giovedì, ottobre 04, 2007

piacionerie


"Non c'è nulla di strano, è una persona che stimo, con la quale ho avuto modo di discutere, è una persona con grandi curiosità culturali ed intellettuali". Walter Veltroni torna così sul suo invito rivolto a Veronica Lario, moglie del leader del centrodestra Silvio Berlusconi e affidato alle colonne del settimanale "A".
A Bari con Massimo D'Alema e Dario Franceschini per una manifestazione sul Partito Democratico, il sindaco di Roma torna così su una questione che ha stimolato la curiosità di molti. "Veronica Lario ha dei valori che - continua Veltroni - mi sembrano interessanti e attenti ai temi dei diritti civili". Veltroni racconta di aver incontrato Lady Berlusconi in Campidoglio e di averla trovata "open minded, con la mente aperta e con una grande autonomia intellettuale". Spingendosi fino a ipotizzare il suo ingresso in un'eventuale squadra di governo. Affermazioni che Veltroni spiega così: "E' solamente una manifestazione di stima, non c'è nessuna squadra, è l'idea di un Paese civile nel quale le persone si possono stimare, possono rispettarsi e possono incontrarsi e parlare anche al di là delle appartenenze di ciascuno". E non, assicura il sindaco di Roma "un colpo basso a Berlusconi". Di cui, però, si ignora la reazione. Come quella di Veronica Lario che, a quanto risulta, non ha replicato all'invito di Veltroni. L'apertura del sindaco di Roma non è piaciuta invece ai suoi concorrenti nella corsa alla guida del Pd. Una bocciatura secca è arrivata soprattutto da Rosy Bindi. "Veltroni vuole Veronica Berlusconi nel Pd? Questa è l'esternazione più improbabile che ho sentito dall'inizio della campagna per le primarie", ha commentato il ministro. "Il punto è molto semplice - ha aggiunto la Bindi - dobbiamo deciderci se alle oligarchie dei partiti vogliamo sostituire le oligarchie della società civile". Il Partito democratico, ha concluso, deve essere "il partito degli italiani normali, quelli che la mattina escono di casa, fanno fatica con il sistema dei trasporti che abbiamo ad andare a lavorare, che hanno il problema dei figli, della crescita della famiglia. Se non irrompe nella politica questa Italia perderemo l'ennesima occasione".

martedì, ottobre 02, 2007

tirarsela è il futuro


Quello che per molti uomini è un sogno, per Romano Prodi è una perdita di tempo. Forse è per questo che il presidente del Consiglio ha rifiutato un appuntamento con Angelina Jolie. L'attrice americana, impegnata da tempo in battaglie umanitarie, aveva chiesto un incontro con il premier durante la sua due giorni all'Onu. Ma lui, che aveva poco tempo, si è detto indisponibile. La scorsa settimana la Jolie, e il compagno Brad Pitt avevano partecipato alla terza edizione del Clinton Global Initiative (foto), maxivertice della filantropia organizzato dall'ex presidente americano: lei è intervenuta a una tavola rotonda sulle potenzialità dell'istruzione nei Paesi che escono dalla guerra, lui ha annunciato un progetto di ricostruzione per New Orleans, colpita dall'uragano Katrina.

lunedì, ottobre 01, 2007

radiohead, qualche mese avanti sul mondo

"Shopping a libera offerta". Cosa accadrebbe se nei negozi, sulla merce in vetrina, fosse esposto questo cartello? Una rivoluzione, certo, e dagli esiti imprevedibili. Ma è questa la strada che hanno scelto i Radiohead per vendere il loro nuovo album "In Rainbows".

Tutti pensavano che Thom Yorke e soci, rimasti senza etichetta nel 2003 con la pubblicazione di "Hail to the thief", dopo sette album con la Emi scegliessero una casa discografica tradizionale. E qui arriva il primo colpo di scena: la band di Oxford ha deciso di pubblicare il suo settimo lavoro di studio e di venderlo in proprio. Per chi è disposto a spendere 40 sterline (poco più di 57 euro), l'offerta è davvero allettante: il "Discobox" contiene il doppio cd, il doppio vinile, illustrazioni, foto, i testi delle canzoni e anche il codice per scaricare il disco stesso).

Ma la vera novità è rappresentata proprio dal download. Questa opzione, infatti, non ha un prezzo stabilito. Chi vuole scaricare viene invitato ad offrire una cifra a piacere. Insomma è l'utente stesso a stabilire quanto vale l'intero album. Chi ha acquistato il download riceve poi una mail di conferma, con il codice di attivazione da utilizzare il 10 ottobre. Mentre il "Discobox" arriverà i primi di dicembre.

C'è ora da vedere se il modello funzionerà. Forse questo è solo un esperimento motivato dalla mancanza di un accordo con una major (ma c'è chi parla di trattative in corso). Oppure i Radiohead stanno effettivamente tentando di rivoluzionare il mercato provando uno dei possibili modelli alternativi ai canali tradizionali di vendita.

Molti artisti negli ultimi tempi, messi in crisi anche dal download illegale, stanno cercando altre strade per proporre la propria musica. In Gran Bretagna ha provocato accese polemiche la decisione di Prince di regalare il suo ultimo lavoro: circa due milioni di copie di "Planet earth", sono arrivate in edicola e nei supermercati in allegato con il Mail on sunday, operazione mai tentata, almeno in Inghilterra. Una decisione che la Sony BMG ha preso malissimo, annullando il contratto di distribuzione appena firmato dal musicista di Minneapolis.

E in Italia? Per ora i grandi artisti continuano a percorrere strade tradizionali. Unica eccezione Lucio Dalla, che ha scelto di far uscire il suo ultimo cd "Il contrario di me", con Repubblica e L'Espresso a 16.90 euro, senza abbandonare i negozi. "E' in atto una trasformazione della società - dichiarò l'artista bolognese in quell'occasione -, i dischi in edicola danno la possibilità di tornare indietro a quando la gente passava abitualmente nei negozi di dischi. Oggi invece passa abitualmente in edicola. È una possibilità in più che viene offerta e da quando esiste ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Acquistare un disco non è più un rito come in un negozio, ma un'azione quotidiana".

domenica, settembre 30, 2007

:



Finisce il sogno azzurro di entrare nella storia. Finisce con un k.o. incredibile con la Scozia, che ci batte di due punti e grazie a sei calci piazzati. Zero mete loro, una meta noi. E uscire così fa davvero tanto male: 18-16 davanti a un muro di oltre 12mila tifosi italiani arrivati da ogni parte d'Italia. Bellissimi, bravissimi: il loro Mondiale l'hanno vinto senza dubbio. Stadio esaurito, rumore assordante, pioggia battente da tre quarti d'ora prima dell'inizio della gara, boato terrificante all'ingresso delle squadre, con un Troncon capitano carico a mille: entra, tocca, dà un bacio alla bandiera e appoggia con affetto la testona al petto di Parisse durante l'inno cantato a squarciagola dai 12mila tifosi azzurri.
Ma Scozia avanti 6-0 dopo appena 5' con due calci piazzati di Paterson (uno per una palla trattenuta dopo un mezzo pasticcio in difesa che ha fatto tremare lo stadio). L'inizio si fa ancora più duro all'8', quando Mauro Bergamasco viene sanzionato per un placcaggio a uomo senza palla con un cartellino giallo e lascia l'Italia in 14. Ma è proprio allora che gli azzurri ritrovano la grinta e la capacità di mettere sotto pressione gli scozzesi. Gran lavoro degli avanti, rivali i difficoltà sotto la spinta generosa dei nostri e dopo aver sprecato due palle rubate, Parisse mette al sicuro una palla a due metri dalla linea di meta, gruppo azzurro in spinta e Troncon trova il guizzo di forza e deposita in meta l'ovale. Trasformazione di Bortolussi e 7-6. Noi ancora in 14 e gli scozzesi, tramortiti, rischiano di capitolare ancora con calcetti insicuri e fallosi: calcio di Bortolussi al 18': 10-6 per noi e Mauro Bergamasco torna in campo fra il boato del Geoffroy Guichard. Ma è allora che la troppa foga degli azzurri ci punisce.
L'arbitro grazia Troncon dopo un placcaggio alto e Mirco Bergamasco che sgambetta Parks. Ma non c'era nulla da fare: troppi falli e troppo ghiotta l'occasione per il cecchino Paterson di calciare a ripetizione. Il primo tempo si chiudeva col sorpasso scozzese grazie a due calci che portavano il risultato sul 12-10. E si ripartiva con la stessa Italia della fine del primo tempo: avanti volontario, calcio e 15-10, un altro avanti, calcio e 18-10. L'Italia ripartiva generosa, uscivano Perugini e Festuccia ed entravano Lo Cicero e Ongaro. Pez provava a scavalcare la difesa con calcetti che non funzionavano e alternava calci in touche da applausi ad altri da dimenticare. Ma anche gli scozzesi, in una partita zeppa di errori, pagavano dazio: al 14' Hines veniva sanzionato con un giallo dopo un placcaggio pericoloso su Masi in spinta a 10 metri dalla meta e Scozia in 14 mentre Bortolussi non sbagliava il calcio del 18-13. Italia di nuovo in partita e all'assalto degli avversari con un uomo in meno. La mischia azzurra faceva sentire la pressione e anche gli scozzesi cadevano in errore.
Qualche fischio al 21' s.t. quando Bortolussi decide di calciare invece di provare la touche con la Scozia in inferiorità numerica. Ma il nostro estremo non sbaglia e comunque ci troviamo sul 18-16. Grande Italia a quel punto, che spinge e mette a nudo le paure scozzesi. La partita è aperta e l'Italia se la gioca con una carica agonistica mai vista prima in questo Mondiale. Non smette mai di parlare, Troncon, si cercano gli azzurri e continuano a martellare una mischia sempre più timorosa degli scozzesi. Al 34' sulla linea dei 22 scozzesi da una mischia aperta non si rialza Castrogiovanni, colpito al costato e costretto a uscire per il ritorno in campo di Perugini. Cinque minuti alla fine e siamo ancora sotto di due punti: gli scozzesi fanno cadere una maul e calcio per l'Italia. Bortolussi prova da metà campo, ma non va. Tre minuti alla fine e siamo ancora sotto di due punti.
A un minuto e mezzo dalla fine l'Italia prova giocando alla mano, placcati sistematicamente i tentativi di Mirco Bergamasco, Del Fava, Robertson. Poi Troncon a tempo scaduto, prova il calcio a scavalcare, Mauro Bergamasco cerca di arrivarci ma tre scozzesi piombano e mettono la palla fuori. E' finita. Domani mattina un charter alle 10.30 riporterà gli azzurri a casa. Il boato "Italia, Italia" finale è da brividi, mentre lo stadio ci onora con un "Volare" sparato a tutto volume, Pierre Berbizier saluta così la panchina azzurra. E' stato bellissimo. E' mancata solo la ciliegina sulla torta.

settembre

E' tempo di imparare a guardare.
E' tempo di ripulire il pensiero.
E' tempo di dominare il fuoco.
E' tempo di ascoltare davvero.
E' tempo di imparare a cadere.
E' tempo di rinunciare al veleno.
E' tempo di dominare il fuoco.
E' tempo di ascoltare davvero.

