
e neanche abbastanza smaliziata
per dire il mio punto di vista
no, non è possibile
che l'uomo sia andato sulla luna
no, no, no
scusate la franchezza
ma lo pensano molti scienziati
e quindi non è possibile
Il Genio – Il genio
Genere: retròpop
Label: Cramps Music – Self
Voto: 3,5/5 (7/10)
Non ci si deve imbarazzare a fare il tifo per i nostri prodotti migliori, prodotti da esportazione, prodotti da mettere in bella mostra. E’ il caso di questo duo composto da Gianluca de Rubertis, già Studiodavoli. Ed è proprio grazie a Il Genio (è sempre meglio che chiamarsi ‘Il deficiente’, dicono loro) che torna sulla scene la storica etichetta Cramps. Insomma, i presupposti per il colpaccio ci sono. E non è solo una questione di immagine e di etichetta: la raffinatezza del suono, un pop vintage che non disdegna inserti di psichedelia, va a miscelarsi perfettamente con testi talvolta visionari, in altri casi ironici, comunque sia vincenti. Il quartetto di pezzi iniziale è da applausi, in particolare “Non è possibile”, un’irriverente disamina sullo sbarco dell’uomo sulla Luna, e “Pop porno”, la perfetta candidata a tormentone estivo intellettuale (grazie a un testo da 10 in pagella). L’album è solido, forse troppo: non c’è il sussulto, il cambio di direzione, qualcosa che non faccia pensare alle canzoni intermedie come un, seppur onesto, riempitivo. “Una giapponese a Roma”, cover di un brano cult di Kahimi Karie, chiude questo disco d’esordio nobilitando ancora una volta gli sforzi del duo per cui noi, sempre più spudoratamente, continueremo a tifare.

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