In questo titolo si riassume gran parte dello spirito di questi due giorni.
Tanti titoli possibili si sono susseguiti durante questa due giorni, fino al surreale e meraviglioso discorso con Peppetta sul fatto che durante le nostre vite in fondo di titoli ne produciamo e forse ci si può anche lavorar su.
Questa scritta l'ho vista sui muri della Sapienza. Scorie del non passaggio di Ratzinger. Lo spirito di una contestazione, o almeno il suo aspetto goliardico, riassunto in un titolo.
Sono stati due giorni straordinariamente intensi.
Da quel viaggio in treno da solo, io, il mio portatile e la tesi che prende la direzione voluta da Mininni (ma c'è ancora molto da fare); l'arrivo a Roma, l'appuntamento a Palazzo Chigi. Lì,
la culla della politica italiana.
Ecco un titolo.
Pensavo di dover andare dal cliente, e invece iniziano le sorprese. Finisco alla 01 - Rai Cinema. Mi fanno vedere un film che uscirà ad aprile. Ne conosco il regista. Opera prima.
Film bellissimo, uscirà ad aprile.
Proforma promuove. Io fino a 2 ore prima non ne sapevo niente. E invece ci finisco di mezzo.
Comincia l'altalena. Tutti professionali, tutti professionisti. Io là, con il mio borsone ingiustificamente over-size, col portatile. Un pesce fuor d'acqua.
Sperimento un profondo imbarazzo, che quasi sconfina nel disagio del pensare che pensino di me "ma chi cazzo è questo?" (tormentone del 2008, ne sono già certo). Tutti si scambiano bigliettini da visita. E io?
Senza soluzione di continuità ondeggio con altri tipi di sensazione, decisamente più favorevoli.
Quasi orgoglio.
Ecco un titolo.
Tutto scorre benissimo, mangio bene, vivo bene, mi rilasso, sto bene. Semplice, inutile aggiungere altro.
Unico problema:
parlo troppo di me.
Ecco un titolo.
Si va dal cliente, porto il mio progetto, quello che al master aveva ricevuto le lodi dal docente e le insufficienze da alcuni miei colleghi (che complessivamente non mi sopportano).
Proforma ha deciso che va bene quello che ho fatto, che ciò che ho fatto è il progetto di Proforma. Un piano strategico di una pubblicità. Un'altra gioia.
Un'altra altalena.
Ecco un titolo.
Ancora l'altalena tra senso di inadeguatezza (ma quanto sono più piccolo di tutti quelli che mi circondano?), quel brivido del feedback del cliente (un brivido che non so se mi piace) e una degna uscita di scena, con ritorno a casa.
Un piacevolissimo viaggio di ritorno, tra le chiacchiere, la musica e la politica che conferma una cosa:
faccio la vita dei 30enni.
Ecco un titolo.
mercoledì, gennaio 30, 2008
lunedì, gennaio 28, 2008
10 cose per cui vale la pena di svegliarmi con il sorriso domattina
- la radio, sia farla che ascoltarla
- la bossa
- la pizza
- la gente che mi stima o addirittura mi vuole bene, me lo fa capire ma comunque non me lo dirà mai
- la fiducia nei miei confronti
- la birra (o il vino ,che differenza fa) con gli amici e con chiacchiere belle spesse
- gli amici, quelli veri, che sono felici se tu sei felice per qualcosa di bello che ti succede. Senza se e senza ma, come dicono i comunisti
- le invidie, che sono sì bruttissime ma che ti dicono che c'è qualcosa per cui vale la pena invidiarti. E che sopratutto ti danno la carica dove la motivazione manca
- il mio cane e il mio gatto. Opportunisti come l'uomo, ma in compenso vogliono bene in modo meno condizionato
- mia sorella che mi scrive i bigliettini, che si emoziona per un mio regalo, che mi ruba i vestiti.
- la bossa
- la pizza
- la gente che mi stima o addirittura mi vuole bene, me lo fa capire ma comunque non me lo dirà mai
- la fiducia nei miei confronti
- la birra (o il vino ,che differenza fa) con gli amici e con chiacchiere belle spesse
- gli amici, quelli veri, che sono felici se tu sei felice per qualcosa di bello che ti succede. Senza se e senza ma, come dicono i comunisti
- le invidie, che sono sì bruttissime ma che ti dicono che c'è qualcosa per cui vale la pena invidiarti. E che sopratutto ti danno la carica dove la motivazione manca
- il mio cane e il mio gatto. Opportunisti come l'uomo, ma in compenso vogliono bene in modo meno condizionato
- mia sorella che mi scrive i bigliettini, che si emoziona per un mio regalo, che mi ruba i vestiti.
domenica, gennaio 27, 2008
ora va meglio

Ci sono voluti quasi dieci anni, poi, alla fine, quello che doveva accadere è accaduto: da oggi esiste sito dal quale si può scaricare la musica gratis. Legalmente. Si chiama QTrax ed è basato sulla tecnologia peer to peer, quella sulla quale erano costruiti Napster, Kazaa e sulla quale ancora funzionano LimeWire o Emule, i principali sistemi di file sharing al mondo. Ma la differenza tra Qtrax e gli altri è che scaricando la musica da questo nuovo sistema non si corre il rischio di essere accusati di furto, non si ruba la musica ai legittimi proprietari. Perché ognuno dei musicisti, degli editori, dei discografici, viene equamente ricompensato attraverso una quota dei ricavi pubblicitari del sito.
Allan Klepfisz, il boss di Qtrax, che è arrivato al MidemNet di Cannes per presentare la sua nuova creatura, è visibilmente soddisfatto: "Sono stati cinque anni difficili, di lunghe trattative, molti altri che avevano provato a raggiungere questo obbiettivo hanno mollato mentre noi siamo stati testardi e alla fine ci siamo riusciti. Ed è importante che ci siamo riusciti, perché la quantità di musica che viene quotidianamente scaricata illegalmente è cinquanta volte superiore a quella che viaggia attraverso i sistemi a pagamento. Ma la maggior parte del pubblico non vuole scaricare illegalmente, vuole farlo gratis, e noi gli offriamo, finalmente, la possibilità di farlo, senza correre rischi, avendo un sistema tecnicamente molto funzionale, evitando virus o pubblicità intrusiva, offrendo insomma la migliore esperienza possible".
Le quattro grandi major del disco, la Universal, la Sony-Bmg, la Emi e la Warner hanno alla fine di questi dieci anni accettato di provare, di mettere a disposizione i loro cataloghi per dar vita al primo sistema di downloand gratuito della musica attraverso il peer to peer assolutamente legale, e così hanno fatto gli editori e gli autori, anche se il servizio, rispetto ai concorrenti "pirata" ha ancora qualche limite: i brani hanno un drm, che serve per sapere quante volte il brano viene ascoltato o scaricato, per consentire il pagamento dei diritti agli autori, ma che non limita l'uso; le canzoni non possono essere copiate su cd; la compatibilità con l'iPod per ora non c'è anche se Klepfisz ha annunciate che tutti i sistemi verranno via via integrati. E soprattutto, per ora, Qtrax non apre in Italia: il nostro paese non è tra i nove in cui il nuovo sistema esordirà alla mezzanotte ora americana, così come molti altri paesi europei: "Le trattative con le aziende, gli autori e gli editori sono in corso", dicono alla Qtrax, "è solo questione di tempo".
Non ci saranno solo canzoni da scaricare, ma anche brani dal vivo (con un area chiamata "Last Night" nella quale sarà possible trovare brani che gli artisti hanno suonato dal vivo la sera precedente) e molta informazione musicale.
(fonte: repubblica.it)
sabato, gennaio 26, 2008
famolo strano
(campionario dell'italiano medio, ve lo consiglio vivamente)
Nino Strano è catanese, senatore di An e molto altro ancora: "Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay".
E' anche amico delle male parole.
"Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia".
Invece quando entra a palazzo Madama cade in trance.
"Il turpiloquio mi afferra, mi tira per un braccio. A me poi piace il turpiloquio".
