
Il presidente Bush ha presentato una nuova politica spaziale con l'obiettivo di assicurare la supremazia degli Stati Uniti anche nell'atmosfera e oltre. "La libertà di azione nello spazio è importante tanto quanto la nostra potenza navale e marittima", si legge nel testo. Il documento stabilisce inoltre il diritto per Washington di negare a chiunque l'accesso allo spazio, se ritenuto "ostile agli interessi americani".
Il documento pone le tematiche della difesa al centro delle politiche Usa nello spazio e nello stesso tempo dà il via libera a una legge che aumenta di 70 miliardi di dollari (circa 60 miliardi di euro) il bilancio annuale per la guerra al terrore. Il documento rigetta inoltre l'ipotesi di qualsiasi futuro accordo militare che potrebbe implicare la condivisione di dati sulla politica spaziale e limitare dunque la flessibilità dell'azione americana.Se il suo predecessore Bill Clinton aveva in egual misura puntato ad ampliare la ricerca sul sistema solare e garantire la sicurezza degli Usa, Bush ha decisamente come priorità "rafforzare la supremazia" di Washington e far sì che "la tecnologia spaziale sia messa a disposizione della sicurezza nazionale". Per questo la Casa Bianca mette già il veto a eventuali trattati o moratorie. "Gli Stati Uniti si opporranno alla creazione di nuovi regimi legali o restrizioni che cerchino di proibirne o limitarne l'accesso e l'utilizzo dello spazio", ha scritto il presidente.
Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Frederick Jones, ha spiegato che era necessario rivedere la politica americana per lo spazio, "divenuto una componente sempre più importante dell'economia e della sicurezza americana". "Questa politica non riguarda lo sviluppo o lo schieramento di armi nello spazio", si è affrettato a precisare al Washington Post un alto funzionario dell'amministrazione. Le spiegazioni della casa Bianca però non hanno convinto Michael Krepon, cofondatore dell'Henry L. Stimson Center che segue proprio le questioni legate alla corsa agli armamenti spaziali. Il cambiamento di politica, ha spiegato, rafforzerà i sospetti che gli Stati Uniti vogliano sviluppare, provare e dispiegare armamenti nello spazio. I timori, ha sottolineato, sono alimentati dal fatto che l'amministrazione Bush si rifiuti persino di discutere dell'argomento.

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