domenica, agosto 31, 2008

i vuoti

Anche appoggiarsi a una saracinesca può portare all'ispirazione.
E può mettere la ciliegina sulla torta di un ragionamento.

A me è piaciuto l'esserci, anche se magari non è servito assolutamente a niente, anche se sono state generate grandi teorie e nella pratica temo che già da ieri notte si sia tornati punto e da capo.
Speriamo di non aver generato troppo gossip e troppe amarezze, anche se in realtà so per certo che si è già ampiamente discusso di questa benedetta saracinesca.

Si è parlato di relazioni, di come si ama, di come ci si può voler bene, di come si può voler bene a una persona.
La base, non mi stancherò mai di dirlo, è il rispetto di sè stessi.

E' una questione di presenza od assenza: se ci si rispetta si fanno un sacco di idiozie in meno, in caso contrario si tentano di recuperare i propri vuoti impedendo agli altri di vivere i propri.

Voler bene a una persona è una questione di vuoti, più che di pieni.
Saper non essere, per saper essere importante.
Lasciare il tempo per la riflessione.
Evitare di riempire tutto, di riempire gli spazi, i tempi.
Evitare l'eccesso. Evitare di fomentare la reciproca dipendenza.

Perchè poi diventa palese che l'assistenzialismo diventa mascheramento della propria insicurezza. Che si cerca di essere sempre a disposizione dell'altro non per amore dell'altro, ma per paura delle conseguenze degli scatti altrui su se stessi. Per egoismo, non per altruismo.
Questo non è amore. Questo non è voler bene.

La gente impara quando è sola, quando è stanca, quando gli estremi vengono forzati.

Non quando c'è il piano b, l'atterraggio morbido, la risposta alle domande (magari sempre di parte, sempre da un lato, che rispetti sempre e solo uno schema della realtà).

Vivere così è più facile, ma è come drogarsi o diventare alcolista: rinvii all'infinito l'appuntamento con la realtà.
Vivere così è più facile, cambiare è impossibile.

Quando amate una persona (e l'amore si manifesta in tante modalità, dallo sbattersi per parlare per ore di un problema allo sbattersi e basta) che non si sta comportando bene con voi o con il mondo, non siate presenti. Lasciate che le persone sbaglino. Che sperimentino l'amore o il disamore di sè stessi. E che poi correggano le rotte.

A chiusura, vorrei ribadire qui la mia feroce volontà di lottare perchè un'idea di amore come quella che ho sentito ieri sera sia spazzata dalla testa prima di tutto di chi ieri argomentava a suo favore, e poi a tutti coloro i quali pensano che potrebbero farsi accarezzare da questo genere di costruzioni.

Non c'è amore senza dolore.

Cazzate.
Provate a fare solo del bene alle persone. Probabilmente apparirete troppo buoni agli occhi degli altri, vi farete sfruttare dagli opportunisti. Ma fate, date. Andate oltre la logica dell'orticello, fate bene anche a chi non vi ha fatto del bene.

Quello è l'amore.
Il do ut des lo lasciamo agli altri rapporti.
Il dolore anche.

La gente riconosce chi è buono.
Se così non fosse, ho sbagliato molte cose.

venerdì, agosto 29, 2008

sulle palle degli italiani

qualcuno mi ricorda chi è l'editore di Panorama?

Silvio Berlusconi esprime la sua solidarietà a Romano Prodi, dopo la notizia, pubblicata da Panorama, su intercettazioni in cui risulterebbero aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier.

«La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto» ha affermato il Presidente del Consiglio in una nota, sollecitando il «Parlamento ad intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali»

(corriere.it)

Colaninno, salvaci dal male

Roberto Colaninno, leader della cordata che sta cercando di prendere Alitalia per i capelli, in un estratto da "la Repubblica" di oggi.

p.s. Colaninno è un imprenditore di sinistra
p.p.s. so che a molti sembrerà un ossimoro, a me no.


Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto".

E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".

(repubblica.it)

ludo by night

ludo @ home scrive:
trmon
doonie scrive:
we, u rmast sott
doonie scrive:
(posto sul blog questo scambio)
ludo @ home scrive:
ma vai a cacare
doonie scrive:
grande, mi hai regalato altre 2 righe da postare

giovedì, agosto 28, 2008

mercoledì, agosto 27, 2008

how to disappear completely



Non sarebbe bello
non farsi più del male?

Non sarebbe strano
se capitasse a noi?

Non sarebbe bello
riprendere Berlino?

Non sarebbe strano
prenderla senza eroi?

Non sarebbe bello
venire ad incontrarti
senza aver paura
di non ritrovarci mai?

