mercoledì, febbraio 27, 2008

carichi sporgenti


E dire che due miei amici, per una sculata sulla Taranta, hanno gridato al miracolo...
e si sò persi sto fotogramma!

harder better faster stronger

lunedì, febbraio 25, 2008

18 velocità

Se io rallento
tu acceleri?

domenica, febbraio 24, 2008

sabato, febbraio 23, 2008

and the beat goes on

Finalmente a casa, senza scadenze urgenti, almeno per 24 ore consecutive.

Sono molto, molto contento.
Ho portato a casa una settimana incredibile, che mi ricorderò per sempre, in cui non c'è stato un momento di pausa.

Laurea
Master
PD
Compriamola
Convegno
Cene

Ho fatto tutto quello che c'era da fare, e questo è per me motivo d'orgoglio. Ora posso anche godermi pienamente il gusto di essermi laureato.

Sono reduce da 2 giorni di workshop da me co-organizzato insieme a una mia docente ed altri studenti, dottorandi e dottorati. Ne è venuta fuori anche una bella intervista in radio con i due docenti stranieri, tanto disponibile quanto pessimo si è rivelato il mio inglese.

E' stato il mio saluto definitivo all'Università. Tutti i sapori di un commiato misto a un'Epifania in queste ore nella mia testa.

Il convegno mi è molto piaciuto, ma difficilmente mi calerò di nuovo nella parte dell'organizzatore.
I percorsi professionali mi stanno allontanando dall'Ateneo, almeno da un punto di vista puramente accademico. Poi la radio, chissà...

Ma ho riscoperto il gusto per il mio essere stato studente e per il gusto della ricerca, dello studio, dell'analisi. Un gusto che sicuramente mi guiderà nella vita.

Ho ripreso anche a studiare. Comunicazione politica.
Un po' è "colpa" della materia, un po' è la congiuntura temporale ad avermi fatto riaprire i libri.
Ne comprerò altri sulla questione, devo avere le spalle solide.

E dire che il 6 febbraio, dopo l'ultimo esame, avevo detto che non avrei studiato fino a giugno.
Ora sì che c'è una buona ragione per chiamarmi secchione.

Sono stati due giorni estremamente stimolanti, perchè sono stato psicologo così come piace a me, nella mia atipicità sociologicamente orientata.
Il focus è sulle parole chiave di tutto il mio percorso:

Identità
Socializzazione
Internet
Discorso
Contesto

e così lo psicologo meno psicologo che conosco, me medesimo, ha trovato la sua dimensione. Sempre più lontano dal lettino vicino al quale, troppo spesso, mi volete immaginare.

Per tutto ciò che entra, si integra, costruisce questo vividissimo puzzle di interessi e attività, c'è purtroppo un'elemento in uscita, da incensare.

Sempre di più scopro il piacere di parlare bene della gente che se lo merita. E' tremendamente più appagante di criticare, gastemare, tagliare. E' piacevole, catartico.
Il tributo di chi è diverso da te, ma in modo costrutitivo. Migliore di te.

Parte la Cortini, una di quelle persone che sarò costretto a citare quando fra 20 anni mi si chiederà quali sono stati i miei modelli, i miei mentori.
Mi ha scoperto, mi ha motivato a sostenere sempre la mia posizione, a non piegare mai la testa.
A costo di sembrare spocchioso. Poco umile.

"ti meriti tutto quello che sta succedendo, sei bravo bravo bravo, non te lo dicevo spesso perchè certe volte non sei sufficiente umile"

Davanti a questa frase durante il saluto d'arrivederci, ho abbozzato sterili controargomentazioni.
Ma aveva ragione.

La Cortini lascia Bari e quindi sarà più difficile incrociarsi. Lascia Bari per Chieti.
Farei di tutto perchè lei e Mossa si incrocino.

Un'unica nota negativa in una settimana da (1)10 e lode.

16.06, vado a gettarmi al letto.
Questa pennichella si candida ad essere tra le 3 o 4 più appaganti della mia vita.

giovedì, febbraio 21, 2008

e a un certo punto si affaccia Walter...

