Caro Dino,
io e tutti noi qui lavoriamo perché speriamo che ci sia qualcuno, da
qualche parte, in Italia, che ci scriva una lettera così. Perché la
sfida che ho raccolto mollando Rolling Stone per venire a GQ era
proprio questa: fare un giornale pop in maniera intelligente. Donne
nude? Anche, ma non solo. Sognavo che qualcuno ci lasciasse fare un
giornale vero, fatto bene, con passione. Con attenzione alla grafica,
alle foto, ai testi. Qualcosa di intelligente. Non troppo, solo un
po'. Ce l'hanno lasciato fare. E come spesso succede in questi casi,
poi quando lo fai va pure bene, per cui ora ci ritroviamo zeppi di
pubblicità.
È da 3 anni (TRE ANNI) che cerco un momento per poter chiamare
"quelli la di Proforma, quelli bravi" e non l'ho mai trovato. Così,
perché pensavo che si potesse fare qualche cosa insieme.
Dunque, eccoci qui. Non so bene che dirti e ora sto per entrare in
una riunione, ma parliamoci, scrivimi, se hai idee particolari. Il
contatto è aperto.
Ciao, Michele.
Michele Lupi, direttore GQ Italia
lunedì, settembre 01, 2008
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