
Un mondiale diviso in 47 giorni, 55 tornei, il più alto montepremi della storia dei giochi, sportivi e non, vicino ai 150 milioni di dollari. Sono le World Series of poker, i mondiali con 52 carte che si giocano al Rio All Suite Hotel & Casino di Las Vegas: quest'anno (1 giugno-14 luglio) potrebbero portare oltre diecimila giocatori al tavolo. Nell'edizione 2006, Jamie Gold ha vinto un premio di 12 milioni di dollari. A partecipare erano 8.773 giocatori provenienti da tutto il mondo. Poker come gioco d'azzardo almeno nell'immaginario dei fumosi film alla Cincinnati Kid, dove un giovanissimo Steve McQueen sfidava in una leggendaria partita Edward G. Robinson. Oggi quel poker è stato modificato nelle sue regole, ma soprattutto nelle abitudini. In televisione le partite di poker in cui lo spettatore riesce a leggere le carte dei giocatori grazie alle telecamere poste ai bordi dei tavoli, stanno raggiungendo ascolti da capogiro. Su Sky i tornei del tavolo verde sono secondi solo ai principali eventi del calcio. Texas Hold'em il gioco più diffuso: due carte in mano per ogni giocatore e cinque sul tavolo comuni. Vince la migliore combinazione di cinque carte su sette. Questo nuovo gioco si è trasformato progressivamente nel più seguito e praticato nel mondo, soprattutto dal momento in cui è stato possibile giocare legalmente via internet. Addio locali al limite della legalità e difficoltà per reperire il numero minimo di giocatori; sul web (in Italia il poker via computer è stato permesso dall'ultima finanziaria grazie all'introduzione degli Skill Games) sono migliaia le partite consumate ogni giorno, senza orari. L'Italia ha visto crescere il fenomeno in modo esponenziale soprattutto negli ultimi quindici mesi. Italian Rounders, Federazione Italiana Gioco Poker, Liegi Nuts, Federazione italiana Poker Sportivo, sono al alcune delle sigle che hanno radunato centinaia di iscritti e che a maggio hanno messo in palio proprio la qualificazione alle World Series di poker a Las Vegas. Il sogno di tanti è quello di emulare il percorso compiuto da Chris Moneymaker (letteralmente tradotto come fabbricatore di soldi) nel 2003. Il ragazzo aveva partecipato ad un torneo su internet pagando un'iscrizione di trenta dollari, conquistata la qualificazione al mondiale, aveva poi surclassato una concorrenza di 839 avversari e alla fine aveva vinto il titolo accompagnato da 2,5 milioni di dollari. Quell'episodio si è trasformato nel più clamoroso spot per il poker via web che oggi vede contendersi un mercato che supera i duemila milioni di euro l'anno. Nell'edizione del 2006 anche l'Italia ha trovato il suo giorno di gloria grazie al successo di Max Pescatori nell'evento n°13. Dalla provincia lombarda e dal lavoro in un supermercato nell'hinterland milanese, alla Strip di Las Vegas per tentare la strada del professionismo con le carte. Decisione azzardata, ma fruttuosa: 1290 giocatori iscritti, a Pescatori uno dei braccialetti con i quali negli Usa si ufficializza la vittoria del mondiale. E un assegno da 682.389 dollari. Appuntamento quest'anno di nuovo al Rio di Las Vegas: la Espn ha già acquistato i diritti per trasmettere l'intero torneo. Ma per i maniaci del poker, il sito Usa delle World Series mette a disposizione la possibilità di seguire via web lo svolgimento di ogni singola mano del torneo. Ma quella più che passione è vera febbre del gioco.

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