martedì, dicembre 04, 2007

eros

Questo messaggio ce l'ho in canna da almeno una settimana.
L'ho pensato. L'ho riscritto nella mia testa.
Il mio dicembre doveva essere pazzesco.
Resta pazzesco. Certo, ci ho messo qualche giorno ad elaborare il lutto della non laurea. Ho letto il mio nome su tutti i muri del terzo piano dell'Ateneo.
Oggi in segreteria sembravo un reduce di guerra. O un bel tenebroso. Tutti affranti a chiedermi cosa mi fosse successo. In fondo avrei dovuto spiegare loro di quel qualcosa nel marasma, che la mia testa ha inconsciamente deciso di sacrificare in nome di altro.
Passione. Ambizione. Il sonno non pesa più (bugia, ho un sonno pazzesco, domani mi alzo alle 12).

7 dicembre: compriamola
11 dicembre: webradio d'ateneo.

Bari aspetta da anni, io aspetto da mesi questi due eventi. Due botte enormi. La mia vita in mano ai sogni. I sogni che non mi fanno riempire il cazzo di portafoglio.

Il portafoglio comincia a diventare un'esigenza. Solo simbolica, almeno per quanto mi riguarda. O comunque l'aspetto pecunario è di secondaria importanza.
Se oggi qualsiasi mio lettore mi chiedesse qual è la mia ambizione più grande, cosa mi fa dimenticare la stanchezza (e mi porta poi a esaurire tutto in un colpo), cosa mi dà la forza, vi risponderei con una cosa che, pur nel suo materialismo spinto della realizzazione concreta di essa, è estremamente romantica.

Vorrei non pesare più ai miei genitori.

Iniziano a invecchiare. Sono stanchi. Io non devo più essere un problema. Fra 1 pò di mesi ne faccio 24.
Niente di grave eh, non ho niente da rimproverarmi.

Ma non ho ancora risolto questa mia esigenza. Non sono ancora riuscito a trasformarla in ex-problema.

Loro hanno un mutuo che si mangia uno stipendio, frutto di una scelta di vita che non ho mai accettato e che credo sia stata sbagliata a prescindere dal mio barlume di egoismo, a casa mia fin troppo silente. Il nostro tenore di vita si è inesorabilmente contratto negli ultimi 5 anni. Sono riuscito a sopravvivere, a fare tutto quello che fanno quelli che mi circondano. Fino ad ora.

Devo poter produrre reddito. Qualunque esso sia. Coi sogni magari, facendo ciò che mi piace fare, divertendomi lavorando. Ma se questo non fosse possibile devo sospendere i miei sogni di gloria e pensare al vile danaro.

Sono almeno 2 anni che sono un giovane di belle speranze, una carta buona, il miglior studente di tutti, il miglior tirocinante che abbiamo mai avuto, sento dire grandi cose di te, tu sei un genio, diventerai un grande, inizia a scrivere un libro, ti ammiro, ti invidio.

Sono ancora alle prese con la posta, sempre piena per questi due eventi nevralgici della mia vita da (ancora) giovane. Continuerò a lavorare con piacere. Magari mi apro la seconda Peroni della giornata. Piccola, non spaventatevi.
Sono sveglio dalle 8,30, sono stato fuori di casa per 12, il cervello è acceso da 15.
5 giorni fa promettevo a me stesso di non caricarmi più. Così è. Vado avanti a passione.

Ma l'ambizione è sempre la stessa, quella che ti fa fare uno sbadiglio di meno: non chiedere soldi a mammà, non fare il bamboccione, uscire di casa. Farmi un cazzo di buco sulla lingua, simbolo eletto della mia indipendenza. E laurea ad honorem in cunnilingus.

E perciò ho deciso. Ho deciso di dedicarmi 24 ore, entro natale, al marketing di me stesso.
Valuterò cosa ho e cosa mi danno ad oggi.

Proforma resta il posto dove sogno di lavorare, ma forse lì hanno più interesse a investire in forze mature ora, non mature domani.
Idem per Emiliano. La persona giusta al momento sbagliato, così devo sentirmi per salvare un pò di autostima.

E così, con malcelata delusione (e forse immotivata, guardando la carta d'identità) sono costretto a guardarmi intorno. Ovviamente il mondo è stupendo, quindi l'aprire gli occhi a nuove prospettive è altrettanto affascinante che farsi nel culo per quelle già consolidate.

Stage, tirocini, lavori a progetto, qualcosa di ancora meglio, chissà.
Roma, Milano, Bologna, Londra.
Musica, politica, pubblicità, nuovi media.

Ho una matrice 3x4. Il mio futuro è là dentro. Mammà, dammi un altro annetto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La laurea in cunnilingus quello sì che è un riconoscimento che ti fa aprire tante porte.... ;)

Io già mi sogno la casa degli insospettabili muahahahah

Duni Smakkia Stelvio, mudù.

duni ha detto...

io non so niente di queste cose...:p