giovedì, novembre 30, 2006

la cattivissima spia russa e l'amico ricchione

Parla Mario Scaramella: «Il segnale che io ho avuto è questo: visto che non c'è un'informazione Prodi uguale agente Kgb, ma parliamo di Fendil Relation, coltivazione, contatti...». Chiede Paolo Guzzanti: «Coltivazione è abbastanza, eh?». «Per me è moltissimo. Non pretendete una dichiarazione di chicchessia che dica "Prodi è un agente" perché questo...». Interrompe Guzzanti: «Perché, coltivato invece sì?». Ricorda Mario: «Il primo a dirlo fu Alexandr (Litvinenko?, ndr)». Chiosa il senatore forzista: «Accidenti, questa è una bomba termonucleare».

Possibili attentati
Gennaio scorso, la legislatura è agli sgoccioli, i lavori della commissione Mitrokhin pure. Il suo presidente, Paolo Guzzanti, e il consulente Mario Scaramella sono alle prese con le informazioni raccolte di prima mano da ex spioni russi. Che denunciano possibili attentati contro Guzzanti-Scaramella, che svelano addirittura che il presidente del Consiglio, Romano Prodi e il ministro Alfonso Pecoraro Scanio sono legati all'ex Kgb. E che il governatore della Campania, Antonio Bassolino (attraverso le immancabili Coop Rosse), è in affari con la camorra. Nelle prossime ore la procura di Roma dovrebbe decidere se inviare al presidente del Senato, Franco Marini, la richiesta - che girerà alla Giunta per le autorizzazioni - di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche tra Mario Scaramella e l'ex presidente della Commissione Mitrokhin, il senatore forzista Paolo Guzzanti. Da queste intercettazioni, datate gennaio e febbraio scorso, cioè alle soglie della campagna elettorale, (il telefono sotto controllo naturalmente è solo quello di Scaramella), emerge anche che il consulente della Mitrokhin ha talpe al Viminale che lo hanno informato di essere intercettato («sono ufficiali»). Lo dice al telefono al senatore Guzzanti: «L'ho saputo da investigatori che mi fanno la prevenzione, la sicurezza autorizzata dal ministero dell'Interno».

mercoledì, novembre 29, 2006

uno, due, un milione

uno

"La tua maglia dice chi sei", non è un nuovo spot pubblicitario, ma un vero e proprio ringraziamento pubblico e ufficiale che la Juventus ha voluto fare al suo campione del mondo e vincitore morale del Pallone d'oro 2006. Singolare iniziativa della società bianconera per ringraziare Gianluigi Buffon. La società del presidente Cobolli Gigli ha deciso di acquistare una pagina di tutti i quotidiani sportivi nazionali da dedicare al suo numero uno.

"La società, i compagni, i tifosi e i partner ringraziano Gigi Buffon per essere ancora e sempre il loro numero uno" conclude il ringraziamento ufficiale, e al centro della pagina il faccione sereno del portierone nazionale che in fondo ha sperato fino all'ultimo di ricevere l'ambito premio di France Football.

E' la prima volta che una società calcistica decide di acquistare una pagina intera per inneggiare un suo giocatore che evidentemente è rimasto molto deluso dal secondo posto del Pallone d'Oro. Ci ha pensato la Juventus, la nuova Juventus, quella nata dopo Calciopoli, quella nata secondo i principi etici e morali dello Sport.

Questa pagina non è solo un ringraziamento al calciatore, che con le sue parate ha contribuito a vincere due scudetti, poi revocati dopo lo scandalo del calcio, ma è anche un ringraziamento esplicito all'uomo, che ha rifiutato le proposte milionarie del Chelsea, del Manchester, del Real Madrid e del Milan per restare in serie B. Come se non avesse mai vinto la Coppa del Mondo, come se non fosse il miglior portiere in assoluto.


due

Berlusconi è stato dimesso: dopo tre giorni di ricovero al San Raffaele di Milano, alle dodici e mezza il leader di Forza Italia è uscito da una porta secondaria dell'ospedale per sfuggire alla calca dei giornalisti e si è diretto alla casa dell'anziana madre Rosa: "Tutto bene, vado a trovare la mia mamma e quindi sono felice". Presidente, gli ha chiesto un cronista, è pronto per il 2 dicembre? "Assolutamente sì". Nessuna resa dunque, semmai una riduzione degli impegni: "Mi sento ancora più impegnato di prima forse bisognerà limitare gli impegni dato che ho speso troppo, prima della settimana di Montecatini. Ho fatto delle cure, sono tornato in forma perfetta ma poi la dieta e la disidratazione dovuta al caldo in quel posto hanno fatto sì che avessi questo calo di pressione".
In merito alla voce che ipotizzava l'installazione di un pacemaker nel cuore di Berlusconi, risponde Paolo Bonaiuti, portavoce del leader di Forza Italia: "Questo lo lascio dire ai medici. Lui sta bene, è tornato in piena forma. E' uno che va a mille". L'ultimo a far visita a Berlusconi in ospedale è stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che l'ha trovato in ottima forma: "Il Silvio di sempre". Già alle otto il fioraio aveva bussato alla camera di Silvio Berlusconi per consegnare un gran mazzo di fiori rossi e bianchi spediti dal leader libico Gheddafi. Mentre il leader di Forza Italia ringrazia Romano Prodi che gli ha inviato una lettera di auguri: "Non l'ho ancora potuta vedere perchè ce l'ha la mia segreteria a Roma, ma è stata naturalmente una cosa positiva di cui lo ringrazio". Il ricovero di Berlusconi è durato tre giorni. "Il leone della libertà", come è scritto nel sito ufficiale di Forza Italia, sabato sarà a Roma alla manifestazione contro la Finanziaria. Lo ha ripetuo una volta ancora lui stesso, dalla stanza nel reparto Q7: "Sarò in prima fila per un atto di opposizione collettiva contro il regime delle sinistre". Secondo indiscrezioni però la prossima settimana Berlusconi tornerà al San Raffaele: è stufo di medici ma sente l'urgenza della battaglia politica. Ieri sera ha avuto una lunga conversazione telefonica con i suoi parlamentari e ha rifinito il testo del discorso che pronuncerà dal palco di piazza San Giovanni a Roma. Il malore di domenica è dimenticato. Berlusconi, ripetono i medici, sta bene. Il professor Alberto Zangrillo, suo medico personale e primario di terapia intensiva cardiovascolare al San Raffaele, sembra non avere dubbi: "Gli esami hanno confermato che Berlusconi è in perfetta salute. Il suo cuore è a posto. Ha un fisico eccezionale. È chiaro, però, che si espone ad una mole di lavoro sproporzionata. Dovrà riposarsi e ridurre il lavoro".

un milione



Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani sono stati indagati per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico in base all'articolo 656 del Codice Penale.

Lo ha spiegato lo stesso direttore del settimanale Il Diario al termine dell'audizione con i magistrati della Procura di Roma che hanno aperto un'inchiesta subito dopo la diffusione del dvd 'Uccidete la democrazia!" riguardo presunti brogli avvenuti nello scorse elezioni politiche. Deaglio ha detto in merito alle accuse: "E' una accusa da Anni '60. L'ho anche detto agli inquirenti, non ci pensavo assolutamente che sarebbe andata a finire così".

In particolare l'atto istruttorio, secondo la ricostruzione dello stesso giornalista, non si sarebbe "sviluppato" in forza del fatto che i Pm hanno ribadito che per la proclamazione del vincitore alle elezioni è la Cassazione che decide e che questa soluzione della Suprema corte è fatta in base a elementi di fatto, cartacei.

"I Pm non si sono soffermati sul meccanismo procedurale da noi descritto nel dvd", ha spiegato Enrico Deaglio. "Ho cercato di ripetere che il mio film non si occupa della pronuncia, della sentenza, della Cassazione ma della 'notte dei misteri' - ha continuato il direttore del Diario -. Mi è stato detto però che quanto io riporto non ha senso perché è la Suprema corte che proclama il vincitore".