Cristina Donà - settembre


Sono stato a Londra
Mi sono imbattuto nel più grosso sciopero della metropolitana degli ultimi 15 anni
Ho dato un esame 4 giorni dopo Londra
Sono stato lasciato, dopo 2 anni e 7 mesi
Ho tentato di preparare un altro esame
Mi sono arreso stamattina
Ho organizzato il viaggio pokeristico portoghese di ottobre
Ho fatto il colloquio di selezione per il master
Mi hanno preso
Ho giocato a pallone
Ho giocato a basket
Sono stato 10 giorni con una mano livida
E non erano per le rientranti seghe
Ho mandato a fanculo un'amica, che evidentemente non era definibile in tal modo
un'altra ha rischiato, sull'altra ho pensieri meno negativi
Potevo diventare un ereditiero
Ho detto un paio di arrivederci particolarmente difficili da dire
Ho scritto 2 recensioni
Forse scrivo un racconto breve in serata

Ho promesso a me stesso che il prossimo flusso di coscienza avrà colori diversi.

cultura pop



Mark Ronson feat. Lily Allen - Oh My God

suggerimenti per la visione del video: la scena in cui lily-cartone fa una "performance" davanti ai Kaiser Chiefs (ovvero, i produttori dell'originale di "Oh My God")

venerdì, settembre 28, 2007

contorsionismi

Ci sono giornate, come quelle di oggi, storte.
Nascono storte sin dalla notte precedente, tormentata da virgolette senza frase e da troppe patate sulla focaccia.
L'incidenza statistica di queste giornate sta assumendo proporzioni preoccupanti.
Meno dormi, meno riesci a dormire, più lo studio ti mangia l'aria. I pensieri, beati loro, non sono mai stanchi.
E il carrozzone continua a fare il suo rutilante show. Ogni tanto qualcuno nel carrozzone ti sorride, ogni tanto qualcuno ti manda a fanculo. In entrambi i casi fai spesso fatica a capire.

Ho molte responsabilità su questo essermi ridotto a macerie, legate alla mia strabordante ambizione. Strabordante, probabilmente ingiustificata, sicuramente disallineata rispetto al carrozzone di cui sopra. C'è distacco, e ne soffro.

Mi giro, guardo, osservo, ho fame di notizie, informazioni, soprattuto simboli e segnali. Non sempre guardo in direzione orizzontale. Quando le giornate sono storte, come quella odierna, faccio il movimento che mi viene più naturale. Il peso del quotidiano va a sistemarsi sul mio collo (che era dolorante anche fuor di metafora in questi giorni, Freud chissà cosa avrebbe detto di me..) e piego la testa verso il basso. Guardo il basso, la terra, il terra-terra.

Guardo, ho sempre fame, non riesco nemmeno a staccarmici facilmente. Guardo gente che sfrutta amabilmente il tempo libero di cui dispone, sono combattuto tra due sentimenti che hanno ben poco a che spartire. Da un lato una sana invidia, mai davvero cattiva, per chi dispone del reale lusso di questo millennio, la libertà di non fare, e forse nemmeno lo sa.
Dall'altro un ghigno maledetto. Di chi sa che la merda che si sta mangiando, per quanto indigesta, farà volume.

Dopo pranzo mi prende la solita ansietta di chi sa già che il pomeriggio sarà anche più pesante della mattina, che mi priva del 50% del sonno che mi sono "regalato" come unico momento di pausa della giornata. Se andassi a farmi vedere mi darebbero qualche strana medicina.

Poi mi imbatto in Renzo Piano. In un'intervista. Di lui, a 70 anni, che ha cambiato il mondo, con la più straordinaria delle follie creative. Di chi è consapevole di essere riuscito a cambiarlo, e che non si è ancora stancato. Di chi ha due palle quadrate e che sicuramente saprà come sono fatte queste giornate tutte storte.
Di chi ha costruito il Pompidou (museo d'arte moderna di Parigi) a 33 anni, con un suo amico-collega inglese, battendo seicentottantuno progetti.

Non posso dire di ritenere Renzo Piano come un modello. Io sono un frutto acerbo della mia stessa cultura pop. I miei modelli sono sicuramente altri, sicuramente meno ambiziosi. In cui comunque, ugualmente, posso vedere il barlume della genialità. Ovviamente, molto più lucente di un barlume.

Ma oggi Renzo Piano è e sarà la mia ispirazione. Come lui ne nascono uno su 10 milioni, a me basterebbe essere uno su 100, 200. Forse già lo sono. (per chi mi definisce superbo, serviamo il numero 7)

Fatto sta che dovrei smetterla di guardare a terra, e dovrei ricordarmi del mio motto di vita, quello con cui mi firmo su Skakkinostri, a cui penso tutti i giorni. Non pensavo che potessi farmi tignare da un ballerino russo, comunque, aveva ragione lui.

Chi vola alto, è sempre solo.

Per cui, caro Dino, continua a mangiare la merda, fattela piacere, continua a dare il meglio di te agli altri, come stai facendo, e continua a organizzare, riorganizzare, soffrire e gioire senza fare troppo spettacolo.

Non sarò mai un Renzo Piano, ma quei 99, o 199 che erano rimasti (tra cui si nasconde gente che non ti valuta una lira, e gente che ti valuta tanto ma che non te lo dirà mai), vatteli a prendere.

p.s. ovviamente non ho dormito nemmeno oggi pomeriggio. E' squillato il telefono 10 volte oggi. Sapete, mia sorella, 15 anni, Dio solo sa come stanno i suoi ormoni. E' da una settimana che sta pianificando di andare a ballare con le amiche sue.
Tutti che hanno sta febbre di ballare.

In fondo, pure io me ne sono andato dietro a un ballerino.

giovedì, settembre 27, 2007

maglia rossa (poi qualcuno mi dirà perchè Bush non va là a portare la democrazia...)

Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.

Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".

Mentre gli studenti delle scuole superiori fiorentine che stamattina hanno partecipato all'iniziativa "La stazione delle idee" alla stazione Leopolda di Firenze hanno adottato un nastro rosso, ocra, giallo o rosa come segno di solidarietà per la Birmania. Un nastro verrà consegnato questo pomeriggio dagli studenti anche al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che interverrà alla manifestazione.

La sezione italiana di Amnesty International, con l'obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi, ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

I sit-in - si legge in una nota dell'organizzazione - si svolgeranno domani a Roma (dalle 17.30 di fronte all'ambasciata del Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato a Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

no title

Sono proprio una testa di cazzo.

anche se..

lunedì, settembre 24, 2007

un nuovo gioco per playstation!

La casa era già stata individuata la sera prima, un drone, aereo senza pilota, l'aveva sorvolata: alle cinque del mattino è scattato il blitz, con l'appoggio di elicotteri spagnoli. Forze speciali inglesi del Sas sono entrate all'interno dell'edificio, dove i due agenti segreti italiani erano in catene. I banditi hanno subito sparato sugli ostaggi, ferendone gravemente uno alla testa e al torace. L'altro italiano ha riportato la frattura della spalla e della clavicola. Uno dei due afghani che accompagnavano gli italiani è morto, l'altro è rimasto ferito. All'esterno, le forze italiane (gli incursori del Col Moschin e i Comsubin della Marina) hanno colpito i predoni di guardia all'edificio, vicino a un'automobile.

Un'operazione durata pochi minuti: alla fine sul terreno sono rimasti nove afghani, tutti i componenti del commando. Secondo l'agenzia locale Pajhwok, in genre attendibile, è stato invece catturato il mullah Khuda-i-Dad, ritenuto il responsabile del sequestro. I due ostaggi stavano per essere consegnati ai talebani.

I quali erano probabilmente già a conoscenza del loro vero ruolo di membri dei servizi segreti. La notizia era stata infatti già lanciata nella giornata di domenica da Al Jazeera e rilanciata dai media locali, seppure senza particolare enfasi.

I due italiani feriti -la cui identità resterà sconosciuta - sono stati trasportati all'ospedale britannico dell'Isaf, a Camp Bostion. Erano stati rapiti nella mattinata di sabato. In abiti civili, insieme a un interprete e a un autista, viaggiavano nella strada principale della provincia di Farah. Erano in mano di una banda di predoni, pronti a venderli alla guerriglia integralista. Ieri sera si era sparsa la notizia di un ritorno a casa dei due afghani, ma non era vero. E uno dei due è purtroppo morto durante il blitz.

