Ieri ho sperimentato a livello psicofisico il significato della parola gavetta.
Come se già non lo conoscessi.
Arrivo a Bari alle 13, prendo un sacco d'acqua per andare a mangiare dalle parti del comune;
Roccia mi comunica di una riunione alle 18.30, salta lo studio, andiamo a pranzo. Prendo altra acqua, i miei piedi completamente fradici.
Vado a lavorare. Ho un'ora di buco da perdere. Piove, non se ne può più.
Ho fame, mangio un panzerotto. Da solo. Prendo un caffè. Da solo. Potrei telefonare, farmi fare compagnia. Non lo faccio. Ho freddo. Cammino.
Vado da Proforma, la riunione dura due ore. Perdo l'ultimo treno utile. Continua a piovere. Dovrei aspettare un'ora per il bus. Roccia mi salva, esco con lui, mi riporta lui.
Piove, i piedi sono sempre nelle condizioni di 6 ore prima. Mastro Ciccio, che serietà.
Taverna, finalmente Skakkinostri dà un segnale concreto di vita dopo anni di "vorrei ma non posso". Ho un litro di scotch nel sangue, Preverin e Parisi, la strana coppia, ci fanno sorridere.
Torno a casa. Finalmente. Mi addormento dopo una telefonata.
Non ho studiato, l'esame si avvicina e io non cammino.
Un giorno di straordinaria gavetta. Un incubo climatico. Ma torno a casa col cuore gonfio. Vedere gente creare, pensare, lavorare per gli altri è una cosa meravigliosa. Sia chi ha 10€ nel portafoglio, sia chi ne ha 100000..tutti insieme. Appassionatemente.
Ma veramente.
sabato, novembre 17, 2007
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