giovedì, novembre 29, 2007
mininni, non odiarmi
Mi faceva sentire speciale questa rincorsa.
Mi pregustavo un oramai insperata laurea dicembrina.
Ieri sono riuscito a fare l'incredibile, passando la Savino al primo tentativo, graziato anche da una commissione particolarmente clemente.
Addirittura 22, manco il mio 18 con cui facevo le medie. Sulle ali dell'entusiasmo avevo studiato anche ieri sera, stanotte ero tutto adrenalinico. Forse troppo.
3 ore di sonno, io che già progettavo le cose della radio, che vivevo l'esame di domani come una bella passerella, senza l'obbligo di andar bene.
All'ora di pranzo ero in anticipo sui tempi, pensavo di dovermi limitare a "sole" 15 ore di studio. Le ultime, pensavo. Da domani basta, è finita.
Ore 16. Leggo. Non rimane in mente. Rileggo. Cazzo, non entra. 5 minuti per ripetere una pagina, quando diamine finirò..
inizia la nausea.
Mi fermo, caffè numero 4.
10 minuti di studio, poi vomito. Inizio a piangere. E' finita, il mio corpo ha detto basta.
Credo che tecnicamente si chiami esaurimento nervoso, anche se forse è solo tanta, tantissima stanchezza accumulata. Ho delle occhiaie spaventose.
Finisce qui il sogno di gloria del miracolo dicembrino. Non mi sento in colpa con me stesso, come potrei?
Mi dispiace con Mininni, il mio relatore, che è una vita che aspetta che mi laureo. A luglio dico ottobre,
a ottobre dicembre,
a dicembre febbraio.
Considerando che vorrei lavorarci con lui un giorno, dovrò riconquistarmi la stima che ho gradualmente perso. Mi sento una merda solo per quella.
Una certezza: MAI più così. Devo imparare a gestirmi.
Chiedo scusa a tutti coloro che ho un pò deluso. Mi rifarò, ve lo prometto.
lunedì, novembre 26, 2007
idee chiare

7 novembre
Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini è intervenuto a Radio Marte Sport in vista del match che opporrà i rosanero al Napoli di Edy Reja:
Dopo cinque pareggi di fila, spero in una vittoria. Colantuono rischia? Nessuna panchina è solida, ma è mia intenzione che resti per aprire un ciclo come Reja, Spalletti e Prandelli. Cambiare allenatore è deleterio perchè bisogna cominciare tutto da capo, questa volta devo essere paziente.

26 novembre
Il Palermo ha esonerato il tecnico Stefano Colantuono. Fatale la sconfitta per 5-0 dei rosanero in casa della Juventus nella scorsa giornata di campionato. La squadra sarà affidata a Francesco Guidolin, ancora sotto contratto con la società presieduta da Zamparini. "Sono felice di tornare sulla mia panchina", ha dichiarato l'allenatore veneto.
domenica, novembre 25, 2007
il triangolo delle barbados
Rihanna - please don't stop the music
non si può dire che sia un appassionato di musica commerciale, per quanto perda diverse ore settimanali lì incantato a studiarmela.
Però esponetevi per 4-5 volte a questa canzone in momenti discontinui della vostra giornata e poi ditemi se non è una fottutissima trappola.
Dopo Umbrellaella-e-e-e,
mammasèmammasàmammamakossà.
il signor Jay-Z ha confezionato un'altra macchina da soldi.
messaggio non sollecito
Il tempo che incastrino Amanda e sono tutto vostro.
p.s. la mia top friends di myspace non ha NESSUN valore a livello di graduatoria.
giovedì, novembre 22, 2007
parola del califfo
suono e canto la mia libertà.
Se sono triste suono piano, se sono in forma canto forte
così affronto la mia sorte.
Una donna innamorata anche quella più pulita
prima o poi le corna te le fa.
Tanto vale andare avanti e trattare con i guanti
solo questa libertà.
Franco Califano - la mia libertà
Stamattina ho intercettato quasi per caso il testo di questa canzone.
Ovviamente sono rimasto colpito dalla parte evidenziata.
Ora mi chiedo: e se avesse ragione lui?
Alla fine il camerata Califano, pur essendo mediamente caciarone, non ha detto solo fesserie sulle donne.
E' un salto concettuale fondamentale passare dalle corna subìte come "devianza", alle corna subìte come "norma". Ci sto pensando.
E mi piacerebbe sentire anche cosa ne pensa il pubblico.
un mese fa in portogallo
martedì, novembre 20, 2007
veronesi re di kingston

Il cannabidiolo, uno degli elementi che compongono la cannabis, potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali. È il risultato delle ricerche di laboratorio effettuate da un'équipe del California Pacific Medical Center Research Institute. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.
I ricercatori si augurano che il cannabidiolo (Cbd), contenuto nella marijuana, possa diventare una valida alternativa alla chemioterapia, senza gli effetti collaterali di quest'ultima. "Ho sempre creduto nelle proprietà contenute nei derivati della cannabis - afferma il professor Umberto Veronesi - questa è una strada mai esplorata a causa di condizionamenti psicologici. La fonte universitaria è molto seria. Voglio chiarire che l'oggetto della ricerca è un composto della cannabis e non una droga. Sarebbe un peccato non esplorare questa via per combattere il tumore al seno".
E gli autori dello studio confermano che, a differenza della cannabis, il Cbd non ha alcun effetto psicoattivo e quindi il suo utilizzo non viola alcuna legge sugli stupefacenti. Inoltre, insistono nello spiegare che non stanno invitando i loro pazienti a fumare marijuana, visto che le concentrazioni di Cbd usate nelle loro ricerche sono di molto superiori a quelle che si possono ottenere solo fumando. "Il Cbd funzionerebbe bloccando l'attività del gene Id-1 - spiega Sean McAllister, autore della ricerca - ritenuto responsabile della "metastatizzazione", la diffusione del tumore dalla sua sede iniziale".
Altre ricerche hanno già dimostrato che il Cbd potrebbe bloccare il tumore cerebrale aggressivo, e ci sarebbero evidenze di un effetto simile in laboratorio su cellule di tumore al seno.
"Attualmente abbiamo un numero limitato di opzioni nel trattamento delle forme aggressive di cancro - continua McAllister - alcune terapie, come per esempio la chemioterapia, possono essere efficaci ma anche estremamente tossiche e difficili da tollerare". Questo composto offrirebbe quindi la speranza di una terapia in grado di ottenere gli stessi risultati senza gli effetti collaterali, come la nausea e il maggior rischio di infezioni.
"La ricerca è a uno stadio iniziale - aggiunge Joanna Owens, del Cancer Research UK - i risultati dovranno essere seguiti da trial sull'uomo per valutare la sicurezza del Cbd e se si raggiungono gli stessi benefici ottenuti in laboratorio. Diversi farmaci basati sulle piante sono attualmente utilizzati nelle terapie tumorali, come la vincristina, che deriva dal fiore Pervinca del Madagascar, ed è usata nel trattamento del tumore al seno e al polmone".
Per il momento sono la chemioterapia, la radioterapia e l'intervento chirurgico a dominare il panorama delle terapie contro il tumore. Anche se una serie di farmaci biologici vengono sperimentati ed usati sempre più spesso nei centri di cura oncologici.
fonte:repubblica.it
alicia keys - as i am

Alicia Keys – As i am
Etichetta:
Genere: Soul
Voto: 3/5
Nel novero delle eredi di Aretha Franklin (quante si sono, o sono state fregiate di tale epiteto?) è questa signorina di 26 anni a partire dalla prima fila. Sono passati ben 4 anni dalla sua ultima uscita in studio, intervallata da uno straordinario MTV Unplugged del 2005. Per il terzo lavoro Alicia è tornata a mettere sé stessa al centro e in questo senso il titolo dell’album appare piuttosto eloquente. Voce straordinaria e pianoforte suonato da manuale la fanno da padrona scaldando i cuori e soprattutto gli animi dei fan. Forse sarebbe stato sufficiente fare un album secco, potente, che si poggiasse solo su questi due ingredienti per avere un’ottima pietanza. La prova? “The thing about love”, due spanne più bella di tutte le altre. E invece la produzione di Linda Perry sembra allungare il brodo in modo francamente inspiegabile. Discorso diverso per John Mayer, bravo a impreziosire “Lesson Learned”. Il singolo “No One” staccherà di gran lunga i suoi predecessori in quanto a vendite, ma nella congiuntura contemporanea che vede Amy Winehouse come regina assoluta della materia le avvisaglie di noia a fine album sono peccato imperdonabile. Alicia, sei così brava che non studi. E così ti tocca una tiratina d’orecchie.
lunedì, novembre 19, 2007
un amico
Tornavo a casa dalla presentazione del master, morto di sonno. Sensazione oramai abituale.
La situazione è di profonda magra economica e quindi certe volte non si esce anche per risparmiare.