Ci ricadrà.
"Temo di non sapervi resistere".
"Checca squallida", ha detto al collega Cusumano.
"Ponevo l'accento sull'aggettivo. Denunciavo lo squallore della sua posizione".
Checca invece stava per cosa?
"Non ci azzecca niente. E ho chiesto scusa a lui".
Le serviva comunque l'epiteto per segnalare all'aula la sua presenza.
"Avevo bisogno di urlare la mia contrarietà a quel bagno d'ipocrisia in cui il collega era immerso. Cusumano non credeva a una sola delle parole che pronunciava".
Ha anche guarnito la sua faccia di lembi di mortadella espulsi dalla bocca oramai incapiente. E tracannato spumante oltre a quello versato sulla moquette.
"Tutto il cinema di Almodovar si nutre della carne viva come scena fondante della propria rappresentazione creativa. In me c'era l'idea di sviluppare anche visivamente il senso della vittoria".
Non è un po' troppo cinematografico il suo senso delle Istituzioni?
"Ho scritto a Marini, naturalmente mi scuso. E devo dire che Prodi ieri ha fatto una bella figura. Evola diceva: a una cosa si badi! A tenersi in piedi in un mondo di rovina".
Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E' credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
"Travestimento no".
I maschi.
"Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere".
Frequenta soltanto.
"Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me".
Frequenta ma non consuma.
"Mi fermo un attimo prima".
Costringe ad approfondire.
"Stamane ho fatto all'amore. Terminato alle 12,15".
Ah!
"Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un'altra".
Zeffirelli le ha dedicato un grande suo film: Storia di una capinera.
"Zeffirelli è amico di famiglia, nutro immenso affetto, è uno dei più grandi, più grandi, più grandi. Ero assessore alla cultura a Catania, dove quel film è stato girato. Ho fatto di tutto per agevolargli il lavoro".
Per riassumere: lei è un praticante della perdizione.
"Vivo dannatamente di contraddizioni".
S'è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
"Bella domanda".
(fonte: repubblica.it)
Nino Strano è catanese, senatore di An e molto altro ancora: "Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay".
E' anche amico delle male parole.
"Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia".
Invece quando entra a palazzo Madama cade in trance.
"Il turpiloquio mi afferra, mi tira per un braccio. A me poi piace il turpiloquio".
Ci ricadrà.
"Temo di non sapervi resistere".
"Checca squallida", ha detto al collega Cusumano.
"Ponevo l'accento sull'aggettivo. Denunciavo lo squallore della sua posizione".
Checca invece stava per cosa?
"Non ci azzecca niente. E ho chiesto scusa a lui".
Le serviva comunque l'epiteto per segnalare all'aula la sua presenza.
"Avevo bisogno di urlare la mia contrarietà a quel bagno d'ipocrisia in cui il collega era immerso. Cusumano non credeva a una sola delle parole che pronunciava".
Ha anche guarnito la sua faccia di lembi di mortadella espulsi dalla bocca oramai incapiente. E tracannato spumante oltre a quello versato sulla moquette.
"Tutto il cinema di Almodovar si nutre della carne viva come scena fondante della propria rappresentazione creativa. In me c'era l'idea di sviluppare anche visivamente il senso della vittoria".
Non è un po' troppo cinematografico il suo senso delle Istituzioni?
"Ho scritto a Marini, naturalmente mi scuso. E devo dire che Prodi ieri ha fatto una bella figura. Evola diceva: a una cosa si badi! A tenersi in piedi in un mondo di rovina".
Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E' credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
"Travestimento no".
I maschi.
"Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere".
Frequenta soltanto.
"Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me".
Frequenta ma non consuma.
"Mi fermo un attimo prima".
Costringe ad approfondire.
"Stamane ho fatto all'amore. Terminato alle 12,15".
Ah!
"Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un'altra".
Zeffirelli le ha dedicato un grande suo film: Storia di una capinera.
"Zeffirelli è amico di famiglia, nutro immenso affetto, è uno dei più grandi, più grandi, più grandi. Ero assessore alla cultura a Catania, dove quel film è stato girato. Ho fatto di tutto per agevolargli il lavoro".
Per riassumere: lei è un praticante della perdizione.
"Vivo dannatamente di contraddizioni".
S'è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
"Bella domanda".
(fonte: repubblica.it)
Etichette:
blob (attualità),
blob (kitsch),
blob (politica)
un'amante fedele
Non voleva fare sesso con il marito: quello era un'esclusiva dell'amante. E allora, giù con il sedativo. Per due anni, ne ha sciolto uno potente nella minestra del marito. Una specie di "antiviagra" che lo teneva lontano da ogni desiderio. Il gioco però le ha preso la mano e per colpa di quella medicina il marito è finito all'ospedale. Stava così male che si era convinto di avere un tumore. Ma i medici non riuscivano a formulare nessuna diagnosi. Fino a quando non è saltato fuori che da tempo la moglie gli somministrava a sua insaputa un forte sedativo.
A Catania sono finiti in prigione Angela Costanzo, 46 anni, accusata di lesioni personali gravi, e il suo amante di 53 anni, del quale gli investigatori hanno reso note solo le iniziali, L. A., indagato anche per maltrattamenti alla moglie e ai figli. Perché i carabinieri, intercettando le sue conversazioni, hanno scoperto che quando arrivava a casa, l'uomo se la prendeva con la famiglia colpevole di rinfacciargli la relazione extraconiugale.
A dare il via alle indagini è stato il marito tradito. Dopo tanti ricoveri e mille esami, aveva scoperto la verità. Negli ultimi due anni, sua moglie l'aveva imbottito di "inibitori del desiderio sessuale". Secondo i medici, erano farmaci che nel lungo periodo potevano rilevarsi pericolosi anche per la vita.
A Catania sono finiti in prigione Angela Costanzo, 46 anni, accusata di lesioni personali gravi, e il suo amante di 53 anni, del quale gli investigatori hanno reso note solo le iniziali, L. A., indagato anche per maltrattamenti alla moglie e ai figli. Perché i carabinieri, intercettando le sue conversazioni, hanno scoperto che quando arrivava a casa, l'uomo se la prendeva con la famiglia colpevole di rinfacciargli la relazione extraconiugale.
A dare il via alle indagini è stato il marito tradito. Dopo tanti ricoveri e mille esami, aveva scoperto la verità. Negli ultimi due anni, sua moglie l'aveva imbottito di "inibitori del desiderio sessuale". Secondo i medici, erano farmaci che nel lungo periodo potevano rilevarsi pericolosi anche per la vita.
venerdì, gennaio 25, 2008
nuccio cusumano
Bè, tutto mi sarei aspettato tranne che di volermi identificare pubblicamente con un senatore dell'UDEUR.
Nuccio Cusumano ieri ha tentato disperatamente di salvare il governo e così l'Italia da 5 anni senza condizionale di Silvio. E ha ricevuto in cambio una serie di:
- corrotto (da chi?)
- pezzo di merda
- accessori: corna e tentativo di sputi da parte del suo collega di partito Barbato.
A seguire, cacciata dal partito per "indegnità politica".
Essere cacciato da Mastella per indegnità. Deve aver fatto qualcosa di moralmente pulitissimo.
E perciò oggi io mi sento Nuccio Cusumano.
Non dimentico il mio credo: ovvero, credo che sia geneticamente connaturato nei personaggi politici dell'UDEUR la parola "magagna".
E se qualcuno dovesse pensare che sono di parte, invito a leggere la letteratura anche contemporanea sulle illegalità campane del Campanile.
Parti di consiglio regionale in galera, la signora Mastella a fare telefonate che manco il call center di Fastweb.
E poi Clemente, l'uomo medio per eccellenza. Se gli tolgono il giocattolo, si mette a piangere.
"Zio Mortadella, mi hanno tolto la Giustizia!"
