mercoledì, marzo 21, 2007

sogno di una notte di mezz'estate

Mi dispiace. È stata la stupida deviazione di percorso di una sera d'estate. Ma perché dovrei dimettermi per questo?". Silvio Sircana sta seduto in poltrona, e riflette a voce alta. Da casa sua è appena uscito un medico. La moglie Livia prepara la cena ai figli. Una vita sconvolta da una foto. Una foto che lo ritrae mentre si affianca a un transessuale, e scambia qualche parola dal finestrino. Quella maledetta foto che, spuntata dalle fogne di Vallettopoli, lo inchioda alle sue responsabilità. Di marito, di padre, di politico, di portavoce del governo. "Pubblicatela pure, quella foto, tanto so cosa ritrae. Ritrae quello che è successo. Cioè nulla".

Onorevole Sircana, come fa a dire che quella foto non ritrae nulla?
"È la verità. Una macchina si accosta un istante a un presunto transessuale. Poi se ne va. Con a bordo soltanto chi la guida. Questo è il fatto".

Nella sua posizione di uomo pubblico, con un incarico di governo, anche questo può bastare. O no?
"No, non può bastare. Non si crocifigge una persona, per una sciocchezza del genere. Non si espone alla gogna mediatica un uomo, per una piccola e stupida deviazione di percorso, in una sera di mezza estate. Se quello che è successo dovesse essere oggetto di qualsiasi analisi di tipo processuale, anche presso il più spietato dei tribunali religiosi, verrebbe derubricato così: il fatto non sussiste. E invece, su un fatto che non esiste, si è montata purtroppo una panna ignobile".

Comunque, scusi la franchezza, ma già sento l'obiezione di qualche lettore, mentre legge questa intervista: dopo quelle foto, proprio lui viene a farci la morale?

"Non mi sono mai messo a caccia per cercare quelle foto, non ho mai inseguito il direttore di "Oggi" per chiedergli di darmele. Quelle foto mi hanno distrutto. Ma dimostrano il nulla, come conferma nell'intercettazione telefonica lo stesso fotografo che le ha fatte: "peccato, si è fermato un attimo, e poi se n'è andato"".

Ma perché si è fermato?
"Gliel'ho detto. Uno stupido cambiamento di percorso".

A questo punto la disturba che quelle foto siano pubblicate o no?
"Io ho già chiesto che siano pubblicate. E lo ripeto: pubblicatele pure. Anche se questa mia richiesta non rappresenta una liberatoria per nessuno, rispetto ai nuovi divieti fissati dal Garante".

Ha un bel coraggio, dopo quel ricovero urgente in ospedale. Colica addominale, si è detto...
"Infatti. Non lo nego. Ho subito uno shock terribile".

Lo sa che secondo alcune fonti quella notte prima del ricovero lei avrebbe addirittura tentato di farsi del male?
"Ma sì, va bene anche questo. Ognuno pensi quello che vuole. Io so solo che ho vissuto i momenti più brutti della mia vita".

Lo ha detto lei stesso, quando si è diffusa la notizia: "Sono distrutto, come posso parlare a mia moglie, cosa devo spiegare ai miei figli"? È riuscito a farlo, a distanza di sette giorni?
"La mia famiglia è l'unica cui devo spiegare qualcosa. Abbiamo vissuto tutti uno shock. Mia moglie ha capito benissimo il poco che c'era da capire. Ma con i miei figli è diverso. Loro hanno sofferto. Hanno subito e sentito l'enorme pressione, anche psicologica, che arrivava dall'esterno. Non a scuola, devo dire. Ma a casa sì. Nella mia casa circolano da sempre i giornali. E a vedere il proprio cognome sparato in un certo modo sui giornali c'è ancora qualcuno che si impressiona. Soprattutto se quel qualcuno ha solo tredici anni".

Mi rendo conto. Ma proprio per questo, dimettersi subito non sarebbe servito anche per tenere più al riparo anche la sua famiglia?
"Senta, io in tutti questi giorni non ho fatto altro che pensare a e occuparmi della liberazione di Mastrogiacomo. Mi sono detto: lo devo a Daniele, perché lui è mio amico e perché questo è il mio lavoro. Risolto quel problema, penserò anche al mio. Bene, ci ho pensato. E non glielo nego: ho anche pensato di dimettermi subito. Ho pensato tante di quelle cose, all'inizio. Cose anche molto brutte. Ma poi, superato lo shock, mi sono detto: adesso devo fare una valutazione seria, e prospettica, com'è doveroso che sia".

E l'ha fatta, questa valutazione?
"La prima riflessione che ho fatto è la seguente: faccio un lavoro in cui mi propongo come mediatore tra l'istituzione e l'informazione. In un lavoro del genere, la parola chiave è una sola: credibilità. E allora mi sono posto la domanda: agli occhi dei miei interlocutori sono ancora una persona credibile o no? Restano dubbi e retropensieri, sulla mia credibilità?".

Bella domanda. Ha trovato la risposta?
"Sì, l'ho trovata. Prima di tutto nei miei datori di lavoro...".

Vuol dire che Prodi non le ha chiesto di fare un passo indietro?
"Prodi non ha mai deviato un secondo. Ha sempre avuto una grande fiducia in me. Ma poi la risposta l'ho avuta anche da tutto il governo, e dal mondo politico. Ho ricevuto messaggi di solidarietà non solo dal centrosinistra, ma anche dal centrodestra. Mi ha chiamato Casini, mi ha telefonato Ronchi per riferirmi la solidarietà di Fini, mi hanno scritto lettere cortesissime Bonaiuti e Schifani. Questi attestati di stima mi hanno fatto capire che la valenza politica delle mie eventuali dimissioni non c'è, non esiste".

Ma ora che le foto sono pubbliche su tutti i giornali, non teme che qualcosa si possa rompere, dentro di lei?
"Certo, dentro di me resta una cicatrice profondissima, sul piano umano, psicologico, affettivo. Ma io mi sento ancora la persona di prima. Io resto quello che sono sempre stato. Per questo resto al mio posto. Ogni persona seria deve pensare a dimettersi almeno tre volte all'anno. Perché commette leggerezze ed errori. Ma un conto è pensare alle dimissioni, un conto è darle. Tra l'altro, le voglio ricordare che io le dimissioni da questo incarico le ho già date una volta, nella vita. Quindi oggi non ho proprio nessuna paura".

Insomma, onorevole Sircana, la sua linea è resistere, resistere, resistere. Ma come si sente, davvero?
"Come mi sento davvero? Mi sento uno schifo. Le confesso che quest'ultimo week-end, passato a seguire le ore più drammatiche del rapimento di Mastrogiacomo, avrebbero potuto uccidere un elefante. Dopo il malore della settimana scorsa mi sono curato poco, quasi per niente. Adesso è ora che mi rimetta in sesto, sul serio".

martedì, marzo 20, 2007

coincidenze

La giornata di oggi vorrebbe poter parlare chiaro, ma non lo fa fino in fondo.

Volendomi dare la responsabilità dei miei scivoloni in alcune delle mie attività extra-universitarie, potrei dire che non sono in grado di fare certe cose.
Non è poi così male: meglio saperlo a 22 anni che a 44.

Volendo ragionare più globalmente, noto con una certa preoccupazione il fatto che
più una persona mi appare nello stesso momento (sicuramente) più potente e (forse) meno competente di me
più vengo trattato con uno spirito gerarchico e nonnistico. Da anteguerra. Pisciato in testa, direbbe il saggio.

E quanto più il potere viene distribuito tra le persone
perchè si riconosce che sono distribuite le loro capacità,

quando veramente si lavora per una missione, si lavora in un gruppo,
tanto più sento un clima stimolante e partecipativo. E quello che dico, magari non cambierà niente..ma almeno so che verrà ascoltato, elaborato, si discuterà.

Dovrebbe essere il contrario: dovrei sentire pressioni laddove ci sono fortissime aspettative e fare il reginetto quando le persone sono ignoranti o cmq indifferenti.
C'è qualcosa che non va.

giovedì, marzo 15, 2007

duni l'autore

Sabato 17 marzo, ore 17, Antenna Sud
(in replica 18 marzo ore 23.30)


inizia "30 e Lode", programma settimanale che parla delle tematiche legate al mondo che parla agli universitari pugliesi delle loro problematiche, ma anche di opportunità, eventi, disfunzioni, brutture. Con il loro linguaggio, dato che siamo noi ragazzi a metterlo in piedi.

Io sono uno degli autori, nella prima puntata non ho rubriche ma ciò che dicono nelle rubriche "cultura e spettacoli" e "annunci di lavoro", è roba mia..

in futuro probabilmente vedrete anche la mia faccia di cazzo.

Se volete dire la vostra, raccontarci di cose un pò illegali, un pò strane, ma anche belle storie, scrivi a:

diccilatua@gmail.com

lunedì, marzo 12, 2007

trova l'intruso

Dopo il "superb rugby" (come disse un tifoso gallese a proposito della nostra prestazione di sabato), la nazionale italiana si è concessa una domenica di svago nelle vie di Roma..
vediamo in Via Condotti 5 degli eroi che hanno espugnato il Flaminio, con la storica vittoria sul Galles per 23 a 20.

Da sinistra:

Giovanni Memola, mediano di apertura
Andrea Lo Cicero, pilone
Dino Amenduni, flanker
Marco Bortolami (capitano), seconda linea
Carlos Nieto, pilone.

mercoledì, marzo 07, 2007

piccola italia

La disperazione, quando è certa e nera, obbliga ad essere creativi. Far divenire un giudice amministratore delegato dell'aeroporto era un azzardo di sicuro. Ma vi era altra scelta? Al sindaco di Lamezia Terme, la città calabrese dove le cosche della 'ndrangheta sono più cattive e più padrone, dove la classe politica troppe volte è tenuta a bada dai ricatti e qualche altra dalle bombe, bombe vere non petardi, e il primo cittadino - se vuol continuare a campare - deve vivere sotto scorta, parve necessario anche se un po' disperante interpellare il dottor Giuseppe Vitale, presidente vicario della Corte d'Appello di Catanzaro. Fu poco più di un anno fa che gli chiese: "Se la sentirebbe?". Vitale, alle soglie della pensione, capì che era venuto il momento di divorziare dalla prudenza e dalla ragione. "Accetto", rispose.