In verità avresti davvero bisogno di uscire, di staccare, visto che domani forse è ancora più pesante di oggi, per quanto ci siano cose bellissime che mi aspettano. Ma tutte insieme, con gli esami che si avvicinano inesorabilmente..non te le godi, vedi solo un caleidoscopio a forma di muro. Caghi sangue (fuor di metafora) e stringi i denti.
ho sentito che mi mancava qualcosa, qualcuno.
Un amico di quelli che non esce con te solo se la zita non esce, che se ne viene a casa tua con una birra o un film, o che ti chiede di giocare alla Playstation come due cerebrolesi, con cui puoi essenzialmente divertirti. Che sa come stai e non glielo devi stare a ripetere. Che puoi vederlo anche una volta al mese, una volta all'anno. Una pacca sulla spalla, come stai, un apribottiglie, due chiacchiere e si carbura.
Sono stato deluso col tempo dai miei fratelli e verosimilmente avrò deluso a mia volta. Perchè non è possibile che sia migliore di loro. E così mi ritrovo qui.
Ieri riflettevo con un mio amico (dai, sì, si può dire..ieri abbiamo fatto il battesimo col fuoco parlando delle nostre beghe sentimentali..niente di grave in fondo, però sono sempre beghe) su questa cosa..o meglio ci rifletteva lui, che per la prima volta, lontano dalla sua città e forse dai suoi amici più veri, si sentiva così. Non deve essere facile. Non lo è per me qua. Figurati per un emigrante.
Può essere che sia anche colpa mia se sento questo piccolo grande vuoto: forse non mi sono impegnato abbastanza, forse non faccio o non ho fatto quello che poi oggi richiedo, che vorrei. E allora mi impegnerò.
Buona serata a tutti.
più grano per tutti

Pressato dalle critiche degli alleati, Silvio Berlusconi scende in piazza nella sua città, Milano, fa una prima cauta apertura sul tema riforme, e lancia una nuova sfida: "Oggi nasce ufficialmente qui il grande partito del popolo italiano, un partito aperto che è contro i parrucconi della vecchia politica. Invito tutti ad entrare senza remore e a venire con noi, questo è quello che la gente vuole: Forza Italia si scioglierà nella nuova formazione", che si chiamerà, appunto, "Partito del popolo italiano delle libertà". Un'iniziativa che non pare, almeno dai primi commenti, suscitare grande entusiasmo nelle altre componenti della Cdl. E che per il segretario del Pd Walter Veltroni rappresenta "il riconoscimento di una sconfitta".
Per l'annuncio il Cavaliere sceglie il gazebo di piazza San Babila per la raccolta di firme contro il governo Prodi: "Sono sette milioni", sottolinea con orgoglio. Un vero e proprio show, il suo. Che lo vede attorniato da cori da stadio e urla, da una grande bolgia in cui si distingue Michela Vittoria Brambilla ("siamo stati l'avanguardia del nuovo partito, in cui adesso confluiremo", dichiara). Intanto, il leader di Fi arringa la folla con un megafono, per poi improvvisare un comizio in mezzo alla piazza. Quindi, sul nuovo partito, il leader dà appuntamento a domani, quando "presenteremo la nuova iniziativa". "Invitiamo tutti - dice - a venire con noi contro i parrucconi della politica in un nuovo grande partito del popolo. Chiediamo a tutti di mettere da parte ogni timore e ogni remora: questo è quello che la gente vuole".
Poco dopo, a chiarire meglio le modalità organizzative del nuovo partito, ci pensa il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: "Vi annuncio - dichiara - che la prossima settimana ci sarà una nuova mobilitazione con i gazebo in tutta Italia per le adesioni al nuovo partito".
Ma Berlusconi, nel suo intervento milanese, parla anche d'altro. Ad esempio, riguardo agli italiani che hanno firmato la sua petizione contro il governo Prodi, sostiene che "la metà" non sono elettori del centrodestra. Lo scopo, ribadisce, è "avere nuove elezioni, ed eleggere un nuovo governo. Un governo che sia in armonia con i suoi cittadini, un governo che sappia governare".
Sul tema al primo posto dell'agenda politica, l'eventuale apertura di un dialogo tra i poli sulle riforme (sollecitato anche da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini) da Berlusconi arriva invece una prima seppure parziale apertura: "Se l'altra parte avanzerà delle proposte o dirà di sì a nostra proposte saremo i primi ad essere lieti di trovare, per il nostro Paese, una direzione di svolta che assicuri la democrazia, lo sviluppo e la libertà".
Le reazioni al nuovo partito.
A tenere banco, però, resta la novità del nuovo partito berlusconiano. Umberto Bossi teme "che sia solo un favore a Prodi". "La forza di Berlusconi - dice il leader della Lega - è sempre stata la sua capacità di coordinamento. Il suo saper tenere uniti. Con il nuovo partito andrebbe quindi in una direzione differente rispetto a quando ha fatto fino ad ora. Se perde questa forza, se ci rinuncia, secondo me si sbaglia". Prima che parlasse Bossi era stato Roberto Maroni a chiarire che il Carroccio non è interessato a questo nuovo partito del centrodestra: la Lega è orientata soprattutto alle riforme e nei prossimi giorni lo stesso Maroni incontrerà Veltroni.
La prima reazione dell'Udc è affidata al vice presidente del gruppo alla Camera, Maurizio Ronconi: "Un partito non può nascere né in provetta né dalle alchimie di un pur attento marketing politico. L'Udc vuole concorrere al partito popolare in Italia che non nasce però da un atto di intelligente fantasia ma da un confronto serio e meditato; non nasce dalla pancia ma dal cervello". E in serata fonti vicine a Casini commentano l'annuncio di Berlusconi ribadendo quanto detto dal leader del partito nel pomeriggio e cioé che per il Cavaliere c'è anche il momento della propaganda. Positivo invece il giudizio all'apertura sul dialogo per le riforme.
Dal centrosinistra arriva la reazione di Veltroni: "Forse è il riconoscimento di una sconfitta" dopo l'annunciata spallata, poi non verificatasi, nei confronti del governo. "E comunque il riconoscimento che si è conclusa una "stagione politica", dice il segretario del Pd. "Un tempo era il centrosinistra che inseguiva modalità di comunicazione. Ora è Berlusconi che ci insegue...Noi facciamo i gazebo e li fa anche lui, noi facciamo un nuovo partito e lo annuncia anche lui" ha aggiunto ancora Veltroni, parlando in collegamento telefonico con la trasmissione di Maurizio Crozza, su La7.
domenica, novembre 18, 2007
in italia (2)

So che già che con questa citazione mi tirerò dietro le peggio gasteme, però ritengo che questo pezzo funzioni molto più di qualsiasi analisi sociologica e culturale contemporanea.
Non esistono parole di serie A o di serie B, filosofi o uomini di strada per me hanno lo stesso valore e anzi, probabilmente le parole dell'uomo della strada funzionano molto di più del filosofo per quanto riguarda le beghe del quotidiano.
E' tratta dal nuovo album di Fibra
(ah, quanto non mi piace il rap!)
(ah, ma quanto si è sputtanato)
(ah, ma c'ha la pappa in bocca)
(ah, che testa di cazzo)
si chiama "in Italia".
In America c'era e forse c'è un gruppo, i Public Enemy. Sono i rapper più incazzati di sempre. Ma anche quelli che conoscevano la verità. Per questo li chiamavano "la CNN del Ghetto".
In Italia non abbiamo il ghetto e al massimo abbiamo Studio Aperto, però il paragone mi viene spontaneo.
In Italia qualche anno fa l'analisi sociale la facevano De Andrè, Gaber, un certo Battiato, Guccini, De Gregori.
Oggi i rapper.
E non sono ancora vecchio abbastanza per poter avere rimpianti o nostalgie per il passato.
In italia sei nato e morto qua sei nato e morto qua nato qua e morto qua
dove fuggi?in italia
la pistola in macchina è in italia
machiavelli e foscolo in italia
i campioni del mondo sono in italia
benvenuto in italia
fatti una vacanza al mare in italia
meglio non farsi operare in italia
e non andare all ospedale in italia
la bella vita in italia
le grandi serate e i gala in italia
fai affari con la mala in italia
il vicino che ti spara in italia
sei nato e morto qua (x16)
dove fuggi?in italia
i veri mafiosi sono in italia
i più pericolosi sono in italia
le ragazze nella strada in italia
mangi pasta fatta in casa in italia
poi ti entrano i ladri in casa in italia
non trovi un lavoro fisso in italia
ma baci il crocifisso in italia
i monumenti in italia
le chiese con i dipinti in italia
gente cn dei sentimenti in italia
la campagna e i rapimenti in italia
rit.
sei nato e morto qua (x16)
dove fuggi?in italia
le ragazze corteggiate in italia
le donne fotografate in italia
le modelle ricattate in italia
impara l'arte in italia
gente che legge le carte in italia
assassini mai scoperti in italia
volti persi e voti certi in italia
due stipendi in italia
sanno quanti soldi spendi in italia
so sempre dove mi trovo in italia
e non c'è mai nulla di nuovo in italia
in italia (1)

Gianfranco Fini lancia l'ultimatum a Silvio Berlusconi: "Adesso basta - dice in questa intervista a Repubblica - è arrivato il momento in cui o questo centrodestra è in grado di trovare una soluzione unitaria, di ridarsi una missione, di rioffrire al Paese un progetto, oppure si prende atto che la coalizione non c'è più, e ognuno va per la sua strada. Tertium non datur... ". In assenza di una svolta concreta, il leader di An si spinge a delineare un possibile capolinea per la Cdl. "Io voglio rilanciare l'alleanza, sia ben chiaro. Ma non accetto che mi si diano pagelle. In questi 18 mesi di governo del centrosinistra noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per far cadere il governo Prodi. Ma non è servito a niente. Non voglio fare il grillo parlante, ma è ora che Berlusconi ne prenda atto".