Sono in treno, Bari è ancora troppo lontana.
Sono le 18.35, sono sveglio da 15 ore circa.
La giornata è ancora agli albori, mi attende una bella plenaria di Compriamola (luogo preposto alla pubblicazione, n.d.r.). E poi meritato riposo.

Col cazzo!

Domani e dopodomani sveglia alle 6.30.
Pubblicherò questo post non appena sarò nell’Italia civilizzata. Qua, tra Ariano Irpino e Foggia non prende manco il telefono. Ma da una mezzora oramai.

Cronaca della giornata.

Ce ne sono di fatti da dire. A partire dalla sveglia appunto, una delle notti peggiori degli ultimi tempi, tra raffreddore e la preoccupazione per la terna di impegni di una settimana fino a questo momento leggera. Mi sono giusto laureato, un po’ di master.

Fessarì. (inezie, nel mio idioma)

La prima botta di treno, il Circo Massimo, quei 900 metri da solo. Sto per andando al PD a ballare, nella testa mi passa l’impossibile. Arrivo, trovo il Cicci1 già in cabina di pilotaggio. Realacci moderatore.
Io che scopro quello di cui ero certo. Sono il più piccolo, e anche nettamente.

Il primo brivido arriva dal congedo di Emiliano:

“vi lascio in mano al mio referente pugliese, Dino Amenduni. E’ molto emozionato ma si farà valere

Mè, dì tu. (ho palesi difficoltà a contro-argomentare)
Prosegue l’educazione alla campagna elettorale che ha giusto l’ambizione di cambiare la storia del nostro paese. Prendo appunti con insospettabile solerzia.
A un certo punto appare lui, Veltroni. Io alzo la testa e me lo trovo davanti agli occhi. Sorridente, disteso in volto.
“I sondaggi!” dice lui, “continuiamo a crescere”. E’ esattamente come me lo immaginavo. La tivvì manco lo trasfigura più di tanto.
E’ di ottimo umore, ci lascia con questa frase che vuole essere scherzosa ma che suona come un “mè wagnun mè” (hurry up guys!)

Per la precisione: “…che se perdo le elezioni è colpa vostra!”

Lascio il partito, gli stati d’animo sono quelli di un ragazzo che a malapena si è laureato ed è stato gettato di peso in una macchina da guerra, che deve imparare i trucchi del mestiere in 20 giorni e che ogni tanto si fa balenare il sospetto di essere stato mandato in prima fila perché così se gli avversari sparano, i colpi se li prende lui.
Ma c’è poco tempo per stare a fare filosofia, c’è da lavorare e vendere carissima la pelle.
Eppure, nonostante ci sia sufficiente materiale per ulcere o accaponamenti di pelle, il flash che mi porterò in questa giornata è stato il mio primo giro sullo Shuffle.

Piove a Roma, fa freddo, il cielo è uno schifo.
Io non so che rapporto voi abbiate con le grandi città, con le metropoli. Amanti, stima reciproca, separazione consensuale, divorzio, due botte e via.

Io le amo. Anche e soprattutto nel loro essere giungle urbane.
Decido di isolarmi. Io, i miei pensieri. E Burial.
Perfetto per la giungla.


E ora, mentre il Sub-Appennino Dauno mi scorre ai lati (e per fortuna non lo vedo) torno a casa con Burial.
Papà Castoro direbbe che la musica ha vinto anche oggi nella gara tra le cose che mi fanno perdere la brocca.
Segna Duni, segna. Anche se oramai il cammino verso l’autoconsapevolezza (non sempre utile, ma necessaria se uno nella vita vuole arrivare da qualche parte) è a buon punto.

Quasi quasi organizzo gli eventi musicali per il PD e la facciamo finita così.

mercoledì, febbraio 20, 2008

alessia mosca

Questo nome che ai più sembrerà del tutto anonimo corrisponde all'identità della responsabile nazionale del Partito Democratico per quanto riguarda il Welfare.

