Tonino a Nervi, durante la partita di pallanuoto della sua donna, 17 anni
lunedì, giugno 30, 2008
sabato, giugno 28, 2008
already ready
Sabato 28 giugno 2008.
Bari è in fermento per la serata-clou del Cube Festival, uno degli eventi più grossi che la città ricordi negli ultimi anni. Una fonte di orgoglio, dato che è frutto dell'intellighentia musicale barese.
Controradio, i nomi che tutti noi conosciamo, hanno deciso di fare le cose in grande, di svoltare.
Ora staranno suonando i Bluvertigo, 8 anni che non stavano insieme. Ci sarà il pienone, tutti felici, tutti contenti.
Volevo esserci anche io a sto Cube Festival, ma piano piano mi è scivolato via dalle mani. Prima il nostro gruppo radiofonico è stato messo in disparte, chissà perchè e chissà per quanto.
Poi è planato l'esame del master proprio lunedì, e l'assenza di magia legata al non sentirsi parte di questa famiglia che ha portato i Bluvertigo a Bari, dopo esserci stato per 6 mesi, in questa famiglia, ha fatto il resto.
Sabato 28 giugno 2008.
Stanotte a Copacabana dovrebbe esserci una delle feste più allucinanti che si ricordino. Ho sentito parlare di 1000 persone, studenti Erasmus in massa, delirio.
Sabato 28 giugno 2008.
Io sono a casa. Ho rifiutato 3, 4 proposte di uscita. Birre, vino, intervista ai Bluvertigo. Niente.
E' un giorno speciale, sono momenti speciali.
Lunedì finisce anche il Master, porto a casa questo ulteriore traguardo.
Blindo definitivamente il mio curriculum, e proprio mentre lo faccio, proprio perchè lo faccio mi regalo le risorse per raggiungere la libertà, vera, di fare ciò che più mi piace fare.
Sì, perchè ora posso accettare e rifiutare i lavori, posso scegliere quanto peso sobbarcarmi, quanto valgono i progetti che mi propongono e le passioni che ho. Dove collimano, dove coincidono, dove convergono. Dove sono strabici.
Lunedì finirò di studiare. E finirò perchè, a meno che non voglia iniziare coi doppioni, ho fatto tutto.
24 anni e 4 mesi.
Certo, continua a ronzarmi per la testa l'andante di Eduardo,
gli esami non finiscono mai.
Sul fatto che sia vero, siamo tutti d'accordo. Una cosa sono però gli esami che la vita ti offre, una cosa gli esami universitari, quelli finali di un master. Diverse le ansie, diverse le tensioni. Diverse anche dentro sè stessi, nel corso del tempo.
Per farvi capire come si possa cambiare, vi racconto un paio di fatterelli.
Il mio primo esame universitario vero e proprio (senza contare esoneri scritti) è datato 2 febbraio 2003.
Si chiamava "fondamenti di neurofisiologia". Incredibile ma vero, ho studiato anche da psicologo.
Mi sono presentato lì con 38.2 di febbre, esame preparato in una settimana, su una domanda presi anche un mezzo scivolone.
Fui l'unico a presentarmi al primo appello e il Prof. mi premiò per questo con un 30.
Il mio ultimo esame, 6 febbraio 2008. 12 giorni prima di laurearmi. Un esame che ho preparato 3 volte, in un caso con bandiera bianca ammainata nel cesso di casa mia tra un conato e l'altro.
Scoppiature pure.
30 e lode. Commento a caldo al telefono: "sono proprio una ciola".
Sì, è chiaro che sono cambiato nel frattempo. Lo testimoniano questi enormi segnali fisiologici.
In teoria gli esami dovrebbero avermi abituato a gestire queste situazioni. Non fossi secchia, potrei capire di essere agitato la sera prima. Ma invece, esame dopo esame, sono andato sempre peggio.
Se c'è una cosa in cui sono peggiorato, specie nell'ultimo anno, è l'essere diventato più ansioso. Dormire poco e gestire responsabilità crescenti, anche quelle che non sono tutte legate a te stesso e alle tua capacità, non credo aiuti.
Inoltre temo di avere un pessimo rapporto col tempo che passa.
Questi Europei, ad esempio. I fenomeni, tutti più piccoli di me. Invecchierò male, perchè non sopporto tanto questa idea.
Ed è anche per questo che mi meno istericamente in 100 e più cose. Perchè mo ce la faccio, mo c'ho voglia. Tanta, troppa.
Effetti collaterali? Ansiette. Ansione.
Lunedì, deo gratias, dovrebbe finire tutto.
Perchè mi levo definitivamente dai coglioni questa pratica dell'esame, con tutti i rituali del caso.
Primo per importanza, ultimo per cronologia, questo folle ultimo giorno. In cui ripeto tutto, senza sosta. Mi ammazzo di caffè e mi calo. Domani, 12 ore consecutive.
La grande falla del mio metodo di studio. Falla mai corretta.
Gli esami non finiscono mai, dicono.
Magari un giorno dovrò tentare un concorso pubblico, l'ammissione all'albo degli psicologi, un Master in Business Administration. Che ne sai.
Però, mettiamola così. Per i prossimi 2,3,4,5 anni non devo studiare. Mi leggerò i miei saggi, i miei libri pesanti sulla politica, l'economia, il mondo che involve.
Ma senza necessità di rendicontazione puntuale.
Via le ansiette. Via tante cose.
Via lo schiavismo puro, quello a cui siamo stati sottoposti noi masterini per far fare cash agli altri.
Via l'accettare tutto "perchè siamo precari e dobbiamo fare gavetta".
Via la bulimia da lavoro. Anche se sarà difficile dirsi di no quando ci sono delle situazioni che ti emozionano. Ma se non imparo, mi brucerò. Per fare 10 cose, le farò male tutte.
Ora posso rallentare, posso anche mollare tutto per un po' e ricominciare da zero, se solo lo volessi.
Se solo mi servisse.
Ho da recuperare diversi mondi, persone, situazioni.
Ho da recuperare me e la mia tranquillità.
Ho da vivere meno male il tempo che passa.
Esco dalla centrifuga accademica, ho fatto fin troppo in questi sei anni.
Ora si tratta di raccogliere e basta.
Mi finisco le Peroni e me ne vado a dormire.
Sapete come va, domani ho ancora una ripetizione disperata che mi aspetta, prima di poter cambiare vita.
