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giovedì, settembre 11, 2008

i camorristi sono loro (?)

mara e il sesso

"Come donna l'idea di prostituirsi in cooperative e nelle case chiuse mi fa rabbrividire, come donna impegnata in politica sono consapevole che il fenomeno esiste e va contrastato"

Lo ha detto il ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

venerdì, agosto 29, 2008

qualcuno mi ricorda chi è l'editore di Panorama?

Silvio Berlusconi esprime la sua solidarietà a Romano Prodi, dopo la notizia, pubblicata da Panorama, su intercettazioni in cui risulterebbero aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier.

«La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto» ha affermato il Presidente del Consiglio in una nota, sollecitando il «Parlamento ad intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali»

(corriere.it)

mercoledì, luglio 30, 2008

4 stelline, 4 paperelle, qualche pestaggio alla Diaz, qualche morto nelle centrali elettriche...


Claudio Scajola ci ricasca e colleziona un'altra pesante gaffe. In occasione dell'inaugurazione della centrale elettrica di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, il ministro dello sviluppo economico ha infatti salutato l'apertura dell'impianto, considerato un modello di sicurezza, con queste parole:

"Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro"

Quel "qualche vita umana", soprattutto in un periodo di piena emergenza morti bianche, appare davvero come un clamoroso autogol. Soprattutto se il protagonista è un politico che di gaffe ne aveva già collezionata una. Clamorosa. Tale da fargli perdere la carica di ministro dell'Interno. Dopo aver definito un "rompicoglioni" Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse, Scajola fu al centro di una durissima polemica politica che lo costrinse alle dimissioni. A distanza di sei anni Scajola è tornato ministro. Ma è inciampato un'altra volta.

E non sono mancate le reazioni. Per Orazio Licandro (Pdci) "Scajola non è nuovo a queste sgradevolissime gaffes. Il riferimento ancora una volta alla perdita di vite umane come effetto collaterale sopportabile fa rivoltare lo stomaco". Per l'esponente Pdci "nelle democrazie serie per assai meno si va a casa e non si torna più sulla scena politica, ma l'Italia rappresenta la solita anomalia". Secco il commento di Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio: "Gaffe imperdonabile per chiunque, figuriamoci per un ministro della repubblica. Il minimo - ha aggiunto- è che Scajola chiarisca, o chieda scusa alle famiglie degli operai caduti nel cantiere della centrale".

L'ultima morte bianca nel cantiere di Torrevaldaliga Nord risale a giugno quando a morire fu un operaio slovacco di 24 anni, Ivan Ciffary, precipitato da una piattaforma a oltre 25 metri d'altezza. L'inaugurazione, a cui doveva partecipare anche il premier Berlusconi, è stata contestata dal comitato "No Coke" che da tempo si oppone alla sua realizzazione. I manifestanti hanno inscenato un corteo funebre e hanno lanciato soldi sporchi di sangue sulle bare al grido di "assassini" e "diritto alla salute:articolo 32 della costituzione".

repubblica.it

sabato, luglio 26, 2008

gli atteggiamenti mafiosi sono una cosa da meridionali

Il poco raffinato gesto che il leader della Lega Umberto Bossi ha rivolto da ultimo all'inno italiano è stato ripreso dalla compagnia aerea Ryanair sul suo sito Web, in una pubblicità in cui le offerte del vettore low cost vengono confrontate con le alte tariffe di Alitalia.

Nella pubblicità apparsa sulla home page del sito di Ryanair compare una fotografia del leader del Carroccio Umberto Bossi con il dito medio alzato e sotto la scritta: "Il ministro Bossi ai passeggeri italiani. Il governo: supporta le alte tariffe di Alitalia, supporta i frequenti scioperi di Alitalia, se ne frega dei passeggeri italiani". Poi l'immagine cambia e appare la scritta pubblicitaria "Vola Ryanair a 10 euro".

Lo spot di Ryanair ha provocato la reazione del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Castelli, leghista, che chiede ai vertici della compagnia di scusarsi.

"Tutto immaginavo tranne che Ryanair fosse un partito politico. Mi attiverò per capire se questa sorprendente presa di posizione sia compatibile con l'attività di operatore della compagnia negli aeroporti italiani. Mi auguro che arrivino immediatamente le scuse dei dirigenti. In ogni caso certamente io non mi avvarrò dei servizi di Ryanair", ha detto Castelli.

Ryanair non è nuova ad attacchi e a critiche nei confronti della compagnia aerea italiana sua concorrente, che ha accusato di aver violato le norme dell'Unione europea sugli aiuti di Stato.

