Ho conosciuto in profondità Beatrice Antolini, una polistrumentista eccezionale, e ho lasciato che mi ispirasse il titolo del post.
Ho conosciuto una realtà insospettabile e questo ha dato il definitivo supporto ad una tesi che porto in seno da diversi mesi ma che per più di un motivo (in particolare, la volontà di raccontarla. Un elemento che in fondo l'ha ribaltata) non è apparsa evidente ai più. Anzi, ha causato effetti poco piacevoli sull'immagine che di me ho dato all'esterno.
Penso che adesso, al netto di tutto ciò che mi è successo di bello e di brutto in queste 24 ore la mia vita può e deve essere più semplice, ancora più concreta e molto meno spettacolare.
Ho vissuto tensioni particolarmente intense, dovute a motivi troppo diversi tra loro per riuscire a trovare un punto di mediazione. La radio, ancora una volta, mi ha rilassato, mi ha permesso di ripartire da zero. Ma non posso appoggiarmi ai feticci.
Cambio priorità. O semplicemente le metto a fuoco.
Voglio solo lavorare e voler bene.
E (che ci crediate o no) voglio sparire.
E lo voglio già da un sacco di tempo.
E (che ci crediate o no) voglio sparire.
E lo voglio già da un sacco di tempo.
(troverò altri modi per esprimere il mio ego, che sia strabordante o insicuro, megalomane o vittima. Ma non sarà qui. O se sarà qui, sarà molto più sublimato)

3 commenti:
...non gettare la spugna...
naaa
non sarebbe più lo stesso...
voglio continuare ad appassionarmi alle tue menate sulla vita!!!
dai nn sono menate, e' solo un modo amendunistico di vedere la vita e di certo nn e' sbagliato....
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