giovedì, dicembre 06, 2007

il ciccio

Ieri abbiamo abbozzato un inizio di festeggiamento nello spogliatoio dopo una bella vittoria che ti ha pure visto imbattuto. Una ciliegina sulla torta.

Come suggerisce il saggio Ponti sul suo blog (http://ponti19.blogspot.com) i tempi sono cambiati. Rispetto a 12 mesi è cambiato davvero tutto.
Ieri quella patente, la foto sfocata. Che flash. In verità devo ancora passare alla cassa a ritirare la tessera "Cicciomillemiglia" perchè io sinceramente vorrei gettare la mia, di patente. Ora si può, no?

Questo è un fatto simbolico. Sicuramente siamo tutti distanti. Sia fisicamente che idealmente.

Anche io e te che condividiamo la città non ci vediamo mai, non ci vediamo più.
Se dovessi provare a dare una spiegazione razionale farei molta fatica, dovrei abbozzare qualcosa a metà strada tra stili di vita diversi, troppo lavoro per entrambi, scelte non condivise. O forse semplicemente è andata bene finchè avevamo qualcosa di terzo (un amico, un interesse, un fatto) da condividere, poi quando siamo rimasti solo io e tu, hai avuto meno pathòs.

Tutte fantasie, Giannino da Londra starà già dicendo "ma quello è una ciola". Ciao Giannino.

Auguri Cicciotto.

Fantasie a parte,
rimani un caposaldo.

martedì, dicembre 04, 2007

eros

Questo messaggio ce l'ho in canna da almeno una settimana.
L'ho pensato. L'ho riscritto nella mia testa.
Il mio dicembre doveva essere pazzesco.
Resta pazzesco. Certo, ci ho messo qualche giorno ad elaborare il lutto della non laurea. Ho letto il mio nome su tutti i muri del terzo piano dell'Ateneo.
Oggi in segreteria sembravo un reduce di guerra. O un bel tenebroso. Tutti affranti a chiedermi cosa mi fosse successo. In fondo avrei dovuto spiegare loro di quel qualcosa nel marasma, che la mia testa ha inconsciamente deciso di sacrificare in nome di altro.
Passione. Ambizione. Il sonno non pesa più (bugia, ho un sonno pazzesco, domani mi alzo alle 12).

7 dicembre: compriamola
11 dicembre: webradio d'ateneo.

Bari aspetta da anni, io aspetto da mesi questi due eventi. Due botte enormi. La mia vita in mano ai sogni. I sogni che non mi fanno riempire il cazzo di portafoglio.

Il portafoglio comincia a diventare un'esigenza. Solo simbolica, almeno per quanto mi riguarda. O comunque l'aspetto pecunario è di secondaria importanza.
Se oggi qualsiasi mio lettore mi chiedesse qual è la mia ambizione più grande, cosa mi fa dimenticare la stanchezza (e mi porta poi a esaurire tutto in un colpo), cosa mi dà la forza, vi risponderei con una cosa che, pur nel suo materialismo spinto della realizzazione concreta di essa, è estremamente romantica.

Vorrei non pesare più ai miei genitori.

Iniziano a invecchiare. Sono stanchi. Io non devo più essere un problema. Fra 1 pò di mesi ne faccio 24.
Niente di grave eh, non ho niente da rimproverarmi.

Ma non ho ancora risolto questa mia esigenza. Non sono ancora riuscito a trasformarla in ex-problema.

Loro hanno un mutuo che si mangia uno stipendio, frutto di una scelta di vita che non ho mai accettato e che credo sia stata sbagliata a prescindere dal mio barlume di egoismo, a casa mia fin troppo silente. Il nostro tenore di vita si è inesorabilmente contratto negli ultimi 5 anni. Sono riuscito a sopravvivere, a fare tutto quello che fanno quelli che mi circondano. Fino ad ora.

Devo poter produrre reddito. Qualunque esso sia. Coi sogni magari, facendo ciò che mi piace fare, divertendomi lavorando. Ma se questo non fosse possibile devo sospendere i miei sogni di gloria e pensare al vile danaro.

Sono almeno 2 anni che sono un giovane di belle speranze, una carta buona, il miglior studente di tutti, il miglior tirocinante che abbiamo mai avuto, sento dire grandi cose di te, tu sei un genio, diventerai un grande, inizia a scrivere un libro, ti ammiro, ti invidio.

Sono ancora alle prese con la posta, sempre piena per questi due eventi nevralgici della mia vita da (ancora) giovane. Continuerò a lavorare con piacere. Magari mi apro la seconda Peroni della giornata. Piccola, non spaventatevi.
Sono sveglio dalle 8,30, sono stato fuori di casa per 12, il cervello è acceso da 15.
5 giorni fa promettevo a me stesso di non caricarmi più. Così è. Vado avanti a passione.

Ma l'ambizione è sempre la stessa, quella che ti fa fare uno sbadiglio di meno: non chiedere soldi a mammà, non fare il bamboccione, uscire di casa. Farmi un cazzo di buco sulla lingua, simbolo eletto della mia indipendenza. E laurea ad honorem in cunnilingus.

E perciò ho deciso. Ho deciso di dedicarmi 24 ore, entro natale, al marketing di me stesso.
Valuterò cosa ho e cosa mi danno ad oggi.

