arrivati al botto finale dell'abolizione dell'Ici, cioè della chiusura di tutti Comuni italiani. Non partecipo a una gara a chi le spara più grosse. Del tipo 'già che ci siamo abolisco anche l'Ire e l'Iva. Credo che gli italiani abbiano diritto a più serietà e a più considerazione. "Forse stamperà carta moneta...". Poi, a chi gli chiede se è soddisfatto, ribatte deciso: "Vorrei vedere!"


Anche il premier Silvio Berlusconi è rientrato in via del Plebiscito dopo avere partecipato alla sfida tv. Ad accoglierlo un gruppo di giovani di Forza Italia con le bandiere del partito. Qualcuno ha intonato il coro 'Silvio, Silvio, Silvio', mentre altri hanno gridato 'c'e' solo Silvio presidente'. Per commentare il 'duello', il Cavaliere preferisce usare la metafora tennistica per spiegare l'esito del big match: ''Questa sera con Prodi è finita con un 6-0 6-0...'', dice sorridendo nel cosiddetto parlamentino di Forza Italia a palazzo Grazioli. E taglia corto: ''Ho vinto la sfida dei fatti. E' andata bene. Non mi dò voti, non lo faccio mai. Comunque - assicura il Cavaliere - posso dire che Prodi non ha prevalso nei miei confronti''.

domenica, aprile 02, 2006

ogni storia ha una morale

L'orrore è la lucidità della falsità


Dell'abitazione degli Onofri, Alessi conosceva ogni angolo, compreso il luogo dove si trovava il contatore della luce. Un dettaglio importante nella ricostruzione della dinamica del sequestro di Tommaso, perché i rapitori, prima di fare irruzione in casa, avevano staccato la corrente elettrica.

Fino a oggi, l'uomo aveva sempre negato ogni coinvolgimento nel sequestro. Per mostrare un fondo di umanità, nei giorni prima della confessione, aveva più volte tirato in ballo il suo bambino. "Mi sento di dire che una cosa così non va fatta. I bambini vanno lasciati in pace, con i loro genitori. Ai rapitori dico di lasciare subito libero Tommaso - aveva detto in un appello recente in televisione - e che si presentino davanti alla giustizia e si assumano le loro responsabilità".