Settant'anni, abituato per una vita unicamente a tenere il conto delle estorsioni e delle truffe, dei morti ammazzati e delle rapine, Vitale si insediò nel consiglio di amministrazione della Sacal, società aeroportuale calabrese. Una SpA che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme. Un'unica pista al centro della piana che segna in due la Calabria. La SpA, come quasi tutte le imprese in Calabria, è a prevalente capitale pubblico. Il comune di Lamezia Terme è l'azionista di maggioranza, alcuni privati (Aeroporti di Roma e Banca Carime) hanno però quote significative.

Nel novembre del 2005 il giudice è nominato presidente e amministratore delegato della società. 2800 euro netti mensili, un affare per le casse pubbliche: "Sa com'è, godo già della pensione. Non bisogna mai strafare". Vitale inizia la sua nuova vita. Legge e legge. "Mi misi a studiare come un pazzo, volevo capire ogni cosa del sistema gestorio degli aeroporti, impossessarmi delle conoscenze sulla rete, e poi le altre esperienze, i successi d'impresa... Ero preoccupato, capirà".

Già dai primissimi momenti liberi della lettura fa capire, per esempio, che non è necessario nè prudente premere per aggirare i vincoli e i criteri delle gare d'appalto. "Quando ho avuto sentore di qualche irregolarità, ho annullato la gara. Ecco tutto. Abbiamo rifatto e riscritto e alla fine l'offerta migliore ha vinto. Qui non si fa l'appaltuccio, l'aeroporto è un ente di diritto pubblico, abbiamo regole che impongono la trasparenza. Chi perde e si sente danneggiato ha il diritto di ricorrere".

E' una rivoluzione per la Calabria. "Invece no, l'aereoporto non era gestito male, sarebbe una bugia dire il contrario. Però qualche correzione ci voleva, e soprattutto far capire alla gente che bussare all'amico sarebbe divenuta una perdita di tempo". Il giudice infatti non fa passare invano il tempo. "Anzitutto è stato ultimato l'ammodernamento della pista". Qualche milione di euro è costata: i soldi sono stati spesi e, incredibile per la Calabria, i lavori sono stati anche realizzati. I voli intanto aumentano: "Abbiamo aperto ai low cost, con Ryan Air abbiamo un volo per Londra, il primo collegamento internazionale. Eurofly invece ci permetterà di andare a New York. E sarà il primo intercontinentale". Dodici vettori in più, maggiori tratte, più servizi. E dunque più passeggeri, più soldi, più profitti. I movimenti di traffico, durante l'anno in cui a guidare l'aeroporto è stato chiamato il giudice, sono aumentati del 16,75 per cento rispetto a un meno 11,3 fissato nel consuntivo redatto dal manager dell'anno precedente. Diciotto milioni di euro di fatturato, sei, forse otto volte in più l'utile di esercizio (i conti ancora provvisori saranno ultimati in questo mese) rispetto al precedente. Da Lamezia si va a Roma (cinque volte al giorno), a Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona. A Zurigo, oltre che a Londra e prossimamente a New York. "Dobbiamo fare di più, ci sono i margini per aumentare rotte e volumi industriali. Intanto, se ce la facciamo, diamo il via ai lavori per ammodernare l'aerreostazione e ampliarla". Più passeggeri (un milione 357mila) più metri quadrati per le sale e l'imbarco (da 15 a 21mila).

Contenti? Certo che sì. Anzi no. In Calabria se le ciambelle riescono col buco è certo che qualcuno ha taroccato lievito e farina.

A metà novembre dello scorso anno infatti si presenta dal giudice un consigliere di amministrazione e a nome di una nutrita compagnia di colleghi (la maggioranza del consiglio) gli chiede di fare le valigie. "Viene da me e mi dice: "guarda che non puoi gestire la società come un'aula di tribunale. Ti devi dimettere". Gli rispondo che non solo non ci penso proprio. Aggiungo: e poi chi l'ha detto che il tribunale è un luogo di perdizione?".

sabato, marzo 03, 2007

cassano, mettilo


Sarebbe Antonio Cassano il non più misterioso ammiratore che ha spedito le famose 500 rose rosse a Michelle Hunziker. Sarebbe stato lo stesso calciatore a svelarlo a mamma Giovanna, al telefono da Madrid, proprio mentre andava in onda la serata del Festival dedicata ai giovani e adesso la signora Cassano vorrebbe mettersi in contatto con la bionda presentatrice per conoscerla e magari spezzare una lancia a favore dell’imprevedibile figlio, che con quel gesto ha sorpreso tutti, lei per prima.
Rapido ripasso della storia: giovedì sera il camerino di Michelle viene invaso da uno strepitoso mazzo di 500 rose rosse. Un biglietto le accompagna: "Tifo per te". Firmato: “A.C.”. La Hunziker resta piacevolmente sorpresa, ma quella sigla e il testo del messaggio non le dicono nulla sull’identità del mittente. Il giorno dopo, nella conferenza stampa di rito, la ragazza racconta l’episodio ai giornalisti e lì si scatena il fuoco di fila delle domande. Per la verità qualcuno le chiede se quel misterioso ammiratore non sia proprio Antonio Cassano, ma Michelle dice di non conoscerlo, rilanciando la palla ai giornalisti: "Le indagini le fate voi, non io". E’ stata, però, mamma Cassano a farle, le indagini. Contattata telefonicamente nel pomeriggio, la signora non aveva, infatti, fatto mistero dei suoi desideri di "possibile" suocera: "Non so se sia vero che sia stato Antonio a mandarle quelle rose, ma mi piace pensare che sia andata proprio così. Sarebbe davvero una gran bella cosa, perché rappresenterebbe una rivincita nei confronti dei tanti giornalisti italiani che hanno massacrato mio figlio in questi mesi e poi perché Michelle è davvero una ragazza dolcissima e mi piace molto. E so che anche Antonio la pensa come me".
Come dare torto alla signora? Del resto, dopo Loredana Lecciso e Stefania Orlando, due storielle che non l’avevano fatta felice per niente, e la relazione con l’ex ballerina Rosaria Cannavò, finita pochi mesi dopo l’arrivo al Real, mamma Cassano non vede l’ora che il suo Antonio metta la testa a posto e la Hunziker sarebbe la ragazza giusta. Ecco perchè ha preso in mano il telefono e ha chiesto notizie direttamente al giocatore, che, a quanto pare, avrebbe confermato di essere lui l’autore del galante, quanto romanticissimo, gesto. Adesso non resta che aspettare. Come si dice, se son rose….

dandy rossy

Ultimamente ci stiamo sempre a beccare. Lontano sulle disquisizioni su chi ha torto o ragione, anche perchè non esiste il torto e la ragione assoluti sui bisticci adolescenziali di gente che è costretta dall'anagrafe a diventare grande, mi fa piacere esserci stato ieri, in una serata in cui tutti ma proprio tutti eravamo ben svarionati.
Il mio poco uscire non mi permette di godermi cotali piaceri, e di questo un pò, ogni tanto mi pento. Ma ogni tanto, altrimenti dovrei cambiare stile di vita :)
Evito di fare il maestrino (che, ho capito, è 1 professione che sta sul cazzo a tutti) e ti auguro il meglio, non so se mettere prima l'amore o il lavoro, perchè non so tu cosa metta davvero in ordine con le priorità. E chissà se lo sai tu..

Per il resto, nel mio personalissimo rapporto con te, l'augurio è che ci si becchi di meno e si costruisca di più qualcosa di concreto, di attivo, di reale. Non come rimanere a Bari a San Patrizio..

(e ora, passo la palla idealmente al Piccolo, che ti scriverà dal suo di blog. Ora starà dormendo o valutando perchè, con 2 assi in mano, perde sempre..ma sarà sicuramente in grado di emozionarti.
Dove li trovi degli amici così..compreso il tuo compagno di foto, nuova celebrità delle reti comuniste italiane..)
ci rivediamo stasera, stesso posto, stessa ora, stessi denti rossi. Inni, bordello, femmine..le solite cose.

mercoledì, febbraio 28, 2007

i miei complimenti


Gli Usa non hanno ricevuto alcuna richiesta di estradizione da parte dell'Italia dei 26 agenti Cia coinvolti nel sequestro a Milano dell'ex imam Abu Omar, "ma anche se la ricevessero non sarebbero disponibili a concederla". E' quanto detto da John Bellinger, il consulente legale del Dipartimento di stato americano, in un incontro stampa a Bruxelles, dopo avere incontrato consulenti legali europei.

Tra i latitanti: Jeff Castelli, ex capo della Cia in Italia e Robert Seldon Lady, ex capo della Cia a Milano. Devono rispondere di sequestro di persona per "aver deliberato e coordinato l'azione"

lunedì, febbraio 26, 2007

non più scortese agli Academy

Finalmente, i giurati degli Academy Awards hanno riparato una storica ingiustizia. E, per la prima volta, hanno decretato il trionfo di un autore con la "A" maiuscola come Martin Scorsese: il suo bellissimo, tesissimo, cupissimo e appassionante The Departed sbaraglia i concorrenti - in particolare, il Clint Eastwood di Lettere da Iwo Jima e l'Alejandro Gonzalez Inarritu di Babel - e si porta a casa le statuette per il miglior film e la migliore regia. In una serata senza particolari sorprese, soprattutto sul fronte attori: vincono Helen Mirren per The Queen e Forest Whitaker per L'ultimo re di Scozia.

Doppia Italia. Ma quella che si è svolta questa notte al Kodak Theater di Hollywood, con la brillante conduzione di Ellen DeGeneres, è anche una serata che parla italiano. Non solo per il riconoscimento alla carriera, già annunciato, per il nostro Ennio Morricone (emozionatissimo, sul palco, accolto una standing ovation, e aiutato nella traduzione italiano-inglese da un interprete d'eccezione, Clint Eastwood); ma anche per la vittoria di Milena Canonero nella sezione costumi, per le sue fastose creazioni per Marie-Antoinette di Sofia Coppola.

