sabato, agosto 18, 2007

che meraviglia..

"Parlare di resurrezione è troppo, ma comunque è difficile che Cassano muoia. Mia madre mi ha trasmesso sin dalla nascita una sicurezza tale che persino oggi, dopo un anno e mezzo difficile a Madrid, mi fa sentire così forte". Non c'è astio nelle parole di Antonio Cassano, ma semplicemente la prova di una grande forza interiore che stamane ha mostrato per la prima volta un lato sconosciuto del carattere del barese. Sempre ironico ("perché se non scherzo, cosa volete che faccia?"), ma mai sopra le righe.
"Ho 25 anni, non sono ancora vecchio: ho davanti a me almeno altri 7-8 anni per fare grandissime cose" è stato l'esordio di Cassano, presentato con parole di miele dal presidente Garrone: "L'ho conosciuto stamane, ed anche se di lui è spesso parlato come di una sorta di Gianburrasca, vi posso assicurare che è un ragazzo dotato di grande umanità e responsabilità. E poi, chi come lui ha simili doti sul campo, non può essere un pesce freddo".
Avrà la maglia numero 99. "In parte è un omaggio a Ronaldo, un mio grande amico. Il 18 era già occupato, così ho fatto questa scelta. Mi sembra che il numero mi doni. E poi, nove più nove fa diciotto, dunque...". Mai presa in considerazione l'ipotesi di prendere il numero 10: "Quello appartiene a Flachi, che conosco bene, e spero possa tornare in campo al più presto. Sono qui da due giorni, e volete che tolga la maglia a una persona seria come lui?".
L'a.d. Marotta ha spiegato che la Samp ha acquisito il cartellino del giocatore con la formula del prestito con diritto di riscatto da esercitare nei primi 15 giorni del mese di giugno 2008. Se son rose fioriranno. Nel frattempo, Cassano ha ammesso di "essere sopra il mio peso-forma di due-tre chili, ma entro una settimana sarò a posto. Voglio andare in campo al più presto". Garrone l'ha messa sul ridere: "Va sicuramente meglio a lui che al presidente...".
Almeno 2000 persone hanno atteso Cassano fuori dallo Starhotel. E, quando Cassano alle 11.40 si è affacciato da un'uscita secondaria per lanciare la maglia alla folla, i vigili urbani hanno dovuto chiudere la strada al traffico in via Tommaso Invrea, davanti alla stazione Brignole.
Avrebbe potuto guadagnare molto di più altrove. Il Manchester City di Eriksson, tanto per fare un esempio, gli aveva offerto otto milioni di euro netti per un anno. "Ma io volevo la Samp, me ne hanno parlato tutti benissimo. E poi qui ha giocato Mancini, un mio fan, per quindici anni".
Fra mille elogi, Cassano ha cambiato espressione solo quando gli hanno riferito le parole (positive) di Capello: "No comment...". Non sa ancora dove andrà ad abitare, ma ha già le idee chiare al riguardo: "Voglio una villa sul mare, perché svegliarmi la mattina con il sole e il mare sullo sfondo mi rende felice. Mi mancava l'Italia. Avevo la necessità di tornare qui. Fuori dal mio Paese, non sono un granchè".
Oggi, alle 16, dopo il pranzo con Garrone e Marotta, il primo allenamento a Bogliasco e la presentazione ai compagni. Anche lì, sarà Cassanomania.

venerdì, agosto 17, 2007

giovani fin da giovani

Una prostituta è stata arrestata a Napoli con l'accusa di violenza sessuale su un minore. E' stata colta in flagranza di reato con un tredicenne nella zona dell'ex mercato del pesce, alla periferia del capoluogo campano.

Il ragazzino era arrivato in via Ponte della Maddalena con due amici, uno di 12 anni e uno di 14. In tasca avevano 15 euro ciascuno. E volevano avere un rapporto sessuale con delle prostitute, molto probabilmente il primo della loro vita. E' finita con una squillo arrestata e un'altra denunciata per atti osceni in luogo pubblico.

Inizia tutto poco dopo le 23 della sera tra il 14 e il 15 agosto quando i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli, durante un'azione di controllo, si sono insospettiti per la presenza di un dodicenne in una zona solitamente frequentata da prostitute. Fermato dai carabinieri il ragazzino, imbarazzato, ha subito ammesso. Ha raccontato che stava aspettando due suoi amici, che 'stavano con delle donne' e ha indicato anche dove.

Sono subito scattate le ricerche. Uno dei ragazzini era quasi sul ciglio della strada, l'altro in una zona più interna: entrambi stavano avendo rapporti sessuali, protetti. Alla vista dei carabinieri hanno iniziato tutti a scappare. Sono stati bloccati solo il tredicenne e le due prostitute nigeriane: una di 24 anni, accusata di violenza in quanto sorpresa con il ragazzino, e un'altra denunciata per atti osceni in luogo pubblico in quanto non si sa se corrisponda al vero quanto dichiarato dal tredicenne, e cioè che il suo amico, riuscito a scappare, aveva 14 anni.

Il ragazzo di 13 anni, di San Giorgio a Cremano, ha, quindi, raccontato, alla presenza del padre e del fratello, quello che era successo. Ha detto che in tre, tutti amici, avevano raggiunto la zona in autobus e che, avendo solo 15 euro in tasca, avevano anche contrattato il prezzo con le squillo di turno. E' apparso imbarazzato ma, secondo quanto trapelato, quasi per nulla pentito. Dal canto loro, i carabinieri sostengono che "clienti" così speciali proprio non li avevano mai individuati.

venerdì, agosto 10, 2007

martedì, agosto 07, 2007

quando la realtà supera la fantasia



(probabilmente la pubblicità più bella degli ultimi anni)

Il rapporto tra Fernando Alonso e la McLaren sembra deteriorato in modo ormai insanabile. Ieri l'agenzia Reuters ha citato una fonte secondo cui "di sicuro Alonso non correrà con la McLaren nel 2008". Oggi l'ultima novità è riferita dell'inglese Times che ne cita un'altra: "Per le informazioni in mio possesso - ha detto al quotidiano un anonimo - è stato detto ad Alonso che può andare via perché alla McLaren sono stanchi del suo atteggiamento. Dennis, in particolare, è assolutamente stufo sia di Alonso sia di Hamilton".
Dennis non avrebbe gradito le recenti esternazioni del campione del mondo alla stampa spagnola e sarebbe pronto a rescindere il suo contratto. Alonso, legato alla McLaren da un contratto fino al 2009 da 15 milioni di euro a stagione ha, di fatto, imposto un ultimatum alla scuderia anglo-tedesca: "O io o Hamilton".
Le voci sul possibile addio di Alonso alla McLaren hanno alimentato le indiscrezioni sul suo futuro che, secondo radio-paddock, potrebbe finire alla Ferrari al posto di Felipe Massa, tornare alla Renault rimpiazzando Giancarlo Fisichella o, ancora, passare alla BMW-Sauber o alla Toyota. Da parte della McLaren però, ufficilamente, è stata ribadita la volontà di rispettare i contratti a lungo termine con i due piloti.

lunedì, agosto 06, 2007

casalingui disperati


Non bastavano i guai fisici a far innervosire i suoi fans. Ora ci si mettono anche le prospettive sempre più consistenti da star della tv a mettere in cattiva luce l'ex capitano della nazionale inglese agli occhi dei suoi fan. Che sono poi coloro che, con largo anticipo, hanno acquistato biglietti o abbonamenti dei Los Angeles Galaxy, accettando anche un marcato rincaro pur di non perdersi le gesta del beniamino ex Real. E invece Beckham è ancora fermo, zavorrato da un infortunio a una caviglia rimediato in nazionale e peggiorato nell'ultimo match in Liga. Col risultato che, finora, Beck's ha giocato solo una manciata di minuti in amichevole contro il Chelsea, su caldo "invito" degli sponsor. Per poi assistere dalla panchina ma in borghese alle partite disputate dai suoi nuovi compagni.
Intanto Victoria ha fatto in tempo, a quanto sembra, a stancarsi della villa di Beverly Hills, attratta dalla vista mare e dal jet set di Malibù, mentre per Beckham si prospetta la possibilità di "ribaltare il risultato": se a fine luglio il suo “David Beckham: New Beginnings” aveva perso il confronto degli ascolti di fronte al “Victoria Beckham: Coming to America”, ora Marc Cherry, ideatore della serie tv "Desperate Housewives", secondo il Daily Star avrebbe offerto al calciatore di partecipare a un episodio nei panni di una coppia gay, da interpretare insieme a Robbie Williams. "David e Robbie sarebbero perfetti come guest star, divertenti e brillanti", ha spiegato il produttore, in attesa della risposta del calciatore forse aspirante attore.

venerdì, agosto 03, 2007

grazie di tutto

bravo bertelli, non male gli occhiali

Prada non parteciperá all'America's Cup in programma nel 2009 a Valencia. "Abbiamo preso parte a tre edizioni come sfidanti e abbiamo vissuto dieci anni molto intensi", ha comunicato Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada e capo del sindacato di Luna Rossa. La partecipazione alla prossima Coppa America, si legge nel comunicato, è stata valutata a fondo e, pur potendo giá contare su significative risorse umane e finanziarie, si è ritenuto che, dopo tre sfide, si sia concluso un ciclo. "E' stata un'esperienza indimenticabile e molto positiva sia sotto il profilo sportivo che quello umano -dice Bertelli: voglio ringraziare tutto il Team, il Gruppo Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, gli altri sponsor e lo Yacht Club Italiano, che ci hanno sostenuto con costanza ed entusiasmo. Anche sul piano aziendale queste tre sfide hanno consentito di acquisire e maturare una cultura, esperienze e visibilità preziose per il nostro Gruppo. Mi auguro che un altro team italiano sia in grado di presentarsi alla prossima edizione e di tenere alto il nome dell'Italia in coppa America".

giovedì, agosto 02, 2007

miss antropia

Comincio a schifare la gente.
Divento intollerante.
E più divento intollerante, più la gente è superficiale.
(per usare un eufemismo)
Meno tollero l'ipocrisia
più vedo ridere.
Ridere di per sè non sarebbe un problema, anzi. E' da capire perchè si ride
A chi si ride.

