domenica, settembre 07, 2008

c'è chi mi conosce meglio di me (1)

E insomma, in questa settimana apparentemente normale è successo di tutto.
Dalla chiacchiera visionaria con il direttore di GQ alle prime pesantissime allusioni sul perchè dei miei scatti di carriera fino all'ennesima strepitosa giornata a Torre Guaceto.

Ma quello che mi ispira a scrivere e a chiudere con il solito bilancio del weekend è un'uscita di una mia (a questo punto) amica, che evidentemente ha visto qualcosa che nessun'altro, me compreso, aveva ancora visto. 
O meglio, io la sapevo. Non sapevo che lo comunicavo pubblicamente e involontariamente. Sarà davvero qualcosa di irresistibile.

Mi chiede perchè da un po' di giorni ho quella faccia così, quell'espressione un po' così, di chi si sta perennemente rompendo le palle. Delle persone che lo circondano, dei contesti. Perchè ho quest'aria di saccenza/supponenza/insofferenza.

Semplice, perchè è vero. Sono scocciato. Che ci vuoi fare. Voglio spaccare il mondo e sento sempre una cazzo di zavorra che mi tiene a velocità rallentata. Spesso mi fa anche bene avere un paio di piombi, un po' di realismo che mi tiene alla larga da inutili rincorse. Che mi fa godere del riposo. Ma boh, si può dare di più, diceva un trio sanremese.

Eppure sto bene, molto bene. 

Spesso la gente che sta male maschera con ampi sorrisi e un'intensa vita sociale.
Io sto funzionando al contrario. Sto bene e ho il muso. 
Questa cosa non va affatto bene.

E' la verità, ci sono troppi contesti in cui mi sento stretto. Non riesco a vedere la mia generazione perdere tempo, fare tardi senza motivo, esaltarsi nelle puttanate. Non ce la posso fare. 
Mi piace la vita che sto facendo, tutte le piccole rinunce quotidiane non mi pesano, non abbastanza da invidiare chi non ha bisogno di farle.

Sarò diventato pesante, mi prenderò troppo sul serio, ma non ce la faccio. 
Non ce la faccioa  fare a fare le cose senza un motivo, senza un futuro. Non necessariamente pianifico e anzi, godo ancora (e sempre di più) delle birre alle 4 di notte o dei 160 km di auto per andare a mare quando ne basterebbero 25, ma almeno pianifico cosa non voglio fare. 

Le cose inutili vanno tagliate senza paura, senza timore. E sono davvero troppe.
Quei timori evocati dalla chiusura legittima, ma sordamente moraleggiante dell'oracolo di Delfi di nome Valerya di cui sopra:

"fai attenzione, perchè poi la gente penserà che ti senti superiore"

E siamo punto e da capo.
Sono diverso, non superiore. Probabilmente vivo peggio di tanti altri. Forse fa bene chi vive leggiadro, senza preoccupazioni. 
Io penso di no.
Dopodichè, se mi hanno dato del ricchione d'altissimo profilo perchè è dura, troppo dura, dire "bravo", figurati cosa saranno altre 2 o 3 cataste di cazzate.

Dovrei avere il coraggio di dire a molte delle persone che hanno fatto parte del circo equestre che mi sò rotto i coglioni. O semplicemente uscire dal circo. 
Un passo alla volta. 

Questa settimana è successo di tutto, appunto. Per ora può bastare.

venerdì, settembre 05, 2008

la vodka redbull non è doping

                                 

Ivan Ukhov è un nome che ai non appassionati di atletica dirà poco. Eppure il russo 22enne in carriera vanta un personale di 2.33 nel salto in alto (che sale a 2.39 indoor) e un passato da lanciatore del disco. Martedì era tra i partecipanti al meeting di Losanna, quello in cui il giamaicano Asafa Powell si è divorato i 100 metri in 9"72 e Usain Bolt ha avvicinato strappato applausi sui 200 correndo in 19"63
A Ukhov di Powell e Bolt probabilmente importava assai poco. Il russo aveva rotto con la fidanzata, e per dimenticare si è attaccato alla bottiglia nonostante dovesse saltare l'asticella. "Lui beveva vodka-Red Bull, mentre noi solo Red Bull" ha confidato Linus Thörnblad, penultimo nell'alto, aggiungendo che Ukhov si è attaccato alla bottiglia per tutta la sera. Il risultato è stata l'eliminazione a 1.80, misura che il russo riusciva a superare anche nel 2004, appena lasciato il disco per l'alto, condita da un esilarante tentativo di superare l'asticella, reso comico dal tasso alcolico elevato. Ukhov il giorno dopo è stato rispedito a Mosca sul primo aereo, ma non rischia nulla in termini sportivi, visto che il regolamento della Iaaf, la federatletica mondiale, non prevede sanzioni per questo tipo di comportamenti. 

