
Should i give up,
Or should i just keep chasing pavements?
Even if it leads nowhere,
Or would it be a waste?
Even If i knew my place should i leave it there?
Adele – 19
Genere: Pop
Etichetta: XL records
Voto: 5/5 (10/10)
Non avrei mai immaginato che il mio primo 10 in pagella sarebbe giunto così, per una carneade, l’ennesima giovane talentuosa londinese (Tottenham per la precisione), anche in questo caso non bellissima, che viene presa per mano da valenti talent scout (Mark Ronson vi dice niente?), viene mandata su tutte le copertine con qualche etichetta che fa più o meno così: “la nuova…”. Quante volte abbiamo visto sensazionalismi del genere? In questi ultimi anni la tendenza è schizofrenica, non c’è nemmeno il tempo di far fare un album a un’artista, che subito viene fuori la nuova qualcosa, il nuovo qualcuno. Adele è la nuova Amy Winehouse? Assolutamente no. Ed è un bene. Amy ha e avrà sempre qualcosa in più dal punto di vista della personalità, ma se parliamo di musica (e basta), dovrà darsi da fare per tenere la leadership. Non si sentiva un album così emozionante da anni, sinceramente. Grandissime doti vocali (ed ecco qua il tam-tam della “nuova…”) accompagnate da un songwriting ispirato (“scrivo solo quando sono depressa”, dice la 23enne). Un pop coraggioso, pulito, non ruffiano. Nessun punto debole: risulta in qualche misura limitante indicare le migliori canzoni in un lavoro così organico. Ma se proprio dobbiamo, vi suggeriamo “Chasing Pavements”, che ha convinto anche la gerontocrazia radiofonica italiana. E’ nata una stella. E speriamo che non ci si affretti nella scoperta della nuova Adele, perché c’è da godersi pienamente lei. L’originale.
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