Di cultura politica "popolare" (Margherita, per intenderci), laureata in filosofia, alle spalle master, docenze, think-tank.
Ha 32 anni e si è detta "frastornata" al momento della nomina da parte di Walter.
Essere classe dirigente a 32 anni non è una cosa che dovrebbe rappresentare così tanto stupore, eppure in Italia è drammaticamente stupefacente.

Per giungere alla mia età basta invertire l'ordine delle cifre rispetto ad Alessia. Almeno per un altro mese va così.

Poi, per il resto, la musica è incredibilmente simile.
Domani vado a rappresentare centinaia di migliaia di persone a Roma. Il cosiddetto "popolo delle primarie".
Sveglia alle 4.
AM, ovviamente. Un giornatino.

Arrivo a Roma alle 10.30, il tempo di raggiungere Migliano al Circo Massimo.
E poi lì, insieme al gotha della comunicazione politica del PD. Nazionale, ovviamente.
Io, laureato non più di 50 ore fa.
Nessuna esperienza, nessuna tessera di partito, nessuna campagna elettorale.
Anche quando sono andato a votare spesso mi son fatto fregare.

Eppure mi infilano in questo treno (nemmeno più ok, parto alle 5 e il biglietto costa comunque 41€, che porcheria).

Sarebbe perlomeno ingenuo che il motivo per cui ci sono proprio io in quel treno sia legato solo alle mie presunte competenze.

Rispondo dell'investimento in termini di fiducia di una certa classe dirigente, che sia politica, che sia creativa, che sia pensante.
E questo è, per fortuna, un dato di fatto.

Ma ovviamente ci sarà dell'altro. Equilibri, giochi, manovre che portano un signorino dal passato intonso a, chissà, bruciarsi, sporcarsi il faccino, fare una grandissima figura o restare in un comodo anonimato.

Non posso rovinarmi il sonno e il piacere dell'esperienza di rappresentare un popolo per pensare a cosa c'è dietro. E sotto.

A me piace lavorare, si sarà capito. E mi piace pensare di poter rendere un servizio a una comunità. Lavoro sempre seguendo questa linea-guida. E infatti spesso mi faccio spremere. E non mi pagano quasi mai.

Ma vivere così, lavorare così è l'unica cosa che mi interessa ora. Se salirò sul cazzo a qualcuno, succederà a prescindere. Se diventerò scomodo e un po' meno intonso, ciò accadrà perchè è inevitabile.

Domani è un'altra giornata indimenticabile e io voglio andarmela a giocare con la solita leggerezza.

Ah, poi alle 15.30 mi rimetto in treno, alle 20.30 sto a Bari, alle 21 plenaria di Compriamola.
Il giorno dopo sveglia alle 6.30, il giorno dopo ancora di nuovo. Forse con una festa di laurea (la mia) in mezzo.
Giornatine, appunto.

p.s. mi sento profondamente mortificato nei confronti di tutte quelle persone che vorrebbero vivermi più pienamente di quanto io posso consentire visto l'andamento sclerotico delle mie cose.
Il vostro calore mi è indispensabile. Troverò il modo per ricambiare.

martedì, febbraio 19, 2008

le bucoliche

Dopo il polo nord sembra che si sia deciso di regalarmi due giorni di sole.
Quando tutto sembra un sogno.

Ieri si è chiusa la mia carriera universitaria ed è successo tutto quello che uno studente può immaginare nella sua laurea perfetta.

L'aula stracolma di amici e parenti
gli special guests - grazie assai Mikè

brusii - la cifra stilistica della mia giornata - delle famiglie delle altre candidate per il trattamento di stra-favore da me ricevuto

il relatore di lungo, lunghissimo trascorso che ti ringrazia per avergli insegnato qualcosa
il correlatore, l'esempio del Baronato nella nostra Università, che ha ancora un orgoglio, non può dire che TU lo hai fregato e ti dice "è, come da suo carattere, abbondante"
i 20 minuti di discussione per la bellezza dell'argomento e non per la mia verbosità.