gazzetta.it


giovedì, settembre 04, 2008

sono un nerd 2.0

non è possibile che tu sia bravo

Le cose che ci succedono sono quasi sempre suscettibili di due interpretazioni, spesso tra loro contraddittorie, distanti.

Due strade. 
Qualcuno ne sceglie una, altri si dedicano al piano b. 
Talvolta, quando le questioni sono di comune interesse e comune sentire si parteggia, si fanno le fazioni.
Il dualismo è parte del nostro modo di vedere le cose.

Bianco o nero?
Rivera o Mazzola?
Zuppa o pan bagnato?

Ieri ho ricevuto la prima bordata seria che riguarda il mio lavoro. 
Serissima. La peggiore possibile.

Quando qualcuno, in una qualsiasi stanza di una qualsiasi istituzione pubblica, legge il tuo nome su un computer e davanti a sconosciuti che per sua sfortuna ti stimano e quasi quasi ti sono amici, allude al fatto che se sto dove sto è perchè necessariamente sono sceso a compromessi di natura sessuale con qualche mio capo, rigorosamente uomo, ti fermi un attimo e vedi tutto un mondo di doppie strade, bivi, doppie interpretazioni.

Prima di tutto, vorrei capire cosa si può fare per sradicare questa pessima consuetudine per cui se sei in un posto di prestigio e non hai nessuna parentela, nessun santo in paradiso, hai semplicemente un padre che fa il professore universitario in trincea e una madre che vede morire gente ogni giorno e per questo è, se possibile, ancora più in trincea, bè, allora vuol dire che hai succhiato il cazzo a qualcuno. 
Succede, indubitabile, fin troppo spesso. Ma altrettanto spesso le prove dei misfatti sono evidenti, alla luce del sole o piuttosto in intercettazioni telefoniche insabbiate, in vallettopoli, in rumors diffusi. 
Non in un mister x seduto su una poltrona para-dirigenziale, non si sa nemmeno per quale motivo.

Ancora, vorrei capire come si reagisce a questo genere di bordate. Se l'etichetta mi impone di prenderla a ridere, vista e considerata l'entità della fonte, il contesto in cui la cattiveria è stata pronunciata, il fatto che sia stata seguita da complimenti generici sulla mia persona e sull'impegno.
O se piuttosto devo pensare che per uscire di casa la sera poi devo stare male tutto il giorno dopo al lavoro per il sonno, che ieri sera quel tunnel dell'estramurale sembrava infinito perchè mi girava la testa e ho avuto paura di svenire da un momento all'altro. 
Perchè è impossibile, davvero impossibile, lavorare 40 ore alla settimana e avere anche una vita sociale normale. E la gente non lo sa, non capisce. Giudica.

L'invidia è un sentimento umano con un coefficente di distruttività assolutamente impareggiabile. 
Non ha alcun senso. 
Se il Darwinismo è una scienza esatta, vorrei capire quale istinto di sopravvivenza protegge.
E' il sentimento umano che ho appreso più tardi. Mi sembrava impossibile da provare. Io tuttora faccio molta fatica a invidiare qualcuno. 

Eppure di motivi ne avrei. 
Potrei invidiare chi non ha bisogno di lavorare.
Chi è andato in ferie.
Chi non ha bisogno di emanciparsi dai genitori.
Chi si alza alle 14.
Chi va a mare in questi giorni.
Chi è innamorato davvero.
Chi non ha bisogno di rinunciare alle ferie autunnali perchè non può sia partire che prendere casa.
Chi è figlio di.
Chi può permettersi il lusso di non fare un cazzo dalla mattina alla sera.
Chi può spendere e spandere.
Chi è protetto.

Potrei, ma non ce la faccio. Io sono felice per queste persone. Non per tutte magari. Ma per chi sta bene, chi non invidia a sua volta, io sono felice.

