sabato, luglio 26, 2008

gli atteggiamenti mafiosi sono una cosa da meridionali

Il poco raffinato gesto che il leader della Lega Umberto Bossi ha rivolto da ultimo all'inno italiano è stato ripreso dalla compagnia aerea Ryanair sul suo sito Web, in una pubblicità in cui le offerte del vettore low cost vengono confrontate con le alte tariffe di Alitalia.

Nella pubblicità apparsa sulla home page del sito di Ryanair compare una fotografia del leader del Carroccio Umberto Bossi con il dito medio alzato e sotto la scritta: "Il ministro Bossi ai passeggeri italiani. Il governo: supporta le alte tariffe di Alitalia, supporta i frequenti scioperi di Alitalia, se ne frega dei passeggeri italiani". Poi l'immagine cambia e appare la scritta pubblicitaria "Vola Ryanair a 10 euro".

Lo spot di Ryanair ha provocato la reazione del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Castelli, leghista, che chiede ai vertici della compagnia di scusarsi.

"Tutto immaginavo tranne che Ryanair fosse un partito politico. Mi attiverò per capire se questa sorprendente presa di posizione sia compatibile con l'attività di operatore della compagnia negli aeroporti italiani. Mi auguro che arrivino immediatamente le scuse dei dirigenti. In ogni caso certamente io non mi avvarrò dei servizi di Ryanair", ha detto Castelli.

Ryanair non è nuova ad attacchi e a critiche nei confronti della compagnia aerea italiana sua concorrente, che ha accusato di aver violato le norme dell'Unione europea sugli aiuti di Stato.

Anni fa, Ryanair ha dipinto su un aereo della sua flotta la scritta "Arrivederci Alitalia".

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di cui Bossi è uno degli alleati più importanti, ha detto di aver trovato i fondi necessari per rilanciare la compagnia aerea e un nuovo slogan: "Io amo l'Italia, io volo Alitalia".

(reuters Italia)

peroni is burning

Il dramma di due uomini



La mail della newsletter degli studenti Erasmus a Bari

Un disastro enorme ha subito la Città di Bari, è stato colpito il simbolo della Città e la speranza di centinaia di Erasmus.
Stamattina parte dello stabilimento della PERONI di Bari è andato in fumo !!!!
è esplosa la cisterna che conteneva il Luppolo ... si vede che era di quello buono!

Stasera ci berremo le ultime scorte di Peroni ghiacciata rimaste nei pub !

giovedì, luglio 24, 2008

lodo è bello

Francesca Lodo

E ora non si sente più "perseguitato". Prima conseguenza: il sabato potrà lavorare per il paese e non "perdere tempo" con i suoi avvocati. Il premier sembra radioso, così lo raccontano i suoi senatori, a poche ore dall'approvazione dello scudo penale per le quattro più alte cariche dello stato e dalla firma del Presidente della Repubblica che ha messo l'ok finale alla legge. Berlusconi è a un incontro con i suoi senatori a Palazzo Madama che in queste ore gli ha "regalato" due traguardi importanti: il Lodo e il pacchetto sicurezza. Il premier parla di tutto, rassicura su Alitalia ("stiamo lavorando"), dice la sua sul caso Englaro ("è giusto intervenire", cioè sollevare il conflitto di attribuzioni previsto la prossima settimana), sul federalismo ("bisogna tener conto delle esigenze delle regioni del sud") e sul dialogo col Pd.

"Non sono più perseguitato". "Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati..." dice Berlusconi ai senatori che ha voluto ringraziare personalmente per il lavoro di questi giorni. "Non vorrei parlare dei magistrati - ha sottolineato il premier - ma mi avete liberato... Ora non verrò più perseguitato, da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze".

Il Presidente del Consiglio ha anche scherzato sul provvedimento approvato dal Senato ieri: "Così facendo - ha detto Berlusconi -, avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori...". Berlusconi ha ribadito che il Lodo Alfano "è un provvedimento assolutamente giusto".

Federalismo & riforme. La maggioranza andrà avanti sulle riforme. "Da settembre - ha spiegato Berlusconi - porteremo in Parlamento una serie di disegni di legge" per procedere sul federalismo, la riforma costituzionale e la giustizia ("La mancanza di certezza nei processi civili blocca gli investimenti dall'estero"). Nei gazebo, nelle piazze, sarà distribuito un manifesto "con le cose fatte e quelle ancora da fare". "Siamo convinti della necessità di dar vita al federalismo fiscale, ma bisognerà tener conto delle ragioni, delle esigenze e di tutte le regioni meridionali che devono essere salvaguardate" ha sottolineato il premier.

Pace fatta con la Lega. E massima stima per Umberto Bossi dopo le tensioni nella maggioranza per i suoi insulti all'Inno di Mameli e agli insegnanti che vengono dal sud. Il premier lo descrive come uomo di "grande raziocinio e straordinaria lealtà". Il fatto è che quando Bossi è in un teatro, se qualcuno la spara grossa lui deve spararla più grossa ancora. Così il premier Silvio Berlusconi ha dipinto il leader del Carroccio descrivendo il Senatur come un "animale da popolo": "Ma non dobbiamo preoccuparci - ha aggiunto - e in ogni caso nella coalizione siamo noi, essendo il partito maggiore, a dover mostrare più responsabilità".

Elezioni europee: sbarramento al 5%. Per le prossime elezioni europee il premier pensa a una legge elettorale con liste bloccate ("per mandare a Bruxelles i tecnici") e sbarramento al 5%. E se l'opposizione chiedesse il 4%, il governo direbbe no. Lo sbarramento al 5% servirebbe anche a "limitare le spese che ora arrivano fino a 3 milioni di euro. Porterà a una maggiore trasparenza nella raccolta di fondi e darà alla maggioranza una squadra di 'specialisti' preparati a livello europeo che aiuteranno l'Italia a contare di più con un forte blocco di centrodestra".

Tra le promesse elettorali non mantenute per mancanza di fondi Berlusconi cita il bonus bebè. "Si farà perchè è una promessa - assicura il premier - raccontando che molto spesso, di fronte a gente che per strada chiede conto dei mille euro per la nascita di ciascun bebè italiano, per non sentirsi in colpa lui tira fuori di tasca propria il denaro. Ma si può fare sempre" ha concluso il premier. Per il resto aesso la priorità è "ridurre le spese" dello Stato, poi il Governo "taglierà le tasse". Il premier ha ripetuto la sua intenzione di affidare a delle "agenzie esterne" la razionalizzazione delle spese di ogni Ministero. Dunque "ora una, due diligence per abbattere l'inefficienza della pubblica amministrazione". Subito dopo - ha concluso il Presidente del Consiglio - "ci occuperemo di come ridurre le tasse".

Dialogo sì ma senza offese. Il dialogo con l'opposizione va bene ma Silvio Berlusconi non intende mostrare disponibilità illimitata di fronte ad un centrosinistra che in realtà non ha interesse a confrontarsi sul serio. Quindi no al dialogo "con offese a correnti alternate". Più in generale il premier ha detto comunque di non farsene "un cruccio" anche perchè "sono loro che devono venire da noi". Lo dicono i sondaggi: "Il gradimento verso il Governo è al 59,9%", mentre il gradimento verso il Presidente del Consiglio "è a 62,5%", il "maggior gradimento nella storia".

Pdl partito unico. "Entro febbraio, prima delle elezioni europee, è necessario che la Pdl sia un partito unico" ha detto Berlusconi a proposito della nascita del partito unico e dello scioglimento di Fi e An, "lo vogliono gli elettori". limitare le spese che ora arrivano fino a 3 milioni di euro, porterà a una maggiore trasparenza nella raccolta di fondi e darà alla maggioranza una squadra di 'specialisti' preparati a livello europeo che aiuteranno l'Italia a contare di più con un forte blocco di centrodestra.

repubblica.it

lunedì, luglio 21, 2008

se lo fanno in Italia, faccio un concerto al giorno

Fino a qualche anno fa gli europei (italiani specialmente) negli Usa con auto a noleggio si riconoscevano inequivocabilmente quando si fermavano dal benzinaio: abituati ai prezzi agghiaccianti del carburante in Europa (in Italia specialmente) finivano o per inserire un eccesso di banconote nel distributore automatico o semplicemente scuotevano la testa davanti ai prezzi davvero bassissimi (fino a prima della guerra in Iraq un gallone di benzina, cioè 3,78 litri, costava più o meno un dollaro e mezzo, adesso un gallone costa circa quattro dollari, cioè due euro e quaranta, più del doppio di prima ma comunque sempre un prezzo ridicolo per gli standard europei).

La crisi petrolifera, in un Paese con le grandi distanze degli Stati Uniti, ha avuto effetti pesantissimi sull'economia; tra le vittime, anche i concerti estivi. Rivolti più che altro a un pubblico di giovani con un budget più ristretto di quello degli adulti, i grandi concerti si trovano in difficoltà, primi tra tutti i festival musicali tenuti in zone isolate come Coachella (nel deserto a ovest di Los Angeles) e Bonnaroo (nella campagna del Tennessee).