Proforma resta il posto dove sogno di lavorare, ma forse lì hanno più interesse a investire in forze mature ora, non mature domani.
Idem per Emiliano. La persona giusta al momento sbagliato, così devo sentirmi per salvare un pò di autostima.

E così, con malcelata delusione (e forse immotivata, guardando la carta d'identità) sono costretto a guardarmi intorno. Ovviamente il mondo è stupendo, quindi l'aprire gli occhi a nuove prospettive è altrettanto affascinante che farsi nel culo per quelle già consolidate.

Stage, tirocini, lavori a progetto, qualcosa di ancora meglio, chissà.
Roma, Milano, Bologna, Londra.
Musica, politica, pubblicità, nuovi media.

Ho una matrice 3x4. Il mio futuro è là dentro. Mammà, dammi un altro annetto.

thanatos

Una doverosa premessa. Potrebbero essere anche mani avanti, non lo escludo.
Il mio blog non è legge. Non lo penso come tale. Si è liberi di non leggermi, di dissentire silenziosamente o gastemarmi apertamente qui sopra, su questioni da me sollevate qui sopra.
Questo non vuol dire che questo luogo non sia divenuto tremendamente importante per me.

Catarsi, esercizio di stile, sarcasmo, confidenze tra le righe.
Tutto questo è per me. Sopratutto è fissare su carta non reale pensieri reali. Vividi. Pesi.
Non scrivo cose che non penso. Non leggerete in me orgoglio. Se esagero sarà perchè sto pensando cose esagerate. E chissà, forse sto pensando male.
Tutto ciò che scrivo è compiuto. E' come vedo il mondo.

Non ho mai pensato di fungere da santone.
Non giudico, non mi piace giudicare.
Non sono nessuno per farlo.
Valuto. Con chi vivere, con chi spartire gioie e preoccupazioni.
Non sono obbligato ad accettare l'altrui pensiero, se divergente, così come non impongo il mio.

Non sono obbligato ad accettare l'ipocrisia. Ci sono passato, che io lo volessi o no.
Ero insicuro. Ho cercato il sogno di piacere a tutti. Impossibile. Se sorridi a tutti non sorridi a nessuno, e se ti sforzi di piacere a tutti vuol dire che devi scendere così tanto a patti con te stesso che chissà la tua identità dov'è andata a finire. Chissà com'è annacquata. Manco fosse un cocktail venuto male.

Ora scelgo. E scelgo di dissentire.
L'ipocrisia è un'arte. Il compromesso è un'arte. Io non sono un'artista. Sono un operaio. Un briciolo di creatività mi distingue dalla media. Di poco.

Oggi è un giorno di festa. Festeggiamo. Il mio regalo? Un consiglio.
Non leggete rancore nelle mie parole. Non ne vedo il motivo.
Sono abituato alla vita. Sono cose che certe volte si fanno senza cattiveria. Senza pensarci.
Forse è quello il delitto vero: non pensare.
Dietro le buone scelte ci sono sempre ottime ragioni.
Il mio consiglio?Eccolo.

Le feste sono cose serissime, per quanto solitamente divertenti. Obbligano il festeggiato a delle scelte. Spesso a mettere la croce su persone a cui si è voluto bene. Ora persone scomode. O solamente uscite dalla top ten della propria vita. Visto che in tempi di social network c'è gente che ha la febbre a vedere le classifiche.
Gente che entra, gente che esce. In mondovisione.

A queste persone oramai uscite, non si dovrebbe chiedere più niente però. Niente. Nè favori, nè passaggi, nè alcunchè.

E' un fatto di educazione. Ho scoperto di amare la buona educazione e mi sto impegnando a essere più educato di prima.

E' un fatto di rispetto. L'ipocrisia è un'arte. Come per l'arte, se non sei un maestro fai più danni che cose positive. La mediocrità è offensiva. E' offensiva perchè offende l'intelligenza degli altri. Perchè per vendere loro qualcosa di mediocre parlando di capolavoro, devi pensare che il tuo acquirente sia stupido.

E chi mi pensa stupido forse ha ragione.
Ma accetto di sentirmi trattato da stupido solo dai maestri.
Solo dagli artisti.

lunedì, dicembre 03, 2007

prove tecniche di autoritarismo

Russia: riuscita


Alle accuse dell'opposizione, che ha parlato di "voto farsa", nei confronti del presidente Vladimir Putin, e ai dubbi della Casa Bianca, si sono aggiunti stamane i pesanti rilievi dell'Osce. All'indomani del voto legislativo, che ha dato la maggioranza assoluta al partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin, il presidente dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa definisce le elezioni "non corrispondenti agli standard dell'Osce". In pratica, non corrette.

"Queste elezioni non hanno rispettato molti degli impegni e degli standard che abbiamo nell'Osce e nel Consiglio d'Europa", ha detto Goran Lennmarker, capo dell'assemblea parlamentare dell'Osce. Ancora più netto il giudizio del vice capo dell'assemblea parlamentare Osce, il finlandese Kimmo Kiljunen, secondo il quale i risultati elettorali sarebbero stati praticamente decisi dal Cremlino.

Anche il commissario agli Affari Esteri Benita Ferrero-Waldner ha rilevato nelle elezioni russe "alcune violazioni dei diritti fondamentali", e cioè in particolare del diritto di assemblea e della libertà di espressione.