Sono sempre più distante dal carrozzone
sono anacronistico
soffro, stringo i denti.
Certe volte non capisco,
altre capisco benissimo.

Il guaio è che comincio ad avere in mente su chi, su cosa puntare il dito.
Agosto, diceva un tale, è il mese più freddo dell'anno.
Bravo, tale. A te voglio ancora bene,
mentre Miss Antropia fa capolino. E l'occhiolino, già che c'è.

domenica, luglio 29, 2007

il partito della famiglia


Si chiama Cosimo Mele, ha 50 anni, pugliese, deputato, in questa legislatura è membro della commissione Ambiente e qualche anno fa, nel 1999, fu coinvolto in una brutta storia di tangenti e corruzione. Alle 20 e 38 di stasera, dopo trentasei ore di atroci dubbi e cristiane sofferenze fa outing con l'agenzia di stampa Ansa "per evitare - dice - speculazioni politiche a danno del partito": " Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici". La "signora" è la squillo che è finita in overdose all'ospedale San Giacomo sabato mattina dopo una notte a luci rosse in compagnia di un parlamentare - e di un'altra squillo - all'hotel Flora, un luogo e un mito della "Dolce Vita" di Fellini, dove Mastroianni accompagnava Anita Ekberg e faceva a cazzotti con i paparazzi. L'autodenuncia arriva dopo una giornata segnata da un tam tam senza tregua. Una "caccia" sulle basse frequenze dei telefonini, "allora, chi è?", "tu lo sai?", "ah è lui, e perché non lo dicono?". Telecamere e microfoni in cerca di indiscrezioni in una via Veneto quasi deserta mentre la direzione dell'hotel non rilascia dichiarazioni. Arriva in una domenica di fine luglio, la prima delle lunghe vacanze estive, in cui la ricerca del nome del parlamentare ha tenuto banco tra le top five della giornata, in buon piazzamento tra il dibattito politico sul welfare, gli incidenti stradali, le elezioni giapponesi e l'appello del Papa che chiede il disarmo del nucleare. Soprattutto, l'outing di Mele arriva perchè preteso dal suo stesso partito. Dopo che in serata Luca Volontè, stato maggiore dell'Udc, quando probabilmente i sussurri sul parlamentare coinvolto nel festino sono diventati insopportabili, dichiara: "Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli e diritti umani. Un deputato al droga party con prostitute? Si faccia avanti. La vita privata è sacra ma per chi si occupa di rappresentare il popolo e legiferare per il bene comune, è lecito chiedere una condotta più consona e non drogarsi". La ragazza-squillo che è finita all'ospedale sta bene. E questa è la cosa più importante. La sua collega non ha avuto problemi. Il parlamentare si era, fino a stasera, dileguato. La polizia, che è intervenuta, ha messo tutto per iscritto, ha ricostruito la dinamica della serata con nomi, cognomi e tipo di sostanze con presunte dosi utilizzate. Il verdetto finale è: "Nulla di penalmente rilevante". Fatti privati, dunque. Storia chiusa. Un po' difficile, che si chiusa, visto che tra i protagonisti c'è un parlamentare della Repubblica, che l'uso di droghe e relativo dosaggio è oggetto di dibattito - e scontro - parlamentare dall'inizio della legislatura (il ministro Ferrero deve portare in Consiglio dei ministri il nuovo disegno di legge che riscrive la Fini-Giovanardi) e che proprio in questi giorni è stata bocciata la proposta del presidente dell'Udc Pierferdinando Casini di sottoporre i parlamentari al test antidroga. L'Udc però non si ferma. E mercoledì mattina organizza il test in piazza di Montecitorio. Spiega Michele Vietti (Udc), prima però di sapere che il responsabile è un suo compagno di partito: "Un parlamentare deve essere trasparente e coerente. Se io faccio il test all'autista che guida il pullmino della scuola, a maggior ragione lo devo fare a chi guida il pullman della vita pubblica". Giustissimo. Mele è uscito allo scoperto spinto dalle polemiche della giornata. La senatrice azzurra Mariella Burani Procaccini aveva preteso che si sapesse "il nome del parlamentare che accompagnava le due signorine, una delle quali ricoverata in overdose: la gente deve sapere chi è costui. In queste situazioni non c'entra la privacy a cui comunque un parlamentare in parte rinuncia nel momento in cui è eletto, riceve la fiducia dei suoi elettori da cui viene anche stipendiato". Si era fatto sotto anche Francesco Storace, transfuga da An e diventato leader di un nuovo partito, "La destra": "E' scandaloso che un parlamentare debba essere protetto perché fa uso di droga". Fin dal pomeriggio le indiscrezioni avevano stretto il cerchio intorno all'Udc che - amarissima ironia del destino - proprio per mercoledì ha organizzato il test antidroga per i parlamentari. Franco Grillini, sinistra democratica, era contrario a pubblicizzare il nome prima e lo è ancora di più adesso: "Sul piano umano il collega Mele ha tutta la mia solidarietà, la caccia al nome è sbagliata. All'Udc invece mi permetto di ricordare che è caratteristica degli uomini avere vizi privati e pubbliche virtù. Il partito di Casini quindi moderi l'estremismo: vedi cosa succede nel partito che fa della sessuofobia e del probizionismo la sua ragion d'essere...". Volontè promette che "il deputato coinvolto mercoledì non sarà presente al test antidroga" e che "difficilmente voterà la legge a settembre". Significa che dimissioni di Mele saranno accettate? Eppure venerdì l'aula ha lavorato dalla dieci alle due della mattina dopo, duecento votazioni per approvare la riforma dell'ordinamento giudiziario. L'Udc ha votato contro. Ma Mele era già a cena con l'amica. "Appunto - insiste Volontè - il deputato non solo ha preferito un coca-fiesta al suo dovere ma ha pure infangato l'onore di tutti i colleghi". Mele insiste: "Un fatto privato, l'avventuretta di una sera...". Si dispera: "La cosa più difficile è stato dirlo a mia moglie...". Certo, pensare che è un deputato dell'Udc che fa del proibizionismo una bandiera e della lotta allo sfruttamento della prostituzione un obiettivo di governo, c'è da mettersi le mani nei capelli.

a silvio



(ringrazio ritellone per la dritta)

sabato, luglio 28, 2007

balengo, meglio cambiare nè..

Migliaia di sim disattivate da un giorno all'altro, rincari su alcune tariffe dal primo settembre, costi di recesso per cambio operatore: sono le tante onde del mare di polemiche che stanno investendo 3 Italia in questi giorni. Protestano gli utenti e anche l'associazione dei consumatori Aduc, che ha denunciato le azioni di 3 all'Autorità Garante delle Comunicazioni. "Abbiamo aperto un'indagine", replica a Repubblica.it Enzo Savarese, consigliere di Agcom.
Sarebbero circa cinque mila le sim che 3 ha disattivato lo scorso venerdì, secondo una stima di alcuni utenti: il motivo è che non erano state ricaricate da oltre 12 mesi. È prassi comune degli operatori mobili disattivare le sim in questi casi, "per ottimizzare l'utilizzo di una risorsa scarsa e costosa in termini di gestione e infrastrutture quali sono le numerazioni telefoniche mobili, che non possono restare pertanto inutilizzate per un arco temporale eccessivamente lungo", spiegano da 3. Secondo gli operatori, "inutilizzate" (nei termini contrattuali) significa in realtà che l'utente non ha speso soldi per ricaricarle; non conta che le abbia usate ogni giorno per fare e ricevere chiamate, accumulando anche centinaia di euro grazie all'autoricarica.

L'accusa degli utenti e di Aduc a 3 è però di non avere rispettato fino in fondo il contratto e di avere violato il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. "Nel contratto", racconta il lettore Paolo B. a Repubblica. it, "3 scrive che dopo 12 mesi dall'ultima ricarica avrebbe dovuto garantire un 13esimo di sola ricezione; questo mese è una sorta di campanello d'allarme che indica all'utente che la sua sim è in scadenza".