Ho un grosso problema: non ho voluto ritardare l'appuntamento con me stesso. Con la vita.

Non ho procrastinato l'appuntamento con le scelte. 
Non ho allungato a dismisura il tempo delle decisioni. 
Non ho voluto accettare uno stato di limbo, coccolato dai soldi dei genitori, dalle droghe, dall'alcol, dai cambi di letto, dai cambi di amicizie.

Sono sceso per strada e ho deciso di giocarmela.
Toccherà a tutti. 
Anche, e sopratutto, a chi ha deciso di spendere le sue energie per invidiarmi piuttosto che per realizzarsi, per darmi una mano, per fare gruppo, per andare oltre l'ostacolo.

Come proseguire? Come vivere da oggi?
Potrei proseguire con 100 pipponi, oggi più che legittimi, sulla grandissima occasione sprecata dall'essere umano medio di questa generazione.
Potrei pensare che, se a 24 anni e non ancora in una posizione di reale potere sono in grado di partorire certe cattiverie, come faremo a 40, quando il potere dovrei davvero averlo fra le mani?

Oppure potrei pensare che le cose non potrebbero andarmi meglio, se qualcuno non sa darsi una spiegazione del fatto che lo stia mettendo nel culo a tutti anche se non l'ho ancora messo nel culo a nessuno.

felici, in un oasi


E' bellissimo sapere che ogni volta che un tifoso del Manchester United andrà a fare benzina finanzierà la nostra campagna acquisti

Noel Gallagher, ultratifoso del City, la seconda squadra di Manchester, a proposito dell'acquisto della sua squadra da parte della società che detiene il 10% delle riserve petrolifere mondiali

mercoledì, settembre 03, 2008

balenduni chiuso per inventare

In considerazione del fatto che io e la mia co-autrice non ci stavamo affatto impegnando per portare avanti questo blog (anche perchè pure scambiare due chiacchiere è impresa epica), ho deciso di chiudere balenduni. Acidità, classifiche e cinismi assortiti saranno sempre presenti e leggibili nel mio blog, taggati balenduni.

La mia decisione è unilaterale e senza preavviso: quanto tempo ci metterà Paola ad accorgersene?

martedì, settembre 02, 2008

ce l'ho io, ce l'abbiamo in tanti


Vi è capitato di innervosirvi, agitarvi, arrabbiarvi, quando non riuscite a collegarvi a internet, a entrare in un determinato sito o a scaricare dati dal web?

Ebbene non siete soli e le vostre sensazioni hanno un nome: "discombugogglamento". E' il termine coniato da uno psicologo inglese, sulla base di un sondaggio che rivela come quasi metà della popolazione della Gran Bretagna soffra di un simile disturbo. Il dottor David Lewis definisce la malattia come "crescenti livelli di stress, provocati da difficoltà ad andare online": la parola è una fusione di "scombussolamento" e di "google", il motore di ricerca diventato quasi un sinonimo della rete stessa. Il sondaggio, commissionato dal servizio di informazioni telefonico, indica che il 44 per cento dei cittadini soffrono di questa malattia dell'era digitale, con più di un quarto, il 27 per cento, che ammettono di stare decisamente male quando incontrano problemi a collegarsi o a compiere certe operazioni su internet.


"La proliferazione della banda larga (a cui nel Regno Unito è collegato oltre il 70 per cento della popolazione, ndr.) significa che per la prima volta nella storia siamo entrati nella cultura delle risposte istantanee", afferma il dottor Lewis. "Una galassia di informazione è ad appena un click del mouse di distanza e se per raggiungerle occorre qualche secondo in più della norma diventiamo impazienti, smaniosi, a disagio. Siamo diventati dipendenti dal web". Lo psicologo ha misurato i livello di stress in un campione di oltre 2 mila persone, seguendo il ritmo cardiaco e l'attività cerebrale. "E' stato sorprendente vedere come aumentavano la pressione del sangue e l'attività del cervello dei partecipanti non appena venivano scollegati da internet e non riuscivano a ricollegarsi", ha detto.