Dubbi e accuse sono tuttavia respinte dal capo della Commissione Elettorale che, stamane, ha assicurato che, nelle elezioni legislative svoltesi domenica in Russia, non ci sono state irregolarità di rilievo.

Ieri anche gli Stati avevano chiesto che venisse aperta un'inchiesta per verificare le accuse di brogli mosse dalle opposizioni. "Le prime notizie dalla Russia includono accuse di irregolarità. Esortiamo le autorità russe a indagare", aveva dichiarato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Gordon Johndroe.

I risultati. Secondo gli ultimi risultati, ancora non definitivi, annunciati dal presidente della Commissione elettorale centrale, il partito 'Russia unita' del presidente russo Vladimir Putin ha ottenuto il 64,1 per cento dei consensi, stando a quanto emerge dopo lo spoglio del 98% delle schede.

Il che significa, scrive l'agenzia russa Itar-Tass citando un membro della Commissione elettorale, che 'Russia Unita' si è assicurata la maggioranza costituzionale di 315 seggi dei 450 seggi del nuovo Parlamento russo. Se il dato sarà confermato, Russia Unita, con i due terzi dei seggi, avrà mano libera per emendare la Costituzione. Nell'attuale Parlamento, Russia Unita aveva invece 297 deputati.


Venezuela: fallita (per mò)


Che qualcosa non andava s'è cominciato a capire quando il Cne, la commissione elettorale, mentre su Caracas calava la notte ritardava la diffusione dei risultati. Una scusa, apparentemente, c'era: molti seggi avevano chiuso le operazioni di voto diverse ore dopo l'orario fissato, le quattro di pomeriggio (le nove in Italia). Così, mentre le agenzie internazionali, Reuters in testa, diffondevano i dati (sbagliati) degli exit poll per i Tg della sera, al palazzo di Miraflores (sede della presidenza) si svolgeva una riunione, fra spin doctor del presidente e leader dell'opposizione, nella quale si decideva di annunciare la bocciatura del referendum di Chavez sulle riforme costituzionali soltanto a notte fonda, mezz'ora dopo l'una, "per evitare incidenti".

Il risultato finale è quello di un paese, il Venezuela, apertamente spaccato in due (50,7 al no, 49,2 al sì) ma l'unica cosa che davvero conta è la prima sconfitta di Chavez dopo nove anni di vittorie senza appello.

Qualcosa, nella sua marcia trionfale verso il "socialismo del XXI secolo" s'è inceppato, e da adesso il leader venezuelano ha almeno una data di scadenza: il 2012, momento in cui finirà il suo attuale mandato presidenziale. Questo almeno in teoria perché gli effetti della sconfitta di ieri vista la posta in gioco potrebbero anche aprire nuovi scenari nel volgere di pochi mesi.

Infatti quello che gli elettori hanno bocciato non è solo l'ipotesi di un mandato presidenziale "a vita", com'era previsto nella riforma, ma anche il progetto, le "pillole di socialismo" che i nuovi articoli introducevano nella Costituzione: dalla possibilità di espropriare i privati per "garantire il fabbisogno alimentare della popolazione" alla necessità di "incoraggiare l'economia socialista" consentendo al presidente di controllare la Banca centrale svuotata della sua autonomia fino al divieto, per legge, di privatizzare le aziende statali.

Una miscela di nuove misure, dove accanto ad una ampia estensione dei poteri del presidente c'erano la "settimana corta" e l'abbassamento a 16 anni dell'età minima per votare, che visto il risultato deve aver spaventato anche numerosi elettori di Chavez. Di certo aveva spaventato il suo ex ministro della Difesa, Raul Baduel, l'uomo che lo rimise al potere dopo il fallito golpe del 2002, tanto da convincerlo a passare all'opposizione.

Un altro elemento, considerando l'alta astensione, oltre il 44 percento, può essere anche trovato nella stanchezza "dell'esercito bolivariano", quel popolo dei più poveri che fino ad oggi Chavez ha trascinato al voto praticamente una volta all'anno dal 1998. Oppure nell'assuefazione al conflitto. Quelle terminate con la sconfitta di ieri sono state davvero le tre settimane "nere" di Hugo Chavez. Ha cominciato re Juan Carlos, il 10 novembre, con quel suo ormai famosissimo "porque no te callas?" (perché non stai zitto) rivolto a Chavez al termine del Vertice ispano-americano di Santiago del Cile. Poi è arrivato Uribe, il presidente colombiano, che all'improvviso gli ha tolto la mediazione che gli aveva affidato con la guerriglia delle Farc per liberare la Betancourt. Trattativa ben avviata e grazie alla quale Chavez avrebbe incassato un ritorno d'immagine da leader influente e vincente in tutta l'America Latina e non solo. Fino ad una storia meno nota ma altrettanto importante: l'annuncio della scoperta in Brasile di nuovi e consistenti giacimenti di petrolio. L'ultima novità che manda all'aria il progetto di Chavez di dominare con l'energia tutto il continente costruendo un gasdotto dal Venezuela alla Patagonia. Peggio di così. In tre settimane ha azzerato le relazioni con la Spagna, litigato con la vicina Colombia ed è stato costretto a ridimensionare le brame di allungare la sua influenza petrolifera fino all'Antartide. Forse ieri ha perso il referendum nel quale aveva messo in gioco tutto il suo futuro politico anche per questo.

