Parla Mario Scaramella: «Il segnale che io ho avuto è questo: visto che non c'è un'informazione Prodi uguale agente Kgb, ma parliamo di Fendil Relation, coltivazione, contatti...». Chiede Paolo Guzzanti: «Coltivazione è abbastanza, eh?». «Per me è moltissimo. Non pretendete una dichiarazione di chicchessia che dica "Prodi è un agente" perché questo...». Interrompe Guzzanti: «Perché, coltivato invece sì?». Ricorda Mario: «Il primo a dirlo fu Alexandr (Litvinenko?, ndr)». Chiosa il senatore forzista: «Accidenti, questa è una bomba termonucleare».Possibili attentati
Gennaio scorso, la legislatura è agli sgoccioli, i lavori della commissione Mitrokhin pure. Il suo presidente, Paolo Guzzanti, e il consulente Mario Scaramella sono alle prese con le informazioni raccolte di prima mano da ex spioni russi. Che denunciano possibili attentati contro Guzzanti-Scaramella, che svelano addirittura che il presidente del Consiglio, Romano Prodi e il ministro Alfonso Pecoraro Scanio sono legati all'ex Kgb. E che il governatore della Campania, Antonio Bassolino (attraverso le immancabili Coop Rosse), è in affari con la camorra. Nelle prossime ore la procura di Roma dovrebbe decidere se inviare al presidente del Senato, Franco Marini, la richiesta - che girerà alla Giunta per le autorizzazioni - di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche tra Mario Scaramella e l'ex presidente della Commissione Mitrokhin, il senatore forzista Paolo Guzzanti. Da queste intercettazioni, datate gennaio e febbraio scorso, cioè alle soglie della campagna elettorale, (il telefono sotto controllo naturalmente è solo quello di Scaramella), emerge anche che il consulente della Mitrokhin ha talpe al Viminale che lo hanno informato di essere intercettato («sono ufficiali»). Lo dice al telefono al senatore Guzzanti: «L'ho saputo da investigatori che mi fanno la prevenzione, la sicurezza autorizzata dal ministero dell'Interno».

Nessun commento:
Posta un commento