Il sondaggio rileva inoltre che il 76 per cento dei britannici non potrebbe vivere senza internet, che oltre metà della popolazione usa il web da una a quattro ore al giorno e che il 19 per cento passa più tempo on line che con la propria famiglia. Il 47 per cento dichiara che internet è più importante della religione nelle vite della gente (tu scherzi!!)

repubblica.it

sbarcare il lunario


"Anche io mi sono prostituita. Era un periodo difficile e per fortuna è durato poco".


Vladimir Luxuria, transgender e (ex, aggiungo io) deputato del Prc nella scorsa legislatura, rievoca il suo passato. E sulla rivista Tu accende un faro sulla vita difficile di chi è transessuale: "Capisco chi lo fa: provate ad andare a chiedere un posto da commessa o a fare un concorso alle Poste dicendo che siete un trans...".

Luxuria, che tra poco partirà per partecipare al reality show "L'Isola dei Famosi", descrive anche i retroscena della sua esperienza come parlamentare: "Sono stata corteggiata da famosi della politica e della tivù. Ma non volevano amore, cercavano solo 'una botta e via'". L'ex onorevole si sofferma poi sulla presenza di omosessuali tra i banchi delle Camere: "Ci sono tanti omosessuali, è la verità e soprattutto a destra tendono a non dirlo". Una condizione, quella dell'omosessualità nascosta, che non trova d'accordo Luxuria: "Credo che l'outing (inteso come rivelazione diffamatoria da parte di altri) sia orrendo, ma chi ha una posizione di rilievo dovrebbe dichiararsi, sarebbe più etico".

Sui motivi della partecipazione al reality, l'ex deputato smentisce le voci su una sua "contrattazione" per l'ingaggio: "Mi hanno fatto arrabbiare quelli che hanno detto che all'inizio avevo rifiutato per alzare il prezzo- Se dovessi vincere, l'ho messo a contratto, metà del premio andrà a bambini disagiati".

L'impegno politico non viene tuttavia dimenticato: "Con questo reality show avrò modo di parlare dei trans e di come vivono".

repubblica.it

lunedì, settembre 01, 2008

corri briatore

Allarme Viagra alle Olimpiadi.

Da un mese a queste parti la pillola blu è uno dei farmaci più consumati dagli atleti. La mitica promiscuità del villaggio olimpico, ragazzi e ragazze da tutto il mondo che vivono a stretto contatto per l'intera durata dei giochi, c'entra però piuttosto poco. A determinare lo strano fenomeno - stando almeno all'allarme che arriva dai laboratori della Wada, l'autorità mondiale dell'antidoping - è la fama conquistata negli ultimi anni dal Viagra. A torto o a ragione ritenuto l'ultima frontiera del doping casereccio.

Il farmaco è da tempo nel mirino della Wada. Che però non ha ancora emesso sul punto nessuna sentenza definitiva e quindi non l'ha mai inserito nell'elenco delle sostanze dopanti. Gli esperti sono molto combattuti. Non tutti concordano nel ritenere che il Sildenafil - la molecola che aumenta l'effetto vasodilatatore dell'ossido nitrico , e di conseguenza l'ossigenazione del sangue - comporti necessariamente un miglioramento delle prestazioni atletiche.
Ciononostante molti atleti a livello dilettantistico ne fanno notoriamente uso. Soprattutto da quando è stato pubblicato su alcune riviste uno studio preliminare i cui esiti dimostrerebbero che, imbottito di Viagra, un gruppo-cavia di ciclisti avrebbe migliorato di molto le proprie prestazioni (pare fino al 40 per cento). "Se hai più ossigeno nei muscoli, vuol dire che hai più energia e quindi che sei un atleta più forte", spiega Andrew McCullough docente della Scuola di medicina di New York. Secondo McCullough il Viagra potrebbe essere utile soprattutto agli atleti impegnati in discipline caratterizzate dalla resistenza e dalla velocità.
Anthony Butch, il direttore del laboratorio olimpico è invece molto scettico: "Il solo fatto che tu abbia più ossido nitrico nel sangue non vuol dire che tu vada necessariamente più forte: se già ne hai quanto te ne serve quello generato dal Viagra non è detto che venga utilizzato".
Fatto sta che gli atleti impegnati a Pechino ne fanno larghissimo uso. I laboratori dell'antidoping ne hanno trovato tracce in moltissimi campioni di urine esaminate. "Abbiamo trovato molte più tracce di Viagra che non di aspirine o antibiotici". Confessa Christiane Ayotte, direttrice di uno dei laboratori accreditati dalla Wada. "Certo - conclude - nessuno ci dice che lo assumano a fini dopanti".

