lunedì, aprile 30, 2007

difficile essere bravi a questo mondo

Serata a casa, serata di crisi organizzativa. Come posso andare a Milano 4 volte, dare 5 esami e buttare 120 pagine di tesi sul piatto (con tanto di studio della bibliografia e analisi di dati) entro la prima decade di ottobre?

Come riuscire a farlo se il tuo Prof., tanto bravo e competente, è anche incredibilmente onesto e quindi non rispetta il clichè (già pienamente rispettato dal sottoscritto in triennale) che vuole che la consegna della tesi in Segreteria di un mese prima, sia in realtà una tesi farlocca, perchè nessuno la leggerà mai?

Come farlo continuando a essere contemporaneamente paragiornalista, dj, fidanzato, figlio, fratello, amico, tirocinante, studente, pseudodottorando?

Come riuscire a mantenere alti standard in tutte queste attività, a rispettare le responsabilità e le aspettative che le persone ti hanno attribuito?

Come far partire una radio universitaria di cui sei oggi capoprogetto, circondato da gente ambiziosa come te (ma forse ancora più arrogante di quanto già non lo sia io?)

Ma sopratutto ragazzo, di 23 anni, non di 40..che già si è imputtanato così tanto la vita da non vederne un'uscita a breve?

E imputtanato aggratis, poi! Mi pagassero..almeno il mio tempo libero sarebbe d'oro..

Mi conviene andare a dormire. Domani mi alzo alle 4. Bus (da me organizzato per il 5o anno consecutivo) per Roma.
Sono riuscito ad alzarmi ben 10€ per questa organizzazione..
per l'appunto.

domenica, aprile 29, 2007

no photo

non c'è bisogno di commento :)

sabato, aprile 21, 2007

era uno dei miei attaccanti preferiti, è un idiota


Durissimi attacchi della stampa ceca al talento di casa Milan Baros, che gioca nel Lione, dopo il reiterato gesto razzista rivolto al difensore di colore del Rennes Stephane Mbia durante il recupero di campionato dello scorso 18 aprile (0-0). "Turatevi il naso, il gesto di Baros puzza" titola uno dei principali quotidiani di Praga, il Dnes, ribaltando sul suo comportamento ciò che invece l'attaccante insinuava a proposito del suo avversario, cioè il cattivo odore. Il Dnes prosegue facendo un parallelo con Paolo Di Canio e il suo modo di salutare la tifoseria: "E' insensato da parte sua dire che non si trattava di un gesto razzista. Anche Di Canio sosteneva che il suo saluto non era nazista ma romano, ma la folla di scalmanati che gli rispondeva col braccio destro alzato e la mano tesa non la pensava evidentemente così". Davanti a gesti come quello di Baros, conclude il Dnes, "non possiamo chiudere gli occhi".
Ancora più severo il Blesk: "Baros era il re. Ora non è che un giocatore mediocre con l'infame marchio del razzista e dell'imbecille. Imperdonabile. (...) E' impazzito? Si, Si, Si!". E ancora, il Pravo ricorda che in Repubblica Ceca un gesto simile sarebbe stato punito con una squalifca fino a sei mesi e una multa di 500 mila corone (17.850 euro). Per ora, da parte sua, Baros insiste: "Non era razzismo, non ho fatto niente di male". E rifiuta di chiedere scusa a Mbia.

giovedì, aprile 19, 2007

povero silvio (2)


prodezze da photoshop?

mercoledì, aprile 18, 2007

povero silvio!