"Sei cattivo Zio Mortadella"
"Zio Mortadella, ora vado da Zio Silvio che mi dà il giocattolo nuovo e sopra mi fa pure scrivere che chi me lo tocca va lui in galera al posto mio"
Tornando a Nuccio e tornando alla mia identificazione con il Partito delle Magagne, per una volta almeno ho visto un barlume di coraggio. Non posso escludere che a Cusumano abbiano fatto promesse, le stesse che qualche calcolo ha fatto balenare nella mente di Mastella. P
Però boh, io ci voglio credere ancora.
Nella politica, che potrebbe diventare il mio mestiere.
Qui la pentola bolle. Non so se vogliono buttarmici dentro e cuocermi come tanti altri che ci sono passati, cercherò di non sporcarmi la faccia.
Ieri il mio primo candidato sindaco. Comune di 15000 abitanti. Lui di Forza Italia, attorno a lui dai Comunisti Italiani a Fiamma.
Tutti in una lista civica. Magari col logo di Grillo, no?
In realtà chi mi conosce sa che c'è un codice di 2 lettere a rappresentare qualcosa di ben più grosso per il "molto sicuramente" rispettato sindaco (cit. dallo stesso sindaco).
E a questo codice alcuni hanno dato la colpa della fine di tutto.
Incapacità strategica.
Si è cercato di fare patti con Silvio, ed ho sentito l'agghiacciante (perchè realistico) neologismo "Veltrusconi".
Ora Silvio ha detto "arrivederci e grazie". Niente patti. Mortadella nel frattempo è caduto.
E così vi lascio con una tremenda sensazione.
Mastella è un porco. Ma se fosse colpa sua solo in parte?
giovedì, gennaio 24, 2008
la quarta guerra mondiale
Anche se il governo dovesse restare in piedi, Umberto Bossi chiama i leghisti a raccolta per andare in piazza "contro la canaglia romana e centralista". Annuncia la "rivoluzione, la lotta di liberazione" il segretario del Carroccio durante una conferenza stampa a Milano. "Berlusconi ha detto andiamo in piazza - ha aggiunto Bossi - e io in piazza ci porto decine di milioni di persone incazzate nere e senza limite di azione. Andiamo a bastonarli sulla schiena". Il segretario federale ce l'ha con la "canaglia romana e contro la sinistra che si e' dimostrata un partito fascista".
(fonte: repubblica.it)
(fonte: repubblica.it)
Etichette:
blob (attualità),
blob (kitsch),
blob (politica)
mercoledì, gennaio 23, 2008
ciao, king of the road

Ero in macchina e mi è venuto un colpo quando ho sentito la notizia. E' strano, stranissimo, starci male. Per chi, per cosa. Ma proprio per questo, cito.
Brutto scherzo per Hollywood nel giorno delle nomination agli Oscar. Heath Ledger, uno degli attori più promettenti della nuova generazione, celebre grazie all'interpretazione, accanto a Jacke Gyllenhaal, del film "I segreti di Brokeback Mountain", che gli era valsa una candidatura all'Academy Awards nel 2005, è stato trovato morto nel suo appartamento di New York. Aveva 29 anni. Ledger era nel suo appartamento di Broome Street, a Soho. La sua cameriera stava accompagnando nella sua stanza una massaggiatrice, con la quale l'attore aveva un appuntamento. "Abbiamo bussato a lungo ma non rispondeva" hanno raccontato le donne alla polizia, aggiungendo di aver, poi, trovato l'attore "nudo e incosciente" nel suo letto, di aver cercato di svegliarlo "ma lui non rispondeva". La polizia di New York esclude che il decesso abbia un'origine violenta. Secondo alcune fonti, accanto al letto sarebbe stata trovata, vuota, una confezione di pillole. Il cinema se lo portava dietro fin dall'anagrafe. Il suo nome, Heath, l'aveva voluto la madre in omaggio all'Heathcliffe di "Wuthering Heights", interpretato per il grande schermo da Laurence Olivier nel 1939, dal romanzo di Emily Bronte. Ledger nasce quarant'anni dopo quel film, nel 1979 a Perth, in Australia. Fin da giovane frequenta un teatro della sua città, poi entra nella Globe Shakespeare Company, a sedici anni lascia la scuola, si trasferisce a Sidney e trova piccoli ruoli in alcune serie tv. La sua prima volta in un film risale al 1999, con la commedia "10 cose che odio di te", ma le proposte che seguono sono tutte per ruoli di "pretty boy", un'immagine che cerca invece di scrollarsi di dosso, e preferisce rifiutare. Fino al 2000, quando viene scelto per "Il patriota" di Roland Emmerich e vince lo Showest Award come "Attore di domani". La popolarità arriva l'anno successivo con "Il destino di un cavaliere", di Brian Helgeland, in cui è un giovane scudiero che diventa cavaliere nella Francia del Trecento. Ma il successo non arriva. Colpa di scelte sbagliate (piccole parti che, anche se in film importanti, come "Monster's Ball", non lasciano traccia) e contratti mancati, come quello per "Alexander", di Oliver Stone: al suo posto verrà scelto Colin Farrel. Non sarà l'unica volta. Spesso arriverà "secondo". Gli accadrà con il ruolo di Peter Parker in "Spiderman", per il quale sarà scelto Toby Maguire, per quello del giovane Anakin Skywalker in "Star Wars: Episode II - Attack of the Clones", andato a Hayden Christensen, per "Moulin Rouge", con Nicole Kidman, in cui invece lavorerà Ewan McGregor. Ledger deve aspettare per ritrovare la strada giusta. Succede con tre film, fra l'altro tutti e tre presentati alla Mostra del cinema di Venezia del 2005: "I fratelli Grimm e l'incantevole strega" di Terry Gilliam, Casanova di Lasse Hallstrom e "I segreti di Brokeback Mountain" di Ang Lee, il suo colpo di fortuna. L'interpretazione di Ennis Del Mar, il cowboy che si innamora di un altro uomo gli vale una nomination all'Oscar. Ma ci risiamo: la statuetta gli viene soffiata da Philip Seymour Hoffman per "Truman Capote. A sangue freddo". Lo scorso anno, Ledger aveva fatto parte del cast di "I'm not there", il film di Todd Haynes sulla vita di Bob Dylan, in cui interpreta la rockstar in una fase della sua vita. Il suo ultimo lavoro era stato "The Dark Night", sequel di "Batman Begins", nel ruolo di Joker (primo attore non americano nei panni del personaggio). Il che aveva provocato l'ira di Jack Nicholson, che aveva interpretato Joker nel Batman di Tim Burton, nel 1989. La star non aveva condiviso la scelta dicendo, in un'intervista, che avrebbe voluto almeno essere consultato. Ma il regista Christopher Nolan aveva motivato la sua decisione parlando di Ledger come di un "attore ricco di talento e pronto a ogni sfida". Ledger aveva una figlia, Matilda Rose, nata nel 2005 dalla relazione con Michelle Williams (finita nel settembre 2007), conosciuta proprio sul set di I segreti di Brokeback Mountain. Prima della Williams, l'attore era stato a lungo legato all'attrice Naomi Watts e, prima ancora, alla collega Heather Graham. Nel 2007 era stato eletto, dalla rivista Empire Magazine, come uno dei "100 attori più sexy del mondo". Quanto al futuro, "non sono bravo a fare progetti - aveva detto di recente in un'intervista - non programmo mai nulla. Non ho un'agende né un diario. Vivo esclusivamente nel presente. Non nel passato, e nemmeno nel futuro".
fonte:repubblica.it
martedì, gennaio 22, 2008
fuorifrequenza: primo bilancio
1 mese è passato, abbondante.
Che dire: siamo apprezzati, forse oltre ciò che davvero meritiamo.
Parlano di un server che non ci tiene, per quanti ci ascoltano.
Io non ci credo, ma un ghigno mi vien di farlo.
In un mese sono passato da sognare di lavorare a Controradio a pensarlo come un ambiente senza futuro, in cui c'è molto da lavorare, in cui da un lato ci lasciano liberi ma dall'altro non c'è professionismo, come un porto di mare. In cui io, noi, possiamo fare la differenza.
