Sol chi non lascia
eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna.
esordisco così, con questa frase di merda, che ho fissato in obitorio ieri, per lunghi, interminabili minuti.
Chiedo sin d'ora scusa a tutti coloro i quali non apprezzeranno nè i concetti, nè il linguaggio poco diplomatico. Ci penserà Dio e la religione a scomunicarmi.
Dio appunto.
Non esiste, ora ne sono davvero certo. Dio che tutto può e tutto sa, Dio onnipotente che ci ha nelle sue grazie, non può adoperare in modo così aggressivo la morte, il dolore.
I credenti più ferventi direbbero che dal dolore, dalla privazione, Dio ne ricava un progetto, un suo destino, una lezione a noi comuni mortali, affinchè ci si possa temprare e apprezzare le piccole cose, ma anche l'amore e l'affetto, che piccoli non lo sono per nulla.
Sulla carta andrebbe bene, ma quando Dio o chi per lui si accanisce su di te, sulla tua famiglia, sui tuoi affetti più cari, più o meno nel profondo, più o meno tragicamente, ma sempre in modo violento, inatteso, con telefonate choc, ansie e angosce, bè, non vedo che (ulteriore) lezione mi possa dare Dio.
E qualora siano tutte lezioni, devo evincere che Dio vuole più bene agli atei o comunque a me, visto che mi sta rendendo una persona saccente, a furia di lezioni, di gente che se ne va senza preavviso. Mi sta dando troppa sapienza, ma Dio o chi per lui, che tutto può e tutto sa, dovrebbe anche sapere che la conoscenza va distribuita, e che rendere una persona troppo intelligente e gli altri tutti svampiti, non serve a niente.
a drop in the ocean
a second and all time
one stop in the endless sky
but you mean
the whole world to me
you're an island of light
so please last this day
stay one more day
Se Dio o chi per lui mi voleva dare una lezione, è riuscito a darmene due..la prima è al contrario, è la sua non esistenza, è come se mi fosse giunta una sorta di consapevolezza (definitiva) di questo.
La seconda riguarda i suoi pastori terreni. Sono delle persone incompetenti.
Perchè io dovrei ascoltare lezioni sull'amore, sulla famiglia, sui diritti e sui valori da persone che non hanno mai amato? Che non sanno, che non possono sapere davvero cosa vuol dire la privazione? Cosa vuol dire una famiglia distrutta dal loro amichetto ultraterreno o chi per lui, perchè semplicemente questi pastori, una famiglia, non ce l'hanno?
Perchè dovrebbero sapere più di me, o più di un qualsiasi laico che sa cosa è l'amore o ne ha almeno un vago sentore, cosa è giusto e cosa sbagliato per tutti noi?
Perchè Ratzinger e Bagnasco devono fare tutta questa pressione affinchè 2 persone che si amano e non si sposano anche solo per non spendere migliaia di euro imputtanati con pratiche burocratiche, quindi per motivi molto terreni, non possano tutelare due ragazzi che ora sono in mezzo a una strada?
Per me, sono e rimangono degli assassini nella peggiore delle ipotesi, degli incompetenti nella migliore.
L'unica mia consolazione
è aver costruito un'amicizia unica
lunga 35 anni
e che quella mi rimarrà nel cuore per sempre
Per me l'amicizia è un valore sacro. Così sacro che ci rimango sempre male, troppo male, quando un mio amico mi tradisce, o semplicemente mi delude. Così sacro che probabilmente sfocio nella paranoia talvolta, quando vedo gli altri far cose che io non mi sognerei nemmeno di fare.
Così sacro da aver provato una specie di senso del dovere, sentendo quelle parole ieri.
Ho avuto la sensazione che in fondo faccio bene a essere sacro e paranoico. Anche io vorrei tanto dire un giorno quella frase, che sia in un momento di felicità, o di profonda tristezza (come in questo caso). Voglio avere dei rapporti solidi, dove non c'è solo egoismo e non ci sono solo interessi. E per fare questo bisogna essere molto idealisti e quindi un pò rigidi. Continuerò a cercare le persone giuste per me, e darò loro il massimo. Il mio massimo che da ieri è ancora più massimo di come non lo fosse già prima.