Per la prima volta da molti anni entrambi i festival non hanno registrato il tradizionale tutto esaurito (fino all'anno scorso i biglietti per Coachella venivano venduti su Internet via eBay o Craigslist a prezzi da borsa nera). Springsteen e Nine Inch Nails, artisti abbonati al tutto esaurito, hanno faticato a vendere i biglietti per il tour americano ai livelli degli anni scorsi (pur riscuotendo successo); Stevie Wonder, Maroon 5 e Counting Crows hanno scelto invece di mettere in saldo molti biglietti per garantire un'alta affluenza ai loro tour. È chiaro che il prezzo del carburante, anche per colpa di auto generalmente meno efficienti sotto il profilo dei consumi come quelle del mercato Usa, è uno dei fattori principali di questa mini-recessione: se la spesa per la benzina diventa doppia, si gonfia il budget per un viaggio spesso lungo come quelli necessari a raggiungere la sede del concerto.

Il palazzetto di Gifford, New Hampshire, ha offerto sconti sui biglietti proporzionali all'andamento dei prezzi del carburante alla pompa. Gary Dongiovanni, direttore della rivista Pollstar, ha dichiarato a Mtv che «15 o 20 dollari in più da aggiungere al prezzo del biglietto a causa del costo della benzina possono anche raddoppiare le spese programmate inizialmente dai fans», rendendo la crisi petrolifera uno dei motivi principali per l'estate poco brillante di molte band in tournée per gli Usa e per i festival musicali. Non solo gli spettatori sono meno propensi a viaggiare, ma costa molto di più agli organizzatori il trasporto delle mega-attrezzature per i grandi concerti (luci, scenografie, amplificatori) con i Tir che le portano avanti e indietro per gli Usa. Ray Waddel, di Billboard, ha spiegato alla tv Abc che «ci saranno tagli alle spese, anche nelle scenografie, è inevitabile».

E per le band indipendenti non ancora affermate, ragazzi che girano con il classico minivan, il carobenzina comporta spese maggiorate di centinaia di dollari, rendendo spesso negativo il bilancio di una serata. Marc Geiger, uno degli inventori del festival Lollapalooza, ha spiegato che «la crisi è reale, non ancora drammatica, ma bisogna fare qualcosa». E curiosamente è toccato a un festival di musica classica scegliere la mossa più originale: la Boston Symphony Orchestra per aiutare i frequentatori del festival estivo di Tanglewood, due ore e mezzo d'auto a ovest di Boston, ha lanciato una convenzione con le pompe di benzina dell'autostrada: 50 dollari spesi in uno di quei distributori valgono un coupon che dà diritto a un ingresso gratuito al concerto.

corriere.it

sabato, luglio 19, 2008

russotto sarà il vice-lavezzi

Ancora sabato, ancora blog. Questa volta si esce però.
E si esce a degno coronamento di un'altra settimana rutilante, sempre intensa, sempre senza soste, ma completamente diverse dalle precedenti.

Vita nuova, dicevo. Da fuori non si direbbe, ma dentro di me è cambiato tutto.


Ho iniziato a Proforma. Ora, almeno per un po', i weekend avranno la forma dei weekend.
Ho vinto il primo premio al master.
Ho portato le carte per diventare professore universitario (partirei dai laboratori, non vi spaventate)
Ho comprato la PS3 e ho iniziato a giocarci. E dopo un primo furtivo amoreggiamento, mi sa che la mia vita sociale conoscerà una sacrosanta, attesissima, salutare flessione.
Ho ignorato una proposta di dottorato a Roma. "Ce la puoi fare" è stato l'implicito invito di una mia prof. Tengo la splendida attestazione di stima e rifletto sul fatto che non ho valutato questa opzione per nemmeno un secondo.

Ma per il momento siamo ancora mondani: ho fatto le 5 ieri dopo aver fatto le 5.30 avantieri, con 8 ore di lavoro in mezzo.
Stasera si offre dal bere per il mio successo al master. Ma distesi, senza fughe, con lentezza.

Oggi e domani, niente caffè.

L'evento della settimana? Il concerto dei Massive Attack.
La scenografia migliore che io ricordi (pensavo che Madonna fosse insuperabile, e invece, seppur di poco e seppur per motivi concettuali più che "fisici", deve cedere il passo), sopratutto in quella spaventosamente riuscita Inertia Creeps in cui, mentre del Naja cantava con la sua voce filtrata da chissà quali marchingegni, il pubblico era completamente ipnotizzato dalle scritte di colore rosso, in lingua italiana, che invadevano lo spazio visivo sul palco.

Frasi tratte dal nostro modo di essere italiani, dalla nostra estate, fatta di tette, culi, e calcio-mercato.
E così si passa da Michelle Hunziker nuda a Ibiza, Rosy della Pupa e il secchione accompagnata da uomini in Porsche fino al nuovo acquisto del Napoli, città ospite del concerto e che porta con sè l'eredità genealogica del leader dei Massive. Un capolavoro citazionista che non poteva non dare il titolo a questo post. E che non poteva non far godere il pubblico indigeno.

E non si sono fermati solo alla divertita critica degli usi e costumi della stampa balneare, ma hanno anche detto cosa pensano del mondo, attraverso citazioni di grandissimi e frasi meno leggendarie nella paternità ma forse anche di più nella sostanza.

Ne fermo 2 su tutte:

L'esagerazione è l'inizio dell'invenzione
L'indipendenza è la felicità

e invito Roccia e Gioletta, miei compagni di esperienza (perchè questi concerti sono bellissimi anche per tutto ciò che c'è intorno, viaggi compresi), a citare la loro. Vediamo cosa viene fuori.

Oggi riposo, domani riposo. Perchè non potrebbe essere altrimenti, perchè non riesco a fare altro che cazzeggiare. Sensazione liberatoria per me, speriamo di non prenderci troppo, troppo gusto.

Io andrei a offrir da bere ai miei colleghi masterini che non mi sembrano poi così tanto incazzati o sdegnati per la mia vittoria al master. Un cocktail con loro sarà un piacere.

Ma prima di abbandonarmi a svariate Peroni familiari, volevo buttare giù due righi su Paolo Giordano.
Dottorando in fisica, 25 anni, ha vinto il Premio Strega.
Miglior libro d'Italia.

E ho pensato: è un grandissimo, è il massimo elogio della capacità di saper essere tante cose insieme, tutte su altissimi livelli. Mi piace assai questa idea che non si debba diventare specialisti ortodossi, dell'eclettismo, della capacità di svariare.

Io non sarò mai bravo come Paolo Giordano, anche perchè dovrei mettermi a scrivere mo tentando di vincere l'anno prossimo lo Strega.

Però, eliminando le irrealistiche aspettative, perchè non salvare la frase di su eliminando le aspirazioni da primo della classe?

Ci penso,
vedremo.

giovedì, luglio 17, 2008

piatto riccò...


La notizia è apparsa alle 12.26 tra le news del sito de L'Equipe: "Riccardo Riccò positivo ai controlli antidoping. Tracce di Epo di terza generazione nelle sue urine".
I controlli si riferiscono alla cronometro individuale disputata l'8 luglio scorso a Cholet. La conferma arriva da Pierre Bordry, presidente dell'Agenzia francese della lotta al doping, l'unico organo accreditato dall'Aso, che da questa edizione ha estromesso l'Uci: "Le tracce di Epo di terza generazione sono state trovate negli esami svolti dopo la quarta tappa". Nella stessa frazione fu riscontrata la positività di Dueñas della Barloworld, che però è stato fermato ieri. Quanto a Beltran, lo spagnolo della Liquigas, non aveva superato i test già l'11 luglio.
Il modenese, che prima della 12ª tappa era nono in classifica con 2'29" di ritardo dalla maglia gialla, aveva vinto due tappe: quella di Super Besse il 10 luglio, e quella di Bagneres-de-Bigorre, quattro giorni dopo. L'atleta è stato raggiunto dalla gendarmeria nel van della Saunier Duval, prima della partenza della dodicesima tappa, e portato via a bordo di un'auto della squadra per essere interrogato mentre la folla lo copriva di fischi e insulti. Tutta la Saunier Duval-Scott, ha deciso di non partire per protesta nella 12ª tappa, la Lavelanet-Narbonne di 168,5 chilometri, sospendendo ogni attività agonistica.
L'Agenzia francese per la lotta al doping aveva già testato il corridore della Saunier Duval-Scott diverse volte, tre prima della partenza e una dopo l'arrivo solo nella prima settimana della Grande Boucle. Riccò avrebbe utilizzato il CERA, attivatore continuo dei recettori dell'eritropoietina ma sembra che le ultime analisi condotte dall'AFLD abbiano evidenziato livelli anomali di ematocrito ed emoglobina per un totale di 20 atleti iscritti.
"Mi ricordo che anche tra i dilettanti aveva avuto problemi legati al doping e poi tutto si risolse perché si scoprì che i suoi valori erano alti fisiologicamente". Stenta a crederci Franco Ballerini, il direttore tecnico delle Nazionali di ciclismo, intervistato dall'agenzia Dire. Una pedina in meno anche per le Olimpiadi di Pechino. "Era riserva, non era fra i titolari - spiega -. La possibilità di schierare un uomo in più mi aveva fatto pensare di schierarlo da riserva: io non ho parole sulla vicenda. Un rimpiazzo? La notizia non mi ha fatto pensare a nessun altro. Io vado avanti con il mio progetto e spero che alla fine possa essere vincente". Alla fine un augurio per il modenese. "Mi auguro che sia un valore fisiologico. Altrimenti, non ho parole".

martedì, luglio 15, 2008

un tormentone in fieri, confermo



Una marketta a cura di Paola Balestrazzi

lunedì, luglio 14, 2008

i never wanted to be a role model...