La stiamo già facendo. Dalla musica alle idee, dall'entusiasmo al botto di gente che portiamo negli studi. Dal potenziale indotto di ascolti. Da un'Università che ci ha tirato non più del 30% del potenziale.
Se ci mettono in mano un contratto, facciamo il bordello.
Carlo Chicco, fino a 4 mesi fa un essere mitologico, sabato era accanto a me, fragolino al centro, a condurre Paracube. Io, da ospite a insospettabile (co-)protagonista. Sono stato emozionatissimo. Sono stato tutto il sabato a gongolare dentro di me, per una stronzata, in fondo.
Era solo il sentirsi arrivato. Nel mio piccolo. L'ho nascosto a tutti, ma ero contentissimo.
Ma, per fortuna, già pensavo oltre. A cosa voglio fare, a dove potrò essere fra 6 mesi, visto che 6 mesi fa mai avrei potuto pensare di essere dove sono ora.
Ambizione: necessaria.
Oggi ho condotto Orecchiette e Cime d'Erasmus. Il titolo, non me ne vogliate, è geniale.
A livello tecnico forse è stata la mia peggiore prestazione. Mi sono incartato non meno di 3 volte, ho fatto una pernacchia e mi inseguivo, tra 1 paio di congiuntivi invece azzeccati.
Mi sono ascoltato in replica, e il vero "dramma" è che funzionavamo perfettamente. Il programma si faceva ascoltare, aveva ritmo, nessun punto morto. Ti chiedevi sempre dove andavano a parare, cosa sarebbe successo dopo.
Grande Fabri. Siamo diversi, tu prendi strade diverse. Ma insieme siamo perfetti.
La morale è questa, signori miei: potrai essere anche un dilettante nella pratica radiofonica, ma se c'hai voglia di sbatterti, se dentro di te sei un pò giornalista e un pò redattore, non c'è dilettantismo che tenga.
Il programma viene fuori.
Il futuro a Bari è chiaramente il nostro.
Non perchè ce lo meritiamo in senso assoluto, ma perchè tutti fuggono perchè dicono che la città non ha possibilità ma in verità sono egoisti e hanno paura di non riuscire. Se restiamo in 10, e tutti e 10 hanno i coglioni prima del talento, non ce n'è.
C'è da essere ottimisti.
Seguiteci, vi strapperemo un sorriso.
www.myspace.com/fuorifrequenza - podcast
Che dire: siamo apprezzati, forse oltre ciò che davvero meritiamo.
Parlano di un server che non ci tiene, per quanti ci ascoltano.
Io non ci credo, ma un ghigno mi vien di farlo.
In un mese sono passato da sognare di lavorare a Controradio a pensarlo come un ambiente senza futuro, in cui c'è molto da lavorare, in cui da un lato ci lasciano liberi ma dall'altro non c'è professionismo, come un porto di mare. In cui io, noi, possiamo fare la differenza.
La stiamo già facendo. Dalla musica alle idee, dall'entusiasmo al botto di gente che portiamo negli studi. Dal potenziale indotto di ascolti. Da un'Università che ci ha tirato non più del 30% del potenziale.
Se ci mettono in mano un contratto, facciamo il bordello.
Carlo Chicco, fino a 4 mesi fa un essere mitologico, sabato era accanto a me, fragolino al centro, a condurre Paracube. Io, da ospite a insospettabile (co-)protagonista. Sono stato emozionatissimo. Sono stato tutto il sabato a gongolare dentro di me, per una stronzata, in fondo.
Era solo il sentirsi arrivato. Nel mio piccolo. L'ho nascosto a tutti, ma ero contentissimo.
Ma, per fortuna, già pensavo oltre. A cosa voglio fare, a dove potrò essere fra 6 mesi, visto che 6 mesi fa mai avrei potuto pensare di essere dove sono ora.
Ambizione: necessaria.
Oggi ho condotto Orecchiette e Cime d'Erasmus. Il titolo, non me ne vogliate, è geniale.
A livello tecnico forse è stata la mia peggiore prestazione. Mi sono incartato non meno di 3 volte, ho fatto una pernacchia e mi inseguivo, tra 1 paio di congiuntivi invece azzeccati.
Mi sono ascoltato in replica, e il vero "dramma" è che funzionavamo perfettamente. Il programma si faceva ascoltare, aveva ritmo, nessun punto morto. Ti chiedevi sempre dove andavano a parare, cosa sarebbe successo dopo.
Grande Fabri. Siamo diversi, tu prendi strade diverse. Ma insieme siamo perfetti.
La morale è questa, signori miei: potrai essere anche un dilettante nella pratica radiofonica, ma se c'hai voglia di sbatterti, se dentro di te sei un pò giornalista e un pò redattore, non c'è dilettantismo che tenga.
Il programma viene fuori.
Il futuro a Bari è chiaramente il nostro.
Non perchè ce lo meritiamo in senso assoluto, ma perchè tutti fuggono perchè dicono che la città non ha possibilità ma in verità sono egoisti e hanno paura di non riuscire. Se restiamo in 10, e tutti e 10 hanno i coglioni prima del talento, non ce n'è.
C'è da essere ottimisti.
Seguiteci, vi strapperemo un sorriso.
www.myspace.com/fuorifrequenza - podcast
sabato, gennaio 19, 2008
fabrizio de andrè e non solo
Mutuo questa frase da Micol, che a sua volta l'ha presa da De Andrè.
Due mèntori che, in modalità e maniere assolutamente differenti (e come potrebbe essere altrimenti), sto rivalutando.
Ludo, è giusto l'accento?
Si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
Due mèntori che, in modalità e maniere assolutamente differenti (e come potrebbe essere altrimenti), sto rivalutando.
Ludo, è giusto l'accento?
Si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
giovedì, gennaio 17, 2008
dopo aver digerito, cago: paparatzi

Partecipo anche io al "gioco" che ho lanciato con i miei redattori preferiti, quelli di bloggers, il programma radiofonico del venerdì di FuoriFrequenza (a proposito, http://www.myspace.com/fuorifrequenza per ascoltarci in podcast, ovvero quando cazzo vi pare)
Scriviamo di sta cosa. Mi sembra giusto, doveroso a prescindere. Non l'ho fatto d'istinto per vedere le cose crescere, semplicemente succedere.
La questione è drammaticamente semplice: l'errore è alla base.
Perchè decidere di affidare alla massima autorità religiosa la prolusione di un Anno Accademico della prima Università d'Italia vuol dire comunicare in modo chiaro e incontrovertibile un qualcosa.
A questo proposito, mi riallaccio anche a una querelle che si è scatenata tra me vs. docente e gran parte della classe sulle capacità di Ratzinger di parlare alle persone.
E' un maledetto genio.
Ogni giorno parliamo di lui. Ogni giorno lui o chi per lui ci rompe i coglioni. Ogni giorno abbiamo sentimenti anticlericali, antiecclesiali, antituttoquellochevivieneinmente.
Vi ricordate i Pacs? E i Dico? E la procreazione assistita? Chirurgicamente eliminati. Addirittura hanno fatto il Family Day in Spagna, paese sovrano dove sono possibili i matrimoni tra gay.
La Chiesa domina in casa e pareggia in trasferta, una formazione da Champions League.
Tutto è Ratzinger, dal giorno della sua elezione.
Dice al suo pubblico le cose che il suo pubblico vuole sentirsi dire. E' baluardo contro il relativismo dei valori (rubare rimane l'unica cosa che in assoluto va bene a lui e a chi ideologicamente lo sostiene..Mastella, fra 1 pò ti vengo a prendere)
ma sopratutto contro lo spauracchio del fondamentalismo islamico.
Risponde a fondamentalismo con fondamentalismo. Le trincee, le barricate.
Milan vs Inter, Sinistra vs Destra, Sud vs Nord, Comunismo vs Fascismo, Berlusconi vs tuttiglialtri.
A noi in Italia ste robe ci piacciono da matti.
Per tutte queste ragioni, invitare un Papa a una prolusione vuol dire che la Sapienza non si sente e non vuole sentirsi indipendente dal pensiero religioso.