Consapevole di potermelo permettere.
incredibile a cordoba

Non si ricorderà per lo spettacolo in campo. Certo è che all'Italia del rugby Cordoba porta bene. Gli azzurri di Mallett hanno battuto 13-12 l'Argentina, nell'ultimo impegno della loro tournée estiva. Si tratta della seconda vittoria in terra dei Pumas nella storia dell'Italia, sempre nella stessa città. Come con la Scozia, nell'ultima gara del Sei Nazioni, è un calcio di Andrea Marcato allo scadere a regalare all'Italia i punti decisivi. L'estremo è bravo a realizzare la trasformazione dopo una meta di Ghiraldini.
Si accorcia così il divario tra le due squadre, con gli argentini ancora in vantaggio (9 vittorie), ma con l'Italia che si fa sotto (tocca quota 5) dopo aver perso 6 degli ultimi 8 match. La ola messa in scena a 5' dalla fine dal pubblico di Cordoba, presente in massa allo stadio comunale, doveva essere il preludio ai festeggiamenti per una vittoria che sarebbe arrivata con pochissimo gioco d'attacco e 4 calci piazzati.
Ed invece, i Pumas sono rimasti ancora una volta (come era già successo nel primo tempo) con un uomo in meno negli ultimi minuti e l'Italia ha fatto tutto il possibile per vincere la gara che in quel momento la vedeva sotto per 12-6. E la mischia azzurra ce l'ha messa tutta fino a stringere la squadra di casa sulla propria linea di meta, alla fine costretta a capitolare quando Ghiraldini ha schiacciato in mezzo alla confusione la palla a terra e poi Marcato ha trasformato per il 13-12 finale. L'Italia dopo la sconfitta rimediata una settimana fa in Sudafrica può tornare a sorridere.
La partita. L'avvio è di marca argentina: è il faro Hernandez (che però ha giocato troppo poco) a non sbagliare due piazzati che dopo 7' di gioco vedono l'Italia dietro per 6-0. Gli azzurri sono contro vento, giocano meglio costringendo i Pumas al fallo sistematico, ma non provano a calciare bensì a sfondare per realizzare la meta. Nel frattempo, Hernandez, il più ispirato tra i biancazzurri, è costretto ad uscire per un problema al polso della mano destra ma chi lo sostitusce, Arambaru, non si fa prendere dall'emozione e segna il 9-0.
I ragazzi di Mallett non riescono a segnare anche se dimostrano di giocare meglio, manca però il gioco d'attacco da parte di entrambe le squadre. Arambaru segna ancora un piazzato (12-0 a 34') ed a questo punto l'Italia prova a calciare un piazzato e con Marcato segna i primi tre punti del match al 37' (12-3). Lo stesso Marcato allo scadere non segna una punizione del possibile 12-6, poco dopo che l'arbitro australiano Goddard mostra il giallo a Roncero.
Anche nella ripresa, l'incontro risulta per nulla piacevole, giocato con tanti falli e con poche azioni d'attacco. I calci piazzati proliferano ancora ma la mira da una parte e dell'altra è scarsa (Bosch sbaglia due volte e Marcato una), ma l'epilgo è quando Roncero prende ancora un giallo e deve uscire. L'Italia capisce che è il momento di osare e di provare a vincere il match e così spinge fino ad ottenere la meta e la vittoria proprio in extremis.
(fonte: repubblica.it)
amy holiday
Non prende nemmeno una nota,
ma lo fa così bene...
e mi ricorda sempre di più una delle Regine.
La carriera e la vita di Billie Holiday furono segnate dalla dipendenza dall'alcool e dalla droga, da relazioni burrascose e da problemi finanziari. Anche la sua voce ne risentì, e nelle sue ultime registrazioni l'impeto giovanile lasciò il posto al rimpianto. La morte la portò via molto presto, ad appena 44 anni, per le complicanze di un'epatite.
venerdì, giugno 27, 2008
pronto, silvio? (fra qualche giorno tutto questo non sarà più possibile)
Il provvedimento è stato illustrato in una conferenza stampa dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Il sistema delle intercettazioni era degenerato", ha spiegato il ministro. "Il nostro provvedimento rispetta i principi della Costituzione in merito alla difesa della privacy di ogni cittadino". I controlli telefonici saranno utilizzabili per i reati che prevedono una pena superiore ai 10 anni di detenzione. L'unica deroga riguarderà i reati contro la pubblica amministrazione, che abbiano una pena massima non inferiore ai cinque anni. Mentre saranno "sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale". Il testo varato dal Consiglio dei ministri, prevede inoltre "l'inutilizzabilità delle intercettazioni che sono attinte in riferimento a un procedimento nel corso di altro procedimento".
Decisione collegiale. L'uso delle intercettazioni dovrà essere deciso da un Tribunale e non da un singolo soggetto. Comunque non potranno avere una durata superiore ai 3 mesi. Confermate anche le indiscrezioni sulle pene per coloro che divulgheranno illecitamente i contenuti delle intercettazioni. "Per i giornalisti che pubblicano intercettazioni coperte da segreto", spiega Alfano, "sono previste pene da 1 a 3 anni".
gallo, aspettami

Sprizza sicurezza e tranquillità da tutti i pori. Danilo Gallinari è ancora un teenager ma sembra un veterano, in mezzo agli altri prospetti Nba in attesa della chiamata di David Stern. “Non sono nervoso, vedremo quando dovrò salire gli scalini per andare a stringere la mano al commissioner – commenta a un’ora dall’inizio del draft – e’ stata una giornata lunga e piena d’impegni, ho anche pranzato con Stern insieme ad altri giocatori, ma e’ volata via”.
giovedì, giugno 26, 2008
i soldi che mi sono meritatamente procurato in tanti anni di attività
Ma perchè usare procurato invece che guadagnato?
"non è schedatura etnica"
Le forze dell'ordine, affiancate dal personale della Croce Rossa italiana e dei servizi sociali dei comuni, prenderanno le impronte anche dei minori nel loro interesse, "proprio per evitare fenomeni come l'accattonaggio e garantire a chi ha il diritto di rimanere di poter vivere in condizioni decenti". Maroni lo aveva già chiarito nei giorni scorsi e oggi conferma: l'obiettivo non è discriminare le popolazioni nomadi ma "mandare a casa chi non ha il diritto di stare in Italia".
"E' nostra intenzione - ha detto il ministro - dare piena attuazione ai Patti per la sicurezza, sottoscritti con numerose città ma rimasti sino ad adesso sulla carta". Per questo è previsto, ad esempio, il conferimento ai prefetti di alcune grandi città di "poteri di commissario straordinario all'emergenza nomadi". In particolare, Maroni ha fatto riferimento a Roma, dove "soltanto all'interno del Grande raccordo anulare - ha ricordato - ci sono una cinquantina di campi, e altrettanti dovrebbero esservene fuori". Campi di dimensioni diverse, da un minimo di 10 a un massimo di qualche centinaio di residenti.