Deaglio e Beppe Cremagnani, che è ascoltato dai Pm Salvatore Vitello e Maria Francesca Loy, nel docu-film insistono sul dato delle schede bianche, troppo omogeneo in tutta Italia e sensibilmente diminuito rispetto al passato.

"Tutto quanto io ho portato oggi, rispetto alle stranezze avvenute alle ultime elezioni politiche - ha continuato Deaglio - è stato aggiunto al verbale. Noi chiediamo di riflettere su alcuni elementi di fatto, ad esempio il 14 aprile, alcuni giorni dopo le elezioni, il ministero dell'Interno disse che le schede contestate non erano 48mila bensì 2mila. Siamo andati a controllare nelle cinque province indicate dal Viminale ed i risultati si incastrano perfettamente con la nostra ricostruzione".

Un ulteriore elemento interrogativo - secondo Deaglio e Cremagnani - è quello che emergerebbe dai Comuni e dalle Province della Puglia. "I dati reali indicano una cosa, sul sito del Viminale però quegli stessi sono stati raddoppiati o dimezzati".

Il suo film verrà sequestrato?, chiedono i cronisti. "No, non verrà sequestrato", risponde Deaglio. Adesso il direttore del Diario dovrà concordare con gli inquirenti l'interrogatorio non più nella veste di persona informata sui fatti ma di indagato.

"Il dato delle 48mila schede contestate, di Camera e Senato, va aggiunto a quello rilevato in 5 Province successivamente individuate dal Viminale. Se si fa questa operazione si ottengono gli stessi risultati del 2001". Ha ulteriormente spiegato così Deaglio rispetto ad alcuni elementi che verranno posti in rilievo nel prossimo numero della rivista da lui diretta.
"Ci sono molte cose che non quadrano - ha continuato - noi chiediamo che vengano verificate. Se questo è stato fatto per 5 Province forse potrebbe essere avvenuto anche per altre".

mercoledì, novembre 22, 2006

chi lascia e chi pensa


Ian Thorpe si ritira dalle gare ad appena 24 anni. Con 11 titoli mondiali, cinque ori olimpici e 13 record mondiali, l'australiano è tra i grandissimi del nuoto.

L'annuncio è stato dato in un'affollatissima conferenza stampa a Sydney in cui lo "Squalo" ha spiegato che il nuoto ha smesso di essere la cosa più importante della sua vita. "Sono emozionato perché vedo tutta la mia carriera scorrermi davanti agli occhi, ma al tempo stesso c'è eccitazione per le cose che mi appresto a fare", ha dichiarato un Thorpe rilassato e con un filo di barba. "Puoi nuotare vasca dopo vasca - ha spiegato il campione - e poi all'improvviso metti la testa fuori e ti accorgi di cosa c'è intorno".

Thorpe, popolarissimo in tutto il mondo per il suo fascino, oltre che per le sue imprese in vasca, si era già preso un anno sabbatico dopo il trionfo ai Giochi di Atene del 2004, in cui vinse l'oro nei 200 e 400 stile libero. Il suo ritorno alle gare era stato ritardato però da problemi fisici e dalla mancanza di motivazioni.

"Thorpedo" ha ammesso di essere "decisamente troppo giovane" per smettere ma ha detto che "si deve festeggiare": "Ho avuto una grande carriera, non è il momento migliore per lasciare lo sport, ma è andata così". Sul suo futuro non si è sbilanciato, scherzando che "se c'è qualche offerta per un ex olimpionico", allora potrebbe prenderla in considerazione.

Alla domanda se vi sia una possibilità di un suo ritorno per le Olimpiadi di Pechino del 2008, ha risposto: "Non lo escludo, non escludo mai nulla, ma non accadrà".

Thorpe ha spiegato che sarebbe stato più facile per lui attendere i mondiali di marzo prima di ritirarsi, ma ha temuto che il nuoto diventasse una sorta di "coperta di Linus" per non affrontare la vita.

I suoi fan in giro per il mondo lo amano. Il premier australiano John Howard, in visita a Vienna, ha affermato che Ian è "un bravo ragazzo" e "milioni di australiani ricorderanno le sue meravigliose imprese individuali".


nel frattempo...

"Il presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista ad alcun giornalista". Lo afferma, in una nota, Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, quanto al servizio pubblicato sul quotidiano Libero nel quale venivano riportati stralci di una conversazione che Berlusconi avrebbe tenuto durante una cena. Il leader della Cdl annunciava la sua intenzione di non correre più per Palazzo Chigi e per il Quirinale.

''Non darei eccessivo peso a una frase detta in un salotto che fotografa uno stato d'animo che ora esiste ma che potrebbe cambiare. Non metterei la parola fine, perché non è un'intervista, come quando uno dice figli non ne voglio più e poi si ritrova con 12 figli''. Così Ignazio La Russa (An), commenta la conversazione-intervista pubblicata da Libero secondo cui Berlusconi non sarebbe piu' interessato a correre per Palazzo Chigi e per il Quirinale.

martedì, novembre 21, 2006

ammissione di colpevolezza?


"Per quanto mi riguarda un processo ad unica direzione finisce qui". Anna Maria Franzoni ha lasciato l'aula durante l'udienza odierna del processo d'appello che la vede imputata dell'omicidio del figlio Samuele, per il quale la donna era stata condannata in primo grado a trent'anni di carcere. La donna, dopo aver letto una lettera in cui ribadisce la sua innocenza e di essere perfettamente sana di mente, è uscita dal tribunale insieme al marito Stefano Lorenzi, ai suoi famigliari e al comitato che la sostiene. Poco prima il suo legale, l'avvocato Carlo Taormina, dopo molti tira e molla, ha ufficializzato in aula di aver rinunciato alla difesa, al suo posto è stato nominato poco dopo l'avvocato Paola Savio. "Non ho ucciso mio figlio. Altri lo hanno fatto", ha detto Annamaria Franzoni, leggendo una breve nota davanti ai giudici della Corte d'Assise di Torino. "Da quasi cinque anni chiedo alla giustizia di cercare la persona che me lo ha assassinato, dando precise indicazioni all' autorità giudiziaria. La risposta è stata quella di essere una calunniatrice". La donna ha poi aggiunto: "Forse questo processo è stato impostato fin dalle prime battute per farmi dichiarare inferma di mente. Gli strumenti utilizzati sono una strategia rivolta all'obiettivo di una soluzione compromissoria, che suonerebbe come l'autorizzazione a lasciare libero chi, il 30 gennaio 2002, tolse la vita a mio figlio". Questo compromesso, secondo Annamaria, "venne proposto già durante i primi giorni dell' indagine a mio marito". "E' con estremo dolore - ha concluso - sconforto e amarezza che affronto questo ulteriore passo della mia vita, non mi stancherò mai di chiedervi chi ha ucciso Samuele. Non è nella mia mente che troverete il colpevole. Non potrà mai confessare una cosa che non ho fatto". L'udienza di oggi doveva essere dedicata alla discussione sulla perizia psichiatrica eseguita dagli esperti incaricati dalla Corte, Gaetano De Leo, Ivan Galliano, Giovan Battista Traverso, Franco Freilone: 270 pagine in cui, sulla base degli atti del processo di primo grado, delle intercettazioni, delle cartelle cliniche e delle interviste, i periti hanno parlato della possibilità che al momento dell'omicidio di Samuele la Franzoni potesse soffrire di uno "stato crepuscolare orientato", una sindrome ansiosa che potrebbe portare anche a commettere atti violenti seguiti da un'amnesia su quanto accaduto. La perizia è sempre stata contestata da Carlo Taormina, ormai ex difensore della donna. Il penalista, confermando le parole dette in aula dalla Franzoni, ha rivelato che "durante le indagini gli inquirenti contattarono Annamaria Franzoni perché volevano giungere a un accordo - ha raccontato Taormina -. Dissero che tutto si sarebbe chiuso, previa confessione, con una perizia che avrebbe concluso per la seminfermità. La proposta di accordo venne respinta". Taormina ha precisato che la richiesta giunse da "organi inquirenti". "Questo è uno Stato contro il cittadino, che odia i cittadini con i quali si confronta", ha aggiunto l'avvocato in una conferenza stampa improvvisata a Palazzo di Giustizia. Il penalista ha elencato un elenco di circostanze che lo hanno convinto a compiere questo passo, precisando che "la situazione verrà affrontata nelle sede competenti, alle quali mi rivolgerò domani. Non finisce qui". Taormina ha denunciato, senza scendere in ulteriori particolari, l' esistenza di "contatti ravvicinati del terzo tipo fra la procura generale e la Corte". Per il professore, la "goccia che ha fatto traboccare il vaso' è stata l'ultima perizia neurologica, che a suo dire ha prodotto "l'aberrante tesi secondo la quale siamo in presenza di un'assassina sonnambula". Stamattina il solito gruppetto di appassionati stazionava davanti ai cancelli laterali del palazzo di giustizia in attesa di entrare nell'aula. Qualcuno si era presentato sfoggiando il libro, appena uscito, della Franzoni.

