mentre in Italia 8 miliardi di euro vengono tagliati alla scuola, all'università e alla ricerca scientifica ma i giornali preferiscono dar risalto a MariaStella e ai suoi grembiuli,
mentre la nostra politica è al momento più buio dal dopoguerra ad oggi, ed è colpa più dell'opposizione che della maggioranza, visto che oramai mi sento più rappresentato da Milena Gabanelli e da Zoro, persone di cui andare orgogliosi, che dai partiti,
mio padre, per la prima volta da quando lo conosco, ovvero da quel giorno di marzo in cui decisi di uscire all'inizio del 10imo mese di gravidanza, solo perchè non potevo continuare a restare sempre in stand-by, per la prima volta nella sua vita, mi fa:
Dino, io sto iniziando a pensare a un metodo per lasciare questo Paese.
(ovviamente il metodo consiste nel riuscire a trovare una sistemazione congrua per sè, per mammà che lavora e per mia sorella che sta costruendo la sua vita senza saperlo)
La mia reazione è stata sorprendente anche per me stesso. Impetuosa.
No, Papà, io resto qui fino alla fine.
Solo la galera potrà fermarmi.
Solo la galera potrà fermarmi.
Sono certo che questi discorsi si stanno infilando sempre più di frequente nella vita degli italiani. Per ora degli italiani più consapevoli, quelli che usano in modo intelligente i mezzi di comunicazione e hanno ancora il gusto di incrociare le braccia.
Fra un po' dovranno accorgersene tutti, anche chi vive in questo stordimento da SuperEnalotto, TV e cocaina (non esprimo giudizi di valore, leggo solo il +69% di giocate per raggiungere il 6 ed aggirare i problemi del quotidiano, leggo i dati auditel, leggo i dati sul consumo di cocaina in Italia).
E mi chiedo se sia proprio questo, la disperazione, l'unica leva che muova le coscienze sociali degli italiani.
E se sì, mi chiedo perchè.

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