Presidente Fini, la sua analisi non coincide affatto con quella del Cavaliere, che invece dice di aver lottato da solo, mentre voi facevate giochi di palazzo. E proprio per questo, a lei e Casini ripete "dopo tutto quello che ho fatto, solo io ho titolo per darle, le pagelle".
"Questo ragionamento per me è inaccettabile. Berlusconi sbaglia, e lo sa benissimo. Purtroppo non lo riconosce, e questo è l'errore più grande che sta commettendo. Ognuno di noi, in questo anno e mezzo, ha combattuto la battaglia politica. Con modalità diverse, con la presenza assidua dei senatori in aula, con manifestazioni di piazza. Io personalmente ho fatto un corteo a Roma con centinaia di migliaia di persone, ho organizzato convegni, ho incontrato le categorie, ho contrastato la maggioranza su tutti i temi, la sicurezza, la giustizia, il fisco. Nell'opposizione c'è stata una pluralità di sforzi. Nonostante questo, il governo non è caduto. Insomma, dopo 18 mesi vogliamo riconoscere onestamente che non sono serviti a raggiungere l'obiettivo? Vogliamo riconoscere che se nel Paese c'è una maggioranza che vuole mandare a casa Prodi, in Parlamento c'è una maggioranza che non vuole andare a elezioni anticipate?".
fonte: repubblica.it
sabato, novembre 17, 2007
godiamoci questo amore interessato...
gavettone
Come se già non lo conoscessi.
Arrivo a Bari alle 13, prendo un sacco d'acqua per andare a mangiare dalle parti del comune;
Roccia mi comunica di una riunione alle 18.30, salta lo studio, andiamo a pranzo. Prendo altra acqua, i miei piedi completamente fradici.
Vado a lavorare. Ho un'ora di buco da perdere. Piove, non se ne può più.
Ho fame, mangio un panzerotto. Da solo. Prendo un caffè. Da solo. Potrei telefonare, farmi fare compagnia. Non lo faccio. Ho freddo. Cammino.
Vado da Proforma, la riunione dura due ore. Perdo l'ultimo treno utile. Continua a piovere. Dovrei aspettare un'ora per il bus. Roccia mi salva, esco con lui, mi riporta lui.
Piove, i piedi sono sempre nelle condizioni di 6 ore prima. Mastro Ciccio, che serietà.
Taverna, finalmente Skakkinostri dà un segnale concreto di vita dopo anni di "vorrei ma non posso". Ho un litro di scotch nel sangue, Preverin e Parisi, la strana coppia, ci fanno sorridere.
Torno a casa. Finalmente. Mi addormento dopo una telefonata.
Non ho studiato, l'esame si avvicina e io non cammino.
Un giorno di straordinaria gavetta. Un incubo climatico. Ma torno a casa col cuore gonfio. Vedere gente creare, pensare, lavorare per gli altri è una cosa meravigliosa. Sia chi ha 10€ nel portafoglio, sia chi ne ha 100000..tutti insieme. Appassionatemente.
Ma veramente.
venerdì, novembre 16, 2007
gli insospettabili - sleuth (2007)
Breve digressione storica.Questo film è il remake di un'altra pellicola, 1972 l'anno. La particolarità è che Michael Caine interpretava la parte che oggi è di Jude Law. Una sorta di passaggio di testimone tra generazioni.
Tratto da una pièce teatrale di Harold Pinter, racconta dell'incontro-scontro tra due uomini che hanno in comune una donna, Maggie. Il più anziano è il marito, il più giovane l'amante.
n.b. la donna, nel film, non appare mai.
Sapevo che stavo andando a vedere qualcosa di straordinario, che mi avrebbe segnato, o che mi avrebbe lasciato basito (come il trio ha più e più volte dichiarato uscendo dal cinema). Ho sogghignato ogniqualvolta le persone a cui ho parlato del film e quindi di fatto ho proposto loro di aggiungersi mi hanno detto che non fa per me, che è pesante, da dò, da dà.
Noi, incollati allo schermo manco fosse la finale dei mondiali.
Sapevo che sarebbe stata una goduria per la forza della sceneggiatura. Ho letto la storia e ho pensato all'amico mio un pò sbarazzino, uno che probabilmente avrebbe potuto e voluto diverse volte trovarsi nella posizione di uno dei due protagonisti. Cioè, avere davanti agli occhi l'avversario di turno.
Jude Law e Michael Caine entrambi fantastici, non so scegliere il migliore. Non so se Michael Caine da giovane fosse bello quando Jude oggi. Un Jude che nelle prime 2 o 3 scene sembra Patrick del Grande Fratello, poi gli mettono un pò di matita agli occhi e non ce n'è per nessuno.
Jude produttore, Jude attore britannico orgoglioso di esserlo. E bravo a Jude.
Un film che mette a nudo tutte le debolezze umane: gelosia, potere, paura, odio, rancore, fascino per la persona temuta, misoginia solo implicita (a parte un paio di scene in cui emerge prepotentemente). Probabilmente la miglior sceneggiatura con cui abbia mai avuto a che fare. Se mai scriverò qualcosa che non sia un racconto sociologico-qualunquista à la Nick HornbybarraFabioVolo, sarà una roba del genere. Per ora è presto, anche se i sedimenti ci sono.
Massimo rispetto per Harold Pinter, ancora una volta.
Ho letto che l'originale è meglio di questo: se tanto mi dà tanto, non vedo l'ora di vederlo.
Consigliatissimo per:
donne single, smaliziate, segnate dalla vita e dagli uomini stronzi, amanti (unisex) di Jude Law e secchiomuniti per la bava;
amanti del teatro e della commedia nera, nerissima;
uomini adulteri o adulterati, di personalità, che non sfuggono al dolore, che hanno sempre sognato di poter dire all'altro, a quello di cui ti scopavi la fidanzata: "io mi scop(av)o la fidanzata", con l'altro che non solo non ti mena dopo 3 secondi, ma ti analizza, ti rispetta in fondo, ti mette alla prova mettendo alla prova anche se stesso;
o al contrario, a uomini che hanno sempre sognato di farsi sedurre da chi è riuscito a mettere il dito tra moglie e marito in una sorta di perverso gioco delle parti, di sentire perchè la propria donna ha deciso di mettersi nelle braccia di qualcun'altro, tra masochismo e autocritica;
Sconsigliatissimo per:
persone profondamente innamorate o meglio, tendenti alla dipendenza psico-fisica da un'altra persona (sono due concetti ben diversi), convinte che il mondo inizi e finisca con l'altro. Che non si debbano coltivare passioni, sogni e speranze autonome, che ci si possa annullare tranquillamente, che ubi maior minor cessat e che esco con gli amici solo quando proprio la persona da cui dipendo ha deciso che oggi proprio non esce.
Questo film vi costringerà ad affrontare la realtà o molto più probabilmente ingoiare un pò di rospi e far finta che sia qualcosa che possa succedere solo agli altri, perchè voi siete innamorati, felici e nulla vi può toccare;
persone cornute che chiudono gli occhi e gridano per non sentire la propria testa pensare. Ne è pieno il mondo;
uomini fidanzati gelosi di Jude Law o uomini single con complessi di inferiorità per il succitato. Inutile mettersi a sfidarlo, la vince SEMPRE lui.
Un film difficile, caustico e proprio per questo eccellente.
Giannino, spero di non essere stato troppo blasfemo con una mia quasi-recensione.
giovedì, novembre 15, 2007
gabriele sandri

E' pressochè impossibile non cadere nella retorica.
Io comunque proverò a dire cose sensate.
Quello che è successo è grave, gravissimo. Se verranno accertate le responsabilità dirette e non colpose dell'agente, si creerà un clima di sostanziale guerriglia.
Qui si parla di sub-cultura, e questo termine mi sembra agghiacciante, applicato in questo contesto, non meno di tutte le parole di cui ci siamo dovuti abbuffare, che finiscono con -poli.
Il calcio appare ai miei occhi come un enorme cassa di risonanza dell'episodio. Non è stato troppo difficile associare il calcio all'omicidio, le spranghe ai proiettili. I giornalisti hanno fatto un discretto ciambotto e voilà..