...it just happened.

Il primo giorno della mia nuova vita è stato colorato da una boutade tipica del mio modo di essere "tradizionale". Quell'irriverenza che spesso è capita solo da me e per la quale mi sento particolarmente figo.
Che ogni tanto viene intercettata da qualcuno che pensa che sia un pazzo.

Cerimonia del master, premiazione dei tre studenti più meritevoli.
Presentarsi con le scarpe dell'ape maia, uno zaino fucsia con delle improbabili manette color oro, un portatile a tracolla e sopratutto con una t-shirt con una scritta che recitava il titolo del mio post sul davanti e la prima frase del mio post sul di didietro (sono stati contati non meno di 6 colori differenti) dimostra quanto falsa fosse la mia modestia e quanto diplomatiche fossero le affermazioni nei confronti nei miei colleghi che mi davano per vincitore sicuro del primo premio.

Vinco facile, faccio pure un discorso ai miei colleghi tra Don Raffaè e il docente di marketing sul fatto che non si può lavorare se non ci si diverte e che se tra noi gggiovani ci immaginiamo concorrenti faremo la fine dei poveri a noi.
Annuiscono più i genitori dei masterini che i masterini stessi.

Mi regalo la Playstation3 con i soldi dell'alta formazione: un po' me lo merito, un po' è boutade.
Oggi mi sò fissato con sto cazzo di francesismo, sarà che è 14 luglio.

La giornata è stata splendida.
Il mio secondo primo giorno a Proforma mi ha fatto emozionare, ed è sempre bellissimo emozionarsi.
Non sono più così timido, loro sono bravissimi a farti sentire a casa. E in più, ora, a casa ci sto davvero.

Il mio secondo primo giorno, il primo giorno della mia seconda (o terza? o quarta? o forse prima?) vita mi ha restituito la gioia di essere pischello.

Dopo alzate di cresta legate a improvvisi scatti di carriera, scatti che hanno spesso nascosto insidie, mi sono riappropriato di una dimensione più mia, più umana.
Ho abbassato la testa, come è giusto che fosse (le boutade sono boutade, appunto) e mi sono rimesso al posto mio, a costruire, a imparare, a guardare ammirato certe vicende.
E' questa la grande conquista del mio scatto in avanti.

Eppure i successi curriculari dovrebbero invitare a fare il contario.
Eppure.

Al pomeriggio, dopo pranzo, ho intimamente goduto (Sasso è inflessibile) quando il Sindaco ha strigliato Roccia.
Una lezione di vita: bisogna mettersi in gioco, palle e tutto, per potercela fare, per poter svoltare, per non dover arrivare a dire "avrei voluto farlo...ma poi..."

Spero che questa strigliata sia servita.
Il vantaggio di vivere in un ambiente mediocre è che basta un filo di sforzo per emergere.
In un mondo di ciechi chi è orbo è re, cose del genere.

Mi sono perfettamente rispecchiato nelle parole di Michele.

Dobbiamo dare in testa, noi che possiamo.

Il primo giorno della mia nuova vita mi è piaciuto proprio assai.
Quasi quasi non cambio più.

(ho perso 35 dollari a poker come un cretino, magari quello era evitabile - trovatemi un cazzo di sponsor, che mi metto a giocare senza fare cazzate)

domenica, luglio 13, 2008

c'è crisi (1)


Lampadine fulminate, telecamere spente, tubi dell'acqua che perdono. Quest'estate, caserme dei carabinieri, questure e commissariati rimarranno a secco: senza un euro in cassa. Gli "accreditamenti per le manutenzioni ordinarie" sono infatti sospesi da una circolare interna del Viminale, datata 13 giugno 2008.

"E così - lamentano i sindacati - nessuno verrà a cambiare i toner delle stampanti, né a pulire i filtri dei condizionatori". Non è tutto. Mancano i soldi per gli agenti sui treni a lunga percorrenza: da 8 mesi sono in attesa delle indennità. Dimezzati poi i fondi per la squadra nautica di Porto Empedocle: le motovedette impegnate sul fronte caldo dell'immigrazione clandestina rischiano di rimanere in porto.

Eppure della sicurezza il centrodestra ha sempre fatto la sua bandiera. Nel programma elettorale del Pdl si legge, al punto 3: "Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza e maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine". Finora, però, le cose stanno andando diversamente. A prescindere dai tagli annunciati nella manovra finanziaria (3 miliardi di euro in tre anni, secondo i sindacati di categoria), i conti in rosso delle forze dell'ordine già fanno sentire i loro effetti. Il 13 giugno scorso, Giovanna Iurato, direttore centrale dei "Servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale" del ministero dell'Interno, ha firmato una circolare a tutte le prefetture, questure e al comando generale dei carabinieri: "Gli accreditamenti predisposti da questo ufficio per le manutenzioni ordinarie degli immobili demaniali e privati adibiti a sedi delle caserme dei carabinieri e della polizia di Stato - si legge sulla circolare - sono stati sospesi, poiché l'ufficio centrale di Bilancio ha comunicato che sono in corso di istituzione i nuovi capitoli di spesa. Nonostante la consapevolezza del disagio provocato dal ritardo delle aperture di credito - prosegue la Iurato - al momento risulta impossibile provvedere all'emissione degli accreditamenti. Si prega pertanto di sospendere gli affidamenti dei lavori e delle manutenzioni".

Tradotto: per cambiare una lampadina, un toner o aggiustare un bagno, commissariati e caserme dovranno aspettare tempi migliori. "Questa circolare cade in un momento difficile - spiega Giorgio Innocenzi, segretario nazionale del sindacato di polizia Consap - da tutta Italia infatti ci arrivano segnalazioni di sedi inagibili, telecamere guaste, tubi rotti". Non solo. Il Consap denuncia il mancato pagamento delle indennità agli agenti impegnati nella vigilanza sui treni a lunga percorrenza: "Da quando è nato il servizio, otto mesi fa - racconta Innocenzi - agli agenti non è stata mai corrisposta l'indennità speciale (pari a 100 euro a viaggio), che è a carico delle Fs, in base ad apposita convenzione col Viminale".

Non è tutto. La squadra nautica di Porto Empedocle (Agrigento), impegnata nel contrasto all'immigrazione clandestina, nel 2007 ha ricevuto 18mila euro e nel 2008 solo 9mila per la manutenzione delle motovedette e il carburante (basta pensare che ogni rifornimento per le barche di altura "Squalo" costa circa 2mila euro e dura in media 6 giorni). "Tutte le squadre nautiche - spiega Claudio Giardullo del Silp Cgil - hanno lo stesso problema: dallo stanziamento dell'anno 2007 pari a 1.200.000 euro, si è passati a soli 400mila euro per il 2008".

Non mancano, infine, effetti collaterali imprevisti dei conti in rosso. In Sardegna, nel centro d'accoglienza di Elmas, aperto all'interno del distaccamento aeroportuale, sempre di più sono gli immigrati richiedenti asilo politico. Questi, per legge, hanno diritto a uscire dal centro dalle ore 8 alle 20. Peccato però che vista la natura militare del sito, non possono muoversi liberamente. "Per questo - racconta Giardullo - la questura aveva previsto un servizio navetta. Servizio, però, mai partito per mancanza di fondi e personale. Così i rifugiati rimangono chiusi nel centro tutto il giorno".

sabato, luglio 12, 2008

meno tasse per tutti


Cinque a due. Perché di promesse da realizzare a tambur battente sul fronte economico il governo Berlusconi ne aveva lanciate almeno sette, ma cinque sono rimaste sulla carta. Solo promesse, appunto. E tali resteranno. D'altra parte l'economia è la scienza triste ma anche quella che, quasi sempre, lascia meno spazio alle opinioni. Contano i fatti.