Anni fa, Ryanair ha dipinto su un aereo della sua flotta la scritta "Arrivederci Alitalia".

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di cui Bossi è uno degli alleati più importanti, ha detto di aver trovato i fondi necessari per rilanciare la compagnia aerea e un nuovo slogan: "Io amo l'Italia, io volo Alitalia".

(reuters Italia)

giovedì, luglio 24, 2008

lodo è bello

Francesca Lodo

E ora non si sente più "perseguitato". Prima conseguenza: il sabato potrà lavorare per il paese e non "perdere tempo" con i suoi avvocati. Il premier sembra radioso, così lo raccontano i suoi senatori, a poche ore dall'approvazione dello scudo penale per le quattro più alte cariche dello stato e dalla firma del Presidente della Repubblica che ha messo l'ok finale alla legge. Berlusconi è a un incontro con i suoi senatori a Palazzo Madama che in queste ore gli ha "regalato" due traguardi importanti: il Lodo e il pacchetto sicurezza. Il premier parla di tutto, rassicura su Alitalia ("stiamo lavorando"), dice la sua sul caso Englaro ("è giusto intervenire", cioè sollevare il conflitto di attribuzioni previsto la prossima settimana), sul federalismo ("bisogna tener conto delle esigenze delle regioni del sud") e sul dialogo col Pd.

"Non sono più perseguitato". "Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati..." dice Berlusconi ai senatori che ha voluto ringraziare personalmente per il lavoro di questi giorni. "Non vorrei parlare dei magistrati - ha sottolineato il premier - ma mi avete liberato... Ora non verrò più perseguitato, da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze".

Il Presidente del Consiglio ha anche scherzato sul provvedimento approvato dal Senato ieri: "Così facendo - ha detto Berlusconi -, avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori...". Berlusconi ha ribadito che il Lodo Alfano "è un provvedimento assolutamente giusto".

Federalismo & riforme. La maggioranza andrà avanti sulle riforme. "Da settembre - ha spiegato Berlusconi - porteremo in Parlamento una serie di disegni di legge" per procedere sul federalismo, la riforma costituzionale e la giustizia ("La mancanza di certezza nei processi civili blocca gli investimenti dall'estero"). Nei gazebo, nelle piazze, sarà distribuito un manifesto "con le cose fatte e quelle ancora da fare". "Siamo convinti della necessità di dar vita al federalismo fiscale, ma bisognerà tener conto delle ragioni, delle esigenze e di tutte le regioni meridionali che devono essere salvaguardate" ha sottolineato il premier.

Pace fatta con la Lega. E massima stima per Umberto Bossi dopo le tensioni nella maggioranza per i suoi insulti all'Inno di Mameli e agli insegnanti che vengono dal sud. Il premier lo descrive come uomo di "grande raziocinio e straordinaria lealtà". Il fatto è che quando Bossi è in un teatro, se qualcuno la spara grossa lui deve spararla più grossa ancora. Così il premier Silvio Berlusconi ha dipinto il leader del Carroccio descrivendo il Senatur come un "animale da popolo": "Ma non dobbiamo preoccuparci - ha aggiunto - e in ogni caso nella coalizione siamo noi, essendo il partito maggiore, a dover mostrare più responsabilità".

Elezioni europee: sbarramento al 5%. Per le prossime elezioni europee il premier pensa a una legge elettorale con liste bloccate ("per mandare a Bruxelles i tecnici") e sbarramento al 5%. E se l'opposizione chiedesse il 4%, il governo direbbe no. Lo sbarramento al 5% servirebbe anche a "limitare le spese che ora arrivano fino a 3 milioni di euro. Porterà a una maggiore trasparenza nella raccolta di fondi e darà alla maggioranza una squadra di 'specialisti' preparati a livello europeo che aiuteranno l'Italia a contare di più con un forte blocco di centrodestra".

Tra le promesse elettorali non mantenute per mancanza di fondi Berlusconi cita il bonus bebè. "Si farà perchè è una promessa - assicura il premier - raccontando che molto spesso, di fronte a gente che per strada chiede conto dei mille euro per la nascita di ciascun bebè italiano, per non sentirsi in colpa lui tira fuori di tasca propria il denaro. Ma si può fare sempre" ha concluso il premier. Per il resto aesso la priorità è "ridurre le spese" dello Stato, poi il Governo "taglierà le tasse". Il premier ha ripetuto la sua intenzione di affidare a delle "agenzie esterne" la razionalizzazione delle spese di ogni Ministero. Dunque "ora una, due diligence per abbattere l'inefficienza della pubblica amministrazione". Subito dopo - ha concluso il Presidente del Consiglio - "ci occuperemo di come ridurre le tasse".