La speranza è che il militare italiano si salvi. In queste ore i medici stanno decidendo se operarlo.

sabato, settembre 22, 2007

vespa tra le gambe


Quando non si sa dove sbattere la testa, né di cosa parlare, e un settimanale femminile ha bisogno di attenzione, e un conduttore televisivo deve evitare almeno una volta i tizzoni della politica quel giorno particolarmente incandescenti, c'è un argomento classico per andare sul sicuro: l'orgasmo femminile! Evento volatile, problema insolubile, mistero insondabile, simulazione inevitabile. E attorno a cui si può chiacchierare per secoli, senza arrivare ad alcuna soluzione neppure da parte di eminenti sessuologi, che da Kinsey in poi, intervistando ma anche molestando e pasticciando gentili cavie umane, sono arrivati a questa dotta conclusione scientifica e realistica: ci sono signore che sì e signore che no; o meglio, ci sono signore che si con uno e no con l'altro; oppure, una volta si e cento no, o una volta no e cento si, con lo stesso; o ancora, ma qui sondaggi, conduttori e sessuologi sono più cauti, per non dire muti, quasi sempre sì signora con signora, addirittura sempre sì signora con se stessa.

L'altra sera a "Porta a Porta" Bruno Vespa cinguettava zuccheroso e disinvolto dell'impervio argomento, con quattro sapienti e bellissime orgasmiche, la timida Flavia Vento, showgirl, la bellicosa Alessandra Mussolini, deputato, la pacificante Alba Parietti, conduttrice, la colta Daniela Melchiorre, sottosegretario alla giustizia: cui poi si sono aggiunti la direttrice di Grazia Vera Montanari, responsabile del sondaggio clitovaginale, il docente di sessuologia medica Emanuele Jannini, e Manuel Casella, un giovanotto che non deve aver difficoltà a compiacere le sue signore dato il fisico e il garbo, le cui credenziali scientifiche sono l'aver partecipato all'Isola dei Famosi e il cui master di fascino è l'essere il compagno di Amanda Lear.

Soverchiandosi con le spinose ma disinibite chiacchiere, le quattro esperte del ramo si sono appellate con generici commenti (e nessun riferimento alla loro probabilmente ricca casistica), al poderoso sondaggio cui ben 15.394 donne si sono affannate a rispondere spiattellando i pro e i contro della loro intimità, forse, come ha fatto osservare cautamente il sessuologo, indorando, come si dice, la pillola.

Inutilmente il conduttore tentava di estrarre dal fracasso oratorio di gelido carattere meccanico e perciò erotico come un disegno dell'apparato genitale sui testi di ostetricia, qualche simpatica porcheria o gossip; per non parlare del gentile Casella, cui non è riuscito di spiaccicare parola, mentre tentava di spiegare che in Oriente, il piacere non è solo in quella cosa là ma in ogni gesto... Figuriamoci le signore, pronte a reclamare quanto loro dovuto, pur riconoscendo sia la precaria disponibilità genitale femminile, che l'inettitudine, in generale, del maschio incaricato della bisogna.

Si è persino rispolverato il famoso Punto G, propagandato da scienziati pazzi degli anni '80, che non essendo mai stato trovato neppure da esploratori tipo Livingstone, è rimasto il massimo cruccio per le signore che se ne immaginavano prive, mentre gli addetti all'impossibile ricognizione se la davano a gambe, stanchi di immeritate figuracce.

Le cifre dei sondaggi si sa sono ballerine, le donne poi, per quieto vivere, simpaticamente mentitrici, tant'è che ben il 44% ha detto di non aver mai simulato l'orgasmo (Parietti educatamente spernacchia), mentre, mitomani, il 74% assicura di essere brava a letto, ma non si specifica in quale, ricevendo la posta del cuore molte lettere di mariti che si lamentano dell'abitudine alla paralisi notturna delle loro signore. O viceversa, peraltro. Vento, angelica: "A me piace se c'è amore". Melchiorre, pratica: "Il 36% lo fa due o tre volte la settimana, ma forse agli inizi, poi dopo una giornata di lavoro..." Mussolini, mussoliniana: "La simulazione è cosa gravissima, l'uomo va educato!" Parietti, saggia: "Ma l'uomo è narcisista, devi farlo sentire appagato, se no si avvilisce".

Come sempre da Vespa o negli altri salottini televisivi abitati da altri famelici conduttori, si parla si parla e non si conclude niente. Del resto su quell'argomento lì, c'è poco da concludere. Verrebbe da dire, vale più la pratica della grammatica, se non fosse che con la grammatica ancora oggi uomini e donne sono spesso dei veri somari, mentre per la pratica, non se ne esce, misteriosamente, e si sa già che il prossimo sondaggio anche fra cent'anni, indicherà gli stessi risultati orgasmici.

venerdì, settembre 21, 2007

io e roccia a milano ci saremo..



speriamo si regga in piedi però...

Qualche giorno fa è apparsa ai Mercury Awards cantando "Love is A Losing Game" e molti hanno esclamato: "Amy è tornata alla grande!". Ma sembra che qualcosa sia andato storto ai Mobo (Music of Black Origin), dove ha vinto il premio come "Miglior interprete". La Winehouse ha proposto "Tears Dry on Their Own" e "Me & Mrs Jones", ma ha cantato fuori tempo ed è sembrata "su di giri". Il motivo? L'ennesima discussione col marito Blake Fielder Civil.

Secondo il tabloid The Sun, prima di salire sul palco Amy ha avuto un battibecco al telefono col marito. Ma pare che la cantante fosse alquanto scossa, i contenuti del litigio non si sanno. In ogni caso l'artista è salita sul palco, ma ha deluso non solo i fan ma anche gli artisti presenti. Da chi ha battuto quella sera star del calibro di Joss Stone, Jamelia, Corinne Bailey Rae e Beverley Knight, certo ci si aspettava di più.

Al termine del piccolo show, Amy è corsa dietro le quinte per chiamare al telefono il "suo" Blake. Un testimone l'ha vista ridere e prendersi in giro per quanto si erano detti pochi minuti prima. L'entourage non è molto convinta che Amy sia pronta al gran ritorno sulle scene e riprendere il suo tour. Dopo il ricovero per overdose di droga, erano state cancellate alcune date. Poi la defezione agli MTV Video Music Awards e l'apparizione a sorpresa ai Mercury Awards, mano nella mano con l'oramai inseparabile marito. Intanto cresce l'attesa per l'unica tappa nel nostro Paese del "Back To Black tour". Appuntamento al Rolling Stone di Milano il 26 ottobre (Corso XXII Marzo , 32 / Infoline Indipendente 0434 208631/ Prezzo del biglietto € 20,00 + diritti di prevendita/ Apertura Porte ore 20.30).

io lo sapevo che era il numero uno...



Contagiata dalla "tendenza-reality" anche Miss Italia si converte alle risse. La sera dopo l'esordio della quinta edizione dell'Isola dei famosi, tenuta a battesimo da un vivace e poco elegante botta e risposta fra Simona Ventura e Alessandro Cecchi Paone, pure a Salsomaggiore non se le mandano a dire. E così una signora di 57 anni, cioè Loretta Goggi, dà una bella strigliata a un signore di 83 anni, cioè Mike Bongiorno, sotto gli occhi del novantenne Enzo Mirigliani, storico patron della manifestazione. Un po' Villa Arzilla, a voler essere crudeli. Motivo del contendere: una questione di tempi non rispettati, di scaletta stravolta. Che movimenta, forse come non mai, l'inizio della kermesse, identica a se stessa da 68 anni e per la quale (considerato il vistoso calo di ascolti delle edizioni recenti) il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, non nasconde qualche timore, pur sfoggiando un vigoroso "Siamo ottimisti". Ma veniamo ai fatti. "Pensavo di entrare con te, e presentare insieme Miss Italia, invece hai fatto il collegamento con Fiorello, che volevo salutare pure io". Voce stizzita, vistosamente agitata, così la Goggi fa il suo ingresso sul palco, dopo un'apertura a sorpresa con Fiorello che, da Bergamo (dove fa tappa col suo show Volevo fare il ballerino) fa in bocca al lupo a Mike. "Me ne vado - esclama la conduttrice - non pensavo di arrivare dopo mezzora di spettacolo, ma stiamo scherzando...". Bongiorno è stupefatto. E smarrito. Si chiede "che fare" in diretta, mentre la Goggi esce di scena e, come una furia, continua a ripetere "ma stiamo scherzando, stiamo scherzando...". Troppo tempo prima che Mike la chiamasse accanto a lui, troppo lunga l'incursione di Fiorello. "Alle prove hai cambiato la scaletta mille volte - lo accusa la Goggi - e poi mi hai fatto aspettare per il collegamento con Fiorello. Non si fa così, non si fa così". Panico dietro le quinte. Le urla si sentono da fuori. Volano parole grosse. E' sceneggiata. Dopo qualche avvisaglia: alcune concorrenti, nel corso della giornata, avevano già parlato di dissidi fra i due conduttori durante le prove. Tant'è che, poco prima dell'inizio, Patrizia Mirigliani, figlia di Enzo e organizzatrice del concorso, aveva difeso la coppia di presentatori, da più parti ritenuti troppo attempati per stare sulla scena: "Non si possono mettere in discussione la loro esperienza e professionalità, sono mostri sacri". Dopo la lite, una provvidenziale pausa pubblicità durante la quale si cerca di ricondurre un po' tutti a più miti consigli. Si torna in diretta. Riecco Mike, che annuncia la presentazione delle ragazze in gara: era stata affidata alla Goggi però, vista la sua assenza, avrebbe tentato di svolgerla lui. Finalmente, la conduttrice torna sul palco. "Umilmente ricomincio", dice. Canta un brano previsto dalla scaletta, bruscamente modificata con la sua uscita di scena. A quanto si apprende, la Goggi ha deciso di rientrare dopo un colloquio con Del Noce e con Patrizia Mirigliani. Accolta dagli applausi del pubblico, al quale manda baci, commenta: "Stasera mi sento proprio come queste ragazze, sto ricominciando tutto daccapo. Noi donne siamo tutte un po' Cenerentole...". Ma la frecciata a Mike non se la risparmia: "Mi hai trattato come Edy Campagnoli, la tua valletta muta, e non è giusto, domani entro io per prima e ti chiamo in scena dopo venti minuti". Insomma, un remake di Casa Vianello. Col rischio, però, che questa volta sia il pubblico a commentare "che noia, che barba, che noia...".

lunedì, settembre 17, 2007

valentino e colin


I guai fiscali di Valentino Rossi sono ormai diventati fonte di ispirazione, più o meno autorizzata a quanto sembra. Se infatti nel nuovo spot di Fastweb in onda sulle tv in questi giorni è lo stesso Rossi a prendersi in giro telefonando da una stalla ("...sono passato dalle stelle alle..."), la pubblicità di Ryanair comparsa oggi sulle pagine del quotidiano Il Messaggero è destinata a far discutere ancor di più.
"Ritorno a casa con Ryanair... e devo solo pagare le tasse!" dice un fumetto sul faccione di Valentino. Un evidente doppio senso che vuole promuovere le tariffe scontatissime della compagnia low cost irlandese, prendendo spunto dalle disavventure con l'Agenzia delle Entrate del campione. Che però ha fatto sapere di non essere a conoscenza della campagna pubblicitaria e di avere già informato i legali per gli eventuali passi da seguire.
Interpellato da Agr, il padre di Valentino, Graziano Rossi, parla di "uno scherzo di pessimo gusto". E Ryanair per ora non risponde, ha affidato la sua replica a un breve comunicato stampa: "La nostra ultima pubblicità sottolinea la popolarità delle tariffe low cost tra i giovani italiani di successo". Comunque vada a finire, l'obiettivo di Ryanair di far parlare di sé sembra abbondantemente raggiunto.