mercoledì, novembre 15, 2006

il sogno di tutti i bambini puberali

Due degli studenti sorpresi mentre praticavano sesso in aula con la professoressa di matematica, hanno ribadito la loro versione: è stata l'insegnante a coinvolgerli in un gioco erotico. Sono stati interrogati oggi dai carabinieri e dai pm della Procura di Monza che hanno aperto un'indagine per violenza sessuale aggravata e corruzione di minorenni.

Sembra comunque che l'esperienza non li abbia traumatizzati troppo: secondo quanto dichiarato dal procuratore di Monza Antonio Pizzi "non sono parsi minimamente turbati anzi, si fanno un gran vanto di quanto è accaduto. Il giorno successivo, a scuola, lo avevano raccontato già a tutti gli amici". Racconti proseguiti nel parco vicino dove, circondati da parecchi studenti della stessa scuola che li trattavano come eroi, sono stati raggiunti da ex compagni iscritti al liceo: hanno saputo la notizia e chiedono di fare ripetizioni con la professoressa.

Domani, prima di interrogare la donna, una 33enne di origine molisana, il procuratore Pizzi sentirà il preside della scuola e l'insegnante di educazione fisica che ha scoperto l'episodio. Quest'ultima, infatti, aveva trascorso le tre ore precedenti con la professoressa indagata. La testimonianza potrebbe servire a capire se i discorsi a sfondo sessuale fossero già cominciati durante le ore di lezione. Secondo la ricostruzione degli alunni resa al procuratore Pizzi infatti, la professoressa avrebbe fatto discorsi a fondo sessuale già nelle tre ore precedenti. Discorsi che si era poi riproposta di affrontare nelle ore successive con la scusa di fornire delle ripetizioni.

In sostanza, gli alunni hanno sostenuto che sarebbe stata la professoressa a cercare l'approccio con il gruppo. Con il più grande c'era stato anche uno scambio di sms. Quando l'insegnante di educazione fisica li ha scoperti insieme, la sua collega era vestita, mentre due degli alunni avevano i pantaloni abbassati ed erano seduti ai banchi.

L'insegnante ha sostenuto dal canto suo di essere "caduta in una trappola" e ha respinto le accuse di corruzione di minori e atti sessuali con minori. Ha anche detto di non aver compreso subito la situazione e che quando la collega di educazione fisica li ha scoperti, si è sentita "sollevata".

domenica, novembre 12, 2006

12 novembre


Da quando ami la musica aspetti quel momento
quello in cui tu da osservatore diventi parte integrante del sistema
interagisci con chi ti ha regalato e ti regala emozioni
e lo fa con te e con tanti altri

quando la passione diventa remunerazione, oltre a essere nobilissima passione fine a sè stessa
(essere accreditato allo zenzero vale come e più di avere lo stipendio, x me)
quando della tua passione godono gli altri (sottoforma di +1 :P), oltre che te stesso.

Aspetti da una vita quel momento..i 5 minuti precedenti sono 1 turbinio di emozioni.

Poi entri e vieni accolto da 1 bicchiere di negramaro, capisci che loro non hanno pregiudizi verso di te
era quella la tua paura + grande, di essere semplicemente un pischello di 22 anni che scrive per un free press e niente più.

Superato quello, diventi (o meglio torni ad essere) 1 appassionato di musica, e a quel punto non c'è Bertallot che tenga, non esistono timori reverenziali verso chi ha vinto un premio della critica a Sanremo stando zitto completamente per 30 secondi sul palco dell'Ariston.

Parli di Diego Mancino, di come gli Air ti hanno cambiato la vita, di qual è il miglior cd dei Massive Attack..

in pratica, quello che hai sempre sognato per la tua prima intervista.

E poi, non posso assolutamente ignorare il fatto che tutto questo è successo di 12 novembre..

auguri mì :*

p.s. volevo ringraziare pubblicamente ludo x avermi dato l'opportunità di iniziare questa avventura che mi sta dando 1 serie impressionante di soddisfazione.

thank u man, dobbiamo ancora spaccare davvero qui a Bari.

venerdì, novembre 10, 2006

uso privato del mezzo pubblico

Solo per dirvi di supportare il blog della nostra webradio:

http://radioblog.irclab.net

e magari aggiungerlo tra i link dei vostri blog..
qui ci sarà tutto..
informazioni sui wj, palinsesti, curiosità..speriamo in una forte interattività da parte degli utenti!

lunedì, novembre 06, 2006

gnocca senza testa


«Scandalo» ad «Annozero», anche se solo acustico. Durante l'ultima puntata della trasmissione condotta da Michele Santoro un ospite non identificato ha espresso un giudizio poco lusinghiero sulla giornalista Rula Jebreal mentre quest'ultima stava discutendo animatamente col ministro Antonio di Pietro: «È una gnocca senza testa» ha detto la voce fuori campo.
Il quesito ora, è: «Chi ha pronunciato le parole irriguardose nei confronti della giornalista». Qualcuno degli ospiti o una voce «fuori campo» presente in sala? Le ipotesi dei naviganti si concentrano sui tre ospiti della serata: i giornalisti Marco Travaglio e Filippo Facci, l'eurodeputato di Forza Italia Renato Brunetta, già consigliere economico del governo Berlusconi, oppure ancora lo storico di economia Giulio Sapelli. Un giallo che potrà essere chiarito, forse, solo dai diretti interessati.