Intricata la questione che riguarda il decreto Bersani, che impone agli operatore di togliere la scadenza al credito prepagato. Secondo i consumatori, significa che le sim non possono più essere disattivate per inutilizzo. 3, invece, interpreta in altro modo il decreto: le sim possono scadere, l'importante è che il credito resti in vita. "L'utente può acquistare una nostra nuova sim - spiegano da 3 - e poi chiedere la portabilità del vecchio numero, che è stato disattivato. Lo riottene così insieme con il credito residuo, meno 3 euro che servono a coprire i costi di gestione della portabilità". "Valuteremo se questa interpretazione del decreto è corretta", dice Savarese; "ci sembra però che questa pratica sia una barriera alla portabilità verso altro operatore e quindi alla concorrenza".

La portabilità sta dietro anche alle altre polemiche che stanno colpendo 3. I rincari dal primo settembre saranno di circa il 15 per cento sulle vecchie tariffe voce (a fronte però di sconti su video chiamate e traffico dati); il tutto vale anche per i precedenti sottoscrittori, alcuni dei quali chiedono quindi di poter migrare ad altro operatore gratis e portando con sé il proprio credito residuo, che grazie all'auto ricarica può essere ingente (persino migliaia di euro). Il problema lamentato dagli utenti e da Aduc è che 3 arriva a chiedere fino a 240 euro per il recesso, "ma accade solo se l'utente ha un cellulare a noleggio, cioè nostro e non di sua proprietà", spiegano dall'operatore. Anche se si restituisce a 3 il cellulare, mentre si recede dal contratto, si paga una penale che "dipende dalle spese che abbiamo sostenuto per il noleggio e che varia a seconda del modello e dall'anzianità del cliente".

Non è possibile, inoltre, trasferire il proprio credito residuo al nuovo operatore (abbandonando 3). Agcom ha chiesto a giugno agli operatori di organizzarsi, in breve tempo, per tutelare il credito residuo, ma ad oggi 3 Italia non si è ancora adeguata alla delibera. Tra gli altri operatori, lo permette invece Vodafone, chiedendo però una penale di 8 euro.

giovedì, luglio 26, 2007

davide cassani detto U SGAM


Nuovo duro colpo al Tour de France. Questa volta ad assestarglielo è addirittura la maglia gialla Michael Rasmussen che è stato costretto a ritirarsi dalla corsa a tappe dopo avere vinto oggi l'ultima pirenaica con arrivo sul Col de l'Abisque, rafforzando il primato in classifica generale e ipotecando così la vittoria finale.
Secondo quanto riportato sul sito internet del quotidiano francese L'Equipe, sarebbe stata la Rabobank di far ritirare il danese per avere mentito sulla sua reperibilità nel mese di giugno. Il danese, che aveva saltato due controlli antidoping a sorpresa, in quel periodo era in Italia, e non in Messico come comunicato al team. "Rasmussen ha violato le regole della squadra - ha spiegato un portavoce della Rabobank -; non è sicuro che il team prosegua il Tour". La maglia gialla passa quindi allo spagnolo Alberto Contador, secondo in classifica generale a 3'10" da Rasmussen.
"Abbiamo fatto di tutto per cancellare i sospetti. Non si può lasciare che ci si prenda gioco del Tour de France. In questo modo almeno non ci sentiremo disonorati", ha commentato duramente Christian Prudhomme, direttore del Tour, dopo l'annuncio dell'abbandono di Rasmussen.
Il direttore della Rabobank, Theo de Rooy ha chiarito la situazione: "Diverse volte ci ha comunicato in modo sbagliato i luoghi dei suoi allenamenti - ha ammesso - La direzione della squadra ha ricevuto questa comunicazione in alcune circostanze e oggi ne abbiamo ricevuto una nuova". Un'ulteriore spiegazione è giunta da Jacob Bergsma, portavoce della Rabobank: "Rasmussen - ha spiegato - aveva indicato quale luogo per gli allenamenti il Messico, Paese di sua moglie, mentre, invece, si trovava in Italia, dove è stato visto e riconosciuto da un ex corridore, Davide Cassani, ora commentatore televisivo". Sorpreso per la decisione presa il presidente dell'Uci, Pat McQuaid: "La Rabobank non mi ha notificato niente - ha spiegato - dunque non voglio commentare nulla. Sono solo sorpreso che non ne abbiano discusso con noi".
Il Tour si sgretola, quindi, dopo una giornata drammatica, che ha visto il ritiro, dopo quello di Alexandre Vinokourov, dell'italiano Cristian Moreni a cui è seguito il forfeit della Cofidis. Bastasse. Moreni, risultato positivo al testosterone esogeno al termine dell'undicesima tappa, si trova in stato di fermo a Pau. Lo ha comunicato il procuratore Erick Maurel, senza precisare le accuse che sono state mosse al corridore italiano.
Su questo martoriato Tour è intervenuto anche Lance Armstrong. "I controlli antidoping funzionano", ha detto l'americano, sette volte vincitore della Grande Boucle. "La positività di Vinokourov e Moreni - ha aggiunto Armstrong alla tv americana Mnsnbc - è la dimostrazione che i controlli funzionano e che il ciclismo ha fatto molto di più degli altri sport nella lotta al doping".

mercoledì, luglio 25, 2007

un'estate troppo lunga

Non posso stare con te
se il cielo non è limpido.

martedì, luglio 24, 2007

e si finì a tarallucci e Vino


Secondo quanto anticipato dal sito Internet dell'Equipe e confermato poi dal suo team, il kazako Alexandre Vinokourov, 33 anni, capitano dell'Astana, è risultato positivo sabato per eterotrasfusione a un controllo antidoping effettuato in occasione della cronometro del Tour de France da lui vinta sabato ad Albi. Poco dopo che la notizia era stata resa nota, l'Astana ha annunciato la decisione di abbandonare la corsa.
Il prelievo di sangue, effettuato all'arrivo, ha dimostrato dopo le analisi nel laboratorio di Châtenay-Malabry (periferia parigina), la presenza di due distinte popolazioni di globuli rossi nel campione A. Questo sarebbe indicativo di una trasfusione effettuata poco prima grazie a un donatore compatibile.
Vinokourov, che in passato aveva ammesso di essere stato seguito dal controverso dottor Michele Ferrari, è stato di nuovo controllato ieri dopo il successo nella 15ª tappa con arrivo a Loudenvielle e il campione prelevato è momentaneamente sotto analisi nello stesso laboratorio. Le eterotrasfusioni, a differenza dell'autoemotrasfusione, sono individuabili dal 2004 grazie a un sistema messo a punto nel laboratorio di Losanna. Lo statunitense Tyler Hamilton fu il primo ciclista a risultare positivo per tale pratica alla Vuelta 2004.

martedì, luglio 17, 2007

mio mini pony

dare il culo? obbligatorio

lettera aperta a Ezio Mauro, direttore de la Repubblica

Caro Direttore, ad Adrian Michaels che sul Financial Times critica il trionfo di veline e donne nude in Italia vorrei dire che il problema non è femminile. Non è tanto il femminismo ad aver fatto passi da gigante però all'indietro, semmai è il maschilismo italo-pakistano (per parafrasare una recente affermazione di Giuliano Amato) che ormai troneggia da tutte le parti.

Per come la vedo io, la signorina Canalis ha raggiunto benissimo il suo obiettivo e cioè successo e soldi e alzi la mano chi tra le donne non rinuncerebbe al proprio stipendiuccio e ad un po' di amor proprio femminile se gli mettessero sul piatto un milione di euro per mostrarsi sorridente... ma anche un uomo direi, no? Della serie: chi è più scemo signor Michaels, la Canalis o chi gli va dietro?

Per quel che mi riguarda sono problemi che vivo ogni giorno, ma davvero ogni giorno. Ho 39 anni, sono single, due lauree, (una in architettura e una in conservazione dei beni architettonici), due master, uno in economia e uno in studi storici, una specializzazione in consolidamento, un dottorato di ricerca e ... un gran bel fondoschiena.

Ebbene sì, signori miei, il mio primo impatto con la classe "maschio italico" è sempre il suo sguardo insistente su quella "qualità" (a meno che non mi metto un bel burka) della quale io non ho nessun merito; nonostante il mio quoziente intellettivo, la mia cultura, la mia ironia, eccetera... ho un bel affannarmi a parlar di politica, a ricostruire le tappe del disfacimento etico della nostra attuale società, a discutere dei massimi sistemi, di pensioni, di Mozart, di cuneo fiscale, di travi in precompresso... La replica , nel migliore dei casi, è sempre "pure intelligente..." e sorrisino, nel peggiore uno sbadiglio.

E io penso: ma davvero sono così poveri di spirito? Poveri di argomenti con l'altro sesso? Assolutamente incapaci di confrontarsi su altri terreni che non siano quelli delle schermaglie sessuali? o anche amorose? In ogni caso la mia idea è, tranne qualche valida eccezione, "penso di te che sei solo uno scemo" e dio solo sa quanto vorrei essere smentita, visti i problemi che vivo. So anche che chi legge questa mail, se è un uomo, ha già alzato il ciglio. Potrei metterci la mano sul fuoco, così come lui poserebbe felice la mano su un mio gluteo. Scusatemi se sono sfrontata.

