sabato, giugno 24, 2006

mangio compulsivamente patatine

Non dormire il pomeriggio mi fa male.
siamo d'accordo.

Partendo da questo presupposto, volevo cercare di far ordine dentro di me.
Allò, se all'esclamazione "sono felice" io ho potuto rispondere "anche io sono molto contento", questo cosa potrà voler dire?
Molti dei miei discorsi degli ultimi giorni vertono in qualche maniera sulla questione.
Più cresce la navigazione nei rivoli sporchi della vita,più si alza la velata di scudi disfattista.

Posizione 1:
la felicità..non esiste.

Appare inutile cercarla,secondo questa autorevole (non foss'altro per la quantità di scudi che ho visto alzarsi)fonte. Questo vorrebbe dire tantissime cose, vorrebbe dire che potremmo anche depennare il concetto.vi immaginate un vocabolario senza la parola felicità?
E Albano che ci mette accanto al bicchiere del vino e ad un panino..?

tò.Albano, potrebbe essere addotto come esempio dell'assenza della felicità. Lui cantore di essa, forse obnubilato dal rosso di cui è copioso produttorebarraconsumatore, e forse obnubilato da salumi e formaggi effettivamente eccezionali, aveva pensato di toccare la felicità.
A sto punto mi chiedo se la felicità non sia più uno stato transitorio che una condizione mentale..una roba che dura fino a nuove disposizioni.Magari Albano dopo il panino voleva solo andare a scopare con Romina,romina era giovane..stava brillo..era quello che "noi" (la società occidentale) definirebbe una persona felice.
Albano è invece un popperiano esempio della non felicità..uno che ha fatto una nidiata e non glie è rimasta manco una moglie,non può essere felice, uno a cui hanno detto di tutto, che ha avuto una moglie che l'ha usato come ascensore per pompe ben + succulente ai piani alti del mondo dello spettacolo, potrebbe anche ritenersi un fallito. In culo ai milioni di dischi e a 1 adorazione che basta andare in giro per l'Europa (in particolare dell'Est) e te ne accorgi che la felicità potrebbe essere anche un panino..col tartufo..visti i soldi che si è alzato.
Spesso mi viene da chiedere alla gente che mi sta vicino se è felice, specie dopo che ha parlato di se con un chiaro intento autodifensivo..della seria "no no,io sono immune".

ok,fine seghe.
Posizione 2:
c'è il filone "felicità,su quale treno della notte viaggerai?"
la felicità per loro esiste,xò è come una linea parallela..la vedo e non la prendo, la vedo e non si fa prendere, mi vede e mi fa la pernacchia.Se vogliamo questa è condizione esistenziale anche peggiore della prima..perchè il dubbio è peggio della certezza negativa,l'indifferenza peggio dell'odio..etc etc.
Na cagata insomma..

Posizione 3:
"felicità è..." eccetera eccetera. La felicità diventa spaziale,materiale,è associabile a qualcosa,a qualcuno. Può essere felicità la dipendenza?Perchè se dico che la felicità è qualcosa o qualcuno, il non-qualcosa e il non-qualcuno vuol dire non-felicità..anche qui c'è qualcosa di transitorio,di contingente, di poco esistenziale..mentre il termine felicità solitamente richiama a quello.

Posizione 4:
prendiamo i bicchieri mezzi pieni di tutte le teorie precedenti e ci facciamo un bel cocktail. La felicità è un'attitudine.
E' una tendenza all'infinito. Tanto l'uomo non si accontenta cmq mai di ciò che ha. Non ho in fondo mai visto un uomo fermarsi e crogiolarsi, a meno che non abbia perso le ragioni di vita.Questo è sicuramente quanto di meno prossimo alla felicità ci sia, quindi è fuori dal discorso.Ci sarà sempre il pelo nell'uovo,l'ago nel pagliaio,la frase fatta da inserire in una lista di frasi fatte. La felicità esiste come esiste il numero 1232043640787897089856345,esiste,e chi se ne frega se oggi non la prendo, e non è associata a nessuna cosa,a nessuna persona,perchè non è qui,non è ora, non è per merito di nessuno, nè x colpa di nessuno.
Secondo questa posizione non si è mai felici, la felicità è un conto aperto con se stessi e si può diventare felici in qualsiasi momento senza mai possederla davvero. Una posizione che però,messa così,rinvia il problema all'infinito, in una sorta di presa per il culo long-lasting.

A chi mi diceva sono felice, e si aspettava che io rispondessi anch'io, perchè per certe cose è brutto,inatteso,socialmente poco accettabile dire "io no", se mi conosci forse sai quale posizione sposo.
Dirla qui pubblicamente vorrebbe dire violare le ragioni per cui questo blog è nato.
Il mio blog vuole offrire domande, non dare risposte.

Allo stesso tempo, quando dicevo sono "molto,molto contento", ci credevo davvero.
E ci credo tutt'ora.
Sfido io a non esserlo.Sarei veramente una merdaccia.

Mi sa che Albano non aveva capito niente..la felicità è 1 bottiglia intera di vino

1 commento:

Anonimo ha detto...

si impara dalla vita che aspettarsi qualcosa di bello e positivo,in sintonia con i propri parametri sempre e comunque è utopico. ci limitiamo per tanto a constatare che in quel momento,in quella situazione,contingente,legata a quell'attimo..ero felice sì,lo penso veramente e lo pensavo...la risposta inaspettata sono molto molto contento è ben più gradita che un "anch'io sono felice" ritenuto scontato. anch'io quindi in posizione