domenica, novembre 05, 2006

gabriele, silvio e saddam

Almeno quattro diverse 'prigioni', una decina di carcerieri di cui però non si sente in grado di descrivere la fisionomia, la paura di morire alla scadenza dell'ultimatum, l'unico conforto nella possibilità di pregare cinque volte al giorno, sgranando il suo rosario musulmano, lo Sebhaa, e tenendo in mano la copia del Corano che aveva con sé. Così Gabriele Torsello ha raccontato ai pm del pool antiterrorismo della procura di Roma Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio i 23 lunghi giorni trascorsi nelle mani dei suoi sequestratori in Afghanistan, un episodio sul quale i magistrati hanno aperto un fascicolo per sequestro con finalità di terrorismo. Torsello è arrivato a piazzale Clodio poco dopo essere sceso dal 'Falcon 900' della Presidenza del Consiglio che l'ha riportato in Italia. Nonostante il gelo, era ancora vestito alla maniera afgana, con una tunica bianca e i sandali ai piedi. Non sensa difficoltà, il giornalista free lance ha affrontato le circa tre ore di colloquio con i magistrati capitolini, che in qualche momento hanno anche dovuto venirgli in soccorso, completando le frasi che il fotoreporter non riusciva a portare a termine. Un'esperienza dura, quella che ha dovuto affrontare Torsello in Afghanistan. I suoi carcerieri, ha spiegato, lo hanno trattato con durezza: sempre incatenato, cibo frugale, una kefiah sugli occhi, la stessa che ancora si porta dietro, nemmeno le preghiere condivise. Nelle rare parole scambiate in pashtun il fotoreporter ha tentato di raccontare ai sequestratori la sua conversione alla fede islamica, ma questo non è servito a fargli riservare un trattamento di favore. Così come a nulla è servito mostrare ai rapitori le foto che aveva con sé per tentare di far loro capire il senso del suo lavoro nel paese. Torsello non è riuscito a dare ai magistrati capitolini nessuna indicazione utile sull'identità dei suoi sequestratori: ''I miei rapitori? Non ho la più pallida idea di chi siano né del perché mi abbiano preso'', ha affermato. Erano afgani, si è limitato a dire, aggiungendo di averli visti in alcune occasioni pregare e spiegando di non sapere nulla neanche riguardo all'eventuale pagamento di un riscatto. Tra le ipotesi fatte dai pm del pool antiterrorismo c'è però anche quella che a farlo scegliere come obiettivo sia stato proprio il suo modo di vestire all'afgana, la sua lunga barba, che, contrastando con la costosa e sofisticata apparecchiatura da fotoreporter che Torsello si portava dietro sull'autobus affollato che lo stava riportando a Kabul, potrebbe aver insospettito i sequestratori, potrebbe aver fatto loro pensare di trovarsi di fronte a una spia occidentale. Un'ipotesi non in contrasto con le motivazioni 'politiche' che potrebbero inizialmente aver mosso i rapitori: il rilascio dell'afgano convertito al cristianesimo che ha chiesto asilo in Italia e il ritiro del contingente italiano a Kabul. Nel raccontare ai magistrati i suoi ''bui e scuri'' giorni di prigionia, il fotoreporter ha raccontato che con gli emissari di Emergency il contatto era via telefono cellulare. Tra gli episodi più drammatici vissuti durante il sequestro, quello della scadenza dell'ultimatum, quando i rapitori lo presero con violenza e lo fecero uscire dalla stanza in cui era segregato. In quel momento, ha spiegato ai magistrati, ''ho temuto per la mia vita''. Torsello ha invece raccontato di essersi reso conto che tutto era finito e che la sua prigionia era finalmente giunta al termine quando, in auto, uno dei rapitori gli ha detto che poteva togliersi la benda. ''Lì -ha detto- ho capito di essere libero''. Un racconto a tratti confuso, quello fatto da Gabriele Torsello ai magistrati romani, che andrà integrato con altri atti istruttori nei prossimi giorni. Tra le prossime mosse di Ionta, Saviotti e Amelio la convocazione del responsabile della sicurezza dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Rakmatullah Hanefi, l'uomo che ha prelevato il fotoreporter con la jeep, e dell'imprenditore ticinese di origine kosovara Behgjet Pacolli, noto alle cronache italiane come marito di Anna Oxa, che ha raccontato di aver giocato un ruolo nelle trattative per la liberazione del reporter. Pacolli in particolare ha detto di aver avuto un contatto diretto con qualcuno che affermava di aver rapito Torsello. La seconda volta, per lui, perché l'imprenditore sostiene di essere stato a Kabul dal 3 al 24 di novembre del 2004 per trattare la liberazione di una cittadina kossovara e di essere in quell'occasione riuscito a ottenere il rilascio anche di un irlandese e un filippino.

E' "perfettamente riuscito" l'intervento eseguito nella clinica di Aversa dal professor Marc Martens (che, tra gli altri, ha curato e guarito Pippo Inzaghi e Paolo Maldini) per l'asportazione di un frammento del menisco di Silvio Berlusconi. Il presidente del Milan si era infortunato domenica scorsa nel riscaldamento prepartita dell’Arconatese (Seconda categoria) che doveva sfidare il Pregnana. Berlusconi era giunto a sorpresa alle 12 in elicottero, atterrando all’interno del centro sportivo del piccolo comune del legnanese, per appoggiare la manifestazione anti-finanziaria organizzata dal sindaco del paese, Mario Mantovani, amico del numero uno di Forza Italia. Dopo il discorso contro la manovra voluta dal governo, il patron del Milan si è fermato a parlare con i tanti tifosi presenti. Non sono mancati alcuni sfottò per il derby perso contro i cugini interisti.

Da qui la voglia di Berlusconi di entrare letteralmente in campo facendo un leggero riscaldamento con i componenti della squadra locale. Alcuni palleggi in scioltezza, poi lunghi lanci in avanti. Il tutto di fronte ad una folla di migliaia di curiosi. L’ex premier poi si è misurato nella corsa con le sue guardie, ma forse per una buca, forse per un movimento errato, si è fatto male. Al momento però nessuno si era accorto che i guai fisici di Berlusconi fossero così seri. Il presidente del Milan ha abbandonato lo stadio di Arconate in elicottero come se nulla fosse: poi i dolori al ginocchio, gli accertamenti e la decisione per l'intervento.

Nonostante gli incidenti fisici, Berlusconi non rinuncia a giocare un'altra partita, quella del Monopoli televisivo in Europa. Oggi il popolare quotidiano tedesco Bild Zeitung pubblica in prima pagina la notizia dell'interessamento di Mediaset per l'acquisizione del pacchetto di maggioranza del noto gruppo televisivo ProSiebenSat.1, fondato dal magnate Leo Kirch. La Bild riferisce che l'affare potrebbe essere imminente, essendo all'ordine del giorno del consiglio di amministrazione di martedì prossimo. L'impressione è anche che un altro possibile pretendente a ProSiebenSat.1, Axel Springer, incontrerebbe in caso di un'offerta l'opposizione dell'antitrust tedesco.
Usa e Gran Bretagna plaudono alla condanna di Saddam, Italia e Francia e Spagna, insieme alla presidenza dell'Unione europea, ribadiscono il loro no alla pena di morte. La lettura della sentenza contro l'ex dittatore europeo rimbalza nelle cancellerie internazionali e le rezioni mostrano un occidente diviso, con l'organizzazione umanitaria Amnesty International che critica esplicitamente il processo.

"Una bella giornata per il popolo iracheno", è il primo commento ufficiale della Casa Bianca. "La condanna a morte dell'ex presidente iracheno Saddam Hussein - ha detto George Bush- è un grosso risultato per la giovane democrazia irachena e per il suo governo costituzionale". Mentre per l'ambasciatore americano a Bagdad, Zalmay Khalilzad, "E' un'importante pietra miliare per l'Iraq, un altro passo verso la costruzione di una società libera basata sul rispetto del diritto".

L'entusiasmo degli Stati Uniti è condiviso dalla Gran Bretagna. "Plaudo al fatto che Saddam Hussein e gli altri imputati abbiano affrontato la giustizia e abbiano dovuto rispondere dei loro crimini", ha dichiarato in un comunicato il ministro degli Esteri Margaret Beckett. "E' giusto", ha aggiunto, "che quanti erano accusati di tali crimini contro il popolo iracheno debbano affrontare la giustizia irachena".

Il premier italiano Romano Prodi invece è contrario alla pena di morte. "La condanna - dice il presidente del Consiglio - rispecchia il giudizio di tutta la Comunità internazionale sul dittatore Saddam Hussein". "Naturalmente - aggiunge - non cambia il giudizio sulla guerra in Iraq. C'è poi una riflessione sull'esecuzione della condanna a morte. Certo ci sarà l'appello, ma per efferato che sia un delitto, la nostra tradizione e la nostra etica si allontanano dall'idea della pena di morte". Più esplicito il ministro degli Esteri Massimo D'Alema: "Condanna netta, severa, inflessibile di chi si è macchiato di crimini orrendi ma l'Italia è contraria all'esecuzione".

Sulla stessa linea il suo collega francese Philippe Douste-Blazy. La Francia, ha dichiarato il responsabile della politica estera francese, "prende atto" della condanna a morte pronunciata contro Saddam Hussein e spera che "questa decisione non provochi nuovi tensioni in Iraq". Il capo del Quai d'Orsay ha ricordato la posizione della Francia "e dell'Unione Europea ostile alla pena di morte, una posizione costante per la sua abolizione universale". "La Francia - ha aggiunto Douste-Blazy - dovrà definire prossimamente, con i suoi partner europei, le modalità per far conoscere questa posizione alle autorità di Bagdad".