Allora io mi chiedo, cosa dovremmo fare noi mamme italiane con questi ragazzini maschi? perché il problema sono fondamentalmente loro; annegarli da piccoli? buttarli giù dalla rupe tarpea della selezione intellettuale? fargli sistemare la cameretta già a 8 anni così da capire che la parola "maschio" andrebbe sostituita con quella di "persona"?

Delle donne italiane caro signore, mi preoccuperei di meno. Le statistiche le danno sempre più brave nei risultati a scuola, sempre più agguerrite, più flessibili, più forti, forse sempre meno fornite di scrupoli... ma lei mi insegna: in una giungla di uomini davvero poco evoluti almeno tentano di ottenere qualcosa sfruttando le armi che rimangono loro. Quasi tutte le signorine svestite sono ben più consapevoli di quello che fanno , sicuramente il doppio anche del preparato professore che fa zapping in tv e si sofferma ad ammirarle. "Che male c'è?", direbbe la ragazza, ma anche il professore.

Ovviamente ho esagerato, ovviamente sono d'accordo con lei nel giudicare davvero orrendo, mortificante dell'intelligenza umana, un tale costume, un tale andazzo... ma toglierei da parte sua l'accento solo sulle donne e lo sposterei su ragioni e cause ben più complesse e variegate.

Lo sposterei sulla totale deriva di tutti i media italiani. Lasciamo perdere la tv, sulla quale si aprirebbe il baratro da lei già prospettato, ma, se lei si connette con la home page di un qualunque quotidiano sul web, a partire anche da Repubblica, troverà sempre una bella ragazza, possibilmente svestita, ben in vista. Immagino anche chi le sceglie tali foto: si tratterà di un solerte giornalista... di sesso maschile, al quale la redazione avrà detto "una bella fighetta ci sta benissimo, attira l'attenzione"; ancora troppo sfrontata? Del resto in Italia i giornali non fanno giornalismo, fanno mercato, e la domanda di tette e fondoschiena in vista è altissima.

Qua, caro signor Michaels, si tratta di vendere. Mica roba da poco. E gli uomini sono davvero come i bimbi mi sa, sembra un luogo comune e mi vergogno quasi a scriverlo. Del resto in Francia ha destato scalpore il servizio realizzato su una rivista di moda su una brava donna politica. Siamo alle solite: è più facile il compartimento stagno della bella/elegante/scema e brutta/malvestita/autorevole ergo intelligente. Bambini, indubbiamente. La complessità, signori miei è sempre più bandita, è sempre più difficile da accettare, da comunicare, da vendere.

Se io vado in cantiere con i tacchi a spillo attiro l'attenzione... non perché vado contro il decreto sulla 494, ma perché ho pur sempre una bella caviglia... e mi sogno di poter essere presa sul serio nel dare indicazioni sull'impianto elettrico. Se dico queste cose ad un uomo, o affronto un discorso del genere il meno che mi replica, è già successo del resto, è "cavolo quanto sei acida". Ma io non sono acida, sono peggio: furiosa. E a quel punto sapete come diventerei? petulante e nevrotica.. o meglio... magari oggi ho il ciclo. E festa finita.

lunedì, luglio 16, 2007

al cuore non si comanda


vola aeroplanino..
(e speriamo che quest'anno il fantacalcio possa chiamarsi "sognandomontella")

nemmeno il papa a roma (torino traffic free festival 2007)

mercoledì

top del concerto:
take a walk on a wild side (Elvis si incazzerà, ma sono ignorante)
top al concerto: quando Elvis ci viene a trovare in mezzo alla folla e porta lo storgione a me e Fabio oramai semi-addormentati
top della giornata: Elvis che si perde le chiavi della macchina sul Po, ore 2.15. Iniziammo a capire che sarebbe stato un uomo altruista: ci donerà tante emozioni, pensammo

LOU REED: voto 7,5
molti suoi coetanei sono alle prese con lo scalone e la pensione. Lui invece, con un gilet e un'improbabile maglia color carne, ondeggia tra assoli e incitamenti ai ben più giovani compagni di squadra. Fa impazzire grandi e piccini (tra balletti davvero improbabili di 40enni con omosessualità più o meno latenti)

giovedì

top del concerto:
il mash-up tra "Music Sounds better with you" e "One More time", Daft Punk
top al concerto: "ou! Da mò sta a parl c me. Ripiggh't! Gi u sì allvat u braccialett? Ou!!! Rpigght! (schiaffo)"
top della giornata: "we *****, tutto a posto? Si si ragazzi, (sonno)....3 minuti dopo "mo, massiccio..." E nacque la Vodafone Murazzi

WHO MADE WHO 7: onesti, entrano in scena che il sole ancora splende e io sono alle prese con dei panini di circa mezzo kilo di peso. Caricano l'atmosfera per gli LCD, che seguono molto bene.
LCD SOUNDSYSTEM 8: rikkione che quasi se la gioca con Antony, fa un set potentissimo, con il pubblico (o almeno una parte) lì a Torino anche per la loro presenza, e non solo per i robot. Peccato che per 5 minuti gli si spegne qualsiasi cosa, sul finale. Noi già mesciavamo i wafer con il Barbera da 1,5 l a 4.49€..quindi tutto ci andava bene
DAFT PUNK 9: partiamo dalla fine. Che voleva dire quel gesto a fine concerto? Era una forma piramidale o una figa? Per il resto, impeccabili. I loro pezzi nel set si dimostrano di una qualità nettamente superiore a quello che l'album dà. Specialmente dal punto di vista dei bassi. Come sempre, loro giocano con forme, significati e anonimato. In particolare la seconda divisa coi bordi rossi è semplicemente perfetta. Unico rimpianto: non averli visti alle prese con pezzi di altri. Lì si che ci saremmo divertiti. Tanto sò bravissimi..


venerdì

top del concerto:
Coral, "in the Morning"
top al concerto: "Pippo, mang le wafer!" (gettati wafer random in mezzo alle patatine in fame chimica, Pippo non disdegna l'unione tra sapori), o anche Fabio che cerca di condurre Elvis verso il mio fallo a Elvis particolarmente gradito, parrebbe di capire
top della giornata: "La M giallaaaaaaaa!" "Ragazzi, non so se avete visto il castello al centro della piazza" "Si, ma c'è il McDonalds!!!"

ART BRUT 8: capeggiati da uno straordinario frontman, tale Eddie Argos, una sorta di Pete Doherty obeso, aprono le danze del set rock con un'ottima performance, che fa impazzire la YOS generation (capeggiata dal fido, nonchè in totale paresi facciale, Pippo)

CORAL 9: la vera rivelazione del Traffic. Set pop che più pop non si può nella prima parte, poi decidono di accelerare con ritmi divertenti e quasi easy-listening ma non disdegnando di sfruttare fino in fondo le loro chitarre. Davvero eccellenti, oltre che sorprendenti.

ARCTIC MONKEYS 8,5: la mia prima fuga forzata da un pogo (mix di fuga degli altri, vescica ribelle e taglio dietro un tendine) è stata causata da un gruppo di 20enni che hanno letteralmente ribaltato Torino. Cori da stadio, pischelli awandati, femmine emo che alla seconda canzone stavano già riempiendo i loro blog, esagitati coi punteruoli per andare nelle prime file. In un'ora, tutto e il contrario di tutto (ed Elvis che nel sonno vendeva sostanze stupefacenti sul prato con noi pisciati dalle risate)

sabato:

top del concerto (e dell'intero festival): Antony che rivisita con vero trasporto "Crazy in Love" di Beyoncè


top al concerto: l'ennesima decade di minuti di rincoglionimento puro. Il vero dramma è che a differenza del giorno prima, in cui ci ricordavamo di come ci salì l'aggigghio, in questo caso non ci ricordiamo un bel cazzo di niente
top della giornata (e dell'intero viaggio) Elvis che molla la camera in piena notte con il suo Mac e ci torna dopo un'ora. Le illazioni si sprecano, come gli scherzi a Cula su eventuali presenze sinistre. Avrà visto **g**on*? Sarà salito su un Pony? Avrà fatto purkarì con il vigilante para-pedofilo? Sarà andato a cercare di svegliare ***** ai Murazzi? Torna con nonchalance, dopo un'oretta sento il mio letto tremare. Va a vid ce cazz a cmbnat..

IVAN SEGRETO 6,5: il problema è che non ci crede. E'bravo, ma suona quasi svogliato, consapevole che la gente non è lì per lui. Ma è davvero un peccato, perchè non credo che l'artista si possa discutere.

ANTONY AND THE JOHNSONS 10: ok, sono di parte. Ma sfido chiunque a dire che non è stato un set straordinario. Dalle sue canzoni a pezzi nuovi a cover, di generi diversi, pur avendo come comune denominatore la sua incredibile personalità. Si presenta sul palco con una borsetta viola, vestito di nero, con i suoi Johnsons tutti bianchi. Il top quando reinterpreta Beyonce, e quasi con vergogna dice "it's one of my favourite". Quando la musica diventa trascendente.