Abbiamo mostrato tutta la nostra indignazione per i fatti di Genova (anche se poi la nostra amata sinistra è riuscita a non far approvare una commissione parlamentare d'inchiesta...viva Zapatero), saremmo rimasti indignati comunque per tanta efferatezza. Se l'omicidio fosse volontario, sfuggirebbe da ogni comprensione. Ma di chiunque, dal violento al filosofo, dall'appassionato del pallone a quello di decoupage.
L'Italia non ama le sue forze dell'ordine: sospendendo la valutazione su questa importantissima riflessione, dobbiamo prenderla come presupposto per fare il passo successivo.
Dobbiamo provare a spiegare la frase dell'ultras medio:
"per Raciti si ferma il calcio, per un tifoso no: perchè?"
Quando qualcuno riuscirà a convincere anche me che NON sono stati fatti due pesi e due misure, sarò più sereno. Non credo che il valore di un uomo con la divisa sia più alto di quello di un ragazzo che fa il dj. Fino a quando decisioni unilaterali verranno prese nei palazzi, avremo scempi come quelli di domenica pomeriggio.
Non ho intenzione di giustificare nessuno. Ma come il terrorismo islamico parla all'Occidente con la violenza, perchè noi siamo stati violenti con loro (e dimenticarselo sarebbe un grave errore storico), così i tifosi, un pò esasperati, un pò alla ricerca di pretesti per distruggere qualunque cosa, si sono sentiti liberi di non avere limiti nell'esternare il proprio dissenso.
Basterebbe un qualsiasi libro di psicologia sociale a uno qualsiasi dei signorotti per capire che non ci vuole un cazzo a trasformare un gruppo in folla, persone pensanti in persone irrazionali.
Ok, scadiamo nella retorica: ma c'è poco da fare, serve dialogo. Serve tra tutti i protagonisti del giocattolo-calcio. Serve nella vita di tutti i giorni.
Non credo che nessuno voglia far finire tutto questo, in cuor suo. Alcuni pensano che sia inevitabile, però se si potesse davvero scegliere, nessuno (o comunque una minoranza abbastanza ristretta) si è così disaffezionato al mondo del calcio per esprimere in modo cosciente, convinto, coerente che è meglio che non se ne faccia più niente.
Io in primis vivo una contraddizione: da un lato penso che arrivare a chiudere tutto e fare il fantacalcio della Premier League (che già faccio, n.d.r.) sia inevitabile, dall'altro mi sono buttato da poco in un progetto che intende giungere alla conclusione esattamente contraria. Ovvero aprire, aprirsi alla gente, aprirsi a nuove prospettive.
In sedi e tempi non sospette chiedevo con forza a chi poteva esaudire il mio desiderio di portare i figli e le mogli allo stadio, di andare in 40000, di renderla una festa popolare, tutte le settimane.
Voglio far vincere la pars costruens rispetto alla destruens. Oggi e sempre. Per il calcio e per qualsiasi altra cosa.
Eppure, mi tocca chiudere con una nota cinica: secondo voi chi verrà ascoltato alla Figc, al Coni, ai Ministeri, in Legacalcio?
Il popolo della domenica o Kakà, che avantieri ha detto "se continuiamo con le violenze me ne vado?"
w i soldi, w moggi.
io gabbo habbo

Forse voleva solo rendere più bella e ricca la sua casa virtuale. Forse la sua paghetta, nella moneta del suo universo parallelo - come gli Habbo crediti, una sorta di Linden dollari dei piccoli - non era sufficiente per decorarla proprio come voleva lui. Oppure, meno poeticamente, ha solo pensato a tavolino ad una frode a danni degli altri inquilini della sua comunità in rete. Ma il furto di mobili, per quanto virtuali, può avere conseguenze assai reali: così è stato arrestato un ragazzo danese di 17 anni, accusato di aver rubato pezzi di arredamento su Habbo, popolarissimo sito di networking in 3D per adolescenti, e di averli portati nella sua "stanza". Perché se gli oggetti sono solo visibili sul monitor di un computer, sono però stati acquistati con soldi molto veri: così l'hacker, con in tasca un bottino di 4000 euro, è finito nei guai. Insieme a lui la polizia ha interrogato altri cinque quindicenni. Secondo un portavoce della Sulake, l'azienda che gestisce l'Habbo Hotel, i sei hanno indotto persone ignare a consegnare loro le password e le proprie informazioni personali, creando falsi siti Habbo. La decisione di adottare una linea di tolleranza zero è dettata dagli eventi: nei mondi virtuali come Habbo, dove i ragazzi possono conoscersi, diventare amici per "fare una festa, lanciare palle di neve, costruire una piramide", come invita la homepage del sito, quella di rubare informazioni personali sta diventando una brutta e pericolosa abitudine: questo è il primo caso, esemplare, in cui la polizia è intervenuta. Nel mondo di Habbo gli utenti possono creare i propri personaggi, decorare le loro stanze nell'hotel, incontrarsi, giocare e fare acquisti, appunto, con gli Habbo crediti. Costo? 6,25 euro per comprarne 60. Il gioco piace e la comunità prolifera: ogni mese sei milioni di persone giocano all'Habbo hotel in oltre 30 paesi. "E' un furto vero e proprio perché i mobili sono stati acquistati con soldi veri", dice alla Bbc un portavoce della Sulake. Ma come ci sono riusciti? L'unico modo è appropriarsi di username e password altrui, collegarsi, e rubare i pezzi di arredamento: dai tatami giapponesi ai comodini, alle cassettiere. Non è la prima volta che capita e ora si è deciso di fare qualcosa. Del resto, i furti virtuali sono in crescita: nel 2005 in Cina, un giocatore è finito pugnalato a morte per una lite su una spada durante un gioco.
(fonte: larepubblica.it)
martedì, novembre 13, 2007
sigur ros - hvarf-heim

Sigur Ros – Hvarf-Heim
Etichetta: EMI
Genere: Post-rock
Voto: 3,5/5
Di quante band potete (non) dire “sono i nuovi…”? Quanti suonano davvero nuovo, originale? Il numero preciso dovrebbe trovarsi all’altezza dei polpastrelli delle vostre mani e ciò già basterebbe a incensare i Sigùr Ròs. Non avete mai sentito e forse non sentirete mai cantare in islandese se non da loro e chi vi parla dei Pink Floyd per ricondursi al quartetto di Reykjavik forza un po’ la mano. Sul fervore creativo della band nessuno può avere dubbi. Lo dimostra il contesto in cui i Sigùr pubblicano questo album, che è più che altro un doppio EP. In “Hvarf” troviamo cinque outtakes elettrici, tre del tutto inediti, incisi durante la loro carriera (circoletto rosso per “Haffsol”); in “Heim” sei tra i loro pezzi più riusciti rivisti in chiave acustica, in cui “Staraflur” non perde un briciolo della sua carica espressiva così come Jonsi, tormentano front-man della band, ancora più a suo agio tra atmosfere rarefatte. Preso singolarmente un buon album ma che aggiunge poco alla già splendida carriera dei Sigùr; pensato come colonna sonora di Heima, documentario a cura della band in cui la loro Islanda viene raccontata e elevata a paradiso di salubrità e oasi naturalista, ci si rende conto ancora una volta che è cosa buona e giusta tenere i Sigùr sui famosi polpastrelli.
lunedì, novembre 12, 2007
auguri colina
Sometimes I feel like I'm glad to be free,
sometimes I still want your arms around me
sometimes I'm glad to have left you behind,
the crazy english summer has put you back on my mind.
faithless - crazy english summer
auguri micol.
mi sento terribilmente in colpa per quello che ti ho detto ieri, per quanto fosse assolutamente legittimo.
non mi piace e non mi piacerà mai farti del male. Men che meno sapendo che sta succedendo.
te lo scrivo qui, pubblicamente. perchè di me e di te si parla tanto temo, troppo.
e dato che tutto sommato siamo io e te, dovremmo essere noi gli unici interlocutori di noi stessi.
lo scrivo pubblicamente perchè tutti, compresi i protagonisti di ciò di cui abbiamo parlato ieri, sappiano.
un'ultima cosa:
non ti arrendere.
domenica, novembre 11, 2007
lezione numero 1 - relazioni
parlare uguale fare
fare non uguale parlare
due indizi fanno una prova in questo caso.
corollari:
1. la gente vuole essere presa in giro, ma nemmeno con cattiveria. Vuole sentire le favole, anche cose vere romanzate. Ma vuole sentire parole.
2. i fatti puoi anche non farli. Inutile fare liti sotto banco, far piangere realmente le persone per farle ragionare. Fare tutto a casa tua per non fare il fenomeno e far sembrare che lo fai apposta.
sabato, novembre 10, 2007
130 chili, splendida regina
The Gossip - Listen up
Le rockstar che si contano sulle dita di un mano.
