
tanti messicani in un deserto a Foggia e pochi pistoleri
fanno sì che i nostri maccheroni al sugo restino i migliori
Baustelle – Amen
Genere: Pop
Etichetta: Warner
Voto: 4/5 (8,5/10)
Quarta fatica di studio per l’oramai terzetto originario di Montepulciano (Fabrizio Massara ha lasciato la formazione dopo “La Malavita”). Un album che vince per netto distacco sui precedenti: il più compiuto, maturo, completo. Un lavoro che decanterà lentamente e che fra 10 anni verrà indicato come uno dei manifesti della storia pop italiana. C’è tutto per creare il culto Baustelle, dalla cura (anche estetica) del dettaglio, alla personalità di Francesco Bianconi che convince sempre di più ai testi (e sempre meno alla voce) alla straordinaria Rachele Bastreghi che non a caso appare presente come non mai alla voce e che è protagonista del miglior pezzo dell’intero album, quella “Dark Room” che ci auguriamo diventi un singolo. Gemme su gemme in album che, nonostante le sue 15 tracce, presenta ben pochi momenti di stanca. Su tutte “Baudelaire”, pronta a fare la storia; umorismo nero e menzione meritoria anche per “Spaghetti Western”. L’iperproduzione caratteristica dei Baustelle “multinazionali” viene qui utilizzata come uno strumento per mescolare senza timori le varie influenze che hanno caratterizzato il gruppo, soprattutto quel gusto per il tropicalismo che diviene poi, un po’ a sorpresa, la cifra distintiva di questo “Amen”. Bravissimi.
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