BATTIATO 9,5: straordinario anche lui. Nettamente oltre le mie aspettative. Tutti sapevamo che era uno sperimentatore, nessuno si aspettava che le sue 3 nuove muse, le MAB, angeliche punkabbestia sardo-londinesi, potessero fare pezzi punk così duri o rendere Paloma così contemporanea. La collaborazione coi Subsonica è quasi superflua, ma Torino ringrazia per tutta questa musica e tutta questa qualità.

200.000 presenze, città bellissima, organizzazione impeccabile: Torino, ci vediamo l'anno prossimo.

domenica:
Dino, con te mi farei tutte.


lunedì, luglio 09, 2007

firmino 2007

non vedo l'ora di andarci...!

domenica, luglio 08, 2007

prendo la palla da elvis..

..che non aveva intenzione di passarmela direttamente, ma mi sono liberato e per pietà me l'ha passata.. proseguiamo con questo gioco catartico che parte per me, ma magari è solo di passaggio, dal suo blog.

qual'è stato il primo disco che hai acquistato:
Prodigy, The Fat of The Land..l'inizio di una lunga e imperitura storia d'amore. Partito, tornai indietro, ora li seguo in qualsiasi loro rarefatta mossa.

e l'ultimo: Vile Denaro, Club Dogo. L'ho regalato a mia sorella dopo averlo apprezzato personalmente, non tanto per la qualità cristallina ma per l'impatto. Regalo riuscito: lei non ascolta altro.

il disco che ti ha cambiato la vita: Kid A, Radiohead. Il giorno del mio primo ascolto realizzai, più o meno all'altezza di Idioteque, che qualcosa stava cambiando.

qual'è la tua copertina preferita: Windowlicker di Aphex Twin - l'ho recensita su un numero di Coolclub dedicato alle copertine: che goduria!



la miglior colonna sonora: più che una colonna sonora, un uomo che ha reso le colonne sonore come una forma d'arte: Ennio Morricone

un nome per il peggior cantante di tutti i tempi: Britney Spears: ha tolto alla musica (e a sè stessa) più di quanto ha dato.

un nome per il miglior cantante di sempre: Erykah Badu contemporanea, probabilmente concordo su Billie Holiday per la risposta "storica"

e il miglior gruppo di sempre: Beatles come risposta diplomatica, Oasis come cloni ben riusciti di quelli diplomatici..ma torno sui tamarri Prodigy per questioni affettive e non stilistiche


quale canzone vorresti aver scritto: Triathlon di Cristina Donà. Il cinismo è qualcosa che adoperato con stile riesce ad avere una dignità morale che solitamente (e giustamente) non ha

quale canzone vorresti fosse stata scritta per te: Teardrop dei Massive Attack..magari non me la si può dedicare direttamente, ma lo stato d'animo descritto là l'avrei tanto voluto generare.

quale canzone ti fa venire in mente l'infanzia: faccio fatica ad associare canzoni serie all'infanzia, mi viene più facile e più sincero citare la sigla di Denver, il dinosauro, ma poteva essere Alvin, Holly e Benji o anche Gigi la Trottola.

quale canzone riassume la tua adolescenza: ci ho pensato tantissimo e sono certo che questa risposta non è definitiva. Dico smoke di Natalie Imbruglia (ma quanto sono pop..)

una canzone che vorresti al tuo matrimonio: Neanche un minuto di non amore di Battisti, per esorcizzare il futuro

una canzone che vorresti al tuo funerale: Personaggio di Patrizia Laquidara

con quale canzone vorresti svegliarti la mattina: Voglio Vivere Così, di Ferruccio Tagliavini (1952)

con quale canzone vorresti addormentarti: Hoppipolla dei Sigur Ròs..mi è successo davvero, Finlandia 2005

una canzone che ti fa pensare alla solitudine: Felicidade di Antonio Carlos Jobim. Non vi fate fregare dal titolo

una canzone che ti suscita dolcezza: Orfeo di Carmen

la canzone più triste:
Estate, direi la versione di Amalia ma anche Vinicio e Cammariere se la giocano..il concetto rimane lo stesso

una canzone su cui fare l'amore: Love of my life, Erykah e Common, la mia cantante e il mio rapper preferito. Catarsi pura

una canzone che ti mette nostalgia: Profondo di Amalia Grè..quando ero giovane..

una canzone che ti fa sentire bene: Smells like teen spirit dei Nirvana..mi sento spesso stupido e contagioso :)

una canzone per quando sei incazzato:Quelli che benpensano, Frankie Hi-Nrg. Ogni giorno c'è qualche motivo per cantarla

una canzone per riflettere: potrei riciclare proprio Quelli che benpensano, ma punto forte su Cieli Neri dei Bluvertigo

una canzone che più ti estranea dalla realtà: condivido la suggestione per Tricky, ma punto su She Makes me Wanna Die

una canzone che ti fa paura al buio: fai fatto sperimentazioni..devo provare con Come to Daddy di Aphex Twin..

una canzone che ti fa venire voglia di ballare: Song 2 dei Blur

una canzone che non conosceresti se non fosse per un amico:
Avere vent'anni di Gloria Guida, supercult!

una canzone da ascoltare con gli amici:
dipende dagli amici, comunque sia nella mia macchina ogni volta che si mette Orchidee di Amalia Grè, è torcida..

una canzone da cantare sotto la doccia:
Singin'in the rain
di Fred Astaire, sempre 1952. Grande annata..

una canzone da sapere a memoria: Crx
dei Casino Royale

una canzone con un titolo bello: Capitalism stole my virginity
degli International Noise Conspiracy

una canzone con il testo più originale:Idioteque
dei Radiohead..già il titolo fa capire diverse cose..

una canzone con il testo più bello: La leva calcistica della classe 68
di Gregori. Ti dà il coraggio che non pensi di aver mai avuto

una canzone che è un'ottima cover: Perfect day
rifatta da Antony and The Johnsons.

una canzone su un vero amore:
Quanto ti ho amato, Roberto Benigni

una canzone storica per eccellenza: Satisfaction
dei Rolling Stones

una canzone che mi è stata dedicata:
l'ultima, e per questo la più significativa: Back to Life, di Giovanni Allevi

una canzone che odiavi ma adesso ami: Satisfaction
di Benny Benassi. Irresistibilmente zagna

una canzone miglior duetto:
Rufus Wainwright e Antony: Old Whore Diet

una canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente: My red hot car
di Squarepusher. Ballate metallari..


belin(elli)!


Se il buon giorno si vede dal mattino la stagione da matricola nella Nba regalerà diverse soddisfazioni a Marco Belinelli. L’ex bolognese, infatti, gioca una partita da cinema al suo esordio nella Summer League di Las Vegas, mostra una grande fiducia nei propri mezzi e senza il minimo timore reverenziale ruba il palcoscenico contro gli Hornets, battuti dai Warriors 110-102, firmando alla fine qualcosa come 37 punti. Che gli schemi offensivi di Don Nelson si addicessero perfettamente alle caratteristiche dell’ex bolognese lo pensavano un po' tutti gli addetti ai lavori, ma nemmeno il più accanito dei tifosi di "Beli" poteva immaginare un esordio del genere per l’azzurro. Tanto per mettere le cose in prospettiva in una Summer League di grande qualità, vista la presenza di rookie di lusso come Greg Oden e Kevin Durant, i 37 punti di Belinelli rappresentano la miglior prestazione individuale della manifestazione in scena a Las Vegas fino a questo momento. Non solo. Il record della lega estiva appartiene a Keith Bogans dei Magic che nel torneo del 2004 di punti in una singola gara ne mise insieme 38. L’azzurro fallisce la sua prima conclusione dal campo ma prende subito le misure con la linea dei tre punti versione Nba e ci mette davvero poco a far sgranare gli occhi al pubblico di Las Vegas per la sua grande tecnica al tiro, realizzando poi nove canestri consecutivi. Nel primo tempo a produrre, per la squadra di Don Nelson ci pensano solamente Kelenna Azubuike e l’ex Fortitudo che va al riposo con numeri da cinema: 24 punti con 9/11 dal campo (e un eccellente 4/5 dalla lunga distanza). I Warriors però dopo un buon primo quarto subiscono il ritorno degli Hornets e vanno negli spogliatoi sotto 55-54. Nella ripresa si sveglia anche Pierre Pierce ma Nelson vuole sfruttare la grande vena di Belinelli e cerca di regalargli più soluzioni possibili in attacco. Beli continua a fare male dal perimetro e Golden State, dopo un passaggio a vuoto nel terzo quarto riprende in mano le redini del match nell’ultima frazione. Non contento il giocatore italiano decide di mettere la ciliegina sulla torta chiudendo la sua gara con una perentoria schiacciata a 1’29’’ dalla fine che porta i Warriors al +8 e che in pratica chiude i conti. Alla fine lo score di Beli, che è rimasto sul parquet per tutti i 40’ del match, è di quelli da incorniciare: 9/13 da due, 5/7 da tre, 4/6 ai liberi con cinque rimbalzi, due assist e un recupero. Davvero non poteva esserci inizio migliore dell’avventura Nba per Marco Belinelli.

sabato, luglio 07, 2007

lesboday - prototypos

maria sharapova

cocorosie: the ultimate lesbian pride


Miss madonna won't you give me a kiss
One of your soft sweet lagrimas
Oh miss madonna won't you please give me a kiss
Give me one of those soft sweet lagrimas

lunedì, luglio 02, 2007

molti cops are bastards


Michelangelo Fournier, 44 anni, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile della polizia di Stato, lo dice tutto di un fiato, con una robusta stretta di mano e un sorriso sornione. "Sai che c'è? Mannaggia a me, alla mia "fissa" per la storia del '900 e a quella frase". "Mannaggia" dunque a Ferruccio Parri e alla "macelleria messicana". E non perché la notte del 22 luglio 2001, a Genova, non sia stata una macelleria. Anzi.