Ora, mentre l'opposizione per la prima volta fa festa per le strade di Caracas, Chavez fa buon viso a cattivo gioco. "E' stato un esercizio di democrazia", ha detto dopo aver annullato la conferenza stampa prevista per la vittoria, "accetto la sconfitta, ma io - ha detto rivolto all'opposizione - una vittoria di Pirro come questa non l'avrei voluta".

fonte: repubblica.it

domenica, dicembre 02, 2007

il pallone d'oro 2007



L'ha vinto in questa partita.

sabato, dicembre 01, 2007

cruz, alborosie e il figlio di bertinotti


Il mio primo giorno della ritrovata (per forza di cose) vita da persona normale inizia abbastanza improvvisamente, all'una di notte sulla strada per il new Demodè.

Mi porto ancora dietro le tossine di questi giorni e anche un filo di spavento ancora vivo per quella sensazione di nausea, crollo fisico, che avevo risentito mentre facevo ripetizioni. La necessità di fermarmi è qualcosa di estramemente vivo e non rimandabile.

Racconto a Cruz, il perfetto compagno di viaggio per una serata così, del mio crollo verticale e di come, anche in considerazione del fatto che ci recavamo a un concerto reggae, sarebbe stata gradita una bella cannetta d'erba.

Il tempo di girare a destra, e troviamo la Finanza. Posto di blocco sistematico. Fermano tutti.
Noi, abbastanza corretti dalla birra, ridiamo.

"sentite, se avete hashish, marijuana, cocaina, datecela e non vi facciamo niente. Abbiamo i cani".
Una roba da polizieschi anni '70 unito a Fantozzi. I cani non ci sono. Addò stonn? Nelle camionette?
E la finanza che fa? Scrive un verbale in cui dice "l'agente Cosimo Di Pinto sequestra a Cruz 3 (tre) canne di marijuana, neanche buonissime e lascia passare i giovani perchè si dovevano divertire?"

Tutti questi ragionamenti ovviamente non li facciamo. Io non ragiono proprio, e affermo con sorriso sornione "magari ce le avessimo due canne!"

Cambia il tono della voce del finanziere "ah, perchè volevate andare a fumarvi gli spinelli eh..."

Mi conquisto le mani addosso, perquisizioncina moderata, roba di tasche e poco più. Continuiamo a ridere.

Arriviamo lì ed è uno spettacolo. Ovviamente tutti quelli che mettono dischi, suonano, parlano, sfottono il posto di blocco, parlano di criminalità, di quella vera, le solite cose sacrosante.
Il figlio di Bertinotti mette i dischi, canta Alborosie, da Bergamo. Il primo non giamaicano ad arrivare in testa alle classifiche di vendita con un pezzo reggae.

Bravo, bravissimo. E sono i pezzi suoi quelli a infiammare di più. Salvatore perde la testa, io me ne vado dietro a lui. Per il resto gli inni alle droghe leggere sono particolarmente ispirate dalla situazione da guerra civile all'Italiana inscenata dai finanzieri.

Gran serata. Cruz ha pure scroccato due tiri.
Ciao Finanza, ci hai provato.
E grazie Antò. Ieri eri l'uomo giusto al posto giusto.

giovedì, novembre 29, 2007

mininni, non odiarmi

Stavo pregustando il racconto di un miracolo, di questioni cicliche, di primo e ultimo esame della mia vita universitaria con lo stesso professore, di me che dò 2 esami tostissimi in 3 giorni come ai vecchi tempi, al primo anno, quando esisteva solo lo studio e io riuscivo a produrre tantissimo (ricordo ancora quella volta al primo anno che feci 117 pagine di Psicologia dello Sviluppo).

Mi faceva sentire speciale questa rincorsa.
Mi pregustavo un oramai insperata laurea dicembrina.
Ieri sono riuscito a fare l'incredibile, passando la Savino al primo tentativo, graziato anche da una commissione particolarmente clemente.
Addirittura 22, manco il mio 18 con cui facevo le medie. Sulle ali dell'entusiasmo avevo studiato anche ieri sera, stanotte ero tutto adrenalinico. Forse troppo.

3 ore di sonno, io che già progettavo le cose della radio, che vivevo l'esame di domani come una bella passerella, senza l'obbligo di andar bene.
All'ora di pranzo ero in anticipo sui tempi, pensavo di dovermi limitare a "sole" 15 ore di studio. Le ultime, pensavo. Da domani basta, è finita.

Ore 16. Leggo. Non rimane in mente. Rileggo. Cazzo, non entra. 5 minuti per ripetere una pagina, quando diamine finirò..
inizia la nausea.
Mi fermo, caffè numero 4.
10 minuti di studio, poi vomito. Inizio a piangere. E' finita, il mio corpo ha detto basta.

Credo che tecnicamente si chiami esaurimento nervoso, anche se forse è solo tanta, tantissima stanchezza accumulata. Ho delle occhiaie spaventose.

Finisce qui il sogno di gloria del miracolo dicembrino. Non mi sento in colpa con me stesso, come potrei?

Mi dispiace con Mininni, il mio relatore, che è una vita che aspetta che mi laureo. A luglio dico ottobre,
a ottobre dicembre,
a dicembre febbraio.

