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venerdì, agosto 29, 2008

Colaninno, salvaci dal male

Roberto Colaninno, leader della cordata che sta cercando di prendere Alitalia per i capelli, in un estratto da "la Repubblica" di oggi.

p.s. Colaninno è un imprenditore di sinistra
p.p.s. so che a molti sembrerà un ossimoro, a me no.


Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto".

E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".

(repubblica.it)

lunedì, luglio 21, 2008

se lo fanno in Italia, faccio un concerto al giorno

Fino a qualche anno fa gli europei (italiani specialmente) negli Usa con auto a noleggio si riconoscevano inequivocabilmente quando si fermavano dal benzinaio: abituati ai prezzi agghiaccianti del carburante in Europa (in Italia specialmente) finivano o per inserire un eccesso di banconote nel distributore automatico o semplicemente scuotevano la testa davanti ai prezzi davvero bassissimi (fino a prima della guerra in Iraq un gallone di benzina, cioè 3,78 litri, costava più o meno un dollaro e mezzo, adesso un gallone costa circa quattro dollari, cioè due euro e quaranta, più del doppio di prima ma comunque sempre un prezzo ridicolo per gli standard europei).

La crisi petrolifera, in un Paese con le grandi distanze degli Stati Uniti, ha avuto effetti pesantissimi sull'economia; tra le vittime, anche i concerti estivi. Rivolti più che altro a un pubblico di giovani con un budget più ristretto di quello degli adulti, i grandi concerti si trovano in difficoltà, primi tra tutti i festival musicali tenuti in zone isolate come Coachella (nel deserto a ovest di Los Angeles) e Bonnaroo (nella campagna del Tennessee).

Per la prima volta da molti anni entrambi i festival non hanno registrato il tradizionale tutto esaurito (fino all'anno scorso i biglietti per Coachella venivano venduti su Internet via eBay o Craigslist a prezzi da borsa nera). Springsteen e Nine Inch Nails, artisti abbonati al tutto esaurito, hanno faticato a vendere i biglietti per il tour americano ai livelli degli anni scorsi (pur riscuotendo successo); Stevie Wonder, Maroon 5 e Counting Crows hanno scelto invece di mettere in saldo molti biglietti per garantire un'alta affluenza ai loro tour. È chiaro che il prezzo del carburante, anche per colpa di auto generalmente meno efficienti sotto il profilo dei consumi come quelle del mercato Usa, è uno dei fattori principali di questa mini-recessione: se la spesa per la benzina diventa doppia, si gonfia il budget per un viaggio spesso lungo come quelli necessari a raggiungere la sede del concerto.

Il palazzetto di Gifford, New Hampshire, ha offerto sconti sui biglietti proporzionali all'andamento dei prezzi del carburante alla pompa. Gary Dongiovanni, direttore della rivista Pollstar, ha dichiarato a Mtv che «15 o 20 dollari in più da aggiungere al prezzo del biglietto a causa del costo della benzina possono anche raddoppiare le spese programmate inizialmente dai fans», rendendo la crisi petrolifera uno dei motivi principali per l'estate poco brillante di molte band in tournée per gli Usa e per i festival musicali. Non solo gli spettatori sono meno propensi a viaggiare, ma costa molto di più agli organizzatori il trasporto delle mega-attrezzature per i grandi concerti (luci, scenografie, amplificatori) con i Tir che le portano avanti e indietro per gli Usa. Ray Waddel, di Billboard, ha spiegato alla tv Abc che «ci saranno tagli alle spese, anche nelle scenografie, è inevitabile».

E per le band indipendenti non ancora affermate, ragazzi che girano con il classico minivan, il carobenzina comporta spese maggiorate di centinaia di dollari, rendendo spesso negativo il bilancio di una serata. Marc Geiger, uno degli inventori del festival Lollapalooza, ha spiegato che «la crisi è reale, non ancora drammatica, ma bisogna fare qualcosa». E curiosamente è toccato a un festival di musica classica scegliere la mossa più originale: la Boston Symphony Orchestra per aiutare i frequentatori del festival estivo di Tanglewood, due ore e mezzo d'auto a ovest di Boston, ha lanciato una convenzione con le pompe di benzina dell'autostrada: 50 dollari spesi in uno di quei distributori valgono un coupon che dà diritto a un ingresso gratuito al concerto.

corriere.it

domenica, luglio 13, 2008

c'è crisi (1)


Lampadine fulminate, telecamere spente, tubi dell'acqua che perdono. Quest'estate, caserme dei carabinieri, questure e commissariati rimarranno a secco: senza un euro in cassa. Gli "accreditamenti per le manutenzioni ordinarie" sono infatti sospesi da una circolare interna del Viminale, datata 13 giugno 2008.