Non sarebbe bello
Non farci più del male?

Non sarebbe eroico
non essere degli eroi?




martedì, agosto 26, 2008

realmente fidanzati

x ha detto su Facebook che voi due siete fidanzati. Abbiamo bisogno che ci confermi che sei realmente fidanzato/a con x.

piri piri

Nell'est dell'India riesplode la guerra di religione. Fondamentalisti indù hanno bruciato vivi due cristiani; un religioso è ricoverato in ospedale in gravi condizioni mentre notizie ancora confuse parlano del sequestro di due suoi confratelli. A fuoco l'orfanotrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali, nell'est del paese, 400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dello stato di Orissa. La suora laica cristiana bruciata viva aiutava nella cura dell'istituto.

Si chiamava Rajnie Majihie, aveva poco più di venti anni; accudiva i trenta bambini ospiti della struttura. "E' morta per salvare gli orfani", ha detto all'agenzia missionaria Misna padre Alfonse Towpo, assistente del vescovo Lukas Merketta della diocesi di Sambalpur. "E' morta perchè è rimasta indietro per far uscire tutti i bambini. Anche padre Eduard (il sacerdote ferito) è rimasto gravemente ustionato per far scappare gli orfani" ha aggiunto padre Towpo.

L'altro cristiano carbonizzato è morto tra le fiamme della sua casa mentre migliaia di manifestanti gettavano nel terrore i villaggi incendiando chiese e oratori. "Uccidete i cristiani", è lo slogan ripetuto dagli indù all'assalto dei centri sociali e dei pullmini dei religiosi cattolici. Il distretto di Khuntapali è devastato dalle incursioni di migliaia di tribù induiste inferocite dopo l'assassinio sabato notte dell'anziano leader fondamentalista della rivolta contro i cattolici e di cinque suoi adepti.

"Una notizia terribile che scuote l'animo di tutto il paese", commenta il segretario del Pd Walter Veltroni, che giudica quanto accaduto "un atto barbaro che va condannato con fermezza e decisione", aggiungendo che "ogni deriva fondamentalista, da qualunque parte essa venga, va respinta con forza".

L'agenzia di stampa del Pontificio istituto missioni estere Asianews scrive che "il Centro sociale dell'arcidiocesi è stato assalito e bruciato". Aggiunge pure che "una suora è stata stuprata", notizia che successivamente l'arcivescovo della diocesi ha smentito. Anche le suore di Madre Teresa sono state attaccate da un gruppo di militanti che hanno lanciato pietre: una religiosa è stata ferita. Assalito a colpi di pietre l'arcivescovado di Bubaneshwar.

La situazione in tutta la diocesi è drammatica. Il recente passato è segnato da violenti episodi di attacchi a missionari cristiani. Nel 1999 il missionario australiano Graham Staines fu ucciso assieme ai due figli da una folla inferocita che diede fuoco alla loro vettura.

Gli induisti accusano i cattolici di essere i responsabili della morte del principale responsabile della rivolta religiosa, promotore tra l'altro degli attentati dello scorso dicembre contro le chiese. La polizia tenta di arginare la nuova fiammata di disordini ma le incursioni contro gli edifici cattolici prosegue oramai da un paio di giorni. Sono stati assaliti centri sociali, luoghi di culto cattolici e case parrocchiali. Bruciati i pullmini delle suore del Preziosissimo sangue. I radicali indù si oppongono contro l'impegno sociale dei cristiani verso i tribali e verso i fuori casta e accusano vescovi e sacerdoti di fare opera di proselitismo.

(repubblica.it)

domenica, agosto 24, 2008

lei conosce bene tutti i miei turbamenti



Patrizia
il concerto perfetto.

sabato, agosto 23, 2008

il potere dell'uomo (tette culo britney spears)

Ultimo weekend d'estate nel senso pieno del termine, tutti i tasselli stanno ritornando al loro posto, da lunedì sarà una corsa che durerà per 9, 10 mesi.
Mi sento pronto.

In quest'ultima settimana-cuscinetto tra il nulla e il ritorno alle isterie del quotidiano ho spesso gridato al miracolo. Al lavoro infatti ho sfruttato la situazione di semi-cazzeggio per studiare.

Il fatto che lavori in un posto dove il confine tra il cazzeggiare (il mio cazzeggiare, immagino che non tutti leggano articoli su una rivista in inglese sui social media nel proprio tempo libero) e produrre conoscenza è spesso labile: questo fantastico privilegio dovrebbe già essere sufficiente a dire che è stata un'ottima settimana. Che in generale sono ottime settimane. Ulterormente impreziosite dal fatto che, parlando di Proforma, la gente comincia a dire "voi" parlando con me. Come se io fossi uno di loro al 100%, come se ci fosse già un noi.

