Ci sono giornate, come quelle di oggi, storte.
Nascono storte sin dalla notte precedente, tormentata da virgolette senza frase e da troppe patate sulla focaccia.
L'incidenza statistica di queste giornate sta assumendo proporzioni preoccupanti.
Meno dormi, meno riesci a dormire, più lo studio ti mangia l'aria. I pensieri, beati loro, non sono mai stanchi.
E il carrozzone continua a fare il suo rutilante show. Ogni tanto qualcuno nel carrozzone ti sorride, ogni tanto qualcuno ti manda a fanculo. In entrambi i casi fai spesso fatica a capire.
Ho molte responsabilità su questo essermi ridotto a macerie, legate alla mia strabordante ambizione. Strabordante, probabilmente ingiustificata, sicuramente disallineata rispetto al carrozzone di cui sopra. C'è distacco, e ne soffro.
Mi giro, guardo, osservo, ho fame di notizie, informazioni, soprattuto simboli e segnali. Non sempre guardo in direzione orizzontale. Quando le giornate sono storte, come quella odierna, faccio il movimento che mi viene più naturale. Il peso del quotidiano va a sistemarsi sul mio collo (che era dolorante anche fuor di metafora in questi giorni, Freud chissà cosa avrebbe detto di me..) e piego la testa verso il basso. Guardo il basso, la terra, il terra-terra.
Guardo, ho sempre fame, non riesco nemmeno a staccarmici facilmente. Guardo gente che sfrutta amabilmente il tempo libero di cui dispone, sono combattuto tra due sentimenti che hanno ben poco a che spartire. Da un lato una sana invidia, mai davvero cattiva, per chi dispone del reale lusso di questo millennio, la libertà di non fare, e forse nemmeno lo sa.
Dall'altro un ghigno maledetto. Di chi sa che la merda che si sta mangiando, per quanto indigesta, farà volume.
Dopo pranzo mi prende la solita ansietta di chi sa già che il pomeriggio sarà anche più pesante della mattina, che mi priva del 50% del sonno che mi sono "regalato" come unico momento di pausa della giornata. Se andassi a farmi vedere mi darebbero qualche strana medicina.
Poi mi imbatto in Renzo Piano. In un'intervista. Di lui, a 70 anni, che ha cambiato il mondo, con la più straordinaria delle follie creative. Di chi è consapevole di essere riuscito a cambiarlo, e che non si è ancora stancato. Di chi ha due palle quadrate e che sicuramente saprà come sono fatte queste giornate tutte storte.
Di chi ha costruito il Pompidou (museo d'arte moderna di Parigi) a 33 anni, con un suo amico-collega inglese, battendo seicentottantuno progetti.
Non posso dire di ritenere Renzo Piano come un modello. Io sono un frutto acerbo della mia stessa cultura pop. I miei modelli sono sicuramente altri, sicuramente meno ambiziosi. In cui comunque, ugualmente, posso vedere il barlume della genialità. Ovviamente, molto più lucente di un barlume.
Ma oggi Renzo Piano è e sarà la mia ispirazione. Come lui ne nascono uno su 10 milioni, a me basterebbe essere uno su 100, 200. Forse già lo sono. (per chi mi definisce superbo, serviamo il numero 7)
Fatto sta che dovrei smetterla di guardare a terra, e dovrei ricordarmi del mio motto di vita, quello con cui mi firmo su Skakkinostri, a cui penso tutti i giorni. Non pensavo che potessi farmi tignare da un ballerino russo, comunque, aveva ragione lui.
Chi vola alto, è sempre solo.
Per cui, caro Dino, continua a mangiare la merda, fattela piacere, continua a dare il meglio di te agli altri, come stai facendo, e continua a organizzare, riorganizzare, soffrire e gioire senza fare troppo spettacolo.
Non sarò mai un Renzo Piano, ma quei 99, o 199 che erano rimasti (tra cui si nasconde gente che non ti valuta una lira, e gente che ti valuta tanto ma che non te lo dirà mai), vatteli a prendere.
p.s. ovviamente non ho dormito nemmeno oggi pomeriggio. E' squillato il telefono 10 volte oggi. Sapete, mia sorella, 15 anni, Dio solo sa come stanno i suoi ormoni. E' da una settimana che sta pianificando di andare a ballare con le amiche sue.
Tutti che hanno sta febbre di ballare.
In fondo, pure io me ne sono andato dietro a un ballerino.
venerdì, settembre 28, 2007
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1 commento:
sette?
OTTIMISTA!
:-)
ROBBA
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