Dalla chiacchiera visionaria con il direttore di GQ alle prime pesantissime allusioni sul perchè dei miei scatti di carriera fino all'ennesima strepitosa giornata a Torre Guaceto.
Ma quello che mi ispira a scrivere e a chiudere con il solito bilancio del weekend è un'uscita di una mia (a questo punto) amica, che evidentemente ha visto qualcosa che nessun'altro, me compreso, aveva ancora visto.
O meglio, io la sapevo. Non sapevo che lo comunicavo pubblicamente e involontariamente. Sarà davvero qualcosa di irresistibile.
Mi chiede perchè da un po' di giorni ho quella faccia così, quell'espressione un po' così, di chi si sta perennemente rompendo le palle. Delle persone che lo circondano, dei contesti. Perchè ho quest'aria di saccenza/supponenza/insofferenza.
Semplice, perchè è vero. Sono scocciato. Che ci vuoi fare. Voglio spaccare il mondo e sento sempre una cazzo di zavorra che mi tiene a velocità rallentata. Spesso mi fa anche bene avere un paio di piombi, un po' di realismo che mi tiene alla larga da inutili rincorse. Che mi fa godere del riposo. Ma boh, si può dare di più, diceva un trio sanremese.
Eppure sto bene, molto bene.
Spesso la gente che sta male maschera con ampi sorrisi e un'intensa vita sociale.
Io sto funzionando al contrario. Sto bene e ho il muso.
Questa cosa non va affatto bene.
E' la verità, ci sono troppi contesti in cui mi sento stretto. Non riesco a vedere la mia generazione perdere tempo, fare tardi senza motivo, esaltarsi nelle puttanate. Non ce la posso fare.
Mi piace la vita che sto facendo, tutte le piccole rinunce quotidiane non mi pesano, non abbastanza da invidiare chi non ha bisogno di farle.
Sarò diventato pesante, mi prenderò troppo sul serio, ma non ce la faccio.
Non ce la faccioa fare a fare le cose senza un motivo, senza un futuro. Non necessariamente pianifico e anzi, godo ancora (e sempre di più) delle birre alle 4 di notte o dei 160 km di auto per andare a mare quando ne basterebbero 25, ma almeno pianifico cosa non voglio fare.
Le cose inutili vanno tagliate senza paura, senza timore. E sono davvero troppe.
Quei timori evocati dalla chiusura legittima, ma sordamente moraleggiante dell'oracolo di Delfi di nome Valerya di cui sopra:
"fai attenzione, perchè poi la gente penserà che ti senti superiore"
E siamo punto e da capo.
Sono diverso, non superiore. Probabilmente vivo peggio di tanti altri. Forse fa bene chi vive leggiadro, senza preoccupazioni.
Io penso di no.
Dopodichè, se mi hanno dato del ricchione d'altissimo profilo perchè è dura, troppo dura, dire "bravo", figurati cosa saranno altre 2 o 3 cataste di cazzate.
Dovrei avere il coraggio di dire a molte delle persone che hanno fatto parte del circo equestre che mi sò rotto i coglioni. O semplicemente uscire dal circo.
Un passo alla volta.
Questa settimana è successo di tutto, appunto. Per ora può bastare.




