In questo titolo si riassume gran parte dello spirito di questi due giorni.
Tanti titoli possibili si sono susseguiti durante questa due giorni, fino al surreale e meraviglioso discorso con Peppetta sul fatto che durante le nostre vite in fondo di titoli ne produciamo e forse ci si può anche lavorar su.
Questa scritta l'ho vista sui muri della Sapienza. Scorie del non passaggio di Ratzinger. Lo spirito di una contestazione, o almeno il suo aspetto goliardico, riassunto in un titolo.
Sono stati due giorni straordinariamente intensi.
Da quel viaggio in treno da solo, io, il mio portatile e la tesi che prende la direzione voluta da Mininni (ma c'è ancora molto da fare); l'arrivo a Roma, l'appuntamento a Palazzo Chigi. Lì,
la culla della politica italiana.
Ecco un titolo.
Pensavo di dover andare dal cliente, e invece iniziano le sorprese. Finisco alla 01 - Rai Cinema. Mi fanno vedere un film che uscirà ad aprile. Ne conosco il regista. Opera prima.
Film bellissimo, uscirà ad aprile.
Proforma promuove. Io fino a 2 ore prima non ne sapevo niente. E invece ci finisco di mezzo.
Comincia l'altalena. Tutti professionali, tutti professionisti. Io là, con il mio borsone ingiustificamente over-size, col portatile. Un pesce fuor d'acqua.
Sperimento un profondo imbarazzo, che quasi sconfina nel disagio del pensare che pensino di me "ma chi cazzo è questo?" (tormentone del 2008, ne sono già certo). Tutti si scambiano bigliettini da visita. E io?
Senza soluzione di continuità ondeggio con altri tipi di sensazione, decisamente più favorevoli.
Quasi orgoglio.
Ecco un titolo.
Tutto scorre benissimo, mangio bene, vivo bene, mi rilasso, sto bene. Semplice, inutile aggiungere altro.
Unico problema:
parlo troppo di me.
Ecco un titolo.
Si va dal cliente, porto il mio progetto, quello che al master aveva ricevuto le lodi dal docente e le insufficienze da alcuni miei colleghi (che complessivamente non mi sopportano).
Proforma ha deciso che va bene quello che ho fatto, che ciò che ho fatto è il progetto di Proforma. Un piano strategico di una pubblicità. Un'altra gioia.
Un'altra altalena.
Ecco un titolo.
Ancora l'altalena tra senso di inadeguatezza (ma quanto sono più piccolo di tutti quelli che mi circondano?), quel brivido del feedback del cliente (un brivido che non so se mi piace) e una degna uscita di scena, con ritorno a casa.
Un piacevolissimo viaggio di ritorno, tra le chiacchiere, la musica e la politica che conferma una cosa:
faccio la vita dei 30enni.
Ecco un titolo.
mercoledì, gennaio 30, 2008
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5 commenti:
Benvenuto nel Club!
P.S. Pure io devo farmi i biglietti da visita, sciam.. :D
Ah mio caro...fai la vita dei 30enni fighi, conosco svariati 30enni che fanno cose ben meno interessanti. Arrivarci così ai 30 anni, firmo subito.
...è vero, i corsisti del master non hanno saputo cogliere il tuo lavoro, per foruna tua apprezzatissimo - mi pare di capire - dove doveva esserlo. Superficilità, noia, incapacità di guardare oltre, interesse a non far emergere qualcuno più di sè stessi. Ma non è vero che complessivamente loro non ti sopportano, anzi: hanno tutti molta stima di te. Non sono obbligati, però, a dimostrarlo.
"Masterizzata".
Perche non:)
necessita di verificare:)
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