La rivincita di Scorsese. Candidato numerose volte (l'ultima per The Aviator), il regista di The Departed - raggiante, gasatissimo - riesce finalmente ad agguantare la doppia statuetta, film e regia. A consegnargliela, un terzetto di veri maestri del cinema, suoi amici da sempre: Steven Spielberg, George Lucas, Francis Ford Coppola. Vederli tutti e quattro insieme - un poker di innovatori della settima arte - ha suscitato emozione perfino in chi seguiva la cerimonia dallo schermo della tv. Per il resto, va detto che questo era un anno in cui non c'era un film prevalente, pigliatutto, che ha fatto incetta di statuette; anche se The Departed ne vince altre due (montaggio e sceneggiatura non originale, mentre tra la sceneggiatura originale va alla commedia-cult Litte Miss Sunshine).

Attori. Nessun brivido, tutto secondo previsioni: vincono la regale Helen Mirren di The Queen, e l'oscuro Forest Whitaker-Idi Amin dell'Ultimo re di Scozia. Altrettanto scontato il trionfo, tra i non protagonisti, della Jennifer Hudson di Dreamgirls. L'unico riconoscimento non esattamente "telefonato" quello ad Alan Arkin, nonno eccentrico e tossico di Little Miss Sunshine. E se molti, alla vigilia, hanno sottolineato l'ecumenismo razziale di questa edizione 2007 (due statuette ad attori afroamericani, Whitaker e Hudson: ma non è la prima volta), forse la vera chiave di lettura è che i giurati sono particolarmente colpiti dalle interpretazioni di grandi figure storiche.

Altri premi. Vale la pena citare il riconoscimento a Una scomoda verità, opera ambientalista voluta da Al Gore, che si aggiudica l'Oscar per il miglior documentario. Tra i cartoon, invece, prevalgono i pinguini danzanti di Happy Feet. Tra le pellicole straniere, il favoritissimo Il labirinto del Fauno del messicano Guillermo Del Toro viene battuto dal tedesco La vita degli altri di Florian Henckel von Donnersmark, ma si consola con le statuette per il trucco, la scenografia, la fotografia.

Sconfitti. Indubbiamente, la delusione più grande tocca a Babel e Lettere da Iwo Jima. Il primo porta a casa solo il premio per la colonna sonora, firmata da Gustavo Santaolalla; il secondo quello per il montaggio sonoro. Un po' pochino, per due pellicole che avevano ben altre ambizioni. E se Eastwood non sarà rimasto troppo male, visto che lui di Oscar importanti ne ha già vinti parecchi, Gonzalez Inarritu è abbastanza giovane per rifarsi nelle edizioni future.

io non sopportavo scanavacca


Prima vittoria in trasferta della nostra giovane storia nel massimo torneo europeo di Rugby, il Sei Nazioni. La Scozia è stata battuta ad Edinburgo 37 a 17, con un'Italia che ha capitalizzato al massimo un distratto avvio degli scozzesi con tre mete regalate nei primi dieci minuti.

"Vittoria record dell'Italia"titola online la BBC e commenta "la Scozia ha consegnato la prima vittoria in trasferta nel Sei Nazioni all'Italia con un avvio suicida" pur sottolineando alcune "potenti azioni della difesa italiana" e "il potente pacchetto di mischia" azzurro.

Il quotidiano inglese Daily Mail titola "Irlanda stordita mentre l'Italia incassa la prima vittoria esterna", "L'Italia in estasi dopo la prima vittoria in trasferta lasica una zoppicante Irlanda stordita e umiliata. L'Italia ha meritato la vittoria dando alcuni saggi del suo potenziale a Twickenham due settimane fa, quando l'Inghilterra ha faticato a vincere".

Uno dei pochi quotidiani scozzesi oggi in edicola, Sunday Herald commenta "se si analizza il gioco, gli italiani non hanno fatto molto oltre a sfruttare in modo brillante le prime tre occasioni. La Scozia non ha avuto leadership, qualcuno che fosse in grado di abbassare il ritmo e permettere di pensare". "E' stato un gran giorno per l'Italia" continua il commento "anche se non ha giocato al massimo. Dopo le tre mete iniziali, hanno iniziato a cercare di giocare come noi. Avessero mostrato nel primo tempo la stessa pazienza della fine dell'incontro, avrebbe disposto di maggior spazio e avrebbero potuto vincere anche più facilmente. L'Italia ha probabilmente meritato la vittoria anche perchè è stata molto sfortunata contro l'Inghilterra e i punteggi dei primi due match non riflettono ciò che hanno messo nelle partite. E' la squadra che dovremo battere per entrare nei quarti della prossima Coppa del Mondo, e questo incontro ha fornito una grande iniezione di confidenza agli italiani. Ora sanno che possono batterci".

venerdì, febbraio 23, 2007

idolo.


Paul Gascoigne colpisce ancora: secondo quanto raccontato dal "Daily Mirror", l'ex giocatore della Lazio è stato buttato fuori dal party organizzato dalla cantante Nelly Furtado dopo aver insultato la stessa artista. Gascoigne, che aveva già litigato con la sua compagna Adele Sica e in evidente stato di ubriachezza, si è diretto verso il tavolo della cantante, gridando: "Chi c... è questo Nelly Furtado?". Gazza è poi crollato sul tavolo, rompendo i bicchieri poggiati sopra e scatenando l'ira della Furtado: "Chi è questo idiota?". I buttafuori, dopo tre tentativi, sono poi riusciti a cacciare via l'ex giocatore inglese

giovedì, febbraio 22, 2007

Questa gente ha rapito un imam insieme alla CIA


Poi ditemi se questa non è istigazione alla violenza..

un governo cade a causa di due persone che la gente non ha scelto

signori, il comunismo è finito ieri. Anche in Italia.

"O ci muoviamo nel perimetro di questa maggioranza oppure si va a votare. Subito". La televisione era sintonizzata sul canale del Senato. Aveva seguito il dibattito fin dal primo minuto. Anche durante il pranzo insieme a due dei suoi fedelissimi Di Giovanni e Ovi, il monitor era rimasto lì, davanti agli occhi. Stava facendo il punto della situazione sui prossimi passaggi del governo in tema di politica economica. E proprio in quel momento si è acceso il display di Palazzo Madama.


Un momento di pausa. Stupore. E poi lo sfogo: "L'avevo detto che avremmo perso. Lo sapevo. Era chiaro, troppe polemiche, mai compattezza. Il Partito Democratico sempre in discussione. Mi sono fatto bucare il costato in continuazione...". Quindi tanto silenzio. Fino a quando Romano Prodi non ha preso il telefono. "Pronto Flavia", il fiume in piena è proseguito con la moglie rimasta a Bologna: "Io mi dimetto".

Poi con tutti gli altri. Con i "prodiani doc" e con i leader dell'Unione, arrivati subito dopo a palazzo Chigi. E con il presidente della Repubblica. "Fai bene a dimetterti - gli dice per telefono Giorgio Napolitano - perché il rinvio già c'è stato, dopo quel voto su Parisi. Ora servono soluzione che garantiscano una effettiva stabilità alla legislatura".

Tensione e clima di ghiaccio al primo vertice con Massimo D'Alema, Francesco Rutelli, Enrico Letta, Arturo Parisi e Giulio Santagato. Lo stato d'animo del professore andava a corrente alternata: rabbia e rassegnazione si inseguivano. Nonostante quel "lo sapevo", sperava di poter superare anche questo tornante.

Di fronte alla frana, però, punta l'indice: certi errori forse si potevano evitare. Ad esempio la replica del ministro degli Esteri. Il premier avrebbe preferito una linea diversa dal vicepremier. "Ha forzato troppo, è stato troppo pesante. Che bisogno c'era di essere tanto duri? Non ce n'era bisogno. Ora mi deve dire perché l'ha fatto". Anche l'ultimatum lanciato martedì scorso a Ibiza non lo aveva affatto convinto. "Non ha proprio funzionato niente".

Il fantasma del '98 dunque alla fine si materializza. Come allora, il capo dell'Unione vuole la resa dei conti. Vuole "fare chiarezza in modo definitivo". E agli alleati lo dice subito. Il reincarico che Scalfaro gli diede nove anni fa brucia ancora come un errore da sottolineare con la matita rossa. "Un altro mandato al buio non lo accetto, sia chiaro. Il mandato deve essere blindato. Resto, se ho la certezza di avere una maggioranza di ferro e se voi mi darete più autonomia. Dovete mettervi in testa che questo Paese ha bisogno di essere governato da questa maggioranza. Punto e basta. Io non sto qui a pietire. Per quanto mi riguarda, poi, la maggioranza non cambia. Se no, si va al voto".

Parole pesanti come pietre per i presenti. E che in pochi hanno apprezzato. "Guarda che forse bisogna essere più prudenti, vediamo come si mettono le cose - lo interrompe D'Alema -. Se andiamo al voto, riconsegniamo il Paese a Berlusconi per dieci anni. Al Senato il problema c'è, risolviamolo. Andiamo avanti, ma per governare davvero e non per tirare a campare. Con la stessa maggioranza, si tira a campare".

Il presidente dei Ds difende la sua tattica. Ricorda che "un momento di chiarezza era indispensabile da tempo. Non ho forzato la mano, ho solo cercato chiarezza". A suo giudizio, però, una via d'uscita ancora c'è. E non una nuova fiducia sic et simpliciter. L'Unione, questo esecutivo guidato da Prodi, deve pensare ad "allargare" la sua maggioranza. A chi? Ai centristi. All'Udc, se possibile. Dando in cambio la riforma elettorale, anche il modello tedesco. Un percorso stretto, lo sanno tutti. Ma che per la Quercia va comunque sperimentato. "Abbiamo due strade - osserva Piero Fassino - o un allargamento stretto ad alcuni singoli esponenti centristi. O, più difficile, lanciare un ponte all'Udc".

Su questa strada, stavolta il patto tra D'Alema e Fausto Bertinotti è di ferro. L'idea di espandere l'Unione adesso ha aperto una breccia anche nel Prc. "A questo punto - è il ragionamento di Franco Giordano - Prodi dovrà guadagnarsi qualche consenso in più. Naturalmente senza snaturare il programma di governo".