Quando è successo ho provato un mix di imbarazzo e gioia.
E stiamo parlando di lavoro.

Ci stanno i fastidi, le rigidità, le solitudini. I tempi morti, che non mi piacciono nemmeno un po'. Ci sta tutto, ma va benissimo così.

Lo studio mi ha permesso di scoprire (meglio, di riscoprire) quali potenzialità abbia l'essere umano. Cos'ho fatto per arrivare a questa enorme banalità o altrettanto enorme scoperta, punti di vista? Semplice, ho girato su Internet. Letto, scritto, stampato, linkato, condiviso, pensato.

Da quando frequento la Rete ad oggi, mai come in questo caso ho pensato che il processo di creazione pura sia terminato. Che altro devi inventare su Internet? Ora bisogno solo imparare ad usare gli strumenti e al più a combinarli, integrarli.

Vuoi comprare un oggetto in qualsiasi parte del mondo? Anche t-shirt idiote dagli Stati Uniti (ogni riferimento a fatti, persone, idioti realmente accaduti è puramente casuale)? Si può.

Vuoi creare un gruppo di lavoro unendo persone che non si sono mai conosciute e che potrebbero anche non conoscersi mai? Si può.

Vuoi un social network su cui tagliare? Esiste.


Vuoi un sito su cui scrivere come ti senti nella giornata di oggi? C'è.

Vuoi un sito su cui persone scrivono messaggi da 140 caratteri sulle loro attività sessuali? C'è.

Vuoi creare un sito, una piattaforma, un portale, una rete, un gruppo, un interesse, una mania, aria fritta e poi condividerla con i tuoi amici, le tue amiche, un gruppo di geni o un gruppo di bizzoche?

In generale, vuoi creare? Vuoi dire, invece che leggere? Vuoi cambiare la società invece che timbrare il cartellino? Si può, basta volerlo.

Vuoi lasciare i tuoi averi in una poker room? Facile.

Vuoi informazioni su qualsiasi cosa? Un paio di ricerche, e si trova tutto.

Vuoi risparmiare sui beni "futili"? (per il pane e la pasta dovremo aspettare: Internet è fatta di bit, non di spighe di grano)

Vuoi scrivere alle tue stelle polari covando una legittima aspettativa sul fatto che loro potrebbero anche risponderti? E' possibile.

Vuoi venderti (in qualunque delle possibile accezioni del termine)? Niente di più facile.

Vuoi scoprire che il tuo blog è stato visitato da luoghi improbabili come Malmoe, Medina (USA, stato di Washington), Sutton Colfield (UK), Santa Giusta (Sardegna), Sant'Agata Li Battiati (Sicilia), Torgiano (Umbria), San Giovanni al Natisone (Friuli), Calusco D'Adda (Lombardia) e un'altra cinquantina di comuni improbabili?

Vuoi scoprire che il tuo blog è letto a Roma quanto a Bari e che ci sono 29 visite provenienti da Carbonara e dintorni?

Vuoi scoprire che ti hanno trovato digitando "Forza Chiara", una parte del brano "La Solitudine" di Laura Pausini, "Sigur Yos" (una cover band greca dei più noti fenomeni islandesi)? Ti basta sapere che c'è qualcuno che ti dà tutto questo gratis, e che non fa mai male avere amici che sanno mettere le mani in un html.

(n.b. per inciso ho dato quel titolo al post proprio per ironizzare sulle chiavi di ricerca)


Vuoi essere quello che sei, esattamente, precisamente, senza dover scegliere l'alternatva?
Vuoi fare esattamente tutto ciò che la testa ti dice di fare (soldi e coraggio permettendo)?. Si può!


Quando tutti se ne accorgeranno ci sarà un casino indicibile. Io, di questo, ne sono certo.

Per il momento mi capita di intrattenermi sempre più spesso in relazioni pubblico/private (la distinzione è oramai anacronistica, chi si arrocca nella tutela della privacy come valore sta sbagliando tutto. La privacy va ripensata. Gestita.) con persone squisite, conosciute proprio perchè tutto ciò che ho scritto fino ad ora è possibile.
Con cui si lavorerà, si cercherà di migliorare l'ambiente dove stiamo vivendo. E lo si farà nell'unico modo che può apparire coerente con questi obiettivi visionari: partendo da una base comune, dalle relazioni umane e dalla bontà delle stesse.

Dal tempo condiviso e non solo dal lavoro in cambio di soldi. Una cosa fredda e triste anche solo a dirla, ma che appare seducente alla stragrande maggioranza delle persone.