Logico che qualcuno protesti. Idiote le modalità.
Ratzinger fugge. Il pubblico piange.
Scacco alla Regina.
Ha vinto lui, i laici hanno perso. Ora nessuno si interessa più, sui giornali e nei mezzi di comunicazione, del loro pensiero.
Il discorso è stato comunque letto, quindi lui ha comunque esercitato la sua funzione.
Ed è stato applaudito. Ruini ha organizzato il povero-Papa day. E noi abbiamo dato di noi stessi l'idea di un paese profondamente cattolico. Ancora una volta.
E' un cazzo di genio. Ha detto nel '90 che il processo a Galileo è stato legittimo, dopo che il Papa Giovanni Paolo II aveva già chiesto scusa pubblicamente.
Non ha apertura mentale, è reazionario.
E' esattamente ciò di cui i cattolici avevano bisogno.
fermi tutti
Questo post l'ho appena scritto sul blog del Katenaccio.
Esendo il Katenaccio parte della mia vita, mi è sembrato giusto riportarlo qui, integralmente.
L'attualità. Il Katenaccio perde 6 a 1 contro la Stella Rossa al torneo di Storie. A turno in porta, senza Mimì. Fine della cronaca.
Ma oggi ho bisogno di buttare all'aria il canovaccio e di scrivere.
Parto dalla fine:
io amo il Katenaccio.
Amo questo progetto, come si è generato, come è cresciuto.
Il ruolo che abbiamo avuto nel stimolare altri gruppi di ragazzi come noi a mettersi insieme, a scrivere, a diventare amici, a darsi un "tono" :)
Ma c'è qualcosa che non va più, ed è giusto parlarne.
Credo che volendo riassumere tutto in una frase, le parole più giuste sono:
ci siamo presi troppo sul serio.
Forti non lo siamo, non lo siamo mai stati. Sì, buone individualità. Ma la forza è stata il gruppo. Senza il gruppo valiamo poco. Non credo che l'aumento delle sconfitte e qualche ruggine di troppo nello spogliatoio siano fattori così indipendenti tra loro.
Ora non sappiamo più perdere, come fossimo fenomeni. Al primo errore perdiamo la testa.
E così non ci divertiamo più. Si perde il senso del gruppo, dello stare insieme. C'è chi con il Katenaccio non vuol giocare più, o si è disinnamorato.
Questa è la sconfitta che non dobbiamo tollerare.
Non siamo più quelli di prima, che aspettavamo le pagelle come un rito profano. Ci scazziamo sui voti, come fosse l'Università, invece di ridere quando, per fortuna, mi viene di farvi ridere.
Sento cose che non stanno nè in cielo nè in terra, del tipo "se gioca lui non gioco io".
Se non torniamo a essere amici, e poi compagni di squadra, a divertirci a prescindere, dentro e fuori dal campo, tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora perde di senso.
Pensate a tutto quello che di buono abbiamo dato. Alla gente che ci viene a vedere, a seguire, a sorridere delle nostre gesta.
Non siamo forti, ma chissenefrega. Pensate a me. Vi racconto sto fatto mio per cercare di dare un senso a tutto ciò che sto scrivendo.
A 6 mesi mi hanno operato per una displasia dell'anca, in pratica avevo una piccola malformazione. Tutti i medici che nella storia mi hanno visitato, per quanto tra loro eterogenei in quanto a formazione e professione specialistica, erano d'accordo su una cosa:
tu non devi giocare a pallone.
Certo, se li avessi ascoltati molta gente ora sarebbe più felice.
E invece io, dall'alto del mio 46 di piede, sto là a tentare di divertirmi, ma sopratutto di farvi divertire cercando sempre l'autoironia. Faccio autogol? Mi incazzo con me stesso, e ci mancherebbe altro, mi metto 4 in pagella e voggh nnanz. Così siamo nati e cresciuti, no?
Basta prenderci sul serio, cerchiamo di tornare a sorridere.
Vediamoci, viviamoci, ricominciamo.
Se ami una persona, un'idea, sai perdonare. E perciò quando c'è qualcosa che ci fa arrabbiare, perdoniamo l'altro.
Se ami una persona, un'idea, quando ti fa felice la amiamo ancor di più e fremiamo all'idea di viverla, rivederla, riprovarla. E ci viene voglia di dire grazie.
Perciò cerchiamo di essere tutti grati, nei nostri stessi confronti, per questi 2 anni insieme. Anche quando il passaggio non ci arriva. Quando l'altro sbaglia. Pensiamo a quando ci andremo a skhattare in qualche pizzeria dal discutibile gusto.
Non prendiamocela se perdiamo, stiamo fatalmente invecchiando. E' così. Niente di grave, ma le nostre vite si fanno più complesse. Lavoriamo di più, siamo più sedentari, mangiamo di più, beviamo di più, corriamo di meno. Non siamo immortali, non siamo fenomeni, almeno fermandoci ai piedi.
Eppure abbiamo il potenziale per essere fenomeni. Lo siamo stati. Come squadra di calcio e senza saper giocare a calcio. Con il calcio come meraviglioso pretesto per stare insieme.
Stare bene, far stare bene. Ispirare.
Che dite, ce la facciamo ancora una volta?
Esendo il Katenaccio parte della mia vita, mi è sembrato giusto riportarlo qui, integralmente.
L'attualità. Il Katenaccio perde 6 a 1 contro la Stella Rossa al torneo di Storie. A turno in porta, senza Mimì. Fine della cronaca.
Ma oggi ho bisogno di buttare all'aria il canovaccio e di scrivere.
Parto dalla fine:
io amo il Katenaccio.
Amo questo progetto, come si è generato, come è cresciuto.
Il ruolo che abbiamo avuto nel stimolare altri gruppi di ragazzi come noi a mettersi insieme, a scrivere, a diventare amici, a darsi un "tono" :)
Ma c'è qualcosa che non va più, ed è giusto parlarne.
Credo che volendo riassumere tutto in una frase, le parole più giuste sono:
ci siamo presi troppo sul serio.
Forti non lo siamo, non lo siamo mai stati. Sì, buone individualità. Ma la forza è stata il gruppo. Senza il gruppo valiamo poco. Non credo che l'aumento delle sconfitte e qualche ruggine di troppo nello spogliatoio siano fattori così indipendenti tra loro.
Ora non sappiamo più perdere, come fossimo fenomeni. Al primo errore perdiamo la testa.
E così non ci divertiamo più. Si perde il senso del gruppo, dello stare insieme. C'è chi con il Katenaccio non vuol giocare più, o si è disinnamorato.
Questa è la sconfitta che non dobbiamo tollerare.
Non siamo più quelli di prima, che aspettavamo le pagelle come un rito profano. Ci scazziamo sui voti, come fosse l'Università, invece di ridere quando, per fortuna, mi viene di farvi ridere.
Sento cose che non stanno nè in cielo nè in terra, del tipo "se gioca lui non gioco io".
Se non torniamo a essere amici, e poi compagni di squadra, a divertirci a prescindere, dentro e fuori dal campo, tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora perde di senso.
Pensate a tutto quello che di buono abbiamo dato. Alla gente che ci viene a vedere, a seguire, a sorridere delle nostre gesta.
Non siamo forti, ma chissenefrega. Pensate a me. Vi racconto sto fatto mio per cercare di dare un senso a tutto ciò che sto scrivendo.
A 6 mesi mi hanno operato per una displasia dell'anca, in pratica avevo una piccola malformazione. Tutti i medici che nella storia mi hanno visitato, per quanto tra loro eterogenei in quanto a formazione e professione specialistica, erano d'accordo su una cosa:
tu non devi giocare a pallone.
Certo, se li avessi ascoltati molta gente ora sarebbe più felice.
E invece io, dall'alto del mio 46 di piede, sto là a tentare di divertirmi, ma sopratutto di farvi divertire cercando sempre l'autoironia. Faccio autogol? Mi incazzo con me stesso, e ci mancherebbe altro, mi metto 4 in pagella e voggh nnanz. Così siamo nati e cresciuti, no?