Valentino ha dedicato a Colin McRae la sua ultima vittoria in MotoGP all'Estoril.

un gioco che ha segnato la mia adolescenza buona. e anche la macchina di belandi durante un simulazione del videogame nelle vie di castellana

L'ex campione del mondo di rally Colin McRae, 39 anni, è morto ieri pomeriggio in un incidente d'elicottero in Scozia. Dopo 24 ore è arrivata la conferma della polizia scozzese che ha proceduto a identificare le vittime. L'apparecchio avrebbe preso immediatamente fuoco dopo essersi schiantato e avere toccato gli alberi vicino a Jerviswood, nei pressi di Lanark, a pochi chilometri dalla sua abitazione. McRae sarebbe morto insieme ai tre passeggeri, di cui il suo figlio più giovane di 5 anni.

La notizia si è subito diffusa nel mondo dei Rally e Guy Frequelin, che lo aveva portato con Carlos Sainz e Sebastien Loeb alla Citroen, si è detto affranto come gli stessi Sainz e Loeb, per la perdita di questo grande campione. Colin McRae era uno dei piloti inglesi più forti di tutti i tempi, aveva 39 anni, aveva preso parte a 146 rally diventando
campione del mondo nel 1995, arrivando secondo nel 1996, 1997 e 2001 e vincendo 25 gare. L'ultimo suo trionfo fu quello al Safari Rally, in Kenya nel 2002 al volante di una Ford Focus RS.


la miglior canzone di questo finale di stagione

Andreas Kleerup feat. Robyn - With every heartbeat

aspettando innumerevoli e gustosissimi remix..

domenica, settembre 16, 2007

ha fatto il danno.


"E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali". Il via libera arriva direttamente da Beppe Grillo, che affida al suo blog il passo avanti della 'V-generation': dalla protesta alla proposta, come si dice in casi del genere. Con tanto di 'bollino' di garanzia rilasciato ai chi rispetterà i requisiti-tipo.

"I cittadini - chiarisce, senza lasciare spazio a equivoci - devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli". Perché? Grillo lo spiega così: "I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l'acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche".

Antipolitici sì, ma non proprio in completa autogestione e con le idee molto chiare da parte dell'animatore del 'Vaffa-day' : "Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno - anticipa infatti il comico-blogger - avranno la certificazione di trasparenza 'beppegrillo.it'. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione".

"Ci potranno anche essere più liste in una stessa città.
Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog". Grillo tiene però a mantenere una certa distanza dal mondo della politica al quale sembra invece avvicinarsi sempre di più.

"Io - puntualizza - non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, nè locale, nè nazionale. La loro voce, i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sè stessi. I cittadini che si fanno politica. Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned".

sabato, settembre 15, 2007

4 stelline, 4 paperelle, 90 bombe atomiche..

Lo vieta la legge e in più occasioni in passato lo ha dichiarato anche il governo, ma l'Italia è un paese nucleare. A rivelarlo è uno studio americano, secondo il quale sul territorio italiano ci sono 90 bombe atomiche statunitensi. Una presenza della quale si parla molto poco, ma che ha un peso strategico importante negli equilibri internazionali. Sul tema sono intervenuti alcuni esponenti di Rifondazione, che stanno anche promuovendo una raccolta di firme.

A rigor di legge, la presenza di questi ordigni non sarebbe consentita: la legislazione la vieta espressamente dal 1990. Il nostro Paese ha inoltre sottoscritto i trattati internazionali di non proliferazione nucleare e ha dichiarato di non far parte del club atomico, con tutti gli obblighi internazionali che ne derivano.

Secondo il rapporto "Us nuclear weapons in Europe" dell'analista statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington, invece, l'Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane presenti nel Vecchio continente. Cinquanta sono nella base di Aviano, in Friuli, e altre 40 si trovano a Ghedi, nel Bresciano.

Tra Italia e Stati Uniti esisterebbe anche un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell'associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: "Stone Ax" (Ascia di Pietra). Le bombe atomiche in Italia sono di tre modelli: B 61-3, B 61-4 e B61-10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all'atomica di Hiroshima; il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton.

Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l'opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche ed ha avviato la produzione di bombe atomiche tattiche di potenza limitata, non escludendo di servirsene contro i Paesi considerati terroristi. Almeno due di questi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri di stanza in Italia.

I risultati dello studio hanno dato forza alle proteste di alcuni esponenti di Rifondazione. "E' da molto tempo che denunciamo la presenza di bombe atomiche sul territorio italiano", dice la senatrice Lidia Menapace della commissione Difesa. "Quando siamo stati ad Aviano in missione per la commissione abbiamo chiesto al comandante italiano se era a conoscenza della presenza di armi nucleari nella base e lui rispose che non lo sapeva". "Stiamo raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare per liberare il territorio dalle armi nucleari americane", aggiunge il senatore Francesco Martone, capogruppo Prc in commissione Esteri.

giovedì, settembre 13, 2007

luttazzi su grillo

Hanno fatto parte tutti e due della nazionale censurati: Beppe Grillo dopo la storiella sui socialisti in Cina (Fantastico 7), Daniele Luttazzi per l’intervista a Marco Travaglio su Berlusconi (Satyricon). Hanno danzato a lungo sulla sottile linea rossa che divide la satira dall’impegno. Adesso — dopo l’8 settembre del vaffa... e la manifestazione di Bologna — le loro strade si separano. Daniele Luttazzi attacca Beppe Grillo. Critica nel merito il suo disegno di legge popolare, «fa acqua da tutte le parti». E lo accusa di fare «populismo», di «pensare che una legge possa risolvere la pochezza umana, e questa è demagogia».
Non c’è nemmeno una parola di apprezzamento nelle tre pagine che Luttazzi ha inviato al sito internet di Micromega. No al limite di due legislature proposto da Grillo perché «l’esperienza può essere utile». No al divieto di elezione per chi è condannato in appello perché «i gradi di giudizio sono tre e il problema è la lentezza della giustizia ». E no anche al terzo punto della legge d'iniziativa popolare, il più popolare persino fra i politici: quel ritorno al voto di preferenza che, secondo Luttazzi, in passato «non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano né impedito di scegliere autentici filibustieri ».
Fin qui il merito. Ma le parole più appuntite devono ancora arrivare. E colpiscono proprio con quello stile alla David Letterman che Luttazzi ha portato a casa nostra: «Di Pietro aderisce alla sua iniziativa e Grillo dice che è uno per bene. Brrrrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo ». E ancora: «Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze,manon è democrazia dal basso: è flash mobbing». Fino all’accusa di «ambiguità» perché «vuole ergersi a leader di un movimento politico, continuando a fare satira, un passo che Dario Fo non ha mai fatto ».
Con un invito finale che sa di sberleffo: «Scegli, Beppe! Magari nascesse il tuo partito. I tuoi spettacoli diventerebbero davvero dei comizi e nessuno dovrebbe pagare il biglietto. Oooops». Sembra esserci qualcosa di personale. Eforse c’è. Quando tempo fa Luttazzi aprì il suo blog dove parlava anche di politica in molti gli scrivevano per invitarlo ad «unire gli sforzi con Grillo», e dare insieme a lui una «lezione alla politica ».
Lui ha sempre declinato, preferendo rimanere in seconda linea. L’anno scorso a Padova, durante uno spettacolo di Luttazzi, i fan di Grillo invasero il palazzetto di volantini con la scritta wanted e le foto dei politici condannati. Luttazzi li fece togliere. Quello che teme è essere confuso e fuso con il comico genovese che, forse, in caso di alleanza gli ruberebbe la scena. Anche ieri Grillo è tornato a difendere la sua manifestazione: «Altro che antipolitica — ha scritto sul suo blog—quel popolo andrebbe ringraziato. È la valvola di sfogo di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro, un momento di democrazia ».
Poi cita un’altra persona che ha danzato a lungo su quella linea sottile che divide satira e impegno: «La libertà è partecipazione», Giorgio Gaber. Meglio la piazza che stare sopra un albero.

mercoledì, settembre 12, 2007

pollice verso

Ci sono sette indagati, dalla Procura della Repubblica di Bari, nell'ambito delle indagini (iniziate nel giugno del 2006) condotte dalla Guardia di finanza del capoluogo pugliese sui test di ingresso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria delle Università di Bari, Chieti e Ancona. Nei giorni scorsi le Fiamme gialle hanno eseguito una serie di perquisizioni e sequestri presso gli atenei delle tre città e nei confronti degli indagati per i quali si ipotizzano i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato. Un'organizzazione collegata con personale interno, amministrativo e docente, che garantiva "aiuti esterni" ai candidati per superare il test. Una cinquantina gli studenti coinvolti.