Certo, Rifondazione privilegerebbe "l'allargamento stretto". Sta di fatto, che il fronte si è comunque aperto. La Margherita ci va con i piedi di piombo. Sa che ogni passo può essere interpretato come una cedevolezza alle larghe intese. A quelle evocate da Silvio Berlusconi lanciando in pista Franco Marini ("così in cambio ci danno la presidenza del Senato"), Giuliano Amato o Lamberto Dini. Francesco Rutelli non si sbilancia. Né al vertice di Palazzo Chigi né all'ufficio politico dei Dl. Facendo comunque insospettire alcuni dei suoi che temono la voglia del vicepremier di infilarsi negli eventuali spazi che si apriranno durante la crisi di governo. Basti pensare che al consiglio dei ministri la più decisa nella difesa del Professore è stata Rosy Bindi: "O con te o alle elezioni". Davanti ai tanti "non mollare", però, c'è stato un D'Alema che si è limitato ad aspettare: "Decide Napolitano".

La partita quindi è solo all'inizio. Ma, come dice Arturo Parisi, stavolta "non ci sono stati complotti, il problema è solo politico e come tale va affrontato". Prodi è pronto a giocare le sue carte solo alle sue condizioni, cercando solo qualche voto in più come quello di Marco Follini. La prima tappa, allora, sarà il reincarico. Per il premier un problema difficilissimo. Anche perché "vedrete che in ogni caso nessuno vorrà andare al voto. E se non ci saranno le mie condizioni, allora me ne andrò. Mi dimetterò anche da deputato. Torno a fare il professore a Bologna".

venerdì, febbraio 16, 2007

inland empire

Qualche tempo fa dissertai (con Giannino, se la mia memoria non è fallace) su "cosa è un film cult".
Bene, è molto raro che un film cult sia totalmente brutto, quasi impossibile poter dire che sono film facili.
Ma l'equazione più divertente, e allo stesso significativa, credo sia quella che si verifica praticamente sempre, sopratutto per gli ultimi film divenuti cult (di certo, Lino Banfi e Edvige Fenech, per quanto "cult", non rispondono a nessuna di queste condizioni, nemmeno di quella "clou"): non capiamo quasi niente.

Penso a Donnie Darko: l'ho visto 2 volte, e le domande con le annesse non risposte, sono rimaste pressochè le stesse.

Bene, se l'equazione è giusta e vi piacciono i film cult, non aspettate ancora, correte al cinema a guardare "Inland Empire", l'ultimo film di David Lynch.
Non fatevi spaventare dai 173 minuti di durata, nè dal fatto che il regista è notoriamente un pò bizzarro. Abbiate amore per il cult.

E non abbiate paura, se uscendo dal cinema non avete capito il resto di niente. Leggendo le dichiarazioni di Lynch, ma sopratutto della protagonista femminile, Laura Dern, vero motore di tutta la faccenda.. non ci hanno capito niente nemmeno loro.

Sicuramente vi lascerà un segno (l'articolo indeterminativo non è casuale: è infatti impossibile stabilire che tipo di segno potrà lasciarvi). Guardate me: un post in un blog su un film: era dai tempi di V per Vendetta che non succedeva, e in quel frangente scrissi solo una frase utopica del protagonista.

E se i film cult sono quelli dove compaiono persone metà uomo e metà coniglio..bè, sappiate che qui ce ne sono almeno 3, di persone così. Con annesse risate fuori scena.

l'anno scorso a piazza grande, quest'anno fa la grande in piazza


Dice che i gay sono "costituzionalmente sterili", difende "il fondamento della famiglia", osserva che "per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare". Mara Carfagna debutta così alla prima manifestazione da lei organizzata da quand'è in Parlamento, il seminario "Donna, vita e famiglia", stamane a Palazzo Marini, insieme ai big di Forza Italia Sandro Bondi, Giuseppe Pisanu e Enrico La Loggia. Frasi, quelle della ex soubrette e deputata di Forza Italia, che hanno dato origine a una sequela di reazioni. La prima ad arrivare è quella di Vladimir Luxuria che non fa giri di parole: "Non mi sento di prendere lezioni da chi crede di difendere la famiglia e intanto ne sta sfasciando una, quella di Berlusconi". La deputata di Rifondazione comunista fa riferimento, evidentemente, alla vicenda dello scambio epistolare fra la moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, e l'ex presidente del Consiglio. All'origine del quale ci sarebbero stati - fra l'altro - i complimenti fatti dal leader azzurro alla "sua" parlamentare durante la cerimonia di consegna dei Telegatti. E se Luxuria sottolinea che "alla Carfagna bisogna ricordare un precedente pericoloso, una legge della Germania di Hitler che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi", Franco Grillini dell'Ulivo osserva come "non avendo alcun argomento contro il riconoscimento dei diritti alle famiglie gay, la destra italiana con il suo esercito di veline, divorziati e conviventi rispolvera i luoghi comuni e le battute da osteria del più trito razzismo antigay". Premettendo di non essere "né bacchettona né portatrice di sentimenti antimoderni", la Carfagna aveva aperto il proprio intervendo affermando che "la famiglia è il fondamento della nostra società e come le fondamenta di ogni casa essa non teme soltanto le frane ma anche le infiltrazioni", e che dunque i Dico sono delle "infiltrazioni all'istituto della famiglia" e "non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili". "Esistono dei cuori così sterili, e la mancanza di cuori si avverte soprattutto in politica", incalza Luxuria, precisando che non tutti i gay sono sterili: "Le lesbiche possono costituzionalmente fare figli e ce ne sono numerosi esempi". L'unica vera discriminante per decidere chi è coppia e chi no, per Luxuria "non è la benedizione in chiesa o il matrimonio civile ma la presenza di amore, rispetto e cura per l'altro". "Indignato" il vicepresidente dei deputati di Fi, Enrico La Loggia, perché "l'onorevole Guadagno si rivolge con parole pesantemente offensive alla collega Carfagna senza essere la persona idonea a dare l'idea di famiglia così come prevista dalla nostra Costituzione". La deputata forzista si difende. "Il collega Luxuria o non ha capito o fa finta di non capire. Le parole che mi attribuisce sono una citazione del professor Francesco D'Agostino - spiega - presidente onorario del Comitato di bioetica, che riguardano esclusivamente le coppie omosessuali. In merito alle persecuzioni a danno degli omosessuali, ricordo al collega che attualmente vigono in alcuni Paesi guidati dalla sinistra". Nessuna replica "alle menzogne e alle offese personali", alle quali la Carfagna non risponde, sentendosi "cosciente che le strade battute nella sua attività dall'onorevole Guadagno lo rendono instabile quando si parla di argomenti così delicati". A sostenere Luxuria anche la deputata del Pdci, Rosalba Cesini, per la quale Mara Carfagna "mette in discussione non solo i rapporti tra coppie omosessuali, ma anche, e con tanto cattivo gusto, i matrimoni, magari sanciti dal sacramento, tra persone che a causa di impedimenti fisiologici non sono in grado di procreare".

mercoledì, febbraio 14, 2007

chi vola alto..

...strano che ste riflessioni vengano di S.Valentino. La festa degli innamorati, ovvero, per quasi tutti, la festa degli ego coccolati dall'ego altrui.

Alla fine oggi è solo la punta, una delle punte, di un processo che mi accompagna da 1 pò. Io corro, sto correndo e difficilmente rifiato, ma quando rifiato è davvero tragica. Sto andando a una velocità superiore, sto facendo tante, forse troppe cose. Sono 1 pò stressato, è vero. Il correre non mi aiuta a vivere serenamente, allo stesso tempo non c'è nulla che possa poi scalfire davvero la mia ambizione. Nemmeno quell'odorino di merda di cui tanto ho sentito parlare e che ingenuamente pensavo non mi toccasse mai, o comunque non oggi, non ora. Non da giovane, da ragazzo.

Quando mi fermo vedo un mondo pigro, lassista, che non va alla mia velocità. Fatto di gente che si (e ti) fa compagnia solo per convenienza, che non sta poi così male nel farti bidoni, che magari ti costruisce castelli di rabbia se solo tu non ti comporti come loro avevano previsto, salvo poi regalarti superficialità da 4 soldi. Per poi mandarti cmq a fanculo, se sei tu che hai qualcosa da dire.

Chissà quante volte, e per quante volte ancora, quando avrò detto qualcosa di interessante, di utile, ma anche quando avrò detto una schifezza, comunque, quando avrò detto la mia, mi verrà detto che sono un paranoico, un iper-razionale, che mi manca questo o quel quid. Giudicare, che arte facile.

Un mondo pigro, che non comprendo. L'essere umano mi affacina, mi affascinava prima per quello che è in grado da fare se si allea, ora mi affascina (sicuramente un pò di meno) per le occasioni che perde per non allearsi, per pigrizia.
Un mondo pigro, che non so se ha la voglia di comprendermi. Non ho una storia da copertina, non ho carisma, non sono così simpatico o così buono o così bravo da piacere a tanti, a tutti. Qualche anno fa vivevo al centro, ma al centro di compagnie effimere. Mi sono ripreso, per fortuna. Ma mi sono incattivito con tutti, non ho più la capacità di coltivare un'amicizia così come ce la si immagina. Ma non perchè lo voglia, ma piuttosto perchè non c'è nessuno che abbia la mia stessa esigenza oggi, o che comunque voglia condividerla con me.
Un'amicizia "da manuale", di quelle che due persone si bastano, e non c'è bisogno di tutta una serie di condizioni a margine per uscire insieme. Senza il bisogno di saltare da un posto all'altro solo per riempirsi le giornate, e magari se un amico è single e ha 1 paio di amiche da mettere in mezzo, allora si che è figo.
Non so dove iniziano i miei limiti e finiscono quelli degli altri, già il fatto di poter ammettere di essere perfettibile, se non proprio da rifare, prendetelo come un buon auspicio per un domani migliore.

E così, il giorno di S.Valentino, festa commerciale voluta da chi ha capito che anche in amore la forma conta sempre troppo, e sempre troppo più della sostanza, almeno per il mio solito 90% di finto-innamorati (quelli che, per intenderci, non amano l'altra persona, ma amano la sensazione di sentirsi amati da qualcun'altro..una specie di "specchio specchio delle mie brame") è una buona occasione x fare un bilancio, visto che il 2007 sarà un anno che se ne andrà così a fare bilanci e punti della situazione.