Basta prenderci sul serio, cerchiamo di tornare a sorridere.
Vediamoci, viviamoci, ricominciamo.
Se ami una persona, un'idea, sai perdonare. E perciò quando c'è qualcosa che ci fa arrabbiare, perdoniamo l'altro.
Se ami una persona, un'idea, quando ti fa felice la amiamo ancor di più e fremiamo all'idea di viverla, rivederla, riprovarla. E ci viene voglia di dire grazie.
Perciò cerchiamo di essere tutti grati, nei nostri stessi confronti, per questi 2 anni insieme. Anche quando il passaggio non ci arriva. Quando l'altro sbaglia. Pensiamo a quando ci andremo a skhattare in qualche pizzeria dal discutibile gusto.
Non prendiamocela se perdiamo, stiamo fatalmente invecchiando. E' così. Niente di grave, ma le nostre vite si fanno più complesse. Lavoriamo di più, siamo più sedentari, mangiamo di più, beviamo di più, corriamo di meno. Non siamo immortali, non siamo fenomeni, almeno fermandoci ai piedi.
Eppure abbiamo il potenziale per essere fenomeni. Lo siamo stati. Come squadra di calcio e senza saper giocare a calcio. Con il calcio come meraviglioso pretesto per stare insieme.
Stare bene, far stare bene. Ispirare.
Che dite, ce la facciamo ancora una volta?
martedì, gennaio 15, 2008
sabato, gennaio 12, 2008
dateci i (vostri) soldi
L'articolo su Brisa Rochè firmato da Alessandro Grandesso in data 11 Gennaio 2008 riporta un errore che per gli appassionati di musica come me non è di certo di poco conto.
Sono convinta che un giornalista musicale debba avere una cultura in tale ambito che non gli consenta di commettere errori di questo calibro, perchè a colpo d'occhio non mi sembra che trascivere Johnny invece di Joni Mitchell sia una semplice svista (essendo Johnny un nome maschile) e per di più non trattandosi di un artista esordiente e sconosciuto, ma di una cantante che ha segnato la storia della musica a livello mondiale.
Tale segnalazione è eslusivamente dettata dal grande rispetto che nutro nei confronti della vostra testata, in cui errori del genere non sono assolutamente all'ordine del giorno.
Cordiali saluti
Paola Balestrazzi
Sono convinta che un giornalista musicale debba avere una cultura in tale ambito che non gli consenta di commettere errori di questo calibro, perchè a colpo d'occhio non mi sembra che trascivere Johnny invece di Joni Mitchell sia una semplice svista (essendo Johnny un nome maschile) e per di più non trattandosi di un artista esordiente e sconosciuto, ma di una cantante che ha segnato la storia della musica a livello mondiale.
Tale segnalazione è eslusivamente dettata dal grande rispetto che nutro nei confronti della vostra testata, in cui errori del genere non sono assolutamente all'ordine del giorno.
Cordiali saluti
Paola Balestrazzi
i turbamenti del giovane torless
(Titolo sarcastico, peraltro nemmeno inventato da me)
E' sabato. Erano giorni che dentro di me sapevo che oggi non sarei mai uscito.
E' stata una settimana incredibile, non so manco io come ho fatto a fare tutto.
Spendo troppo, mi dico. Rallentiamo.
Proposte, arrivano.
Sono esattamente il contrario di ciò che vorrei. Grupponi informi, gente nuova.
Fico, è sabato. Momento di rinnovamento. Non dovrei volere nient'altro per la vita mia.
E invece.
Per carità, grazie infinite a chi chiede la mia presenza, ma oggi non ce n'è.
Ma perchè non ce n'è? Soprassedendo sui teatrini annessi alle persone a me vicine e alle tragicommedie in cui si imbattono, è una domanda difficile.
Come del resto è inspiegabile questo senso di irrequietezza, di incompletezza, per una cosa (non uscire) che in fondo avevo già deciso. Farsi venire voglia di uscire alle 22.59, sapendo già che poi non c'è niente che possa davvero tirarti fuori di casa. Che idiozia.
Non riesco più ad uscire a cazzo.
A uscire e vedere cosa succede.Sto già pensando a domani, tesi in vista. Perchè oramai la tesi si può toccare solo nei weekend (e oggi non l'ho toccata).
La famosa rigidità porta anche a questo: va benissimo.
6 giorni su 7, però.
Oggi forse avrei potuto sospendere, buttarmi sul primo carrozzone, skhattarmi di vino, sorridere, far felice qualcuno (una componente che mai dovrei dimenticarmi quando non ho voglia di uscire per motivazione intrinseca).
E invece son qui a sospirare, a mangiare crudo e pecorino, che stanotte mi faranno dormire di merda. A cercare risposte dal blog mentre mi accartoccio.
E che cazzo sò rimasto a fare a casa,
sarà una questione aperta.
In maniera ancora più legittima e logica.
Ma la cosa più divertente sarà che domani penserò:
hai fatto bene a non uscire a cazzo Dino. Così si fa.
Al che, qualcuno mi prenoterà un taxi per Bisceglie.
(già adesso ho aggiunto sta parentesi per sottolineare che mi stava venendo voglia di aprire il file della tesi ma che non lo farò, che annoiarmi mi ricarica le pile forse anche più di una bella birra con gli amici. Sì, un taxi per piacere)
(Patrizia Laquidara, corn tù....suggerirei PALOMA, cover del suo conterraneo Battiato, per altro in Portoghese, della nostra)
E' sabato. Erano giorni che dentro di me sapevo che oggi non sarei mai uscito.
E' stata una settimana incredibile, non so manco io come ho fatto a fare tutto.
Spendo troppo, mi dico. Rallentiamo.
Proposte, arrivano.
Sono esattamente il contrario di ciò che vorrei. Grupponi informi, gente nuova.
Fico, è sabato. Momento di rinnovamento. Non dovrei volere nient'altro per la vita mia.
E invece.
Per carità, grazie infinite a chi chiede la mia presenza, ma oggi non ce n'è.
Ma perchè non ce n'è? Soprassedendo sui teatrini annessi alle persone a me vicine e alle tragicommedie in cui si imbattono, è una domanda difficile.
Come del resto è inspiegabile questo senso di irrequietezza, di incompletezza, per una cosa (non uscire) che in fondo avevo già deciso. Farsi venire voglia di uscire alle 22.59, sapendo già che poi non c'è niente che possa davvero tirarti fuori di casa. Che idiozia.
Non riesco più ad uscire a cazzo.
A uscire e vedere cosa succede.Sto già pensando a domani, tesi in vista. Perchè oramai la tesi si può toccare solo nei weekend (e oggi non l'ho toccata).
La famosa rigidità porta anche a questo: va benissimo.
6 giorni su 7, però.
Oggi forse avrei potuto sospendere, buttarmi sul primo carrozzone, skhattarmi di vino, sorridere, far felice qualcuno (una componente che mai dovrei dimenticarmi quando non ho voglia di uscire per motivazione intrinseca).
E invece son qui a sospirare, a mangiare crudo e pecorino, che stanotte mi faranno dormire di merda. A cercare risposte dal blog mentre mi accartoccio.
E che cazzo sò rimasto a fare a casa,
sarà una questione aperta.
In maniera ancora più legittima e logica.
Ma la cosa più divertente sarà che domani penserò:
hai fatto bene a non uscire a cazzo Dino. Così si fa.
Al che, qualcuno mi prenoterà un taxi per Bisceglie.
(già adesso ho aggiunto sta parentesi per sottolineare che mi stava venendo voglia di aprire il file della tesi ma che non lo farò, che annoiarmi mi ricarica le pile forse anche più di una bella birra con gli amici. Sì, un taxi per piacere)
(Patrizia Laquidara, corn tù....suggerirei PALOMA, cover del suo conterraneo Battiato, per altro in Portoghese, della nostra)
venerdì, gennaio 11, 2008
agenda proforma 2008
9 gennaio: Gazebo-day
Per vivacizzare un week-end moscio, sulle note di "I like Chopin", si monta qualche gazebo, si raccolgono migliaia di firme e da una macchina ci si inventa un partito.