I nomi degli indagati. Ad Ancona l'avviso di garanzia è stato notificato al professor Maurizio Procaccini, direttore dell'Istituto di Scienze odontostomatologiche e presidente del corso di laurea di Odontoiatria e protesi dentaria dell'università politecnica delle Marche; a Bari al ginecologo Giuseppe Varcaccio, che è anche consigliere comunale di An a Bari, che aveva un figlio che partecipava ai test; a Marcantonio Pollice, al figlio Giulio e a sua moglie Paola Favaretto, titolari della società di Polignano a Mare (Bari) che preparava gli studenti ai test; all'esperto di informatica Francesco Avellis, e ad Emanuele Valenzano, papà di una studentessa che partecipava ai test. Dalle indagini è emerso che i 'centri di ascolto', come li ha definiti il procuratore di Bari Emilio Marzano, che inviavano le risposte si trovavano nell'ufficio di Varcaccio, nel Policlinico di Bari, e nell'abitazione di Emanuele Valenzano.

Il prezzo dell'"assistenza". Agli studenti venivano chiesti fino a 8000 euro per frequentare un corso di preparazione con la garanzia di "assistenza" durante la prova, e fino a 30.000 euro se poi l'esame veniva superato.

Mussi, "Un altro caso" a Catanzaro. Il ministro dell'Università Fabio Mussi aveva segnalato un altro caso di "buste aperte prima di un concorso". Si tratta dell'università Magna Grecia di Catanzaro, in cui ci sarebbe stata una sottrazione di modelli dai plichi inviati all'ateneo per i test di ammissione a Medicina. Sulla vicenda indaga il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio. Proprio nell'ateneo ci sarebbero stati quattro casi di massimo dei voti sui sette registrati in tutta Italia: una percentuale che fa ipotizzare presunte irregolarità. L'inchiesta è stata avviata sulla base di un esposto presentato dal rettore Francesco Saverio Costanzo, e dal preside di Medicina, Giovanbattista De Sarro. Dagli accertamenti è emerso che il numero di modelli sarebbe inferiore a quello previsto e dichiarato nel verbale di consegna.

La dinamica. L'organizzazione aveva provveduto a iscrivere, per ogni studente, almeno un'altra o più persone incaricate di aiutare direttamente l'interessato o di comunicare all'esterno il contenuto del questionario. A comunicazione avvenuta, l'organizzazione, dislocata in due "sale operative", provvedeva all'invio delle risposte agli studenti con sms o telefonate.

Le "staffette". In alternativa, c'erano degli "accompagnatori" incaricati di portare all'esterno delle aule i questionari e di consegnarli a "staffette" munite di scooter che a loro volta avrebbero recapitato i documenti presso le "sale operative".

La composizione delle aule. Negli atenei coinvolti ci sarebbe stato anche un tentativo di concordare la composizione delle aule, al fine di agevolare gli studenti che dovevano assolutamente superare la prove. Nell'ateneo di Bari, tuttavia, il tentativo è fallito: alla vigilia del concorso il rettore ha ricollocato gli studenti secondo l'età anagrafica evitando così che persone non interessate alla prova, come genitori e accompagnatori, potessero interferire.

L'inchiesta. L'attività illecita è stata monitorata dalle Fiamme gialle baresi sia attraverso intercettazioni telefoniche sia con pedinamenti, appostamenti, riprese video e foto.

Il rettore: "Sono sereno". "Sono sereno, quello che potevamo fare per blindare l'esame lo abbiamo fatto e questo ci è stato riconosciuto dal ministero e dalla Procura di Bari, ma allo stesso tempo esprimo indignazione e amarezza per quanto rivelato dall'inchiesta, noi siamo davvero la parte lesa". Così il rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli. Che non si pronuncia sulla possibile invalidazione della prova: "La decisione - dice - spetterà al ministero".

venerdì, settembre 07, 2007

Creative Camp "Bollenti Spiriti"

La creatività è al centro delle politiche giovanili della Regione Puglia. E per la creatività c’è bisogno di luoghi.

La Regione Puglia sta finanziando la nascita di 65 Laboratori Bollenti Spiriti: luoghi pubblici che saranno ristrutturati da 132 comuni, affidati con bando pubblico ad associazioni e imprese giovanili e messi a disposizione delle diverse forme di espressione e creatività dei giovani pugliesi.

Vecchi Immobili dimessi, edifici scolastici in disuso, palazzi storici abbandonati, ex monasteri, mercati o caserme diventeranno laboratori per rispondere ai bisogni giovanili e alle vocazioni dei territori.

Ma, per realizzare politiche della creatività, è necessario che i giovani creativi (e chi lavora con loro) siano attivamente coinvolti. Tutti partecipanti, nessuno spettatore. La stessa filosofia del Barcamp.

Il Barcamp della creatività giovanile in Puglia è soprattutto un esperimento per promuovere il protagonismo dei giovani creativi, far nascere relazioni e collaborazioni, condividere le risorse, interconnettere le reti esistenti, aggirare le barriere tra i diversi “ambienti”. Costruire Comunità.

per tutte le altre informazioni utili: http://barcamp.org/BollentiSpiritiCreativeCamp

io ci andrò, contattatemi se avete voglia di parlare di qualcosa, di qualche progetto. E fatevi vedere!

martedì, settembre 04, 2007

parigi 2006: mai cos' tanta pioggia negli ultimi 30 anni. Londra 2007:

Caos nei trasporti nella capitale britannica. I londinesi appena rientrati dalle vacanze si trovano a dover affrontare un vero incubo: le metropolitane ferme per uno sciopero di 72 ore degli addetti alla manutenzione di nove delle undici linee, destinato a paralizzare il traffico della capitale britannica praticamente fino a venerdì mattina, quando tutto dovrebbe tornare nella norma. Lo sciopero è cominciato ieri pomeriggio alle 18 (le 19 in Italia) e terminerà alla stessa ora di giovedì 6 settembre, ma i sindacati hanno già programmato anche una serie di agitazioni nelle settimane successive. E da lunedì si potrebbe ricominciare per altre 72 ore. L'astensione dal lavoro arriva nel momento cruciale della fine delle vacanze e della ripresa di tutte le attività. A incrociare le braccia, per rivendicare la sicurezza sul lavoro e le pensioni, sono circa 2.300 aderenti al sindacato più rappresentativo, Rail, Maritime and Trasnsport (Rmt), e lo sciopero coinvolge nove linee. Solo la "Jubilee Line" e la "Piccadilly", che attraversano Londra da nord a sud, saranno aperte perché la manutenzione è affidata a un'altra ditta. Già ieri sera le stazioni della metropolitana erano presidiate da picchetti, e alle fermate di autobus e taxi c'erano lunghe file di persone in attesa. Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, che ha detto di temere la paralisi della città, non è riuscito a evitare la protesta, da lui definita "senza motivo". La situazione è precipitata dopo il fallimento della Metronet, la società che si occupa della manutenzione di nove delle linee della metropolitana di Londra, pari a circa 80 per cento della rete, privatizzata nel 2000 dall'ex premier laburista Tony Blair e che finora ha registrato un buco di 1,2 miliardi di sterline. Lettere sono state spedite ai dipendenti per rassicurarli sul loro futuro, ma i sindacati non le hanno ritenute sufficienti. Altri due sindacati, che rappresentano circa 900 dipendenti, hanno annullato lo sciopero all'ultimo momento, ritenendo che le loro rivendicazioni fossero state accolte.

sabato, settembre 01, 2007

notizie dalla terra di Albione

Un'orgia con 5 squillo: così Cristiano Ronaldo, stella del Manchester United, avrebbe festeggiato la prima vittoria stagionale dei Red Devils. Dopo il successo per 1-0 contro il Tottenham nella quarta giornata di campionato, il portoghese avrebbe organizzato un festino nella sua villa alle porte di Manchester, come racconta il quotidiano "The Sun". Ronaldo, che oggi sconta l'ultima di tre giornate di squalifica, si sarebbe rivolto a un'agenzia di Leeds per ingaggiare 5 "escort" che sono arrivate a destinazione dopo un viaggio di quasi 100 km in taxi.
Per tutta la notte tra domenica e lunedì, c'è stato un continuo viavai tra piscina, spogliatori, idromassaggio e giardino. Tra gli ospiti del festino, immortalati dai cellulari di alcune ragazze, anche un compagno di Ronaldo, il brasiliano Anderson, acquistato durante l'estate dal Manchester United, che sarebbe il protagonista di un video girato da una delle escort. Il fantasista sarebbe stato ripreso mentre si aggirava in mutande per la casa. Accanto a lui, un paio di ragazze completamente nude.

lunedì, agosto 27, 2007

un sogno

Caro Berardino,

Ancora complimenti per la tua vincita del posto all’EPEC di Vilamoura,
Portogallo del 19, 20 e 21 ottobre 2007!

Il pacco premio include una stanza doppia per 3 notti in albergo 4
stelle vicino al casino’. La somma del pacco premio che rimarra’ sara’
accreditata sul tuo conto giocatore nel corso dell’estate. Prima di
arrivare in Portogallo, ti invieremo direzioni specifiche in modo da
arrivare al tuo albergo senza problemi. Tuttavia e’ la tua
responsabilita’ prenotare il volo fino a Vilamoura.

Una volta al mese ti invieremo una newsletter contenenti dettagli e
notizie sul tuo soggiorno di 3 giorni, come ad esempio spiaggie e feste
private in luoghi esclusivi.
Durante la finale dell’EPEC, potrai godere del calore dell’ospitalita’
portoghese e giocare in uno dei tornei freeroll piu’ importanti d’Europa
al Casino’ Vilamoura.

adoro.

Al Kalkscheune, il Bottom Line di Berlino, sembra di essere tornati ai tempi delle Ronettes. Sul palco si agita una cantante dai capelli corvini vistosamente cotonati, una Ronnie Spector postmoderna che con l'eyeliner ci è andata pesante e con i tatuaggi ancor di più. Ma quando comincia a cantare è un rock-soul ruvido, infuso di jazz, che manda in visibilio la sala. Amy Winehouse, 23 anni, londinese, ci dà dentro con una grinta, una determinazione e una morbosità che in questi anni le Britney e le Beyoncé avevano completamente narcotizzato. Il suo timbro è talmente appassionato, a tratti distruttivo, che sulla scena è capace di trasformarsi in pochi istanti da impetuosa Cleopatra rock in una tormentata Nancy Spungen piena di energia punk. Ai tempi di Janis Joplin ci avrebbe già lasciato le penne.