Considerando che vorrei lavorarci con lui un giorno, dovrò riconquistarmi la stima che ho gradualmente perso. Mi sento una merda solo per quella.

Una certezza: MAI più così. Devo imparare a gestirmi.

Chiedo scusa a tutti coloro che ho un pò deluso. Mi rifarò, ve lo prometto.

lunedì, novembre 26, 2007

idee chiare



7 novembre

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini è intervenuto a Radio Marte Sport in vista del match che opporrà i rosanero al Napoli di Edy Reja:
Dopo cinque pareggi di fila, spero in una vittoria. Colantuono rischia? Nessuna panchina è solida, ma è mia intenzione che resti per aprire un ciclo come Reja, Spalletti e Prandelli. Cambiare allenatore è deleterio perchè bisogna cominciare tutto da capo, questa volta devo essere paziente.


26 novembre

Il Palermo ha esonerato il tecnico Stefano Colantuono. Fatale la sconfitta per 5-0 dei rosanero in casa della Juventus nella scorsa giornata di campionato. La squadra sarà affidata a Francesco Guidolin, ancora sotto contratto con la società presieduta da Zamparini. "Sono felice di tornare sulla mia panchina", ha dichiarato l'allenatore veneto.

domenica, novembre 25, 2007

il triangolo delle barbados



Rihanna - please don't stop the music

non si può dire che sia un appassionato di musica commerciale, per quanto perda diverse ore settimanali lì incantato a studiarmela.


Però esponetevi per 4-5 volte a questa canzone in momenti discontinui della vostra giornata e poi ditemi se non è una fottutissima trappola.

Dopo Umbrellaella-e-e-e,
mammasèmammasàmammamakossà.

il signor Jay-Z ha confezionato un'altra macchina da soldi.

messaggio non sollecito

Sto aspettando a scrivere qualcosa su Perugia.
Il tempo che incastrino Amanda e sono tutto vostro.

p.s. la mia top friends di myspace non ha NESSUN valore a livello di graduatoria.

giovedì, novembre 22, 2007

parola del califfo

Non mi fido di nessuno sono rose e crisantemo
suono e canto la mia libertà.
Se sono triste suono piano, se sono in forma canto forte
così affronto la mia sorte.
Una donna innamorata anche quella più pulita
prima o poi le corna te le fa.
Tanto vale andare avanti e trattare con i guanti
solo questa libertà.

Franco Califano - la mia libertà


Stamattina ho intercettato quasi per caso il testo di questa canzone.
Ovviamente sono rimasto colpito dalla parte evidenziata.

Ora mi chiedo: e se avesse ragione lui?

Alla fine il camerata Califano, pur essendo mediamente caciarone, non ha detto solo fesserie sulle donne.
E' un salto concettuale fondamentale passare dalle corna subìte come "devianza", alle corna subìte come "norma". Ci sto pensando.

E mi piacerebbe sentire anche cosa ne pensa il pubblico.

un mese fa in portogallo


irridevamo e ischerzavamo i campioni di poker.
Non indichiamo il nome del protagonista perchè siamo stati minacciati di morte dal signor White
Chi lo conosce, lo sa.

martedì, novembre 20, 2007

veronesi re di kingston


Il cannabidiolo, uno degli elementi che compongono la cannabis, potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali. È il risultato delle ricerche di laboratorio effettuate da un'équipe del California Pacific Medical Center Research Institute. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.

I ricercatori si augurano che il cannabidiolo (Cbd), contenuto nella marijuana, possa diventare una valida alternativa alla chemioterapia, senza gli effetti collaterali di quest'ultima. "Ho sempre creduto nelle proprietà contenute nei derivati della cannabis - afferma il professor Umberto Veronesi - questa è una strada mai esplorata a causa di condizionamenti psicologici. La fonte universitaria è molto seria. Voglio chiarire che l'oggetto della ricerca è un composto della cannabis e non una droga. Sarebbe un peccato non esplorare questa via per combattere il tumore al seno".

E gli autori dello studio confermano che, a differenza della cannabis, il Cbd non ha alcun effetto psicoattivo e quindi il suo utilizzo non viola alcuna legge sugli stupefacenti. Inoltre, insistono nello spiegare che non stanno invitando i loro pazienti a fumare marijuana, visto che le concentrazioni di Cbd usate nelle loro ricerche sono di molto superiori a quelle che si possono ottenere solo fumando. "Il Cbd funzionerebbe bloccando l'attività del gene Id-1 - spiega Sean McAllister, autore della ricerca - ritenuto responsabile della "metastatizzazione", la diffusione del tumore dalla sua sede iniziale".

Altre ricerche hanno già dimostrato che il Cbd potrebbe bloccare il tumore cerebrale aggressivo, e ci sarebbero evidenze di un effetto simile in laboratorio su cellule di tumore al seno.
"Attualmente abbiamo un numero limitato di opzioni nel trattamento delle forme aggressive di cancro - continua McAllister - alcune terapie, come per esempio la chemioterapia, possono essere efficaci ma anche estremamente tossiche e difficili da tollerare". Questo composto offrirebbe quindi la speranza di una terapia in grado di ottenere gli stessi risultati senza gli effetti collaterali, come la nausea e il maggior rischio di infezioni.

