domenica, settembre 07, 2008

c'è chi mi conosce meglio di me (1)

E insomma, in questa settimana apparentemente normale è successo di tutto.
Dalla chiacchiera visionaria con il direttore di GQ alle prime pesantissime allusioni sul perchè dei miei scatti di carriera fino all'ennesima strepitosa giornata a Torre Guaceto.

Ma quello che mi ispira a scrivere e a chiudere con il solito bilancio del weekend è un'uscita di una mia (a questo punto) amica, che evidentemente ha visto qualcosa che nessun'altro, me compreso, aveva ancora visto. 
O meglio, io la sapevo. Non sapevo che lo comunicavo pubblicamente e involontariamente. Sarà davvero qualcosa di irresistibile.

Mi chiede perchè da un po' di giorni ho quella faccia così, quell'espressione un po' così, di chi si sta perennemente rompendo le palle. Delle persone che lo circondano, dei contesti. Perchè ho quest'aria di saccenza/supponenza/insofferenza.

Semplice, perchè è vero. Sono scocciato. Che ci vuoi fare. Voglio spaccare il mondo e sento sempre una cazzo di zavorra che mi tiene a velocità rallentata. Spesso mi fa anche bene avere un paio di piombi, un po' di realismo che mi tiene alla larga da inutili rincorse. Che mi fa godere del riposo. Ma boh, si può dare di più, diceva un trio sanremese.

Eppure sto bene, molto bene. 

Spesso la gente che sta male maschera con ampi sorrisi e un'intensa vita sociale.
Io sto funzionando al contrario. Sto bene e ho il muso
Questa cosa non va affatto bene.

E' la verità, ci sono troppi contesti in cui mi sento stretto. Non riesco a vedere la mia generazione perdere tempo, fare tardi senza motivo, esaltarsi nelle puttanate. Non ce la posso fare. 
Mi piace la vita che sto facendo, tutte le piccole rinunce quotidiane non mi pesano, non abbastanza da invidiare chi non ha bisogno di farle.

Sarò diventato pesante, mi prenderò troppo sul serio, ma non ce la faccio. 
Non ce la faccioa  fare a fare le cose senza un motivo, senza un futuro. Non necessariamente pianifico e anzi, godo ancora (e sempre di più) delle birre alle 4 di notte o dei 160 km di auto per andare a mare quando ne basterebbero 25, ma almeno pianifico cosa non voglio fare. 

Le cose inutili vanno tagliate senza paura, senza timore. E sono davvero troppe.
Quei timori evocati dalla chiusura legittima, ma sordamente moraleggiante dell'oracolo di Delfi di nome Valerya di cui sopra:

"fai attenzione, perchè poi la gente penserà che ti senti superiore"

E siamo punto e da capo.
Sono diverso, non superiore. Probabilmente vivo peggio di tanti altri. Forse fa bene chi vive leggiadro, senza preoccupazioni. 
Io penso di no.
Dopodichè, se mi hanno dato del ricchione d'altissimo profilo perchè è dura, troppo dura, dire "bravo", figurati cosa saranno altre 2 o 3 cataste di cazzate.

Dovrei avere il coraggio di dire a molte delle persone che hanno fatto parte del circo equestre che mi sò rotto i coglioni. O semplicemente uscire dal circo. 
Un passo alla volta. 

Questa settimana è successo di tutto, appunto. Per ora può bastare.

3 commenti:

Marco ha detto...

Ti invidio. Fai un sacco di cose, sei ovunque, spessissimo in progetti interessanti. Capisco bene che tu ti senta stretto.. spesso lo penso anch'io che qui le occasioni siano troppo poche o se ci sono, spesso poi vengono usate male; è terribile, si. Ma come dico oramai troppo spesso in questo periodo, ce la possiamo fare. :)

Anonimo ha detto...

Semplice, perchè è vero. Sono scocciato. Che ci vuoi fare. Voglio spaccare il mondo e sento sempre una cazzo di zavorra che mi tiene a velocità rallentata. Spesso mi fa anche bene avere un paio di piombi, un po' di realismo che mi tiene alla larga da inutili rincorse. Che mi fa godere del riposo. Ma boh, si può dare di più, diceva un trio sanremese.

Mi sento anch'io così. Ma quest'estate ho messo via tutti i desideri perchè la cosa PRIORITARIA era riposarmi...mi sono "sparata" la triennale in 7 semestri ed eero morta!
Ora vado con la magistrlae...chissà se ce la farò...ma mentre la farò non avrò niente altro per il cervello. Ho scoperto ceh sono così...molto primitiva..."un mus per volta" mi ha detto una mia amica (vuol dire "una asino (problema) alla volta"

duni ha detto...

@ Marco
il post e in generale lo stato d'animo del periodo risente in modo molto chiaro dello scontro tra 3 forze. La mia crescita personale e professionale; le cose che non riesco a fare in mezzo a quelle che invece porto avanti; tutto il rumore di fondo,ovvero chi parla senza cognizione di causa.
In una parola, parla d'invidia.
Se ho capito chi sei e come sei fatto, so che lo hai detto con un tono buono.
Non hai pensato "spero di fotterlo" o "magari muore. Ma non invidiarmi, non c'è motivo. Lavoriamo insieme, tutti insieme. Non sono più capace di te.

@ Nico
prima di tutto grazie per la citazione della citazione. Mi permetti di capire cosa colpisce in ciò che scrive. E grazie di avermi scritto. Ho scoperto per caso a. che mi leggevi b. che sono nel tuo blogroll e sono state due piccole ma significative gioie.

Io non ho ancora capito se non voglio o non so fare una cosa alla volta, nè se è il metodo che mi permetterebbe di rendere al meglio.
Riguardo te, se hai fatto la triennale a questa velocità e ti sei riposata, tutto dipenderà dalle motivazioni. Di stimoli ne hai attorno a te, io, fossi in te, sarei fiducioso :)