Il responsabile del Viminale ha infine lanciato un avvertimento ai genitori che si rendono responsabili dello sfruttamento dei figli a scopo di accattonaggio: "perderanno la potestà su di loro", ha assicurato il ministro.
(fonte: repubblica.it)
martedì, giugno 24, 2008
attese x urgenze = 0
e sentivo dentro di me l'urgenza di parlare di un'attesa.
Urgenza, di un attesa.
E' evidente che ci sia qualcosa di sbagliato.
Chi ha urgenze non può, forse non sa aspettare. E questo tempo che vuole andare più lento di me mi fa friggere.
Attesa per l'esame
attesa per un sms
attesa per la fine di tante guerre
(fredde)
attesa per un segnale
attesa per il domani
attesa di qualcosa di davvero nuovo, non di rimpasti, inseguimenti
attesa di poter liberarmi della zavorra, a cui non so dare un nome o un volto
attesa del coraggio di poter fare il salto di qualità
attesa di quel qualcosa che potrebbe proiettarmi anche a 1000, 2000, 10000 km e 1000, 2000, 10000 rapporti di distanza da qui
attesa di capire che in realtà è qui che devo stare, e solo qui
l'attesa della rinascita, o della crescita, o della stasi
l'attesa della riduzione di questo ventaglio di alternative
attesa, a tutti i livelli.
attesa per la prossima impresa
attesa di trovare sonno, anche se vorrei andare a dormire alle 5 qualche volta in più
attesa di svegliarsi alle 14, sarà un anno che non ci riesco più
attesa che passi un intero giorno
attesa che le idee si cristallizzino
attesa dell'ennesimo ribaltamento.
Sarà ansia,
ma ste attese mi complicano moltissimo la vita.
Ah, Pedro Pedrito (cito Iannacci per chi non si è filato il link). Siamo entrambi precari, ma abbiamo due indeterminatezze diverse.
Precario, indeterminato...continua ad esserci qualcosa che non va.
Teniamo duro, tra le nostre urgenze c'è anche quella di dover capire che dobbiamo aspettare.
E tra le nostre attese, quella di dover usare meno il verbo dovere.
Dovere, non dovere...
(Grazie blog, aver scritto mi farà andare a dormire meglio)
addio, antilope di brooke

Si è spento ieri sera, mentre si trovava in Scozia per lavoro, Claudio Capone, una delle voci più conosciute della televisione e del cinema italiano. Lo riferisce La7, la rete per cui Capone è stato la voce narrante dei documentari di storia e archeologia, oltre ad aver curato il doppiaggio di alcune importanti serie tv come L'Ispettore Barnaby e Wild at heart. Capone è stato anche la voce del programma di divulgazione scientifica Superquark, condotto da Piero Angela e di Geo & Geo. Capone era nato a Roma il 18 novembre 1952 ed era la voce di Ron Moss (Ridge) in Beautiful e di Stephen Collins, il reverendo Eric Camden in Settimo cielo. In passato ha doppiato, tra gli altri, Luke Skywalker nella famosa saga di Guerre Stellari, Stephen Fry, Oscar Wilde nel film Wilde, Francesco Giuseppe nella trilogia Sissi. In varie pellicole ha doppiato John Travolta, Alan Alda, John Malkovich, Martin Sheen e Chuck Norris. "La7 - si legge ancora sul sito - si unisce al cordoglio della famiglia ricordando un collega e un amico che ci ha lasciato così inaspettatamente".
(fonte: repubblica.it)
concedetevi 9 minuti e 20 secondi
Chiudete i libri.
Chiudete gli occhi.
Dimenticate i triboli.
Pensate solo a voi.
Amatevi.
Sigùr Ros - festival
(e tenete duro almeno fino a metà canzone,è un crescendo pauroso)
due frittelle di baccalà, grazie
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Ana Moura - O fado da procura
Raquel Tavares - fado Lisboeta
Mariza - gente de minha terra
Madredeus - o pastor
noi siamo figli della lupa, figli della notte che...

Alle Politiche giovanili arriva Giorgia Meloni, agguerrita esponente di AN, e il dicastero cambia nome in ministero della Gioventù. La novità 'anagrafica' è stata decisa già da qualche giorno, ma soltanto oggi è stata ufficializzata con tanto di carta intestata. Il ministero delle Politiche giovanili era nato nella precedente legislatura e accorpava anche le competenze relative allo sport.
lunedì, giugno 23, 2008
coltelli (2) - la band perfetta
He's not coming back
Look into my eyes
I'm not coming back
So knives out
Catch the mouse
Don't look down
Shove it in your mouth
Radiohead - Knives out
coltelli (1) - l'album perfetto
Whenever you look at me I wish I was her
You shower me with words made of knives
Whenever you look at me I wish I was her
E spunta già il super-remix...
Adele - Cold Shoulder
Originale + Basement Jaxx rmx
I ain’t got the time
He’s tried to make me go to rehab
I wont go, go, go.
Amy Winehouse ha un enfisema polmonare e morirà se continuera a abusare di sostanze stupefacenti. Lo ha dichiarato il padre della cantante britannica citando il parere dei dottori che l'hanno in cura nell'ospedale di Londra dove è stata ricoverata lunedi dopo essere svenuta nella sua casa di Londra Mitch Winehouse ha detto al tabloid Sunday Mirror che i dottori hanno chiarito a Amy che, "se non la smetterà di furmare droga non solo si rovinerà la voce ma si ucciderà" L'enfisema che ha colpito la 24.enne popstar, ha aggiunto il padre, "è allo stato iniziale ma se non si fosse curata per un altro mese si sarebbe trasformata in una vecchia, adagiata su una sedia con una mascherina per l'ossigeno sul volto che annaspa affamata d'aria. Fumando crack e sigarette i suoi polmoni sono pieni di schifezze. Il suo petto è pieno di noduli e macchie scure e la sua capacità respiratoria è al 70%". L'enfisema polmonare è una patologia che colpisce gli alveoli polmonari i quali non riescono piu' a svolgere la loro funzione e, quindi, ad assicurare al paziente un apporto di ossigeno adeguato. La causa più comune è il fumo, ma anche l'inquinamento può esserne imputato, a causa delle sostanze chimiche che vengono rilasciate nell'aria e respirate dagli individui. Queste sostanze si accumulano e si depositano negli alveoli, danneggiandoli. Con il tempo il danno può diventare sempre più grave poichè lo scambio tra anidride carbonica ed ossigeno nei polmoni risulta essere più complicato.