Mai dimenticarsi dell'altra parte del cielo però: c'è tutto un mondo, anzi, quasi tutto il mondo, che queste cose non le sa (ancora).
Ma il potere dell'uomo è sempre presente, si esprime in altre maniere.
Anche distruttive.

Ti basta una vasca in Via Sparano per pensare al potere delle persone.
Inespresso. Tenuto chiuso a chiave. Ignorato. Bloccato, come un contatto di MSN.

La gente ha paura. Non smette di averla.
Anche di ciò che di buono può fare.
E quello che sembra inedia, inerzia per il singolo, diventa distruzione per altri contesti, altri mondi.

L'entropia è una cosa seria.

giovedì, agosto 21, 2008

auto

"Perché oltre che all'auto-produzione di dati socio-demografici non ti cimenti un po' anche con l'auto-erotismo, pratica da sempre ricca di soddisfazioni?"

(qualcuno che, da contratto, dovrebbe essere un po' più serio di me)

bolt 2 in 1


"Questa sera il record lo volevo, e sono partito per dare tutto. Ora sono nella storia"

Usain Bolt, il prodigio della Giamaica, racconta così il suo 19''30 che gli ha dato oro olimpico e record mondiale dei 200 metri: una corsa meno rilassata nel finale dei 100, che comunque lo aveva visto stabilire il miglior tempo di sempre. "Non mi interessava fare il record dei 100 perchè era già mio - spiega nella conferenza stampa del dopo-gara -. Ma oggi era un altro discorso, anche perchè la distanza doppia è il mio primo amore. Con i 200 ho cominciato a vincere, quando avevo 15 anni».

Usain Bolt parla davanti ai microfoni verso mezzanotte (ora cinese), proprio mentre compie 22 anni. Un gran bel compleanno il suo e già si guarda al futuro: "I 400? Sì - dice - ci potrei pensare. Credo che tutto sia possibile, lavorando con l'impegno che ho messo nella preparazione quest'anno. Ma adesso voglio solo andare a dormire e svegliarmi domani mattina da due volte campione olimpico e recordman del mondo". Torna sempre lì il campione giamaicano, sugli sforzi e i sacrifici che gli hanno permesso di entrare nella leggenda dell'atletica mondiale: "Questa è la dimostrazione che sono un campione e che con il sacrificio tutto è possibile - aveva dichiarato a caldo -. Correndo i cento mi sono reso conto di quanto questa pista fosse rapida e ho capito che si poteva battere qualunque record". Dopo i complimenti del primo ministro giamaicano, sono inevitabili i paragoni con l'altro simbolo di Pechino 2008, Michael Phelps, otto volte oro nel nuoto. Ma lui li respinge al mittente: "È un grande atleta, e gli faccio i complimenti, ma sono contento di essere me stesso". Dietro la medaglia d'oro Bolt si è scatenata la bagarre nei 200: due squalifiche per invasione di corsia, per l'americano Wallace Spearmon e l'atleta delle Antille olandesi, Churandy Martina, hanno permesso a Shawn Crawford di vincere la medaglia d'argento: "A questo punto spero che squalifichino anche Bolt, così prendo l'oro", ha scherzato con i giornalisti.

(gazzetta.it)

mercoledì, agosto 20, 2008

in fondo, totti e de sica sono entrambi di Roma

Difficilmente questa volta gli operatori telefonici riusciranno a schivare i venti di battaglia che sembrano animare i propri clienti. Migliaia di messaggi di protesta. Blog su internet ingolfati. Incitamento al boicottaggio. Non ultimo, un esposto alla Procura di Roma.

Una reazione di massa probabilmente sottovalutata dai due operatori dominanti, Tim e Vodafone, che nel giro di pochi giorni (e proprio a cavallo di Ferragosto) hanno annunciato di voler mandare in pensione le tariffe più economiche in circolazione. Conti alla mano, la questione riguarda circa dieci milioni di clienti, un vero esercito: 3,6 per la divisione mobile di Telecom Italia e tra i 5 e i 6 per il gruppo inglese.

Ciò che non era stato previsto, forse, è che si andava a toccare quello che è considerato quasi un diritto acquisito. E in un momento in cui per molte famiglie italiane, tra inflazione e continui rincari di benzine, mutui a tasso variabile, pane e servizi, quello che non ci si aspettava di certo è che anche la bolletta ricaricabile dell'amato cellulare venisse messa in difficoltà. Ad annunciare la presentazione dell'esposto, nonostante i ritmi ridotti degli uffici cittadini in agosto, è stato il Codacons. L'associazione ha detto di aver denunciato «l'anomalo comportamento dei gestori che in concomitanza hanno comunicato ai propri clienti la cancellazione di abbonamenti vantaggiosi attraverso l'insidiosa modalità dell'sms».