Dialogo sì ma senza offese. Il dialogo con l'opposizione va bene ma Silvio Berlusconi non intende mostrare disponibilità illimitata di fronte ad un centrosinistra che in realtà non ha interesse a confrontarsi sul serio. Quindi no al dialogo "con offese a correnti alternate". Più in generale il premier ha detto comunque di non farsene "un cruccio" anche perchè "sono loro che devono venire da noi". Lo dicono i sondaggi: "Il gradimento verso il Governo è al 59,9%", mentre il gradimento verso il Presidente del Consiglio "è a 62,5%", il "maggior gradimento nella storia".

Pdl partito unico. "Entro febbraio, prima delle elezioni europee, è necessario che la Pdl sia un partito unico" ha detto Berlusconi a proposito della nascita del partito unico e dello scioglimento di Fi e An, "lo vogliono gli elettori". limitare le spese che ora arrivano fino a 3 milioni di euro, porterà a una maggiore trasparenza nella raccolta di fondi e darà alla maggioranza una squadra di 'specialisti' preparati a livello europeo che aiuteranno l'Italia a contare di più con un forte blocco di centrodestra.

repubblica.it

sabato, luglio 12, 2008

meno tasse per tutti


Cinque a due. Perché di promesse da realizzare a tambur battente sul fronte economico il governo Berlusconi ne aveva lanciate almeno sette, ma cinque sono rimaste sulla carta. Solo promesse, appunto. E tali resteranno. D'altra parte l'economia è la scienza triste ma anche quella che, quasi sempre, lascia meno spazio alle opinioni. Contano i fatti.

Dunque, nella campagna elettorale e subito dopo la chiusura delle urne, il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, aveva garantito "meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese". "Vogliamo ridurre la pressione fiscale sotto il 40 per cento del Pil nei prossimi anni", aveva detto il 2 aprile. Ma non lo farà. Nell'arco di tutta la legislatura, sia chiaro. L'ha scritto nel Dpef, il
Documento di programmazione economico-finanziaria, il suo Super ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. E l'ha certificato solo qualche giorno fa il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: "La pressione fiscale rimarrebbe invariata nel quinquennio dopo la riduzione di 0,3 per cento punti di Pil attesa per il 2008 (al 43 per cento)", ha scandito il governatore. Resterà al livello già raggiunto durante il biennio in cui a guidare la politica fiscale c'era Vincenzo Visco. Continuità, insomma, "con il vecchio galleggiamento del governo Prodi". Come nota Luca Ricolfi docente di Analisi dei dati all'Università di Torino. Ma qui, nel tradimento della promessa sulle tasse, c'è anche il maggiore "scarto" - spiega Ricolfi - tra il programma elettorale e la realtà. "Mi sembra troppo - aggiunge - sostenere che in quattro mesi c'è stata un'accelerazione della crisi tale da obbligare il nuovo governo a rimangiarsi tutto. In ogni caso qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di spiegare perché ha cambiato idea".

E di idee mutate, o proprio dimenticate, ce ne sono anche altre. Per esempio quella che i giornali hanno ribattezzato il "bonus bebè": mille euro per ogni neonato per rilanciare la crescita demografica. Ancora Berlusconi, premier in pectore, il 15 aprile: "Il primo Consiglio dei ministri introdurrà anche il bonus di mille euro per i nuovi nati". Dopo quello di Napoli, di Consigli dei ministri - come è noto - ce ne sono stati molti altri, ma il bonus per i neonati non è mai stato discusso. Così che il 14 giugno, la promessa elettorale è stata retrocessa a un mero auspicio: "Vorrei che si potesse fare al più presto".

Il governo ha abolito del tutto l'Ici sulla prima casa, come promesso. L'unica tassa davvero federale è stata cancellata. Ma già Prodi l'aveva abolita per il 40 per cento delle prime abitazioni. La perdita di gettito dei Comuni (1,7 miliardi) sarà compensata con altri trasferimenti.