“Ho messo da parte 100 milioni di euro per Ronaldinho”. Non può essere uno qualsiasi a sbilanciarsi in una dichiarazione così importante. Infatti la confidenza è di Silvio Berlusconi, presidente del Milan e primo sponsor di questa grande operazione a cui il club rossonero sta lavorando con evidente impegno ormai dalla scorsa estate.
L’indiscrezione non arriva da ambienti calcistici. L’ex premier in questi giorni ha avuto un bel po’ di incontri politici. A prescindere dalla visita a Vladimir Putin. E in una di queste conversazioni ufficiali s’è lasciato andare sull’amato tema calcistico e ha fatto la significativa ammissione, sorprendendo non poco i suoi interlocutori, appassionati di calcio ma non al punto da preventivare un investimento per molti versi sbalorditivo.
Proviamo, allora, a dare una lettura più tecnica dell’esternazione del numero uno rossonero. Va messo nel conto che Ronaldinho già guadagna 8 milioni di euro netti all’anno al Barcellona. E chiede un aumento. Ipotizziamo, allora, che il Milan gli offra nove milione netti a stagione. Al lordo, quindi diventano diciotto. Se poi moltiplichiamo per cinque anni questa cifra, solo d’ingaggio s’arriva a un investimento di novanta milioni di euro. Quindi quanti soldi resterebbero per il Barcellona? Non pochi secondo questi calcoli: solo 10 milioni. Allora il Milan sarebbe costretto a fare delle cessioni per finanziare questo clamoroso ingaggio? E’ un’ipotesi. Ma va anche detto che l’ingaggio di un giocatore viene ammortizzato a bilancio sulle varie stagioni per il quale viene messo sotto contratto. Quindi è verosimile pensare che il proprietario del Milan ha messo i preventivo di accontentare il Barça (che valuta il brasiliano almeno 60 milioni di euro) senza impoverire l’attuale rosa di Carlo Ancelotti. Al contrario.
In ogni caso il Milan deve fare i conti con la volontà del club catalano e delle sue scelte strategiche per la prossima stagione. In quest’ottica saranno importante le prossime settimane. Molto dipende, infatti, dall’esito della trattativa di Ronaldinho con il suo attuale club per rinnovare il contratto ora in scadenza nel 2010. A giorni nella città catalana è previsto l’arrivo di Roberto Assis, fratello-agente, che negli ultimi tempi ha mandato chiari segnali di attenzione al club rossonero. Evidentemente il corteggiamento rossonero ha già prodotto i suoi effetti. Adriano Galliani s’è mosso per tempo, anche se con cautela: non vuole indispettire un club amico come il Barcellona...
Comunque sia in casa milanista sono in tanti a tifare per il felice esito dell’ambiziosa operazione. Più di tutti i campioni brasiliani che già vestono la maglia rossonera: Kaka e Ronaldo. Anche loro hanno speso più di una parola in pubblico (ma soprattutto in privato...) per invogliare la stella di Porto Alegre a compiere quest’importante passo. Adriano Galliani in questi giorni è concentrato sul doppio sprint Champions-campionato, ma a breve tutte le attenzioni saranno per Ronaldinho. Lo vuole Berlusconi.
«Questa volta sono deciso ad andare fino in fondo all'azione legale. Quelle foto ritraggono degli ospiti escludendo ad arte le altre persone che erano presenti. Dietro alla scelta di pubblicare quelle immagini c'è una precisa strategia mediatica e politica». Silvio Berlusconi «è molto irritato», per il reportage pubblicato dal settimanale «Oggi» che ritrae l'ex premier la vigilia di Pasqua in atteggiamenti confidenziali con cinque ragazze nel parco di Villa Certosa, la sua residenza in Costa Smeralda. Azioni penali e civili annunciate dal suo legale, il senatore forzista Niccolò Ghedini: «Fotografie procurate in dispregio di ogni diritto della privacy. Si è scelto di pubblicare soltanto immagini in cui l'ospite è ritratto in compagnia di invitati femminili, omettendo di evidenziare la presenza di altri invitati. E' lo stesso giornale che per l'attuale portavoce del governo (Silvio Sircana, ndr) ha evitato di pubblicare un servizio che aveva acquistato per 100 mila euro». Mentre il Garante della privacy ha avviato un'istruttoria sulla vicenda, sollecitato anche da Riccardo Villari della Margherita, Ceccuzzi dei Ds e Giacchetti della Margherita invocano l'intervento di Fausto Bertinotti «perché è auspicabile una presa di posizione del presidente della Camera affinchè sia garantito il diritto alla privacy a tutti i deputati».