"La ricerca è a uno stadio iniziale - aggiunge Joanna Owens, del Cancer Research UK - i risultati dovranno essere seguiti da trial sull'uomo per valutare la sicurezza del Cbd e se si raggiungono gli stessi benefici ottenuti in laboratorio. Diversi farmaci basati sulle piante sono attualmente utilizzati nelle terapie tumorali, come la vincristina, che deriva dal fiore Pervinca del Madagascar, ed è usata nel trattamento del tumore al seno e al polmone".

Per il momento sono la chemioterapia, la radioterapia e l'intervento chirurgico a dominare il panorama delle terapie contro il tumore. Anche se una serie di farmaci biologici vengono sperimentati ed usati sempre più spesso nei centri di cura oncologici.

fonte:repubblica.it

alicia keys - as i am


Alicia Keys – As i am

Etichetta: Columbia

Genere: Soul

Voto: 3/5

Nel novero delle eredi di Aretha Franklin (quante si sono, o sono state fregiate di tale epiteto?) è questa signorina di 26 anni a partire dalla prima fila. Sono passati ben 4 anni dalla sua ultima uscita in studio, intervallata da uno straordinario MTV Unplugged del 2005. Per il terzo lavoro Alicia è tornata a mettere sé stessa al centro e in questo senso il titolo dell’album appare piuttosto eloquente. Voce straordinaria e pianoforte suonato da manuale la fanno da padrona scaldando i cuori e soprattutto gli animi dei fan. Forse sarebbe stato sufficiente fare un album secco, potente, che si poggiasse solo su questi due ingredienti per avere un’ottima pietanza. La prova? “The thing about love”, due spanne più bella di tutte le altre. E invece la produzione di Linda Perry sembra allungare il brodo in modo francamente inspiegabile. Discorso diverso per John Mayer, bravo a impreziosire “Lesson Learned”. Il singolo “No One” staccherà di gran lunga i suoi predecessori in quanto a vendite, ma nella congiuntura contemporanea che vede Amy Winehouse come regina assoluta della materia le avvisaglie di noia a fine album sono peccato imperdonabile. Alicia, sei così brava che non studi. E così ti tocca una tiratina d’orecchie.

lunedì, novembre 19, 2007

un amico

Oggi mi sono reso conto che mi manca un amico. Un particolare tipo di amico.
Tornavo a casa dalla presentazione del master, morto di sonno. Sensazione oramai abituale.
La situazione è di profonda magra economica e quindi certe volte non si esce anche per risparmiare.
In verità avresti davvero bisogno di uscire, di staccare, visto che domani forse è ancora più pesante di oggi, per quanto ci siano cose bellissime che mi aspettano. Ma tutte insieme, con gli esami che si avvicinano inesorabilmente..non te le godi, vedi solo un caleidoscopio a forma di muro. Caghi sangue (fuor di metafora) e stringi i denti.

ho sentito che mi mancava qualcosa, qualcuno.

Un amico di quelli che non esce con te solo se la zita non esce, che se ne viene a casa tua con una birra o un film, o che ti chiede di giocare alla Playstation come due cerebrolesi, con cui puoi essenzialmente divertirti. Che sa come stai e non glielo devi stare a ripetere. Che puoi vederlo anche una volta al mese, una volta all'anno. Una pacca sulla spalla, come stai, un apribottiglie, due chiacchiere e si carbura.

Sono stato deluso col tempo dai miei fratelli e verosimilmente avrò deluso a mia volta. Perchè non è possibile che sia migliore di loro. E così mi ritrovo qui.

Ieri riflettevo con un mio amico (dai, sì, si può dire..ieri abbiamo fatto il battesimo col fuoco parlando delle nostre beghe sentimentali..niente di grave in fondo, però sono sempre beghe) su questa cosa..o meglio ci rifletteva lui, che per la prima volta, lontano dalla sua città e forse dai suoi amici più veri, si sentiva così. Non deve essere facile. Non lo è per me qua. Figurati per un emigrante.

Può essere che sia anche colpa mia se sento questo piccolo grande vuoto: forse non mi sono impegnato abbastanza, forse non faccio o non ho fatto quello che poi oggi richiedo, che vorrei. E allora mi impegnerò.

Buona serata a tutti.

più grano per tutti


Pressato dalle critiche degli alleati, Silvio Berlusconi scende in piazza nella sua città, Milano, fa una prima cauta apertura sul tema riforme, e lancia una nuova sfida: "Oggi nasce ufficialmente qui il grande partito del popolo italiano, un partito aperto che è contro i parrucconi della vecchia politica. Invito tutti ad entrare senza remore e a venire con noi, questo è quello che la gente vuole: Forza Italia si scioglierà nella nuova formazione", che si chiamerà, appunto, "Partito del popolo italiano delle libertà". Un'iniziativa che non pare, almeno dai primi commenti, suscitare grande entusiasmo nelle altre componenti della Cdl. E che per il segretario del Pd Walter Veltroni rappresenta "il riconoscimento di una sconfitta".