L'accusa, insomma, sarebbe di aver fatto una sorta di «cartello» mandando in cantina insieme le offerte storiche più basse e dunque meno vantaggiose per i conti dei due gruppi. Resta da verificare se per i clienti ci sarà qualche scappatoia legale o se il contratto già prevedeva, in qualche postilla, la possibilità di un cambio forzoso.

(corriere.it)

martedì, agosto 19, 2008

chelino

10000 calorie al giorno per vincere 8 ori.

Iniziamo la preparazione per Londra 2012 da oggi: tutti i giorni ad Aresta.

margherita

Lei è arrivata solo terza nel fioretto.
Ciuccia.
(anche qui, non pensate a male)

yelena (aspettando usain 2 in 1)


Questa signorina fa 5 metri e 5 centimetri con un'asta.
(non pensate a male)

lunedì, agosto 18, 2008

back to business

Questa mattinata passata così, a lavorare leggero, a ricominciare questa meravigliosa routine (chiamarla tale è solo un tentativo di semplificare), sancisce definitivamente quanto mi faccia cagare l'estate.

Una settimana di vuoto sacrosanta, ma sono già pronto, ero già pronto da giorni, a tornare sulla carrozza.
Una chattata presa bene, uno stato di soddisfazione generale, e gli Assalti Frontali.

Loro, la parte bella dell'estate, la (ri-)scoperta nel tuo Shuffle.




io sto in guerra contro quasi tutti
ma non ho paura di essere in minoranza
mi sento estraneo alle menzogne della maggioranza
non temo il sentimento di allontanamento
sempre in sintonia col zero cinque percento

[..]

Cerca di stare in gruppo
la tranquillità è importante
ma la libertà è tutto

venerdì, agosto 15, 2008

2008, l'anno dei concerti (up to 15th august)

Après La Classe
Alborosie
Amari
Portishead + A hawk and a Hacksaw
Montefiori Cocktail
Baustelle
Bjork + Leila
The Hives
Barbara Cavaleri
Feist
Meg
Radiohead
Liars
Buena Vista Social Club
Massive Attack + Almamegretta + Raiz
Teresa Salgueiro
Blonde Redhead
Uochi Toki
Offlaga Disco Pax
The Niro + Il Genio + Nobraino
Ligiana Costa
Nicola Conte + Jose James
Michael Rose + Esa + Tormento + Vibronics + DotVibes
Selton (stasera)

+
tutti i gruppi di Bari che suonano nei vari contest
+
tutti quelli che mi son dimenticato, e son certo che non sono pochi.

fatto tutto

Abbiamo scardinato anche questo caposaldo dei forzati del divertimento:
ferragosto a casa.

E' 15 agosto, io dovrei essere a Cala Corvino, in vacanza, e invece sono a casa, col gatto che tenta di impedirmi di scrivere facendo le fusa alla tastiera. E sto benissimo così.

Nella dimora estiva ci sono stato sì e no 5 o 6 ore, oltre a quelle in cui dormivo. Nè avrei potuto fare diversamente. Poi ho passato la mano, ho lasciato il mio letto a un'amica di mia sorella. Un sogno per loro, lo stare insieme lì.

E' finito un ciclo.

Quello dei villaggi turistici, dove la gente si abbronza, beve, balla e cerca di scopare con la prima persona che si trova.
Quello degli amici estivi, che sono sempre uguali da quando li conosco, mentre io mi affanno di andare sempre di corsa, sempre oltre.
Quello delle vacanze nei posti conosciuti, o coi genitori. Orari diversi, ritmi diversi, aspettative diverse. Non si può. Nè mi chiedo come posso aver pensato il contrario, spacciandola per "una settimana di riposo assoluto".
Quando alle 8 della mattina i tuoi sono già, giustamente, in piedi, a prepararsi per una giornata di mare.

La verità è che mi sono rotto i coglioni di divertirmi.

Quando il fare qualcosa diventa un ossessione, e allora a Ferragosto bisogna fare per forza qualcosa, per forza nottata, per forza falò.
Tutti insieme appassionatamente, in coda se ti va male, accalcati se ti va bene.
Ma così, che gusto c'è?

Sarà che mi piace lavorare, mi piace quello che sto facendo, sarà che ho fatto già un sacco di cose e che continuo a farle noncurante dei ritmi ordinari, d'estate, d'inverno, d'autunno, sarà che sono diventato unfit (cit.).

