quella pazza dell'antonella troise, che si è messa in testa che io la odio
Il provvedimento è stato illustrato in una conferenza stampa dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Il sistema delle intercettazioni era degenerato", ha spiegato il ministro. "Il nostro provvedimento rispetta i principi della Costituzione in merito alla difesa della privacy di ogni cittadino". I controlli telefonici saranno utilizzabili per i reati che prevedono una pena superiore ai 10 anni di detenzione. L'unica deroga riguarderà i reati contro la pubblica amministrazione, che abbiano una pena massima non inferiore ai cinque anni. Mentre saranno "sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale". Il testo varato dal Consiglio dei ministri, prevede inoltre "l'inutilizzabilità delle intercettazioni che sono attinte in riferimento a un procedimento nel corso di altro procedimento".
Decisione collegiale. L'uso delle intercettazioni dovrà essere deciso da un Tribunale e non da un singolo soggetto. Comunque non potranno avere una durata superiore ai 3 mesi. Confermate anche le indiscrezioni sulle pene per coloro che divulgheranno illecitamente i contenuti delle intercettazioni. "Per i giornalisti che pubblicano intercettazioni coperte da segreto", spiega Alfano, "sono previste pene da 1 a 3 anni".

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