Beth, torna in Italia che ti vengo a vedere di corsa.
venerdì, novembre 09, 2007
scandalo
Non mi reggo in piedi, non riesco a scrivere un indirizzo internet, non mi sono manco aperto Everest Poker, ed è tutto dire! Eppure c'è qualche organo che dice "we..ka non si fatt nudd angor!" (stomaco a testa ripeto, stomaco a testa..non pensare che sia esente da altrettanto impegno nella giornata di domani)
Non ho solo lavorato e studiato, tra l'altro. Oggi ho conosciuto uno dei miei prossimi capi. Il giorno del mio incontro col capo, il capo mi dice "vattene da Bari". Resto stranito. Ci penso, ci penserò andando verso le 3 feste della serata (sì, non ci facciamo mancare niente).
Me ne dovrei andare perchè valgo. Perchè a Milano ti riempiono d'oro per fare quello che fai a Bari. Perchè a Milano sò coglioni, perchè se vuoi fare la comunicazione devi andare o a Londra o a NY, perchè devi sapere le lingue, ti devi aprire la testa. Perchè la gente che vale non viene dimenticata. Anche a distanza di anni.
Che cazzo è una radio d'ateneo? e tu resti a Bari per una radio d'ateneo? Devi essere proprio scemo. E non puoi andare e tornare e farla tre volte meglio?
Bari è la periferia del mondo, per tornarci devi andare a imparare in centro come si fa, tornare qua e cambiare tutto.
Sono rimasto spiazzato. Ma nemmeno tanto. I ragionamenti in sè ci stanno, mi sembra incredibile che proprio le persone che in questi anni hanno dato di più a questa città mi diano tutte lo stesso consiglio. Vattene.
Questi dialoghi sono a prescindere illuminanti. Ti invitano a un confronto con te stesso. Io mi esalto quando scopro da solo i miei difetti.
E così mi sono chiesto per quale cazzo di motivo ogni qualvolta c'è stato un passaggio delicato della mia vita (dalla scuola all'Università, dalla triennale alla specialistica, dalla specialistica al Master-dottorato-lavoro) non mi sono mosso. E ho scoperto che molte responsabilità sono esterne, ma non tutte.
Il primo problema è di ordine pratico:
non ci sono mai stati i soldi. Mai voluto pesare sui miei genitori, insostenibile l'idea di studiare bene e lavorare altrettanto bene.
ma non basta.
C'è qualcosa che i miei colleghi psicologici clinici chiamerebbero, con gli occhi spiritati e un goccio di sadismo, angoscia profonda. La verità è per quanto riesca a sentirmi indipendente sino al limite dell'autismo per certi piccoli meccanismi della vita, poi tutto sommato non ho mai veramente avuto il coraggio di prendermene e andarmene dal giorno alla notte.
Quando vado in vacanza me ne accorgo e tacitamente non lo ammetto: pianifico tutto, dall'albergo ai mezzi, da come passare la giornata agli orari. Tutto a incastro.
Non ho coraggio, e mi nascondo.
L'amore per Bari è una verità sacrosanta, Milano non mi piace per davvero, non mi piace quell'Italia, l'idea di andare a correre per i soldi, di dover sorridere a tutti. E che cazzo, faccio tanto il predicatore di sta cippa, poi vado là e per il cash torno punto e da capo. No, fare la puttana non mi piace.
Ma non basta, come non basta spiegarlo con i pochi soldi di mammà. Se fossi voluto scappare, avrei mollato tutto così come con tanta risolutezza prendo decisioni per quanto riguarda la mia vita quotidiana, da uomo d'onore sempre di sta cippa.
Bravo capo. Non me ne andrò comunque da Bari, anche se hai sbloccato questo punto in sospeso con me stesso. Da oggi non avrò più paura, perchè sgamarmi è già una liberazione. Davvero.
Ti ringrazio capo, se mai leggerai, perchè hai mostrato implicitamente una fiducia smisurata in una persona che hai conosciuto mentre smezzava con Roccia una pizza gigante di Spizzico in 2.
E chi cazzo sono io? Ok che nella vita professionale sono fiero di me, ma ho anche preso dei scivoloni clamorosi. Ti devo raccontare della mia esperienza di Antenna Sud? Messo in mezzo al gioco da un'idiota...
ne ho fatte di cacate, e probabilmente non me ne sono andato anche per questo. Perchè non mi sento bravo come dici tu. E qui si re-insinua la questione del coraggio.
E capo, a mente lucida lasciami dire un paio di robe:
1. sono rimasto qui anche per amore. E questo è l'unico fattore "puro", che prescinde dall'assenza di coraggio. E non devo dirti altro;
2. non puoi farmi questi discorsi con una sciarpa del Bari addosso.
giovedì, novembre 08, 2007
w la mafia!
Il primo comandamento recita testualmente: "Non ci si può presentare da soli ad un altro amico nostro, se non è un terzo a farlo".
Il secondo:"Non si guardano mogli di amici nostri".
Il terzo: "Non si fanno comparati con gli sbirri".
Quarto comandamento: "Non si frequentano né taverne e né circoli".
Quinto: "Si ha il dovere in qualsiasi momento di essere disponibile a cosa nostra. Anche se c'è la moglie che sta per partorire".
Sesto: "Si rispettano in maniera categorica gli appuntamenti".
Settimo: "Si deve portare rispetto alla moglie".
Ottavo: "Quando si è chiamati a sapere qualcosa si dovrà dire la verità".
Nono: "Non ci si può appropriare di soldi che sono di altri e di altre famiglie".
Il decimo comandamento è il più articolato e fornisce indicazioni precise sulle affiliazioni, ovvero su "chi non può entrare a far parte di cosa nostra". L'organizzazione pone un veto su "chi ha un parente stretto nelle varie forze dell'ordine", su "chi ha tradimenti sentimentali in famiglia", e infine su "chi ha un comportamento pessimo e che non tiene ai valori morali".
Con i fogli del decalogo, gli investigatori hanno sequestrato un'immaginetta sacra con la formula rituale di affiliazione: "Giuro di essere fedele a cosa nostra. Se dovessi tradire le mie carni devono bruciare come brucia questa immagine".
enzo biagi

Ascolto i Sigur Ros per colmare i pochi vuoti in questo trip emotivo. Se ce ne fosse bisogno.
Bè Enzù, te ne sì sciut eh? 87 anni, direi un'ottima età per lasciarci.
Certo, se ti avessero fatto lavorare con continuità negli ultimi 10 nessuno oggi avrebbe rimpianti. Staremmo tutti lì, ordinati, ad applaudire.
E invece anche in una sorta di lettera aperta, ma completamente ispirata e indirizzata a te, mi devo mettere a parlare di Berlusconi, di editti bulgari, delle sue scuse quando sei tornato in TV con Rotocalco Televisivo:
"forse ho calcato un pò troppo la mano con la storia dell'uso criminoso della tv pubblica".
Ora che Santoro è tornato, più incazzato di prima
ora che Luttazzi è tornato, su la7, l'unica televisione nella quale mi piacerebbe lavorare come autore, più incazzato di prima
tu hai deciso di andartene.
Non ti ho scritto prima perchè la mia mente era impegnata in faccende ben più terrene in questi giorni. Sai, la tesi di laurea, 9 ore al giorno a sentire altri che parlano, che ti esaltano per quello che dicono, per come lo dicono. Che parli in 3 e non si capisce un cazzo, ma se parlano in 3 vuol dire che il focus è perfettamente riuscito. Non ti ho scritto perchè non sarei stato abbastanza concentrato, perchè su queste cose voglio sempre arrivare per ultimo, pensarci su, metabolizzare, ascoltare prima di tutto le tue parole, le tue citazioni. Poi cercare di dire qualcosa di intelligente.
Ne ho sentite davvero tante di tue frasi in questi giorni, mi dispiace non averle segnate tutte volta per volta ma cercherò, a partire da quello che mi è rimasto in mente, di spiegarti cosa mi hai dato e che lezione di vita mi dai con la tua morte.
La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà!
Peccato che oggi come oggi sia un valore trendy, che la gente usa come banderuola per giustificare la possibilità di fare i cazzi propri. Chi si dimentica delle libertà degli altri è un criminale o poco meno.
La tua lezione di libertà è la lezione di chi ha sempre agito in coerenza con le sue idee, rinunciando alle poltrone o facendosi cacciare solo per mantenere la libertà di dire ciò che si pensava, facendo arrabbiare chi si sentiva pungolato e che doveva rispondere a botte di potere costituito perchè rispondere coi fatti sarebbe stato impossibile.
Ho sbagliato, ho fatto i miei errori, ma sono sereno perchè una cosa è fare errori, una cosa è essere cretini, un'altra è farlo per conto terzi.
Mai venduto, mai piegato. Ti hanno dato del comunista solo perchè attaccavi certi poteri, ti avrebbero dato del fascista se ne avessi attaccati altri. Solita storia italiana, che da 60 anni continua a funzionare e a spostare voti da un posto all'altro. L'Italia dei creativi e l'Italia degli insicuri, mi verrebbe da dire.
Non sono un uomo per tutte le stagioni.
