Ragazzina mi guardi negli occhi
fammi capire che intenzioni hai
muovi passi piccoli
su di un prato inghiottito dal vento
metti un piede sul nido di vespe
prova a sentire e prova a capire
promettono lacrime
è un dolore denso come la sabbia
molte paure non sempre ritornano
sulla collina puoi seppellire ciò che non ami
più
fammi capire che intenzioni hai
muovi passi piccoli
su di un prato inghiottito dal vento
metti un piede sul nido di vespe
prova a sentire e prova a capire
promettono lacrime
è un dolore denso come la sabbia
molte paure non sempre ritornano
sulla collina puoi seppellire ciò che non ami
più
cuor di pietra mi deve dei soldi
voglio capire che intenzioni ha
dice cose stupide
e ti inchioda come fosse uno specchio
scendi pure nel buio del pozzo
so che il coraggio non ti mancherà
è pieno di lacrime
e di amori densi come la sabbia
voglio capire che intenzioni ha
dice cose stupide
e ti inchioda come fosse uno specchio
scendi pure nel buio del pozzo
so che il coraggio non ti mancherà
è pieno di lacrime
e di amori densi come la sabbia
Creme feat. Cristina Donà - sulla collina puoi seppellire ciò che non ami più
Questo post nasce una domenica mattina quando sarebbe potuto nascere tranquillamente un venerdì pomeriggio.
Ma si sa, il tempo (libero).
Questo lusso del terzo millennio il cui valore percepito è inversamente proporzionale alla quantità di cui se ne dispone è il motore di molti dei discorsi che andrò a fare.
E' il periodo dei rovesci:
a partire dal clamoroso rovescio etilico di venerdì notte, per la mia prima esibizione ufficiale (= remunerata) come selezionatore di musica per piste da ballo con annessa asfaltata molesta in macchina (finalmente denuclearizzata in mattinata) nonchè fuori di casa, con sguardo sornione dei miei genitori che hanno realizzato di avere un figlio con abitudini di vita non sane.
(stavo comunque molto meglio della festeggiata che ha pagato sia me che il pellicano non più tardi di ieri sera, 24 ore dopo la festa..grandissima Silvia)
il rovescio della mia vita di comunicatore, schiantato al suolo dal paradosso di dover rifiutare (salvo colpi di coda dell'ultimo secondo) un incarico ben remunerato e ben focalizzato sulla mia professionalità per dover proseguire con un altro incarico sì prestigioso, ma assolutamente gratuito, pieno di sbattimenti da burocrate e nemmeno troppo gratificante sino ad ora.
il rovescio del rovescio della mia vita di comunicatore, ora finalmente in grado di poter alzare la voce e dire "signori, qua mi dovete comprare". E' finalmente finita la gavetta.
il rovescio del confronto con una radio nazionale, deludente se non deprimente per il pessimo gusto che abbiamo potuto cogliere nell'associare i morti di molfetta a futili idiozie, con la contemporanea formazione di una consapevolezza che, esperienza sul campo a parte, noi non siamo poi così male.
il rovescio del primo lavoro all'estero, tra l'altro agli Europei di Calcio, a cui dovrò forse dire di no "perchè non ti puoi permettere di andartene via per un mese" e perchè ho comunque l'esame di questo master che si sta rivelando sempre più inutile vista la quantità e la qualità delle esperienze che sto maturando semplicemente alzandomi la mattina e mettendomi a confronto con persone tra le più disparate.
il rovescio del mio primo curriculum inviato nell'indigesta Milano, per fare radio dietro le quinte. E se loro diranno di sì, io potrò dire di sì o sarò inchiodato a non so bene cosa?
ma sopratutto il rovescio delle persone che mi rovesciano la loro insofferenza per la mia assenza.
Questa settimana sono stato oggetto di un accanimento quasi terapeutico da parte di persone che sembravano essersi messe d'accordo per farmi il conto di quanto poco esista, del fatto che sono buono solo a parlare, che non ci sono, che non faccio attenzione ai bisogni degli altri, che sono egoista. Non meno di 5 persone, tutte questa settimana.
Poi c'è chi pensa e non parla (più), non oso nemmeno andare a scavicchiare tutto il mondo del non detto.
Sia ben chiara una cosa, una volta e per tutte:
da me, per un po' di tempo ancora, non avrete quantità. E non è un fatto personale: è che il tempo non c'è.