17 gennaio: Evasion-day
Basta con l'ingiusta crocefissione degli evasori. Se non ci fossero loro non avremmo i tesoretti derivanti dai buoni risultati della lotta all'evasione.
1 febbraio: Proforma-birth-day
Sono passati dodici anni e l'entusiasmo è sempre lo stesso. Praticamente nullo.
13 febbraio: No-TV-day
Giorno dedicato al boicottaggio delle televisioni. In verità tutto nasce dalla ferma volontà di riutilizzare un vecchio cartello in polistirolo NO TAV con la A completamente scolorita.
22 febbraio: Giucas-Casella-day
Ci incontreremo in piazza solo quando lo dirò io.
13 marzo: No-pinocchietti-day
Basta con questa oscena moda che ci costringe a guardare insulsi polpacci nudi. Vietiamo il pinocchietto per decreto.
(considerando che durante il mio tirocinio ho solcato la porta di Proforma coi pinocchietti per il 97% dei casi...mi sento osservato)
7 aprile: Proforma-day
oggi tutte le aziende di nome Proforma potranno mandare a cagare i propri clienti più pedanti ricevendo in cambio complimenti e lauti benefici.
6 maggio: Mafia-day
Questo giorno qui io non l'ho mai visto e non lo conosco e mi faccio i fatti miei.
2 giugno: Repubblica-day
Giorno in cui i redattori del Corriere scioperanno per ottenere anche loro una festa nazionale.
5 giugno: Lapsus-day
Oggi è il 23 gennaio.
3 luglio: Mela-day
Il frutto del peccato è solo un simbolo. Finalmente tutti in piazza a pretendere senza menare tanto il can per l'aia ciò che ci spetta di diritto.
28 luglio: Laico-day
Scambiamoci un segno di pace.
21 agosto: Ecchecazzo-day
Ci abbiamo provato in tutti i modi ma alla fine non siamo riusciti a organizzarlo.
29 agosto: Ca-day
Festa dedicata alla quotidiana operazione di lavarsi le mani prima dei pasti. Tutti in piazza con una saponetta e dell'acqua a lavarsi le mani. Saranno presenti come guest star Ponzio Pilato e Antonio Di Pietro.
2 ottobre: Arci-day
La giornata in cui tutto è esageratamente esagerato. I partecipanti riceveranno gratuitamente la tessera di un'assocazione culturale orientata a sinistra.
6 ottobre: Fila-day
Un'intera giornata passata in fila. Troviamoci in piazza a formare un enorme serpentone e gridare che in Germania certe cose non si sono mai viste.
22 ottobre: Dei-day
Ci vediamo in piazza Dei Mille, con Dei panini, Dei cartelli molto colorati e Dei pupazzi a cui dare fuoco in allegria. Poi montiamo Dei gazebi e fondiamo il partito partitivo.
6 novembre: New-History-day
Garibaldi era glabro, Hitler un grande statista, Ghandi un ciarlatano maniaco della videoconferenza. Un'altra storia è possibile. Gridiamolo insieme.
20 novembre: Peace-day
Oggi il centrosinistra non litigherà su nulla e andrà in piazza a festeggiare. Purtroppo non possiamo comunicare il nome della piazza perchè non c'è ancora l'accordo.
17 dicembre: O'pus-day
Giornata di festa inventata da una lobby partenopea dedita all'adorazione di un'infiammazione purulenta.
Per vivacizzare un week-end moscio, sulle note di "I like Chopin", si monta qualche gazebo, si raccolgono migliaia di firme e da una macchina ci si inventa un partito.
17 gennaio: Evasion-day
Basta con l'ingiusta crocefissione degli evasori. Se non ci fossero loro non avremmo i tesoretti derivanti dai buoni risultati della lotta all'evasione.
1 febbraio: Proforma-birth-day
Sono passati dodici anni e l'entusiasmo è sempre lo stesso. Praticamente nullo.
13 febbraio: No-TV-day
Giorno dedicato al boicottaggio delle televisioni. In verità tutto nasce dalla ferma volontà di riutilizzare un vecchio cartello in polistirolo NO TAV con la A completamente scolorita.
22 febbraio: Giucas-Casella-day
Ci incontreremo in piazza solo quando lo dirò io.
13 marzo: No-pinocchietti-day
Basta con questa oscena moda che ci costringe a guardare insulsi polpacci nudi. Vietiamo il pinocchietto per decreto.
(considerando che durante il mio tirocinio ho solcato la porta di Proforma coi pinocchietti per il 97% dei casi...mi sento osservato)
7 aprile: Proforma-day
oggi tutte le aziende di nome Proforma potranno mandare a cagare i propri clienti più pedanti ricevendo in cambio complimenti e lauti benefici.
6 maggio: Mafia-day
Questo giorno qui io non l'ho mai visto e non lo conosco e mi faccio i fatti miei.
2 giugno: Repubblica-day
Giorno in cui i redattori del Corriere scioperanno per ottenere anche loro una festa nazionale.
5 giugno: Lapsus-day
Oggi è il 23 gennaio.
3 luglio: Mela-day
Il frutto del peccato è solo un simbolo. Finalmente tutti in piazza a pretendere senza menare tanto il can per l'aia ciò che ci spetta di diritto.
28 luglio: Laico-day
Scambiamoci un segno di pace.
21 agosto: Ecchecazzo-day
Ci abbiamo provato in tutti i modi ma alla fine non siamo riusciti a organizzarlo.
29 agosto: Ca-day
Festa dedicata alla quotidiana operazione di lavarsi le mani prima dei pasti. Tutti in piazza con una saponetta e dell'acqua a lavarsi le mani. Saranno presenti come guest star Ponzio Pilato e Antonio Di Pietro.
2 ottobre: Arci-day
La giornata in cui tutto è esageratamente esagerato. I partecipanti riceveranno gratuitamente la tessera di un'assocazione culturale orientata a sinistra.
6 ottobre: Fila-day
Un'intera giornata passata in fila. Troviamoci in piazza a formare un enorme serpentone e gridare che in Germania certe cose non si sono mai viste.
22 ottobre: Dei-day
Ci vediamo in piazza Dei Mille, con Dei panini, Dei cartelli molto colorati e Dei pupazzi a cui dare fuoco in allegria. Poi montiamo Dei gazebi e fondiamo il partito partitivo.
6 novembre: New-History-day
Garibaldi era glabro, Hitler un grande statista, Ghandi un ciarlatano maniaco della videoconferenza. Un'altra storia è possibile. Gridiamolo insieme.
20 novembre: Peace-day
Oggi il centrosinistra non litigherà su nulla e andrà in piazza a festeggiare. Purtroppo non possiamo comunicare il nome della piazza perchè non c'è ancora l'accordo.
17 dicembre: O'pus-day
Giornata di festa inventata da una lobby partenopea dedita all'adorazione di un'infiammazione purulenta.
benvenuti nel futuro
La storia della musica contemporanea potrebbe cambiare. Godetevi questo capolavoro.
Burial - Archangel
Genere: dub-step
primo caso nella storia.
Burial - Archangel
Genere: dub-step
primo caso nella storia.
giovedì, gennaio 10, 2008
martedì, gennaio 08, 2008
cassano e basta

La Sampdoria è il nido ideale per Antonio Cassano. Il gioiellino di Bari ha dichiarato oggi il suo amore alla squadra blucerchiata nel corso di una conferenza stampa al campo di allenamento di Bogliasco. "Voglio rimanere alla Samp - dice - qui hanno creduto in me dall'inizio quando tutti pensavano che fossi un giocatore finito. A Genova sto benissimo, è impossibile avere problemi, e guardate che io ne avuti con mezzo mondo. Qui ho trovato il mio ambiente ideale". Il fantasista ex Roma e Real Madrid evidenzia poi il grande feeling creato con il mister Mazzarri e getta uno sguardo sul suo futuro con il team doriano: "Credo si possa costruire qualcosa di importante". Infine aggiunge: "Uno come me, testa compresa, non credo proprio che esista. Nel mondo Messi è un gradino sopra agli altri, ma in Italia c'è Cassano e basta".
ho cambiato titolo del post, avrebbe fatto impallidire anche lina wertmuller
Titolo originale:
dedicato dai miei stakeholders (e anche un pò da me stesso) a me stesso (e anche un pò ai miei stakeholders)
ludo, scrivo "pò" così per comodità. Sull'italiano comunque mi dai legnate. Devo chiederti 3 o 4 cose, ricordami.