(fonte: repubblica.it)
sabato, giugno 21, 2008
il genio - il genio

e neanche abbastanza smaliziata
per dire il mio punto di vista
no, non è possibile
che l'uomo sia andato sulla luna
no, no, no
scusate la franchezza
ma lo pensano molti scienziati
e quindi non è possibile
Il Genio – Il genio
Genere: retròpop
Label: Cramps Music – Self
Voto: 3,5/5 (7/10)
Non ci si deve imbarazzare a fare il tifo per i nostri prodotti migliori, prodotti da esportazione, prodotti da mettere in bella mostra. E’ il caso di questo duo composto da Gianluca de Rubertis, già Studiodavoli. Ed è proprio grazie a Il Genio (è sempre meglio che chiamarsi ‘Il deficiente’, dicono loro) che torna sulla scene la storica etichetta Cramps. Insomma, i presupposti per il colpaccio ci sono. E non è solo una questione di immagine e di etichetta: la raffinatezza del suono, un pop vintage che non disdegna inserti di psichedelia, va a miscelarsi perfettamente con testi talvolta visionari, in altri casi ironici, comunque sia vincenti. Il quartetto di pezzi iniziale è da applausi, in particolare “Non è possibile”, un’irriverente disamina sullo sbarco dell’uomo sulla Luna, e “Pop porno”, la perfetta candidata a tormentone estivo intellettuale (grazie a un testo da 10 in pagella). L’album è solido, forse troppo: non c’è il sussulto, il cambio di direzione, qualcosa che non faccia pensare alle canzoni intermedie come un, seppur onesto, riempitivo. “Una giapponese a Roma”, cover di un brano cult di Kahimi Karie, chiude questo disco d’esordio nobilitando ancora una volta gli sforzi del duo per cui noi, sempre più spudoratamente, continueremo a tifare.
venerdì, giugno 20, 2008
Cristina Donà - piccola faccia

aggredita sciupata
eterna sete di potere
mai appagata
l'orizzonte scappa
se non hai meta
lontano da te
l'uomo sbrana l'uomo
succhia la preda
e dimentica
Cristina Donà – Piccola Faccia
Genere: Pop, cantautorato
Label : Capitol
Voto (4/5 – 8,5/10)
Anche se fosse stato un album “normale” avremmo dovuto applaudire Cristina Donà per la scelta, a solo un anno di distanza dal suo ultimo album di studio, “La quinta stagione”, di dare alle stampe un prodotto che è impossibile definire semplicemente come un best of. Riarrangiare in chiave acustica i propri brani più fortunati vuol dire nobilitare 10 anni di carriera, impegnarsi e allo stesso tempo mettersi in gioco. Il punto è che però l’album non è normale, ma bellissimo, forse addirittura il più bello della carriera della cantautrice milanese. Molte tracce sembrano uscire ulteriormente abbellite da questa rivisitazione che asciuga i suoni senza minare l’impianto complessivo delle canzoni, nobilitandone l’intimismo e l’emotività delle liriche. La rivelazione di quest’album è proprio la Donà che, forse per la prima volta nella sua carriera, non ha paura di liberare totalmente la sua voce, di lasciarsi andare. “Piccola Faccia”trasmette la passione di chi lo ha creato e perciò conquista sin dal primo ascolto. Giuliano Sangiorgi impreziosisce “Settembre”, la cover di “Sign your name” di Terence Trent D’Arby strapperà un sorriso ai nostalgici. Un album pressoché perfetto, che piacerà a tutti e che sedurrà gli ultimi scettici sulle capacità di una delle migliori espressioni del pop italiano. Se tutti i best of avessero un’anima…
in Italia sarebbero furbetti
"Il dipartimento della Giustizia - ha spiegato il viceprocuratore federale Mark Filip in una conferenza stampa a Washington - è determinato a portare alla luce e punire le frodi sui mutui, per contribuire a riportare la stabilità e la fiducia nel nostro mercato immobiliare e in quello del credito".
Le indagini del Fbi e del dipartimento della Giustizia sui casi di frode che hanno determinato perdite per un miliardo di dollari sono iniziate il primo marzo scorso. La maggior parte degli arresti è stata compiuta ieri. Contemporaneamente, in seguito alle indagini di un altro giudice federale, di Brooklyn, sono stati arrestati due ex manager di Bear Stearns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin: sono accusati di frode, complotto e insider trading. Il fallimento dei fondi speculativi sui quali avevano fondato la fortuna della loro società, accese la miccia della crisi subprime.
Su Cioffi e Tannin pesa l'accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori. A inchiodare Cioffi e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail, dalle quali emergeva che ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi. Eppure, nonostante questo, nel corso di una conference call tenuta qualche giorno dopo l'invio delle email, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido. Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari.
Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorità hanno sottolineato che "gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica", tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti. Gli avvocati dei due arrestati sostengono al contrario che i loro clienti sono vittime della crisi finanziaria, e hanno operato correttamente.
Questo della Bear Stearns dovrebbe essere solo il primo di una lunga serie di incriminazioni legate a casi collegati alla crisi dei mutui. Le indagini pendenti sono circa 1400. L'esplosione della crisi ha fatto perdere la casa acquistata con il mutuo a centinaia di migliaia di persone negli Stati Uniti.
milano 3: scomponi
ok le organizzazioni prese per i capelli
ok l'on the road
ok il superuomo che deve farsi 1800 km senza chiedere il cambio per vedere se lui e la Punto sono in grado di girare l'Italia per un'altra botta di concerti di qui a 2 settimane
ok quell'alcolismo sobrio, sunny, mandato bene
ok l'ennesimo concerto da solo (perchè alla fine siamo andati in 4, ma ognun per sè)
ok che sto bene da solo ma quanto sto bene da solo.
Però, basta.
La cosa più bella delle gioie,
ma direi proprio della vita,
è la più sincera condivisione.
E ci sono momenti, vedi un concerto come questo, atteso da anni e preso davvero per i capelli (con annesse inutili e ingiustificabili pezzate di merda con annessa morale a seguire, che alla fine hanno ulteriormente accresciuto la soddisfazione per esserci comunque riuscito), che rappresentano delle gioie enormi, irriproducibili e indescrivibili.
Gioie amplificate dal tribolo necessario per esserci arrivati, per averci creduto, per non aver dormito la notte per quel senso di colpa che poi, la mattina dopo, ha rappresentato la molla per riprendere il controllo della situazione.
E ok questo patetico ripetere che sto bene da solo (si era capito, inutile dirlo 743 volte), però ci sono dei momenti, come sto benedetto concerto, in cui non trovare uno sguardo, un gesto, un momento di condivisione, è limitante. E' insensato, addirittura.
Forse non sarei arrivato a questa conclusione se non mi fossi ritrovato da solo, bello rasserenato dal clima favoloso (sia in termini di tempo, che di persone, che di birre) che si respirava all'Arena Civica, e se questa solitudine allegra non mi avesse portato a un ragionare bello, disteso e consapevole, non cupo.