repubblica.it

grazie direttore

Caro Dino,

io e tutti noi qui lavoriamo perché speriamo che ci sia qualcuno, da
qualche parte, in Italia, che ci scriva una lettera così. Perché la
sfida che ho raccolto mollando Rolling Stone per venire a GQ era
proprio questa: fare un giornale pop in maniera intelligente. Donne
nude? Anche, ma non solo. Sognavo che qualcuno ci lasciasse fare un
giornale vero, fatto bene, con passione. Con attenzione alla grafica,
alle foto, ai testi. Qualcosa di intelligente. Non troppo, solo un
po'. Ce l'hanno lasciato fare. E come spesso succede in questi casi,
poi quando lo fai va pure bene, per cui ora ci ritroviamo zeppi di
pubblicità.

È da 3 anni (TRE ANNI) che cerco un momento per poter chiamare
"quelli la di Proforma, quelli bravi" e non l'ho mai trovato. Così,
perché pensavo che si potesse fare qualche cosa insieme.

Dunque, eccoci qui. Non so bene che dirti e ora sto per entrare in
una riunione, ma parliamoci, scrivimi, se hai idee particolari. Il
contatto è aperto.

Ciao, Michele
.

Michele Lupi, direttore GQ Italia

McCain è un genio o un disperato?

Vi ricordate come sono state vinte le ultime due elezioni presidenziali? Per pochi voti (contestati) in stati ai quali non europei non facciamo caso. Lasciamo perdere Gore e la Florida (anche se è difficile) e pensiamo all’Ohio nel 2004. E’ stato cruciale per voti elettorali, John Kerry lì ha perso per 60 mila voti (secondo i repubblicani contestabili).

Ora: l’esito delle elezioni dipende dal risultato di tre grandi stati malmessi e incerti, Ohio, Michigan e Pennsylvania. Detti stati sono abitati da molti esponenti della destra religiosa e da molti cacciatori e proprietari di armi. Sarah Palin (a proposito, si pronuncia pei-lin, in caso vogliate darvi un tono) è una protestante anti-aborto coerente davvero; ed è una cacciatrice, e usa armi che Barack Obama dovrebbe vietare. La base repubblicana, raccontano da quegli stati e da altrove, è eccitatissima. Lì Palin, anzi Pei-lin, potrebbe portare quei voti cruciali per vincere i “battleground states” portare John McCain alla Casa Bianca.

I media americani, tendenzialmente liberal, e gli americani liberal finora l’hanno presa in giro. Ora, alla vigilia della convention repubblicana, ci si sta cominciando a rendere conto che, impreparata quando si vuole, Palin, potrebbe fare la differenza. Avevamo pensato subito alle donne, ci eravamo scordati quelli coi pistoloni. Sono tanti, nella middle America (il nostro albergo è tappezzato di cartello “vietato entrare armati”, per dire). C’è qualcuno, nella liberal America costiera, che comincia a pensare a Obama come all’ennesimo agnello sacrificale elettorale; dopo Adlai Stevenson, Walter Mondale, Michael Dukakis, Al Gore, John Kerry.

Intanto, per i repubblicani, arriva un’altra buona notizia: il presidente Bush non verrà alla convention causa uragano. Ma anche una cattiva: c’è l’uragano, potrebbe essere un ulteriore disastro per la mancanza di organizzazione e assistenza, come come con Katrina. Come al solito, in questa elezione non si capisce niente (questa è la verità, anche gli illustri commentatori, privatamente, lo dicono).

(blog.corriere.it/rodota - amo questa giornalista, e di sti tempi è un miracolo)

domenica, agosto 31, 2008

i vuoti

Anche appoggiarsi a una saracinesca può portare all'ispirazione.
E può mettere la ciliegina sulla torta di un ragionamento.

A me è piaciuto l'esserci, anche se magari non è servito assolutamente a niente, anche se sono state generate grandi teorie e nella pratica temo che già da ieri notte si sia tornati punto e da capo.
Speriamo di non aver generato troppo gossip e troppe amarezze, anche se in realtà so per certo che si è già ampiamente discusso di questa benedetta saracinesca.