Tra un concerto e un matrimonio, Amy Winehouse ha trascorso l'estate entrando e uscendo da una clinica all'altra. Eroina, crack e alcol: una pericolosa dipendenza da cui né Blake Fielder-Civil, il giovane marito non propriamente estraneo ai fatti, né i genitori riescono a tenerla lontana. Giovedì scorso, l'ultimo capitolo della rovinosa novela: la coppia è stata fotografata all'uscita del Sanderson, un albergo londinese, in condizioni drammatiche. Lei escoriata, il make-up sfregiato, macchie di sangue sull'abito e sulle scarpe, spaventosamente magra; lui sfigurato da graffi profondi sulle guance e sul collo. La violenta baruffa notturna è stata udita da tutti gli ospiti dell'hotel. La cantante ha solo fatto un commento lapidario per scagionare il marito: "Non è colpa sua, Blake mi ha solo salvato la vita".

Amy Winehouse è cresciuta nel quartiere di Southgate fino a nove anni, quando suo padre Mitch, ebreo londinese di professione autista, e sua madre Janis, farmacista, si separarono. A scuola non ebbe vita facile, "fui bollata come iperattiva e mi tagliarono le gambe". A dieci anni formò con Juliette, l'amica del cuore, un duo alla Salt-N-Pepa battezzato Sweet'N'Sour; a quindici aveva già confidenza con il grande repertorio jazz. È stato Simon Fuller, l'uomo che ha inventato le Spice Girls e il reality "American idol", a scoprirla: "Era Mahalia Jackson, Aretha Franklin e Courtney Love in una sola cantante".

Frank, l'album d'esordio del 2003, ha venduto 250 mila copie in Inghilterra, ma il secondo, Back to black, ha superato ogni aspettativa. In pochi mesi la Winehouse ha fatto il grande salto, diventando la rockeuse numero uno della scena internazionale, protagonista di tutti i più importanti festival estivi, come l'affollatissimo Coachella, negli Usa (il suo album è prepotentemente entrato nella top ten di Billboard superando il milione di copie vendute; questa settimana è al n°14), collezionando un numero impressionante di copertine, dai tabloid a Spin e Rolling Stone.

"Il sogno rock si è miseramente infranto. Era una religione i cui adepti si sono dispersi. Solo ascoltando Amy Winehouse ho avuto la certezza che il rock può ancora generare un culto", ci ha detto George Michael. Prince ha eseguito, in molti concerti del suo tour estivo, Love is a losing game, pezzo forte di Back to black, e gli Arctic Monkeys, campioni del nuovo rock, hanno inserito in scaletta You know I'm no good. Ma Amy è piuttosto scettica quando si parla di rock: "Non conosco nessuna canzone dei Led Zeppelin o dei Pink Floyd", dice. "Sono cresciuta con Sinatra, Tony Bennett, Dinah Washington, Etta James. E ho una venerazione per i gruppi vocali femminili degli anni Sessanta, Ronettes, Shirelles, Shangri-Las".

Spesso le cantanti di temperamento sono timide e spaesate fuori dalla scena, la Winehouse invece ha nella vita la stessa prepotenza che sfodera davanti al microfono. "Non ho niente da nascondere", borbotta imbronciata, cercando di sciogliere con le dita i nodi delle complicate extension che usa per rendere più aggressiva la sua acconciatura. "Quella che i tabloid hanno ingaggiato con me è una guerra persa. Non voglio spendere una lira per denunciarli, sono io stessa che li metto sulle tracce della mia vita privata. In che modo? Con le canzoni, perché io scrivo solo dei miei sentimenti. Morirei se non lo facessi. Lo so, non c'è niente di spettacolare nella giornata di una come me, ma la musica è l'unica terapia che ho a disposizione per trasformare un fallimento in vittoria. Vi piace Rehab? Bene, parla del mio tentativo di superare la mia tossicodipendenza. Sono andata in un centro solo perché mio padre ha voluto che lo facessi. Ma sa come vanno queste cose, se non sei tu a deciderlo...".

L'album Back to black è interamente ispirato a una love story naufragata, quella con il 23enne Blake Fielder-Civil, assistente alla produzione di videoclip e spot pubblicitari. "Un grande amore, l'ho tradito e sto pagando", ci raccontò la scorsa primavera, quando i segni della sua dipendenza non erano ancora così vistosi. Per farsi perdonare, si fece tatuare il nome di lui all'altezza del cuore. La storia d'amore, almeno quella, ha avuto un lieto fine. "Blake si è preso le sue rivincite, ma alla fine ci siamo sposati" (lo scorso maggio a Miami).

Così anche i tabloid americani hanno cominciato a brontolare: ecco un'altra bella coppia alla Kate Moss-Pete Doherty. "Per forza", incalza lei, "ho raccontato tutto di me: le sbronze, la bulimia, la depressione maniacale". E di quella notte ad alto tasso alcolico in cui in una rissa da pub ci ha rimesso un canino. Ha dovuto sospendere un concerto alla Brixton Academy di Londra dopo che, ubriaca fradicia, ha vomitato sul palco. Durante un talk show televisivo, ha chiesto "un bicchiere di qualcosa", e ha sputato in diretta quando si è accorta che le avevano servito dell'acqua. Dopo la "notte di sangue" al Sanderson, tutti gli impegni americani sono stati cancellati. Confermato (per ora) il tour d'autunno in Europa, con una data italiana prevista per il 26 ottobre al Rolling Stone di Milano.

domenica, agosto 26, 2007

ma non te ne dovevi andare dopo il referendum sulla devolution?




Umberto Bossi, Senatur, dai duemila metri del Passo San Marco in provicia di Bergamo, rilancia la battaglia sulle imposte. E lo fa usando toni minacciosi e frasi sopra le righe, nel corso della manifestazione che avvia la raccolta di firme per la protesta fiscale: "A loro interessano solo i nostri soldi - attacca, riferendosi al governo - i lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c'è sempre la prima volta". Parole che, come prevedibile, suscitano una bufera nel mondo politico, con reazioni indignate del centrosinistra.
Le parole di Bossi. "Andremo in fondo - dice il numero uno leghista - non ci fermeremo a metà, costi quel che costi. La rivolta e la protesta fiscale sono parte della lotta di liberazione in atto perchè il Nord ha le scatole piene di uno Stato delinquenziale". E ancora: "Davanti alla rapina delinquenziale dell'estate che toglie la libertà, sappiamo come reagire ed arrivare al bersaglio. La protesta fiscale non è la fine del mondo ma una parte della lotta per la libertà". E infine: "Se la Lombardia chiude i rubinetti l'Italia muore in cinque giorni perché vivono con i soldi dei lombardi. I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c'è sempre la prima volta". Le rezioni del centrosinistra. "Spero che qualcuno dei suoi alleati dica parole chiare, inequivoche e spero definitive su tutte le cose: Roma, tasse e fucile", commenta da Parigi Walter Veltroni - sono tre cose su cui c'è attendersi che i suoi alleati abbiano qualcosa da dire". "La migliore risposta a Bossi è il silenzio", replica al leader del Carroccio il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi. Marco Rizzo del Pdci: "I suoi sono proclami pericolosi ed eversivi". Il verde Angelo Bonelli: "E' terrorismo politico". E il diessino Giuseppe Giulietti: "Ora si scusi, come ha fatto Fanny Ardant (l'attrice aveva definito Renato Curcio "un eroe", poi ha fatto marcia indietro". L'imbarazzo del centrodestra. Maurizio Gasparri di An: "I fucili di Bossi sono verbali, con Prodi invece sono arrivati in Parlamento personaggi che hanno usato pistole vere nelle file del terrorismo; e nel suo schieramento ci sono consigliori come chi ha ordinato l'esecuzione di Calabresi. Per non dimenticare le esecuzioni politiche, come quella del generale Speciale decisa da Visco". Comprensivo ma non troppo verso il leader leghista il vicepresidente del gruppo Udc alla Camera, Maurizio Ronconi: "Bossi è come al solito un cane che abbia, ma non morde e, tuttavia, con le sue affermazioni continua ad offrire argomenti ad una sinistra ormai con l'acqua alla gola".

noi global


Era il 22 agosto del 1967 quando Jim "Mj" Delligatti portò in tavola un piatto che avrebbe rivoluzionato il fast food. L'idea gli era venuta un paio di anni prima ma Jim, proprietario di un McDonald's ad Uniontown, in Pennsylvania, si era scontrato per mesi con i manager della catena di ristoranti che in una dozzina d'anni erano riusciti ad imporre il loro marchio negli "States". Il più scettico era Ray Croc, uno dei mitici fondatori di quello che sarebbe diventato l'impero mondiale del fast food, ma la cocciutaggine di Delligatti - un cognome che denota origini italiane - alla fine venne premiata: il Big Mac era nato.

"Quarant'anni fa non avrei mai immaginato che la mia creazione potesse diventare un pezzo della tradizione americana" ha raccontato Delligatti al Pittsburgh Tribune Review. "Diciamo che meglio di così non poteva andare. È andato tutto bene fin dal primo giorno; l'unica cosa che ci prese un po' di tempo è stata la salsa".

Quel 22 agosto il Big Mac venne venduto a 45 cents, oggi costa 2,75 dollari. Jim Delligatti avrebbe voluto chiamarlo "Big Mick", in onore del figlio Mike, ma alla fine si convinse che il nome suggeritogli dai manager poteva andare bene. Oggi la ricetta sembra semplice, ma quarant'anni fa nessuno ci aveva ancora pensato: pane con sesamo, cipolla disidratata, insalata tritata, sottiletta, salsa e doppio hamburger.