Però ragazzi, che senso ha tutto questo?
Che senso ha realizzarsi, realizzare i sogni, e poi lasciarsi avvolgere dal solipsismo?
Su questo sto riflettendo e rifletterò.
Come rifletterò sul fatto che ho aperto Fring per vedere se c'era qualcuno in sintonia, e sono arrivato al punto di sentirmi dire che siccome ero al concerto, allora non potevo essere concentrato.
Bisognerebbe darmi del malato di mente perchè cerco di parlare con qualcuno attraverso un cellulare mentre il concerto scorre e la capa mia anche. E intimamente mostrare gratitudine, non allontanare le persone.
Ma questo è un mio modesto e mediocre punto di vista su un mondo che ha bisogno di cose diverse da quelle che io provo a dare.
(p.s. ho avuto una marea di "ti invidio" semplicemente perchè sono andato al concerto. Prossima volta organizzo un pullman e se non venite vi prendo a schiaffi.)
Chiudo questa altalena con l'ultimo pezzo pervenuto in queste 72 ore molto, molto musicali.
Giusta e doverosa conclusione, giusta colonna sonora per l'ennesima voltata di pagina.
milano 3: componi
I biglietti che non si trovano
Partire da casa senza biglietto
Andarlo a recuperare tra i tornanti di Chieti
La Punto che fa 1800 km con un solo conducente: me
La Punto che ha uno scarto laterale di una buona trentina di centimetri per una folata di vento
Le cavallette (mai una pioggia del genere in vita mia) che piovono a Modena
Il gol di Pirlo, nell'autostrada deserta, con la Gialappa's e la pioggia che non finiva mai
Il pane e merda che durante la partita aveva Rete4 acceso
Il pane e merda che ti metteva le zanzare nel panino
L'Olanda che si supera
L'Italia che vince facile
Uno, due, tre
200 grammi di pasta al pesto
In Corso Sempione io, Bertallot, Roccia e Diego Mancino a parlare di musica, bridge e crisi davanti a svariati bicchieri di vino (non nostri! E' questa la notizia)
Il concerto, tutti divisi
Le birre e i viaggi
La migliore band del mondo, nient'altro da dire.
Milano da bere
Da qua a là
La metropolitana chiusa
Il compleanno del piccolo Shardo
Le onde della russata complementare
Fring e i migliori morti suoi
Un nuovo format per i dj set concepito con Roccia (che ne detiene i più grossi meriti)
Un cd veramente forte all'altezza del Molise (cazzo, ma li ascoltate i cd quando li faccio?)
E i conti non tornano.
domenica, giugno 15, 2008
grande max

Un Italiano campione del mondo. Massimiliano Pescatori, 37 anni, origini milanesi e residenza a Las Vegas, ha conquistato ieri notte uno dei 55 titoli messi in palio nelle World Series of Poker che si disputeranno fino a metà luglio al Rio Hotel & Casino di West Flamingo Road, poco distante dal centro della città regina del gioco d'azzardo.
Pescatori, "The Pirat" per gli americani che hanno trasformato questo giocatore in un punto di riferimento costante, soprattutto per il suo look, bandana alla testa con i colori nazionali e stile di gioco estremamente comunicativo, è al secondo titolo mondiale in tre anni. Sabato notte ha chiuso al primo posto l'evento n.24, il "Pot-Limit Holdem/Omaha", 2.500 dollari d'iscrizione, per 457 partecipanti e un montepremi di poco superiore al milione di dollari. Un torneo estremamente tecnico in cui si alternano giocate di Texas Hold'em (il gioco esportato in questi ultimi anni dagli Usa e trasmesso dalle televisioni di mezza Europa: due carte per giocatore e cinque comuni nel mezzo) a quelle di Omaha. Si tratta di una variante ancora più delicata con quattro carte in mano per giocatore, delle quali se ne possono utilizzare soltanto due per comporre la combinazione vincente con le cinque nel mezzo.
Il braccialetto simbolo del mondiale vinto, frutta a Pescatori un primo premio da 246.471 dollari. Nell'head-up finale, il giocatore italiano ha surclassato Kyle Kloeckner. Il torneo è stato vinto con tanta freddezza, costanza nel saper attendere il momento buono e grandi intuizioni. Un torneo durissimo, in cui Pescatori ha finito con l'avere la meglio di alcuni tra i migliori professionisti del circuito, come Howard Lederer, Allen Cunningham e il francese Pascal Perrault.
Le World Series sponsorizzate da Everest Poker andranno avanti fino a metà luglio, tra gli appuntamenti più attesi il torneo H.o.r.s.e, cinque forme diverse di poker in un solo gioco, con iscrizione per partecipare, fissata a 50.000 dollari e il main event da 10.000 dollari d'iscrizione, premio finale vicino ai dieci milioni di dollari, immagini riprese dall' Espn e oltre diecimila giocatori iscritti da ogni angolo del mondo. Finora nessun italiano è riuscito a prevalere. Pescatori e il romano Dario Minieri figurano nel lungo elenco dei favoriti.
sabato, giugno 14, 2008
spidicchiare i portishead pensando a gaudì
Scented and tall,
Hesitating once more.
And as I take on myself,
And the bitterness I felt,
Realise that love lost, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?
giusy winehouse
Giusy Ferreri - non ti scordar mai di me (uno dei tormentoni più telefonati degli ultimi 15 anni)
Le note le potevate almeno cambiare però.
O almeno evitare di inserire la Y nel nome.
Ora alla povera Gaetana (questo il nome di battesimo della vincitrice morale di x-Factor) toccherà farsi di crack...
venerdì, giugno 13, 2008
parole
parole che si perdono nel tempo
parole date
e gia’ dimenticate
Tornare a casa e beccare Closer su Canale 5 ha fatto il resto.
lunedì, giugno 09, 2008
vagiti
Conosci così bene la mia materia che potresti dirigere la cosa artisticamente al posto mio.
L'idea è bella e credo che gli italiani che vuoi coinvolgere si farebbero in 4 per esserci. Per gli stranieri non posso garantire, ma sono tutti nomi che sottoscrivo.
Occorre fare i conti, credo, per capirne la fattibilità.
Parliamone quando vuoi, anche oggi.
Alessio bertallot
imago
Un'altra piacevolissima serata, che poteva essere completata con l'asso di cuori, con una birra fuori.
La birra c'è ed è qui al mio fianco, non ha lo stesso appeal nè credo mi farà andare a letto ubriaco.
Nè ne sento una particolare voglia.
Gli Europei, i teatrini, il calcio come scusa.