Il 31 maggio scorso, Berlusconi annuncia che "i premi di produttività e gli straordinari vanno liberati da qualunque tassa". Le tredicesime, di cui aveva parlato in campagna elettorale, già non ci sono più. In ogni caso consideriamola tra le promesse mantenute, ma la "liberazione" è stata molto parziale. Intanto perché solo sperimentale e poi per i tanti paletti (le risorse sono scarse, si sa) che sono stati messi. Lo sgravio, per ora, è riservato solo ai lavoratori del settore privato che nel 2007 non hanno superato i 30 mila euro di reddito. E poi la cedolare secca del 10 per cento si applicherà fino al limite massimo di tremila euro di reddito da lavoro straordinario o da altre componenti variabili. Davvero una misura per sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti? Piuttosto appare destinata a una minoranza di loro. Sempre la Banca d'Italia: "Nel secondo trimestre del 2007 circa il 10 per cento dei lavoratori dipendenti ha effettuato prestazioni di lavoro straordinario per un numero complessivo di ore pari al 2 per cento circa del totale. Sono gli occupati nelle industrie del nord di dimensioni medio-grandi, di sesso maschile e con livelli di istruzione e qualifiche relativamente elevate a effettuare prestazioni di lavoro straordinario con maggiore frequenza".

È rimasta praticamente una boutade la promessa lanciata in "zona Cesarini" della campagna elettorale: "Aboliremo gradualmente il bollo su auto e moto" (11 aprile 2008, ultima apparizione in tv del Cavaliere-candidato). Nulla, nonostante l'avvocato-parlamentare Niccolò Ghedini, avesse chiesto al direttore di un'importante rivista di settore di verificare i costi da sostenere non fidandosi, il Cavaliere, delle stime dei suoi collaboratori.

Nell'ultimo mese di campagna elettorale i temi economici monopolizzarono praticamente la campagna elettorale, in particolare il caso Alitalia. Che - ha scritto Guido Legnante, professore di Sociologia politica a Pavia, nel libro Senza più sinistra. L'Italia di Bossi e Berlusconi (Il Sole 24 Ore) - ha costituito per Berlusconi "l'occasione per ricordare agli italiani le proprie capacità imprenditoriali e di leadership". E, infatti, il 14 aprile il leader del centrodestra, fresco di vittoria, dichiarava: "Prevedo una soluzione italiana entro un mese da oggi". Air France è scappata e la compagnia con il tricolore perde tre milioni al giorno.
La cosiddetta Robin Tax è stata approvata. "Avrà una destinazione sociale", disse il 18 giugno Berlusconi. Ma non è esattamente così. A finanziaria la "social card" per gli anziani più poveri andranno 200 milioni, pari a meno del 10 per cento del gettito atteso, e solo per il 2008. "Se anche fosse vero che si preleva ai ricchi, è certo che non si distribuisce ai poveri", hanno scritto su lavoce. info Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra. E Carlo Scarpa sullo stesso sito: "Robin Hood, se ci sei batti un colpo...".

repubblica.it

venerdì, luglio 11, 2008

lodo alfano? terza notizia al tg5 di oggi

E' polemica tra Italia e Catalogna sul modo in cui la stampa italiana ha trattato la tragedia di Federica Squarise, la ragazza padovana uccisa a Lloret de Mar. A causarla sono state le parole del segretario generale per gli Affari interni del governo catalano, Joan Boada, che ha accusato i media italiani di "sensazionalismo" e in particolare quelli che appartengono a Silvio Berlusconi di aver usato il caso dell'omicidio della giovane per distrarre l'opinione pubblica. Accuse che la Farnesina e l'ambasciatore d'Italia a Madrid Pasquale Terracciano hanno subito bollato come "inaccettabili e fantasiose".

Boada, in un'intervista rilasciata oggi alla radio spagnola Cadena Ser, ha difeso l'operato dei Mossos d'Esquadra, la polizia autonoma catalana, dopo le critiche piovute dagli organi di informazione del Belpaese nei confronti degli investigatori. "La polizia funziona e ha funzionato. I risultati sono stati ottenuti e sono là, a riprova del suo efficace e rapido funzionamento", ha detto il numero due del ministero degli Interni della comunità catalana.

Poi ha sferrato l'attacco: "Suppongo che in questo modo la stampa italiana si è liberata del compito di criticare il signor Berlusconi per le 'animaladas' che ha in questo momento con la politica interna nel suo Paese. E, al tempo stesso, i media che gravitano nell'orbita di Berlusconi preferiscono affrontare altri argomenti, piuttosto che quello che succede alla politica interna italiana e dedicarsi piuttosto a criticare la polizia catalana".

