giovedì, gennaio 17, 2008

fermi tutti

Questo post l'ho appena scritto sul blog del Katenaccio.
Esendo il Katenaccio parte della mia vita, mi è sembrato giusto riportarlo qui, integralmente.


L'attualità. Il Katenaccio perde 6 a 1 contro la Stella Rossa al torneo di Storie. A turno in porta, senza Mimì. Fine della cronaca.

Ma oggi ho bisogno di buttare all'aria il canovaccio e di scrivere.
Parto dalla fine:
io amo il Katenaccio.
Amo questo progetto, come si è generato, come è cresciuto.
Il ruolo che abbiamo avuto nel stimolare altri gruppi di ragazzi come noi a mettersi insieme, a scrivere, a diventare amici, a darsi un "tono" :)

Ma c'è qualcosa che non va più, ed è giusto parlarne.
Credo che volendo riassumere tutto in una frase, le parole più giuste sono:

ci siamo presi troppo sul serio.

Forti non lo siamo, non lo siamo mai stati. Sì, buone individualità. Ma la forza è stata il gruppo. Senza il gruppo valiamo poco. Non credo che l'aumento delle sconfitte e qualche ruggine di troppo nello spogliatoio siano fattori così indipendenti tra loro.

Ora non sappiamo più perdere, come fossimo fenomeni. Al primo errore perdiamo la testa.
E così non ci divertiamo più. Si perde il senso del gruppo, dello stare insieme. C'è chi con il Katenaccio non vuol giocare più, o si è disinnamorato.
Questa è la sconfitta che non dobbiamo tollerare.

Non siamo più quelli di prima, che aspettavamo le pagelle come un rito profano. Ci scazziamo sui voti, come fosse l'Università, invece di ridere quando, per fortuna, mi viene di farvi ridere.

Sento cose che non stanno nè in cielo nè in terra, del tipo "se gioca lui non gioco io".
Se non torniamo a essere amici, e poi compagni di squadra, a divertirci a prescindere, dentro e fuori dal campo, tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora perde di senso.

Pensate a tutto quello che di buono abbiamo dato. Alla gente che ci viene a vedere, a seguire, a sorridere delle nostre gesta.

Non siamo forti, ma chissenefrega. Pensate a me. Vi racconto sto fatto mio per cercare di dare un senso a tutto ciò che sto scrivendo.

A 6 mesi mi hanno operato per una displasia dell'anca, in pratica avevo una piccola malformazione. Tutti i medici che nella storia mi hanno visitato, per quanto tra loro eterogenei in quanto a formazione e professione specialistica, erano d'accordo su una cosa:

tu non devi giocare a pallone.
Certo, se li avessi ascoltati molta gente ora sarebbe più felice.

E invece io, dall'alto del mio 46 di piede, sto là a tentare di divertirmi, ma sopratutto di farvi divertire cercando sempre l'autoironia. Faccio autogol? Mi incazzo con me stesso, e ci mancherebbe altro, mi metto 4 in pagella e voggh nnanz. Così siamo nati e cresciuti, no?

Basta prenderci sul serio, cerchiamo di tornare a sorridere.
Vediamoci, viviamoci, ricominciamo.

Se ami una persona, un'idea, sai perdonare. E perciò quando c'è qualcosa che ci fa arrabbiare, perdoniamo l'altro.

Se ami una persona, un'idea, quando ti fa felice la amiamo ancor di più e fremiamo all'idea di viverla, rivederla, riprovarla. E ci viene voglia di dire grazie.
Perciò cerchiamo di essere tutti grati, nei nostri stessi confronti, per questi 2 anni insieme. Anche quando il passaggio non ci arriva. Quando l'altro sbaglia. Pensiamo a quando ci andremo a skhattare in qualche pizzeria dal discutibile gusto.

Non prendiamocela se perdiamo, stiamo fatalmente invecchiando. E' così. Niente di grave, ma le nostre vite si fanno più complesse. Lavoriamo di più, siamo più sedentari, mangiamo di più, beviamo di più, corriamo di meno. Non siamo immortali, non siamo fenomeni, almeno fermandoci ai piedi.

Eppure abbiamo il potenziale per essere fenomeni. Lo siamo stati. Come squadra di calcio e senza saper giocare a calcio. Con il calcio come meraviglioso pretesto per stare insieme.
Stare bene, far stare bene. Ispirare.
Che dite, ce la facciamo ancora una volta?

1 commento:

J.ot.A ha detto...

Ciao...scusa il disturbo...gentilmente potresti cancella re il commento con l'indirizzo email che ti ho scritto nel post qui linkato http://duniduni.blogspot.com/2008/01/agenda-proforma-2008.html
Grazie in anticipo.Ciao.