Si è parlato di relazioni, di come si ama, di come ci si può voler bene, di come si può voler bene a una persona.
La base, non mi stancherò mai di dirlo, è il rispetto di sè stessi.

E' una questione di presenza od assenza: se ci si rispetta si fanno un sacco di idiozie in meno, in caso contrario si tentano di recuperare i propri vuoti impedendo agli altri di vivere i propri.

Voler bene a una persona è una questione di vuoti, più che di pieni.
Saper non essere, per saper essere importante.
Lasciare il tempo per la riflessione.
Evitare di riempire tutto, di riempire gli spazi, i tempi.
Evitare l'eccesso. Evitare di fomentare la reciproca dipendenza.

Perchè poi diventa palese che l'assistenzialismo diventa mascheramento della propria insicurezza. Che si cerca di essere sempre a disposizione dell'altro non per amore dell'altro, ma per paura delle conseguenze degli scatti altrui su se stessi. Per egoismo, non per altruismo.
Questo non è amore. Questo non è voler bene.

La gente impara quando è sola, quando è stanca, quando gli estremi vengono forzati.

Non quando c'è il piano b, l'atterraggio morbido, la risposta alle domande (magari sempre di parte, sempre da un lato, che rispetti sempre e solo uno schema della realtà).

Vivere così è più facile, ma è come drogarsi o diventare alcolista: rinvii all'infinito l'appuntamento con la realtà.
Vivere così è più facile, cambiare è impossibile.

Quando amate una persona (e l'amore si manifesta in tante modalità, dallo sbattersi per parlare per ore di un problema allo sbattersi e basta) che non si sta comportando bene con voi o con il mondo, non siate presenti. Lasciate che le persone sbaglino. Che sperimentino l'amore o il disamore di sè stessi. E che poi correggano le rotte.

A chiusura, vorrei ribadire qui la mia feroce volontà di lottare perchè un'idea di amore come quella che ho sentito ieri sera sia spazzata dalla testa prima di tutto di chi ieri argomentava a suo favore, e poi a tutti coloro i quali pensano che potrebbero farsi accarezzare da questo genere di costruzioni.

Non c'è amore senza dolore.

Cazzate.
Provate a fare solo del bene alle persone. Probabilmente apparirete troppo buoni agli occhi degli altri, vi farete sfruttare dagli opportunisti. Ma fate, date. Andate oltre la logica dell'orticello, fate bene anche a chi non vi ha fatto del bene.

Quello è l'amore.
Il do ut des lo lasciamo agli altri rapporti.
Il dolore anche.

La gente riconosce chi è buono.
Se così non fosse, ho sbagliato molte cose.

venerdì, agosto 29, 2008

sulle palle degli italiani

qualcuno mi ricorda chi è l'editore di Panorama?

Silvio Berlusconi esprime la sua solidarietà a Romano Prodi, dopo la notizia, pubblicata da Panorama, su intercettazioni in cui risulterebbero aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier.

«La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto» ha affermato il Presidente del Consiglio in una nota, sollecitando il «Parlamento ad intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali»

(corriere.it)

Colaninno, salvaci dal male

Roberto Colaninno, leader della cordata che sta cercando di prendere Alitalia per i capelli, in un estratto da "la Repubblica" di oggi.

p.s. Colaninno è un imprenditore di sinistra
p.p.s. so che a molti sembrerà un ossimoro, a me no.


Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto".

E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".

(repubblica.it)

ludo by night

ludo @ home scrive:
trmon
doonie scrive:
we, u rmast sott
doonie scrive:
(posto sul blog questo scambio)
ludo @ home scrive:
ma vai a cacare
doonie scrive:
grande, mi hai regalato altre 2 righe da postare

giovedì, agosto 28, 2008

mercoledì, agosto 27, 2008

how to disappear completely



Non sarebbe bello
non farsi più del male?

Non sarebbe strano
se capitasse a noi?

Non sarebbe bello
riprendere Berlino?

Non sarebbe strano
prenderla senza eroi?

Non sarebbe bello
venire ad incontrarti
senza aver paura
di non ritrovarci mai?

Non sarebbe bello
Non farci più del male?

Non sarebbe eroico
non essere degli eroi?




martedì, agosto 26, 2008

realmente fidanzati

x ha detto su Facebook che voi due siete fidanzati. Abbiamo bisogno che ci confermi che sei realmente fidanzato/a con x.