Fatto sta che non aspetto il Ferragosto o il Natale o le ferie come la svolta di una vita. Non riesco più ad entusiasmarmi per le vacanze, per i grandi eventi, per le sbronze collettive.
Perchè sto bene, non mi privo di niente. E così in vacanza ci sto (quasi) sempre.

Per togliere quel quasi con la parentesi mi manca un ultimo, decisivo tassello, divenuto urgente e insopprimibile bisogno:
andare a vivere da solo.

Da oggi ogni piccolo sforzo sarà orientato in quella direzione. Farò (quasi) tutto per raggiungere l'obiettivo al più presto.
Qui, il quasi con la parentesi non si toglie. Continuerò a fare solo ciò che mi piace, a rifiutare lavori che possono causarmi problemi, sovraccarichi, perdita di coerenza.

E così rinuncerò a quei soldi un po' più facili, che mi permetterebbero di uscire domani e farcela da solo. Ma a che costo?

Così è un po' più complicata. Fare questi salti in avanti tenendo ferma la barra è più difficile. Ma è indispensabile non avere fretta. Sto costruendomi un futuro. L'impulsività non c'entra.

(nel frattempo, chattando con una mia amica mentre sto scrivendo questo post:

f. che hai fatto ieri?
io. a casa, tranquillo, da solo a dormire
f. cosa???????????

giustappunto. I forzati. Sembra che ho ucciso qualcuno.)


Sarò un po' più attento. Qualche uscita alla cazzo di meno, qualche euro in meno gettato qua e là. Mi manca solo questo.
Il mio letto, i miei ritmi sballati. L'uscire a piedi, il tornare a piedi.
Imparare a stare da solo, a fare la spesa, a lavare, a stirare.
Il poter ospitare gente, il poter bivaccare. Sempre.

Non ho bisogno di staccare in modo netto, mi bastano dei flash pieni, fatti bene, con le poche persone che meritano qualcosa. E in questi giorni ho vissuto tutto e fatto tutto ciò che volevo.

il mare, ma quello vero
l'abbronzatura, ma quella seria
i bagni di 1 ora
i bagni con i fuori programma (da soli, valgono un'estate)
i bagni con la tennent's super in mano a stomaco vuoto, a Otranto (un altro evento che da solo, vale comodamente un'estate)
Torre Guaceto
Melpignano senza la notte della Taranta
Masseria Torcito
Un concerto reggae
Panificio l'assunta
Guidare nelle strade del Salento, e se sono 500 km in 36 ore, poco importa

Tutte le consapevolezze di cui sopra, consolidate guardando in avanti nell'acqua cristallina, o spiaggiato mentre il sole mi frigge, o in macchina, o rigirandomi nel letto per quel cazzo di spiraglio di luce che si apre alle 8 quando sei andato a dormire alle 4. Anche qui, poco importa.

Lunedì torno a Proforma. Un altro po' di sonno (me ne servirebbe un anno, ma se avessi un anno libero farei tutto fuorchè dormire) e vai.
Aspettando di ospitarvi nella mia casa nuova.

sabato, agosto 09, 2008

199

Sono il corpo di una gigantica presentazione che darò a Proforma il 26 agosto, o giù di lì.
199 slides
6 moduli
dal marketing ai nuovi media
dalla coda lunga all'innovazione
dal project management ai casi d'eccellenza.

C'è tutto, spero.
Per ora.
Perchè in vacanza mi sto portando i libri.

Sì, vacanza.
Queste hanno necessariamente un sapore particolare, queste le puoi chiamare ferie, perchè hanno una tabella su cui c'è scritto quando parti, quando torni, a che ora hai finito venerdì e a che ora devi rientrare lunedì.

Perchè questi sono i giorni liberi, non potevo esattamente prendere e partire.
O meglio, lo potevo fare.
Come tutti.
A scapito di altro, però.

Spero di godermele, sopratutto di rilassarmi, ricaricarmi.
L'approccio iniziale non è stato dei migliori, anche perchè qua sembra che stiamo andando in guerra più che in vacanza. Borse, controborse, fornetti elettrici, mal di testa, fretta.
Pure oggi?

Devo imparare anche questi dettagli. Che dettagli non sono mai.
A gestire questa settimana immersa in un mare di colore diverso.

Quando vedi l'estate scorrere per tutti ma non per te, sei quasi costretto ad appigliarti ai giorni di nulla che verranno per riscattarti, per recuperare le reti di rapporti che hai necessariamente dovuto trascurare, quelle che avresti voluto fare a meno di trascurare.

