domenica, febbraio 17, 2008

offlaga disco pax - bachelite


Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita
A questa domanda rispose con una frase da gioventù nichilista, lapidaria,
nel senso di lapide.
"Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato"

Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato
non ci è dato sapere
di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata
e la parola sensibile resta dubbia e ambivalente
come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 agosto 1980
[..]

Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista
stabilremo dei limiti
Definiamo quindi il neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili
che del tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro
da cui ci dissociamo
anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile
del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravantisono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento
vincono 2 a 0.


Offlaga disco pax – Bachelite

Genere: spoken poetry

Etichetta: Santeria/audioglobe

Voto: 4/5 (8/10)


Max Collini, il più improbabile dei frontman, è finito su un palco per la prima volta a 36 anni. E nemmeno grazie alle sue doti vocali. Ingegnere di Reggio Emilia, terra in cui i CCCP hanno lasciato un segno ancora tangibile a oramai 20 anni di distanza dai loro capolavori, scrive testi senza i quali gli Offlaga Disco Pax non avrebbero alcuna ragione di esistere. Non me ne vogliano Enrico Fontanelli e Daniele Carretti, gli altri componenti della band, devoti al kraut-rock e alla new-wave ma soprattutto all’analogico, assolutamente onesti nelle loro tessiture sonore. Ma cosa sarebbero gli Offlaga senza le intuizioni della vita di città, delle piccole cose che diventano insegnamenti per la vita, della nostalgia viva per un comunismo forse un po’ annacquato, à la Lula da Silva, citato in “Dove ho messo la mia golf”, di quel realismo sociale che diventa poesia in prosa? La formula Offlaga non perde di credibilità né di appetibilità. Questa è e sarà sempre la sfida legata a un azzardo così grande: non cantare. Allo stesso tempo sento di non condividere pienamente la scelta ortodossa di mescolare voce e musica, come fossero un unico flusso indefinito. Non è così: apprezziamo la modestia di Collini, ma è lui, il più improbabile dei frontman, a poter far emergere gli Offlaga dalla (seppur) prestigiosa nicchia underground in cui si sono posizionati.


3 commenti:

roccia ha detto...

Collini fa il geometra e non l'ingegnere :)

roccia ha detto...

A proposito, io oltre all'emiliana influenza dei CCCP aggiungerei quella fortissima dei Massimo Volume di Emidio Clementi.

duni ha detto...

laureato in ingegneria, rekkia.
e hai ragione sui massimo volume.
ma ho già strabordato così...