Dunque, nella campagna elettorale e subito dopo la chiusura delle urne, il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, aveva garantito "meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese". "Vogliamo ridurre la pressione fiscale sotto il 40 per cento del Pil nei prossimi anni", aveva detto il 2 aprile. Ma non lo farà. Nell'arco di tutta la legislatura, sia chiaro. L'ha scritto nel Dpef, il
Documento di programmazione economico-finanziaria, il suo Super ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. E l'ha certificato solo qualche giorno fa il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: "La pressione fiscale rimarrebbe invariata nel quinquennio dopo la riduzione di 0,3 per cento punti di Pil attesa per il 2008 (al 43 per cento)", ha scandito il governatore. Resterà al livello già raggiunto durante il biennio in cui a guidare la politica fiscale c'era Vincenzo Visco. Continuità, insomma, "con il vecchio galleggiamento del governo Prodi". Come nota Luca Ricolfi docente di Analisi dei dati all'Università di Torino. Ma qui, nel tradimento della promessa sulle tasse, c'è anche il maggiore "scarto" - spiega Ricolfi - tra il programma elettorale e la realtà. "Mi sembra troppo - aggiunge - sostenere che in quattro mesi c'è stata un'accelerazione della crisi tale da obbligare il nuovo governo a rimangiarsi tutto. In ogni caso qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di spiegare perché ha cambiato idea".

E di idee mutate, o proprio dimenticate, ce ne sono anche altre. Per esempio quella che i giornali hanno ribattezzato il "bonus bebè": mille euro per ogni neonato per rilanciare la crescita demografica. Ancora Berlusconi, premier in pectore, il 15 aprile: "Il primo Consiglio dei ministri introdurrà anche il bonus di mille euro per i nuovi nati". Dopo quello di Napoli, di Consigli dei ministri - come è noto - ce ne sono stati molti altri, ma il bonus per i neonati non è mai stato discusso. Così che il 14 giugno, la promessa elettorale è stata retrocessa a un mero auspicio: "Vorrei che si potesse fare al più presto".

Il governo ha abolito del tutto l'Ici sulla prima casa, come promesso. L'unica tassa davvero federale è stata cancellata. Ma già Prodi l'aveva abolita per il 40 per cento delle prime abitazioni. La perdita di gettito dei Comuni (1,7 miliardi) sarà compensata con altri trasferimenti.

Il 31 maggio scorso, Berlusconi annuncia che "i premi di produttività e gli straordinari vanno liberati da qualunque tassa". Le tredicesime, di cui aveva parlato in campagna elettorale, già non ci sono più. In ogni caso consideriamola tra le promesse mantenute, ma la "liberazione" è stata molto parziale. Intanto perché solo sperimentale e poi per i tanti paletti (le risorse sono scarse, si sa) che sono stati messi. Lo sgravio, per ora, è riservato solo ai lavoratori del settore privato che nel 2007 non hanno superato i 30 mila euro di reddito. E poi la cedolare secca del 10 per cento si applicherà fino al limite massimo di tremila euro di reddito da lavoro straordinario o da altre componenti variabili. Davvero una misura per sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti? Piuttosto appare destinata a una minoranza di loro. Sempre la Banca d'Italia: "Nel secondo trimestre del 2007 circa il 10 per cento dei lavoratori dipendenti ha effettuato prestazioni di lavoro straordinario per un numero complessivo di ore pari al 2 per cento circa del totale. Sono gli occupati nelle industrie del nord di dimensioni medio-grandi, di sesso maschile e con livelli di istruzione e qualifiche relativamente elevate a effettuare prestazioni di lavoro straordinario con maggiore frequenza".

È rimasta praticamente una boutade la promessa lanciata in "zona Cesarini" della campagna elettorale: "Aboliremo gradualmente il bollo su auto e moto" (11 aprile 2008, ultima apparizione in tv del Cavaliere-candidato). Nulla, nonostante l'avvocato-parlamentare Niccolò Ghedini, avesse chiesto al direttore di un'importante rivista di settore di verificare i costi da sostenere non fidandosi, il Cavaliere, delle stime dei suoi collaboratori.

Nell'ultimo mese di campagna elettorale i temi economici monopolizzarono praticamente la campagna elettorale, in particolare il caso Alitalia. Che - ha scritto Guido Legnante, professore di Sociologia politica a Pavia, nel libro Senza più sinistra. L'Italia di Bossi e Berlusconi (Il Sole 24 Ore) - ha costituito per Berlusconi "l'occasione per ricordare agli italiani le proprie capacità imprenditoriali e di leadership". E, infatti, il 14 aprile il leader del centrodestra, fresco di vittoria, dichiarava: "Prevedo una soluzione italiana entro un mese da oggi". Air France è scappata e la compagnia con il tricolore perde tre milioni al giorno.
La cosiddetta Robin Tax è stata approvata. "Avrà una destinazione sociale", disse il 18 giugno Berlusconi. Ma non è esattamente così. A finanziaria la "social card" per gli anziani più poveri andranno 200 milioni, pari a meno del 10 per cento del gettito atteso, e solo per il 2008. "Se anche fosse vero che si preleva ai ricchi, è certo che non si distribuisce ai poveri", hanno scritto su lavoce. info Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra. E Carlo Scarpa sullo stesso sito: "Robin Hood, se ci sei batti un colpo...".

repubblica.it

2.2

Gisele
Anni 19

Il resto del servizio fotografico

venerdì, luglio 11, 2008

lodo alfano? terza notizia al tg5 di oggi

E' polemica tra Italia e Catalogna sul modo in cui la stampa italiana ha trattato la tragedia di Federica Squarise, la ragazza padovana uccisa a Lloret de Mar. A causarla sono state le parole del segretario generale per gli Affari interni del governo catalano, Joan Boada, che ha accusato i media italiani di "sensazionalismo" e in particolare quelli che appartengono a Silvio Berlusconi di aver usato il caso dell'omicidio della giovane per distrarre l'opinione pubblica. Accuse che la Farnesina e l'ambasciatore d'Italia a Madrid Pasquale Terracciano hanno subito bollato come "inaccettabili e fantasiose".

Boada, in un'intervista rilasciata oggi alla radio spagnola Cadena Ser, ha difeso l'operato dei Mossos d'Esquadra, la polizia autonoma catalana, dopo le critiche piovute dagli organi di informazione del Belpaese nei confronti degli investigatori. "La polizia funziona e ha funzionato. I risultati sono stati ottenuti e sono là, a riprova del suo efficace e rapido funzionamento", ha detto il numero due del ministero degli Interni della comunità catalana.

Poi ha sferrato l'attacco: "Suppongo che in questo modo la stampa italiana si è liberata del compito di criticare il signor Berlusconi per le 'animaladas' che ha in questo momento con la politica interna nel suo Paese. E, al tempo stesso, i media che gravitano nell'orbita di Berlusconi preferiscono affrontare altri argomenti, piuttosto che quello che succede alla politica interna italiana e dedicarsi piuttosto a criticare la polizia catalana".

Immediata la risposta da Roma. L'ambasciatore d'Italia a Madrid, d'intesa con la Farnesina, ha inviato questa sera una protesta formale al presidente della Generalitat di Catalogna, José Montilla. Le dichiarazioni di Boada, osserva la nota, risultano, oltre che ingiustificabili, anche incomprensibili, visto l'apprezzamento più volte prestato dalle autorità italiane alla polizia.

giovedì, luglio 10, 2008

in linea con l'assassino

Se prima sta storia mi mandava male, adesso mi manda 100 volte peggio.


La polizia lo ha arrestato alle 10 di ieri sera a Tarragona, a sud di Barcellona. E Victor «el Gordo», l'uomo incriminato formalmente per la morte di Federica Squarise, ha confessato. È il ragazzo che nella foto «da ricercato», quella che i poliziotti del Mossos d'Esquadra avevano diramato ai corpi di polizia di tutta la Spagna, ha le mani lungo i fianchi e l'aspetto di uno che non sembra felice di essere fotografato. Forse perché quell'immagine è del giorno in cui gli agenti lo hanno sentito come uno dei tanti amici dell'ultima notte di Federica. È uno scatto successivo alla morte della ragazza italiana. Victor Diaz Silva, 29 anni fra pochi giorni, ha l'espressione di chi non dorme da un po'.

Eppure quel giorno Victor non è nemmeno un sospettato. Racconta la sua versione e torna a casa. «Federica — dice — l'ho lasciata fuori dal locale Yates, lei andava in albergo e io per i fatti miei. Non so che fine abbia fatto». La sua ricostruzione, però, non corrisponde perfettamente con quello che gli investigatori hanno visto nei filmati di varie telecamere. Così, dopo due o tre giorni, Victor viene riascoltato. Tergiversa di nuovo. Gli uomini del Mossos sono sempre più insospettiti ma decidono di lasciarlo andare, per verificare con chi si incontra, con chi parla. E a distanza tengono sotto controllo gli spostamenti del «Gordo». Sorvegliano il quartiere El Molino di Lloret, dove l'uruguaiano vive con la donna che tutti credono sua moglie e che invece è la sua compagna, madre di un bambino avuto dal precedente marito. Ma, soprattutto, seguono le tracce lasciate dal suo telefonino. Sabato mattina, per la prima volta, il segnale del cellulare non arriva da Lloret de Mar ma da Tarragona, lontana circa 200 chilometri.