Anche il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ha espresso la sua posizione contraria alla pena di morte. "Come ogni altro leader politico, Saddam deve rendere conto delle sue azioni", ha detto Zapatero a margine del vertice ibero-americano a Montevideo, in Uruguay, "ma la pena di morte non è contemplata da nessuna procedura dell'Unione europea e questo è molto chiaro nel nostro Paese".

"La Ue è contraria alla pena capitale in tutti i casi e in ogni circostanza e non dovrebbe essere applicata neanche al rais iracheno Saddam Hussein". Così la presidenza della Ue in un comunicato esprime la posizione dell'Unione sull'esecuzione del Rais.
Critica anche Amnesty International. "Una vicenda losca - è il giudizio dell'organizzazione umanitaria - marcata da gravi vizi che mettono in dubbio la capacità del tribunale com'è costituito attualmente, di amministrare correttamente la giustizia, nel rispetto degli standard internazionali". "Questo processo - continua Amnesty - avrebbe dovuto essere un contributo decisivo all'introduzione della giustizia e dello stato di diritto in Iraq, volto ad assicurare verità e responsabilità sulle immense violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Saddam Hussein, ma così non è stato".

giovedì, novembre 02, 2006

polveri bagnate


Solo 8'52" sul parquet, 2 punti, 2 rimbalzi, 1 stoppata, 1 palla persa e 3 falli: è questa, in cifre, la prima di Andrea Bargnani nella NBA. Il 21enne, prima scelta assoluta dell'ultimo draft, ha esordito con la maglia di Toronto nel match che i Raptors hanno perso 102-92 sul campo dei New Jersey Nets.

Bargnani, partito dalla panchina, ha messo piede in campo quando mancavano 5'37" alla fine del primo quarto. Ha toccato il primo pallone effettuando una rimessa con 5'23" da giocare e poco dopo (4'59") ha commesso il primo fallo. Dopo aver subito fallo in attacco (4'47"), finalmente ha toccato il pallone in un'azione di gioco (4'42"). L'ex lungo della Benetton Treviso ha tentato la prima conclusione della carriera a 4'35" dallo scadere: un tiro da 3 che è finito sul ferro.

Bargnani si è riscattato in difesa nell'azione successiva, piazzando la prima stoppata (4'22") della sua avventura tra i professionisti. Subito dopo, però, il tentativo di conquistare un rimbalzo offensivo gli è costato il secondo fallo (4'17"). Il ghiaccio è stato definitivamente rotto quando il cronometro segnava 3'57": servito sotto il tabellone, il numero 7 ha sbagliato la prima conclusione. Ha catturato il rimbalzo offensivo e ha realizzato i primi e unici 2 punti della partita. A 1'35", dopo 4' di gioco effettivo, è stato richiamato in panchina dal coach Sam Mitchell.

Bargnani, il giocatore dei Raptors meno utilizzato nei primi 2 quarti, è tornato in campo a 8'44" dalla fine del terzo periodo. E' rimasto in campo poco più di 3 minuti (fino a 5'27") nei quali è incappato in un'infrazione di passi (6'50"), rimediato un'ammonizione verbale per aver tirato dopo il fischio e commesso il terzo fallo (6'45"). L'ultima apparizione sul parquet è arrivata a 1'33" dalla sirena, con la partita già nella cassaforte dei Nets.

New Jersey ha sfruttato le prestazioni strepitose delle sue star. Jason Kidd ha aperto la stagione con una tripla doppia (14 punti, 10 rimbalzi e 10 assist), mentre Vince Carter ha prodotto 25 punti e 11 rimbalzi. Ai Raptors, ancora in rodaggio e alle prese con un roster profondamente rinnovato, non sono bastati i 22 punti di Anthony Parker e i 19 di T.J. Ford. Inferiore alle aspettative il contributo di Chris Bosh: l'ala, punto di riferimento dei Raptors, a causa di una fascite plantare è rimasto in campo solo 25', nei quali ha messo a segno 14 punti e raccolto 5 rimbalzi. I Raptors torneranno in campo domani sera, quando debutteranno in casa ospitando i Milwaukee Bucks.

E le critiche a Bargnani non si sono fatte attendere. "Più falli che punti". Così il network Espn riassume l'esordio dell'azzurro. "Bargnani - si legge sul sito della Espn - ha giocato meno di 9 minuti condizionati dai falli, mettendo a referto più falli (3) che punti (2). Il 21enne centro ha chiuso con 1 su 3 dal campo e ha rimediato un'ammonizione verbale per aver tirato dopo un'infrazione di passi" fischiata dagli arbitri.

Espn evidenzia la presenza di sette giornalisti italiani e di 3 troupe televisive per seguire il debutto di Bargnani. Quattro giornalisti, invece, sono partiti dalla Spagna per raccontare dal vivo la prestazione di due Raptors iberici, Jose Calderon e soprattutto Jorge Garbajosa, altro ex della Benetton. Secondo Espn, alla fine, nessuno tra gli ex trevigiani ha impressionato.

mercoledì, novembre 01, 2006

califfology


Tra le donne in politica, Giovanna Melandri; tra le giornaliste Barbara Palombelli; tra le showgirl Antonella Elia. Il cantautore Franco Califano 'confessa' a 'Eva Tremila', in un'intervista al 'comunicattivo' Igor Righetti domani in edicola, le sue preferenze erotiche. ''Nel mondo della politica mi ispira maggiore carica erotica la ministro Giovanna Melandri, per lei farei pazzie -azzarda- Mi fa eccitare in una maniera mostruosa, di lei mi piace il suo ruolo istituzionale. Nel mondo dello spettacolo italiano, invece, il primo posto dell'erotismo spetta ad Antonella Elia, mentre tra le giornaliste Barbara Palombelli e' quella che mi piace di piu'''.

Passando all'abbigliamento intimo, a slip, boxer o perizoma il 'Califfo' preferisce ''un pareo: ci puoi andare in giro per casa senza essere volgare''. Quanto alla parte anatomica che il cantautore apprezza, si scopre la passione di Califano per un genere di donna 'over size': ''Le cosce sono la cosa che in genere mi piace di piu'. Intendo una bella coscia, preferisco due chili in piu' che due etti in meno... Non me ne frega nulla della cellulite, un'idea di cellulite mi fa anche una punta di libidine. Apprezzo inoltre la bocca e il corpo, soprattutto se muscoloso, ma anche con la pancetta. Non ho un'ideale di donna, mi deve piacere e stimolare''.

Califano confessa anche di ''odiare il preservativo'' ma aggiunge: ''Non sono uno sprovveduto: so come fare e non metto incinta una donna per sbaglio''. Il luogo piu' trasgressivo e stravagante dove ha fatto l'amore e' ''in un pagliaio''. Poi confida: ''Forse non mi sono mai innamorato, ho avuto storie piu' importanti di altre, ma non so se si puo' chiamare amore''.

martedì, ottobre 31, 2006

blog silente, causa milano


fatti salienti:

1.
Michael Schumacher e Valentino Rossi a colloquio. E' avvenuto su Italia 1 dopo l'amara conclusione del Gp di Valencia che ha laureato Hayden campione del mondo della MotoGp. ''Valentino mi dispiace, ma sei un grande e hai ancora tanti anni per vincere un altro mondiale, incrocio le dita'', ha detto Schumacher, che ha chiesto a Rossi cosa fosse successo in occasione della caduta: ''Ho fatto un errore - la risposta di Valentino - è dispiaciuto anche a me. Dobbiamo ora controllare la telemetria, ma ho sbagliato io''.

2. L'attaccante del Real Madrid Antonio Cassano è stato allontanato dalla prima squadra dopo aver avuto un confronto con l'allenatore della squadra Fabio Capello dopo l'incontro di Liga di sabato scorso contro il Gimnàstic, a Terragona.

Lo ha annunciato oggi il club in un comunicato.

