
Claudio Scajola ci ricasca e colleziona un'altra pesante gaffe. In occasione dell'inaugurazione della centrale elettrica di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, il ministro dello sviluppo economico ha infatti salutato l'apertura dell'impianto, considerato un modello di sicurezza, con queste parole:
"Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro"
Quel "qualche vita umana", soprattutto in un periodo di piena emergenza morti bianche, appare davvero come un clamoroso autogol. Soprattutto se il protagonista è un politico che di gaffe ne aveva già collezionata una. Clamorosa. Tale da fargli perdere la carica di ministro dell'Interno. Dopo aver definito un "rompicoglioni" Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse, Scajola fu al centro di una durissima polemica politica che lo costrinse alle dimissioni. A distanza di sei anni Scajola è tornato ministro. Ma è inciampato un'altra volta.
E non sono mancate le reazioni. Per Orazio Licandro (Pdci) "Scajola non è nuovo a queste sgradevolissime gaffes. Il riferimento ancora una volta alla perdita di vite umane come effetto collaterale sopportabile fa rivoltare lo stomaco". Per l'esponente Pdci "nelle democrazie serie per assai meno si va a casa e non si torna più sulla scena politica, ma l'Italia rappresenta la solita anomalia". Secco il commento di Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio: "Gaffe imperdonabile per chiunque, figuriamoci per un ministro della repubblica. Il minimo - ha aggiunto- è che Scajola chiarisca, o chieda scusa alle famiglie degli operai caduti nel cantiere della centrale".
L'ultima morte bianca nel cantiere di Torrevaldaliga Nord risale a giugno quando a morire fu un operaio slovacco di 24 anni, Ivan Ciffary, precipitato da una piattaforma a oltre 25 metri d'altezza. L'inaugurazione, a cui doveva partecipare anche il premier Berlusconi, è stata contestata dal comitato "No Coke" che da tempo si oppone alla sua realizzazione. I manifestanti hanno inscenato un corteo funebre e hanno lanciato soldi sporchi di sangue sulle bare al grido di "assassini" e "diritto alla salute:articolo 32 della costituzione".
repubblica.it

1 commento:
"Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruita questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro" dice Claudio Scajola. Qualche, aggettivo indefinito. Tanto si tratta di due operai. Tanto ora "tutto è controllato e tutto è sicuro". Almeno questa volta non ha detto che sono morti due rompi***...
http://noirpink.blogspot.com/2008/07/attualit-qualche-morte-bianca-e-la.html
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