"E così - lamentano i sindacati - nessuno verrà a cambiare i toner delle stampanti, né a pulire i filtri dei condizionatori". Non è tutto. Mancano i soldi per gli agenti sui treni a lunga percorrenza: da 8 mesi sono in attesa delle indennità. Dimezzati poi i fondi per la squadra nautica di Porto Empedocle: le motovedette impegnate sul fronte caldo dell'immigrazione clandestina rischiano di rimanere in porto.

Eppure della sicurezza il centrodestra ha sempre fatto la sua bandiera. Nel programma elettorale del Pdl si legge, al punto 3: "Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza e maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine". Finora, però, le cose stanno andando diversamente. A prescindere dai tagli annunciati nella manovra finanziaria (3 miliardi di euro in tre anni, secondo i sindacati di categoria), i conti in rosso delle forze dell'ordine già fanno sentire i loro effetti. Il 13 giugno scorso, Giovanna Iurato, direttore centrale dei "Servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale" del ministero dell'Interno, ha firmato una circolare a tutte le prefetture, questure e al comando generale dei carabinieri: "Gli accreditamenti predisposti da questo ufficio per le manutenzioni ordinarie degli immobili demaniali e privati adibiti a sedi delle caserme dei carabinieri e della polizia di Stato - si legge sulla circolare - sono stati sospesi, poiché l'ufficio centrale di Bilancio ha comunicato che sono in corso di istituzione i nuovi capitoli di spesa. Nonostante la consapevolezza del disagio provocato dal ritardo delle aperture di credito - prosegue la Iurato - al momento risulta impossibile provvedere all'emissione degli accreditamenti. Si prega pertanto di sospendere gli affidamenti dei lavori e delle manutenzioni".

Tradotto: per cambiare una lampadina, un toner o aggiustare un bagno, commissariati e caserme dovranno aspettare tempi migliori. "Questa circolare cade in un momento difficile - spiega Giorgio Innocenzi, segretario nazionale del sindacato di polizia Consap - da tutta Italia infatti ci arrivano segnalazioni di sedi inagibili, telecamere guaste, tubi rotti". Non solo. Il Consap denuncia il mancato pagamento delle indennità agli agenti impegnati nella vigilanza sui treni a lunga percorrenza: "Da quando è nato il servizio, otto mesi fa - racconta Innocenzi - agli agenti non è stata mai corrisposta l'indennità speciale (pari a 100 euro a viaggio), che è a carico delle Fs, in base ad apposita convenzione col Viminale".

Non è tutto. La squadra nautica di Porto Empedocle (Agrigento), impegnata nel contrasto all'immigrazione clandestina, nel 2007 ha ricevuto 18mila euro e nel 2008 solo 9mila per la manutenzione delle motovedette e il carburante (basta pensare che ogni rifornimento per le barche di altura "Squalo" costa circa 2mila euro e dura in media 6 giorni). "Tutte le squadre nautiche - spiega Claudio Giardullo del Silp Cgil - hanno lo stesso problema: dallo stanziamento dell'anno 2007 pari a 1.200.000 euro, si è passati a soli 400mila euro per il 2008".

Non mancano, infine, effetti collaterali imprevisti dei conti in rosso. In Sardegna, nel centro d'accoglienza di Elmas, aperto all'interno del distaccamento aeroportuale, sempre di più sono gli immigrati richiedenti asilo politico. Questi, per legge, hanno diritto a uscire dal centro dalle ore 8 alle 20. Peccato però che vista la natura militare del sito, non possono muoversi liberamente. "Per questo - racconta Giardullo - la questura aveva previsto un servizio navetta. Servizio, però, mai partito per mancanza di fondi e personale. Così i rifugiati rimangono chiusi nel centro tutto il giorno".