Ancora, voglio dire alle persone a cui voglio bene, che voglio loro bene.
Voglio parlare con le persone con cui ci sono state delle incomprensioni per chiarirle, perchè la vita è fatta anche di manifestazioni d'affetto, e non sai mai se la vita ti permette il lusso di fartele fare prima di una tragedia.
Allo stesso tempo, non posso sapere a priori se c'è questa voglia da parte di tutti. Perciò, chiunque legga questa mia lettera aperta, e senta lo stimolo a volermi dire qualcosa, a voler chiarire un'incomprensione, o anche solo a bacchettarmi, colga il momento, il periodo. Un periodo di assoluta sacralità dell'amicizia, un periodo in cui non ho nessuna voglia di essere rancoroso con nessuno.
Non è giusto, non serve.
Avevo 3 anni e piangevo
si giocava a poker a casa mia.
Diego e Luigi mi chiusero per scherzo nel forno
e fecero finta di accenderlo per prendermi in giro.
E'il ricordo più vivido della mia infanzia, e riscrivendolo mi sfuggono le lacrime.
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2 commenti:
Scambi: ogni angoscia deriva dall'uomo e dall'uomo solo.
Mi sono trovato per caso nel tuo blog e ho letto qualke post. a questo sento di risponderti, non tanto per il significato "culturale" di quanto hai scritto, quanto perche credo che sia frutto di una certa inquietudine e penso che in questi casi le parole di un amico non sono mai fuoriposto.
Penso tu sappia la mia posizione in materia di religione, in ogni caso mi ha colpito una cosa. Bolli come "ritrito" l addurre alla sofferenza una ragione comunque "divina", tuttavia non è altrettanto semplicistico il vedere come causa dei propri mali l'assenza di un Dio? Penso che se ci sia un male al mondo, quella è l'ignavia. E ci coglie tutti, nella nostra inerzia a cercare, nella nostra inerzia a capire, nella nostra inerzia a soffrire.
Cosa significa accanimento di Dio? Penso che la visione del burattinaio che tiene per i fili ogni persona e che lancia i fulmini dove gli pare sia una cosa da cartone animato. La vita è questa, è fatta di immense gioie e di immensi dolori, se non ci fossero saremmo degli automi. E per come la vedo io, se non ci fosse nell UOMO qualcosa di divino, che cosa esisteremmo a fare, solo per completare la catena alimentare? Beh se abbiamo intelletto e sentimento probabilmente son li proprio per farci arrivare a pensare il contrario. Scusami se le mie parole sono fuori luogo, sinceramente non so niente della tua vita privata, sopratutto quella recente, prendila come una risposta spassionata e senza pretese.
Quanto alla tua visione dei "pastori terreni", per larghi tratti condivido cio che dici. Secondo me bisognerebbe partire da una consapevolezza: la Chiesa, per quanto di ispirazione divina, è comunque cosa UMANA. E' predicata ed è governata da esseri umani che, nella maggior parte dei casi, non credo bisogni avere la pretesa di considerare piu bravi o buoni di noi. Dunque, come ogni cosa umana, ha la sua merda, in tutte le salse.
Mettiamola su un altro piano, siamo giovani e ci interessiamo di politica. Per senso civico, patriottico, morale o chicchessia. Il fatto pero che a governarci ci siano dei porci e che il sistema sia pieno di delinquenti dovrebbe farci pensare con fermezza che con la politica non si va da nessuna parte?
Io personalmente cerco di cogliere quanto di piu semplice ha da comunicare il messaggio ecclesiale, che è tutt altro che lugubre e ammonitore come invece è facile pensare. E' un invito alla vita e alla serenità, non alla frustrazione e alla commiserazione.
Per il resto, so che non è affatto facile trovare qualcosa di stimolante nella Chiesa prima che il cervello scelga la piu veloce e facile via di fuga, ma se ti posso dire un posto qcsa mi ha colpito, nella chiesa di S.Marcello di fronte al campus,i due sacerdoti che la presiedono mi hanno spesso lasciato senza parole.
Per il resto, visto il momento non proprio migliore, ti mando un abbraccio. a presto waglio.
Martino
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