La casa era già stata individuata la sera prima, un drone, aereo senza pilota, l'aveva sorvolata: alle cinque del mattino è scattato il blitz, con l'appoggio di elicotteri spagnoli. Forze speciali inglesi del Sas sono entrate all'interno dell'edificio, dove i due agenti segreti italiani erano in catene. I banditi hanno subito sparato sugli ostaggi, ferendone gravemente uno alla testa e al torace. L'altro italiano ha riportato la frattura della spalla e della clavicola. Uno dei due afghani che accompagnavano gli italiani è morto, l'altro è rimasto ferito. All'esterno, le forze italiane (gli incursori del Col Moschin e i Comsubin della Marina) hanno colpito i predoni di guardia all'edificio, vicino a un'automobile.
Un'operazione durata pochi minuti: alla fine sul terreno sono rimasti nove afghani, tutti i componenti del commando. Secondo l'agenzia locale Pajhwok, in genre attendibile, è stato invece catturato il mullah Khuda-i-Dad, ritenuto il responsabile del sequestro. I due ostaggi stavano per essere consegnati ai talebani.
I quali erano probabilmente già a conoscenza del loro vero ruolo di membri dei servizi segreti. La notizia era stata infatti già lanciata nella giornata di domenica da Al Jazeera e rilanciata dai media locali, seppure senza particolare enfasi.
I due italiani feriti -la cui identità resterà sconosciuta - sono stati trasportati all'ospedale britannico dell'Isaf, a Camp Bostion. Erano stati rapiti nella mattinata di sabato. In abiti civili, insieme a un interprete e a un autista, viaggiavano nella strada principale della provincia di Farah. Erano in mano di una banda di predoni, pronti a venderli alla guerriglia integralista. Ieri sera si era sparsa la notizia di un ritorno a casa dei due afghani, ma non era vero. E uno dei due è purtroppo morto durante il blitz.
La speranza è che il militare italiano si salvi. In queste ore i medici stanno decidendo se operarlo.
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