Nel McDonald's di Uniontown ebbe fin da subito un incredibile successo, tanto che nel giro di poche settimane il "Big Mac" venne venduto anche negli altri ristoranti della catena a Pittsburgh e nel giro di un anno divenne parte fissa del menù di tutti i McDonald's degli Stati Uniti.

Fu soprattutto grazie al "Big Mac" che l'ascesa della McDonald's ai vertici mondiali del fast food divenne inarrestabile. Un vera potenza americana e multinazionale, e come tale negli ultimi dieci anni diventata il simbolo del male: prima tra chi la criticava per il cibo non proprio salutare: 540 calorie (di cui 270 da grassi) e 1040 milligrammi di sodio, poi tra i "no global" come punta di lancia dell'americanizzazione del mondo.

Il gigante del fast food ha dovuto far fronte ad attacchi di ogni genere: film, documentari e inchieste, che in alcuni casi sono riusciti a provare la cattiva qualità del cibo, costringendo la McDonald's a cambiare menù; ma anche attentati, vetrine infrante, cause legali. In compenso nel 1986 ottenne un onore insperato: l'Economist creò un indice (informale) per misurare l'andamento del potere di acquisto delle valute rispetto al dollaro Usa e lo chiamò "Big Mac Index".

Oggi il "Big Mac" viene servito in 300mila ristoranti sparsi in più di cento paesi del mondo. Solo negli Stati Uniti (in 13.700 ristoranti) ogni anno ne vengono consumati 550 milioni (uno ogni 17 secondi), una classifica che vede al secondo posto il Giappone con 150 milioni. Solo in India, dove la mucca è sacra, la McDonald's ha autorizzato una ricetta diversa e il "Big Mac" è stato sostituito dal "Maharaja Mac", fatto con carne di pollo.

Quel 22 agosto del 1967 erano passati quaranta anni da quando i fratelli Dick e Mac McDonald avevano aperto ad Arcadia - cittadina della San Gabriel Valley, una trentina di chilometri a nordest di Los Angeles - un baracchino di hot dog che divenne ben presto popolare come il "California sexy hot dogs". Tre anni dopo Dick e Mac aprirono il primo ristorante McDonald a San Bernardino, California, lungo la famosa "Route 66", ma fu solo nel 1953 che iniziarono a dare in franchising il marchio McDonald's. Il secondo ristorante venne aperto a Phoenix, Arizona, e fu anche il primo ad avere come disegno il famoso arco dorato oggi riconoscibile da miliardi di persone in ogni parte del mondo.

Per celebrare il quarantesimo anniversario del "Big Mac" Jim Delligatti, che oggi ha 89 anni, ha voluto aprire un "Big Mac Museum and Restaurant" a North Huntigton, sempre in Pennsylvania. Ci sono cimeli che ricordano gli anni Sessanta, ci sono foto celebrative, c'è soprattutto una statua formato gigante del più popolare panino del mondo.

mercoledì, agosto 22, 2007

sono (finalmente) stanco

Era ora.
Ieri sono tornato a casa alle 2. Non ero nella mia macchina. Non so nemmeno quando potrò riutilizzare l'espressione "mia" macchina. Potrebbe essere stasera come fra 3 mesi.

I miei compagni di squadra Katenacciari e le loro stoiche fidanzate (che ringrazio di cuore, davvero) mi hanno fatto compagnia praticamente sino all'arrivo dei Calacorviniani, i quali hanno dimostrato che me ne dovevo andare proprio a dormire.

Sono finalmente stanco. Non ce la faccio più a studiare, non ce la faccio più a concentrarmi, a uscire la sera, a pianificare, a vedere gente.
Sono finalmente stanco e sono finalmente nelle condizioni psico-fisiche per iniziare a dire di no, a tirarmela.

Che cagata tirarsela. Sulla carta. In questo 2007 mi è arrivato due volte questo suggerimento: "tiratela". Mi è arrivato da Proforma e da Coolclub, forse le migliori realtà con cui ho impattato sinora. Non capivo, non ho mai capito chi mi diceva delle cose del genere. Sono un povero a me, come posso tirarmela.

Ora ho capito.
Toccando il fondo assoluto della sfiga ho ritrovato un pò di luce.

Ho finalmente ammesso a me stesso questa specie di bulimia da uscite, organizzazioni, eventi, cose da fare. Questa specie di febbre da cui mi sono fatto prendere. Dovevo fare tutto, essere ovunque, studiare, vivere, magari non dormire, non riposare. Appunto, come una febbre, come una malattia.


E ho finalmente spostato il focus da me agli altri. Nel senso che se questa mia specie di bulimia è legata a un'altra piccola ossessione, ovvero quella di fare il "giovane", posso anche mettermi in pace, perchè per quanto io possa mettere sul piatto tutte le energie possibili e immaginabili, non sono solo.
Quando mi trovo in situazioni di dipendenza, come ieri, ti accorgi di questo. Che alla fine è la gente che ti sta attorno ad essere distratta,egoista, vecchia, finita. E che tu potrai metterci tutto l'impegno di questo mondo, ma che comunque non dipenderà (solo) da te.

E perciò, non mettiamoci più tutto l'impegno di questo mondo. Sono finalmente stanco, e forse un pò più sereno.

Sono finalmente stanco e ho finalmente capito.

paga zero, togliti il pensiero

Valentino Rossi ora rischia di perdere la sponsorizzazione di Fastweb. Gli abbonati al servizio infatti sono furibondi con il campione per la nota vicenda-fisco e minacciano ritorsioni se l'azienda continuerà ad utilizzarlo come testimonial. Lo scrive 'A', il settimanale in edicola giovedì 23 agosto che aggiunge che Fastweb è stata subissata da proteste degli abbonati. Ora l'azienda starebbe riflettendo sull'opportunità di proseguire il rapporto con Rossi.

lunedì, agosto 20, 2007

è assai il danno


In Venezuela non esiste l'ora legale, ma dall'anno prossimo ci sarà una nuova ora ufficiale: il presidente Hugo Chavez ha deciso di spostare le lancette dell'orologio di mezz'ora in avanti a partire dal prossimo primo gennaio, recuperando così 30 minuti di scarto rispetto al meridiano di Greenwich, attualmente spostato di quattro ore. In pratica, la giornata venezuelana diverrà più lunga, permettendo alla 'Nuova Rivoluzione Bolivariana' avviata nove anni fa, di avere più tempo utile a disposizione per progredire.

L'annuncio del bizzarro provvedimento è stato dato dallo stesso Chavez nel corso di un torrenziale e non sempre lucidissimo soliloquio in diretta, della durata di ben sette ore, coinciso con la trasmissione del programma 'Alo, Presidente!' alla radio nazionale. A far da spettatore, e da occasionale interlocutore, il solo ministro per la Scienza e la Tecnologia, Hector Navarro.

Il leader di Caracas non ha fornito indicazioni approfondite per giustificare il mutamento di orario, se non uno sbrigativo: "E' una questione di metabolismo, il cervello umano è condizionato dalla luce solare". Navarro a sua volta ha giustificato la trovata del presidente spiegando che la maggiore durata del tempo diurno "agevolerà tutti i venezuelani, nel lavoro e nello studio".

Chavez si è quindi ripreso la parola, precisando che la Legge sulla Meteorologia sarà emendata di conseguenza per essere uniformata alla novità: non è tuttavia chiaro se, grazie a essa, il Paese sud-americano subirà anche un trasloco sulla mappa dei fusi orari.

domenica, agosto 19, 2007

un mese fa ero seduto proprio a quel tavolino

Colto da un raptus, ha diretto la sua auto contro i tavolini affollati di un bar all'aperto, nel centro di Torino. Dopo averli colpiti in pieno, ha fatto retromarcia e si è lanciato nuovamente verso i clienti del locale in piazza Vittorio Veneto, prima di fuggire. Sette le persone ferite, di cui due in gravi condizioni. L'uomo, Claudio Fracchia, 40 anni, disoccupato, è stato subito arrestato dai carabinieri per tentato omicidio plurimo.

La follia del quarantenne ha sconvolto una tranquilla serata nel centro di Torino, tra gente che passeggia e frequenta locali storici come il caffè Vittorio Veneto, sul quale Fracchia ha puntato la sua Volkswagen Polo. L'utilitaria è salita sul marciapiede, accanto a una piazzola dei taxi, ed è piombata sugli avventori, tra la sorpresa e il terrore generale. E' stato poi bloccato da una pattuglia di carabinieri in servizio nel centro.

"Ho avuto un raptus improvviso al quale non ho saputo resistere" ha detto l'investitore ai carabinieri della compagnia san Carlo, che l'hanno interrogato nella notte. "Nessuno mi capisce, sono una vittima del sistema". Fracchia non era né ubriaco, né sotto effetto di stupefacenti, ma da anni è seguito dai servizi di igiene mentale. Vive solo, con un cane, che era sull'auto al momento del raptus di follia.

Tra i sette feriti i più gravi sono una ragazza di 17 anni, ricoverata in prognosi riservata al Cto di Torino e una donna di 40 anni, alle Molinette. Gli altri investiti hanno prognosi tra i cinque e i dieci giorni. Secondo le prime informazioni, nessuno dei clienti del bar conosceva l'investitore.

sabato, agosto 18, 2007

un'altra giornata di agosto difficile e solitaria

Libero di scegliere in ogni situazione
essere me stesso anche in questa dimensione
lanciami la lenza se mi vuoi fare abboccare
mentre brindo a quelle cose che non ho voluto fare

se tu mi chiedi la tua strada qual è io ti rispondo
che no, non lo so perché ancora cerco
di essere libero dentro di me

otto ohm - primo maggio

che meraviglia..