"Alla "Diaz", come diciamo a Roma, c'è stata la schifezza". "Mannaggia" perché in quattordici giorni quell'espressione gli ha ribaltato la vita una seconda volta. Subito dopo averla pronunciata, se ne era partito per New York con la moglie. Martedì scorso, al suo ritorno in caserma, ha trovato un nuovo capo della polizia, il vecchio con un avviso di garanzia e una vocina a fargli un altro po' di deserto intorno: "Fournier si candiderà con una lista di sinistra".

"Non ci si crede... Io con una lista di sinistra... Roba da matti. Io non intendo candidarmi a nulla. E comunque mai e poi mai a sinistra. Io la penso esattamente all'opposto. Mia madre era comunista, mio padre è un liberale. Io sono cresciuto da ragazzo con la passione per gli anarchici di destra come Longanesi e Prezzolini e ho studiato a Roma al San Leone Magno. Se sono di destra? Diciamo che se mi chiedi chi sono i più grandi uomini del '900, dico Roosevelt, Ho Chi Minh, Ataturk, Nelson Mandela e Lech Walesa. E aggiungo che nella mia libreria, accanto a Junger e Celine, ci sono Gogol e Dostoevskij, Steinbeck e Kerouac. E Tiziano Terzani... Che uomo".

Diavolo di un Fournier. Lo immagini cavaliere bianco tra cavalieri neri, "celerino" liberal tra picchiatori in divisa e lui, invece, dal baule delle suggestioni del '900, ha pescato e cucito su di sé un abito eccentrico. Che, ora, suo malgrado, lo fa apparire "amico tra i nemici e nemico tra gli amici", come in quel vecchio (1974) film russo di Nikita Mikhalkov. "Se pensassi che la polizia è fatta di lupi, me ne sarei andato quella notte del 22 luglio di sei anni fa. Se non fossi e non mi sentissi poliziotto democratico tra poliziotti democratici di un paese democratico, non avrei detto ai magistrati di Genova quel che ho detto. Non sarei più tornato in una piazza e in uno stadio. Non avrei avuto più il coraggio di guardare negli occhi i ragazzi del nucleo che comando. Invece, io, nelle piazze e negli stadi ci sono tornato, almeno cento volte l'anno da sei anni a questa parte. A prendermi gli sputi, i sassi, le bottiglie, a sentirmi gridare da qualche punk-a-bestia o da qualche ragazzino di buona famiglia con la kefiah "servo dei servi dei servi". A fronteggiare i nazisti delle curve. E ci sono tornato perché negli occhi ho continuato e continuo a portarmi dietro l'immagine terribile e la terribile lezione di un paio di trecce zuppe di sangue...".

Ora, Fournier, occhiali a specchio su un cranio rasato di fresco, jeans e maglietta, si mette a passeggiare lungo i viali deserti dell'immenso compound che, alle porte di Fiumicino, ospita il primo reparto celere. Tra campi da calcio e da rugby, rimesse per gli automezzi blindati, palestre. Dieci passi e una Marlboro light. Altri dieci passi e un'altra Marlboro light. I pensieri di Fournier sono tornati lì. Alla Diaz. Alla notte del 22 luglio 2001, a quell'immagine che non lo ha più abbandonato.

"Entrai tra i primi. Istintivamente salii verso i piani superiori e poi la vidi nel corridoio. Ero convinto che fosse morta...". La testa di quella ragazza tedesca sembrava di stoppa. "Lo seppi qualche giorno dopo guardando la tv che veniva dalla Germania. E in quel momento seppi anche che ce l'aveva fatta. Di lei ricordo le trecce raggrumate nel sangue e un chiazza in terra che pensai fosse materia cerebrale". Lei non si muoveva, ma su di lei infierivano in quattro, forse cinque. "Due poliziotti con la pettorina; gli altri con l'uniforme dei reparti celere e un cinturone bianco. Bianco, non blu come il nostro". Sappiamo come andò in quegli istanti. Sappiamo quel che accadde dopo. "Dovetti spintonarli, togliermi l'elmo, gridare di farla finita".

Dice Fournier di non aver mai saputo chi fossero quei quattro. Dice Fournier che mai forse si saprà davvero chi altri c'erano nella "macedonia di polizia" (l'espressione è di Vincenzo Canterini, all'epoca comandante del primo reparto celere) che trasformò la Diaz in una tonnara. Lui ricorda quel che ha fatto, gli ordini che ha dato ("Chiamai i soccorsi e dissi a tutti di lasciare immediatamente lo stabile"), "l'allucinazione" in cui era piombato. "Io non picchiai, né i ragazzi del mio reparto si abbandonarono a violenze. Io so solo che uscii all'aperto e dissi a Canterini che così non avrei lavorato mai più...". La notte del 22 luglio fu la seconda insonne.

"Non dormivo da 48 ore. Alloggiavamo con tutto il reparto su una nave da crociera cipriota alla fonda nel porto di Genova. Eravamo arrivati qualche giorno prima e ci eravamo scontrati con il blocco nero in via Tommaseo, dove ci avevano tirato delle molotov. Io avevo appena perso mia madre. Ero arrivato al G8 e contavo i minuti per tornare a Roma. Sono figlio unico e dovevo occuparmi di mio padre. La notte del 22 avevamo già fatto i bagagli, poi, appunto, arrivò quella maledetta chiamata...".

Quando, il 23 luglio, il reparto lasciò Genova, Fournier aveva capito bene quel che era accaduto. Qualche giorno dopo, riceverà l'avviso di garanzia: "Ricordo lo choc di quella comunicazione, ma ricordo ancora meglio il titolo di quelli del "Manifesto": "C'è posta per voi"...". Eppure - dice - ancora non sapeva tutto. "Quando fui interrogato la prima volta, il pubblico ministero, il dottor Zucca, mi allungò i fogli con i referti medici dei feriti della Diaz e mi disse di leggere con attenzione. Bene, io mi ritengo una persona forte, ma scorrere quelle carte fu terribile. Mi cadde sulle spalle una croce che non ha più smesso di tormentarmi. Fino a quando non ho deciso di svelare al dibattimento anche quell'unico dettaglio che avevo taciuto per carità di Patria. Quello dei poliziotti che si accanivano sulla ragazza. Perché era giusto che lo facessi. Perché dovevo la verità non solo a me stesso, ma ai miei uomini e alla polizia".

Fournier si congeda. "Non ho altre verità nel cassetto. Ma un'ultima cosa vorrei dirla, anche perché ora posso farlo senza che la mia suoni come piaggeria. Il capo della polizia Gianni De Gennaro... pardon, l'ex capo della polizia, e che "capo", non c'entra con quella notte. Fu un terribile cortocircuito. E De Gennaro non era lì. Non fu lui a decidere cosa andava fatto e come andava fatto". Un'ultima stretta di mano e una foto mostrata sul cellulare. Una bimba che abbraccia un dobermann. "Mia figlia e il mio secondogenito. Altro che cani feroci. Anche su di loro quanti luoghi comuni..."

domenica, luglio 01, 2007

sabato, giugno 30, 2007

non può nemmeno sempre essere colpa degli altri

Falò
andata da solo
ritorno da solo.

Generatore si ingolfa
Dj set alle ortiche
2 giorni di sbattimenti volano nell'olio
1000 birre, tanti superalcolici, e nessun bicchiere.

io in mezzo a 1000 conoscenti e nessuno (o quasi) che mi considerasse amico.
Vecchi amici ti ignorano, e tu non gli hai fatto assolutamente niente. O se hai fatto qualcosa, nessuno ti è mai venuto a dire cosa hai fatto, quando, perchè, che conseguenze ci sono state.

gli altri festeggiano
si ubriacano

tu hai un esame mercoledì, sei ancora a poco più di 0. Pensi a quanto ti sia sbattuto, al fatto che hai messo a rischio proprio l'esame per tutto questo. Che hai superato malintesi e refusi, sconnessioni e sconnessi.

Pensi alle rinunce.

Morale della favola? Sarà colpa mia per qualcosa. Non posso dare sempre la colpa agli altri, sarò molto peggio di quello che penso di essere, se le cose vanno così.