Questa è la frase a cui mi sento più legato senza dubbio, perchè (pur con le evidenti differenti di contesto) mi immagino così, come te, a dare voce più che altro alla verità, al tentativo di costruire, di essere onesti, di non sporcare l'altro, piuttosto che cercare i compromessi storici.
Avrei voluto arrivarci prima a questa conclusione, qualche anno fa ero semplicemente terrorizzato all'idea di poter essere gradito solo a qualcuno e forse nemmeno a quello. Cercavo di piacere a tutti; cosa prima di tutto impossibile e in secondo luogo nociva della mia personale identità.
Sappi che in pochi hanno l'orgoglio, la voglia di non essere per tutte le stagioni. Ancor meno le persone che lo fanno davvero.
E ti lascio, lascio anche il nostro pubblico che assiste a questo monologo sentito, con la cosa che mi ha colpito di più, che accompagna (e sorrido nel scrivertelo) ogni mattina di queste ultime due settimane di lavoro febbrile, in cui mi alzo presto sia che abbia bevuto una birra in più, sia che sia stanco morto, o quando semplicemente non ho voglia di essere una persona seria.
Avrei voluto avere la tua leggerezza nell'essere serio, la capacità di essere durissimo ma con con delicatezza e un briciolo, sempre presente, di ironia. Dire le cose come stanno, punto e basta. Limitarsi a ripetere le cose che tutti vedono e nessuno dice. E vedere l'effetto che fa. Ciao Enzo, e grazie. Davvero.
A nome di tutti, a nome anche di coloro che avrebbero dovuto indignarsi per il fatto che qualcuno dall'alto ci ha privato dei tuoi anni migliori, quelli dell'estrema maturità e della consapevolezza di aver portato avanti una carriera straordinaria, non l'hanno fatto, e ora ti (rim)piangono.
Non si vive così, permettetemi.
Si vive in quest'altra maniera, e continuo a sperare (forse a sognare?) che la gente come te alla fine l'abbia sempre vinta.
Ci sono momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno, e noi non siamo piaciuti... Mia madre, terza elementare, diceva: "Mai dire bugie". Ho sempre cercato e cercherò di darle retta. Il 25 aprile per gli italiani è una data che è parte essenziale della loro storia: hanno acquistato il diritto della parola. Anche oggi c'è da resistere a qualcosa, promesse, tentazioni, corse al potere. La Resistenza non è mai finita; per tanti italiani il mese ha una settimana in più, per alcuni, poi, di Italie ce ne sono due o tre: ma per noi di Italia ce n'è una sola: questa».
mercoledì, novembre 07, 2007
dopo forza chiara, amanda e lubumba

Cosa è accaduto dunque tra la mezzanotte e le tre della notte tra l'1 e il 2 di novembre? Amanda Marie Knox racconta la morte di Meredith Kercher così. "Quella sera, volevamo divertirci un po'", dice. Lei, il suo ragazzo, Raffaele Sollecito, il congolese Diya Patrick Lumumba. "Abbiamo invitato anche lei a farlo". Diya "la voleva". "Io e Raffaele siamo andati in un'altra stanza. Poi ho sentito le urla...".
Lunedì notte, nell'ammettere la sua presenza sulla scena del crimine, nell'accusarne quale autore materiale Lumumba, Amanda Marie Knox consegna a chi la ascolta una sequenza di fatti che, a prescindere se o meno veri, accompagnata da un affollato quadro indiziario, consente di associare tre nomi a un reato da ergastolo. Ma la sua confessione, per quel che se ne può capire in queste ore, lascia monca la ricostruzione delle ultime ore di Meredith, il peso e la condivisione della responsabilità nella sua morte.
Amanda è una bugiarda. Per quattro giorni, non ha mai smesso di mentire. E forse, lo diranno le prossime ore, continua a farlo. Almeno in parte. La mattina in cui viene scoperto il cadavere di Meredith, si fa "sorprendere" dai vicini e dalla polizia mentre, "sconvolta" rientra in casa per "scoprire" cosa vi è accaduto in sua assenza. Quindi, per quattro giorni, si afferra ad un alibi di cartapesta, secondo cui avrebbe trascorso la notte del delitto fuori da casa, insieme al fidanzato Raffaele.
Quando poi Raffaele la contraddice e finisce con il sostenere che, in realtà, la notte del delitto lei e Amanda si sono separati, spiega di essere sì tornata nella casa che divideva con Meredith, ma di non ricordare nulla di ciò che era accaduto. "Avevo bevuto. Mi sono addormentata". Quindi, l'ammissione. "Lui (Lumumba) la voleva... Ho sentito le urla".
Giuliano Mignini, il pm incaricato di venire a capo del delitto, è un magistrato prudente. Sa che le parole di Amanda sono sufficienti a un fermo che fissa un primo punto in questa storia, ma non spiegano ancora tutto. Che saranno un'eccellente leva per stimolare la memoria di Raffaele Sollecito (che ha sin qui continuato a negare la sua presenza nella casa di Meredith e Amanda), mettendone alla prova le sue confuse dichiarazioni. Per chiedere conto a Lumumba (non ancora interrogato) dei suoi spostamenti di quella notte. Ma, appunto, sono parole che ancora non completano definitivamente il quadro.
Le circostanze acclarate dicono che l'ultima persona ad ascoltare la voce di Meredith prima che incontri i suoi assassini (o il suo assassino) è la madre, in Inghilterra. Meredith la chiama alle 21.30 del 1 novembre. È in casa (almeno così le dice), dove è rientrata dopo aver cenato dalla sua amica Sophie, con cui ha visto un film in dvd ("The notebook" di Nick Cassavetes).
Verosimilmente (la circostanza non è ancora accertata), Meredith in quel momento è sola. E soltanto dopo qualche ora la raggiungeranno Amanda, Raffaele e Diya. Qui, se Amanda dice il vero, le viene offerto di "divertirsi un po'". Qui, se Amanda dice il vero, Meredith resiste a Diya e, lontana dagli occhi dei due fidanzati, paga con la morte. Tra la mezzanotte e le tre del mattino, secondo il referto medico-legale. Più probabilmente, intorno alla mezzanotte.
La posizione del cadavere, l'assenza apparente di segni di trascinamento, le tracce di sangue concentrate nelle immediate vicinanze del corpo, lasciano pensare a chi lavora all'indagine che Meredith venga uccisa nella sua stanza, ai piedi del letto. Esattamente dove verrà ritrovata il mattino successivo. Stando all'esame autoptico, prima di morire, ha avuto un rapporto sessuale non consenziente.
L'assassino (o gli assassini) l'hanno quindi uccisa con un colpo di "arma da taglio e punta" inferto al collo, da sinistra verso destra e ne hanno quindi ricoperto il corpo seminudo con un piumone, prima di richiudersi la porta della sua stanza alle spalle, assicurandola con alcune mandate di una chiave di cui si libereranno. Al pari dell'arma.
Per gli investigatori, a prescindere dalle parole di Amanda, quel che accade di lì in avanti sarebbe "ragionevolmente provato" da indizi di natura scientifica e tecnica. Prima di lasciare la casa, l'assassino (o gli assassini) simulano goffamente un tentativo di furto, sfondando il vetro di una delle porte-finestra con una pietra che sarà ritrovata nel salotto. Forse (ma questo lo potranno dire solo esami scientifici ancora in itinere) abbozzano una "ripulitura" della scena del crimine.
Quindi, una volta fuori della colonica, si liberano dei due cellulari di Meredith scagliandoli nel giardino di una villetta distante meno di un chilometro (l'esame delle impronte sui due apparecchi è risultato impossibile perché maneggiati da troppe mani dopo il loro ritrovamento da parte della padrona della villa).
Poi, si separano. Il traffico dei tabulati telefonici tra le tre utenze (Amanda, Raffaele e Diya) nelle ore immediatamente successive al delitto, sembra indicare che i due fidanzati si riuniscono, mentre Lumumba prende un'altra strada. In ogni caso - sostiene un investigatore - quelle chiamate provano la falsità degli alibi inizialmente forniti da Amanda e dal fidanzato Raffaele.
Nell'appartamento, la polizia scientifica, insieme al sangue, ha individuato alcune decine di impronte e sta lavorando all'individuazione di possibili tracce di liquido seminale che verranno presto incrociate con campioni biologici prelevati dai fermati. Potranno aiutare a stabilire se Amanda ha cominciato a dire la verità o ne continua ad occultare parte significativa.
martedì, novembre 06, 2007
mariza batte tesi 1 a 0
Mariza - meu fado meu
Non mi sto concedendo nemmeno il tempo per andare a pisciare, però lei l'ha vinta. Dopo 190 minuti di sbobinamento continuo, i miei 5 minuti di pausa li sto passando con lei
In Portogallo autentica eroina nazionale.
E direi che hanno ragione loro..
Lo è perchè è la regina del Fado, la musica popolare tradizionale. E' una regina contemporanea di un genere che oramai ha 2 secoli di storia, che viene suonato e cantato nelle vie dell'Alfama e del Bairro Alto tutti i giorni.