Adoro questa semplificazione dei concetti, quest'autenticità ritrovata, frastagliata ma vera, nei contorni di questo grande evento sportivo che come tutti i grandi eventi sportivi è una grandissima cover story per abbozzare un tentativo di identità.
Specie per noi italiani, tutti pronti a tifare per le stesse sorti domani alle 21 ma che dalle 23 già tornano a scannarsi.
Terrone, polentone, trimone.
Sono giorni intensissimi, molto più di quello che dò a far vedere.
Fra qualche ora mamma si opera. Ed è tenerissimo, commovente o agghiacciante (fate voi), che lei, da addetta ai lavori, abbia una fottutissima paura dei chirurghi. Di un intervento che è sì delicato, ma non così devastante.
Da qualche minuto è il compleanno di mia sorella.
Così come lo è di mia zia.
Così come lo è di Ari.
Così come lo è di Ale, vecchia gloria del liceo.
Donne, tutte donne, tutte in qualche modo decisive. Io, che coi compleanni devo sempre chiedere l'aiuto del social network di turno, qui ho assolutamente messo a fuoco.
Mia sorella è in rotta coi miei.
Una roba durissima, che mi fa venire sempre in mente quando una mia ex (facilissimo arrivarci) si presentò a casa mia la sera prima di un esonero, in lacrime, perchè era scappata di casa.
Aveva quasi 16 anni. L'età, la condizione esistenziale di mia sorella.
Io ne avevo 20. Ora ne ho 24 e questo confronto di situazioni perfettamente identiche ma con me che non c'entro niente con me stesso è veramente particolare.
Il giorno dopo l'esonero fece cagare, ma come glielo spieghi a un'adolescente in rotta con il mondo che quello che sta vivendo è infinitamente meno delicato di tutta una marea di cose che ognuno di noi prova nella vita?
Semplicemente è falso, non è così!
E' la percezione ad essere sbagliata, ma il disagio è profondo, è uguale a quello di una persona appena licenziata, a una madre che perde il figlio o tutte le più grosse schifezze che possono succederci.
Io mi sono sempre fatto i cazzi miei ed ha sempre funzionato. Mia sorella, inspiegabilmente, mi adora. Ora però non potevo esimermi e, come un fidanzato d'altri tempi, il 20enne che stava con la 16enne che scappava dal papà, ho deciso di fare muro, con mia sorella, contro i miei.
Una roba ancora più dura visto il mio carattere.
Ma poi, sarà vero che è così dura? Quanti anni ho? Sono un adolescente di 35 anni in fondo. Io la capisco. E i miei non sono invincibili.
Mi sono messo in mezzo, incredibile. Non so che effetti avrà, ma è una novità assoluta.
A partire da questi piccoli, grandi scivoloni, che ti portino a una frattura fisica, gessi ed operazioni o a un frontale con le persone che, per forza di cose, ti vogliono bene come nessun'altro, arrivi poi per la legge del contrappasso a star qui di domenica notte ad avere l'ennesima urgenza creativa (du kigghiun) e a goderti ciò che hai.
Mi sento una persona estremamente fortunata e privilegiata.
Faccio cose stupende e le sto facendo a una velocità folle, ma sempre più controllata, per fortuna.
Certo, la stanchezza è un fattore con il quale devo ancora scendere a patti, ma tant'è.
Piano piano sto diventando grande e questa cosa, in verità non estremamente affascinante, comunque ha una sua importanza.
Sto realizzando che certe mattàne, specie per i concerti (l'anno 2008 è stato, è e sarà l'anno dei concerti, anche in ragione di questo punto di arrivo), non le posso fare più (anche se non perderò il gusto di farle, statene certi).
Ma è anche vero che chissà, se sono bravo sarò io a portare la musica che voglio proprio nel posto in cui sto, per metterli a disposizione delle mie persone. Un sogno.
Nel weekend avrò chiesto informazioni su un centinaio di artisti. Arrivano le prime mail e sono incoraggianti.
Certo, c'è molto lavoro da fare.
Ma l'adrenalina nello scrivere, nell'immaginare, nell'incrociare nomi, persone, mail.
L'adrenalina nel lavorare.
Questo è un privilegio assoluto.
Se su cento persone ne porto 2, sono comunque un fenomeno.
E se ne porto 0 è stato comunque splendido avere problemi a trovare il sonno perchè dovevo venire al portatile a vedere se Boy George se ne viene a mettere due dischetti in croce.
Sono fortunato perchè poi ogni tanto ti trovi le persone sbagliate al momento giusto. E pensi che forse le tue idee di giusto e di sbagliato sono un po' sbiadite.
E sta cosa mi manda benissimo.
Ho aperto un blog proprio stamattina (Roccia, metti mano al codice, va di cazzo su Explorer).
Il sottotitolo è: divertissement del cinismo.
Perchè purtroppo non viviamo soli e sei costretto, ed è forse anche conveniente per sè stessi, dare degli altri un'immagine esattamente coincidente a quella che vogliono pensare di te.
Per poter fare i cazzi tuoi con chi invece è andato oltre.
Lì scriverò con quell'altra scoppiata di Balestrazzi, per tentare di dimostrare come tutto ciò che viviamo l'ha vissuto qualcun'altro, che non c'è mai niente di nuovo.
Che la vita è un remix, e che nessuno è più furbo di nessun'altro. Che gli strumenti per mettercelo nel culo a vicenda ce li abbiamo tutti. Anche quelli che fanno la parte degli ingenui. Anzi, quelli sono i più cinici. E che proprio per questo vince chi la smette per prima. Soffre di più, ma vince per forza.
A noi preme di dimostrare solo una cosa: che fino quando la gente vuole vivere così, va benissimo. Noi, però, vi abbiamo sgamato.
E siamo andati oltre.
E per questo, pur non essendo amici nel senso più convenzionale del termine (e chissà, potendo apparire anche un po' ipocriti agli occhi di quelli che benpensano),
sì,
siamo fortunati.