Real ha riferito che Cassano, che è rimasto in panchina tutta la partita, ha mancato di rispetto a Capello dopo la partita, ma non ha fornito ulteriori informazioni sull'episodio.
I giornali spagnoli dicono che Cassano, in un confronto faccia a faccia con l'allenatore, abbia chiesto di essere un giocatore titolare. L'italiano è partito nel'undici titolare poche volte questa stagione.
"Merito di giocare e di essere uno dei titolari", ha detto Cassano a Capello dopo l'incontro vinto dal Real 3-1, secondo quanto scrive il giornale As.
Il Real Madrid ha detto che oltre alla sospensione per un periodo non ancora precisato, il giocatore è stato multato.
3.Sono andato a vedere Babel, il nuovo film di Alejandro Gonzales Inarritu. Lo suggerisco a tutti indistintamente, però come sempre, Inarritu vi farà venire un magone sopportabile a stento.
Girato bene (palma d'oro a Cannes x la regia), sceneggiato benissimo..ma la domanda è una sola:
se a Muccino non viene perdonato il fatto che fa film tutti uguali, perchè dovremmo accettarlo da Inarritu?
Io sono uno dei pochi Mucciniani che non se ne vergognano, e sarò anche Inarrituiano.. anche se mi indignerò x 3 cd tutti uguali :)

giovedì, ottobre 26, 2006

tasse sulla mortadella

"Che tutta questa vicenda sia una pagina oscura della nostra Repubblica mi sembra evidente". Così Clemente Mastella, ministro della Giustizia, commenta la notizia dei controlli abusivi sulle posizioni tributarie del premier Romano Prodi e di altre personalità.

Il Guardasigilli ritiene che necessario "fare chiarezza al più presto". E si dice convinto che sia il ddl sia il decreto sulle intercettazioni varati dal governo "siano fatti che mirano ad evitare ulteriori pagine o momenti bui nella storia repubblicana del nostro paese".

Una commissione di inchiesta chiede invece il ministro Antonio di Pietro: "Quello che va fatto da parte della politica è istituire una commmissione d'indagine per individuare per quali regioni sono state fatte queste attività".

E se per Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente, quanto sta emergendo oggi a Milano "è la dimostrazione che il nostro presidente del consiglio è oggetto di una campagna d'attacco continua e irresponsabile", il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa liquida la questione con una battuta: "Siamo tutti sotto controllo, Prodi non mi fa tanto pena, non capisco questi piagnistei...". Quindi precisa: "Poi certo, se c'è qualcuno che ha sbagliato -dice- è giusto che paghi".

Molto più cauto il commento del segretario di An, Gianfranco Fini che definisce l'accaduto "una
situazione che non fa onore all'Italia".

Pesante il giudizio di Isabella Bertolini di Forza Italia: "Prodi spiato? Si sente l'odore di giustizia ad orologeria difensiva, di manovra diversiva vittimista. Tutte le volte che il professore finisce nella bufera parte una inchiesta per distrarre l'opinione pubblica".

Ribatte Gianclaudio Bressa, vicepresidente dell'Ulivo alla Camera: "Dietro ad azioni di questo tipo possono esserci solo precisi quanto inaccettabili fini politici".

E "turbata" si dice anche Anna Finocchiaro, che tra l'altro si chiede "chi ha deciso, organizzato e resi operativi tali illeciti controlli? Perchè appare chiaro che azioni di questo tipo hanno solo meschini e inaccettabili fini politici".

Il vicepresidente del Senato, Gavino Angius, è invece preoccupato perchè intravede il ritorno al periodo dei "servizi paralleli".

Al premier, intanto, arriva anche la solidarietà del sindaco di Roma Walter Veltroni che chiede di "individuare e colpire i responsabili di ogni illecito e chiudere in tempi rapidi questa bruttissima pagina che evoca un passato che ritenevamo chiuso. Ciò che questa vicenda fa emergere è l'ulteriore conferma dell'onestà e della rettitudine di Romano Prodi e della sua famiglia''.

mercoledì, ottobre 25, 2006

fort apache (e dico si che era 1 volo alitalia)

È stato un assalto in piena regola: il pulmino con a bordo un equipaggio Alitalia, sei persone in tutto, è stato speronato e bloccato ieri mattina a Napoli da un commando di otto banditi a volto coperto e armati di pistola che hanno picchiato e rapinato le vittime. I malviventi hanno portato via un orologio Rolex e un portafogli con 150 euro. Un pilota, colpito da un pugno, e una hostess, presa a calci sono finiti in ospedale.

A quel punto il volo in partenza alle 6.30 dall'aeroporto di Capodichino in direzione Milano-Linate è stato cancellato. La comunicazione però ha scatenato le ire dei passeggeri. Molti viaggiatori hanno protestato credendo che la rapina fosse in realtà una scusa per nascondere altri disservizi. Invece il personale Alitalia aveva realmente vissuto una terribile disavventura: l'aggressione si è verificata alle 5.50 del mattino, mentre l'equipaggio si stava dirigendo in Aeroporto su un autobus di servizio. Una Fiat Panda e un ciclomotore hanno speronato il veicolo obbligando il conducente ad arrestare la marcia. In un attimo i rapinatori, almeno otto persone, hanno circondato le vittime. Per impedire la fuga uno dei malviventi ha estratto dal cruscotto la chiave d'accensione del pulmino.

Racconta il comandante dell'aereo: " Sono stati momenti di terrore. I rapinatori parlavano con accento napoletano. Ricordo che, a un tratto, hanno puntato la pistola contro l'hostess e uno di loro ha detto al compagno di andarci piano. Io ho invitato i miei a stare calmi e di non reagire. Mi è sembrato tutto così sproporzionato rispetto al bottino". I rapinatori sono riusciti a portare via solo un orologio Rolex e un portafogli contenente 150 euro in contanti e documenti.

Nella colluttazione a una delle vittime è stata strappata la divisa. Un altro membro dell'equipaggio è riuscito a nascondere l'orologio nei calzini. I feriti sono stati medicati e dimessi poco dopo per le contusioni provocate dai colpi inferti ad opera dei malviventi. Ma tutto l'equipaggio è rimasto fortemente scioccato dall'accaduto ed è stato messo a riposo per qualche giorno a scopo precauzionale. L'Alitalia ha provveduto ad assistere i passeggeri rimasti a terra che sono stati imbarcati sul volo successivo.

"In venti anni di servizio è la prima volta che mi capita un episodio siimile a Napoli - sottolinea il comandante - Siamo tutti sotto choc e siamo stati messi a riposo. Mi dispiace per le proteste dei passeggeri che non hanno creduto alla nostra versione", conclude l'ufficiale. Adesso la polizia sta indagando per individuare i responsabili dell'azione. Non è un'inchiesta agevole in quanto i banditi erano tutti a volto coperto. L'auto utilizzata per mandare fuori strada il pulmino dell'Alitalia è stata ritrovata poco distanza, abbandonata.

Quasi certamente il commando ha seguito il personale della compagnia aerea dopo aver notato il gruppo mentre prendeva il caffè in piazza Carlo III, nel centro della città, a pochi passi dalla stazione. In strada era ancora buio e i malviventi hanno poi atteso il momento più adatto per agire. La caccia è tra le bande, composte prevalentemente da giovani spesso tossicodipendenti, che dai quartieri popolari si sposta in centro alla ricerca di obiettivi da rapinare.

lunedì, ottobre 23, 2006

che uomo! (2)

L'Italia, "culla della mafia", non ha nulla da insegnare alla Russia. Irritato dalle critiche dei leader europei sulle violazioni dei diritti umani nel suo Paese, il presidente russo Vladimir Putin ha reagito sparando a zero anche sulla Spagna, "i cui enti locali sono pieni di funzionari corrotti". Lo scrive il quotidiano spagnolo El Pais, al quale fonti diplomatiche hanno riferito dello scatto d'ira del leader del Cremlino durante il Consiglio europeo di Lahti, in Finlandia. Nell'auditorium Sibelius, sulle sponde del lago Vesijarvi, dove venerdì scorso i leader europei e Putin hanno partecipato a una cena per discutere delle forniture di gas russo all'Unione, la serata non era cominciata sotto i migliori auspici.