Nata in Mozambico, ex-colonia portoghese, scardina tutte le consuetudini del genere pur mantenendo un'integrità stilistica assoluta.
E nel suo pezzo forse più riuscito si permette il lusso di ironizzare sullo stesso genere che l'ha resa star internazionale (al suo attivo Royal Albert Hall, ospitate al David Letterman).
Perchè Fado dovrebbe voler dire per forza tagliarsi le vene?
(il testo non ve lo traduco perchè è abbastanza comprensibile e perchè la forza espessiva del portoghese non è convertibile in nessuna maniera)
Se ser fadista, é ser lua,
É perder o sol de vista,
Ser estátua que se insinua,
Então, eu não sou fadista
Se ser fadista é ser triste,
É ser lágrima prevista,
Se por mágoa o fado existe,
Então, eu não sou fadista
Mas se é partir à conquista
De tanto verso ignorado
Então eu não sou fadista
Eu sou mesmo o próprio fado.
Mariza - recusa
Noi, mi raccomando, andiamocene dietro a Gigi D'Alessio.
lunedì, novembre 05, 2007
la paura
Ho paura di non farcela. La tesi su cui sto lavorando da un anno e mezzo, per la quale ho raccolto oltre 150 pagine solo di dati, non si chiude, non c'è tempo. Mi spunta teoria da tutte le parti, l'ho presa seriamente, troppo seriamente.
Ho ancora 6 giorni e mezzo per portare tutti i dati, dopodichè se non ce la faccio non mi laureo a dicembre.
Me l'hanno detto oggi.
Sono all'interno di una trappola paradossale: ho già scritto 170 pagine, mi si dice che forse dovrò sfrondare un pò di teoria perchè sono stato fin troppo generoso, e comunque sia non è abbastanza.
Oggi tornando a casa mi è anche venuta voglia di piangere, di abbandonarmi alla normalità della difficoltà della mia vita, della vita di tutti.
Io che non piango mai e che comincio a non sopportare questo aspetto di me.
A dire il vero non ho pianto nemmeno stavolta, ma sarebbe stato liberatorio.
Vivo la paura per la prima volta da quando ho iniziato con l'Università. Sì certo, a parte la paura pre-esame, quella che ti strizza lo stomaco, ti fa dormire poco, ti fa ripetere le cose all'infinito. Ma quella è una paura circoscritta a un evento, che impari a conoscere e a domare (anche se si ripresenta ciclicamente, anche al quarantesimo esame).
Quello che sto provando è qualcosa di più radicale e radicato, è un senso di impotenza e
allo stesso tempo di incapacità di governare le cose.
Potrei anche farcela, ma potrebbe non essere sufficiente, perchè magari non me la impaginano in tempo, perchè i prof che devono firmare il libretto possono avere 37,2 di febbre, perchè la Savino decide di bocciarmi a 10 giorni dalla sessione così, per priscio suo.
Questa sensazione è stritolante, non c'è niente di peggio di vivere senza la paura di assumersi le responsabilità e di non potersele prendere, di essere in balia di qualcun'altro, che decide per te e pensa di aver fatto la cosa giusta quando invece non l'ha fatta.
Un assurdo incastro di variabili ingestibili mi fa conoscere la paura, quella vera.
Eppure c'è la voglia di sfidare anche questa serie di strane coincidenze, di continuare a lavorare sfidando il sonno e la testa che pensa che non ce la farai mai. Oggi ho iniziato a sbobinare l'ultimo focus group, quello che mi condurrà a buttar giù le ultime analisi, e ho iniziato a divertirmi con i protagonisti.
Ma poi, tutto sommato, voglio anche riservarmi il diritto di non farcela. Di crollare, di prendermela comoda (se ricordassi come si fa...), di deludere qualcuno. Che la tesi vinca, si prenda tutto lo spazio che le serve, se gliene serve ancora.
Con questa tesi realizzo un sogno, dimostro a me stesso che questo può essere il mio futuro, un mio futuro.
Che la paura se ne vada al diavolo.
Nel frattempo mi sono caricato di riviste, le mie solite: XL, GQ, Rolling Stone..la (mia) coscienza nazionalpopolare al servizio della (mia) coscienza critica. La cultura pop di cui sono figlio, schiavo e revisore. Troverò ispirazione, voglio augurarmi, da gente illuminata, o da operai specializzati della conoscenza, che è 1 pò il genere di persona che credo di essere. Io che non ho talenti, non ho genio, sono solo un buon operaio del terzo millennio.
A presto gente, io vado a sfondare il letto. Sperando che non mi vada di traverso qualche preoccupazione.
ciao barone

E' morto Nils Liedholm. Aveva 85 anni. Il decesso è avvenuto a Cuccaro, in provincia di Alessandria, dove l'ex campione di calcio, in campo e in panchina, aveva una tenuta agricola. I funerali si svolgeranno giovedì alle ore 11. Nato a Valdemarsvik, in Svezia, nel 1922, "Il Barone", come lo chiamavano i tifosi, è stato un grandissimo sia come calciatore che come allenatore. Se la carriera in campo, dopo l'arrivo in Italia nel 1949, la trascorse tutta con la maglia del Milan formando l'eccezionale terzetto scandinavo Gre-No-Li insieme ai compagni Green e Nordahl, i suoi successi in panchina furono sia con i rossoneri che con la Roma. Ma nella sua carriera di tecnico vanno ricordate anche le esperienze con Verona, Varese, Monza e Fiorentina. Giocando vinse con il Milan quattro scudetti e due coppe latine, allenando altri due titoli di campione d'Italia e tre coppe Italia. Il primo tricolore, ancora con il Milan, nel 1979, che valse ai rossoneri la Stella; il secondo con la Roma di Falcao e Bruno Conti nel 1983, fallendo però l'anno successivo la finale di Coppa dei Campioni con il Liverpool. Una carriera strepitosa la sua, ma oltre che bravissimo Liedholm fu anche un personaggio straordinario. Signorile, garbato, con un senso dell'umorismo unico e lieve, ha riempito gli annali della Serie A con aneddoti e leggende metropolitane. A renderlo indimenticabile anche un accento nordico mai sparito del tutto, malgrado oltre secolo trascorso in Italia, dove una volta lasciato il mondo del calcio gestiva un'azienda vinicola a Cuccaro Monferrato. Ogni volta che da allenatore giallorosso veniva intervistato dalle allora ancora poco invadenti televisioni, "Il Barone" rispondeva immancabilmente con lo stesso incipit: "Roma jogato bene...". Citatissimo, anche se probabilmente da verificare, l'episodio, risalente alla sua carriera da giocatore, che vuole l'intero stadio di San Siro applaudire a scena aperta il primo passaggio sbagliato dopo un'interminabile serie di partite giocate senza commettere neppure un errore. Celebre era anche la sua scaramanzia e l'amore per lo zodiaco, e qui gli aneddoti si sprecano davvero. Le sue tasche, hanno raccontato in molti, traboccavano di corni, polveri magiche e zampe di gallina. Allo stesso modo la Roma sarebbe andata spesso in "pellegrinaggio" a Busto Arsizio, dove risiedeva il mago-astrologo Maggi, che pare gli abbia anche predetto la sconfitta nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Ma ricordare solo gli aspetti folcloristici sarebbe riduttivo. Se Liedholm fu un grande in campo giocando un calcio oggi difficilmente comprensibile, fatto di lentezza e virtuosismi, forse ancora più importante è il segno lasciato in panchina. Fu uno dei primi a introdurre in Italia il gioco a zona, attirandosi all'inizio aspre critiche, poi spazzate via dalle splendide prestazioni della Roma di metà anni '80. Il gioco a zona, e cioè la marcatura non fissa sull'attaccante, fu osteggiata dagli italianisti come Gianni Brera, che pure lo apprezzava. Fu una piccola guerra di religione, che divise il calcio negli anni '80. A Liedholm si deve inoltre anche il lancio in Serie A di un giovanissimo Carlo Ancelotti, appena prelevato dal Parma, e la consacrazione di Bruno Conti nell'Olimpo dei migliori giocatori italiani di tutti i tempi. Poi la sua terza vita nel Monferrato, a produrre vini. Con l'ironia di sempre, e una certa nostalgia per il suo mondo.
(fonte: repubblica.it)
domenica, novembre 04, 2007
katenaccio vince il memorial gasso
Io vi rispondo: sì.
E voi direte: mè, e ce cazz we?
E io: ma ce cazz vulit vù!
La verità è che ieri si è consumato un piccolo riassunto di un'esperienza che da 2 anni mi accompagna durante gelide sere d'inverno, dove il Palaghiaccio è più caldo e meno scivoloso, e caldissime sere d'estate, dove sarebbe meglio giocare a beach-soccer e andare a skhattarsi Vodka Kiev in qualche spiaggia di Monopoli.