In macchina, nella mia beata solitudine, ho già iniziato a ragionare. Speriamo di arrivare a qualcosa.

lunedì, giugno 25, 2007

2 settimane di silenzio..ed è tutto dire


Il piccolo genio si chiama Georgia. Con i suoi occhi chiari e capelli biondi, sorridente, sembra una bimba normale di quelle che si vedono al parco a giocare fra altalene e passeggini. Ma Georgia proprio come gli altri non è: ha un quoziente di intelligenza pari a 152, categoria "eccelsi", che la pone praticamente alla pari del fisico Stephen Hawking e di pochi altri cervelloni. Tanto che il Mensa, l'associazione che raccoglie le persone con i più alti q.i. l'ha immediatamente voluta fra i suoi.

Ha due anni e uno sguardo innocuo, sorridente, per niente da secchiona, ma mamma e papà Brown hanno sempre pensato che la piccola Georgia fosse una bambina dotata. "Conta fino a dieci, parlotta in francese, riconosce tutti i colori", ha raccontato la madre orgogliosa al Daily Mail. Ma l'elenco dei progressi quotidiani, che di solito, per pudore, viene riservato ai parenti stretti e agli amici più cari, deve essere sembrato troppo eloquente per rimanere ristretto alla cerchia degli intimi. E così i signori Martin e Lucy Brown, di Aldershot, nell'Hampshire, si sono rivolti a un esperto per far certificare la genialità della loro figlia. Avevano ragione: lasciando sbalorditi gli esaminatori Georgia ha fatto il test per misurare il quoziente intellettivo portando a casa un 152, che la pone in cima a tutte le classifiche, insieme allo 0,2 due per cento della popolazione.

Il Mensa l'ha immediatamente invitata a far parte del circolo dei super brillanti e lei, con i suoi peluche e cartoni animati, ne è diventata il membro in assoluto più giovane.

Ma come si riconosce un genio in erba? "Gattonava a cinque mesi, camminava a nove, a 18 parlava con frasi compiute e sostenendo conversazioni complesse" dice la mamma al quotidiano britannico. Non solo: "Riesce a distinguere fra rosa e viola e a disegnare un cerchio perfetto". Ma è stato al suo commento sul carattere di Gaston di "La Bella e La Bestia", troppo "arrogante e cattivo" secondo Georgia, che i genitori non hanno più avuto dubbi e si sono rivolti a uno psicologo per avere consigli su come educare la loro promettente bimba.

Dopo qualche test preliminare, che si è rivelato inadeguato per le evolute capacità della bambina prodigio, la professoressa Joan Freeman, psicologo specializzato nell'educazione dei bambini dotati ha confermato che Georgia era davvero fuori dalla norma.

Per la mamma, che dirige una società no profit e il papà, carpentiere, il segreto è il fatto che Georgia è la più piccola di cinque figli e ha imparato dai più grandi, costantemente esposta a diversi stimoli. Le sue giornate? Niente di speciale, giurano i genitori: va all'asilo, ascolta le favole, va a lezione di danza, canta e guarda la tv. "Fa anche i capricci come tutti i bambini della sua età" giura la mamma, cercando di attutire un po' il colpo.

Ma per qualcuno, a giudicare dai commenti pubblicati sul sito del quotidiano, accanto al visino innocente della piccola, non è facile da mandar giù. "Anche mia nipote a due anni distingueva fra viola e rosa, disegnava cerchi perfetti e parlava bene - scrive, fra le altre, una nonna indignata, Jennie Baker - L'unica differenza è che è rimasta una bambina adorabile, senza subire pressioni. Che cosa potrà mai guadagnarci dal far parte del Mensa?" si chiede, insieme ad altre lettrici. E se avesse ragione lei?

lunedì, giugno 11, 2007

fra 5 anni cambio vita (altri lo faranno prima)


Un mondiale diviso in 47 giorni, 55 tornei, il più alto montepremi della storia dei giochi, sportivi e non, vicino ai 150 milioni di dollari. Sono le World Series of poker, i mondiali con 52 carte che si giocano al Rio All Suite Hotel & Casino di Las Vegas: quest'anno (1 giugno-14 luglio) potrebbero portare oltre diecimila giocatori al tavolo. Nell'edizione 2006, Jamie Gold ha vinto un premio di 12 milioni di dollari. A partecipare erano 8.773 giocatori provenienti da tutto il mondo. Poker come gioco d'azzardo almeno nell'immaginario dei fumosi film alla Cincinnati Kid, dove un giovanissimo Steve McQueen sfidava in una leggendaria partita Edward G. Robinson. Oggi quel poker è stato modificato nelle sue regole, ma soprattutto nelle abitudini. In televisione le partite di poker in cui lo spettatore riesce a leggere le carte dei giocatori grazie alle telecamere poste ai bordi dei tavoli, stanno raggiungendo ascolti da capogiro. Su Sky i tornei del tavolo verde sono secondi solo ai principali eventi del calcio. Texas Hold'em il gioco più diffuso: due carte in mano per ogni giocatore e cinque sul tavolo comuni. Vince la migliore combinazione di cinque carte su sette. Questo nuovo gioco si è trasformato progressivamente nel più seguito e praticato nel mondo, soprattutto dal momento in cui è stato possibile giocare legalmente via internet. Addio locali al limite della legalità e difficoltà per reperire il numero minimo di giocatori; sul web (in Italia il poker via computer è stato permesso dall'ultima finanziaria grazie all'introduzione degli Skill Games) sono migliaia le partite consumate ogni giorno, senza orari. L'Italia ha visto crescere il fenomeno in modo esponenziale soprattutto negli ultimi quindici mesi. Italian Rounders, Federazione Italiana Gioco Poker, Liegi Nuts, Federazione italiana Poker Sportivo, sono al alcune delle sigle che hanno radunato centinaia di iscritti e che a maggio hanno messo in palio proprio la qualificazione alle World Series di poker a Las Vegas. Il sogno di tanti è quello di emulare il percorso compiuto da Chris Moneymaker (letteralmente tradotto come fabbricatore di soldi) nel 2003. Il ragazzo aveva partecipato ad un torneo su internet pagando un'iscrizione di trenta dollari, conquistata la qualificazione al mondiale, aveva poi surclassato una concorrenza di 839 avversari e alla fine aveva vinto il titolo accompagnato da 2,5 milioni di dollari. Quell'episodio si è trasformato nel più clamoroso spot per il poker via web che oggi vede contendersi un mercato che supera i duemila milioni di euro l'anno. Nell'edizione del 2006 anche l'Italia ha trovato il suo giorno di gloria grazie al successo di Max Pescatori nell'evento n°13. Dalla provincia lombarda e dal lavoro in un supermercato nell'hinterland milanese, alla Strip di Las Vegas per tentare la strada del professionismo con le carte. Decisione azzardata, ma fruttuosa: 1290 giocatori iscritti, a Pescatori uno dei braccialetti con i quali negli Usa si ufficializza la vittoria del mondiale. E un assegno da 682.389 dollari. Appuntamento quest'anno di nuovo al Rio di Las Vegas: la Espn ha già acquistato i diritti per trasmettere l'intero torneo. Ma per i maniaci del poker, il sito Usa delle World Series mette a disposizione la possibilità di seguire via web lo svolgimento di ogni singola mano del torneo. Ma quella più che passione è vera febbre del gioco.

giovedì, giugno 07, 2007

gisele, ricardo, tom, paris e quagliarella


Lei, lui, l'altro

Lei è di ampie vedute. E non rinuncia a esprimerle, nemmeno quando è presissima dal lavoro. Perché è una top model internazionale, Gisele Bundchen, e in questi giorni sfila a Rio de Janeiro per presentare una collezione primavera/estate 2008. Ma ha ugualmente detto in pubblico come la pensa in materia di morale sessuale, rintuzzando in proposito tanto le affermazioni del Papa nella sua recente visita in Brasile quanto quelle del suo connazionale Kakà. Ma la Bundchen deve confrontare le sue idee con una vicenda personale: perché il suo compagno, la star del football americano Tom Brady (quarterback dei Patriots), le ha recentemente rivelato che diventerà padre grazie alla sua ex, l'attrice Bridget Moynahan.
Il mese scorso, Benedetto XVI aveva avuto modo di ribadire l'opposizione della Chiesa cattolica su aborto, anticoncezionali e rapporti prematrimoniali. E lei: "La donna ha diritto di scegliere quello che è meglio per lei. Proibire il preservativo è ridicolo, la Chiesa ha fatto le sue leggi secoli fa". Poi è arrivata, in Italia, l'intervista in cui il fuoriclasse del Milan ha rivendicato la sua verginità fino al matrimonio. E ancora lei: "Oggi nessuna donna è vergine quando si sposa...mostratemi qualcuna che è vergine!".
Peraltro, la sua vita privata si sta complicando. Dopo una lunga relazione con Leonardo Di Caprio, Gisele ha mostrato una certa propensione per gli sportivi. Prima un flirt con il 7 volte campione mondiale di surf Kelly Slater, poi appunto il fidanzamento con Brady. Ma proprio da quest'ultimo è arrivata la doccia fredda: riuscirà la Bundchen a restare "liberale"?

