domenica, marzo 23, 2008

3 e 7 a colore

Ho sempre pensato che il Poker, in particolare quello sportivo, meglio noto come "Texas Hold'em" rappresenti una modalità pedagogica assolutamente esaustiva per quanto riguarda la capacità di gestire la propria vita in condizioni di stress.
Io sono un grande appassionato di questa disciplina e per quanto poco abbia giocato (specie dal vivo) ho raggiunto un discreto risultato qualificandomi per una specie di Coppa Europa per nazioni e rappresentando l'Italia in un torneo che si è svolto in Portogallo.
Quindi anche io ho risentito e continuo a risentire beneficamente dell'impronta didattica del Poker.

Quando espongo questa teoria ai miei amici e conoscenti che hanno un po' di pregiudizi su questo gioco (d'azzardo, poco valido intellettualmente, alienante, che causa dipendenza) vengo sempre visto con gli occhi di chi sta guardando un ciarlatano, se non addirittura un coglione.

Per questo motivo mi sembra opportuno illustrarvi un esempio.

Al tavolo ci sono 6 giocatori.
I bui e controbui sono molto alti.
I primi due giocatori passano, ci sono ancora 2 giocatori che non hanno ancora messo fiches sul tavolo, diciamo la posizione 3 e la posizione 4.
La persona in posizione 3 dispone di un 3 e 7 a colore, immaginiamo che siano un 3 e un 7 di cuori.
La posizione 4 e la posizione 5 (il buio) hanno anch'esse carte scadenti, la posizione 6 (il controbuio) può vantare una coppia d'Assi.

Succede l'impensabile: la posizione 3 bluffa rilanciando nel tentativo di far passare tutti e mangiare i bui senza nemmeno far vedere le carte.
La posizione 6 dispone di poche fiches: andando a vedere la chiamata (e non potrebbe essere altrimenti, dato che ha le migliori carte possibili) va in ALL IN. Se perde è eliminato.

Siamo a uno scontro diretto: 3 e 7 a cuori contro Asso-Asso. Le statistiche danno la seconda coppia vincente nel 65% circa dei casi. Ma sopratutto è opportuno sottolineare l'assoluta insensatezza del rilancio quando si hanno in mano carte di merda, ma davvero di merda.

Quando gioco a poker non ho molta paura dei giocatori forti. Per loro c'è il rispetto, il timore.
Quando gioco a poker ho paura degli scarpari, di quelli che fanno chiamate folli. Chiamate che devi andare a seguire, per logica, per statistica, per ovvietà.

Chiamate che ti possono lasciare a piedi.

La coppia d'assi perde se:
- vengono mostrate tre carte a colori, anche compreso l'asso ---> colore contro tris
- vengono mostrati 4,5,6 o 5,6,8,9 o 6,8,9,10 ---> scala
- vengono mostrati A, 2,4,5 ---> scala (contro tris d'assi)
- vengono mostrate una coppia di 3 o una coppia di 7 ---> tris contro doppia coppia all'asso
- vengono fuori un 3 e un 7, senza assi ---> doppia coppia
- vengono fuori due 3 e un 7 o due 7 e un 3, senza assi ---> full
- vengono fuori un asso e tre 3 o tre 7 ---> poker contro full

Come vedete la coppia d'assi ha cento modi per morire. Anche contro carte di merda.

Perchè questo esempio?
Perchè nella vita, come nel poker, non si deve aver paura di chi sa vivere, di chi è più bravo di te, di chi sa gestire la vita meglio di te o come te, di chi potrebbe umiliarti con talenti e ingegno.
Esiste il rispetto, il timore al massimo, per queste persone.

Si deve temere chi, la vita, non la sa vivere.
Chi è disposto a uccidere pur di mantenere una posizione, nella vita come nel lavoro, chi non guarda in faccia a nessuno.
Chi non pensa.
Chi è superficiale.

Come ben sappiamo, non tutti sono padroni delle loro stesse cose.
Ma sopratutto non tutti sono consapevoli (o vogliono essere consapevoli) della presenza dell'Altro, chiunque esso sia.
Spesso si fa finta di dimenticare che le proprie azioni causano sempre delle conseguenze sull'ambiente che ci circonda.
Altre volte ci si dimentica e basta. E questo, se è possibile, è ancora più grave.

Oppure si fanno valutazioni errate. Così come quello che col 3 e 7 pensa di vincere il piatto e non pensa che dopo di lui c'è ancora la metà dei giocatori che deve dire la propria.
Il dramma è che troppo spesso, nelle nostre vite, vince chi fa la cazzata, chi pensa di essere furbo e invece è solo salvato dalla fortuna, dall'impunità nelle peggiore delle ipotesi.

Nel torneo di poker che è la mia vita, credo di disporre di una coppia di J.
C'è chi è più bravo di me con le due carte in mano, e ha per questo tutto il mio rispetto e in fondo anche un po' di timore, mi ha insegnato che queste carte sono le più difficili da giocare.
Esiste addirittura un libro di 170 pagine che spiega come giocarle, quali sono le varianti possibili.

Perchè la coppia di Jack è così difficile?
E' presto detto: perchè sono carte buone, buonissime. E ti invogliano a giocare.
Ma non sono le migliori carte possibili.
Io con due J perdo da un tipo che ha Q e 2 in mano se esce anche solo un Q sul tavolo.

Ho sempre più paura delle persone che si siedono al tavolo della mia vita e provano il gusto dell'azzardo, sparigliando tutte le regole. E lasciando il Casinò (con o senza accento) sbancando la casa.

Mi rendo conto di aver preso una deriva ossessivo-paranoide a questo proposito.
Niente di grave eh, già vi immagino dopo aver letto questi due termini. Mi vorreste portare a farmi ricoverare.
Sono in una fase di sfiducia totale, il che è grave. Perchè poi ci si immobilizza e ci si dimentica che in fondo hai delle ottime carte.
Ma non vedo alternative.

Però, come da abitudine, voglio chiudere con messaggi positivi.
Voglio esprimere un desiderio, semplicissimo nella forma, quasi irrealizzabile nella sostanza:


al mio tavolo voglio solo campioni.


Da rispettare. Senza timori.

Solo così saprò che quando perdo è solo per colpa mia.

2 commenti:

roccia ha detto...

Questa pippa pokeristica non posso che appoggiarla in pieno.

C'è da dire che al tavolo della vita, come a quello da gioco, gli scarpari/sbruffoni non mancano mai.

Quindi l'unica possibilità è riconoscerli dallo sguardo, dai comportamenti, dalle parole, e non sedersi al tavolo con loro.

Meglio non giocare in alcuni casi, meglio andare a bere una birra altrove.

E cmq il futuro è giocare alla roulette con il metodo che ti dissi, studiamo bene il metodo ed andiamo a giocare.. :D

Julian Ross ha detto...

standing ovation...non ho altre parole