"Che tutta questa vicenda sia una pagina oscura della nostra Repubblica mi sembra evidente". Così Clemente Mastella, ministro della Giustizia, commenta la notizia dei controlli abusivi sulle posizioni tributarie del premier Romano Prodi e di altre personalità.Il Guardasigilli ritiene che necessario "fare chiarezza al più presto". E si dice convinto che sia il ddl sia il decreto sulle intercettazioni varati dal governo "siano fatti che mirano ad evitare ulteriori pagine o momenti bui nella storia repubblicana del nostro paese".
Una commissione di inchiesta chiede invece il ministro Antonio di Pietro: "Quello che va fatto da parte della politica è istituire una commmissione d'indagine per individuare per quali regioni sono state fatte queste attività".
E se per Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente, quanto sta emergendo oggi a Milano "è la dimostrazione che il nostro presidente del consiglio è oggetto di una campagna d'attacco continua e irresponsabile", il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa liquida la questione con una battuta: "Siamo tutti sotto controllo, Prodi non mi fa tanto pena, non capisco questi piagnistei...". Quindi precisa: "Poi certo, se c'è qualcuno che ha sbagliato -dice- è giusto che paghi".
Molto più cauto il commento del segretario di An, Gianfranco Fini che definisce l'accaduto "una
situazione che non fa onore all'Italia".
Pesante il giudizio di Isabella Bertolini di Forza Italia: "Prodi spiato? Si sente l'odore di giustizia ad orologeria difensiva, di manovra diversiva vittimista. Tutte le volte che il professore finisce nella bufera parte una inchiesta per distrarre l'opinione pubblica".
Ribatte Gianclaudio Bressa, vicepresidente dell'Ulivo alla Camera: "Dietro ad azioni di questo tipo possono esserci solo precisi quanto inaccettabili fini politici".
E "turbata" si dice anche Anna Finocchiaro, che tra l'altro si chiede "chi ha deciso, organizzato e resi operativi tali illeciti controlli? Perchè appare chiaro che azioni di questo tipo hanno solo meschini e inaccettabili fini politici".
Il vicepresidente del Senato, Gavino Angius, è invece preoccupato perchè intravede il ritorno al periodo dei "servizi paralleli".
Al premier, intanto, arriva anche la solidarietà del sindaco di Roma Walter Veltroni che chiede di "individuare e colpire i responsabili di ogni illecito e chiudere in tempi rapidi questa bruttissima pagina che evoca un passato che ritenevamo chiuso. Ciò che questa vicenda fa emergere è l'ulteriore conferma dell'onestà e della rettitudine di Romano Prodi e della sua famiglia''.

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