mercoledì, aprile 11, 2007

corsi di formazione, formazione da dimenticare

La giornata di ieri è stata una specie di spot di umanità.
Partecipo da un paio di settimane a un corso di formazione: è una roba un pò particolare, in realtà va a finire che ti formano all'autoconsapevolezza, più che a imparare a fare qualcosa. E' una formazione particolare, in cui mi sono trovato a fare il tavolo in una simulazione di un colloquio di selezione, a confrontarmi con storie individuali tra le più diverse e strane.

Ho visto gente che come me "non lascia niente", altri che piangono quando devono parlare di sè.

Rimango sempre molto affascinato dall'uomo, pur essendo un animale dall'egoismo crescente, almeno in questa società, nella nostra società. Nonostante le delusioni e le piccole amarezze, che rendono egoista pure te, non posso non covare un fortissimo desiderio di fare del bene, di servire l'altro, la comunità. In culo a chi ti vuole male, a chi non ti darebbe niente se non interessato.
Ho provato un mix di disagio e gioia, impossibile immaginare di provare tutto questo a un corso di formazione. Ma le emozioni, è importante viverle..il dove e il come, è davvero molto molto relativo.


Nella serata poi, abbiamo visto un uomo idolatrato in patria e a Roma, vagare come uno zombie dopo aver visto la sua difesa, tanto adorata in Italia e in Europa, per i due fortissimi centrali, bucata per 7 volte.
L'immagine che più mi rimarrà impresa di Manchester - Roma, partita di cui in linea teorica poteva anche non sbattermene niente, ma che mi affascinava da morire, per la mia simpatia personale per la tifoseria romana ma sopratutto per il calcio inglese, è quella di Luciano Spalletti che vaga, come posseduto, nel campo a fine gara, a metà strada tra il "ma che cazzo è successo" e il "fammi godere di questi ultimi momenti da protagonista".

Tornare a casa dopo una simile umiliazione sarà stato tremendo, però sono certo che anche Luciano, il Pupone, Amantino (inguardabile ieri sera), tra un mandarsi male e l'altro, magari anche solo pensando a Cristiano Ronaldo, o meglio ancora ai 6000 giallorossi che, sciarpe in mano hanno inneggiato alla loro squadra anche sul 5 a 0, si saranno detti che l'uomo è un essere in fase di imbastardimento, ma (forse anche per questo) rimane estremamente affascinante. E fargli del bene rimane sempre la gioia più grande.

2 commenti:

very ha detto...

"Ma le emozioni, è importante viverle..il dove e il come, è davvero molto molto relativo."

E' bello quello che scrivi e come lo scrivi (te l'avrò detto tante volte!)...ma quella frase è come se l'ho sentita anche un pò mia, visto tutto quello che di bello e felice mi sta succedendo in questo periodo, e mi andava di dirti che anche secondo me è proprio così, è bello e importante vivere le emozioni :)

duni ha detto...

graz assà vero :) veramente!