(voi meno, visto il papirone che sono riuscito a mettere in piedi)
domenica, giugno 08, 2008
divertissement del cinismo
Tutto ciò che sapete esistere nel mondo,
che magari pensate che a voi non sia mai successo.
sabato, giugno 07, 2008
mi riconcilio con la politica

Con queste parole Hillary Clinton ha annunciato la chiusura della sua campagna presidenziale, dando contestualmente pieno appoggio al rivale Barak Obama. Applaudita da migliaia di sostenitori al National Building Museum, Hillary Clinton ha avuto parole di pieno apprezzamento per Obama: "Sono stata con lui in Senato per quattro anni e in questa campagna per 16 mesi: ho visto la sua forza, la sua determinazione. Con la sua vita Barack Obama ha vissuto il sogno americano: questo sogno dev'essere realizzato. Quando ho iniziato questa campagna volevo che riottenessimo la Casa Bianca, con un presidente che promuovesse la pace e il progresso, ed è questo che faremo sostenendo Barack Obama". La senatrice Clinton ha ribadito l'importanza dei propri obiettivi, a sostegno dei più deboli, e ha ringraziato più volte i suoi sostenitori: "Questa non è proprio la festa che avevo in programma, - ha ammesso - ma mi piace la compagnia. Vorrei dirvi quanto sono grata a tutti coloro che hanno messo il cuore il questa campagna, che hanno fatto chilometri, che hanno mandato email, contributi, e che hanno investito così tanto nella nostra impresa". "Un giorno vivremo in un'America in cui ci sarà una classe media più forte. Vivremo in un'America alimentata da energie alternative, un'America più forte: per questo dobbiamo eleggere Obama presidente. Dobbiamo riportare a casa le truppe: un giorno vivremo in un'America più leale con i suoi soldati. Per questo dobbiamo far eleggere Obama presidente", ha ripetuto Hillary Clinton. "Quando abbiamo cominciato ci siamo fatti una domanda: potrà una donna essere comandante a capo? Abbiamo risposto a questa domanda. E poi ci siamo posti un'altra domanda: potrà un nero essere presidente? Abbiamo risposto anche a questa", ha detto ancora la senatrice democratica. "Io sono una donna, e come milioni di donne so che ci sono delle barriere e dei pregiudizi, involontari a volte. A differenza di mia madre, ho avuto quest'opportunità, e voglio lasciare un'America migliore a mia figlia: un luogo dove le donne possano godere degli stessi diritti, della stessa paga e dello stesso rispetto. La strada è aperta...Potete essere orgogliosi che da oggi in poi non sarà così difficile per una donna vincere le primarie. Non sarà difficile per una donna diventare presidente e questa è una cosa notevole. Non ci sono pregiudizi accettabili nel ventunesimo secolo nel nostro paese. Mentre siamo riuniti in questo edificio storico, la cinquantesima donna astronauta è nello spazio e un giorno potremo 'lanciarla' alla Casa Bianca. Lavoriamo per raggiungere questi scopi", ha ribadito.
(fonte: repubblica.it)
ana

Nel pieno rispetto del pronostico la neo-numero 1 del mondo Ana Ivanovic ha vinto gli Internazionali di Francia, battendo per 6-4 6-3 la russa Dinara Safina. Gli enormi progressi messi in mostra dalla sorella di Marat (assente) non sono stati sufficienti per scalfire l'anima d'acciaio della bella Ana che ha martellato da fondo campo senza pietà dall'inizio alla fine. La gara, durata un'ora e 38 minuti, non è stata nè spettacolare, nè entusiasmante. La serba è volata sul 4-1, poi ha restituito i due break di vantaggio prima di tornare alla carica e blindare il primo set per 6-4. Il secondo ha ricalcato l'andamento del primo con Dinara che ha lottato invano per 10 minuti per tenere il servizio nel settimo game prima di arrendersi per 6-3.
(fonte:gazzetta.it)
sciarade
(Beppe Dossena, durante Svizzera-Repubblica Ceca)
giovedì, giugno 05, 2008
non potrò più guidare contromano
La "colpa" è quella di essere stato sorpreso alle 6 del mattino a percorrere via dei Tulipani, una traversa di via Lorenteggio, in senso contrario. Una pattuglia di vigili è intervenuta e, visto il suo stato piuttosto alticcio, ha verificato il livello di alcol nel sangue. Al primo controllo, il giovane ha fatto registrare 2,46 grammi di alcol per litro di sangue. Al secondo ha raggiunto i 2,57 (il limite consentito dal codice è di 0,5 per litro). Immediato il sequestro dell´auto, il ritiro della patente e la segnalazione alla magistratura per il reato di "guida in stato di ebbrezza".
Per il momento, la Mazda 3 si trova nel deposito di via Novara. Se qualcuno sul mezzo fosse stato in grado di guidare, i ghisa, stando alla riforma, potevano lasciarne a loro la custodia. Ipotesi remota. In via dei Tulipani, nessuno dei due era lucido. Ora, nel giro di poche ore, il pm Tiziana Siciliano metterà la firma al decreto penale di condanna e per il ventiduenne inizieranno i guai. Dal punto di vista economico, l'aver alzato troppo il gomito dovrebbe costare una cifra leggermente superiore ai 6.700 euro. Inoltre, il malcapitato A. R., dovrà sborsare il costo quotidiano del deposito fino al giorno in cui la condanna sarà definitiva. A quel punto, la Mazda se la potrà tranquillamente scordare. Sarà probabilmente venduta all'asta, ma le procedure non sono ancora chiare, essendo il primo caso da quando è entrato in vigore il pacchetto sicurezza.
A parte, infine, sono le conseguenze dal punto di vista amministrativo. Visto il livello alcolico, oltre alla macchina, anche la patente gli è stata già praticamente stracciata. Qualche consolazione? Una, piuttosto magra: per il passaggio allo Stato della sua auto non sono previste le spese di rogito.
(fonte: milano.repubblica.it)
mercoledì, giugno 04, 2008
barackopoli

Il senatore Barack Obama sarà il primo nero nella storia a giocarsi la presidenza nell'Election Day di novembre. Per tutti i media americani (anche per la più prudente Cnn) alle 3.01 italiane ha raggiunto la matematica certezza di avere la maggioranza dei delegati democratici per essere nominato candidato a correre alla Casa Bianca. Poi, in seguito, arriva anche la vittoria in uno dei due ultimi Stati, il Montana.
E Barack celebra questa giornata nel Minnesota con un discorso discorso di vittoria. Con una partenza che non lascia adito a dubbi e scatena i sostenitori: "Sono il candidato democratico alla Casa Bianca". Seguita dall'appello al partito a "essere ora uniti contro McCain". Alla Clinton dedica grandi elogi e un'ampia parte del suo discorso ("Una leader che ha ispirato milioni di americani con la sua forza, il suo coraggio e il suo desiderio instancabile di migliorare la vita del popolo americano. Il nostro Paese e il nostro partito sono migliori grazie a lei"), ma non arriva una proposta formale di correre insieme alla Casa Bianca. E poi l'appello a tutti i cittadini degli Usa: "America, è il momento di voltare pagina"
Ma il nodo per i Democratici non è ancora sciolto. Hillary Clinton gli fa i complimenti con il suo discorso finale a New York, ma non gli riconosce la vittoria. Si dice pronta a unire il partito ma prende tempo sulle prossime mosse (compresa la possibile candidatura a vice presidente): "Questa è stata una lunga campagna, non deciderò stanotte". Ma intanto, dopo aver ringraziato tutti quelli che l'hanno sostenuta nella corsa alla nomination, si congratula con Obama e i suoi sostenitori per "aver condotto una straordinaria campagna elettorale". E soprattutto dice: "Ora sono impegnata a unire il partito per conquistare la Casa Bianca".