Io che corro, gli altri che mi ignorano, io che posso ritenermi a questo punto fallimentare nella gestione delle mie amicizie, ma pur sempre col dubbio che non fosse poi tutta colpa mia. Tutt'altro.

La mia università, la mia carriera senza grossi intoppi, un pezzo di carta che mi aspetta fra qualche mese già non basta, pur sapendo che tanti vorrebbero stare dove sto io. E c'è un domani che mi fa un pò più paura, perchè se ti perdi la gente per strada, la gente con cui hai condiviso tutto, figurati gli sconosciuti. Figurati chi deve darti dei soldi. Chi ti deve dar da mangiare..

Ma per fortuna non c'è, e credo (e spero) non ci sarà mai, la paura di restare solo, lei gira ancora alla larga. Ecco perchè forse, oggi, solo lo sono davvero. Correndo. Chissà che qualcuno non mi fermi per strada..


martedì, febbraio 13, 2007

dai, che fra 1 pò succederà anche a Bari


Gli studenti toccano la professoressa mentre un compagno di classe riprende la scena con il videofonino. E' accaduto l'anno scorso in un istituto privato di scuola superiore a Lecce, ma il filmato è stato immesso sul web solo pochi giorni fa e subito è scoppiato lo scandalo. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per atti sessuali con minori. Un'indagine parallela è stata avviata anche dal Provveditore agli studi di Lecce Antonio Campanelli. Nelle immagini, è ripresa la giovane professoressa di matematica, seduta alla cattedra mentre a turno, almeno tre studenti le toccano il fondo schiena senza provocare alcuna reazione. Finché uno di loro azzarda un po' troppo e la professoressa gli scaccia via la mano. Quest'anno, la professoressa di matematica ha cambiato scuola; da ottobre insegna in un altro istituto e si dice scandalizzata per quello che è accaduto. Non accetta insinuazioni, e anche di fronte a immagini che a tratti appaiono quasi inequivocabili, si difende sostenendo che lo hanno fatto a sua insaputa. Cos'è capitato quella mattina? "Hanno simulato: ecco cos'è successo, una vera e propria simulazione. Non appena ho capito quello che stava succedendo, li ho scacciati e sono corsa dal preside per chiedergli di convocare i genitori. C'era una gran confusione attorno alla cattedra; non mi ero accorta che qualcuno stava riprendendo la scena con il videofonino: se l'avessi visto l'avrei sbattuto contro il muro quel delinquente e avrei fatto in diecimila pezzi il telefonino". E invece lei come si è comportata? "Ci sono i verbali che parlano chiaro. Sono andata dal preside e credo che lui abbia preso dei provvedimenti contro quei ragazzi. Lo sa perchè l'hanno fatto?" Me lo spieghi lei. "Perchè uno di loro voleva farsi bello con suo cugino e fargli vedere che aveva una prof carina, ma neppure hanno capito cosa hanno fatto". Forse volevano vendicarsi di un suo modo troppo rigido di insegnare. "Non è vero, con loro avevo un bellissimo rapporto. Con me potevano parlare di tutto, sapevano che li avrei capiti". Nell'istituto dove insegna sanno quello che le è capitato nella scuola privata? "Certo che lo sanno e a loro ho detto che non voglio nessuno intorno alla cattedra. State lontano mille miglia da me: vi ascolto, ma non voglio più nessuno vicino a me. Mi è bastato quello che è successo l'anno scorso".

lunedì, febbraio 12, 2007

le cose strane

Quindici persone arrestate, tutti militanti di un'organizzazione dell'ala movimentista delle Brigate Rosse, la cosiddetta "Seconda posizione". Fra loro, alcuni sindacalisti della Cgil, che sono stati subito sospesi. E' il primo bilancio di una vasta operazione antiterrorismo che ha impegnato le questure di Milano, Padova, Torino e Trieste con il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Oltre 500 gli agenti impegnati, con l'impiego di unità cinofile antisabotaggio, elicotteri e nuclei degli artificieri. I militanti sono accusati, fra l'altro, di associazione sovversiva e banda armata.

I pedinati. Tra gli obiettivi dei presunti terroristi, c'erano il professor Pietro Ichino, economista, "oggetto di sopralluoghi e di embrionali inchieste"; una delle abitazioni di Silvio Berlusconi, la casa di via Rovani a Milano; la sede dell'Eni a San Donato (Milano) "per ragioni di politica in Medio oriente"; la sede di Mediaset a Cologno Monzese; la redazione del quotidiano Libero, a Milano; la sede di Sky, anch'essa a Cologno Monzese; alcuni ex dirigenti della Breda, "ritenuti responsabili della morte di operai per malattie collegate alla presenza in fabbrica dell'amianto".

Gli arresti. Sei gli arresti e una ventina di perquisizioni a Padova, almeno un arresto a Milano e a Torino. Almeno 70 indagati. I militanti finiti in carcere si erano dati una struttura articolata e si esercitavano a sparare nella Bassa Padana. Tali esercitazioni sarebbero state filmate dalla Digos. Ai quindici, secondo indiscrezioni, è contestato il progetto di un attentato. Anzi, il ministro dell'Interno Amato, ha dichiarato: "Probabilmente lo abbiamo sventato".

Indagini dal 2004. L'operazione ha origine da un'indagine, iniziata dalla Digos di Milano nell'agosto del 2004 e coordinata dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano Ilda Boccassini, avviata in seguito al rinvenimento, in una cantina, di documentazione di natura eversiva e materiale riconducibile ad attività illegali (passamontagna, attrezzatura tecnica per fiamma ossidrica, timer ed altra strumentazione elettronica). Il gruppo si sarebbe autofinanziato con rapine.

I nomi. Tra gli arrestati c'è Alfredo Davanzo, 49 anni, ritenuto uno dei leader di "Seconda posizione". Era stato condannato nel 1982 a dieci anni di carcere per rapina a mano armata. Fermato nel 1998 a Parigi su richiesta della magistratura italiana, fu rimesso in libertà qualche giorno dopo dalla Corte d'Appello della capitale francese. E' stato preso a Raveo, un piccolo centro agricolo, settenta chilometri a Nord di Udine. Fra i militanti fermati a Padova, ci sono attivisti del Cpo, centro popolare occupato, "Gramigna". Risulta agli arresti anche Bruno Ghirardi, ex appartenente ai Colp (Comunisti organizzati per la liberazione del proletariato). Era libero, dopo aver scontato una ventina d'anni di prigione per una condanna subita nel 1984. I Colp erano un gruppo attivo in Italia e collegato in Francia con Actione Directe.

L'elenco degli arrestati. Per cinque giorni non potranno avere contatti con gli avvocati, secondo una norma del Codice di procedura penale viene applicato raramente. Ecco i nomi. Davide Bortolato, 36 anni; Amarilli Caprio, 26 anni; Alfredo Davanzo, 49 anni; Bruno Ghirardi, 50 anni; Massimiliano Gaeta, 31 anni; Claudio Latino, 49 anni; Alfredo Mazzamauro, 21 anni; Valentino Rossin, 35 anni; Davide Rotondi, 45 anni; Federico Salotto, 22 anni; Andrea Scantamburlo, 42 anni; Vincenzo Sisi, 53 anni; Alessandro Toschi, 24 anni; Massimiliano Toschi, 26 anni; Salvatore Scivoli, 54 anni.

giovedì, febbraio 08, 2007

fra quei 3056 anni vi raggiungo

Apertura a sorpresa questa mattina per chi era sintonizzato sulle frequenze di di 'Deejay Chiama Italia', il programma di Linus e Nicola Savino su Radio Deejay. I milioni di ascoltatori che ogni giorno seguono il programma, si legge su una nota, sono stati accolti da Fiorello, che ha finto di essere tornato "al suo primo amore Radio Deejay". Marco Baldini, complice dello scherzo, gli ha retto il gioco fingendo di essere un po' triste per la fine della loro coppia, ma felice per la sua scelta.

Il programma è andato avanti con Fiorello e dopo il brano di Carla Bruni, uno dei personaggi imitati da Fiorello, sono intervenuti Linus e Nicola per svelare che si trattava solo di uno scherzo. Fiorello, che debutta stasera a Milano con lo spettacolo 'Volevo fare il ballerino? e non solo!', è passato da Radio Deejay per salutare tutti i suoi vecchi amici.

cervelli in fuga


Bulat Sanditov è sfinito. La burocrazia italiana gli ha spento l'entusiasmo, la legge Bossi-Fini gli ha tolto la speranza di riabbracciare sua moglie. E così, dopo aver lottato per un anno frugando nelle pieghe della legislatura per restare nel nostro paese regolarmente, ha deciso di rinunciare. Domenica lascerà l'Italia, destinazione Olanda.

Bulat Sanditov non è uno dei tanti immigrati clandestini in cerca fortuna, ma un giovane e promettente ricercatore russo, con due dottorati in tasca e una brillante carriera accademica davanti, che ha vinto una borsa di studio all'università Bocconi. Olga, sua moglie, a Mosca fa l'avvocato, ma era disposta a lasciare il suo paese, a rimettersi a studiare e ricominciare tutto da capo, lontana da casa, pur di stare vicino a suo marito. Anche perché ad aprile nascerà il loro primo figlio.

"Too much" (troppo) dice Bulat con un sorriso malinconico mentre impacchetta le ultime cose che ha lasciato nella stanza al primo piano del Cespri, il centro per la ricerca sull'innovazione e l'internazionalizzazione della Bocconi dove per diciotto mesi ha affiancato il professor Francesco Lissoni, direttore del centro, nel censimento dei brevetti universitari in Europa costruendo un complesso database. "È un anno che combatto, un anno passato tra uffici della questura e della prefettura a chiedere informazioni, a consegnare documenti. It is too much - sospira il ricercatore - . Mi dispiace partire, ma in Olanda le trafile burocratiche sono state molto più semplici e veloci: ho già un permesso di soggiorno. Con la Bocconi continuerò a collaborare, ma a distanza".