Intanto è scattata la ricerca delle cinque nuove «bagatelle» del Cavaliere: tre more, una castana e una rossa. Quest'ultima è la più riconoscibile del gruppo. Si tratta di Angela Sozio, partecipante al Grande Fratello 3 ed ex opinionista di Buona Domenica a Canale5. Lei conferma: «E allora? Non vedo cosa ci sia di interessante nel fotografare un gruppo di collaboratori di Forza Italia riuniti in un giorno di festa». Mistero, per ora, sulle altre ospiti. Qualcuno ha individuato in una delle ragazze more Valentina Gioia, ex tronista di Uomini e Donne. Lei smentisce. Così come Vittoria Camila Ferretti, anch'essa ex tronista. Anche lei smentisce.

lunedì, aprile 16, 2007

dio, la religione, gli amici, i ricordi

Sol chi non lascia
eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna.

esordisco così, con questa frase di merda, che ho fissato in obitorio ieri, per lunghi, interminabili minuti.
Chiedo sin d'ora scusa a tutti coloro i quali non apprezzeranno nè i concetti, nè il linguaggio poco diplomatico. Ci penserà Dio e la religione a scomunicarmi.

Dio appunto.
Non esiste, ora ne sono davvero certo. Dio che tutto può e tutto sa, Dio onnipotente che ci ha nelle sue grazie, non può adoperare in modo così aggressivo la morte, il dolore.
I credenti più ferventi direbbero che dal dolore, dalla privazione, Dio ne ricava un progetto, un suo destino, una lezione a noi comuni mortali, affinchè ci si possa temprare e apprezzare le piccole cose, ma anche l'amore e l'affetto, che piccoli non lo sono per nulla.

Sulla carta andrebbe bene, ma quando Dio o chi per lui si accanisce su di te, sulla tua famiglia, sui tuoi affetti più cari, più o meno nel profondo, più o meno tragicamente, ma sempre in modo violento, inatteso, con telefonate choc, ansie e angosce, bè, non vedo che (ulteriore) lezione mi possa dare Dio.

E qualora siano tutte lezioni, devo evincere che Dio vuole più bene agli atei o comunque a me, visto che mi sta rendendo una persona saccente, a furia di lezioni, di gente che se ne va senza preavviso. Mi sta dando troppa sapienza, ma Dio o chi per lui, che tutto può e tutto sa, dovrebbe anche sapere che la conoscenza va distribuita, e che rendere una persona troppo intelligente e gli altri tutti svampiti, non serve a niente.

a drop in the ocean
a second and all time
one stop in the endless sky
but you mean
the whole world to me
you're an island of light
so please last this day
stay one more day

Se Dio o chi per lui mi voleva dare una lezione, è riuscito a darmene due..la prima è al contrario, è la sua non esistenza, è come se mi fosse giunta una sorta di consapevolezza (definitiva) di questo.
La seconda riguarda i suoi pastori terreni. Sono delle persone incompetenti.
Perchè io dovrei ascoltare lezioni sull'amore, sulla famiglia, sui diritti e sui valori da persone che non hanno mai amato? Che non sanno, che non possono sapere davvero cosa vuol dire la privazione? Cosa vuol dire una famiglia distrutta dal loro amichetto ultraterreno o chi per lui, perchè semplicemente questi pastori, una famiglia, non ce l'hanno?
Perchè dovrebbero sapere più di me, o più di un qualsiasi laico che sa cosa è l'amore o ne ha almeno un vago sentore, cosa è giusto e cosa sbagliato per tutti noi?
Perchè Ratzinger e Bagnasco devono fare tutta questa pressione affinchè 2 persone che si amano e non si sposano anche solo per non spendere migliaia di euro imputtanati con pratiche burocratiche, quindi per motivi molto terreni, non possano tutelare due ragazzi che ora sono in mezzo a una strada?
Per me, sono e rimangono degli assassini nella peggiore delle ipotesi, degli incompetenti nella migliore.

L'unica mia consolazione
è aver costruito un'amicizia unica
lunga 35 anni
e che quella mi rimarrà nel cuore per sempre