La sorveglianza diventa più serrata. Lunedì viene trovato il cadavere di Federica. Poche ore dopo, il nome e la fotografia di Victor vengono diramati a ogni posto di polizia del Paese: «Arresto immediato come presunto omicida ». Intanto nei laboratori vengono utilizzati i campioni di Dna prelevati al «Gordo». E forse da lì è arrivata un'indicazione decisiva per l'arresto. Ieri sera un passante ha riconosciuto Victor per strada dalle foto mostrate in televisione. L'ha preso la polizia locale di Tarragona. «El Gordo» non ha fatto resistenza. Insomma, le indagini non si erano mai fermate. «C'è una pista che potrebbe condurre a localizzare l'assassino in tempi relativamente brevi» diceva una nota ufficiale della Farnesina nei giorni scorsi. «I colleghi catalani stanno lavorando bene » aggiungeva dall'Italia il capo della polizia Antonio Manganelli. Ma per fare chiarezza e rassicurare la famiglia di Federica c'era voluto, ieri pomeriggio, un vertice al consolato generale d'Italia a Barcellona — con il console Roberto Natali, il capo della polizia catalana Josep Milan, i fratelli di Federica, Roberta e Mattia, e uno dei legali della famiglia, Aldo Pardo.

L'incontro aveva stemperato le polemiche nate sul modo di condurre le ricerche e sulla presunta irreperibilità di Victor. «Se lo sono fatti scappare» aveva commentato l'avvocato Pardo, prima del meeting al consolato. E il suo collega Squarise: «Mi domando come sia stato possibile... ditemi se questa polizia spagnola ha lavorato bene...». Nelle ore successive i toni si sono ammorbiditi: «Abbiamo sollecitato la restituzione della salma, stanno lavorando, c'è collaborazione » ha detto Pardo. All'Istituto di medicina legale di Girona intanto dicono che la morte di Federica sarebbe avvenuta quasi sicuramente per asfissia. Sull'ipotesi della violenza sessuale, invece, non è stato possibile stabilire nulla con certezza per via del pessimo stato in cui è stato ritrovato il cadavere. Non è detto che i prossimi esami chiariscano questo dettaglio. «Su questo punto — dice Pardo — nessuno per ora può stabilire nulla».

corriere.it

Immagino che questa vicenda terribile rievochi gli spettri della pena di morte in Italia, anche perchè le dichiarazioni del padre di Federica a tal proposito sono state chiare.
Comprensibile lo stato di pressione emotiva del papà, speriamo che la nostra opinione pubblica non rincoglionisca.
E che auguri a questo pezzo di merda, e a tutti i pezzi di merda della siffatta specie, una bella cella d'isolamento 2 metri per 2. A vita.
Se proprio vogliono compagnia, li mettessero tutti insieme in una cella (non troppo) più grande, sempre ergastolo, sempre isolamento.

E se decidono di litigare e prendersi per la collottola, da professionisti dell'asfissia quali sono, si scialassero.

Ministri (ludo, tand si rutt u cazz...)



l'anima non serve serve un posto dove stare
l'anima alle bestie noi pensiamo con il pane
le case vuote puzzano di marcio e di sconfitta
tiriamo su un ostello nella steppa


Ministri - diritto al tetto


finalmente un brano indie italiano bello
e con un testo solido, senza retorica.

mercoledì, luglio 09, 2008

dispari opportunità


La Guzzanti torna ad attaccare Mara Carfagna verso la fine del suo intervento dal palco di piazza Navona.

"Io non sono una moralista - dice - come ci accusano gli opinionisti che non hanno nemmeno un vocabolario, perché la parola 'moralista' ha un significato e per usarla sui giornali lo devi conoscere. Moralista è Casini, divorziato tre volte, moralista è Mele (il deputato dell'Udc coinvolto in uno scandalo di squillo e cocaina, ndr). A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi - grida l'attrice, fra le ovazioni del pubblico - ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta là perché t'ha succhiato l'uccello. Non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare alle Pari opportunità, perché è uno sfregio. Vattene!"

repubblica.it

martedì, luglio 08, 2008

morire a lloret


Questa storia di Federica mi ha lasciato pensare, e molto.
Purtroppo si era capito quasi subito che era andata a finire male. L'ultima volta era stata vista alle 6 di mattina in giro sull'avenida.
Poi è venuto fuori che la stessa sera una tipa era volata dal balcone dello stesso albergo.
2 giorni prima un suicidio, sempre a Lloret, una di quei 4 o 5 posti "mitici" per le vacanze estive mare+eccessi.

Mi son ritrovato stranito, quasi arrabbiato, nei confronti di chi se la gioca così la vita, delle cagnare che si possono trovare andando là.
Come se non fossi un ragazzo, come se fossi diventato un padre, un adulto, un moralista.

Non penso di essere mai stato un moralista o di essere mai stato per la limitazione delle libertà individuale. Ed è per questo che mi sono chiesto perchè ho reagito così, quasi prendendomela con la tipa più che con il suo carnefice.

Ho idee sulla droga che definirei libertarie. Favorevole alle leggere, favorevole alle red zone stile Christiania (http://it.wikipedia.org/wiki/Christiania).
Per la serie: se non rompi il cazzo al prossimo, sei libero di autodistruggerti.

Ma boh, sta storia di Federica, morta a 21 anni a Lloret, che apre foschi scenari sull'essere genitori e pensare che i tuoi figli vanno in giro e chissà che cazzo fanno, mi ha fatto interrogare sulla mia posizione nei confronti dei 21enni (come se io fossi di un'altra generazione...), degli ammassi di gente che si skhatta.
Del resto sono il primo che, pur non sforando in eccessi particolari, ho fatto cose che mi avrebbero potuto tranquillamente portare in carcere, se solo l'etilometro fosse una procedura un po' più sistematica.
E chissà cosa penserebbe mammà.


La morte di Federica non è tanto la morte della nostra generazione, perchè noi in vacanza ci andremo comunque, ci distruggeremo, ci drogheremo, scoperemo. Figuriamoci se ci fermiamo, forse non è nemmeno giusto.

E' la nascita dell'angoscia dei nostri genitori che devono ondeggiare tra il (non) dare le libertà e il cagarsi sotto per le conseguenze di tali libertà.

Non riuscirei a trovare un modo migliore per esprimere la mia posizione e l'osservazione su questo mondo, che non ho mai ripudiato ma che non mi ha mai fatto impazzire, che non sia questo articolo del Corriere.

Joseph è appollaiato sul gradino più alto davanti al Tropics, discoteca fra le più gettonate sull'avenida che porta dritta al mare. «T-shirt party tonight » promette un tabellone rosso sopra l'ingresso, accanto a una enorme statua della libertà color verde bottiglia. Ma Joseph, 21 anni, non ha tempo per i party. Osserva il fiume incessante di gente che scorre lungo il marciapiede. E' qui per lavorare, lui: tre mesi di contratto per fare da papà a ragazzetti di quattro-cinque anni più giovani.

Loro entrano a ballare, si sfiniscono al ritmo di disco-dance, spesso alzano il gomito, qualche volta escono che non stanno in piedi. E vai a capire, poi, se hanno buttato giù pasticche, se hanno fumato spinelli, se hanno mescolato droghe con alcol... A Joseph di tutto questo importa poco. A lui interessa una sola cosa: riportarli in albergo, al sicuro. Lui è la chiocciola, loro i pulcini.

Per questo lo paga la Ruf Jugendreisen, agenzia turistica tedesca che ogni anno porta in questo angolo di Costa Brava migliaia di ragazzi a caccia di notti da sballo. Il compito di Joseph (come lui tanti, soprattutto dall'Europa del nord) è aspettare che i pulcini si stanchino, tenere fra le mani un cartello con i nomi di chi manca all'appello e spulciare da quel cartello il Franz, l'Erik, l'Andrea di turno man mano che si presentano. «Dovrei stare qui dalle 11 di sera alle quattro del mattino ma spesso i mocciosi tardano e finisce che prima delle cinque non si va a dormire», si lamenta. Sono solo le tre. C'è ancora tempo per stancarsi di stare in piedi.

Al Beach Friends, la caffetteria dove Federica ha passato qualche ora della sera in cui è scomparsa, Manuel tira giù la serranda, «qui chiudiamo presto» annuncia, mentre pochi metri più in là, Nash, marocchino, è impegnato a spiegare ai passanti quanto è bella, trendy, anzi fantastica la discoteca che lo paga per fare il pr, Gala.