Bulat ha trent'anni ed è nato a Ulan Ude, una cittadina della Siberia sul lago Bajkal, quasi al confine con la Mongolia. Laureato all'università di Novosibirsk, ha preso due dottorati di ricerca: il primo in fisica della materia a Mosca, l'altro in economia a Maastricht. Un curriculum invidiabile. "Alla fine del secondo dottorato mi hanno offerto una borsa di studio a Milano e una a Strasburgo. Ho scelto la Bocconi perché conoscevo già il Cespri e mi interessava molto la loro ricerca. Non ero mai stato in Italia e mi è piaciuta moltissimo. Ma ho avuto troppo problemi".

Il calvario di Bulat inizia nell'agosto del 2005. Dopo un primo mese di assestamento, inizia le pratiche per ottenere un permesso di soggiorno regolare. Ad aiutarlo ci sono la segretaria del Cespri e il direttore del centro Francesco Lissoni che, più volte, se ne occupa personalmente. "Come borsista a contratto ricade nella categoria dei lavoratori autonomi, quindi fuori delle quote della legge Bossi Fini - racconta il professore Lissoni - . Nessuno sapeva come fargli avere il permesso di soggiorno. La legge infatti è talmente vaga che lascia spazio a molte interpretazioni". "Sono partito dalla direzione provinciale del lavoro - spiega Bulat - perché dovevano verificare che il contratto della Bocconi fosse regolare. Poi mi hanno detto che dovevo andare in prefettura per avere un visto regolare. Ho lasciato tutti i documenti richiesti e ho aspettato tre mesi, senza ottenere nessuna risposta". A quel punto tutto il centro di ricerca si mette in moto per aiutarlo.

Telefonate senza risposta, code agli sportelli, gimcane fra gli uffici, raccomandazioni di amici. Finalmente il 17 dicembre 2005 arriva il permesso di soggiorno. Dopo tanta fatica, al dipartimento si festeggia: il visto viene fotocopiato e appeso nella stanza di Lissoni dove sta ancora oggi. Bulat tira un sospiro di sollievo pensando che il peggio sia passato. Ma non è così. A gennaio inizia ad informarsi sul ricongiungimento familiare. Sua moglie Olga è stata a Milano solo tre mesi, con un visto turistico, poi è dovuta ripartire.

"Anche questa volta la trafila è lunghissima - continua Bulat - . Sono riuscito ad ottenere la mappa catastale dell'appartamento necessaria per dimostrare che la casa è abbastanza grande da poter ospitare anche mia moglie, ma mi sono arenato sul modello unico per la dichiarazione dei redditi. Io pago le tasse in Russia e non ho mai fatto il modello unico". "Abbiamo proposto alla questura di accontentarsi del contratto della Bocconi ma non c'è stato verso - spiega il professor Lissoni - . Anche io ero sfinito e stava diventando imbarazzante continuare a chiedere aiuto agli amici.

Così abbiamo rinunciato. Ma la prossima volta che decido di prendere un ricercatore dall'estero mi procuro prima un buon avvocato. Perché il problema non sono mai state le persone, ma la legge. In questo anno abbiamo incontrato funzionari gentilissimi che si sono fatti in quattro per cercare di aiutarci, ma la Bossi-Fini prende in considerazione solo due categorie: i professori con una cattedra o gli assegni di ricerca. E tutte le altre forme di contratto?". E sospira: "Peccato, perché Bulat è davvero uno come ce ne sono pochi".

mercoledì, febbraio 07, 2007

pazza

Nuova gaffe di Berlusconi, che questa volta prende di mira i gay che, sostiene, "sono tutti dall'altra parte". Intervenendo alla campagna elettorale del candidato sindaco di centrodestra a Monza, Marco Mariani, il Cavaliere ha prima fatto riferimento alla recente polemica con la moglie, Veronica Lario, che qualche giorno fa gli ha chiesto scuse pubbliche in una lettera inviata a Repubblica. "Come vedete - ha detto al pubblico del Teatro Manzoni, tenendo una mano sulla spalla del candidato sindaco - siamo due vecchietti. Se fossimo delle donne per noi andrebbe meglio, visto che esistono le creme, la chirurgia estetica, ecc. Ma certe cose non posso più dirle...".

Poco prima rivolgendosi ai giovani presenti aveva detto che ai suoi tempi "era già un centravanti di sfondamento e oggi mi sento più giovane di molti di voi che siete qui in sala".

Ma Berlusconi non si è limitato a tirare in ballo nuovamente "le donne". Prendendo spunto dal secondo nome del candidato sindaco, Maria, ha osservato: "A me Marco Mariani piace anche perché ha come secondo nome Maria, il che dimostra che ha un intuito simile a quello delle signore. E' positivo perché le donne capiscono cose che noi uomini non capiamo. Gli uomini arrivano sempre dopo. Le donne hanno più intuito, quell'intuito tipicamente femminile che non hanno gli uomini e nemmeno i gay. Ma i gay - ha concluso Berlusconi - sono tutti dall'altra parte...''.

Le reazioni. "Magari fosse vero", ha replicato Franco Grillini, deputato dell'Ulivo e presidente onorario dell'Arcigay. "Diciamo che è vero in parte. Di certo i gay non votano per i partiti clericali, ma dalle ricerche che abbiamo fatto noi sotto elezioni, c'è una parte consistente che vota per il centrosinistra e c'è un'ulteriore parte che vota per il partito Radicale o Rosa nel Pugno. C'è però una consistente minoranza che continua ad esprimere il suo consenso per Forza Italia e An. Proprio per questo, ribadisco, magari Berlusconi avesse ragione!". "E in ogni caso - ha concluso Grillini - lavoro perché la profezia di Berlusconi si avveri".

"Sicuramente quelli di sinistra sono dei coglioni gay - ha replicato il deputato transgender di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria - Da parte nostra si registra un maggiore orgoglio omosessuale rispetto ai gay che stanno nel centrodestra". "Una battuta poco elegante - ha proseguito Luxuria - e di certo non farà piacere all'associazione Gaylib. Peccato che, come lui sa bene, ci sono molti gay anche nel centrodestra. D'altronde, l'omosessualità non è un fenomeno endemico che ha l'esclusiva di un partito politico".

Più severo il commento del capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli: "Berlusconi è incappato in un'altra caduta di stile, ma al suo posto non sarei così sicuro che i gay stiano tutti a sinistra. Il leader di Forza Italia si guardi intorno, anche tra i suoi uomini più fidati, che proprio etero non sono. Da oggi ci auguriamo che passino tutti nell'Unione. Questa infelice battuta dimostra che si farebbe qualunque cosa per fermare la legge sulle unioni civili".

"Ogni qualvolta Berlusconi tenta di rendersi simpatico, manca l'obbiettivo - ha osservato Enrico Oliari, leader di GayLib, l'associazione che raccoglie gli omosessuali della CdL e militante di Alleanza Nazionale - Sostenere che i gay stanno solo a sinistra è ridicolo, l'omosessualità non ha colore. Non vorrei che certe battute del presidente Berlusconi ci facciano perdere nuovamente le elezioni per ventimila voti, magari di gay stanchi della sua omofobia".

Ironico il leader Udc Pier Ferdinando Casini: "Domani sarà la prima notizia...". E ancora: "Davvero ha detto questo? Allora domani sarà costretto a scrivere un'altra lettera di scusa...". Altrettanto sarcastico il responsabile informazione della Margherita Renzo Lusetti: "Silvio Berlusconi non finisce mai di stupire. Consiglio al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, di lasciare uno spazio in pagina per le pubbliche scuse...".

Non è la prima volta che Berlusconi 'inciampa' su battute legate all'omosessualità. E' l'aprile del 2000 quando dalla 'Nave azzurra' racconta una barzelletta che scatena l'ira di molte associazioni gay. "Un malato di Aids va dal medico e gli chiede: 'Dottore cosa posso fare per la mia malattia?'; il medico risponde: 'Faccia delle sabbiature'. 'Ma dottore, mi faranno veramente bene?'. 'Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra". Le polemiche travolgono la crociera elettorale di Berlusconi con la violenza di uno tsunami.
Passano gli anni, ma non la voglia di umorismo del Cavaliere.

E' il marzo del 2005. Al termine di un estenuante vertice europeo a Bruxelles, Berlusconi esce dal palazzo del Justus Lipsus evitando accuratamente dichiarazioni politiche, ma non le battute: "Se uno vuole santificarsi in Italia deve essere sia gay che di sinistra...". E giù, nuove polemiche. L'ultima battuta, nel maggio dello scorso anno. Ad Arcore per presentare il candidato sindaco Marco Rocchini, Berlusconi torna sull'argomento: "Mi hanno accusato di tutto: mi hanno dato del mafioso e della persona poco perbene, tranne che sono gay...".

L'ironia della sorte è che in politica il presidente di Fi ha sempre difeso i diritti degli omosessuali. Pur dichiarandosi contrario ad una legge sui Pacs, infatti, ha lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati sottolineando più volte però che "non si devono in alcun modo discriminare gli omosessuali".

lunedì, febbraio 05, 2007

manning ha finito di perdere

Passerà alla storia il Super Bowl di Football 2007. Nel Dolphin Stadium di Miami, sotto una pioggia battente alquanto insolita per il clima della Florida, la sfida per il titolo Nfl è andata per la prima volta alla squadra di Indianapolis, i Colts, che hanno battuto 29-17 i Chicago Bears. Ma non è questa l'unica novità. Il successo dei Colts segna anche un'altra svolta negli annuali della National football league: per la prima volta a vincere il titolo è stato un coach afroamericano, Tony Dungy.

Il trionfo di Indianapolis segna poi finalmente la consacrazione di Peyton Manning. Il quarterback era stato due volte miglior giocatore della Lega, ma non aveva ancora mai vinto nulla. Insieme al titolo questa volta si è portato a casa anche il Lombardy Trophy (il trofeo riservato ai vincitori) e il premio per il Most Valuable Player del Super Bowl. Determinanti le sue cifre: 25 passaggi completati su 38 tentativi, 247 yards percorse dalla squadra su passaggi e 1 touchdown.

Sotto un autentico diluvio, la partita è cominciata con i fuochi artificiali. Chicago è passata in vantaggio alla prima azione. Devin Hester, con un ritorno di 92 yard, ha riportato in meta il kickoff di Adam Vinatieri. Altro record, visto che mai il Super Bowl si era aperto con una segnatura sul primo gioco. Ma Peyton Manning ha replicato quasi subito mandando in gol Reggie Wayne con una "bomba" di 53 yards. I Bears hanno replicato ancora portandosi avanti (14-6) grazie a un touchdown di Muhammad (4 yards su passaggio di Grossman).