Una settimana per una vita più normale, più da giovane. Fare tardi, ubriacarmi, fare il coglione, andare a mare.
Fare tutto quello che non riesco a fare più.
Sia ben chiaro, sono contentissimo così. Ma mo che mi ci trovo, con ste ferie, ti vien voglia di ribaltare tutto.

Oggi volevo svegliarmi alle 13 (cazzo, le ferie sono anche questo) e alle 9.15 stavo già in piedi, come una molla.
Vorrei vedere 140 persone per fare 420 cose, ma temo che non riuscirò e riuscirò, anche in vacanza, a dare la sensazione di sfuggire, di dire e non fare.

Che palle, super-impegnato. Pure in vacanza!

Insomma, mi tocca fare le misure.
Anche questo è novità.

Buon proseguimento a tutti gli altri, abbronzatevi che vi raggiungo. Per forza.

ah, ho tolto i contatori, messo twitter, allargato il box.
Mi sto prendendo un po' troppo sul serio.

venerdì, agosto 08, 2008

7 agosto su facebook

rc ha cambiato la sua situazione sentimentale da "è impegnata" a "è complicato"

la situazione sentimentale di md non è più complicata

op è ora single

msf non risulta più impegnata

lf non è più impegnato in una relazione

domenica, agosto 03, 2008

avec maracchione

Non ci potrebbe essere titolo migliore per un post che voglia in qualche modo fotografare il weekend, fissarne le specialità e allo stesso tempo incensarne i protagonisti.
Ricostruendo on reverse, oggi (domenica) ho dormito ininterrottamente dalle 4.30 alle 20, con un'ora di pausa pranzo condita dal GP.

E potrei andare tranquillamente a gettarmi in un'altra sessione da 15 ore.
Anzi, non vedo proprio l'ora che succeda.

E così, di questa domenica c'è poco da raccontare. Non è che posso fare la telecronaca di:
mi sono messo di pancia
ho storto il cuscino
un piede mi ballava
ho spento il cellulare

Torniamo a sabato.
Come avevo scritto prima di partire, il programma sembrava perfetto rispetto a ciò che volevo e così è stato.

Mare bello, in cui non ero mai stato, con persone che conoscevo pochissimo mixato con vecchie e insostituibili glorie.
Non meno di 3 lingue fluidamente interpretate dai protagonisti (di qui il titolo del post, un po' neo-global, un po' kitsch), con il dialetto che, causa la doppia P (Ponti-Pappi) ha giustamente ritrovato quella possanza filologica di cui l'Italia (e in particolare la provincia di Brindisi) aveva bisogno.
Con le emozioni regalate dalle argentine che proponevo brindisi nella nostra lingua madre, milanesi più terrone di me (Ire, non so se ti ho fatto un complimento), gare di barzellette, carne, vino, vino, vino.
Tramonti.
La musica, ieri oggettivamente strepitosa.

E in questo senso, far conoscere un cantante argentino agli argentini è stato un altro momento particolarmente divertente e, perchè no, emozionante. Anche perchè Nuria si è esaltata.

E i centri storici, Cisternino, Ostuni.
A volte, anzi, spesso, sottovalutiamo la fortuna che abbiamo a vivere dove viviamo.

Ostuni: altro tuffo.
Sembrava che ci si fosse messi d'accordo per una sorta di best-of della mia vita. Tutto ciò che è successo sino ad ora.
E che oramai è da considerare, senza nemmeno troppo rancore, come meraviglioso passato. Qualche traccia inedita a giustificare l'ennesima metafora musicale.

Non mi piace stare a fare i nomi e i cognomi, avrò modo di tributare chi c'era per la loro parte di spettacolo.
Inteso sia in senso scenico, che in quanto a sostantivo del ceppo di "spettacolare".
(mè, avete capito, mi sò complicato assai la vita)

Anche se potrei già iniziare a spendere due parole per Giovanni e Colino.
Quante ne sanno...

Fatto sta che così dovrebbe essere, sempre.
Alla prossima.

Emilia, nel frattempo, non ti perdere.

Maracchione, se devi querelarmi chiedi l'indirizzo a chi mi conosce meglio.

sabato, agosto 02, 2008

ri-soluto

Non voglio perdere l'ottima abitudine di scrivere di sabato, ma per fare questo devo aggrapparmi ai fatti, e questo mi piace molto. E mi ritrovo a scrivere a un orario molto poco da poeta maledetto (sì, da là se n'è andato)
E così, un sabato come lo desideravo. Ne avevo bisogno, un bisogno che mai penseresti di avere per un'idea, un piano.
Mare la mattina, cazzeggio il pomeriggio, vinello la sera.