Per lei - e lo dice ringraziando gli elettori - la soddisfazione morale di aver vinto le primarie in South Dakota. E intanto, con un ultimo colpo di scena, ha fatto filtrare la disponibilità a correre come vice di Obama. A partire dalla richiesta di un incontro faccia a faccia nelle prossime ore.
L'ex First Lady, che sognava di diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti, ha tenuto l'America con il fiato sospeso. Dal suo entourage sono uscite indicazioni contrastanti, segno del caos che accompagna l'epilogo di una candidatura che sembrava nel segno dell'inevitabilità.
Prima il giallo di una dichiarazione con la quale l'ex avrebbe riconosciuto la sconfitta a seggi chiusi, sia pure attendendo ancora un giorno o due per un annuncio ufficiale di ritiro. Ma le indiscrezioni sono state smentite poi dai portavoce di Hillary. Ma con il passare delle ore sono invece filtrate voci di frenetici contatti telefonici dei Clinton per cominciare a discutere i termini della resa.
La chiave di questa giornata al cardiopalma sta in realtà nei numeri. Tutti sanno benissimo che molti dei duecento superdelegati ufficialmente indecisi sono pronti a schierarsi dalla parte di Obama. E Barack ha condotto un pressing dell'ultima ora per convincere almeno una parte a pronunciarsi subito. Un lavoro che, come si è visto, ha dato frutti: fin dalle prime ore del mattino sono piovute dichiarazioni di appoggio a Obama, spingendolo verso quota 2.118 delegati, il numero che indica la vittoria. Il numero tre dei democratici alla Camera, il deputato nero James Clyburn, ha aperto i giochi e mandato un segnale ai colleghi che, dopo cinque mesi, è ora di dichiarare partita chiusa. Nelle ore successive e fino all'epilogo serale, l'onda dei superdelegati è cresciuta e al gruppo si è unito anche un nome eccellente, quello dell'ex presidente Jimmy Carter.
(fonte: repubblica.it)
comunque vada...sarà un successo
come giovani farfalle provano le ali
sconnetto me da tutto e tutti si sconnettono
e mi merito un applauso
dipinto d'incoscienza
lunedì, giugno 02, 2008
cannàvaro, cannàvaro, cannavàhia
C'èra folla ad accogliere l'Italia di Donadoni nello stadio dell'Admira Wacher, per la prima seduta di allenamento. Ed è festa finché il "pallone d'oro" non si schianta a terra dopo un contrasto con Chiellini. Il capitano resta a lungo sull'erba con i medici che gli si affannano intorno. Poi esce in barella. Poco dopo la diagnosi che mette in agitazione l'ambiente: "Grave distorsione alla caviglia sinistra". Ci vorranno 24-48 ore per capire la reale entità dell'infortunio. I medici aggiungono un particolare agghiacciante: "Non si escludono infrazioni ossee" e c'è anche un ematoma al polpaccio. Il dolore, dicono, è molto forte. Saranno necessari accertamenti in clinica. Gli accertamenti (una seconda risonanza magnetica) vengono eseguiti in serata in una clinica della capitale austriaca. Il verdetto è quello, drammatico, appena detto.
L'infortunio. Il primo allenamento, poco più di una sgambata, si svolge nello stadio del sobborgo di Modling, 14 chilometri a sud di Vienna. Il campo dell'Admira, squadra di un certo blasone ora piuttosto decaduta, è pieno di gente: sono stati distribuiti circa cinquemila biglietti e l'entusiasmo intorno alla squadra di Donadoni comincia a salire. L'urlo di dolore del capitano azzurro lo gela quasi subito.
(fonte: repubblica.it)
dove berrò i miei mezzi litri di super?
Dal primo giugno sarà vietato trasportare bottiglie aperte o bicchieri di alcolici sui mezzi pubblici o nelle stazioni della metropolitana di Londra.
Il divieto di trasportare o consumare alcol su mezzi pubblici è il primo passo di un programma più ampio volto a combattere i comportamenti antisociali. È quello che ha affermato il conservatore neosindaco della capitale inglese Boris Johnson. “Sono deciso ad accrescere la sicurezza del trasporto pubblico a Londra e a creare un ambiente migliore su su cui i londinesi possano fare affidamento” ha dichiarato.
Don Shenker, il responsabile del programma denominato Alcohol Concern ha dichiarato: “Bere in pubblico e i comportamenti che talvolta ne conseguono incidono a fondo sulla possibilita' della gente di godersi gli spazi pubblici”.
(fonte: voceditalia.it)
attacco dall'afghanistan al medio oriente con 3

Domani sarà a Roma, dove lo attendono il vertice Fao e le polemiche sulla condotta internazionale del suo Paese. Ma il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad non placa la sua furia oratoria e torna all'attacco di Israele: "E' alla fine e verrà presto eliminato dalle carte geografiche".
"Il regime sionista criminale e terrorista - continua Ahmadinejad - ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini". Poi, nello stesso discorso, profetizza la fine della potenza americana: "Il tempo delle potenze tiranniche è finito e con la vigilanza e la solidarietà tra i popoli, gli Usa e tutte le potenze sataniche se ne andranno e la giustizia arriverà".
Il presidente parlava agli ospiti stranieri arrivati a Teheran per assistere, domani, alle cerimonie per il 19/o anniversario della morte del fondatore della Repubblica islamica, ayatollah Ruollah Khomeini.
Intanto, sul fronte delle complesse trattative sul nucleare, arriva uno stop al desiderio dell'Italia di entrare a far parte del gruppo dei 5+1 (ovvero i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania). Il governo tedesco non appoggia la proposta di Roma di partecipare direttamente.
(fonte: repubblica.it)
domenica, giugno 01, 2008
ho deciso il mio tormentone estivo
Tu
sei cattivo con me perchè
ti svegli alle 3
per guardare quei film
un po' porno
Tu
sei cattivo con me perchè
mi guardi come se
io fossi un'attrice
un po' porno
Tu
sei cattivo con me perchè
ti piace sognare
quei tipi di donna
un po' porno
Tu
sei cattivo con me perchè
mi lasci da sola
e ti guardi quei film
un po' porno
Ma
quando viene sera
tu
mi parli d'amore
e
guardandomi negli occhi
mi fai sentire davvero una donna
un po' porno
Il Genio - Pop Porno