Da lì in poi è salito in cattedra il kicker di Indianapolis, Adam Vinatieri: un touchdown di Rhodes e tre "field goal" del calciatore dei Colts hanno portato Manning e i suoi sul 22-14. Ma Chicago non ha ceduto e ha ancora accorciato con un calcio di Robbie Gould da 44 yards.

A questo punto i Bears sembravano tornati in partita e, con l'ovale in mano e 10 minuti da giocare stavano cercando di rimontare. Ma un passaggio di Grossman è stato intercettato da Kelvin Hayden che lo ha riportato in touchdown con una corsa di 56 yards. Il quarantunesimo Super Bowl è finito lì.

grazie yasmine (le sarde stanno a pressione)

Le italiane sono le donne europee che fanno più spesso l'amore. A stabilire l'invidiabile primato è uno studio reso noto oggi a Berlino dalla Società Europea di Contraccezione, in occasione della presentazione nella sede della Bayer Schering Pharma a Berlino, in occasione del lancio di una nuova pillola di "Yasminelle", una nuova pillola anticoncezionale a basso dosaggio di estrogeni che promette di non avere effetti collaterali. Secondo l'indagine, condotta su 12mila donne europee fra i 15 e i 49 anni, il 59% delle italiane ha più di un rapporto sessuale a settimana: la media più alta del Vecchio Continente. Seguono le ceche (57%), le russe(56%), le francesi (55%) e le spagnole (54%). Ultime le donne austriache, di cui solo il 38% ha dichiarato di fare l'amore una o più di una volta a settimana. Le italiane sono all'ultimo posto, invece, nell'uso di contraccettivi: solo il 29% usa la pillola e moltissime preferiscono i metodi "naturali" come il coito interrotto o il preservativo.

In base agli ultimi dati del 2006 sono 2,2 milioni le italiane tra 15 e 49 anni che usano contraccettivi ormonali: in testa le sarde, 28,6%, seguite da valdostane (22,8%) , liguri (19,9%) ed emiliane (19,4%). In coda le campane (7,6%) e le donne lucane 7,3%.

mercoledì, gennaio 31, 2007

silvio risponde

"Ero recalcitrante in privato perché sono giocoso ma anche orgoglioso. Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto. Siamo insieme da una vita. Tre figli adorabili che hai preparato per l'esistenza con la cura e il rigore amoroso di quella splendida persona che sei, e che sei sempre stata per me, dal giorno in cui ci siamo conosciuti e innamorati. Abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno".

"Ma finirà e finirà nella dolcezza come tutte le storie vere. Le mie giornate sono pazzesche, lo sai. Il lavoro, la politica, i problemi, gli spostamenti e gli esami pubblici che non finiscono mai, una vita sotto costante pressione. La responsabilità continua verso gli altri e verso di sé, anche verso una moglie che si ama nella comprensione e nell'incomprensione, verso tutti i figli, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente".

"Ma la tua dignità non c'entra la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento. Ma proposte di matrimonio, no, credimi, non ne ho fatte mai a nessuno. Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d'amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio Silvio ".

povero silvio!


Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " ... se non fossi già sposato la sposerei subito" "con te andrei ovunque".

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

martedì, gennaio 30, 2007

casualità

Alexander Litvinenko è ancora un bersaglio. L'ex spia russa morta il 23 novembre scorso a Londra per avvelenamento da polonio 210, torna a fare parlare di sé. In un video compare infatti una sua foto crivellata di colpi, presa di mira da un gruppo di agenti delle forze speciali russe impegnate ad esercitarsi.

Secondo il Times, le riprese effettuate in un centro di addestramento fuori Mosca mostrano 80 militari della Brigata Vityaz che gareggiano armi alla mano. Nel filmato, che risale a sei giorni dopo la morte di Litvinenko, compare Serghei Mironov, presidente del senato russo, nell'atto di consegnare ai vincitori il berretto marrone delle Spetsnaz come premio.

"Il video - ha dichiarato Aleksandr Goldfarb, portavoce della famiglia Litvinenko - dimostra come Aleksander fosse il numero uno nella lista nera dei servizi segreti russi. Era il loro arcinemico".

Il centro di addestramento è gestito da un ex capo delle forze speciali, Sergei Lysiuk, citato nel libro-denuncia di Litvinenko, nel quale diversi attentati avvenuti in Russia nel 1999 vengono attribuiti ai servizi segreti accusati di voler scatenare la seconda guerra cecena per consolidare il potere di Vladimir Putin.

Ora Scotland Yard chiederà a Mosca spiegazioni sul filmato, dal quale il Cremlino ha preso in parte le distanze. Dal portavoce Dmitri Peskov arriva infatti l'ammissione dell'uso fatto della foto di Litvinenko come bersaglio di tiro, con la precisazione che il centro di addestramento in questione non apparterrebbe alle forze speciali.

lunedì, gennaio 29, 2007

ma io, dov'ero?

Sabato sono stato al concerto degli Utopia in taverna vecchia. Sarà il settimo-ottavo concerto in cui sento parlare di loro, ma non avevo mai presenziato. In linea di massima sono + anziano di loro di 3-4 anni di media. Ma sono andato, non ho la spocchia. Sarò mediocre io.

Commento? Affascinante. Attorno a questa band che definirei "power-pop", che alterna pezzi melodici di produzione propria a cover più o meno discutibili (su tutte, "Fumo e Cenere" dei Finley) si è creato un microcosmo meraviglioso. Probabilmente è nei sogni di tutti noi frustrati intellettualoidi quello di aggregare tanto materiale umano del sesso opposto nello stesso luogo, a cantare le tue canzoni.

Ce n'era per tutti, dalle EMO ai fighetti, dagli indecisi (ovvero quelli che, genuinamente, sono senza identità prestampata) ai fidanzati 1 pò annoiati, tutto questo condito da 1 età media di 17-18 anni.

E' gente che ci crede davvero: sia chi suona, sia chi canta, sia chi "fuck the world" e poi sa a memoria "Senza Parole" di Vasco e "Urlando contro il cielo" di Liga, cover scelte con una certa furbizia dai 4.

La domanda è appunto: ma io, dov'ero? Dov'ero mentre invecchiavo? a 18 anni, me ne andavo dietro al power-pop? Mi opponevo al sistema che mi permette di spendere centinaia di euro in vestiti? O che mi permette abbonamenti a Internet flat grazie al quale coltivare il mio Myspace, avere lotti di amici, ma poi fondamentalmente avere tante effimere verità?

E oggi, perchè non mi sono accorto prima di sabato, che io, che grande non sono ancora, ho perso il contatto con la generazione a me immediatamente successiva?

Affascinante, davvero.

(indimenticabile un episodio: 2 signori, presumibilmente marito e moglie, 40 anni, si affacciano all'ingresso: Billyboy e Mr. Finch chiedono giustamente i 2 euri e 50 di ingresso. I signori, stizziti "ma che ingresso, sono venuto a cercare mia figlia che non risponde più al telefono!"
Non ho potuto che skhattare a ridere in faccia a tutto questo. Affascinante)

giovedì, gennaio 25, 2007

un uomo di sinistra come me

«Gli italiani vogliono cambiare questo governo e questa maggioranza taroccata» e dunque l'Italia «tornerà a essere governata dal fronte liberale e da un uomo di sinistra come me: è un paradosso ma è vero visto che l'unica politica sociale di sinistra l'abbiamo fatta noi del centrodestra». Così Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia ed ex premier è tornato a criticare l'operato dell'esecutivo di Romano Prodi poco prima di entrare ad una cena con i deputati azzurri nel ristorante di un lussuoso albergo romano.
«LE ELEZIONI? UN IMBROGLIO» - Nell'occasione Berlusconi è tornato a parlare dei risultati delle elezioni dello scorso anno e parlando di governo e maggioranza ha sottolineato: «Non hanno neppure vinto le elezioni, perchè hanno imbrogliato» e stanno «facendo perdere prestigio al Paese» facendo «andare all'estero anche i capitali stranieri». Insomma, ha attaccato il Cavaliere, «stanno facendo cose che non hanno cittadinanza in una democrazia piena e compiuta».
«PIANO CRIMINALE» - L'ex premier ha criticato in particolare un provvedimento legislativo varato dal governo, il disegno di legge Gentiloni sull'emittenza televisiva. Testo che dovrà essere licenziato dalle Camere. «Quello non è un ddl, ma un piano criminale verso il capo dell'opposizione e verso le sue proprietà private - ha tuonato Berlusconi -. Non credo, anzi sono sicuro, che tuttavia non troverà 160 complici che porteranno a realizzazione un progetto criminale».
LE PENSIONI - «Non so cosa farà la maggioranza sulle pensioni - ha detto ancora Berlusconi - visto che uno dice una cosa e uno ne dice un'altra. Aspettiamo di vedere cosa saranno in grado di fare». «Continuo a sperare che questa maggioranza imploderà al suo interno - ha aggiunto - . Stanno azzerando tutto il gran lavoro che abbiamo fatto in cinque anni: stanno facendo fare numerosi passi indietro al nostro paese, mentre non sono in grado di fare le riforme positive».

chi li tiene, non li mette (ma se lo fa mettere)


Paris Hilton l'ha fatta grossa, e adesso molti suoi effetti personali compromettenti sono su internet. L'ereditiera dell'omonima catena alberghiera si è dimenticata di saldare il conto di un magazzino di Los Angeles dove, tra un trasloco e l 'altro, teneva decine di scatoloni contenenti suoi ricordi. Qualcuno li ha comprati e rivenduti a un signore, Bardia Persa, che ha creato un sito internet a pagamento, Parisexposed.com, dove è possibile vederli. Dietro pagamento di una quota mensile, circa 30 dollari, Persa promette centinaia di video privati a dir poco compromettenti e altrettante fotografie che ritrarebbero Paris, tra l'altro, mentre assume droghe. Ci sono anche diari, lettere di ex spasimanti e quant'altro. I legali di Paris hanno già annunciato che "useranno tutti i mezzi legali" per contrastare il sito, che potrebbe diventare un tormentone. La fattura che inizialmente Paris non ha pagato ammontava a 208 dollari, circa 160 euro.

sabato, gennaio 20, 2007

brutto colpo x il download legale

Ancora una sentenza in materia di diritto d'autore, software e download. Stavolta a pronunciarsi è la Terza Sezione della Corte di Cassazione, che lo scorso 9 gennaio ha emesso la sentenza n. 149. La Corte è stata chiamata a pronunciarsi a seguito di ricorso avverso sentenza emessa dalla Corte di Appello di Torino, sentenza di conferma della pronuncia di colpevolezza di due studenti in ordine ai reati di cui agli artt. 171 bis e 171 ter legge diritto d'autore (la famigerata n. 633/41).