Anche Federica è passata più e più volte davanti al Gala, proprio all'uscita del suo Hotel, il Flamingo. Però Nash dice che non l'ha convinta, non è entrata, «lei e la sua amica andavano al Tropics oppure allo Yates». Sembra di vederla, Federica, allegra e spensierata come migliaia di ragazzi che ora (e sono quasi le quattro) passeggiano senza meta con la birra in una mano e la sigaretta nell'altra. La puoi immaginare in mezzo a questa bolgia notturna che si muove in un raggio di cinquecento metri quadrati. Avanti e indietro a farsi un drink in un locale, poi in un altro. Avanti e indietro a spostare la notte un po' più in là, finché le gambe reggono. Davanti allo Yates, musica hard-rock, fra i locali preferiti di Federica, una ragazzina bionda barcolla. La forza che le è rimasta basta appena per reggere un bicchiere di Vodka. «Perché non torniamo a casa?», chiede l'amica più sobria. «Perché la mia casa è qui», risponde lei. E si siede per terra, sotto la faccia sorridente di Federica riprodotta in centinaia di manifesti appiccicati ovunque. Qualcuno si ferma a guardarla, a leggere l'appello, «ragazza scomparsa, se la vedete chiamate la polizia». Tutti, nel sabato notte di Lloret, sanno dell'italiana che non si trova più. C'è chi, scatta fotografie accanto a quei manifesti: «Così posso dire che io c'ero».

La folla si disperde, ma solo un po', quando comincia ad albeggiare. Restano gli irriducibili della notte. I più barcollano. L'americano Dennis, da Miami, è ubriaco fradicio e abbraccia una palma. Alza gli occhi e vede la foto di Federica: «E questa chi è? Ah, già. L'italiana desaparecida. Ciao italiana ». E, finalmente, va a dormire.

Ciao Federica.
Speriamo che almeno becchino il pezzo di merda.

lunedì, luglio 07, 2008

il burattinaio


La Casa Bianca dà una versione molto particolare della vita di Silvio Berlusconi. Lo staff del presidente George Bush pubblica, e non è la prima volta, una biografia del premier italiano dal tono spigliato che non lascia molto all'immaginazione. "Da ragazzo guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso", si legge nel press kit distribuito ai giornalisti presenti al G8 in Giappone. Un testo, notifica lo staff a stelle e strisce, prelevato direttamente dalla Encyclopedia of World Biography che risulta aggiornata al mese scorso.

Nel ripercorrere alcuni dei periodi più significativi della vita del Cavaliere, l'opuscolo lo descrive come "uno dei più controversi leader della storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Un uomo odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua 'bella figura' (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà".

Non mancano i cenni al suo passato da imprenditore e alla nota "discesa in campo" del 1994. "Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali - prosegue il profilo - Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica; solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finch non ha perso il posto nel 2006".

Il testo sottolinea poi come il presidente del Consiglio italiano abbia sempre avuto e saputo sfruttare a suo vantaggio intuito e determinazione: "Berlusconi - si legge - ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese".

Tutti i grandi della Terra hanno un passato più o meno conosciuto. Il premier italiano - afferma la biografia - nella sua vita si è messo a vendere aspirapolveri, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e mentre studiava legge a Milano svolgeva i compiti degli altri studenti in cambio di soldi". Un passato ormai noto a livello internazionale.

repubblica.it

da barletta a wimbledon


Nel 2003 arrivò in finale a Cagliari, sconfitto in finale da Filippo Volandri, conquistò il prestigioso challenger di Barletta e poche settimane dopo giocò il suo primo torneo Master a Montecarlo, passando 2 turni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Rafael_Nadal


Uno dei record di Borg doveva inevitabilmente cadere, ed è rimasto in piedi quello delle cinque vittorie consecutive perchè il nuovo campione di Wimbledon è Rafael Nadal che, come Borg nel 1980, è riuscito a vincere in quattro settimane sia il Roland Garros che Wimbledon. Era difficile, solo immaginare, che potesse essere più bella e avvincente di quella dello scorso anno, ma alla fine lo è stata e passerà alla storia anche per la finale più lunga di sempre sia in termini di tempo (4 ore e 48 minuti contro le 4 ore e 16 minuti di Connors-McEnroe 1982) che in termini di game (62 game contro i 58 di Drobny-Rosewall del 1954). Non sappiamo ancora se oggi è finita un'epoca, quel che è certo è che Federer, alla sesta finale consecutiva, si è dovuto letteralmente inchinare al giocatore che attualmente è sicuramente il più forte. Come era accaduto nella finale del Roland Garros del 2007, una delle chiavi del match sono stati i break point che Nadal ha salvato o meglio, che Federer si è mangiato (16 su 17 allora, 11 su 13 oggi). Federer quest'anno è andato in tilt con Nadal due volte a Monte Carlo (è stato 4-3 e servizio nel primo, 4-0 nel secondo), due volte ad Amburgo (5-1 nel primo, 5-2 nel secondo) e oggi ha lasciato per strada il secondo set dopo aver condotto 4-1. La Nadalite è ormai una malattia seria per Federer che fino a qui aveva giocato un ottimo torneo. Ma è certo che il favorito per le prossime edizioni di Wimbledon è senza ombra di dubbio Rafael Nadal. La più emozionante finale di Wimbledon della storia - e il paragone con quella di Borg e McEnroe del 1980 gli va perfino stretto - va dunque a Nadal che chiude 9-7 al quinto dopo aver mancato due match point nel tie break del quarto set. Nadal è il secondo spagnolo a vincere Wimbledon dopo Manolo Santana, campione nel 1966. Lo spagnolo è imbattuto da 24 partite di fila e nel ranking di domani mattina avrà 6055 punti contro i 6600 di Federer. Ma la classifica poco importa. Nadal centra il suo quinto slam mentre Federer non riesce ad acciuffare il tredicesimo titolo.

gazzetta.it

domenica, luglio 06, 2008

più piccoli di me, ma infinitamente più fighi



The Last Shadow Puppets - standing next to me

rodrigo y gabriela



2 geni dall'uomo che meglio sa fare la televisione.

tutti giù per terra

Tre mesi dopo le elezioni il Paese è tornato alla normalità triste degli ultimi anni. Sprofondato nella sfiducia. Berlusconi non ha fatto miracoli, neanche stavolta. D'altronde, a differenza del passato, in campagna elettorale non li aveva promessi. Né, probabilmente, gli elettori gli avrebbero creduto.

Gli italiani non hanno votato per lui, il Pdl e la Lega sulla "fiducia". Ma per "sfiducia" nei suoi avversari. Nell'Unione che aveva governato, faticosamente, per neppure due anni.

Tre mesi dopo il voto la nebbia è ripiombata e ha avvolto tutto e tutti.
Veltroni e il Pd, che nelle stime elettorali scivola indietro. Ma anche Berlusconi e il governo. Verso il quale esprime fiducia il 44% degli elettori. Quindici punti in meno (ripetiamo: 15) rispetto al gradimento ottenuto dal deprecato governo Prodi esattamente due anni fa. Tre mesi dopo il voto, come oggi. Certo, nel luglio 2006 Prodi aveva "monetizzato" alcuni importanti successi, politici e non: a) il referendum che aveva bocciato le riforme istituzionali volute dalla precedente maggioranza di centrodestra; b) la soddisfazione suscitata dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni; c) infine, la vittoria della nazionale italiana ai mondiali di calcio in Germania. Un patrimonio di fiducia che il governo Prodi avrebbe dissipato in fretta, a partire dalla legge sull'indulto, poche settimane dopo. Tuttavia, due anni fa, l'Unione aveva vinto le elezioni quasi per caso, mentre il centrodestra di Berlusconi, tre mesi fa, ha conseguito un trionfo. Ciò nonostante, nel Paese è tornata la sfiducia di sempre.

Quattro le ragioni, suggerite dal sondaggio.
1. In primo luogo, l'insoddisfazione verso le prospettive dell'economia nazionale e familiare: mai così elevata, mai così diffusa negli ultimi tre anni.

2. Poi, l'insicurezza, sottolineata dal sostegno popolare ai provvedimenti del governo sull'immigrazione clandestina e sull'impiego dell'esercito. A nostro avviso (lo abbiamo già scritto) inefficaci, prima ancora che inaccettabili. Ma, comunque, graditi ai più, perché intercettano le paure diffuse nella società. Tuttavia - come dimostrano i dati del sondaggio - rispondere alle paure alimentandole ulteriormente, non genera consenso. Ma il contrario.

3. La contrarietà espressa da gran parte dei cittadini verso i progetti annunciati e, in parte, avviati dal governo: per limitare le intercettazioni telefoniche nelle indagini, per bloccare i procedimenti giudiziari (cosiddetti) minori, per re-introdurre l'immunità a favore delle alte cariche dello Stato. Queste iniziative hanno suscitato un ampio dissenso, principalmente per quattro ragioni: a) perché molti le hanno considerate "ad personam"; finalizzate, cioè, a risolvere i problemi "personali" del premier prima di quelli "generali" dei cittadini; b) la sospensione dei processi, in particolare, è apparsa, per taluni versi, una sorta di mini-indulto; e, per questo, in contrasto con l'insicurezza diffusa; c) perché evocano l'idea, il sospetto di privilegi di "casta", utili, soprattutto, al ceto politico.