Per l'annuncio il Cavaliere sceglie il gazebo di piazza San Babila per la raccolta di firme contro il governo Prodi: "Sono sette milioni", sottolinea con orgoglio. Un vero e proprio show, il suo. Che lo vede attorniato da cori da stadio e urla, da una grande bolgia in cui si distingue Michela Vittoria Brambilla ("siamo stati l'avanguardia del nuovo partito, in cui adesso confluiremo", dichiara). Intanto, il leader di Fi arringa la folla con un megafono, per poi improvvisare un comizio in mezzo alla piazza. Quindi, sul nuovo partito, il leader dà appuntamento a domani, quando "presenteremo la nuova iniziativa". "Invitiamo tutti - dice - a venire con noi contro i parrucconi della politica in un nuovo grande partito del popolo. Chiediamo a tutti di mettere da parte ogni timore e ogni remora: questo è quello che la gente vuole".

Poco dopo, a chiarire meglio le modalità organizzative del nuovo partito, ci pensa il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: "Vi annuncio - dichiara - che la prossima settimana ci sarà una nuova mobilitazione con i gazebo in tutta Italia per le adesioni al nuovo partito".

Ma Berlusconi, nel suo intervento milanese, parla anche d'altro. Ad esempio, riguardo agli italiani che hanno firmato la sua petizione contro il governo Prodi, sostiene che "la metà" non sono elettori del centrodestra. Lo scopo, ribadisce, è "avere nuove elezioni, ed eleggere un nuovo governo. Un governo che sia in armonia con i suoi cittadini, un governo che sappia governare".

Sul tema al primo posto dell'agenda politica, l'eventuale apertura di un dialogo tra i poli sulle riforme (sollecitato anche da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini) da Berlusconi arriva invece una prima seppure parziale apertura: "Se l'altra parte avanzerà delle proposte o dirà di sì a nostra proposte saremo i primi ad essere lieti di trovare, per il nostro Paese, una direzione di svolta che assicuri la democrazia, lo sviluppo e la libertà".

Le reazioni al nuovo partito.
A tenere banco, però, resta la novità del nuovo partito berlusconiano. Umberto Bossi teme "che sia solo un favore a Prodi". "La forza di Berlusconi - dice il leader della Lega - è sempre stata la sua capacità di coordinamento. Il suo saper tenere uniti. Con il nuovo partito andrebbe quindi in una direzione differente rispetto a quando ha fatto fino ad ora. Se perde questa forza, se ci rinuncia, secondo me si sbaglia". Prima che parlasse Bossi era stato Roberto Maroni a chiarire che il Carroccio non è interessato a questo nuovo partito del centrodestra: la Lega è orientata soprattutto alle riforme e nei prossimi giorni lo stesso Maroni incontrerà Veltroni.

La prima reazione dell'Udc è affidata al vice presidente del gruppo alla Camera, Maurizio Ronconi: "Un partito non può nascere né in provetta né dalle alchimie di un pur attento marketing politico. L'Udc vuole concorrere al partito popolare in Italia che non nasce però da un atto di intelligente fantasia ma da un confronto serio e meditato; non nasce dalla pancia ma dal cervello". E in serata fonti vicine a Casini commentano l'annuncio di Berlusconi ribadendo quanto detto dal leader del partito nel pomeriggio e cioé che per il Cavaliere c'è anche il momento della propaganda. Positivo invece il giudizio all'apertura sul dialogo per le riforme.

Dal centrosinistra arriva la reazione di Veltroni: "Forse è il riconoscimento di una sconfitta" dopo l'annunciata spallata, poi non verificatasi, nei confronti del governo. "E comunque il riconoscimento che si è conclusa una "stagione politica", dice il segretario del Pd. "Un tempo era il centrosinistra che inseguiva modalità di comunicazione. Ora è Berlusconi che ci insegue...Noi facciamo i gazebo e li fa anche lui, noi facciamo un nuovo partito e lo annuncia anche lui" ha aggiunto ancora Veltroni, parlando in collegamento telefonico con la trasmissione di Maurizio Crozza, su La7.

domenica, novembre 18, 2007

in italia (2)


So che già che con questa citazione mi tirerò dietro le peggio gasteme, però ritengo che questo pezzo funzioni molto più di qualsiasi analisi sociologica e culturale contemporanea.
Non esistono parole di serie A o di serie B, filosofi o uomini di strada per me hanno lo stesso valore e anzi, probabilmente le parole dell'uomo della strada funzionano molto di più del filosofo per quanto riguarda le beghe del quotidiano.

E' tratta dal nuovo album di Fibra
(ah, quanto non mi piace il rap!)
(ah, ma quanto si è sputtanato)
(ah, ma c'ha la pappa in bocca)
(ah, che testa di cazzo)

si chiama "in Italia".
In America c'era e forse c'è un gruppo, i Public Enemy. Sono i rapper più incazzati di sempre. Ma anche quelli che conoscevano la verità. Per questo li chiamavano "la CNN del Ghetto".
In Italia non abbiamo il ghetto e al massimo abbiamo Studio Aperto, però il paragone mi viene spontaneo.
In Italia qualche anno fa l'analisi sociale la facevano De Andrè, Gaber, un certo Battiato, Guccini, De Gregori.

Oggi i rapper.
E non sono ancora vecchio abbastanza per poter avere rimpianti o nostalgie per il passato.