Lascio l'Università con la stessa leggerenza
e talvolta strafottenza
con cui l'ho sempre vissuta, fatti salvi un paio di esami a cui ho associato paranoie ingiustificabili ma che tornano sempre utili per capire di che natura e che misura sono i problemi reali.

La commissione che mi lanciava occhiatacce mentro saltellavo sul lato sinistro dell'aula, mentre le altre candidate erano ferme coi loro pensieri, com'è logico che fosse.
Ho fatto anche un "Compriamola perchè" che spero Gettone spari nell'etere.
(gettone, ti voglio bene)

Il ritorno a casa e il calore umano di persone con cui non sempre ho molto a che spartire, ma che si riconoscono nel progetto di un'intera famiglia che ieri ha visto il suo primogenito arrivare a un traguardo di assoluto prestigio.

La frase del giorno è quella di mio Zio che da Genova non mi ha fatto arrivare solo la maglietta di Fantantonio (e anche se fosse, sarebbe stato meritevole di santificazione), ma una massima che vale tutto:

"è forse il momento più bello della vita di chi si laurea, perchè l'Università è una cosa che ti costruisci da solo e quindi il raggiungimento del traguardo è del tutto tuo"

Ed è così.
Forse è l'ultima cosa della vita di una persona il cui merito è totalmente ascrivibile a sè stessi.
Mi godrò ogni stilla(vato?) di queste giornate, anche se ho di tutto da fare, come sempre.

La semiotica dei regali:

una valigia, anzi due
una Mont blanc
uno zaino con annessa sacca per portatile
=
vattin!!!

La semiotica è con me
E anche un paio di miei amici burloni
(grazie anche a voi)

Ho finalmente fatto la pace con la musica con il mio primo lettore mp3 alla veneranda età di 23 anni e 11 mesi. Incredibile, per me.

Un grazie, ma di cuore, a tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi 5 anni e sopratutto a quelli che mi hanno seguito dal primo all'ultimo giorno di questo viaggio.
Un viaggio che mi è piaciuto tantissimo.
E a coloro i quali ieri sera mi hanno manifestato la loro stima nei modi più insospettabili (e inattesi).

A voi regalo un vouchersfottò:

avete 24 ore da ADESSO per chiamarmi psicologo e cavalcare tutti i clichè che contraddistinguono il mio titolo di studio. Vi risponderò sempre seriamente o col sorriso.

Dopodichè vi getterò i vuoti delle Peroni nei sensi.

Ciau ragassi, vado al piddì (questo è un altro fatto per cui verrò coglionato per il resto dei miei giorni)

lunedì, febbraio 18, 2008

oggi sposi



I want to be as free as the spirits of those who left
I'm talking Malcom, Coltrane, my man Yusef
Through death through conception
New breath and resurrection
For moms, new steps in her direction


When drunk nights get remembered more than sober ones
Walk like warriors, we were never told to run
Explored the world to return to where my soul begun
Never looking back or too far in front of me
The present is a gift
and I just wanna BE

Common - Be

La mia vita riassunta in 2 minuti. E due lacrime che mi scivolano

Vado a giocarmela, torno fra un pò :)

domenica, febbraio 17, 2008

ho deciso: io sto con obama



p.s.Ho ancora diversi anni d'esperienza da maturare prima di diventare bravo la metà di chi sta dietro questo fenomeno.

offlaga disco pax - bachelite


Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita
A questa domanda rispose con una frase da gioventù nichilista, lapidaria,
nel senso di lapide.
"Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato"

Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato
non ci è dato sapere
di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata
e la parola sensibile resta dubbia e ambivalente
come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 agosto 1980
[..]

Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista
stabilremo dei limiti
Definiamo quindi il neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili
che del tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro
da cui ci dissociamo
anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile
del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravantisono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento
vincono 2 a 0.


