uno"La tua maglia dice chi sei", non è un nuovo spot pubblicitario, ma un vero e proprio ringraziamento pubblico e ufficiale che la Juventus ha voluto fare al suo campione del mondo e vincitore morale del Pallone d'oro 2006. Singolare iniziativa della società bianconera per ringraziare Gianluigi Buffon. La società del presidente Cobolli Gigli ha deciso di acquistare una pagina di tutti i quotidiani sportivi nazionali da dedicare al suo numero uno.
"La società, i compagni, i tifosi e i partner ringraziano Gigi Buffon per essere ancora e sempre il loro numero uno" conclude il ringraziamento ufficiale, e al centro della pagina il faccione sereno del portierone nazionale che in fondo ha sperato fino all'ultimo di ricevere l'ambito premio di France Football.
E' la prima volta che una società calcistica decide di acquistare una pagina intera per inneggiare un suo giocatore che evidentemente è rimasto molto deluso dal secondo posto del Pallone d'Oro. Ci ha pensato la Juventus, la nuova Juventus, quella nata dopo Calciopoli, quella nata secondo i principi etici e morali dello Sport.
Questa pagina non è solo un ringraziamento al calciatore, che con le sue parate ha contribuito a vincere due scudetti, poi revocati dopo lo scandalo del calcio, ma è anche un ringraziamento esplicito all'uomo, che ha rifiutato le proposte milionarie del Chelsea, del Manchester, del Real Madrid e del Milan per restare in serie B. Come se non avesse mai vinto la Coppa del Mondo, come se non fosse il miglior portiere in assoluto.
due
Berlusconi è stato dimesso: dopo tre giorni di ricovero al San Raffaele di Milano, alle dodici e mezza il leader di Forza Italia è uscito da una porta secondaria dell'ospedale per sfuggire alla calca dei giornalisti e si è diretto alla casa dell'anziana madre Rosa: "Tutto bene, vado a trovare la mia mamma e quindi sono felice". Presidente, gli ha chiesto un cronista, è pronto per il 2 dicembre? "Assolutamente sì". Nessuna resa dunque, semmai una riduzione degli impegni: "Mi sento ancora più impegnato di prima forse bisognerà limitare gli impegni dato che ho speso troppo, prima della settimana di Montecatini. Ho fatto delle cure, sono tornato in forma perfetta ma poi la dieta e la disidratazione dovuta al caldo in quel posto hanno fatto sì che avessi questo calo di pressione". In merito alla voce che ipotizzava l'installazione di un pacemaker nel cuore di Berlusconi, risponde Paolo Bonaiuti, portavoce del leader di Forza Italia: "Questo lo lascio dire ai medici. Lui sta bene, è tornato in piena forma. E' uno che va a mille". L'ultimo a far visita a Berlusconi in ospedale è stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che l'ha trovato in ottima forma: "Il Silvio di sempre". Già alle otto il fioraio aveva bussato alla camera di Silvio Berlusconi per consegnare un gran mazzo di fiori rossi e bianchi spediti dal leader libico Gheddafi. Mentre il leader di Forza Italia ringrazia Romano Prodi che gli ha inviato una lettera di auguri: "Non l'ho ancora potuta vedere perchè ce l'ha la mia segreteria a Roma, ma è stata naturalmente una cosa positiva di cui lo ringrazio". Il ricovero di Berlusconi è durato tre giorni. "Il leone della libertà", come è scritto nel sito ufficiale di Forza Italia, sabato sarà a Roma alla manifestazione contro la Finanziaria. Lo ha ripetuo una volta ancora lui stesso, dalla stanza nel reparto Q7: "Sarò in prima fila per un atto di opposizione collettiva contro il regime delle sinistre". Secondo indiscrezioni però la prossima settimana Berlusconi tornerà al San Raffaele: è stufo di medici ma sente l'urgenza della battaglia politica. Ieri sera ha avuto una lunga conversazione telefonica con i suoi parlamentari e ha rifinito il testo del discorso che pronuncerà dal palco di piazza San Giovanni a Roma. Il malore di domenica è dimenticato. Berlusconi, ripetono i medici, sta bene. Il professor Alberto Zangrillo, suo medico personale e primario di terapia intensiva cardiovascolare al San Raffaele, sembra non avere dubbi: "Gli esami hanno confermato che Berlusconi è in perfetta salute. Il suo cuore è a posto. Ha un fisico eccezionale. È chiaro, però, che si espone ad una mole di lavoro sproporzionata. Dovrà riposarsi e ridurre il lavoro".