Putin era reduce dalla clamorosa gaffe sul presidente israeliano, per le cui prestazioni aveva espresso ammirazione e invidia. Il presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, non lo aveva accolto nel più caloroso dei modi, ricordandogli la preoccupazione dell'Unione per il deterioramento dei dritti umani in Russia, poi il minuto di silenzio osservato dai deputati per l'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, e il cenno alle difficoltà sofferte dalle Ong russe. "Facciamo affari con Paesi peggiori del suo - gli aveva poi detto - ma con voi vogliamo unirci e per questo è necessario che condividiate certi valori".

Putin, palesemente irritato, si è difeso con l'attacco. Il Cremlino, ha detto - secondo quanto riferito dalle fonti citate da El Pais - non può accettare lezioni di democrazia da Paesi come la Spagna, in cui molti sindaci sono sotto inchiesta per corruzione, o dall'Italia, "dove è nata una parola come 'mafia'". Il premier spagnolo Jose Luis Zapatero, e quello italiano Romano Prodi, secondo le fonti, sono rimasti senza parole, mentre Putin rispondeva anche alle preoccupazioni europee per la situazione in Georgia e Cecenia: pensate a quello che avete combinato in Jugoslavia, ha detto.

Ad allentare la tensione, ci ha pensato il premier finlandese e padrone di casa Matti Vanhanen. In chiusura di cena, Putin ha ammesso che anche in Russia c'è diffusa preoccupazione per l'aumento della violenza, negando però ogni responsabilità nella morte della Politkovskaya.

sabato, ottobre 21, 2006

che uomo!

Microfono aperto e incredibile gaffe di Vladimir Putin. "Katsav si è rivelato un uomo forte, ha stuprato ben dieci donne! Non me lo sarei mai aspettato da lui. Ci ha sorpreso tutti, lo invidiamo", avrebbe detto il presidente russo al primo ministro israeliano Ehud Olmert, secondo quanto riferisce il quotidiano russo Kommersant.

I discutibili commenti di Putin, che sarebbero stati fatti durante la visita di Olmert a Mosca mercoledì, vengono rivelati alla vigilia della partecipazione del leader russo al summit europeo di Lahti, in Finlandia. Com'è noto, il presidente israeliano Katsav è sotto accusa per stupro:per ragioni di opportunità ha anche saltato la seduta inaugurale del Parlamento.

Il commento fatto da Putin è riferito in modo diverso a seconda delle fonti, perché solo la prima parte delle sue affermazioni è stata catturata dai microfoni. Tutti i presenti in sala hanno sentito il leader russo dire a Olmert di salutargli Katsav e la frase "Ci ha davvero sorpreso tutti", poi il microfono è stato spento e i giornalisti sono stati invitati in tutta fretta a lasciare la sala. Alcuni presenti avrebbero poi raccontato il seguito ai giornalisti.

La versione di Kommersant è peggiore. Putin avrebbe detto esplicitamente: "Katsav si è dimostrato un grande uomo. Ha stuprato dieci donne, non me lo sarei mai aspettato da lui, ci ha sorpreso tutti e tutti lo invidiamo". Entrambi gli articoli sottolineano però che la frase sarebbe stata pronunciata in un contesto umoristico, tanto che sia i diplomatici russi che quelli israeliani sarebbero poi scoppiati a ridere, ma ciò non toglie che l'ironia su un argomento così delicato e in tale contesto non sia opportuna.

Non è la prima volta che in Russia i microfoni lasciati aperti creano situazioni imbarazzanti per politici e diplomatici. Lo scorso giugno il segretario di Stato americana Condoleezza Rice e il ministro degli Esteri russo Sergey V. Lavrov furono sorpresi a commentare la guerra in Iraq con frasi che i reporter non avrebbero dovuto ascoltare. Un mese più tardi toccò al presidente Bush, mentre era a San Pietroburgo, pronunciare al microfono, che pensava spento, parolacce e commenti inopportuni sulla Siria e sul segretario generale dell'Onu Kofi Annan.

Le autorità israeliane, interpellate dalle agenzie di stampa, non hanno voluto commentare le frasi di Putin o la risposta di Olmert, mentre dal Cremlino il portavoce Dmitri S. Peskov ha detto: "Mi è stato raccontato che mentre la stampa lasciava la sala sono state fatte alcune battute, ma non ero sul posto e non posso dire che cosa è stato detto". Il quotidiano Kommersant, che è stato recentemente acquistato da un imprenditore vicino al colosso dell'energia Gazprom, è l'unico organo di informazione russo che ha riportato l'accaduto. In Israele la notizia è stata ripresa da vari media, ma non ha suscitato un vero e proprio dibattito.

Il quotidiano israeliano Jerusalem Post riporta che Putin avrebbe continuato i suoi commenti su Katsav dicendo: "Non sapevamo che potesse cavarsela con 10 donne". Frase che sarebbe stata commentata da Olmert così: "Non sono per niente invidioso di lui".

venerdì, ottobre 20, 2006

ufo robot


Il presidente Bush ha presentato una nuova politica spaziale con l'obiettivo di assicurare la supremazia degli Stati Uniti anche nell'atmosfera e oltre. "La libertà di azione nello spazio è importante tanto quanto la nostra potenza navale e marittima", si legge nel testo. Il documento stabilisce inoltre il diritto per Washington di negare a chiunque l'accesso allo spazio, se ritenuto "ostile agli interessi americani".

Il documento pone le tematiche della difesa al centro delle politiche Usa nello spazio e nello stesso tempo dà il via libera a una legge che aumenta di 70 miliardi di dollari (circa 60 miliardi di euro) il bilancio annuale per la guerra al terrore. Il documento rigetta inoltre l'ipotesi di qualsiasi futuro accordo militare che potrebbe implicare la condivisione di dati sulla politica spaziale e limitare dunque la flessibilità dell'azione americana.Se il suo predecessore Bill Clinton aveva in egual misura puntato ad ampliare la ricerca sul sistema solare e garantire la sicurezza degli Usa, Bush ha decisamente come priorità "rafforzare la supremazia" di Washington e far sì che "la tecnologia spaziale sia messa a disposizione della sicurezza nazionale". Per questo la Casa Bianca mette già il veto a eventuali trattati o moratorie. "Gli Stati Uniti si opporranno alla creazione di nuovi regimi legali o restrizioni che cerchino di proibirne o limitarne l'accesso e l'utilizzo dello spazio", ha scritto il presidente.

Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Frederick Jones, ha spiegato che era necessario rivedere la politica americana per lo spazio, "divenuto una componente sempre più importante dell'economia e della sicurezza americana". "Questa politica non riguarda lo sviluppo o lo schieramento di armi nello spazio", si è affrettato a precisare al Washington Post un alto funzionario dell'amministrazione. Le spiegazioni della casa Bianca però non hanno convinto Michael Krepon, cofondatore dell'Henry L. Stimson Center che segue proprio le questioni legate alla corsa agli armamenti spaziali. Il cambiamento di politica, ha spiegato, rafforzerà i sospetti che gli Stati Uniti vogliano sviluppare, provare e dispiegare armamenti nello spazio. I timori, ha sottolineato, sono alimentati dal fatto che l'amministrazione Bush si rifiuti persino di discutere dell'argomento.

lunedì, ottobre 16, 2006

i bug della cultura nipponica

'Non so se perdonare Pedrosa: da lui non me l'aspettavo'. E' nero Hayden dopo la sportellata che l'ha messo ko all'Estoril. 'Se ci doveva essere un problema - continua l'americano - pensavo venisse da altri piloti, non certo dal mio compagno'. 'E' stato un incidente - ha replicato lo spagnolo - non volevo superarlo in quel momento. La mia ruota e' finita sul cordolo e sono scivolato'. Alla Honda cercano di minimizzare ma non e' un mistero che tra i due non corra buon sangue.

domenica, ottobre 15, 2006

dopo la discesa in campo, regoleremo le sospensioni all'italia


Flavio Briatore di nuovo paladino dei ricchi. E anche dei poveri. Dopo aver riempito le cronache estive con le sue crociate a base di pagine pubblicitarie e serate al Billionaire contro la tassa sul lusso in Costa Smeralda, eccolo alle prese con la Finanziaria. "Si vuole criminalizzare i ricchi e cioè chi ce l'ha fatta. E chi ce l'ha fatta dovrebbe essere considerato un esempio per i giovani". E anche: "Questa Finanziaria colpisce i poveri che non hanno la struttura del ricco".

