In ogni caso non avrei saputo scegliere di meglio.
Perchè, se devo proprio dare una definizione sintetica a questi ultimi 7 giorni (chi mi conosce sa quanto le definizioni sintetiche non mi vengano bene, per quanto mi impegno solennemente a ridurre la lunghezza dei post e in generale dei miei scritti), direi:
ho ridefinito gli standard.
Certo, quante volte l'ho pensato in questi mesi? E quante volte l'ho detto? Tante.
E spesso a ragione.
Ma questa volta, buh, mi sembra più vero del solito.
Quando sei seduto in una sala riunioni e ti danno da lavorare per tutto il weekend, con la prospettiva di dover cancellare la parola weekend dal vocabolario, e comunque ti viene di mandare sms e di parlare di tutt'altro, in particolare del fatto che quella prospettiva non ti tange minimamente, perchè nella vita c'è ben altro,
quando l'idea di non avere più orari non ti spaventa più,
quando percepisci la responsabilità delle tue azioni in modo plastico, evidente,
quando vedi che quando fai una qualsiasi cosa, in qualsiasi ambito, esiste una qualsiasi reazione, ma che comunque niente di ciò che fai cade nel vuoto,
ma sopratutto, quando le cose, nonostante tutte queste premesse, ti sembrano più semplici, più belle, più facili, vuol dire che hai ridefinito i tuoi standard.
Hai alzato l'asticella, e sai che non l'abbasserai più.
E sai che domani sarà anche meglio.
E sai che le tue priorità sono chiare, definite, che c'è un nuovo ordine alle cose.
E sai, finalmente sai (perchè oltre a cambiare lo standard devi pure cambiare il tuo personale vocabolario) che ci sono momenti in cui bisogna scrivere molto grande la parola
Grazie.
Questi momenti sono sempre di più.
E nessuno di questi momenti sarà mai dato per scontato.

1 commento:
A un ringraziamento così non si risponde prego, io non rispondo mai prego. Grazie (e se non c'è il punto non è un caso)
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