4. In definitiva, queste iniziative hanno alimentato il sentimento antipolitico: fattore decisivo nel deprimere il consenso verso le istituzioni e la classe politica, in generale; e, in particolare, verso il governo di centrodestra e il premier. Perché, a differenza di pochi mesi fa, oggi "governano". Appunto.

Questo clima politico si traduce fedelmente nelle intenzioni di voto. Ne escono, infatti, rafforzati i partiti che più di tutti gli altri interpretano e amplificano il sentimento antipolitico. La Lega, da un lato, ormai vicina al 9%. La Lista Di Pietro (Idv), dall'altro, proiettata oltre il 7%. Parallelamente, tutti i leader politici subiscono un calo di fiducia, In particolare Walter Veltroni. Il quale ha perduto oltre venti punti nel gradimento degli elettori, rispetto a due mesi fa. Quando era "il più amato di tutti". Apprezzato, in modo trasversale. Ora, invece, dopo la fine del dialogo, il suo gradimento fra gli elettori di centrodestra è crollato. E ha subito una flessione anche nella base elettorale del Pd. Dove in pochi, tuttavia, ne mettono in discussione il ruolo e la leadership.
[..]

In questo Paese confuso, dove coabitano a fatica una maggioranza delusa, un'opposizione divisa e istituzioni deboli, è forte la tentazione di fuggire. O almeno di cambiar canale. Voltare pagina. Dimenticare la politica e l'antipolitica passando direttamente al gossip.
Ma non ci accorgeremmo della differenza..

(Ilvo Diamanti, Repubblica)

sabato, luglio 05, 2008

la perdita dell'innocenza

Come 7 giorni fa mi ritrovo a casa, birra e insalata di riso, in un sabato sera d'estate.
Fuori c'è di tutto.

L'inaugurazione del Mavù, alla quale logica vorrebbe che io presenziassi.
Festa erasmus al Copacabana, che, anche se poco poco, abbiamo contribuito a organizzare.
Concerto degli Assalti Frontali alle macerie di Molfetta.
Volendo, anche Coccoluto al Bylla's.

Rispetto a 7 giorni fa è però tutto diverso.
Se sabato scorso non potevo uscire, oggi non voglio uscire.
In fondo lo si può interpretare come uno di quelli che io definisco "segnali deboli", quelli che da soli non possono bastare a dire cose che le cose siano cambiate, ma che, se letti correttamente, ti aiutano a cogliere quel cambiamento. Ad anticiparlo, a prepararti.

Per me i segnali deboli sono tutto.
Mi sono reso conto che la mia ultima relazione stabile stava conoscendo una stagione declinante da un segnale debole.
Dopo 2 anni e mezzo in cui il mio faccione compariva sul di lei avatar, sparii.
Non ci sono più tornato.

I segnali deboli, se si è in grado di leggerli, preludono alla plasticità delle cose che succedono. Ai segnali forti, a ciò che è ben visibile.

Che vuol dire questo sabato a casa?

Prima di tutto, che è stata una settimana pazzesca.
Ho finito il master, completando (sulla carta) la mia carriera da studente prendendo tutti i titoli che si potevano prendere.
Ho dovuto fare strazzate in Ateneo per il mio progetto di ricerca che mi scade sabato prossimo (arriverà un'altra settimana bella piena), 3 giorni fulltime a tirar fuori dati su dati.

E poi...
e poi ho accettato un'incarico da Proforma. Mi hanno creato una nuova posizione organizzativa. Il 14 luglio inizio, le ferie non esistono, l'orgoglio è massimo. La gioia anche.
Ho detto sì subito.
Un sì che prepara una serie corposa di no.

Queste due componenti mi hanno fatto tornare il sonno.
Ho sonno! Mi addormento in 1 minuto, dormo profondamente.
Una cosa è essere stanchi, una cosa è avere sonno. E se non hai sonno sei sempre stanco. E questo sonno mi riporterà in ordine.

E proprio mentre ritrovavo il sonno, il gusto di dormire prima di fare il supergiovane e gettarmi di qua e di là, ho scoperto dove mi stava portando la stanchezza.
Mi stava portando ad avere stanchezza delle persone, a perdere la propositività, a non voler fare mai niente di complicato. Ero, anzi, sono stanco di uscire la sera.
Voglio farmela a casa, voglio fare l'eremita, voglio uscire solo quando mi va. Senza caricarmi di responsabilità o colpe se non ce la faccio, se la mia assenza comporta che tutti restano a casa.
Gli altri non si preoccupano, perchè dovrei io?

E qui si apre un'altro scenario.

Le ultime due sere sono state paradigmatiche.
Cotto, ho tentato di uscire comunque, entrambe le sere.
Avantieri ci sono riuscito, ma la mia principale motivazione era salutare tutta una serie di persone che non vedevo da tempo "perchè sei superimpegnato".
Bidone 1, bidone 2.
E dire che mi sono pure sentito in colpa dopo la storia dell'uomo che non ha mai tempo, che ascolto all'infinito da mesi.
La serata è stata comunque molto gradevole, così gradevole che sono andato a dormire alle 3.
Alle 8 ero già in piedi, ho lavorato fino alle 17 in Ateneo. Poi sono andato impazzendo per comprare un po' di tecnologia nuova. Appena ho visto 2 ore libere mi ci son tuffato.
Nel frattempo ho provato ad organizzare la serata, trascinando da solo per 500 metri una stampante da 25 kili col cartone che si sfasciava.
E ci sono riuscito!
Così bene da non trovarmi il passaggio.
Così bene che se non prendo la macchina non esco.
Un altro paio di bidoni, e a quel punto sò rimasto a casa.

Morale della favola: questa storia di me superimpegnato ha rotto il cazzo.
E' una gran montatura.
E' questo paradosso che va sconfitto.
Se ti dai a tutti e poi decidi di essere elitario sei stronzo.
Se invece fai l'eremita, in quell'occasione in cui ti concedi tutti ti baciano i piedi. E io, purtroppo, ho sbagliato approccio.

Mi sto a casa. Sto con me.
Riposo, ricarico, dò il giusto peso alle cose. E non mi incazzo se prendo bidoni.
E torno a voler organizzare, progettare.

I progetti. (e qui chiudo, promesso)
La perdita dell'innocenza è tutto quello che vi ho raccontato, è lo smettere di essere ingenui ed incolparsi senza motivo.
Per forza, devo fare così per forza.

Ma è anche la lucida consapevolezza di aver capito perchè alcuni nostri progetti non sono decollati.

Parlo della radio.
Abbiamo discusso tutti insieme, e abbiamo deciso di uscire i coglioni.

Bari è una citta tristemente resistente al cambiamento, ed è ben più grave se ciò è testimoniato dagli atteggiamenti si chi definisce alternativo, differente, progressista.
Pischelli ok, umili ok, inesperti ok. Ma abbiamo deciso di ripartire. Di non far finta di non aver capito le logiche opportunistiche in cui siamo finiti.
Vedremo.

Per ora mi finisco la birra grande e poi mi faccio un altro dormitone.
Mi compro la ps3, mi installo football manager e me ne sto beatamente per i cazzi miei. Poi vediamo se le cose continuano ad andare al contrario.

Quest'estate promette benissimo.

se avesse preso bossi, sarebbe tutto diverso


Due anni fa Rosemary Dore, 52 anni, canadese di Windsor ha avuto un ictus. Al risveglio la sorpresa: riesce perfettamente a parlare - ed in parte a muoversi - ma con un accento e con espressioni che non ha mai conosciuto. La donna, canadese di Windsor, sud dell'Ontario, non è mai stata nella provincia canadese di Terranova. Eppure ora riesce ad esprimersi solo con quell'accento, quello della costa Atlantica, dove nè lei, nè nessun membro della sua famiglia, sono mai stati. Il caso di Rosemary Dore è stato segnalato dal Canadian Journal of Neurological Sciences. Invece di dire "that" e "this" Rose riesce a pronunciare "dat" e "diss", e invece di "dog" (cane) dice "doog". Secondo i medici, il caso di Rose sarebbe il primo in Canada. In tutto il mondo rarissimi i casi di persone che hanno sofferto di questa particolare sindrome neurologica, detta "dell'accento straniero". In un'intervista , Dore, che ora vive a Windsor, Ontario, ha detto che si sente fortunata, indipendentemente dal suo nuovo accento. Ci sono 50.000 ictus in Canada ogni anno, ma il caso di Dore è il primo con la "sindrome dell'accento straniero". Ci sono solo 20 altri noti casi confermati di in tutto il mondo,come quello di una donna nel Regno Unitoche si è risvegliata con un accento giamaicano. Per ora non si sa se Dore parlerà per sempre con l'accento di Terranova. "Il tempo lo dirà", ha detto il medico, Alexandre Sevigny. "A volte si perde attraverso la riabilitazione, e altre volte no."