"Parlare di resurrezione è troppo, ma comunque è difficile che Cassano muoia. Mia madre mi ha trasmesso sin dalla nascita una sicurezza tale che persino oggi, dopo un anno e mezzo difficile a Madrid, mi fa sentire così forte". Non c'è astio nelle parole di Antonio Cassano, ma semplicemente la prova di una grande forza interiore che stamane ha mostrato per la prima volta un lato sconosciuto del carattere del barese. Sempre ironico ("perché se non scherzo, cosa volete che faccia?"), ma mai sopra le righe.
"Ho 25 anni, non sono ancora vecchio: ho davanti a me almeno altri 7-8 anni per fare grandissime cose" è stato l'esordio di Cassano, presentato con parole di miele dal presidente Garrone: "L'ho conosciuto stamane, ed anche se di lui è spesso parlato come di una sorta di Gianburrasca, vi posso assicurare che è un ragazzo dotato di grande umanità e responsabilità. E poi, chi come lui ha simili doti sul campo, non può essere un pesce freddo".
Avrà la maglia numero 99. "In parte è un omaggio a Ronaldo, un mio grande amico. Il 18 era già occupato, così ho fatto questa scelta. Mi sembra che il numero mi doni. E poi, nove più nove fa diciotto, dunque...". Mai presa in considerazione l'ipotesi di prendere il numero 10: "Quello appartiene a Flachi, che conosco bene, e spero possa tornare in campo al più presto. Sono qui da due giorni, e volete che tolga la maglia a una persona seria come lui?".
L'a.d. Marotta ha spiegato che la Samp ha acquisito il cartellino del giocatore con la formula del prestito con diritto di riscatto da esercitare nei primi 15 giorni del mese di giugno 2008. Se son rose fioriranno. Nel frattempo, Cassano ha ammesso di "essere sopra il mio peso-forma di due-tre chili, ma entro una settimana sarò a posto. Voglio andare in campo al più presto". Garrone l'ha messa sul ridere: "Va sicuramente meglio a lui che al presidente...".
Almeno 2000 persone hanno atteso Cassano fuori dallo Starhotel. E, quando Cassano alle 11.40 si è affacciato da un'uscita secondaria per lanciare la maglia alla folla, i vigili urbani hanno dovuto chiudere la strada al traffico in via Tommaso Invrea, davanti alla stazione Brignole.
Avrebbe potuto guadagnare molto di più altrove. Il Manchester City di Eriksson, tanto per fare un esempio, gli aveva offerto otto milioni di euro netti per un anno. "Ma io volevo la Samp, me ne hanno parlato tutti benissimo. E poi qui ha giocato Mancini, un mio fan, per quindici anni".
Fra mille elogi, Cassano ha cambiato espressione solo quando gli hanno riferito le parole (positive) di Capello: "No comment...". Non sa ancora dove andrà ad abitare, ma ha già le idee chiare al riguardo: "Voglio una villa sul mare, perché svegliarmi la mattina con il sole e il mare sullo sfondo mi rende felice. Mi mancava l'Italia. Avevo la necessità di tornare qui. Fuori dal mio Paese, non sono un granchè".
Oggi, alle 16, dopo il pranzo con Garrone e Marotta, il primo allenamento a Bogliasco e la presentazione ai compagni. Anche lì, sarà Cassanomania.

venerdì, agosto 17, 2007

giovani fin da giovani

Una prostituta è stata arrestata a Napoli con l'accusa di violenza sessuale su un minore. E' stata colta in flagranza di reato con un tredicenne nella zona dell'ex mercato del pesce, alla periferia del capoluogo campano.

Il ragazzino era arrivato in via Ponte della Maddalena con due amici, uno di 12 anni e uno di 14. In tasca avevano 15 euro ciascuno. E volevano avere un rapporto sessuale con delle prostitute, molto probabilmente il primo della loro vita. E' finita con una squillo arrestata e un'altra denunciata per atti osceni in luogo pubblico.

Inizia tutto poco dopo le 23 della sera tra il 14 e il 15 agosto quando i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli, durante un'azione di controllo, si sono insospettiti per la presenza di un dodicenne in una zona solitamente frequentata da prostitute. Fermato dai carabinieri il ragazzino, imbarazzato, ha subito ammesso. Ha raccontato che stava aspettando due suoi amici, che 'stavano con delle donne' e ha indicato anche dove.

Sono subito scattate le ricerche. Uno dei ragazzini era quasi sul ciglio della strada, l'altro in una zona più interna: entrambi stavano avendo rapporti sessuali, protetti. Alla vista dei carabinieri hanno iniziato tutti a scappare. Sono stati bloccati solo il tredicenne e le due prostitute nigeriane: una di 24 anni, accusata di violenza in quanto sorpresa con il ragazzino, e un'altra denunciata per atti osceni in luogo pubblico in quanto non si sa se corrisponda al vero quanto dichiarato dal tredicenne, e cioè che il suo amico, riuscito a scappare, aveva 14 anni.

Il ragazzo di 13 anni, di San Giorgio a Cremano, ha, quindi, raccontato, alla presenza del padre e del fratello, quello che era successo. Ha detto che in tre, tutti amici, avevano raggiunto la zona in autobus e che, avendo solo 15 euro in tasca, avevano anche contrattato il prezzo con le squillo di turno. E' apparso imbarazzato ma, secondo quanto trapelato, quasi per nulla pentito. Dal canto loro, i carabinieri sostengono che "clienti" così speciali proprio non li avevano mai individuati.

venerdì, agosto 10, 2007

martedì, agosto 07, 2007

quando la realtà supera la fantasia



(probabilmente la pubblicità più bella degli ultimi anni)

Il rapporto tra Fernando Alonso e la McLaren sembra deteriorato in modo ormai insanabile. Ieri l'agenzia Reuters ha citato una fonte secondo cui "di sicuro Alonso non correrà con la McLaren nel 2008". Oggi l'ultima novità è riferita dell'inglese Times che ne cita un'altra: "Per le informazioni in mio possesso - ha detto al quotidiano un anonimo - è stato detto ad Alonso che può andare via perché alla McLaren sono stanchi del suo atteggiamento. Dennis, in particolare, è assolutamente stufo sia di Alonso sia di Hamilton".
Dennis non avrebbe gradito le recenti esternazioni del campione del mondo alla stampa spagnola e sarebbe pronto a rescindere il suo contratto. Alonso, legato alla McLaren da un contratto fino al 2009 da 15 milioni di euro a stagione ha, di fatto, imposto un ultimatum alla scuderia anglo-tedesca: "O io o Hamilton".
Le voci sul possibile addio di Alonso alla McLaren hanno alimentato le indiscrezioni sul suo futuro che, secondo radio-paddock, potrebbe finire alla Ferrari al posto di Felipe Massa, tornare alla Renault rimpiazzando Giancarlo Fisichella o, ancora, passare alla BMW-Sauber o alla Toyota. Da parte della McLaren però, ufficilamente, è stata ribadita la volontà di rispettare i contratti a lungo termine con i due piloti.

lunedì, agosto 06, 2007

casalingui disperati


Non bastavano i guai fisici a far innervosire i suoi fans. Ora ci si mettono anche le prospettive sempre più consistenti da star della tv a mettere in cattiva luce l'ex capitano della nazionale inglese agli occhi dei suoi fan. Che sono poi coloro che, con largo anticipo, hanno acquistato biglietti o abbonamenti dei Los Angeles Galaxy, accettando anche un marcato rincaro pur di non perdersi le gesta del beniamino ex Real. E invece Beckham è ancora fermo, zavorrato da un infortunio a una caviglia rimediato in nazionale e peggiorato nell'ultimo match in Liga. Col risultato che, finora, Beck's ha giocato solo una manciata di minuti in amichevole contro il Chelsea, su caldo "invito" degli sponsor. Per poi assistere dalla panchina ma in borghese alle partite disputate dai suoi nuovi compagni.
Intanto Victoria ha fatto in tempo, a quanto sembra, a stancarsi della villa di Beverly Hills, attratta dalla vista mare e dal jet set di Malibù, mentre per Beckham si prospetta la possibilità di "ribaltare il risultato": se a fine luglio il suo “David Beckham: New Beginnings” aveva perso il confronto degli ascolti di fronte al “Victoria Beckham: Coming to America”, ora Marc Cherry, ideatore della serie tv "Desperate Housewives", secondo il Daily Star avrebbe offerto al calciatore di partecipare a un episodio nei panni di una coppia gay, da interpretare insieme a Robbie Williams. "David e Robbie sarebbero perfetti come guest star, divertenti e brillanti", ha spiegato il produttore, in attesa della risposta del calciatore forse aspirante attore.

venerdì, agosto 03, 2007

grazie di tutto

bravo bertelli, non male gli occhiali

Prada non parteciperá all'America's Cup in programma nel 2009 a Valencia. "Abbiamo preso parte a tre edizioni come sfidanti e abbiamo vissuto dieci anni molto intensi", ha comunicato Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada e capo del sindacato di Luna Rossa. La partecipazione alla prossima Coppa America, si legge nel comunicato, è stata valutata a fondo e, pur potendo giá contare su significative risorse umane e finanziarie, si è ritenuto che, dopo tre sfide, si sia concluso un ciclo. "E' stata un'esperienza indimenticabile e molto positiva sia sotto il profilo sportivo che quello umano -dice Bertelli: voglio ringraziare tutto il Team, il Gruppo Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, gli altri sponsor e lo Yacht Club Italiano, che ci hanno sostenuto con costanza ed entusiasmo. Anche sul piano aziendale queste tre sfide hanno consentito di acquisire e maturare una cultura, esperienze e visibilità preziose per il nostro Gruppo. Mi auguro che un altro team italiano sia in grado di presentarsi alla prossima edizione e di tenere alto il nome dell'Italia in coppa America".

giovedì, agosto 02, 2007

miss antropia

Comincio a schifare la gente.
Divento intollerante.
E più divento intollerante, più la gente è superficiale.
(per usare un eufemismo)
Meno tollero l'ipocrisia
più vedo ridere.
Ridere di per sè non sarebbe un problema, anzi. E' da capire perchè si ride
A chi si ride.

Sono sempre più distante dal carrozzone
sono anacronistico
soffro, stringo i denti.
Certe volte non capisco,
altre capisco benissimo.

Il guaio è che comincio ad avere in mente su chi, su cosa puntare il dito.
Agosto, diceva un tale, è il mese più freddo dell'anno.
Bravo, tale. A te voglio ancora bene,
mentre Miss Antropia fa capolino. E l'occhiolino, già che c'è.