Immediata la risposta da Roma. L'ambasciatore d'Italia a Madrid, d'intesa con la Farnesina, ha inviato questa sera una protesta formale al presidente della Generalitat di Catalogna, José Montilla. Le dichiarazioni di Boada, osserva la nota, risultano, oltre che ingiustificabili, anche incomprensibili, visto l'apprezzamento più volte prestato dalle autorità italiane alla polizia.

venerdì, giugno 27, 2008

pronto, silvio? (fra qualche giorno tutto questo non sarà più possibile)

http://espresso.repubblica.it/multimedia/2444353

quella pazza dell'antonella troise, che si è messa in testa che io la odio

Il provvedimento è stato illustrato in una conferenza stampa dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Il sistema delle intercettazioni era degenerato", ha spiegato il ministro. "Il nostro provvedimento rispetta i principi della Costituzione in merito alla difesa della privacy di ogni cittadino". I controlli telefonici saranno utilizzabili per i reati che prevedono una pena superiore ai 10 anni di detenzione. L'unica deroga riguarderà i reati contro la pubblica amministrazione, che abbiano una pena massima non inferiore ai cinque anni. Mentre saranno "sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale". Il testo varato dal Consiglio dei ministri, prevede inoltre "l'inutilizzabilità delle intercettazioni che sono attinte in riferimento a un procedimento nel corso di altro procedimento".


Decisione collegiale. L'uso delle intercettazioni dovrà essere deciso da un Tribunale e non da un singolo soggetto. Comunque non potranno avere una durata superiore ai 3 mesi. Confermate anche le indiscrezioni sulle pene per coloro che divulgheranno illecitamente i contenuti delle intercettazioni. "Per i giornalisti che pubblicano intercettazioni coperte da segreto", spiega Alfano, "sono previste pene da 1 a 3 anni".

giovedì, giugno 26, 2008

i soldi che mi sono meritatamente procurato in tanti anni di attività



Ma perchè usare procurato invece che guadagnato?

"non è schedatura etnica"

Non è "schedatura etnica" prendere le impronte digitali di grandi e piccoli per censire i residenti dei campi nomadi. Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso dell'audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove ha precisato che l'iniziativa, prevista nel pacchetto sicurezza e anticipata qualche giorno fa, "vuole offrire ai nomadi una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti".

Le forze dell'ordine, affiancate dal personale della Croce Rossa italiana e dei servizi sociali dei comuni, prenderanno le impronte anche dei minori nel loro interesse, "proprio per evitare fenomeni come l'accattonaggio e garantire a chi ha il diritto di rimanere di poter vivere in condizioni decenti". Maroni lo aveva già chiarito nei giorni scorsi e oggi conferma: l'obiettivo non è discriminare le popolazioni nomadi ma "mandare a casa chi non ha il diritto di stare in Italia".

"E' nostra intenzione - ha detto il ministro - dare piena attuazione ai Patti per la sicurezza, sottoscritti con numerose città ma rimasti sino ad adesso sulla carta". Per questo è previsto, ad esempio, il conferimento ai prefetti di alcune grandi città di "poteri di commissario straordinario all'emergenza nomadi". In particolare, Maroni ha fatto riferimento a Roma, dove "soltanto all'interno del Grande raccordo anulare - ha ricordato - ci sono una cinquantina di campi, e altrettanti dovrebbero esservene fuori". Campi di dimensioni diverse, da un minimo di 10 a un massimo di qualche centinaio di residenti.

Il responsabile del Viminale ha infine lanciato un avvertimento ai genitori che si rendono responsabili dello sfruttamento dei figli a scopo di accattonaggio: "perderanno la potestà su di loro", ha assicurato il ministro.

(fonte: repubblica.it)

martedì, giugno 24, 2008

noi siamo figli della lupa, figli della notte che...


Alle Politiche giovanili arriva Giorgia Meloni, agguerrita esponente di AN, e il dicastero cambia nome in ministero della Gioventù. La novità 'anagrafica' è stata decisa già da qualche giorno, ma soltanto oggi è stata ufficializzata con tanto di carta intestata. Il ministero delle Politiche giovanili era nato nella precedente legislatura e accorpava anche le competenze relative allo sport.

venerdì, giugno 20, 2008

in Italia sarebbero furbetti

La crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti è arrivata nelle aule dei tribunali. Centinaia di persone sono state arrestate da marzo nel corso di un'operazione della polizia federale Usa, chiamata 'malicious mortgage'. Secondo i dati forniti dal dipartimento di Giustizia e dall'Fbi in una conferenza stampa, dall'1 marzo 2008 sono state arrestate 287 persone, delle quali 173 sono già state condannate, su un totale di 406 persone incriminate. I dati sono stati diffusi solo oggi, dopo la retata delle ultime 24 ore che ha portato all'arresto di 60 persone. In manette anche due ex manager di Bear Stearns. Tra gli indagati ci sono operatori del mercato finanziario, agenti immobiliari, avvocati e anche persone che hanno ottenuto prestiti senza averne le credenziali.

