Qualche tempo fa citavo Iannacci http://duniduni.blogspot.com/2008/04/enzo-iannacci.html
e sentivo dentro di me l'urgenza di parlare di un'attesa.
Urgenza, di un attesa.
E' evidente che ci sia qualcosa di sbagliato.
Chi ha urgenze non può, forse non sa aspettare. E questo tempo che vuole andare più lento di me mi fa friggere.
Attesa per l'esame
attesa per un sms
attesa per la fine di tante guerre
(fredde)
attesa per un segnale
attesa per il domani
attesa di qualcosa di davvero nuovo, non di rimpasti, inseguimenti
attesa di poter liberarmi della zavorra, a cui non so dare un nome o un volto
attesa del coraggio di poter fare il salto di qualità
attesa di quel qualcosa che potrebbe proiettarmi anche a 1000, 2000, 10000 km e 1000, 2000, 10000 rapporti di distanza da qui
attesa di capire che in realtà è qui che devo stare, e solo qui
l'attesa della rinascita, o della crescita, o della stasi
l'attesa della riduzione di questo ventaglio di alternative
attesa, a tutti i livelli.
attesa per la prossima impresa
attesa di trovare sonno, anche se vorrei andare a dormire alle 5 qualche volta in più
attesa di svegliarsi alle 14, sarà un anno che non ci riesco più
attesa che passi un intero giorno
attesa che le idee si cristallizzino
attesa dell'ennesimo ribaltamento.
Sarà ansia,
ma ste attese mi complicano moltissimo la vita.
Ah, Pedro Pedrito (cito Iannacci per chi non si è filato il link). Siamo entrambi precari, ma abbiamo due indeterminatezze diverse.
Precario, indeterminato...continua ad esserci qualcosa che non va.
Teniamo duro, tra le nostre urgenze c'è anche quella di dover capire che dobbiamo aspettare.
E tra le nostre attese, quella di dover usare meno il verbo dovere.
Dovere, non dovere...
(Grazie blog, aver scritto mi farà andare a dormire meglio)
martedì, giugno 24, 2008
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2 commenti:
E’ incredibile come gli ultimi mesi ci stiano regalando paure, ansie, sensazioni molto simili nonostante la diversità delle scelte e delle esperienze. Questo ti fa sentire meno solo, normale. Comincio a pensare che l’ansia, la precarietà, l’equilibrio instabile, le attese e le corse, siano tappe inevitabili della crescita. Io però comincio ad essere stanca di stare nel limbo. Sono una perplessità: smettere di aspettare e vivermi il presente, o cominciare le pulizie di inizio estate per ridurre le variabili in gioco, quindi le attese e le ansie?
Direi di no, blindati. Finisci le cose che hai in progetto di fare, tutte.
Poi, dalla tua posizione fortissima, potrei fare i cazzi tuoi.
Io sto ragionando così :)
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