Offlaga disco pax – Bachelite

Genere: spoken poetry

Etichetta: Santeria/audioglobe

Voto: 4/5 (8/10)


Max Collini, il più improbabile dei frontman, è finito su un palco per la prima volta a 36 anni. E nemmeno grazie alle sue doti vocali. Ingegnere di Reggio Emilia, terra in cui i CCCP hanno lasciato un segno ancora tangibile a oramai 20 anni di distanza dai loro capolavori, scrive testi senza i quali gli Offlaga Disco Pax non avrebbero alcuna ragione di esistere. Non me ne vogliano Enrico Fontanelli e Daniele Carretti, gli altri componenti della band, devoti al kraut-rock e alla new-wave ma soprattutto all’analogico, assolutamente onesti nelle loro tessiture sonore. Ma cosa sarebbero gli Offlaga senza le intuizioni della vita di città, delle piccole cose che diventano insegnamenti per la vita, della nostalgia viva per un comunismo forse un po’ annacquato, à la Lula da Silva, citato in “Dove ho messo la mia golf”, di quel realismo sociale che diventa poesia in prosa? La formula Offlaga non perde di credibilità né di appetibilità. Questa è e sarà sempre la sfida legata a un azzardo così grande: non cantare. Allo stesso tempo sento di non condividere pienamente la scelta ortodossa di mescolare voce e musica, come fossero un unico flusso indefinito. Non è così: apprezziamo la modestia di Collini, ma è lui, il più improbabile dei frontman, a poter far emergere gli Offlaga dalla (seppur) prestigiosa nicchia underground in cui si sono posizionati.


Adele - 19


Should i give up,
Or should i just keep chasing pavements?
Even if it leads nowhere,
Or would it be a waste?
Even If i knew my place should i leave it there?


Adele – 19

Genere: Pop

Etichetta: XL records

Voto: 5/5 (10/10)

Non avrei mai immaginato che il mio primo 10 in pagella sarebbe giunto così, per una carneade, l’ennesima giovane talentuosa londinese (Tottenham per la precisione), anche in questo caso non bellissima, che viene presa per mano da valenti talent scout (Mark Ronson vi dice niente?), viene mandata su tutte le copertine con qualche etichetta che fa più o meno così: “la nuova…”. Quante volte abbiamo visto sensazionalismi del genere? In questi ultimi anni la tendenza è schizofrenica, non c’è nemmeno il tempo di far fare un album a un’artista, che subito viene fuori la nuova qualcosa, il nuovo qualcuno. Adele è la nuova Amy Winehouse? Assolutamente no. Ed è un bene. Amy ha e avrà sempre qualcosa in più dal punto di vista della personalità, ma se parliamo di musica (e basta), dovrà darsi da fare per tenere la leadership. Non si sentiva un album così emozionante da anni, sinceramente. Grandissime doti vocali (ed ecco qua il tam-tam della “nuova…”) accompagnate da un songwriting ispirato (“scrivo solo quando sono depressa”, dice la 23enne). Un pop coraggioso, pulito, non ruffiano. Nessun punto debole: risulta in qualche misura limitante indicare le migliori canzoni in un lavoro così organico. Ma se proprio dobbiamo, vi suggeriamo “Chasing Pavements”, che ha convinto anche la gerontocrazia radiofonica italiana. E’ nata una stella. E speriamo che non ci si affretti nella scoperta della nuova Adele, perché c’è da godersi pienamente lei. L’originale.


baustelle - amen



tanti messicani in un deserto a Foggia e pochi pistoleri
fanno sì che i nostri maccheroni al sugo restino i migliori

Baustelle – Amen

Genere: Pop

Etichetta: Warner

Voto: 4/5 (8,5/10)

Quarta fatica di studio per l’oramai terzetto originario di Montepulciano (Fabrizio Massara ha lasciato la formazione dopo “La Malavita”). Un album che vince per netto distacco sui precedenti: il più compiuto, maturo, completo. Un lavoro che decanterà lentamente e che fra 10 anni verrà indicato come uno dei manifesti della storia pop italiana. C’è tutto per creare il culto Baustelle, dalla cura (anche estetica) del dettaglio, alla personalità di Francesco Bianconi che convince sempre di più ai testi (e sempre meno alla voce) alla straordinaria Rachele Bastreghi che non a caso appare presente come non mai alla voce e che è protagonista del miglior pezzo dell’intero album, quella “Dark Room” che ci auguriamo diventi un singolo. Gemme su gemme in album che, nonostante le sue 15 tracce, presenta ben pochi momenti di stanca. Su tutte “Baudelaire”, pronta a fare la storia; umorismo nero e menzione meritoria anche per “Spaghetti Western”. L’iperproduzione caratteristica dei Baustelle “multinazionali” viene qui utilizzata come uno strumento per mescolare senza timori le varie influenze che hanno caratterizzato il gruppo, soprattutto quel gusto per il tropicalismo che diviene poi, un po’ a sorpresa, la cifra distintiva di questo “Amen”. Bravissimi.