"Il dipartimento della Giustizia - ha spiegato il viceprocuratore federale Mark Filip in una conferenza stampa a Washington - è determinato a portare alla luce e punire le frodi sui mutui, per contribuire a riportare la stabilità e la fiducia nel nostro mercato immobiliare e in quello del credito".

Le indagini del Fbi e del dipartimento della Giustizia sui casi di frode che hanno determinato perdite per un miliardo di dollari sono iniziate il primo marzo scorso. La maggior parte degli arresti è stata compiuta ieri. Contemporaneamente, in seguito alle indagini di un altro giudice federale, di Brooklyn, sono stati arrestati due ex manager di Bear Stearns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin: sono accusati di frode, complotto e insider trading. Il fallimento dei fondi speculativi sui quali avevano fondato la fortuna della loro società, accese la miccia della crisi subprime.

Su Cioffi e Tannin pesa l'accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori. A inchiodare Cioffi e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail, dalle quali emergeva che ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi. Eppure, nonostante questo, nel corso di una conference call tenuta qualche giorno dopo l'invio delle email, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido. Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari.

Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorità hanno sottolineato che "gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica", tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti. Gli avvocati dei due arrestati sostengono al contrario che i loro clienti sono vittime della crisi finanziaria, e hanno operato correttamente.

Questo della Bear Stearns dovrebbe essere solo il primo di una lunga serie di incriminazioni legate a casi collegati alla crisi dei mutui. Le indagini pendenti sono circa 1400. L'esplosione della crisi ha fatto perdere la casa acquistata con il mutuo a centinaia di migliaia di persone negli Stati Uniti.

sabato, maggio 24, 2008

rompicoglione ombra - incipit

Da oggi farò il mio dovere di setacciatore di notizie aventi a che fare l'attuale governo. L'idea è quella non tanto di fare ideologia, quanto di smascherare quelle incongruenze, quei comportamenti chiaramente irrispettosi dell'opposizione, della società civile, della democrazia. Quelle scelte, quelle leggi che favoriscono qualcuno o qualcosa e non fanno l'interesse nazionali. Sopratutto, quelle leggi sottaciute, nascoste;
come in questo caso, messe nel sugo della "pubblica utilità".
Ogni volta porrò una questione: quella (sì, un po' tardiva) di oggi è:


ma che c'entra Rete4 col pacchetto sicurezza?

E' bufera sull'emendamento del governo in materia di frequenze tv, che permetterà a Rete Quattro di salvarsi e non andare sul satellite. L'opposizione non ne vuole sapere di accettarlo, e attacca duramente il Pdl. Il più duro è il deputato del Pd Roberto Zaccaria. "Il vero obiettivo dell'emendamento del governo sulle frequenze tv al decreto 'salva-infrazioni' è ridar fiato al titolo di Mediaset in Borsa. Stamattina il titolo Mediaset perdeva lo 0.69%, nell'ultimo mese ha perso il 10.24%, negli ultimi sei mesi il 19.65%, nell'ultimo anno il 35.45%. Il vero regista di questa operazione è il presidente Fedele Confalonieri, che ieri da Cannes ha spiegato che questo emendamento non è una legge ad personam". Pronta la risposta del presidente di Mediaset, che presenterà querela nei confronti del politico: "Nel suo intervento di stamattina alla Camera - ha detto Confalonieri - l'onorevole Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, ha usato nei miei confronti parole diffamatorie accusandomi in pratica del reato di aggiotaggio. Naturalmente è un falso e per questo motivo oggi stesso partirà una mia querela con richiesta di danni". Infine il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha spiegato il motivo per cui l'emendamento è stato ammesso: "Ribadisco che si ricollega a una procedura di infrazione. Non spetta alla presidenza - ha aggiunto - entrare nella valutazione sul grado e la misura in cui l'emendamento risponda alle questioni poste in sede europea, nè sindacare le motivazioni che hanno spinto il governo a tale formulazione. Tali valutazioni, di natura politica non riguardano l'apprezzamento di competenza della presidenza".

(fonte: unionesarda.it)