Per me l'amicizia è un valore sacro. Così sacro che ci rimango sempre male, troppo male, quando un mio amico mi tradisce, o semplicemente mi delude. Così sacro che probabilmente sfocio nella paranoia talvolta, quando vedo gli altri far cose che io non mi sognerei nemmeno di fare.
Così sacro da aver provato una specie di senso del dovere, sentendo quelle parole ieri.
Ho avuto la sensazione che in fondo faccio bene a essere sacro e paranoico. Anche io vorrei tanto dire un giorno quella frase, che sia in un momento di felicità, o di profonda tristezza (come in questo caso). Voglio avere dei rapporti solidi, dove non c'è solo egoismo e non ci sono solo interessi. E per fare questo bisogna essere molto idealisti e quindi un pò rigidi. Continuerò a cercare le persone giuste per me, e darò loro il massimo. Il mio massimo che da ieri è ancora più massimo di come non lo fosse già prima.
Ancora, voglio dire alle persone a cui voglio bene, che voglio loro bene.
Voglio parlare con le persone con cui ci sono state delle incomprensioni per chiarirle, perchè la vita è fatta anche di manifestazioni d'affetto, e non sai mai se la vita ti permette il lusso di fartele fare prima di una tragedia.
Allo stesso tempo, non posso sapere a priori se c'è questa voglia da parte di tutti. Perciò, chiunque legga questa mia lettera aperta, e senta lo stimolo a volermi dire qualcosa, a voler chiarire un'incomprensione, o anche solo a bacchettarmi, colga il momento, il periodo. Un periodo di assoluta sacralità dell'amicizia, un periodo in cui non ho nessuna voglia di essere rancoroso con nessuno.
Non è giusto, non serve.

Avevo 3 anni e piangevo
si giocava a poker a casa mia.
Diego e Luigi mi chiusero per scherzo nel forno
e fecero finta di accenderlo per prendermi in giro.

E'il ricordo più vivido della mia infanzia, e riscrivendolo mi sfuggono le lacrime.

venerdì, aprile 13, 2007

teatro dei sogni, continua


Cristiano Ronaldo resta al Manchester. Lo annuncia il sito dei Red Devils. Ha firmato un nuovo contratto di 5 anni, che scadrà nel 2012. Vengono così messe a tacere le incessanti voci di mercato che volevano il portoghese corteggiato dai principali club italiani e spagnoli.
"Sono sollevato - ha dichiarato il campione portoghese -. Ho parlato con Ferguson del mio futuro, sapeva che volevo restare. Sono felice qui, voglio vincere tanti trofei con questa maglia, e spero di poterlo fare già da quest'anno". Ferguson, tecnico dei Red Devils, è entusiasta: "È una notizia fantastica. Cristiano ha ottimi rapporti con la squadra, con lo staff tecnico e con i tifosi, diventerà uno dei più grandi giocatori di sempre dello United".

mercoledì, aprile 11, 2007

corsi di formazione, formazione da dimenticare

La giornata di ieri è stata una specie di spot di umanità.
Partecipo da un paio di settimane a un corso di formazione: è una roba un pò particolare, in realtà va a finire che ti formano all'autoconsapevolezza, più che a imparare a fare qualcosa. E' una formazione particolare, in cui mi sono trovato a fare il tavolo in una simulazione di un colloquio di selezione, a confrontarmi con storie individuali tra le più diverse e strane.

Ho visto gente che come me "non lascia niente", altri che piangono quando devono parlare di sè.

Rimango sempre molto affascinato dall'uomo, pur essendo un animale dall'egoismo crescente, almeno in questa società, nella nostra società. Nonostante le delusioni e le piccole amarezze, che rendono egoista pure te, non posso non covare un fortissimo desiderio di fare del bene, di servire l'altro, la comunità. In culo a chi ti vuole male, a chi non ti darebbe niente se non interessato.
Ho provato un mix di disagio e gioia, impossibile immaginare di provare tutto questo a un corso di formazione. Ma le emozioni, è importante viverle..il dove e il come, è davvero molto molto relativo.


Nella serata poi, abbiamo visto un uomo idolatrato in patria e a Roma, vagare come uno zombie dopo aver visto la sua difesa, tanto adorata in Italia e in Europa, per i due fortissimi centrali, bucata per 7 volte.
L'immagine che più mi rimarrà impresa di Manchester - Roma, partita di cui in linea teorica poteva anche non sbattermene niente, ma che mi affascinava da morire, per la mia simpatia personale per la tifoseria romana ma sopratutto per il calcio inglese, è quella di Luciano Spalletti che vaga, come posseduto, nel campo a fine gara, a metà strada tra il "ma che cazzo è successo" e il "fammi godere di questi ultimi momenti da protagonista".