Bilancio della settimana ancora positivo, i pensieri sono tanti, le amarezze ci sono ma sono ampiamente colmate da ciò che di splendido succede, dalla sensazione primigenia di imparare ogni giorno qualcosa.

La cosa più affascinante, liberatoria e contemporaneamente difficile da gestire, perchè causa di interrogativi a raffica, è l'essere quasi obbligato a pensare che in fondo sto capendo sempre più cose di me, del mio mondo, di ciò che mi aspetta e di ciò che ho fatto a vuoto.

E l'ho fatto in questo mese, più e meglio che in 24 anni.
E non vedo come il trend si possa arrestare.

E' come se mi stessi ricostruendo da capo, salvando i quadri buoni dalle macerie. Le idee, gli affetti, le predisposizioni, le esperienze, le ortodossie.

Sì, essere ortodossi è il sotto-tema principale.
Io lo sono e non mi dispiace esserlo, la vita mi chiede di esserlo sempre meno. Vige l'ipocrisia.
La crisi non è solo un fatto economico ma morale.
Tutti prendono quello che possono, e se lo tengono.

Condividere è una parola buona per i social network. E basta.
Nessuno condivide davvero.
Chi ha, non dà.
Chi non ha, quando può, prende di nascosto.
E da (senza accento) chiunque.

L'ortodossia ha poco a che fare con questo modo di fare.
Manterrò sempre un briciolo di rigidità, quel gusto per l'indignazione che mi fa passare brutti mezzora ampiamente compensati da una vita che va nella direzione giusta. Una gestalt (http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_della_Gestalt) che vale il prezzo del biglietto. Ritroviamolo tutti, un po' di gusto dell'indignazione dato che, come cita una splendida rubrica de "Il Mucchio", lo stiamo perdendo.

Devo solo accettare questo meccanismo,

disinvestire,
reinvestire.

Ed eliminare le ortodossie inutili.
Ad esempio, sò 3 settimane che mi sono fissato che nel weekend, niente caffè.
Ho 5 ore di sonno, devo arrivare a Torre Guaceto.

Che dici Dino, ce lo prendiamo un caffè?

No, grazie, ho smesso.

Non cambio mai. (non è vero, ho i miei tempi)
A proposito di cambiare. Dico sempre che devo iniziare a scrivere sul serio. Partirei da testi per la musica. Lo dico sempre e non lo faccio mai. Odio (è un iperbole, odio il termine odio) chi dice sempre e non fa mai. Sarebbe un buon motivo per smetterla di dire che lo farò, lo farò, pagherò, eròsione dei futuri anteriori.
Mmm, quest'ultima frase mi dava proprio di Uochi Toki.
Concerto di ieri, ennesima piccola illuminazione. Mi dispiace per le argentine che volevano mettersi due dita in gola.



Bravi Uochi.
Mo mi riposo, poi, come disse Cicciolina, non ci sono cazzi.

venerdì, agosto 01, 2008

lido alfano




(la chicca dance anni '90 di sottofondo è una mia citazione, dedica a tutti coloro i quali si lamentavano quando, su Gala, Alexia e Corona, rimanevo bloccato sul divano)

adrian thaws

Quando ho fatto Maxinquaye ero giovane e confuso,
non avevo ancora chiaro come funzionasse il mondo.
Ero tipo 'o sei con me, o sei contro di me'.
Non riuscivo ad accettare che qualcuno avesse un'opinione diversa dalla mia, che si parlasse di musica, politica, donne o cucina.
Se ce l'aveva, diventava immediatamente un nemico da combattere.
Bang!
Ma sono passati anni, molti anni da allora.
Oggi sono maturo.
E sono felice.

Ai tempi di Maxinquaye e di Pre-Millennium tension avevo addosso l'ansia,
dovevo dimostrare a chiunque (in primis a me stesso) che potevo fare tutto,
con chiunque, in qualsiasi momento.
Da lì l'iperprolificità, i remix, le collaborazioni importanti.
PJ Harvey, Bjork.
Tutte cose di cui oggi non mi è rimasto nulla.
Ti dirò di più: non ero veramente io.


Non sono Tricky nè potrò mai nemmeno avvicinarmi.

Sono effettivamente nella fase 'o con me o contro di me'.
Ho effettivamente l'ansia di dimostrare (in primis a me stesso) che posso fare qualsiasi cosa, con chiunque.

Fra qualche anno dirò anch'io che ero fuori di me.
E, quasi certamente, sarò felice.

Ma ci si deve passare, si deve essere ortodossi.
Altrimenti si rimarrà magma indifferenziato. Un ingranaggio e nulla più.
Per sempre.


Ciao Tricky, e grazie.