un milione

Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani sono stati indagati per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico in base all'articolo 656 del Codice Penale.
Lo ha spiegato lo stesso direttore del settimanale Il Diario al termine dell'audizione con i magistrati della Procura di Roma che hanno aperto un'inchiesta subito dopo la diffusione del dvd 'Uccidete la democrazia!" riguardo presunti brogli avvenuti nello scorse elezioni politiche. Deaglio ha detto in merito alle accuse: "E' una accusa da Anni '60. L'ho anche detto agli inquirenti, non ci pensavo assolutamente che sarebbe andata a finire così".
In particolare l'atto istruttorio, secondo la ricostruzione dello stesso giornalista, non si sarebbe "sviluppato" in forza del fatto che i Pm hanno ribadito che per la proclamazione del vincitore alle elezioni è la Cassazione che decide e che questa soluzione della Suprema corte è fatta in base a elementi di fatto, cartacei.
"I Pm non si sono soffermati sul meccanismo procedurale da noi descritto nel dvd", ha spiegato Enrico Deaglio. "Ho cercato di ripetere che il mio film non si occupa della pronuncia, della sentenza, della Cassazione ma della 'notte dei misteri' - ha continuato il direttore del Diario -. Mi è stato detto però che quanto io riporto non ha senso perché è la Suprema corte che proclama il vincitore".
Deaglio e Beppe Cremagnani, che è ascoltato dai Pm Salvatore Vitello e Maria Francesca Loy, nel docu-film insistono sul dato delle schede bianche, troppo omogeneo in tutta Italia e sensibilmente diminuito rispetto al passato.
"Tutto quanto io ho portato oggi, rispetto alle stranezze avvenute alle ultime elezioni politiche - ha continuato Deaglio - è stato aggiunto al verbale. Noi chiediamo di riflettere su alcuni elementi di fatto, ad esempio il 14 aprile, alcuni giorni dopo le elezioni, il ministero dell'Interno disse che le schede contestate non erano 48mila bensì 2mila. Siamo andati a controllare nelle cinque province indicate dal Viminale ed i risultati si incastrano perfettamente con la nostra ricostruzione".
Un ulteriore elemento interrogativo - secondo Deaglio e Cremagnani - è quello che emergerebbe dai Comuni e dalle Province della Puglia. "I dati reali indicano una cosa, sul sito del Viminale però quegli stessi sono stati raddoppiati o dimezzati".
Il suo film verrà sequestrato?, chiedono i cronisti. "No, non verrà sequestrato", risponde Deaglio. Adesso il direttore del Diario dovrà concordare con gli inquirenti l'interrogatorio non più nella veste di persona informata sui fatti ma di indagato.
"Il dato delle 48mila schede contestate, di Camera e Senato, va aggiunto a quello rilevato in 5 Province successivamente individuate dal Viminale. Se si fa questa operazione si ottengono gli stessi risultati del 2001". Ha ulteriormente spiegato così Deaglio rispetto ad alcuni elementi che verranno posti in rilievo nel prossimo numero della rivista da lui diretta.
"Ci sono molte cose che non quadrano - ha continuato - noi chiediamo che vengano verificate. Se questo è stato fatto per 5 Province forse potrebbe essere avvenuto anche per altre".

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