E' stata una giornata fantastica, appagante (vinto il Memorial, un'ottima prestazione mia, vinto il torneo di PES coi Pettirossi, vinti 25 dollari in un'oretta su everest, a breve lascerò quelli e gli altri), come lo è questa esperienza, questo vissuto di squadra. Abbiamo avuto (anche recentemente) tensioni davvero importanti in squadra, come è logico che sia. Non siamo i puffi, qualche screzio ci può essere.
Ieri non se n'è accorto nessuno.
Da 2 anni ci impegnamo, sempre ridendo e spero sempre con la stessa leggerezza che ci contraddistingue. 15000 visite sul blog, le pagelle come un rito pagano, le organizzazioni (e per 10 cose che abbiamo fatto, ne abbiamo 100 in mente), le idee, gli svarioni.
Per tutte queste ragioni volevo fermare il momento, fotografarlo. Questo blog sta diventando un album di fotografie mentali. Interessante...
Il momento va fermato soprattutto per una ragione: perchè crescono delle amicizie importanti nel campo, nello spogliatoio, davanti a una birra. Crescono e continuano a crescere. Si rinnovano (essere in campo con persone che conosci da anni e con le quali sei cresciuto è un piacere quasi indescrivibile). Non è nè raro nè sgradito vedersi, tra compagni, anche fuori dall'esperienza di squadra. Questo è il valore che alla fine ispira tutto quello che vi sto raccontando.
E se ve lo racconto io, mai stato neanche un pò vicino all'idea dei buoni sentimenti a tutti i costi o alle famiglie del Mulino Bianco, c'è da credermi.
Anche per questo motivo riporto qui il post relativo al successo del torneo di ieri, in via del tutto eccezionale. Così, per raccontare anche ai viandanti della rete (ovvero chi non mi conosce e decide di dedicarmi un pò di secondi della loro giornata; la mia gratitudine va anche a voi) di cosa stiamo parlando.
Gasso è del Katenaccio!
E finalmente arrivò il sole. La giornata da Dio del Katenaccio si è svolta il 3 novembre 2007. I pettirossi, motivati come non mai, portano a casa il primo, equilibratissimo, memorial Gasso, quadrangolare che ci ha visto regolare (5 punti) il Pappalettere e la Nardullese a quota 4 e il Rosafante che dopo aver schiacciato i Pappali nel primo match era stata legittimata a sognare. Una grandissima prova di squadra che fa ben sperare in vista del torneo di Storie. Ma sopratutto una prova esemplare dell'attacco, che finalmente gioca anche meglio della difesa.
Da sottolineare la prestazione con il Rosafante, probabilmente la migliore uscita di sempre dei pettirossi, sicuramente tanta circolazione della palla (e delle palle degli avversari) lì davanti non l'ho mai vista.
Pagelle uniche per tutte e 3 le partite..sapete, tengo famiglia, 30 pagelle non riuscirebbe a scriverle manco Candido Cannavò.
Gino 6,5: tutto sommato una buona prestazione. Ok che ci vuoi far emozionare, però uscire con quelle mani che sembrano più uno scivolo per un autogol che due pugni tipo Jin Kazama di Tekken è una roba da crepacuore. Ma a prescindere dagli spaventi, la morale della favola è che fa il suo dovere, subendo solo 2 gol. Su quello col Pappalettere forse c'è qualche responsabilità, ma anche la selva di gambe davanti a sè non era male.
Ciccio 7: l'unica nota dolente della sfida contro il Rosafante recupera con gli interessi quando di fatto consegna la coppa al Katenaccio a 2 minuti dal termine della sfida col Pappa con un colpo di reni (e che reni!) sul bellissimo colpo di testa di Variale. Per il resto è il solito Ciccio, tra dolori alla sottocoppa della sottopalla e il senso di sicurezza che, solo essendoci, dà a tutto il reparto.
Max 6,5: il compito più difficile per me è quello di fare la sintesi per lui, tra la prima partita in cui sembra tremendamente in difficoltà, e i match successivi in cui si vede il miglior Max. In particolare col Rosafante: sembra sempre che perde l'avversario in velocità, gli dà un metro, poi aggancia il pallone e riparte. L'avrà fatto 4 o 5 volte. Chirurgico. Ci lascia con una sospetta distorsione al ginocchio, pianti per il dolore e tanta paura. Ma nello spogliatoio c'è anche lui a festeggiare.
Mimì 7,5: il voto sarebbe anche più alto se non si innamorasse di sè stesso e della sua tecnica individuale (solo noi ci possiamo innamorare di te) e rischiasse in diverse circostanze tentando di giocare la palla a tutti i costi, anche in inferiorità numerica, piuttosto che spazzare nelle coltivazioni a latifondo tra i campi e la stazione. Per il resto prestazione semplicemente ineccepebile. Con lui costantemente su questi ritmi la squadra potrà andare molto lontano.
Duni 7: finalmente torna a fare il difensore. Non può, per motivi tattici e di gestione di 2 ore e passa di calcio, fare la fase offensiva, ma fa alla grandissima il dovere suo, ovvero quello di chiudere. A parte 2 errori in impostazione la prestazione è impeccabile. Col Rosafante gioca col sangue agli occhi per rimediare all'ultima brutta uscita, e ci riesce, andando a prendere Ciro da casa della nonna dopo le brasciole e di fatto limitando molto le sue progressioni. Ordinato con i Pappali e i Nardulli. Tutti contenti, ma sopratutto lui, che torna a interpretare al meglio il suo ruolo. C'è tempo per diventare John Arne Riise...
Puma 7: ieri smentisce chi lo dava per finito e sovrappeso (cioè, sovrappeso è difficile da smentire..ma io devo pensare prima di tutto alla mia, di vendra) e ci fa vedere un'immagine diesel di sè. Con la Nardullese non entra in gara, come quasi tutti del resto. Poi inizia a tirar fuori la grinta, sopratutto nella fase di interdizione, dove può e deve sacrificarsi maggiormente visto l'attacco reale che ci siamo concessi. In attacco arriva appannato e sbaglia gol facili, prima di inzaccare su splendido assist Lukano. Oggetto dello scherno di tutti gli avversari, lui replica con una gran bevuta di Peroni nella coppa.
Marco 6: sembra quello maggiormente rintronato a causa della sveglia mattutina. Con la Nardullese è inesistente, col Rosafante si occupa (giustamente) più a ruoli di ripiegamento, con il Pappalettere non fa la differenza. Sicuramente non fa nemmeno particolari disastri, per cui la sufficienza la porta in scioltezza a casa. Voto 10 invece per la produzione di spinelli pomeridiani (Finanza, mi vedi?? Sono quiiiii)
Cruz 7,5: con la Nardullese si incazza per un rimbrotto del Lucano ed esce dal campo. Si prende una di quelle ramanzine dal Puma che ancora tremano i vuoti a rendere della Peroni, tutta la squadra cerca di metterlo a suo agio e lo prende in giro per qualsiasi fesseria. Lui ricambia: migliore in campo con il Rosafante, parte largo e fa quello che gli pare. Continua a non dispiacere con i Pappalettere. Il tridente con Sbrings e Lucano fa sognare.
Pj 7,5: dopo aver recitato nella parte di terzino a causa di una congiura catto-giudo-plutocratica contro Duni da parte dell'Anas, sale di baricentro e sale anche la sua prestazione. Gioca leggermente più dietro di Cruz, dall'altra parte, e sfrutta la difesa tatticamente ineccepibile per saltare l'uomo (nessuno meglio di lui nell'1 contro 1) e ispirare le punte. Una grande prestazione, specie nel ruolo di ala sinistra, quando punta l'uomo quando meglio crede.
Sbrings 8: prestazione maiuscola nel nostro centravanti di peso. Col pallone e col fisico fa quello che vuole, ma la cosa che ancora una volta e ancora di più fa specie è il piacere con cui cerca i compagni dopo aver fatto salire la squadra. Riesce a crearsi spazi anche da solo per liberare il suo sinistro, e bombarda. Coi Pappali appare un pò in debito d'ossigeno, ma è solo l'effetto del grandissimo impegno (coi Nardulli è l'unico ad essere davvero convincente) profuso lungo tutto il torneo. E poi, con quel compagno di bisboccia originario di Scanzano..
Lukano 8: il cielo è il limite. Se non fosse stato per l'ovvia stanchezza avrebbe sbagliato meno cose (nel tentativo di strafare). Dopo il secondo gol contro il Rosafante l'unica cosa che sono riuscito a dirgli festeggiando è stata: "ma che cazzo di gol hai fatto...": si era appena portato a spasso mezza squadra. Capocannoniere dei pettirossi al Memorial con 4 centri (uno anche di testa!), rappresenta la novità, l'asso nella manica, in vista del torneo di Storie. L'aridità di soluzioni offensive sembra essere finalmente una chimera.
Approfitto dell'occasione per ringraziare tutte le altre squadre, perchè l'organizzazione è stata esemplare, le tensioni sono rimaste nel campo e siamo stati tutti davvero bene. 1000 di questi giorni. e 1000 casse di Peroni sui campi di calcio.