(repubblica.it)

sarò pure nerd, ma sono felice

Saranno pure nerd ma almeno sono felici. Basta con le preoccupazioni: di blog non si muore ma soprattutto bloggando si vive meglio. Lo dice uno studio condotto dal ricercatore James Baker dell'università australiana di Swinburne che ha monitorato per due mesi gli stati emozionali di alcuni nuovi utenti di MySpace. Sessanta giorni trascorsi tra social network e diari online basterebbero per far sentire gli utenti meno soli e più connessi con gli altri. Ma non solo. Lo studio ha dimostrato che dopo due mesi di attività su un social network, dalla semplice richiesta di amicizia allo scambio di video, tutti gli utenti si sentono meno ansiosi e depressi ma quelli che hanno affiancato a queste attività quelle del blogging vivono meglio anche le relazioni fuori dal web.

Attenzione però, la ricerca australiana non ha preso in considerazione chi tiene blog a livello più alto, come potrebbe essere ad esempio Beppe Grillo, che in una recente classifica dei blog più influenti al mondo redatta da The Guardian si è classificato al nono posto, o la regina di tutti i media PerezHilton, al secolo Mario Lavandeira, intraprendente pettegolo di origine cubana che grazie al suo blog, nel quale rivela i segreti più piccanti del gossip internazionale, è diventato famoso come una star hollywoodiana. A loro forse, come sosteneva il New York Times in una recente inchiesta sui pericoli del blogging, postare quotidianamente notizie sempre fresche e nuove potrebbe fare male alla salute. Ma ai tanti e piccoli scrittori che aprono finestre virtuali sulle loro vite farebbe bene all'umore, alle relazioni interpersonali e addirittura al senso critico.

A conferma, oltre ai risultati diffusi dall'università di Swinburne, dagli Stati Uniti arrivano altri dati. Secondo Fernett e Brock Eide, neurologi specializzati nello studio dell'apprendimento nei giovani, il blog rende chi lo apre un miglior pensatore. I due medici sono partiti dalla constatazione che le attività mentali dell'uomo possono causare dei cambiamenti nella struttura del cervello, non solo rispetto a ciò a che si pensa ma anche a come si pensa. Ecco dunque che il blog è stato preso ad esempio come una nuova attività fondamentale del comportamento umano che potrebbe cambiare radicalmente la maniera di pensare delle persone fino a concludere che bloggare può potenziare la creatività, l'intuito e il ragionamento per associazioni. La facilità con cui chiunque può pubblicare un blog online promuoverebbe dunque connessioni spontanee e accrescerebbe la creatività. I neurologi hanno inoltre concluso che i diari online migliorerebbero il pensiero critico e analitico anche solo perché, essendo ricchi di idee, informazioni e opinioni, facilitano lo scambio di pareri, il confronto e l'analisi.

Tornando allo studio condotto dal ricercatore australiano James Baker insieme alla professoressa Susan Moore dell'università di Swinburne, l'analisi si è svolta attraverso due metodi. Il primo ha comparato la qualità mentale di chi utilizza social network come MySpace e progetta di aprire un blog con quella di chi non ha mai pensato di tenere un diario online. Nel 2006 Baker ha somministrato un sondaggio casuale agli utenti di MySpace sulla loro volontà di bloggare: sui 164 utenti che hanno completato il sondaggio online 84 intendevano farlo.

"Abbiamo scoperto che quelli che pianificavano di aprire un blog apparivano meno stressati e negativi degli altri - ha spiegato James Baker - Questi utenti mancavano di supporto sociale e non erano soddisfatti delle loro relazioni e amicizie correnti oltre a utilizzare il dialogo come una forma per fronteggiare lo stress". Gli studiosi hanno concluso che tenere un blog è come scrivere un diario che aiuta le persone a esternare le proprie emozioni e a parlare dei propri sentimenti e problemi. La differenza con i diari cartacei sta però nel fatto che quelli online sono a carattere pubblico e invitano quindi gli altri a lasciare un'opinione su quello che leggono.

Dopo due mesi gli utenti che avevano risposto al sondaggio hanno partecipato alla seconda fase dello studio: "Chi aveva deciso di tenere un blog si sentiva socialmente inserito e più soddisfatto delle relazioni sociali e delle amicizie anche fuori dal web rispetto a quelli che non avevano aperto un blog - ha sintetizzato Baker - In tutti i casi analizzati, blogger o meno, gli utenti si sentivano comunque meno ansiosi, depressi e stressati".

(fonte: repubblica.it)

giovedì, luglio 03, 2008

Sigùr Ros - Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust


Con un ronzio nelle orecchie
suoniamo all'infinito

Sigùr Ros - Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust

Genere: Post-rock

Label: Beggars/XL

Voto: 7,5/10 (4/5)

Recensire I Sigùr Ros fa vivere la stessa sensazione che proverà il responsabile delle pagelle della Roma del Corriere dello Sport una volta arrivati a dover parlare di Totti: non si va al di sotto della sufficienza. Sono una delle pochissime band in grado di emergere senza dover ricorrere al già sentito (gli echi di Syd Barrett sono, appunto, solo echi), spocchiosi e irridenti per quanto sono bravi. E qui sfornano il capolavoro del cerchiobottismo intellettuale. Questo lavoro dal nome impossibile riesce ad accontentare tutti con “soli” 3 capolavori: il marketing con “Inni mer syngur vitleysingur”, 4 minuti come biglietto da visita per la promozione radiofonica (con un battage pubblicitario a rimorchio degno di Madonna), i fan modaioli e un po’ depressi con “Ara batur”, gli appassionati più viscerali e ortodossi con “Festival”, candidata a far capolino nei cuori di moltissimi devoti al dio Jonsi, cantante etereo e dominante allo stesso tempo. Le prime quattro tracce sembrano preludere a qualcosa di nuovo, di diverso dal solito: più pop, più rock, più prog. Nella seconda parte si torna sulla solita amabile solfa. Quando si recensiscono album così si utilizza un eufemismo: disco di transizione. E non si va oltre il 5 in pagella. Per i Sìgur la transizione è ben sopra la sufficienza. Un album da consigliare, sempre il titolo vi permetta di farlo.

p.s. il grassetto in italiano è la traduzione del titolo dell'album

mercoledì, luglio 02, 2008

ingrid!!



E' stata liberata Ingrid Betancourt. La candidata alla presidenza della repubblica colombiana era stata rapita il 23 febbraio 2002 dai guerriglieri delle Farc ed è rimasta sei anni e mezzo nella jungla nelle mani dei suoi rapitori. Con lei sono stati rilasciati una quindicina di ostaggi tra cui 3 soldati americani e undici colombiani. Secondo il ministro della Difesa colombiano Juan Manuel Santos sarebbero tutti in buone condizioni di salute.
La donna, 46 anni, sarebbe in "condizioni ragionevolmente buone". E' stata liberata nella zona di Miraflores, nel centro della Colombia. "Gli ostaggi sono stati liberati con un'operazione militare - ha spiegato il ministro - durante la quale è stato possibile infiltrare nel primo cerchio delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia colui che negli ultimi anni ha avuto incarichi di sorveglianza di un importante gruppo di ostaggi". Un blitz, quindi, con un nome in codice: Scacco 2. E non un rilascio concordato o una delle trattative di scambio di cui si era fatto tramite nei mesi scorsi il presidente venezuelano Hugo Chavez utilizzando ponti aerei con la protezione della Croce Rossa. Il tutto con grande disappunto del presidente colombiano Uribe che oggi può rivendicare al suo governo dell'ostaggio più famoso del mondo. Da Parigi l'urlo di gioia del figlio Lorenzo. "E' la notizia più bella della mia vita" ha detto il ragazzo che la mamma non vede da quando era bambino e a cui aveva dedicato uno dei passaggi più struggenti della lettera recapitata ai media nel dicembre 2007. I tre soldati americani a contratto liberati sono Thomas Howes, Marc Gonsalves e Keith Stansell. Erano stati rapiti quando il loro aereo fu abbattuto durante una missione antidroga nel febbraio 2003. La donna e i tre soldati Usa erano considerati tra i "44 ostaggi chiave" nelle mani della guerriglia che in tutto tiene prigionieri circa 700 ostaggi. E' il Pontefice uno dei primi a far arrivare la sua gioia per la liberazione. "Siamo molto contenti - è il messaggio fatto pervenire tramite padre Federico Lombardi, responsabile della sala stampa vaticana: "Siamo molto contenti, è una bella notizia e speriamo in un segnale promettente per un cammino di vera pacificazione più ampio e duraturo in tutto il paese".

(fonte:repubblica.it)