Tornare a casa dopo una simile umiliazione sarà stato tremendo, però sono certo che anche Luciano, il Pupone, Amantino (inguardabile ieri sera), tra un mandarsi male e l'altro, magari anche solo pensando a Cristiano Ronaldo, o meglio ancora ai 6000 giallorossi che, sciarpe in mano hanno inneggiato alla loro squadra anche sul 5 a 0, si saranno detti che l'uomo è un essere in fase di imbastardimento, ma (forse anche per questo) rimane estremamente affascinante. E fargli del bene rimane sempre la gioia più grande.

mercoledì, aprile 04, 2007

daniela


Nonostante sia alto 196 centimetri, pesi 96 chili e le sue scarpe siano di numero 45, Daniel Van Buyten era stato soprannominato Daniela nel Bayern della gestione Magath, quindi fino a gennaio. Il difensore comprato in estate dall'Amburgo, grande come un armadio, aveva spesso paura nei contrasti, teneva con gli avversari un atteggiamento dolce, quasi femminile. Oliver Kahn un giorno si è arrabbiato ed è andato a scuoterlo, sul campo, davanti a tutti. Prima scossa. Poi è arrivato Ottmar Hitzfeld in panchina e il belga ha ritrovato cattiveria e fiducia. Il suo balzo da centravanti sulla palla scesa da un contrasto tra Pizarro e Oddo è valso il gol del primo pareggio, il segnale ha fatto rinascere il Bayern. Una botta da ala sinistra ha significato il 2-2. Kahn non c'era, ma tutti gli altri sono andati a scuoterlo e stavolta non era un rimprovero. "È stato magnifico, non solo per me ma per tutta la squadra: siamo riusciti a recuperare una partita che sembrava persa", dice il difensore, mentre l'allenatore Hitzfeld lo ringrazia: "Mi fa piacere per questo exploit, era molto criticato, ma è uno dei migliori nel suo ruolo". Van Buyten, 29 anni, in questa Champions non aveva mai segnato, però uno dei momenti più entusiasmanti della sua carriera era stato a Madrid "quando con il Marsiglia avevo fatto gol al grande Real di Zidane". Adesso San Siro scavalca il Bernabeu. Hitzfeld dice: "Al ritorno lo farò giocare da centravanti".

lunedì, aprile 02, 2007

la mia bambi

"Così ho aiutato Moana a morire". Il marito della pornostar morta 13 anni fa, svela in un libro di "aver fatto entrare piccole bolle d'aria attraverso la flebo" per abbreviare la fine della moglie malata di tumore al fegato.

Al Messaggero, Antonio Di Ciesco anticipa il contenuto del libro: "Non voglio trovarmi in un letto con tubi dappertutto e non più padrona di me stessa, mi disse Moana. Allora dovrai aiutarmi ad andare, dovrai mettere fine alle mie sofferenze". E il momento venne la notte del 15 settembre 1994 in una camera dell'ospedale di Lione dove la pornostar era ricoverata.

"Ci abbracciammo, i baci furono un addio. Poco dopo si addormentò tra le mie braccia. Facendo entrare piccole bolle d'aria attraverso il tubicino della flebo lei non si accorse che la vita la stava abbandonando. E con essa anche le sofferenze".

Di Ciesco afferma di non essersi pentito: "E' stata una decisione presa con serenità, una scelta giusta che mi è costata, ma non c'era rimedio" e aggiunge di essersi deciso a parlare per mettere fine ai misteri sulla morte di Moana "specie sulla leggenda che non fosse morta, ma solo sparita volontariamente".

Sul quotidiano romano ricorda il suo amore segreto con Moana nato a Lampedusa tre anni prima, le nozze a Las Vegas, "una specie di gioco, un segreto tutto nostro che serviva anche a proteggere la nostra vita privata", e poi l'inizio del male durante un lungo viaggio in India nel 1994, con la scoperta del tumore e a Lione, l'esito quasi nullo della chemioterapia e il medico che le annunciò che non aveva più speranze.

Rifarebbe quello che ha fatto?, ha chiesto il Messaggero al marito di Moana. "Sì, non ho cambiato idea. E' stata una scelta giusta. Se mi chiamasse un giudice, non potrei che confermare quello che ho scritto. Non credo di aver fatto niente di male, ho solo rispettato la valontà di Moana. L'eutanasia è una scelta che dovrebbe essere concessa a tutti in casi estremi come quello di Moana, la mia Bambi".