Paris

Paris Hilton è uscita dal carcere dopo soli tre giorni perché malata. La notizia è stata anticipata da un sito di pettegolezzi e confermata poco dopo in una conferenza stampa convocata dall'ufficio dello sceriffo della contea di Los Angeles. Alla giovane ereditiera sono stati concessi i domiciliari per motivi di salute, e passerà i prossimi 40 giorni nella sua abitazione, controllata a distanza con un braccialetto elettronico alla caviglia per assicurarsi che rispetterà i termini della pena.

Un portavoce dello sceriffo, Steve Whitmore, ha spiegato che la decisione, presa da un giudice locale, è dovuta a "ragioni di carattere medico" ma non è entrato nei dettagli sullo stato di salute della giovane invocando ragioni di privacy. Paris passerà i prossimi quaranta giorni nella sua abitazione a West Hollywood al termine dei quali, ha aggiunto il portavoce, "avrà pagato il debito con la società".

La notizia è stata divulgata dal sito di gossip Tmz (che appartiene alla Cnn), secondo cui la ragazza è uscita dal carcere stamattina all'alba (nel pomeriggio in Italia) dopo un accordo raggiunto con le autorità. La 26enne era entrata domenica scorsa al Century Regional Detention Facility di Lynwood, vicino Los Angeles, per scontare la sua pena. L'erede dell'omonimo impero alberghiero era stata infatti condannata a 45 giorni di reclusione (poi ridotti a 23) , per essere stata sorpresa alla guida della sua auto lungo il famoso Sunset Boulevard, mentre si trovava in libertà vigilata per guida in stato d'ubriachezza e con la patente sospesa.

Il 5 maggio in un'affollata aula di tribunale, il giudice Michael Sauer era stato inflessibile e aveva stabilito che l'ereditiera avrebbe dovuto iniziare a scontare la pena il 5 giugno, senza aver diritto a sconti o permessi di nessun genere.

Invece, come ulteriore concessione alla titolare dell'omonima catena alberghiera, dovrà passare solo 40 giorni ai domiciliari perché cinque le sono stati conteggiati come se li avesse trascorsi per intero dietro alle sbarre: compresa domenica, nonostante avesse varcato la soglia del carcere verso le 23.30 dopo aver presenziato alla consegna degli Mtv Movie Awards; e anche oggi, benché all'alba fosse già fuori.

Già ieri, quando non aveva passato nemmeno 35 ore in cella, Paris Hilton aveva chiesto la visita di uno psichiatra. Il dottor Charles Sophy, professore alla Ucla, ha incontrato la giovane per due ore, rifiutandosi al termine della visita di riferire le condizioni della celebre e discussa paziente. "Va tutto bene", ha commentato l'avvocato di Paris, Richard Hutton, lasciando il carcere dopo la visita.

Il sito Tmz.com riferiva che l'ereditiera aveva pianto al telefono, lamentandosi perché non riusciva a dormire e a mangiare e perché nella sua piccola cella c'era "un freddo glaciale". Sintomi ampiamente previsti dal medico che già nelle scorse settimane aveva chiesto alle autorità di rimandare la prigionia: la Hilton, ha scritto Sophy, è "sconvolta e traumatizzata", a causa del suo "terrore per il carcere". Ma il giudice non si era fatto commuovere, almeno nelle prime 70 ore.

Quagliarella ti vu bì

Invece Quagliarella ha tenuto duro, tanto che a sedici anni e mezzo è arrivato il debutto in serie A, nel Toro. Poi, nel 2002, il passaggio alla Florentia Viola, quindi Chieti, ancora il Torino, una stagione ad Ascoli e la definitiva consacrazione nella Sampdoria. Proprio la società blucerchiata, e il clima particolare che si respira nello spogliatoio, senza tensioni o stress eccessivi, gli ha permesso di arrivare a livelli così alti. Adesso, in prospettiva futura, la situazione è chiara: Quagliarella, in comproprietà fra Samp e Udinese, stamane alla presentazione della campagna-abbonamenti della Samp è stato chiaro. "Le cose vanno bene così. E' logico che mi piacerebbe il palcoscenico delle coppe europee, ma io ho bisogno di giocare con continuità ed a Genova sto benissimo. Dunque...".
Perciò l'amministratore delegato Giuseppe Marotta, pressato da Milan, Inter e Manchester United (le società che dalla metà di marzo hanno mostrato un serio interessamento per il campano), cercherà prima del 20 giugno di arrivare al rinnovo della comproprietà dell'attaccante con l'Udinese. La sintonia con il club friulano è stata sin qui totale e l'accordo è chiaro: Quagliarella verrà ceduto solo in caso di offerte "irrinunciabili". E, soprattutto, le due società navigheranno fianco a fianco, in maniera tale che una delle due non cerchi di acquistare l'altra metà del cartellino, pronta poi a venderlo interamente a un altro club. La quotazione del bomber sampdoriano: dodici milioni di euro, sino a un paio di mesi fa. Quindici, oggi, dopochè l'Europa calcistica lo ha applaudito grazie alla doppietta di Kaunas.

radio bà..si prosegue

Il myspace della futura Radio dell'Università degli Studi di Bari..fatevi sentire..:) il sottoscritto è capo progetto, quindi volendo può diventare anche la vostra radio..basta dirci di cosa avete bisogno..

http://www.myspace.com/radiouniba

venerdì, giugno 01, 2007

loro ci dicono cosa è giusto, e cosa è normale..e poi..

Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, critica la puntata di 'Annozero' di ieri sera e l'autorizzazione data da Cappon e Marano alla trasmissione del documentario della Bbc sui preti pedofili. 'Santoro - sostiene - ieri sera ha fornito un nuovo esempio di tv spazzatura. Pur di recuperare ascolti e credibilità irrimediabilmente persi, il conduttore tenta la strada del sensazionalismo, spacciando reportage vecchi e costruiti sulla base di pregiudizi come scoop giornalistici. Purtroppo per lui, la visione del programma svela la miseria dell'operazione. E grave che il direttore generale Cappon e il direttore di rete Marano abbiano autorizzato un'operazione di così basso profilo,che aveva l'unico scopo, fortunatamente fallito, di colpire la Chiesa cattolica'.
'Difendere la libertà di informazione è ben altra cosa: quella di ieri è solo l'esempio di mancanza di dignità e cedimento alle mode e subalternità culturale. Ancora più grave che si sperperi il denaro dei contribuenti per acquistare programmi di questo livello', conclude Cesa.

"La completezza dell'informazione esige che la Rai informi anche su quanti milioni di bambini sono salvati dall'opera caritatevole della Chiesa". Lo scrive in una nota il senatore di An Francesco Storace commentando la puntata di ieri sera di Annozero.
"Solo la fermezza di monsignor Fisichella, ospite evidentemente imposto a Santoro, ha documentato un falso grossolano come quello - continua Storace- acquistato dalla Rai con i soldi del canone versato dai cittadini italiani".

Sulla stessa linea d'onda il coordinatore nazionale di Forza Italia Bondi che commenta:"Ieri sera ho provato un infinito dolore guardando la trasmissione di Santoro. Ciò che per il popolo italiano e per tutti i fedeli nel mondo, da millenni, è una istituzione e una comunità che ogni giorno testimonia l'amore per l'uomo e per i più deboli, è stata sottoposta ad un processo unilaterale e presentata come una minaccia per i bambini" afferma Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, e prosegue: "Sta avvenendo qualcosa di inquietante nel nostro Paese se tutto questo, compresi i continui attacchi al Santo Padre, può andare in onda su una rete pubblica nazionale".

"Ora Santoro chieda scusa ai cattolici per come ha voluto strumentalizzare la loro fede, che è e deve essere fatto personale sul quale Santoro non ha diritti di giudizio". Questo il giudizio dell'on. Egidio Pedrini dell'Italia dei Valori che aggiunge: "Santoro ha strumentalizzato la fede del direttore di Rai Uno, Del Noce e del direttore di Rai Tre, Ruffini oltre che di Silvio Berlusconi nella sua qualità di 'proprietario' delle tre Mediaset, affermando che la comunicazione è in mano e controllata dai cattolici e che almeno gli sia lasciata Rai 2', Pedrini conclude affermando: "La Rai peraltro non può essere strumentalizzata a fini propagandistici nè in un senso né nell'altro".
"Rispetto le opinioni di Santoro – prosegue Pedrini - che però non collimano con le mie ma vorrei ricordare che chi fa informazione utilizzando i canali della Concessionaria del Servizio Pubblico radiotelevisivo dovrebbe conformarsi ai principi di verità, tolleranza, imparzialità, correttezza e pluralismo nell'informazione".

Il diretto interessato si difende: "Ieri sera abbiamo avuto una prova di grande civiltà", così Michele Santoro, stamane ai microfoni di Radio Città Futura, che aggiunge: "Monsignor Fisichella ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti".

E sul problema della distanza della politica dai cittadini, Santoro ha proseguito: "Monsignor Fisichella batte la nostra politica 3 a 0. Ci è voluto tanto ma alla fine lo abbiamo trasmesso questo documentario. Segno che quando noi rispettiamo le regole e le condizioni professionali di lavoro i risultati si vedono. Se questo non lo facessimo solo in pochi ma tutti i giornalisti Rai è chiaro che la situazione informativa del paese sarebbe di gran lunga migliore".