flussi

Il counter a quota 9000

8 ore di banchetti con la neve e la sensazione che tutto stia andando per il meglio

La laurea lì a 36 ore da te e tu che al massimo ti emozioni

Imparo a conoscere Bari

Domani il derby

I Baustelle che hanno cambiato la storia della musica in Italia e ce ne accorgeremo fra non meno di 10 anni (e a me i Baustelle continuano a non convincere del tutto, eh...ma quando è giusto è giusto)

Adele che ha fatto un album strepitoso e il Guardian le ha messo 4 e io non capisco.

I programmi in radio che funzionano alla grande nonostante tutto

I "bambini" che crescono

Il lavoro, i lavori

Cioccolato IACP

Gli aneddoti sugli ultras

Baudelaire

Gli anacardi

Le foto artistiche

La nostalgia (ottimo segno che ti manchi chi ti ha dato tutto, vuol dire che hai levato lo stronzometro)

Il futuro, e la non paura di viverlo

Tutto che va per il meglio e quasi te ne vergogni

Dagli accenti agli apostrofi

La ritrovata voglia di investire in qualcuno.

venerdì, febbraio 15, 2008

da oggi cambio vita

Ma giusto un po'.

fini, mi piacevi di più quando eri fascista



''Menomale che Silvio c'è''. E' il brano di Andrea Vantini che potrebbe accompagnare Silvio Berlusconi in questa campagna elettorale

Sarebbe stato lo stesso leader azzurro a presentarlo ad una cinquantina di giovani militanti azzurri che, al termine di 'Porta a porta' di martedì scorso, lo attendevano sotto palazzo Grazioli.

Accolto dalle loro bandiere, dopo averli salutati, Berlusconi li ha fatti accomodare nel cosiddetto 'parlamentino' di Forza Italia, una sala al piano terra del palazzo. Ed ha fatto ascoltare loro questo motivo che racconta la storia di una persona qualunque, che lavora, che certamente non ha potere né privilegi, ma che si sente tutelato dalla presenza in politica di Silvio Berlusconi.

(grazie a Cri per la segnalazione)


giovedì, febbraio 14, 2008

donna rachele


Ma parliamone.

Ciao,che fai?mi vuoi?
ok,ti va?
di qua,ci sei?ne fai miracoli..
reciti bene

Io non so chi sei
vorrei gli dei quaggiù
perchè così rinascerei
senza guai
Dark Room
Che cosa vuoi?
tramonti
Che cosa dai?
che sconti fai?
Che occhi neri hai

Tu sei qui con me,vicino a me
che posto strano
Io ti annuso,ti codifico
essere umano
tu sei qui con me,vicino a me
mi sembri strano
cicca spenta sul parquet
ti prendo
e poi ti fumo

Rachele Bastreghi - Baustelle
Canzone - Dark room

l'amore ai tempi del com'era

Auguro un non troppo triste S.Valentino a tutti quelli che vorrebbero tanto festeggiare ma non hanno la materia prima per farlo.

(pensate che ci sono 8 milioni di Americani che si autoinviano i regali di S. Valentino...non state troppo male)

fenomeni londinesi (sovrappeso)


Adele - Chasing pavements

Segnate questo nome...

Adele è in programmazione su FuoriFrequenza da dicembre, tiè.

martedì, febbraio 12, 2008

mr g. e la testata nuova

E mo assumimi, ciola.

(ti scrivo mentre sei a 24 cm da me)