E non ci sarà manco per voi quando arriverete dove sono io ora (ve lo auguro di cuore, è comunque un mondo bellissimo). E solo allora penserete che sto facendo i miracoli. Io sicuramente sto migliorando nella gestione dei tempi, andrà sempre meglio, quando avrò la libertà di poter dire i primi no alle offerte. Av(r)ete pazienza?
E poi: quando state con me state male?
Se la risposta esatta è no, per quale masochistico motivo dovete poi far crollare le fondamenta dei palazzi? Problemi di solitudine, dipendenze, noia?
Io non ho niente di tutto questo, perciò non mi tediate.
Quando mi sento solo, come stamattina, mi innervosisco, magari scrivo con più convinzione, ma non vado a dire "oh, oggi che ho bisogno io c'è il vuoto". E' anche "colpa" mia e del tempo libero che non c'è. Do ut des.
Homo faber fortunae suae diceva qualcuno più saggio di me. Altra ottima massima.
Imparate a prendere in mano la vostra vita, i vostri sentimenti, ciò che volete da voi stessi e dalle persone. Poi mi venite a presentare il conto. Se fallirò, dirò che ho fallito. Mi piace scontrarmi coi miei limiti, si sarà capito.
In alternativa ci sono montagne di validi e valenti disoccupati e disoccupate pronte a soddisfare ogni vostro prurito. Io navigo su altre onde.
E voi poi, oltre a lamentarvi, cosa fate? Chi si lamenta cosa fa oltre che gastemare?
Costruite qualcosa?
Gettate il cuore oltre l'ostacolo?
O mi offrite solo orgoglio distillato?
Con che coraggio mi fate simili discorsi quando avete la metà delle cose da fare rispetto al mio tam-tam e vi fate sentire, vedere, vivere non più di quello che, a quanto pare disastrosamente, faccio io?
Chi non capisce non ama, riflettevo ieri con una mentore che ha preferito che io optassi per un confortevole anonimato.
Ognuno di noi ha una collina, uno spazio tutto suo per i ricordi, i rimpianti, i non detti, i treni che passano, le invidie.
Sulla mia collina io sto seppellendo ciò che non amo più, finalmente sto risolvendo quella matassa che mi ha portato a gettarmi in 100 cose contemporaneamente, convinto che mi piacessero tutte, che probabilmente ho amato davvero.
Ma adesso inizio a seppellire ciò che non amo più, imparo il valore del tempo libero, di qualche buona ora di sonno senza preoccupazioni di sorta (che poi, vai a spiegare il peso mentale delle responsabilità a una persona che non ha la più pallida idea di cosa sia una responsabilità...)
Voi, se non è una questione di qualità, se da me cercate il cartellino da timbrare e non vi basta ciò che sono e dò, vuol dire che non mi amate più.
Forse non mi avete mai amato. Seppellitemi, prendete il coraggio di dirvi e dirmi che alla fine non ve ne frega niente, non mi volete capire, ma che in fondo è (sempre stato) più comodo dare la colpa a me.
Molte paure non sempre ritornano.
p.s. col tempo ho scoperto il valore dei messaggi positivi e dato che fino ad ora mi sono limitato a spalare merda fuori dalla porta di casa mia e mi sento per questo deprivato di un pezzo di me voglio fare qualcos'altro.
Voglio dire grazie a Sonia per tutto quello che stiamo riuscendo a costruire, per il bene che mi sta dimostrando, perchè lei il cuore oltre l'ostacolo l'ha buttato, perchè lei me lo ha detto che fino ad ora non era riuscita a dirmi quanto bene mi volesse per orgoglio o perchè era fuori fuoco. E il suo esempio mi induce a lavorare ancora su me stesso. Grazie Sonia. Grazie Papessa. Ci siamo buttati insieme su un paio di treni giusti, giustissimi. Sarà bello brindare alle nostre magnifiche sorti e progressive.
Vedete, non è (così) difficile voler bene, non è (così) difficile capire. Io ci provo, voi?
n.b. (l'utilizzo di forme plurali è legato al fatto che mi sto rivolgendo davvero a più persone: chi legge sa che mi sto rivolgendo a loro, pur con forme e sfumature diverse. Chi non legge vuole ignorare una componente della mia identità: sono scelte, ma non fate poi la parte di chi mi conosce bene)

2 commenti:
Tu scherzi.. :**
Tante verità e tante cazzate, ma questo è dino! :)
Fraintenderci, il nostro gioco preferito...poi me la prendo con le cannucce!
Io ti chiedo scusa per le cazzate dette, e tu per le tue?
Buonagiornata!
gioletta
:***
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