In italia sei nato e morto qua sei nato e morto qua nato qua e morto qua
dove fuggi?in italia
la pistola in macchina è in italia
machiavelli e foscolo in italia
i campioni del mondo sono in italia
benvenuto in italia
fatti una vacanza al mare in italia
meglio non farsi operare in italia
e non andare all ospedale in italia
la bella vita in italia
le grandi serate e i gala in italia
fai affari con la mala in italia
il vicino che ti spara in italia

sei nato e morto qua (x16)

dove fuggi?in italia
i veri mafiosi sono in italia
i più pericolosi sono in italia
le ragazze nella strada in italia
mangi pasta fatta in casa in italia
poi ti entrano i ladri in casa in italia

non trovi un lavoro fisso in italia
ma baci il crocifisso in italia
i monumenti in italia
le chiese con i dipinti in italia
gente cn dei sentimenti in italia
la campagna e i rapimenti in italia

rit.
sei nato e morto qua (x16)

dove fuggi?in italia
le ragazze corteggiate in italia
le donne fotografate in italia
le modelle ricattate in italia
impara l'arte in italia
gente che legge le carte in italia
assassini mai scoperti in italia
volti persi e voti certi in italia
due stipendi in italia
sanno quanti soldi spendi in italia
so sempre dove mi trovo in italia
e non c'è mai nulla di nuovo in italia

in italia (1)


Gianfranco Fini lancia l'ultimatum a Silvio Berlusconi: "Adesso basta - dice in questa intervista a Repubblica - è arrivato il momento in cui o questo centrodestra è in grado di trovare una soluzione unitaria, di ridarsi una missione, di rioffrire al Paese un progetto, oppure si prende atto che la coalizione non c'è più, e ognuno va per la sua strada. Tertium non datur... ". In assenza di una svolta concreta, il leader di An si spinge a delineare un possibile capolinea per la Cdl. "Io voglio rilanciare l'alleanza, sia ben chiaro. Ma non accetto che mi si diano pagelle. In questi 18 mesi di governo del centrosinistra noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per far cadere il governo Prodi. Ma non è servito a niente. Non voglio fare il grillo parlante, ma è ora che Berlusconi ne prenda atto".

Presidente Fini, la sua analisi non coincide affatto con quella del Cavaliere, che invece dice di aver lottato da solo, mentre voi facevate giochi di palazzo. E proprio per questo, a lei e Casini ripete "dopo tutto quello che ho fatto, solo io ho titolo per darle, le pagelle".
"Questo ragionamento per me è inaccettabile. Berlusconi sbaglia, e lo sa benissimo. Purtroppo non lo riconosce, e questo è l'errore più grande che sta commettendo. Ognuno di noi, in questo anno e mezzo, ha combattuto la battaglia politica. Con modalità diverse, con la presenza assidua dei senatori in aula, con manifestazioni di piazza. Io personalmente ho fatto un corteo a Roma con centinaia di migliaia di persone, ho organizzato convegni, ho incontrato le categorie, ho contrastato la maggioranza su tutti i temi, la sicurezza, la giustizia, il fisco. Nell'opposizione c'è stata una pluralità di sforzi. Nonostante questo, il governo non è caduto. Insomma, dopo 18 mesi vogliamo riconoscere onestamente che non sono serviti a raggiungere l'obiettivo? Vogliamo riconoscere che se nel Paese c'è una maggioranza che vuole mandare a casa Prodi, in Parlamento c'è una maggioranza che non vuole andare a elezioni anticipate?".

fonte: repubblica.it

sabato, novembre 17, 2007

godiamoci questo amore interessato...

Si, avete letto bene. Tifano per noi, perchè se vinciamo loro si qualificano.
Sono degli utilitaristi del cazzo, ma dipendono da noi. Forza azzurri.

gavettone

Ieri ho sperimentato a livello psicofisico il significato della parola gavetta.
Come se già non lo conoscessi.

Arrivo a Bari alle 13, prendo un sacco d'acqua per andare a mangiare dalle parti del comune;
Roccia mi comunica di una riunione alle 18.30, salta lo studio, andiamo a pranzo. Prendo altra acqua, i miei piedi completamente fradici.
Vado a lavorare. Ho un'ora di buco da perdere. Piove, non se ne può più.
Ho fame, mangio un panzerotto. Da solo. Prendo un caffè. Da solo. Potrei telefonare, farmi fare compagnia. Non lo faccio. Ho freddo. Cammino.
Vado da Proforma, la riunione dura due ore. Perdo l'ultimo treno utile. Continua a piovere. Dovrei aspettare un'ora per il bus. Roccia mi salva, esco con lui, mi riporta lui.
Piove, i piedi sono sempre nelle condizioni di 6 ore prima. Mastro Ciccio, che serietà.
Taverna, finalmente Skakkinostri dà un segnale concreto di vita dopo anni di "vorrei ma non posso". Ho un litro di scotch nel sangue, Preverin e Parisi, la strana coppia, ci fanno sorridere.
Torno a casa. Finalmente. Mi addormento dopo una telefonata.
Non ho studiato, l'esame si avvicina e io non cammino.

Un giorno di straordinaria gavetta. Un incubo climatico. Ma torno a casa col cuore gonfio. Vedere gente creare, pensare, lavorare per gli altri è una cosa meravigliosa. Sia chi ha 10€ nel portafoglio, sia chi ne ha 100000..tutti insieme. Appassionatemente.

Ma veramente.