L'attuale previsione normativa
Anzitutto è bene ricordare che dopo le varie e spesso ravvicinate modifiche, ad oggi le due disposizioni di legge si sono "assestate" sulle seguenti versioni: l'art. 171 bis prevede la punibilità da sei mesi a tre anni, di chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE).

L'art. 171 ter punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chi per uso non personale ed a fini di lucro, abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un'opera dell'ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; chi abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati.

Per primo grado e Corte di Appello gli imputati erano colpevoli...
I giudici dei procedimenti precedenti avevano ravvisato entrambi i reati nei confronti di due soggetti che avevano creato, gestito e curato la manutenzione di un sito ftp mediante un PC esistente presso l'associazione studentesca del Politecnico di Torino, sul quale venivano sostanzialmente effettuati download di programmi ed opere cinematografiche tutelate dalla legge sul diritto d'autore. Tali programmi una volta scaricati potevano essere prelevati da determinati utenti che avevano un accesso al server, conferendo a loro volta altro materiale informatico sul server stesso.

La punibilità degli imputati era basata sull'osservazione che l'attività da loro posta in essere implicava come passaggio obbligatorio, la duplicazione dei programmi relativi alle opere protette - violazione del diritto d'autore per trarne profitto - ed il successivo download, violativo del diritto d'autore in quanto fatto commesso per uso non personale (disponibilità a favore dei terzi) con fini di lucro.

... secondo la Cassazione invece...
La Corte di Cassazione ha anzitutto escluso la configurabilità del reato di duplicazione abusiva - e quindi il reato di cui all'art. 171 bis - in quanto la duplicazione non è operazione propedeutica al download, ma concetto ben diverso. Difatti la duplicazione non era attribuibile a chi originariamente aveva effettuato il download, ma a chi si era salvato il programma prelevando i files necessari dal server su cui erano disponibili.

Per quanto concerne invece il reato di cui all'art. 171 ter, essendo che nello stesso è previsto quale elemento costitutivo del reato il fine di lucro, secondo la Corte di Cassazione è possibile escludere tale fine nel caso di specie.
Difatti il legislatore, che più volte è intervenuto nella legge a tutela del diritto d'autore alternando nei vari reati i fini di lucro a quelli di profitto, ha messo in risalto la netta distinzione tra i due concetti.
Lo scopo di lucro è rintracciabile laddove vi sia il perseguimento di un vantaggio economicamente apprezzabile; lo scopo di profitto include ogni mero vantaggio morale. In questo caso la messa a disposizione dei programmi mediante attività di download non configura alcun lucro (elemento richiesto dal 171 ter) poiché le attività sono state effettuate gratuitamente.

Decisione finale: la Corte di Cassazione ha annullato le precedenti sentenze di condanna degli imputati, ritenendo che la fattispecie oggetto del processo non costituisca fatto previsto dalla legge.

Interessante conclusione anche alla luce della continua incertezza vigente nella materia.

giovedì, gennaio 18, 2007

luna rossa, nera


Sole, temperatura di poco sopra i 10 gradi, qualche raffica di vento per l’ingresso in acqua. La bottiglia si è infranta, come da copione, alle 11 e 12, con un piccolo ritardo rispetto al programma. Deciso il manrovescio della madrina, Miuccia Prada (in giaccca rossa e gonna scura), che ha frantumato la bottiglia di spumante sulla prua della nuova Luna Rossa, numero velico ITA 94 (vuol dire che è la 94esima imbarcazione della classe coppa America costruita al mondo) la sesta con questo nome (45, 48, 74, 80 e 86 le altre) in tre sfide consecutive alla coppa America. Presenti naturalmente Patrizio Bertelli (consorte della signora Miuccia e vera anima, oltre che presidente, del team Luna Rossa), Carlo Buora, vice presidente esecutivo del gruppo Telecom e Carlo Croce, presidente dello Yacht Club Italiano, il circolo sotto il giudone del quale, Luna Rossa ha presentato la propria sfida alla coppa America 2007.
Completamente mascherata sino alla coperta, la nuova Luna Rossa ha mostrato pochissimo di sè. Al primo colpo d’occhio pochissime (o ben celate) le differenze sull’opera morta (come i marinai chiamano tutto ciò che sta fuori dall’acqua di una barca) rispetto alla sua sorella maggiore (ITA86) varata lo scorso 22 marzo e utilizzata durante le regate degli Acts della Louis Vuitton cup 2006. Ma evidentemente ben più radicali saranno le differenze sott’acqua (nell’opera viva).

sabato, gennaio 13, 2007

la gente pensa che io sia idiota (?)

Non è successo niente di particolare, non succede mai niente di particolare in questo frangente.
Giunto al secondo rigo di questo post, e rileggendo il titolo, potrei anche pensare di me che abbia manie di persecuzione, o io forse mi sento idiota e dò la colpa agli altri..tutto è possibile.

Però, lasciatemelo dire,
(e rientra nella filosofia di questo blog, non scrivere mai una cosa finchè non ne hai il possesso), è 1 marea di tempo che sono circondato da gente che, magari senza cattiveria, ritiene che io non sia in grado di fare le cose che sto facendo o che cerco di fare.
Sono in debito di credito.

Ogni giorno che passa, ne sono più convinto. Magari è 1 fantasia mia, però comunque sia la sento.
E mi dà 1 motivazione enorme.

Quindi, pur essendo 1 post di socialità reversa, c'è sempre tempo di dire grazie.
Fammi aggiungere il punto interrogativo al titolo và..

giovedì, gennaio 11, 2007

evviva gli amministratori di condominio


Ad incastrarli è stata una macchia di sangue sulla loro auto. Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi hanno ammesso di essere loro gli assassini della strage di Erba: "Siamo stati noi. Abbiamo usato una spranga e due coltelli". Poche parole quelle del legale dei coniugi pronunciate ieri notte, subito dopo dieci ore di interrogatorio: "Non hanno confermato la stessa versione dell'altro giorno, ci sono state parziali ammissioni". Sono crollati di fronte a quella macchia di sangue di Mario Frigerio, l'unico sopravvissuto alla mattanza, sfuggita al maldestro tentativo di cancellarla dalla tappezzeria della loro auto. Ma l'intero alibi fornito dai coniugi Romano non reggeva. "Eravamo in paninoteca quando li hanno uccisi", ma lo scontrino del McDonald's sul lungolago di Como in cui i due hanno sostenuto di essere andati la sera dell'11 dicembre, fu rilasciato alle 21.30, un'ora e mezzo dopo la strage, un tempo sufficiente per permettere alla coppia di cancellare le tracce degli omicidi e raggiungere Como in macchina. E poi ad inchiodarli ci sono i tracciati del loro telefono cellulare, che all'ora della strage dimostra che erano in via Diaz; il racconto del sopravvissuto Frigerio , e le analisi dei reperti recuperati nella loro abitazione, nell'auto e nella casa del massacro.
Finalmente la verità a trenta giorni esatti dalla strage. Il movente resta quello avanzato con stupore all'indomani della strage: Azouz e sua moglie facevano troppo rumore. Le interminabili liti, le ingiurie, la denuncia per minacce la richiesta di denaro per ritirare la denuncia, l'imminente udienza davanti al giudice di Pace. Oggi la Procura comasca formalizzerà al gip Nicoletta Cremona, una nuova richiesta di misura cautelare. Ma, viste le nuove confessioni della notte, potrebbe trattarsi di solo di una formalità. Intanto per le famiglie delle vittime è pronto il nullaosta per i funerali. Valeria Cherubini, la vicina di casa di Raffaella e Azouz Marzouk verrà sepolta a Montorfano, un piccolo paese tra Erba e Como, mentre i funerali di Paola Galli, la madre di Raffaella, si terranno a Erba, verosimilmente sabato mattina. Le altre due vittime dell'eccidio di via Diaz, Raffaella Castagna e il piccolo Youssuf, saranno portate in Tunisia e laggiù sepolte con rito islamico, così come aveva fortemente voluto Azouz.

sabato, gennaio 06, 2007

peccato!

(in questi 16 giorni, tanti sono stati i pensieri, tante le cose che avrei potuto scrivere su questo blog. Lo farò, capiterà. Vi racconterò tutto :) buon 2007. Anno decisivo, per me.Per voi, spero felice)

Gay tv
chiude per mancanza di inserzionisti pubblicitari. L'annuncio, a sorpresa, e' stato dato oggi e da quel momento la redazione e' stata subissata di mail di solidarieta'.


Dal 31 gennaio 2007 si spengono le telecamere della tv satellitare a tematica gay che da 5 anni affronta argomenti spinosi per far conoscere al mondo cosa vuol dire la parola omosessualita'. ''Il coraggio di Gay Tv -spiegano i responsabili- non e' stato premiato e proprio il coraggio e' la virtu' che e' mancata agli investitori italiani che non hanno voluto pianificare campagne pubblicitarie affinche' questa voce alternativa non si ammutolisse del tutto''.

Rivolta indistintamente sia ad un pubblico gay che etero, Gay Tv e' stata una rete che ha avuto al suo attivo oltre 60 produzioni, programmi esclusivi che hanno spaziato dal puro intrattenimento all'informazione. ''L'obiettivo era quello di spiegare da un punto di vista nuovo, con un nuovo linguaggio, la realta' omosessuale e non solo, tentando di debellare pregiudizi e luoghi comuni in nome di un'uguaglianza in cui la rete ha sempre creduto''.