Iniziamo dalla definizione di stakeholders (bingo!), qui usato in forma metaforica (?)
Con il termine Stakeholder si individuano i soggetti "portatori di interessi" nei confronti di un'iniziativa economica, sia essa un'azienda o un progetto.
Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all'azienda o gruppi di interesse locali.
Veniamo al dunque, la dedica.
Frutto, come spesso accade nei momenti di autoanalisi, di una serie interminabile di critiche su chi sono e/o dove vado. Solitamente rispondo con una critica su me stesso. E amo profondamente l'ironia, specie quando è autoriferita. A conferma di un mondo Dinocentrico (ecco, appunto, l'ironia)
Why you being a dickhead for?
Stop being a dickhead
Why you being a dickhead for?
You're just fucking up situations
(...)
Think you know everything
You really don't know nothing
I wish that you were more intelligent
So you could see that what you are doing is
So shitty, to me
Kate Nash - dickhead
Ok, lo ammetto. Sono una testa di cazzo.
Attendo altri outing.
dedicato dai miei stakeholders (e anche un pò da me stesso) a me stesso (e anche un pò ai miei stakeholders)
ludo, scrivo "pò" così per comodità. Sull'italiano comunque mi dai legnate. Devo chiederti 3 o 4 cose, ricordami.
Iniziamo dalla definizione di stakeholders (bingo!), qui usato in forma metaforica (?)
Con il termine Stakeholder si individuano i soggetti "portatori di interessi" nei confronti di un'iniziativa economica, sia essa un'azienda o un progetto.
Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all'azienda o gruppi di interesse locali.
Veniamo al dunque, la dedica.
Frutto, come spesso accade nei momenti di autoanalisi, di una serie interminabile di critiche su chi sono e/o dove vado. Solitamente rispondo con una critica su me stesso. E amo profondamente l'ironia, specie quando è autoriferita. A conferma di un mondo Dinocentrico (ecco, appunto, l'ironia)
Why you being a dickhead for?
Stop being a dickhead
Why you being a dickhead for?
You're just fucking up situations
(...)
Think you know everything
You really don't know nothing
I wish that you were more intelligent
So you could see that what you are doing is
So shitty, to me
Kate Nash - dickhead
Ok, lo ammetto. Sono una testa di cazzo.
Attendo altri outing.
domenica, gennaio 06, 2008
britney la cavalla

Una lite furibonda con l'ex marito Kevin Federline per la custodia dei figli, la polizia, il ricovero in ospedale per essere sottoposta a esami psichici e tossicologici, l'uscita dal nosocomio perché - secondo i medici - "non è più un pericolo per se stessa". I drammi per Britney Spears non finiscono più, e oggi arriva l'ultima, clamorosa rivelazione: l'ex reginetta del pop ha assunto del clenbuterolo, una droga che viene somministrata ai cavalli per aumentarne le potenzialità. A rivelarlo è il tabloid britannico The Sun che cita "fonti vicine" alla cantante. Il farmaco le sarebbe servito - di questo era convinta - a perdere peso. Ma il mix con ecstasy e anfetamine, ingerite con grandi quantitativi di vodka, avrebbe prodotto gli effetti che l'hanno portata al ricovero. Dopo quanto accaduto, un giudice di Los Angeles ha deciso che non potrà più avere in custodia i figli neppure per poche ore, come invece stabilito dall'accordo raggiunto con l'ex marito.
andare a dormire con gli occhi lucidi
Sæglópur, á lífi
Kominn heim
Sigùr Ros - Saeglopur
Regista: Sigùr Ros
sabato, gennaio 05, 2008
tantra
Aiace Telamonio, era figlio del re di Salamina e fu elevato al rango di dio quando fu reso immortale da Zeus in persona, che lo coprì con una pelle di leone. Eroe a Troia, fu così sicuro della propria forza, del valore dimostrato e ancor di più convinto della protezione di Zeus che prima lo aveva reso immortale che pretese per sé le armi di Achille.
Il simbolo che doveva eleggere il più valoroso degli dei fu però consegnato, con sua grande sorpresa, ad Odisseo. Aiace impazzì e uccise tutte le pecore che dovevano servire al nutrimento dell'esercito.
Tornato in sé si tolse la vita per la vergogna, in un gesto di estrema riconoscenza ed umiltà. Il gesto fu apprezzato dagli dei e leggenda vuole che le tanto agognate armi di Achille raggiunsero un giorno la sua tomba portate lì dalle onde del mare.
Il simbolo che doveva eleggere il più valoroso degli dei fu però consegnato, con sua grande sorpresa, ad Odisseo. Aiace impazzì e uccise tutte le pecore che dovevano servire al nutrimento dell'esercito.
Tornato in sé si tolse la vita per la vergogna, in un gesto di estrema riconoscenza ed umiltà. Il gesto fu apprezzato dagli dei e leggenda vuole che le tanto agognate armi di Achille raggiunsero un giorno la sua tomba portate lì dalle onde del mare.
venerdì, gennaio 04, 2008
bjork + gondry = il top
Declare independence!
Don't let them do that to you!
Bjork - Declare independence
Regia: Michel Gondry
franco cassano
Chi è duro con sè stesso
ha il titolo di esserlo con gli altri.
ha il titolo di esserlo con gli altri.
(Franco Cassano, ordinario di Sociologia presso l'Università degli Studi di Bari
Prolusione inaugurazione Anno Accademico 2006-2007)
martedì, gennaio 01, 2008
1 gennaio 2008: press reset (o forse lo spingono le altre per me)
Cercando di indagare sul perchè e sul per come delle assenze, mi reimpossesso della mia identità.
Non sono ancora del tutto pronto, perchè stronzo è un ottimo epiteto per definirmi,
ma non la verità.
Però comincia a diventare autolesionista non cercare altre strade.
Arrivederci, addio, la formula è da definire, ma assume tonalità grottesche l'implosione, quasi contemporanea, di certi punti di riferimento, poichè non rivelatisi tali.
Paura?
(assenza di) coraggio?
Poco tempo dedicato da me?
Poca umiltà mia?
Un mix delle cose?
Nel dubbio, cito Barbara Cavaleri.
L'assenza è un assedio di frasi in ritardo.
Avvertenza: vale a ogni latitudine e longitudine.
In ogni momento, congiuntura storica. Con o senza crisi, con o senza fughe, con o senza egoismi, comodità. La vita è complicata. Per me e te (e i te sono più di uno), allo stesso modo.
E questa verità sacrosanta mi impedisce di giustificarti.
Non sono ancora del tutto pronto, perchè stronzo è un ottimo epiteto per definirmi,
ma non la verità.
Però comincia a diventare autolesionista non cercare altre strade.
Arrivederci, addio, la formula è da definire, ma assume tonalità grottesche l'implosione, quasi contemporanea, di certi punti di riferimento, poichè non rivelatisi tali.
Paura?
(assenza di) coraggio?
Poco tempo dedicato da me?
Poca umiltà mia?
Un mix delle cose?
Nel dubbio, cito Barbara Cavaleri.
L'assenza è un assedio di frasi in ritardo.
Avvertenza: vale a ogni latitudine e longitudine.
In ogni momento, congiuntura storica. Con o senza crisi, con o senza fughe, con o senza egoismi, comodità. La vita è complicata. Per me e te (e i te sono più di uno), allo stesso modo.
E questa verità sacrosanta mi impedisce di giustificarti.
Iscriviti a:
Post (Atom)