Nella trasmissione In mezz'ora su Raitre, il manager della Renault dice a Lucia Annunziata fondamentalmente due cose: in certi casi evadere le tasse è una necessità e, dopo i successi nel campo imprenditoriale, non è da escludere un suo impegno in politica.

A proposito di evasione fiscale il manager piemontese spiega di comprendere gli italiani che non riescono a pagare le tasse: "Se fossi un italiano che deve dare il 50% allo stato farei così: se posso pago, altrimenti no. Se non ce la facessi a stare in Italia me ne andrei. L'evasione delle tasse non è giustificabile, ma è comprensibile". Anche se aggiunge che "chi ha successo non deve essere illegale. Si può avere successo assolutamente nella legalità. Si diventa ricchi con il lavoro". E ancora: "Le tasse vengono evase quando il cittadino pensa che si sia superato il limite. In Inghilterra per esempio sono giuste, infatti lì non c'è evasione. Dovremmo copiare i Paesi che funzionano".

"Quantificare un ricco vero? E' uno che guadagna dai 20 ai 70 milioni di euro all'anno", dice. Io non ho mai guadagnato in Italia, sono andato via 25 anni fa. Poi torna sull'estate calda appena passata: "Qui si sta cercando di criminalizzare i ricchi. Al Billionaire dicono che i prezzi sono troppo alti? Non sono io che decido i prezzi, li decide il mercato. La gente sta bene, inoltre creo 140 posti di lavoro in due mesi".

E sui manifesti sulla Finanziaria di Rifondazione comunista raffigurano un enorme yacht e la scritta "Anche i ricchi piangono": "Vedere quella barca dovrebbe essere uno stimolo per i giovani. In Italia si cerca di spaventare chi produce. Questa Finanziaria alla fine fa piangere i poveri non i ricchi".

Poi, l'annuncio: "L'Italia è un paese vecchio, la gente viaggia poco e non c'è nessun politico, con una carica importante, sotto i 40 anni. Io in politica? Non sono né di sinistra e né di destra, mi occupo di Formula Uno. Però se potessi dare un aiuto...la politica non ti annoia, magari se dovessi annoiarmi ci penserò. Se tra un paio d'anni potessi dare un contributo perchè no? Ci rivediamo e ne parliamo". Infine la chiosa: "I politici attuali in Italia sono scarsi".

da questo piano dipende l'economia dell'Italia

Un´operazione in 55 mosse per recuperare 13 miliardi di euro. È quanto emerge dal documento presentato dal viceministro all´Economia Vincenzo Visco, con l'obiettivo di «sradicare» l'evasione entro la fine della legislatura. Le iniziative contenute nel cosiddetto «Piano Visco» si estendono dal decreto del luglio scorso a quello che accompagna la Finanzaria 2007, varato in questi giorni. Duplice l'intento del Governo, che da un lato rafforza «i poteri del Fisco nei riguardi del singolo contribuente già sottoposto a verifica (in materia di questionari, nelle procedure telematiche di acquisizione dei dati bancari, con il raddoppio termini di decadenza, eccetera)» e dall´altro programma «un cospicuo arricchimento del patrimonio informativo dell'anagrafe tributaria».

Molte le novità, fra interventi normativi ed organizzativi, del nuovo progetto, che mira a combattere un fenomeno, l´evasione fiscxale, che secondo lo stesso viceministro sottrae alle casse dello Stato 220 miliardi di euro.

Tracciabilità dei compensi. Non si potranno pagare le parcelle dei professionisti (dentista, avvocato ecc..) con denaro contante e se la parcella è superiore a 1000 euro si dovrà emettere un assegno o pagare con carta di credito. In tre anni la soglia si abbasserà a 100 euro. La norma serve per consentire l'individuazione dei passaggi di denaro e garantirne la tracciabilità.

Auto. Guerra ai Suv "mascherati". Non si potranno più far figurare i fuoristrada come autocarro per intestarlo alla propria società e scaricare così Iva e spese. Sarà vigiliato anche il mercato parallelo internazionale delle auto con inclusa evasione dell'Iva: l'immatricolazione dovrà essere subordinata alla dimostrazione del pagamento della tassa nel paese straniero.

Calciatori. Giro di vite sui compensi dei bomber e degli atleti professionisti. Le società dovranno inviare al Fisco i contratti dei giocatori. Scontrino. Chi non lo emette rischia grosso. È prevista la chiusura da tre giorni a un mese dell´esercizio commerciale per chi viene pescato a non fare scontrino per almeno tre volte nell´arco di 5 anni.

Antievasione. Nasce una banca dati unica, che raccoglie i nomi, le generalità e il codice fiscale dei titolari dei conti bancari e dei portafogli titoli. La banca dati potrà essere utilizzata per gli accertamenti dall'Agenzia delle entrate e successivamente l'anagrafe sarà integrata con le informazioni delle Camere di Commercio e potrà essere utilizzata anche dagli esattori delle tasse, addetti alla riscossione finale dei tributi fermi.. Gli istituti di credito rischiano multe fino a 20 mila euro se non risponderanno alle richieste di informazioni formulate dall'amministrazione fiscale.

Iva. Da sei mesi a due anni di reclusione per chi omette il versamento dell´ Iva per una cifra superiore ai 50 mila euro, sanzione applicata anche per chi utilizza crediti d'imposta inesistenti. Più controlli sulla concessione delle partite Iva.

Elenchi. Dovrà essere inviato all´Agenzia delle Entrate l´elenco di tutti i clienti e dei fornitori, stilato dai commercianti.

Paradisi fiscali. Non sarà più possibile per l´utente dedurre le parcelle pagate ai professionisti, con residenza nei paradisi fiscali. La mossa del governo è mirata a scoraggiare il fenomeno.

Casa. Per contrastare gli affitti in nero, l´amministrazione fiscale potrà fare indagini, inviare questionari anche ai privati ed erogare sanzioni in caso di mancata risposta.Potranno scattare inoltre accertamenti sulle compravendite di immobili, nei casi in cui il valore di un mutuo è superiore a quello catastale dichiarato. Il condominio che fa una qualsiasi opera di manutenzione dovrà pagare le imposte sui lavori effettuati per conto della ditta che li ha svolti con una ritenuta pari al 10%.

Reddito. Gli studi di settore, sulla base dei quali gli autonomi pagano le tasse, saranno effettuati ogni tre anni invece che ogni quattro e il tetto dei ricavi sale da 5 a 7,5 milioni. Sono previste sanzioni per i dati non veritieri.

Dichiarazione dei redditi. Si deve indicare, nella dichiarazione dei redditi, il codice fiscale del coniuge separato che riceve assegni, mentre per ottenere le detrazioni delle spese mediche bisognerà accludere alla dichiarazione dei redditi lo scontrino o la fattura e il codice fiscale di chi spende e usufruisce della detrazione.

Dare-Avere. Sarà detratto dal credito verso una Pubblica amministrazione (per una prestazione professionale, ad esempio) l´ ammontare dell´arretrato fiscale, se le due cifre dovessero coincidere e lo Stato prima di estinguere le fatture a suo carico sarà tenuto a controllare.

Controlli: si intensificheranno i controlli sull´imposta di registro, ipotecaria e catastale e gli accertamenti doganali.

Manodopera a nero. I datori di lavoro che verranno trovati a impiegare manodopera in nero dovranno pagare fra i 500 e i 12.000 euro per ogni lavoratore, più una maggiorazione di 150 euro per ogni giornata di lavoro.